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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 14-12-2012, 16.43.33   #21
bobgo
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Riferimento: Non riesco ben a capire il ruolo che mi è stato dato.

Citazione:
Originalmente inviato da lunatika
No non è troppo triste anzi.....è bello sapere e rendersi conto che noi siamo qui!!!!!! e che nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa x gli altri.....Io cercavo solo ..altri pareri e altre considerazioni...tutto qui.
E triste (x me) pensare che alcuni vedono solo questo e non pensano oltre...ma alla fine ben pensandoci,se stanno bene così...hanno trovato il loro equilibrio perciò non posso giudicare .solo nel mio intimo rattristarmi.
La tristezza per ciò che va diversamente da come dovrebbe invece andare, secondo il mio punto di vista, non può che finire con l’includere anche me stesso.
Io non sono ciò che dovrei essere!

Conoscendomi meglio di quanto conosca gli altri, mi considero più responsabile, anche se poi solitamente scruto maggiormente gli errori altrui che i miei…

A volte intravedo nelle scelte altrui cause esterne, delle quali loro non sono per niente responsabili. E quando queste “cause” mi mostrano tutta l’ineluttabilità del destino… mi coglie la compassione.
Compassione per gli altri, che sono senza effettiva libertà, e poi, di riflesso, compassione per me stesso.

In questa compassione per l’evidente assenza di libertà nell’esserci, può allora nascere l’assurda fede nella Libertà, che è fede nella Trascendenza.
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Vecchio 15-12-2012, 00.07.44   #22
ulysse
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Riferimento: Non riesco ben a capire il ruolo che mi è stato dato.

Citazione:
Originalmente inviato da bobgo
La tristezza per ciò che va diversamente da come dovrebbe invece andare, secondo il mio punto di vista, non può che finire con l’includere anche me stesso.
Io non sono ciò che dovrei essere!
Ma veramente il "come dovrebbe andare" è solo personale opinione che forse vale solo per se stessi...e poi neanche: l'incitamento "gnosce te ipsum" ha avuto tanto successo perchè si ritiene difficoltoso e improbabile conoscere bene se stessi: si è piu' portati ad eccedere in benevolenza...per quanto, a volte, anche al deficere.
Forse tu hai solo qualche rimorso: in realtà, per quanto non sembri, forse sei una ottima persona.
Citazione:
Conoscendomi meglio di quanto conosca gli altri, mi considero più responsabile, anche se poi solitamente scruto maggiormente gli errori altrui che i miei…
E' solita la storia della pagliuzza nell'occhio altrui...trascurando la trave nel proprio!
Citazione:
A volte intravedo nelle scelte altrui cause esterne, delle quali loro non sono per niente responsabili. E quando queste “cause” mi mostrano tutta l’ineluttabilità del destino… mi coglie la compassione.
Compassione per gli altri, che sono senza effettiva libertà, e poi, di riflesso, compassione per me stesso.
Ma non c'è nessuna ineluttabilità: semplicmente viviamo in un ambiente di cui dobbiamo tener conto: l'interazione è reciproca... semplicemente ...io...speriamo...che me la cavo!
A volte c'è effettiva responsabilità o iresponsabilità, ma più spesso è imprevidenza.
Come per tutti i concetti...anche il concetto di libertà è relativo!

Comunque nel caso specifico di questo 3d non si è parlato di tristezza per scalogne altrui...o altrui insufficienza...il chè potrebbe essere lecito ed anche etico...si allude alla tristezza per un diverso modo di pensare... in spregio alla libertà di pensiero altrui...che si dovrebbe sempre riconoscere anche se si pensa diversamente.
Citazione:
In questa compassione per l’evidente assenza di libertà nell’esserci, può allora nascere l’assurda fede nella Libertà, che è fede nella Trascendenza.
In effetti la fede nella trascendenza può essere assurda, ma non credo abbia a che fare con col concetto di libertà (ci sono forse indizi in propsito che lo faccia crederr?) o con la libertà effettiva di cui ciscuno di noi potrebbe godere o non godere...non mai, comunque, in modo assoluto.
L'assoluto non è di questo mondo (mai sperimentato!)...anzi di nessun mondo , credo!

Ultima modifica di ulysse : 15-12-2012 alle ore 12.55.53.
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Vecchio 15-12-2012, 07.42.54   #23
jador
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Riferimento: Non riesco ben a capire il ruolo che mi è stato dato.

da sgiombo
Giocare con le parole nelle discussioni dirette o telematiche non fa parte delle mie abitudini (preferisco
cercare di capire gli altri).

allora capisci pure a me...vorrei solo capire cosa c'e' da rattristarsi nell'essere di utilita' a tutti senza
credere al trascendente.

Cosa ci sia per Lunatika (o chiunque alto) da rattristarsi (per i più svariati motivi) non c' é bisogno che lo capisca necessariamente tu, o io, o chiunque altro dal diretto interessato (anche se certamente per naturale simpatia può essere interessante cercare di farlo)

appunto, mi interesserebbe capire cosa c'e' da rattristarsi


, che non é in dovere di giustificarsi per questo.

io non ho chiesto una gistificazione, ma una spiegazione

Tante volte si dice: "non sai cosa perdi" (a non considerare o provare determinate esperienze ed emozioni)".
Non pretendere di imporre agli altri i propri punti di vista (che é sacrosanto) non implica necessariamente di astenersi dal valutarli o di rinunciare ai propri valori e convinzioni (per la cronaca, quelle di Lunatika sono molto diverse e in gan parte opposte alle mie, a quanto pare).


non chiedo a nessuno di rinunciare ai propri valori, ma vorrei capire ancora, e mi ripeto, cosa c'e' da rattristarsi per chi non crede nel trascendente ma e' del parere che bisogna cercare il bene di tutti compreso quello proprio.
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Vecchio 15-12-2012, 10.02.46   #24
CVC
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Riferimento: Non riesco ben a capire il ruolo che mi è stato dato.

Citazione:
Originalmente inviato da lunatika
Chi di voi ,come me, pensa che alla fine abbia un ruolo da svolgere in questa vita...ma non è ancora giunto a capire quale sia?
Invece chi di voi pensa che la vita sia solo una casualità...senza destino,senza ruoli,senza missioni?
Vedete tutti..sin dal passato..hanno cercato risposte sul perchè della vita..sull'aldilà...sul perchè siamo nati.......e io non sono da meno.
Come diceva .Mao Tse-tung .".Non dispiacerti di ciò che non hai potuto fare, rammaricati solo di quando potevi e non hai voluto"
Ecco...non vorrei dispiacermi,un giorno,di non avere fatto quello che dovevo e mi era richiesto,diciamo così,fare.....e la mia paura è di morire prima di essere veramente nata come diceva Erich Fromm.

VOI CHE NE PENSATE....AVETE UN RUOLO,UNA MISSIONE...O CREDETE CHE SIAMO QUI PER....PURO CASO....SENZA META NE DOMANDE NE RISPOSTE..?
Lunatika, il ruolo che ci è stato dato credo sia quello di costruirci un ruolo. Il fatto che tu ti ponga la domanda su quale sia il tuo ruolo significa che la tua ragione è al lavoro. Questa domanda me la sono posta anch'io, e sono giunto alla conclusione che il mio ruolo sia più un qualcosa da costruire che un qualcosa da trovare
Il fatto che siamo qui per caso lo ritengo una possibilità con cui dobbiamo confrontarci fino alla fine. Personalmente preferisco credere che ci sia un senso rischiando che non ci sia, piuttosto che credere che non ci sia un senso rischiando che ci sia.
Se ti guardi intorno a parte le montagne, il mare, qualche bosco e qualche foresta, non c'è niente di naturale in questo mondo, è tutto costruito. Mi pare quindi inevitabile pensare che il nostro scopo possa essere quello di costruire, così come anche quello di costruirci un senso oppure un ruolo
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Vecchio 15-12-2012, 14.25.08   #25
ulysse
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Riferimento: Non riesco ben a capire il ruolo che mi è stato dato.

Citazione:
Originalmente inviato da jador
da sgiombo
Giocare con le parole nelle discussioni dirette o telematiche non fa parte delle mie abitudini (preferisco
cercare di capire gli altri).


Citazione:
...da jador:allora capisci pure a me...vorrei solo capire cosa c'e' da rattristarsi nell'essere di utilita' a tutti senza credere al trascendente.
Vorrei capirlo pure io, ma sospetto (e forse pure tu lo sospetti) che la ragione/causa stia nella tradizionale formazione cristiano-cattolica il cui imprinting sovrasta tutti noi dell'occidente e da cui a fatica ci liberiamo aiutati in ciò dal perseguire un cultura illuminista prima e poi liberale e laica.

Gli attuali credenti sembra abbiano in odio l'illuminismo come origine dei mali del mondo: ne scaturì allora la rivoluzione francese che ghigliottinò il re e la regina che tutti i suditi amavano e, insieme, tanti altri bravi nobili fedeli al re, di cui godevano i favori, e intanto mantenevano i sudditi ed i servi in povertà affamati e sofferenti come, del resto, sembra sia richiesto per conquistare il regno dei cieli.

Lo stesso Voltaire, universalmente apprezzato come filosofo sociale, ancora oggi, per un cattolico, non fu che un succube del diavolo degno di essere sepolto in terra sconscrata: ho udito io stesso, ancor poche settimane fa, un prete in chiesa...nella sua omelia domenicale.... predicare in tal senso..quasi santificando la regina Maria Antonietta ...martire!
...Ma, invero, lo fanno oggi anche certi film!....ghigliottinare la regina è un argomento che affascina sempre...meno gli ingelsi...forse.

Invero Voltaire era per quei tempi campione e precursore della idea di libertà e non certo si rattristava se qualcuno pensava diversamente da lui...lo difendeva anzi, se le autorità avessero voluto privarlo di un tale diritto...e nel contempo reclamava il diritto proprio di combatterlo dialetticamente...fino a convincerlo..o farsi convincere.

Ma Voltaire non aveva secondi fini ...non aveva nessun premio da riscuotere in cielo: anzi solo la società qui in terra lo interessava...che poi era l'unica società...ed era, ovviamente, la sola sofferente per cui concretamente ed eticamente valesse la pena di combattere.

Per un credente in buona fede, un non credente è una sconfitta: la tensione al proselitismo è fallita...quasi è una dimostrazione che i tesori della religione, che confondono coi tesori dello spirito, non hanno valore, e questo ferisce il vero credente: non è questione solo di un libero pensare, ma è contro la fede... da Dio stesso concessa a ciascuno...come illuminazione.

C'e poi il fatto, pensa il credente, che chi professa un libero pensiero non condizionato dalla pratica religiosa sarebbe privo della grazia di Dio ed è un miscredente che andrà all'inferno: uomo da compatire comunque...forse anche piuttosto arido: solo le cose di questo mondo ha in testa...nessun battito d'ali...che per un miscredente non può essere!...non suficientemente spirituale!..anche se si tratta, ad es., di Crik e Watson scopritori dell'elica del DNA...cui pensavano giorno e notte...o di gente del genere...magari premi Nobel.

Comunque, alla fine, è questo andare all'inferno che rattista il credente di buon cuore: magari si tratta di un amico...di persona per altri versi sensibile...ma lui non lo sa, pensa il credente... il poverino andrà all'inferno ...se non si ravvede.

Dopotutto avrebbe anche ragione: se un amico mio sapesse che io sono destinato all'inferno e non si trattristasse, lo caccerei con infamia ed ignominia!...ma che insensibilità sarebbe..soprattutto per un credente!

Ultima modifica di ulysse : 15-12-2012 alle ore 23.41.17.
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Vecchio 15-12-2012, 14.53.32   #26
baylham
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Riferimento: Non riesco ben a capire il ruolo che mi è stato dato.

La domanda sull’esistenza di un ruolo, di un fine , di un destino della vita è per me semplicemente indecidibile.
Tuttavia prediligo, ritengo più probabile che non ci sia affatto, che la vita, l’esistenza sia una creazione continua, uno stato nascente, un farsi inesplorato e perciò meravigliosa.
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Vecchio 15-12-2012, 16.19.59   #27
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cercare di capire gli altri).

allora capisci pure a me...vorrei solo capire cosa c'e' da rattristarsi nell'essere di utilita' a tutti senza
credere al trascendente.

Cosa ci sia per Lunatika (o chiunque alto) da rattristarsi (per i più svariati motivi) non c' é bisogno che lo capisca necessariamente tu, o io, o chiunque altro dal diretto interessato (anche se certamente per naturale simpatia può essere interessante cercare di farlo)

appunto, mi interesserebbe capire cosa c'e' da rattristarsi


, che non é in dovere di giustificarsi per questo.

io non ho chiesto una gistificazione, ma una spiegazione

Tante volte si dice: "non sai cosa perdi" (a non considerare o provare determinate esperienze ed emozioni)".
Non pretendere di imporre agli altri i propri punti di vista (che é sacrosanto) non implica necessariamente di astenersi dal valutarli o di rinunciare ai propri valori e convinzioni (per la cronaca, quelle di Lunatika sono molto diverse e in gan parte opposte alle mie, a quanto pare).


non chiedo a nessuno di rinunciare ai propri valori, ma vorrei capire ancora, e mi ripeto, cosa c'e' da rattristarsi per chi non crede nel trascendente ma e' del parere che bisogna cercare il bene di tutti compreso quello proprio.

Ti ringrazio per le pacate precisazioni.

Le spiegazioni che chiedi te le può naturamente dare (forse) chi si rattrista nel vedere che c' é chi non crede nel trascendente (io sono fra costoro e ovviamente non mi rattristo per le mie convinzioni; sono fra costoro se per trascendente si intende "divino" e non necessariamente qualsiasi cosa esista oltre alla e sia diversa dalla materia: per esempio il pensiero, la mente, che non credo riducibile al, né men che meno identificabile con il, cervello, né con il suo funzionamento a mo' si software).

Comunque credo di essere intevenuto in questa discussione senza aver capito bene i termini della stessa e me ne scuso.

Quello che mi aveva indotto a parteciparvi era il desiderio di precisare (ma forse non ce n' era bisogno) che la (sacrosanta) tolleranza verso che persa e agisce diversamente da sè e crede e/o fa cose che si ritengono errate o comunque deprecabili non significa il divieto di esercitare la (altrettanto sacrosanta) critica nei suoi confronti e di esprimere il proprio dissenso.
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Vecchio 15-12-2012, 19.06.46   #28
bobgo
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Originalmente inviato da ulysse
Ma non c'è nessuna ineluttabilità: semplicmente viviamo in un ambiente di cui dobbiamo tener conto: l'interazione è reciproca... semplicemente ...io...speriamo...che me la cavo!
A volte c'è effettiva responsabilità o iresponsabilità, ma più spesso è imprevidenza.
Come per tutti i concetti...anche il concetto di libertà è relativo!

Comunque nel caso specifico di questo 3d non si è parlato di tristezza per scalogne altrui...o altrui insufficienza...il chè potrebbe essere lecito ed anche etico...si allude alla tristezza per un diverso modo di pensare... in spregio alla libertà di pensiero altrui...che si dovrebbe sempre riconoscere anche se si pensa diversamente.

In effetti la fede nella trascendenza può essere assurda, ma non credo abbia a che fare con col concetto di libertà (ci sono forse indizi in propsito che lo faccia crederr?) o con la libertà effettiva di cui ciscuno di noi potrebbe godere o non godere...non mai, comunque, in modo assoluto.
L'assoluto non è di questo mondo (mai sperimentato!)...anzi di nessun mondo , credo!
Ulysse, noto nei tuoi interventi una grande passione di comunicare, tuttavia, ho l’impressione che i molteplici temi da te trattati non ti coinvolgano mai in prima persona.

I tuoi approfondimenti seguono un percorso lineare, sino a quando non t’imbatti in considerazioni che non appartengono all’oggettività delle verità costringenti, qui allora il tuo periodare si fa vago, troncando sovente la questione con affermazioni arbitrarie.

La verità costringente (come 1 + 1 = 2, tanto per fare un esempio) non coinvolge personalmente, perché prescinde dal nostro consenso o meno. Anche perché in realtà non si tratta di “autentica verità” ma semplicemente di esattezza.

Un esempio di quanto vorrei osservare è dato dal tuo testo qui sopra.
La Libertà non è concetto che si possa trattare come cosa altra rispetto a noi stessi. Quando rifletto sulla mia libertà (libero arbitrio) sono coinvolto totalmente in prima persona!

Qui però tu sfuggi. Questo sfuggire è secondo me tipico di chi vuol rimanere aggrappato all’esserci, pur avendo ormai sentore dell’Esistenza…

La Libertà è problema, caro Ulysse, che non è possibile trascurare indefinitamente… prima o poi occorrerà smettere di sfuggirlo e affrontarlo (così come ha fatto Lunatika aprendo questa discussione).
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Vecchio 16-12-2012, 00.54.11   #29
ulysse
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Citazione:
Originalmente inviato da baylham
La domanda sull’esistenza di un ruolo, di un fine , di un destino della vita è per me semplicemente indecidibile.
Esiste una ben precisa teoria, oramai la piu longeva fra le moderne, direi al livello della Relatività o della teoria quantistica.

Una tale teoria influenza fortemente anche il nostro vivere...pur a nostra insaputa...spesso.
E' la teoria evoluzionista esplicata da Darwin col suo libro "l'origine delle specie" (publicato nel 1859) oggi evoluta nel neoderwinismo.

La teoria di Darwin (evoluzionismo) e neodarwinismo, sono basati sul fatto che non esiste un creatore, non esiste un progetto per i viventi, non esistono specie viventi fisse ed immutabili, ma esistono oggi specie viventi evolute da un primitivo ceppo emergente da combinazioni/reazioni molecolari fin da oltre 3miliardi di anni addietro.

Così, anche per il futuro, nuove specie sostituiranno quelle attuali secondo esigenza: pianificare o prevedere non è concepibile... così come non è prevedibile in modo deterministico come evolva il nostro mondo e l'intero universo.

La teoria evolutiva, per quanto misconosciuta anche da persone acculturate, è universalmente accettata nelle scienze moderne ed informa di sè le scienze relative al vivente come sarebbero la genetica, la biologia, l'antropologia, la psicologia, ecc...la medicina, ecc...

Un presupposto di base dell'evoluzionismo è che non esiste un progetto: l'evoluzione del vivente non ha alcuna direzione se non quella di utilizzare e sfruttare ogni possibiltà per sopravvivere individualmente e, soprattuto, come specie, il più a lungo possibile: sono i geni che preservano le specie trasmettendosi (magari sessualmente) per generazioni.

Si può pensare che il vivente, in particolare il vivente umano, stia su questa terra per uno scopo o per una missione assegnata da una mente superiore non biologica: ma questo implica una fede ed un tendere al premio nel trascendente.

Dal punto di vista scientifico una missione od uno scopo intrinseco di ordine morale od etico assegnato ad hoc a ciascuno di noi, non è necessario per la vita biologica...neppure si vede come potrebbe...per lo meno non ci sono indizi oggettivi che una tal cosa sia.

Per la vita sociale, invece, può essere necessario...ed allora la missione, l'individuo può darsersela da sè ...anzi sarebbe etico! Del resto esiste il concetto di etica sociale non necessariamente confessionale o religiosa,...in alternetiva esiste e si afferma sempre più un'etica laica.
Citazione:
Tuttavia prediligo, ritengo più probabile che non ci sia affatto, che la vita, l’esistenza sia una creazione continua, uno stato nascente, un farsi inesplorato e perciò meravigliosa.
Questo stato nascente, questa creazione continua, oltre il piano artistico, ludico, culturale, ecc....sul piano fisico e genetico, si chiama evoluzione della specie per selezione naturale, lotta per l'esistenza e adattamento.
Senza un tale fenomeno nessun vivente esisterebbe: il mondo sarebbe deserto.

Magari sarebbe deserto anche l'universo...a prescindere da eventuali alieni viventi negli esomondi, ma la cosa funzionerebbe egualmente per evoluzione e selezione naturale del particolare esomondo.
ulysse is offline  
Vecchio 16-12-2012, 07.07.49   #30
jador
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Riferimento: Non riesco ben a capire il ruolo che mi è stato dato.

da Ulysse
Vorrei capirlo pure io, ma sospetto (e forse pure tu lo sospetti) che la ragione/causa stia nella tradizionale formazione cristiano-cattolica il cui imprinting sovrasta tutti noi dell'occidente e da cui a fatica ci liberiamo aiutati in ciò dal perseguire un cultura illuminista prima e poi liberale e laica.


Non lo sospetto...ne ho certezza.

Non si può, mi indigna, il togliere valore a tutto ciò che viene fatto non in nome di quel Dio misericordioso.
Non si tratta di diversità di opinione a questo punto, né pena per il miscredente che andrà all'inferno, ma di un malcelato disprezzo.
jador is offline  

 



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