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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 19-01-2006, 12.29.52   #11
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Citazione:
Messaggio originale inviato da alessiob



Non vi è cosa più difficile che cercare un gatto nero in una stanza buia. Specie, se non ce il gatto.



Bellissima, e' tua?

Si, pero' in quelle antiche personificazioni degli archetipi primordiali c'e' un fondo di verita'.

Davanti a te c'e' il monitor.
La parola monitor e' formata da singole lettere.
Le lettere vengono combinate insieme e ne nascono delle parole.....
E' ovvio che se elimini la dualita' (soggetto-oggetto) rimane solo la stanza buia o Vuoto, o Assoluto Immanifesto...o il foglio di carta vuoto.
Ma se inizi a scrivere su questo nero con inchistro bianco la base nera non ne e' toccata...cosa si sta muovendo li sopra?
Cosa combina le singole lettere formando delle parole...dietro le parole...rimane lo spazio vuoto.....
Se togli tutto cio' che esiste dentro e fuori di te rimane il Vuoto.
Ma quel Vuoto e' veramente Vuoto?
La stanza e' veramente Buia?

Ultima modifica di Yam : 19-01-2006 alle ore 12.31.14.
Yam is offline  
Vecchio 19-01-2006, 12.34.24   #12
Step
Ospite
 
Data registrazione: 18-01-2006
Messaggi: 34
Sono d'accordo con te alessiob, sul tuo punto di vista, poichè sono d'accordo sul fatto che sia l'uomo a creare dio e non il contrario..

Non ricordo molto bene i miei studi scolastici su Socrate e Platone, (visto che al momento sono gli unici che ho avuto, sicuramente scarni ) ma dirò comunque la mia..

Il mondo delle "idee" (credo si chiamasse Iperuranio) era un mondo che viveva in parallelo con quello "reale", dove quindi nel primo persisiste un idea Originale e Unica di cavallo che poi verrà "copiata" nel secondo, con qualche imperfezione (colori, forme etc) questa era l'idea base..

Ora Socrate era un abile oratore e possedeva anche delle grandi idee, forse troppo ambiziose, ma comunque grandi..credo che questa ricerca del "non reale" per tornare anche alla visione di alessiob sia una cosa che si tramanda fino ad oggi senza alcuna eccezione, sicuramente mantenendone i modi pittoreschi e qui ora la mia risposta a Vanlag :

Credo che Socrate cercasse semplicemente di mettere un idea universale delle cose, dire che il gusto del miele è uguale per tutti, che il bello è universalmente in un modo etc etc cercando di elevare se stesso, e chi capisse il suo significato, al livello delle idee e quindi al livello divino o di illuminazione (una sorta di cammino spirituale, come quello del mito della caverna) e una sorta di cammino che verrà ripreso poi e fatto da molti altri..(credo che Yam nel suo campo potrebbe spiegarlo meglio di me)

Arrivando quindi alla mia idea di base il vero "illuminato" è quello che vede il mondo con un tono di sorpresa, con uno spunto di divertimento (quotando Nabu) che riconosce un concetto di unicità delle cose (l'io è unico etc) ma che riconosce anche che tutto è relativo, che il mondo ideale non è nient'altro che quello che stiamo vivendo, quello reale.

Step
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Vecchio 19-01-2006, 12.41.55   #13
nexus6
like nonsoche in rain...
 
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Data registrazione: 22-09-2005
Messaggi: 1,770
Re: Il mondo ideale è più o meno significativo del mondo reale?

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
Ho sparato a zero, spesso in passato, sul “mondo delle idee”, in quanto lo vedo come un manto che ricopre la realtà, che è quella che prediligo, perché è viva.
La realtà è vera, densa, concreta, soddisfacente seppur nella sua scabrosità…. Un cavallo coi denti ingialliti per l’erba, che freme al vento di forza, che pure magari puzza un po’ di stalla è terribilmente vero, mentre l’idea del cavallo mi sembra, opaca, sbiadita, vuota di esseità.
...
Qualcuno ha qualche idea in merito?
Poi al di là di Socrate, qualcuno vede come me un contrasto tra il mondo delle idee e la realtà?
Trovi che ci sia tutta questa distanza tra "mondo delle idee" e "realtà"? In quale dei due viviamo noi, VanLag?

Tu vivi nella "realtà vera"? E che sarebbe? Il cavallo che puzza di stalla sarebbe "reale"? E che mi viene a significare?
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Vecchio 19-01-2006, 12.56.05   #14
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
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Re: Re: Il mondo ideale è più o meno significativo del mondo reale?

Citazione:
Messaggio originale inviato da nexus6
Tu vivi nella "realtà vera"? E che sarebbe? Il cavallo che puzza di stalla sarebbe "reale"? E che mi viene a significare?
Mi pare che l’abbiamo già toccato questo argomento. Per quanto mi riguarda l’esperienza di trovarmi davanti ad un cavallo in carne e nervi è assolutamente diversa dal pensare allo stesso cavallo la sera, magari mentre cerco di prendere sonno. Questo credo dipenda dal fatto che nella realtà ho gli stimoli sensoriali mentre nel pensiero non li ho.

Il fatto poi che la percezione del cavallo reale varia per ciascuno di noi, non fosse altro che per un fenomeno di pura collocazione fisica, dalla quale vivo l'esperienza, non ne altera la realtà. Parafrasando una frase che è un po’ il vessillo del sito di riflessioni direi che: - Possiamo dare infinite interpretazioni ad un riflesso confuso nell'acqua. Ma l'immagine” che dà origine a quel riflesso, è soltanto una. –

Citazione:
Messaggio originale inviato da nexus6
Trovi che ci sia tutta questa distanza tra "mondo delle idee" e "realtà"? In quale dei due viviamo noi, VanLag?
Potrei dirti in quale vivo io ma non servirebbe a nessuno.

VanLag is offline  
Vecchio 19-01-2006, 13.19.32   #15
VanLag
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Re: Re: Il mondo ideale è più o meno significativo del mondo reale?

Citazione:
Messaggio originale inviato da nexus6
Trovi che ci sia tutta questa distanza tra "mondo delle idee" e "realtà"?
E' come trovarsi nella valle del Nilo con le piramidi davanti (realtà) e vedere un filmato alla TV sulle piramidi nella valle del Nilo, (mondo delle idee).

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Vecchio 19-01-2006, 13.56.31   #16
maxim
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Io penso...

...che non possa esistere la realtà senza un'idea. Il cavallo che tu vedi ed è davanti a te è di per se stesso un'idea.
Diciamo che la realtà può comunque perfezionare l'idea e mentre non può esistere una realtà senza un'idea può al contrario, esitere un'idea senza la corrispondente realtà.
Mi spiego a livello pratico...

Il filmato delle piramidi che tu vedi a video ti forma un'idea dell'egitto pur non avendolo mai visitato. Potrebbe anche non esistere l'Egitto (realtà) ma ti è stata trasmessa da altri un'informazione (idea).

Nel momento in cui appuri che l'Egitto esiste perchè ci vai la tua idea iniziale verrà perfezionata. Ecco perchè la "realta" come la intendi tu è migliore dell'idea che ne avevi.
maxim is offline  
Vecchio 19-01-2006, 15.08.45   #17
oizirbaf
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Messaggi: 168
Re: Il mondo ideale è più o meno significativo del mondo reale?

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
Ho sparato a zero, spesso in passato, sul “mondo delle idee”, in quanto lo vedo come un manto che ricopre la realtà, che è quella che prediligo, perché è viva.


"... tutto appare sempre un pò diverso quando lo si esprime, un pò falsato, un pò sciocco ... le parole non le posso amare. Ecco perchè le dottrine non contano nulla per me: non sono nè dure nè molli, non hanno colore, non hanno spigoli, non hanno odori, non hanno sapore ...
Forse è questo ciò che impedisce di trovar la pace: le troppe parole
".

Hermann Hesse - Siddharta - Adelphi
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Vecchio 19-01-2006, 15.10.16   #18
epicurus
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il terzo mondo

Come è già stato accennato, il mondo delle idee (inteso in senso platonico, o se vogliamo fregiano) è il terzo mondo: oltre al mondo lì fuori, e al mondo dentro di noi.

In questo senso, tale mondo è una dimensione (oggettiva) formata da oggetti quali 'cavallo', 'triangolo', 'tre', 'colla', etc. (se non erro tale mondo dovrebbe avere la proprietà caratteristica dell'insieme matamatico, cioè non può contenere duplicati).

Il terzo mondo può essere postulato per spiegare l'uso del nostro linguaggio, cioè come (e a cosa) ci riferiamo quando parliamo. Ma ormai di tempo è passato da Platone e ora sappiamo che quando parliamo non ci stiamo riferendo ad un terzo mondo, ma proprio al nostro.

Anzi, fino a poco tempo fa si pensava che l'uso del linguaggio (e quindi dei concetti) fosse prettamente mentale, ma poi da Wittgenstein in poi si scoprì che i concetti sono caratterizzabili come una interazione tra mentale e mondo esterno (e quindi non solo come mentale, come si credeva prima).

Come ben dici, la ricerca e la scoperta hanno bisogno di uno spazio pubblico di presentazioni di ragioni, argomentazioni, esempi, etc., quindi hanno bisogno di tante idee, ma non di certo di idee nel senso platonico: non serve cercare nel terzo mondo, basta e avanza il nostro.


epicurus
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Vecchio 19-01-2006, 15.27.15   #19
maxim
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Messaggi: 1,638
Re: il terzo mondo

Anzi, fino a poco tempo fa si pensava che l'uso del linguaggio (e quindi dei concetti) fosse prettamente mentale, ma poi da Wittgenstein in poi si scoprì che i concetti sono caratterizzabili come una interazione tra mentale e mondo esterno (e quindi non solo come mentale, come si credeva prima).



Per quanto il mondo esterno possa essere recepito da tutti allo stesso modo, il concetto non è pur sempre prodotto dalla mente?
...mi sembra che quest'ultima influisca in maniera determinante sul prodotto "concetto".
maxim is offline  
Vecchio 19-01-2006, 16.58.02   #20
VanLag
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Ora....... ho un bel po' di materiale su cui "riflettere"

VanLag is offline  

 



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