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Vecchio 25-01-2006, 23.14.04   #81
visechi
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Talking Polluzione notturna

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag

Qualcuno ha qualche idea in merito?
Poi al di là di Socrate, qualcuno vede come me un contrasto tra il mondo delle idee e la realtà?




Ciao, ovviamente non ho letto tutti gli interventi succedutisi, non so neppure se quanto segue sia pertinente o meno, a me pare di sì. Posto un vecchio mio intervento (lungooooooo). Vediamo se resto in tema.


SCORIE MENTALI

E' noto che il processo percettivo compiuto dai nostri organi sensoriali, senza che noi ce ne rendiamo conto, e quello elaborativo, ad esso connesso, attuato, sempre meccanicamente, dalle cellule neuronali del cervello, siano processi integrati atti a fornirci figurazioni della realtà fenomenica percepita le più fedeli possibili.

Potremo definire "percezione" i due processi integrati appena citati.

Sempre per semplificare il concetto che andrò ad esporre, potrei stabilire di chiamare l'oggetto della "percezione" o il complesso degli eventi della realtà che colpisce i miei sensi e che io, senziente o meno, sottopongo ad elaborazione: "universo percettibile" o, secondo i casi, "universo percetto".
E' innegabile, se non altro perché empiricamente dimostrato e dimostrabile, che "l'universo percetto", a causa di talune interferenze ascrivibili o meno al soggetto percepente, differisca spesso, anche notevolmente, "dall'universo percettibile". In altre parole, la raffigurazione che noi ricaviamo dall'osservazione della realtà ("universo percetto"), spesso non coincide con l'essere fenomenico percepito ("universo percettibile").

UN CLASSICO ESEMPIO 1:
Le illusioni ottiche:
due linee perfettamente parallele possono essere percepite come divergenti se inserite in un contesto fuorviante; o tanti, tantissimi altri esempi utilizzati dalla psicologia cognitiva.

Tale circostanza, per quel che se ne sa, è ascrivibile, in taluni casi, alla fallacità e/o limitatezza dei nostri organi sensoriali, altre volte è imputabile al processo elaborativo compiuto dall'uomo; in entrambi i casi, in ogni modo, sempre ad una qualche carenza della "percezione" (per semplicità ho compendiato nella "Percezione" tanto l'azione del cervello, l'elaborazione, che l'atto di percepire, attività tipica dei nostri organi sensoriali). Da quanto precede, se condiviso, ne deriverebbe un prodotto, frutto della "percezione", "altro" rispetto al modello originale. Io definirei questo "altro" col termine: "degenerato".

DIGRESSIONE 1:
come in un sogno (forse un incubo). Noi abbiamo ora due realtà diverse fra loro ma che raffigurano il medesimo oggetto o fenomeno. L'una, immanente, la REALTA' e l'altra una sua derivazione che è, sì simile alla generatrice, ma non completamente uguale ad essa, quindi una degenerazione della stessa.

Procedendo in queste definizioni, assolutamente arbitrarie nella terminologia, effettuando un'ipotetica somma algebrica che possa dar la misura delle differenze (fosse mai possibile … nel mondo onirico tutto è possibile), direi anche che quanto residua fra modello originale ed "universo percetto", dopo l'operazione matematica di cui sopra, possa chiamarsi "precipitato".

DIGRESSIONE 2:
sempre nello stesso sogno. Sovrapponiamo i due fenomeni. Essi saranno coincidenti nella misura in cui "l'universo percettibile" e quello "percetto" saranno corrispondenti; ciò che non concorda - immaginiamo - si sgretola, si sgrana, si polverizza. Nel polverizzarsi, privo di sottoposizione, precipita.

In alcuni casi, noi assistiamo all'evidente manifestarsi di fenomeni che non riusciamo a percepire senza l'ausilio di attrezzature o apparecchi atti a coglierli.

UN CLASSICO ESEMPIO 2:
quante volte abbiamo assistito o sentito del cane che corre incontro al suo padrone in apparente assenza di richiamo? Ultrasuoni, signori, nessuno sostenga che non esistono.


In pratica, talora si è spettatori di reazioni (il correre del cane) in apparente assenza di fenomeni atti a provocarle. Questo evento è dovuto, esclusivamente, alla differente sensibilità che hanno i nostri organi rispetto a quelli di taluni animali.
Sempre con la stessa arbitrarietà che ha contraddistinto l'intero mio intervento, per contrapposizione, definirei quest'assenza "universo impercetto".

Il mondo fenomenico riserva non poche sorprese e magnificenza al nostro limitato apparato sensoriale, tanto che talvolta si rileva la coesistenza, nel medesimo istante e nel medesimo luogo, di due realtà differenti, ambedue oggettive e allo stesso tempo soggettive ed entrambe generate dal medesimo "universo percettibile".

Vorrei, ora, provare a fare la conoscenza più da vicino sia del "precipitato", che del "degenerato", senza scordare "l'universo impercetto". E' mia intenzione, sempre che non esca completamente di testa, coglierne l'essenza ed analizzarla, al fine di tentare di offrire alla mia attività onirica, a questa polluzione, una via di fuga che le consenta di comprendere, se sarà possibile, un motivo razionale delle differenti decodificazioni della realtà esistenti e, se la Fortuna ci assiste, proporre una soluzione ai conflitti logici esistenti (ma guarda la presunzione!).

Ho già parlato del "precipitato", del "degenerato" e de "l'universo impercetto", non so se sono stato sufficientemente chiaro, ma sono questi i costituenti de "l'universo mondo" che, a mio avviso, devono essere presi in esame per giungere ad un approdo che, a questo punto, mi salvi almeno la faccia.

Ciascun uomo … fermiamoci a lui, il resto agli ambientalisti … che definirei: "strana amalgama, non so quanto sapiente, di molteplici pulsioni e terrificanti forze”, è un animale misterioso costantemente posto sotto analisi; multiforme e non ripetibile in quanto individuo (speriamo che continui ad esserlo); formato e costituito da materiale sì sempre uguale ma, presumibilmente, "montato" eternamente in maniera originale, per cui non è dato conoscere individuo che ragioni, viva, pensi, in definitiva SIA uguale ad un altro, e fin qui nessuna novità.
"Molteplici pulsioni". Da questa definizione ripartirei. L'uomo non è solo materia; non so per quale oscuro incompreso evento, si muove ed è spinto tanto dalla forza motrice prodotta dai propri muscoli, tanto dalla forza psichica (benzina) generata dal suo cervello, impalpabile ed invisibile, se non negli effetti che produce (non so e non voglio sapere, almeno in questa fase, se in questo fatto vi sia l'intervento, diretto od indiretto, di qualche entità sovrannaturale … qualcuno sostiene di sì … io porto rispetto). Posto che non sono sotto esame, almeno nelle mie intenzioni, i muscoli e gli organi, andrei ad analizzare di quale sostanza sia fatto il "contenuto" del "precipitato" e de "l'universo impercetto". A tal fine, coerentemente col ragionamento sviluppato in precedenza, non posso far altro che asserire, con qualche titubanza, che entrambi sono la parte de "l'universo mondo" (la Realtà … quella Assoluta) non percepita e, quindi, sempre arbitrariamente, raggrupperei queste due espressioni in un'unica categoria nominata con un termine univoco: la "assenza umana".

DIGRESSIONE 3:
credo di poter capire di essere giunto quasi all'alba, in prossimità della conclusione di questo viaggio onirico nel corso del quale ho avuto occasione di scaricare le "scorie della mia mente"; ma il sogno non si è ancora concluso.

La "assenza umana" è, quindi, la sintesi, arbitraria nella definizione, di quanto esistente ne "l'universo mondo" e che, per inadeguatezza dei ricettori o del processo elaborativo, non è avvertito dal soggetto percepente (l'UOMO). In ultima analisi, la parte della realtà "normalmente" preclusa all'uomo, almeno finché i mezzi tecnici o le facoltà speculative, ingigantite dal progresso tecnologico, non lo renderanno possibile.
visechi is offline  
Vecchio 25-01-2006, 23.17.37   #82
visechi
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Red face Polluzione notturna (2^parte)

Tale "assenza umana" ha una conformazione, a parer mio, alquanto stratificata. Infatti, riterrei vi siano strati raggiungibili con l'ausilio di semplici mezzi tecnici (apparecchi per misurare gli ultrasuoni etcc…), altri con attrezzature più complesse (le stelle, i pianeti etcc…), altri non ancora raggiungibili (la visione o comprensione del momento preciso del Big Bang). Se sarà possibile ottenere una chiara e coerente (forse) raffigurazione del contenuto dei primi strati, impossibile sarà - almeno al momento - ottenerne una altrettanto fedele per l'ultimo (Dio … Big Bang etc…).
Trattasi di uno strato inarrivabile per l'apparato sensoriale o speculativo dell'animale Uomo.

Vorrei proseguire nella denominazione arbitraria di quanto incontriamo man mano che procediamo nel sofisma per appellare quest'ultimo strato "assenza ultima".

Complicazione:
Se a "l'assenza ultima" noi dovessimo aggiungere anche il "degenerato", l'altra componente de "l'universo mondo", cosa otterremmo?

UN PASSO INDIETRO 1:
Non possiamo dimenticare che la nostra analisi ci ha condotto a prendere contatto con il "degenerato" la cui sostanza costitutiva è la percezione alterata della realtà circostante (Illusioni ottiche, etc…).

In un ipotetico mondo in cui fosse possibile effettuare la somma di elementi non percepiti e mai percettibili ("assenza ultima") e di ingredienti mal percepiti o erroneamente elaborati ("degenerato"), in pratica un'ipotetica somma di chiodi e galline (nel mondo onirico tutto è possibile … questo l'ho già detto), noi avremmo raggiunto una qualificazione della realtà composta da "assenza ultima" e "degenerato" che, sempre arbitrariamente, decreto si compendino in "CAOS".

DIGRESSIONE 4:
tranquilli, siamo al risveglio, una doccia scaccerà via la sensazione di violenza che, presumo, dovrebbe avervi colto se siete riusciti a resistere fino ad ora senza provare conati di vomito.

Il "CAOS" è il luogo (onirico?) in cui precipita ogni ragionamento circa "l'universo mondo" e la Realtà Assoluta che lo circonda. E' composto da frazioni di realtà (esistente) non percettibile dall'Uomo, e da altri brandelli della medesima realtà in una qualche misura raffigurata in maniera alterata. Quanto ampia, estesa e consistente sia questa zona del mondo onirico è un altro dei frammenti che compongono e costituiscono il "CAOS" che, in quanto tale, non è conoscibile o misurabile.

Abbiamo, forse, definito il "Caos" ed abbiamo sostenuto che questa sezione de "l'universo mondo" è inavvicinabile. Abbiamo, però, scordato o relegato in secondo piano la porzione del medesimo luogo onirico rappresentata dagli strati sottostanti de "l'assenza umana", quelli che, per intenderci, precedono "l'assenza ultima".

UN PASSO INDIETRO 2:
Si tratta della o delle sezioni (per semplicità concedetemi di usare il singolare) costituita da Realtà, da "universo percettibile" (per tornare all'originaria definizione) non esperibile dall'uomo senza l'ausilio di attrezzature tecnologicamente più o meno avanzate (…).

E' in questa sezione de "l'universo mondo" che si sviluppa il dibattito scientifico, filosofico, spirituale (…) che tanto appassiona gli uomini (anche noi del forum), fonte di continue discussioni e dibattiti che spesso sfociano in liti più o meno violente, se non addirittura in sanguinose guerre (basti pensare ai conflitti connaturati alla diversa percezione della religione e spiritualità).

Mi sembra di poter affermare di esser giunto alla conclusione del mio viaggio. Sono, forse, riuscito ad arrivare all'individuazione razionale (quanto me lo direte voi) dell'area che io chiamerei del "conflitto umano" e sono anche riuscito a determinare che tale area è connaturata alla "percezione" che, a sua volta, è processo irrinunciabile che ci conduce all'Uomo e alla sua (in)essenza e da questo inscindibile. Starei per dire che il conflitto, il CAOS, l'inconoscibile, la vulnerabilità e quant'altro, siano elementi caratterizzanti e qualificanti dell'uomo che appunto è immerso in una realtà che, non so se per volere di un qualche Dio (forse burlone), è come raggiunta da un'unica luce, ma essendo "l'Universo mondo", ovviamente con l'Uomo al suo interno, posto in maniera tale da essere illuminato da questa fonte di luce solo irregolarmente, tanto da non rendere possibile che tutti i suoi angoli, spazi e strati ottengano la stessa quantità di luce, per cui abbiamo:

- una zona assolutamente esposta alla luce (Realtà sperimentabile direttamente dall'uomo e in quanto tale non posta in discussione … il fuoco brucia);
- una zona in leggera o accentuata penombra (la teoria della stratificazione ci consente anche di ipotizzare diverse e sempre più complesse zone di penombra … Realtà non sperimentabile direttamente dall'uomo … l'esistenza dei buchi neri, gli ultrasuoni…);
- un altro sobborgo della medesima metropoli posto completamente in ombra, in cui i nostri occhi (quelli della mente e dell’anima) non possono arrivare e che è origine di tante sublimi speculazioni e di tanti eccelsi pensieri (basti pensare alle diverse, poetiche, incredibili raffigurazioni dell'Infinito che si è creato l'Uomo nel corso della sua esistenza).
E' ovvio che tale concezione esclude la possibilità di ricomporre i conflitti e non ammette alcuna soluzione ai problemi e dubbi che avvolgono l'agire umano.

Quanto precede m’induce a pensare che noi, non potendo percepire l’intera realtà circostante attraverso i nostri sensi o con l’ausilio di mezzi tecnologici – così come questa si manifesta in sé e per sé -, aborrendo il vuoto, l’occulto, il mistero e l’ignoto, piuttosto che lasciare campo libero all’ignoranza e al dubbio, soggiacciamo, anche inconsapevolmente, all’esigenza di riempire questi buchi neri della conoscenza ricorrendo ad espedienti immaginifici. Riempiamo le assenze con un costrutto che è parto del nostro intimo desiderio di colmare i vuoti della conoscenza. Siamo così portati a costruire realtà soprannaturali del tutto surreali, parto della fantasia e d’idee evanescent; la realtà in cui siamo immersi e che percepiamo con i nostri sensi, è, in definitiva, un elaborato della nostra idea di realtà, e Dio, o meglio, certe idee stravaganti di Dio, le concezioni metafisiche che definire improbabili è un azzardo eufemistico, tipo rettiliani, i Demiurghi procreatori del Cosmo… e tante altre amenità similari, sono ospiti di questo parto della nostra incessante elaborazione.

Ho finito! Il sogno si è interrotto.
Osservo questa mia polluzione notturna, questa "scoria della mente" e non so proprio cosa farne.
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Vecchio 26-01-2006, 10.28.41   #83
Yam
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Re: Polluzione notturna (2^parte)

Citazione:

Ho finito! Il sogno si è interrotto.
Osservo questa mia polluzione notturna, questa "scoria della mente" e non so proprio cosa farne.

Stai sereno, concediti un po' di Silenzio e poi "rallenta", piano, piano.....e da quel fiume di parole passa ad osservare la singola "parola"...e poi la singola "lettera"....di questo si stava parlando.....e dell'Oceano di Silenzio da cui si Manifesta la Danza della Vita.
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Vecchio 26-01-2006, 11.12.37   #84
VanLag
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Re: Polluzione notturna (2^parte)

Citazione:
Messaggio originale inviato da visechi
DIGRESSIONE 4:
tranquilli, siamo al risveglio, una doccia scaccerà via la sensazione di violenza che, presumo, dovrebbe avervi colto se siete riusciti a resistere fino ad ora senza provare conati di vomito.
Ci ho messo un po’ a rispondere perché ho dovuto ripulire la tastiera dai conati di vomito che ripetutamente, nell’ostinata pervicacia di leggere tutto, mi hanno colto più volte ripetutamente. Poi se vogliamo scendere nel dettaglio non avevo solo l’ambizione di leggere ma persino quella di comprendere.

Se non ho capito male dici che i nostri “struggimenti” nascono principalmente dal desiderio o bisogno di dare, per così dire, un ordine al caos, dove, per caos si intende tutta quella gamma di percezioni distorte, (rette parallele che divergono), o inconsce, (ultrasuoni) che ci bombardano incessantemente ed allora, per rimanere nel tema iniziale, l’invito di Socrate alla speculazione intellettiva potrebbe avere un senso perché in esso si cela la via che porta dal caos all’ordine ed alla fine del viaggio nno solo troveremo: “Quella forza per la quale terra aria e cielo abbiano la miglior posizione che potessero avere” ma persino troveremo un rapporto più integrato con quella realtà che ci circonda che oggi sembra stritolarci.

Però, (c’è un però) con questa indagine razionale abbiamo perso altre funzioni animali, esemplare quella del cane che percepisce gli ultrasuoni, fatto questo che, data la nostra origine biologica animale, doveva essere, in passato, stato possibile anche a noi.

Ora avendo io in grande stima la realtà oggettiva, il mio dubbio rimane di capire se sia più vicino alla realtà il mio cane oppure io. Molto banalmente la risposta potrebbe essere che il mio cane è più vicino alla realtà, ma non ha coscienza di esserlo, mentre io, (uomo), ho maggiore coscienza di dove sono, ma mi sono allontanato dalla realtà.

Mi fermo qui altrimenti rivomito sulla tastiera, questa volta per causa mia

P.S hai analizzato dati rigidamente fisici e razionali e non hai fatto concessioni al nostro mondo interiore. Vuoi dire che il nostro mondo interiore esiste solo nelle nostri menti bacate?

VanLag is offline  
Vecchio 26-01-2006, 11.20.29   #85
Yam
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Re: Re: Polluzione notturna (2^parte)

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Messaggio originale inviato da VanLag


Ora avendo io in grande stima la realtà oggettiva, il mio dubbio rimane di capire se sia più vicino alla realtà il mio cane oppure io. Molto banalmente la risposta potrebbe essere che il mio cane è più vicino alla realtà, ma non ha coscienza di esserlo, mentre io, (uomo), ho maggiore coscienza di dove sono, ma mi sono allontanato dalla realtà.


Bellissimo, il panino che sto mangiando, e' molto buono.
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Vecchio 07-02-2006, 21.43.42   #86
Pensierostupendo
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Per me ideale..definisce un punto di vista individuale..utilitaristico..q uindi in contraddizzione con il reale inteso come la somma di leggi fisiche universali Perfette per loro natura.
Come dire causa ed effetto..
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