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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 16-10-2006, 22.37.50   #1
odos
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Relativismo...ancora una volta

Leggevo da qualche parte sul web ( http://digilander.libero.it/moses/sassi07.html , cito la fonte solo per il regolamento, ma è inessenziale) una curiosa definizione di relativismo:

[...]il relativismo non è una forma di saggismo esasperato capace di definire tutte le posizioni dello spirito, ma la supina accettazione che è tutto vero (tranne che l'antirelativismo) e pertanto tutto è falso (tranne che il relativismo). E' una rinuncia a pensare la soluzione migliore. E' la tesi che non ci sono punti di vista privilegiati o superiori, ma che tutto fa brodo. E' la tesi che una verità vale quanto una menzogna e che a volte le menzogne servono alla causa della verità tanto quella della verità alimenta il forno della menzogna. Relativismo è ammettere che è indifferente seguire un demagogo anziché un saggio pessimista. E che forse, nel seguire un demagogo, noi risvegliamo l'eroe che sonnecchia in noi, il superoltreuomo che sprezza i caloriferi e le coperte di lana, i comodi giacigli e le compagnia di persone amichevoli e divertenti, e preferisce il freddo, gli uragani, la compagnia di fetenti e le carestie al tepore, al bel tempo e all'abbondanza.

Innanzitutto una prima domanda: quanti di voi la pensano così?

In secondo luogo, mi piacerebbe che nasca una discussione per definire tutti i sensi di relativismo (i suoi usi), al fine di fare chiarezza, dal momento che questa parola è un enorme contenitore.

Sarebbe gradito evitare discussioni infinite sulla questione se il relativismo sia vero o falso, spregevole o meno. Sarebbe interessante sapere solo come lo intendete voi, e poi cercare di tirare le somme circa i suoi significati.
odos is offline  
Vecchio 16-10-2006, 23.25.05   #2
VanLag
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Riferimento: Relativismo...ancora una volta

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Originalmente inviato da odos
Leggevo da qualche parte sul web ( http://digilander.libero.it/moses/sassi07.html , cito la fonte solo per il regolamento, ma è inessenziale) una curiosa definizione di relativismo:

[...]il relativismo non è una forma di saggismo esasperato capace di definire tutte le posizioni dello spirito, ma la supina accettazione che è tutto vero (tranne che l'antirelativismo) e pertanto tutto è falso (tranne che il relativismo). E' una rinuncia a pensare la soluzione migliore. E' la tesi che non ci sono punti di vista privilegiati o superiori, ma che tutto fa brodo. E' la tesi che una verità vale quanto una menzogna e che a volte le menzogne servono alla causa della verità tanto quella della verità alimenta il forno della menzogna. Relativismo è ammettere che è indifferente seguire un demagogo anziché un saggio pessimista. E che forse, nel seguire un demagogo, noi risvegliamo l'eroe che sonnecchia in noi, il superoltreuomo che sprezza i caloriferi e le coperte di lana, i comodi giacigli e le compagnia di persone amichevoli e divertenti, e preferisce il freddo, gli uragani, la compagnia di fetenti e le carestie al tepore, al bel tempo e all'abbondanza.

Innanzitutto una prima domanda: quanti di voi la pensano così?

In secondo luogo, mi piacerebbe che nasca una discussione per definire tutti i sensi di relativismo (i suoi usi), al fine di fare chiarezza, dal momento che questa parola è un enorme contenitore.

Sarebbe gradito evitare discussioni infinite sulla questione se il relativismo sia vero o falso, spregevole o meno. Sarebbe interessante sapere solo come lo intendete voi, e poi cercare di tirare le somme circa i suoi significati.
Relativismo significa che la vita è un qualche cosa di dinamico e contestuale e non qualche cosa di definito a priori e neppure definibile.
Se, ad esempio, parliamo di verità, (verità assolute o verità relative), possiamo facilmente vedere che è il contesto che definisce la verità ed ogni verità è relativa al contesto nel quale si esprime.
E quanto esprimo per la verità vale anche per il valore, (vale per tutto infatti all’inzio ho usato il termine vita). Anche il valore è dinamico e contestuale. Un gommone ha valore in un naufragio ma è un peso in una scalata. Che un grave cade verso il basso è una verità sulla terra (nel contesto terrestre) ma non nello spazio.

Quanto dico salva il concetto di verità oggettiva in quanto affermo che in ogni contesto esiste una verità oggettiva, (anche se è difficilmente rilevabile dal soggetto), ma nello stesso tempo nego che esista una verità valida in ogni tempo ed in ogni luogo e definibile a priori.

Se poi vogliamo estendere il concetto alla divinità posso salvare anche quella ma Dio non è lassù una volta per sempre che rompe le scatole con le sue scritture barbose fatte per togliere la gioia di vivere ed usate dai pochi per dominare i molti. Dio è qui che si sta muovendo con noi in ogni atomo della nostra vita.

Relativismo quindi è comprendere che la realtà non è un qualche cosa che ci attende la fuori per blandirci o per terrorizzarci ma è parte di noi è una-con-noi è, insomma, apertura alla vita......

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Vecchio 17-10-2006, 10.15.09   #3
Tommy2005
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Originalmente inviato da odos
Leggevo da qualche parte sul web ( http://digilander.libero.it/moses/sassi07.html , cito la fonte solo per il regolamento, ma è inessenziale) una curiosa definizione di relativismo:

[...]il relativismo non è una forma di saggismo esasperato capace di definire tutte le posizioni dello spirito, ma la supina accettazione che è tutto vero (tranne che l'antirelativismo) e pertanto tutto è falso (tranne che il relativismo). E' una rinuncia a pensare la soluzione migliore. E' la tesi che non ci sono punti di vista privilegiati o superiori, ma che tutto fa brodo. E' la tesi che una verità vale quanto una menzogna e che a volte le menzogne servono alla causa della verità tanto quella della verità alimenta il forno della menzogna. Relativismo è ammettere che è indifferente seguire un demagogo anziché un saggio pessimista. E che forse, nel seguire un demagogo, noi risvegliamo l'eroe che sonnecchia in noi, il superoltreuomo che sprezza i caloriferi e le coperte di lana, i comodi giacigli e le compagnia di persone amichevoli e divertenti, e preferisce il freddo, gli uragani, la compagnia di fetenti e le carestie al tepore, al bel tempo e all'abbondanza.

Innanzitutto una prima domanda: quanti di voi la pensano così?

In secondo luogo, mi piacerebbe che nasca una discussione per definire tutti i sensi di relativismo (i suoi usi), al fine di fare chiarezza, dal momento che questa parola è un enorme contenitore.

Sarebbe gradito evitare discussioni infinite sulla questione se il relativismo sia vero o falso, spregevole o meno. Sarebbe interessante sapere solo come lo intendete voi, e poi cercare di tirare le somme circa i suoi significati.

Ohh...caro Odos...non sai in quale vespaio ti sei andato a cacciare con questa domanda !

Se vai a leggere qualche altro thread simile a questo puoi capire il perchè !

Ho già disputato aspri duelli contro i relativisti e per giunta con pochissimi timidi alleati, i quali, vergognandosi di ammettere che la Verità Assoluta esiste, hanno solo espresso qualche dubbio sul Relativismo : non hanno trovato la forza di opporsi ad esso !

Ma veniamo a me stesso :

Stò ancora aspettando dai relativisti, che mi dimostrino come Verità ELEMENTARI ASSOLUTE, ed uso il plurare non per significare che esistono più verità intorno ad una cosa, ma che esistono tante cose ciascuna con la SUA UNICA VERITA'... dicevo come Verità Elementari Assolute, non siano così come OGGETTIVAMENTE sono, ma sono in "relazione a..." un qualche cosa che può mutarne considerevolmente la natura o addirittura renderle il contrario di ciò che sono !

Lasciamo perdere il piano etico e morale, dove, essendo tutto "relazionato a", il Relativismo non è più in grado di discernere ciò che è buono e giusto, da ciò che non lo è, perchè qualsiasi "verità" io possa esprimere, sarà "la mia" verità, e non un valore fisso universale con il quale posso misurare tutte le cose (il famoso "UNO" Platonico, Bene supremo e misura di tutte le cose) !
Se poi una moltitudine approvasse la "mia" verità, anche in questo caso non posso misurare alcunchè, perchè la "nostra" verità non è detto che sia superiore alla verità di qualcun altro : è la "nostra" verità !
Ognuno si tiene le sue...proprio come le opinioni !
E chi dice ciò che è bene e ciò che male ?
Chi sa meglio vendere o far valere il proprio punto di vista, o opinione, o verità relativa : e Dio solo sà se si patirà del bene o del male da questo !

Lasciando perdere questo piano, dove il Relativismo prende sonore bastonate, passiamo al piano "oggettivo" o "reale" delle cose :

ipotizziamo un fatto...qualsiasi...questo fatto ha un passato cioè la causa che l'ha prodotto, ed un futuro, cioè gli effetti o conseguenze che produce.
Bene...se io dimostro, logicamente, la causa che l'ha prodotto, ed i miei sensi rilevano gli effetti che esso produce, ho trovato la verità RELATIVA a quel fatto !

Ok ?

Supponiamo che voglia scoprire se questa Verità Relativa, che ho appena appurato, è una Verità in sè (cioè Assoluta) oppure è solo una Verità contingente ed isolata a quel caso : come faccio ?

Verifico se le condizioni che hanno causato quel fatto, variandole, producono variazioni negli effetti : se gli effetti sono gli stessi, allora la Verità che ho scoperto non è più relativa, ma Assoluta !

Alcuni esempi :

-) Ogni corpo che ha una massa, ha anche una gravità, e quando la massa di questo corpo è notevolmente superiore rispetto a quella di un altro, vedremo SEMPRE quest'ultimo spostarsi verso il corpo avente massa notevolmente superiore : questo spostamento, osservato da un uomo che si trova su quel corpo di massa enorme si chiama convenzionalmente "cadere verso il basso" !
Se poi esista nello Spazio un luogo dove questa legge è diversa, prima bisogna dimostrarne l'esistenza, poi si può parlare di Verità Relativa circa la legge di gravità !
-) Quando in un bilancio economico le spese superano le entrate, quel bilancio è in perdita , : devo dimostrare che con le perdite non si possono incamerare soldi o c'è una qualche "relazione a" secondo cui più và in rosso il ns bilancio, più soldi abbiamo incamerato?
E' ovvio la frode fiscale non fà relativismo poichè non è la stessa cosa di un bilancio !
-) L'opera delle forze dell'ordine ha efficacia solo se leggi dello Stato puniscono i reati : c'è una qualche "relazione a" secondo cui delle leggi permissive producono ordine e giustizia ?

Potrei andare avanti, ma mi piacerebbe che il Relativismo si confrontasse una volta per tutte con la realtà ed si immedesimasse una buona volta nei panni degli altri, pensando a cosa proverebbe se passasse sulla propria pelle gli effetti della sua ideologia !

Ciao a tutti !
Tommy2005 is offline  
Vecchio 17-10-2006, 10.58.19   #4
ar6niolupin
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Riferimento: Relativismo...ancora una volta

relativismo penso penso sia amettere la diversità fisica,morale, psichica e formativa dell'altro.
Essere aperti a tutte le soluzioni viste da tutti e non da molti.
Pensare che per qualsiasi cosa, siamo ancora molto lontani alla verità assoluta e quindi cio' che abbiamo avanti, qualsiasi cosa(fisica e non) essa sia nasconde ancora infinite soluzioni.
ar6niolupin is offline  
Vecchio 17-10-2006, 11.04.11   #5
ludovicofrescura
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Riferimento: Relativismo...ancora una volta

Trovo condivisibile, nel complesso, quello che dice VanLag. Ne traspare una prima definizione, di relativismo, aperta|lucida|cordiale: di apertura di fronte alla vita nel suo perpetuo trasformarsi (non rimescolarsi, tanto meno caoticamente), di lucidità del proprio linguaggio (nell’esprimersi all’impronta come qui avviene) e di cordialità sostanziale di fronte all’uomo (quindi anche noi stessi del Forum).

Ma poiché sono anch’io un relativista e fors’anche un egocentrico, mi vien fatto di pensare che anche quello che dice VanLag – che almeno nella sostanza condivido, perfettamente – sia destinato ad essere filtrato (irresistibilmente) tra i congegni del mio colatoio mentale. Così che già penso ad una possibile sintesi tra assolutismo e relativismo…

Che trovo – in questo preciso istante – in una terza parola categoriale (siamo fatti d’altra parte di parole e che siano almeno categoriali!): cioè in ‘personalismo’. Dunque il mio ternario di riferimento sarebbe assolutismo|relativismo|personalismo.

Ad esempio… Il mio personalismo in merito a quanto afferma VanLag, esige che io parta da un quid apriori (dunque salvo l’ 'apriori' che lui esclude – mi pare di capire) che definisco come ASTRATTEZZA, e su cui fondo il mio logos: ad esempio un qualsiasi concetto che usi pensando|parlando|scivendo. Percorro quindi un camminamento attraverso il quale CENTO/MILLE COSE sono, relazionandosi e avvalorandosi fra loro, in continua trasformazione, con me compreso (e questo – mi sembra ancora di capire – è quanto in genere sostengono i relativisti, non soltanto VanLag). Ma approdo, perché ho anche bisogno di approdare in qualche cosa di esclusivamente mio, in un quadrato che chiamo per il momento PROPRIETÀ - parola che purtroppo appartiene all’infame giurisprudenza – dove anche il Divino in cui credo fortemente come spiritualista (non ‘dio’ – lo ripeterò infinite volte) ha da chiedermi il permesso prima d’entrarci. Ed aspettare che glielo dia, ché potrei anche negarglielo!

TRIS
ludovicofrescura is offline  
Vecchio 17-10-2006, 12.40.46   #6
Jaghellone
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Relativismo culturale

Io posso offrire una definizione di relativismo culturale che mi sembra interessante ed utile per l'approfondimento del lemma nella sua complessità di significati ed ambiti in cui è utilizzato, (in questo caso l'ambito è quello dell'antropologia culturale). La definizione che riporto è di Greenwood e Stini: "Il relativismo culturale implica la comprensione di un'altra cultura alle sue condizioni in modo abbastanza simpatetico da farla apparire come progetto di vita coerente e significativo". Certo però che una definizione del genere impone delle riflessioni e dei confronti con eventi pittosto attuali quali il genocidio per esempio. E' possibile pensare al genocidio attuato dai tedeschi nei confronti di ebrei, slavi... come un progetto di vita coerente e significativo, in altre parole è possibile giustificarlo razionalmente? O senza andare troppo indietro col tempo ci sono casi più vicini a noi che ci sottopongono delle riflessioni: quelli di Ruanda ed ex-Iugoslavia.
Comunque non vorrei allontanarmi troppo con queste questioni dal tema della discussione che richiede una trattazione delle diverse definizioni e dei diversi usi del relativismo. Volevo dare però oltre alla definizione anche i suoi limiti. Oggi mi sembra che il concetto di relativismo sia molto in discussione, penso al di là delle critiche del Papa e di Pera (fra l'altro che Pera critichi il relativismo e si schieri col Papa fa proprio ridere, lui che è sempre stato un laico o laicista che dir si voglia), ad un saggio di Clifford Geertz molto bello dal titolo "Contro l'antirelativismo" che si trova nel libro "Antropologia e filosofia", Bologna, Il Mulino, 2001, vi consiglio di leggerlo. Già il titolo del saggio è significativo. L'autore non lo intitola tipo "A favore del relativismo", tant'è che scrive: "...io non voglio difendere il relativismo, che è comunque un termine logoro, un grido di battaglia di ieri, ma voglio invece criticare l'antirelativismo, che mi sembra sia sempre più diffuso e in ascesa e rappresenti una versione semplificata di un antico errore". Pregiudizi come far coincidere relativismo e nichilismo vengono criticati. Il relativista nella maggior parte dei casi non è privo di valori, a meno che non si parli di relativismo assoluto. Sensibilità e attenzione ai costumi di altri popoli, mi sembra abbia il fine di comprendere meglio in che cosa siamo diversi e cercare di favorire una tolleranza e un dialogo interculturale, che in una socità globale come la nostra, multiculturale, dove gli incontri con l'alterità sono inevitabili (e a volte purtroppo stiamo vedendo gli scontri), è necessaria. Altrimenti si commettono ingenuità come l'esempio delle vignette in nome della libertà di espressione. Se impariamo a conoscerci forse è più facile anche una convivenza pacifica. In questo senso relativismo, non che io sono italiano e divento arabo, a seconda di come mi torna comodo, o meno che mai nichilista che è credo altra cosa di relativista.
Jaghellone is offline  
Vecchio 17-10-2006, 13.33.40   #7
ludovicofrescura
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Riferimento: Relativismo...ancora una volta

RISPONDENDO (UN POCHINO) A TOMMY2005

Ritengo di aver superato il criterio dualistico - che affligge la mia cultura di appartenenza - teorizzando il criterio ternario

Per dualismo intendo la logica dei contrari: tempo/spazio, causa/effetto, oggetto/soggetto, qualità/quantità, domanda/risposta, pace/guerra e altri infiniti (in questo caso – thread si dice? – assolutismo/relativismo).

Ora, in una concezione|percezione|visione delle cose secondo quest’ottica – dualistica o binaria – l’uomo normalmente intelligente tende a specializzarsi: ovvero si orienta/sceglie, decide/abbraccia, si fa partigiano/dichiara guerra. O più semplicemente si specializza e discute (dato che siamo ormai diventati, chi più e chi meno, persone tutte civili|consumiste|intellettual i): qui, la specializzazione/disputa riguarderebbe per l’appunto gli assolutisti e i relativisti.

Che voglio dire?…

Questo: superato il criterio dualistico/teorizzando il criterio ternario, prendo parte a questa discussione ma non parteggio, non mi schiero, non mi specializzo… Salvo le due possibilità di divinità (perché alla fin fine s’arriva lì) e di relatività (ovvero ‘viva il progresso!’) perché entrambi necessarie; ne aggiungo una terza – di possibilità – finalmente sufficiente, che chiamo personalità. E col mio ternario mi oriento secondo i casi e le circostanze, non rinunciando a nessuna delle mie tre istanze.

Penso che l’uomo ‘specializzato/assolutista’ – tutto considerato – sia una sorta di disperato nell’animo: ha un bisogno cieco di credere nell’Assoluto e non sente ragione. Che l’uomo ‘specializzato/relativista’ sia un frenetico: s’apre talmente al suo divenire che finisce col disperdercisi. E l’uomo ‘specializzato/personalista’ un esaltato (non io prevedendo/prevenendo commenti!): cioè uno dei tanti paranoici che urlano al mondo.

Penso invece che, utilizzando ora l’una ora l’altra tutte e tre le specificazioni suddette, l’uomo si costruisca circolare|compiuto|leonardesco : si astrae nel suo assoluto religioso, conta il suo relativo politico e… Si diverte con la sua arte!

TRIS
ludovicofrescura is offline  
Vecchio 17-10-2006, 14.04.31   #8
Tommy2005
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Riferimento: Relativismo culturale

Citazione:
Originalmente inviato da Jaghellone
Io posso offrire una definizione di relativismo culturale...

Ciao Jaghellone,

il tema qui in oggetto è il Relativismo, con la "R" maiuscola, e difficilmente posso credere che chi nell'ambito etico o culturale, è relativista, poi diventi assolutista in altri ambiti : sarebbe un incoerenza...è come se dicessi che sono altruista nel mio posto di lavoro, ma menefreghista nella vita familiare...è impossibile !

Citazione:
Oggi mi sembra che il concetto di relativismo sia molto in discussione...

E' vero, perchè, almeno nell'ambito intellettuale ma anche sociale, ritenere per assolute delle verità elementari significa essere dogmatici o fondamentalisti, senza rendersi conto che queste verità costituiscono i valori che danno "valore" all'uomo : ma è tutto normale, poichè oggigiorno sono proprio i valori, i principi che mancano...mi stupirei del contrario !

Citazione:
Il relativista nella maggior parte dei casi non è privo di valori, a meno che non si parli di relativismo assoluto.

Relativismo assoluto ?
Non puoi aggettivare un termine con un aggettivo che lo snatura della sua essenza !

Citazione:
In questo senso relativismo, non che io sono italiano e divento arabo, a seconda di come mi torna comodo, o meno che mai nichilista che è credo altra cosa di relativista.

Jaghellone...è proprio questo che a cui il Relativismo porta : dopo aver negato la Verità in sè, si finisce per negare ogni valore dell'uomo, della società e di quant'altro sia connesso all'uomo, poichè mancando i principi, cioè la Verità Assoluta di ogni cosa, si ragiona per aver ragione, si persuade per il proprio interesse, si operano delle scelta in favore di un bene personale e non universale...si fà il proprio comodo e si subisce il comodo degli altri laddove non si ha la forza di opporsi !

Ciao
Tommy2005 is offline  
Vecchio 17-10-2006, 14.48.10   #9
maxim
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Riferimento: Relativismo...ancora una volta

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Originalmente inviato da Tommy2005
Ohh...caro Odos...non sai in quale vespaio ti sei andato a cacciare con questa domanda !

Se vai a leggere qualche altro thread simile a questo puoi capire il perchè !

Ho già disputato aspri duelli contro i relativisti e per giunta con pochissimi timidi alleati, i quali, vergognandosi di ammettere che la Verità Assoluta esiste, hanno solo espresso qualche dubbio sul Relativismo : non hanno trovato la forza di opporsi ad esso !

Ma veniamo a me stesso :

Stò ancora aspettando dai relativisti, che mi dimostrino come Verità ELEMENTARI ASSOLUTE, ed uso il plurare non per significare che esistono più verità intorno ad una cosa, ma che esistono tante cose ciascuna con la SUA UNICA VERITA'... dicevo come Verità Elementari Assolute, non siano così come OGGETTIVAMENTE sono, ma sono in "relazione a..." un qualche cosa che può mutarne considerevolmente la natura o addirittura renderle il contrario di ciò che sono !

Lasciamo perdere il piano etico e morale, dove, essendo tutto "relazionato a", il Relativismo non è più in grado di discernere ciò che è buono e giusto, da ciò che non lo è, perchè qualsiasi "verità" io possa esprimere, sarà "la mia" verità, e non un valore fisso universale con il quale posso misurare tutte le cose (il famoso "UNO" Platonico, Bene supremo e misura di tutte le cose) !
Se poi una moltitudine approvasse la "mia" verità, anche in questo caso non posso misurare alcunchè, perchè la "nostra" verità non è detto che sia superiore alla verità di qualcun altro : è la "nostra" verità !
Ognuno si tiene le sue...proprio come le opinioni !
E chi dice ciò che è bene e ciò che male ?
Chi sa meglio vendere o far valere il proprio punto di vista, o opinione, o verità relativa : e Dio solo sà se si patirà del bene o del male da questo !

Lasciando perdere questo piano, dove il Relativismo prende sonore bastonate, passiamo al piano "oggettivo" o "reale" delle cose :

ipotizziamo un fatto...qualsiasi...questo fatto ha un passato cioè la causa che l'ha prodotto, ed un futuro, cioè gli effetti o conseguenze che produce.
Bene...se io dimostro, logicamente, la causa che l'ha prodotto, ed i miei sensi rilevano gli effetti che esso produce, ho trovato la verità RELATIVA a quel fatto !

Ok ?

Supponiamo che voglia scoprire se questa Verità Relativa, che ho appena appurato, è una Verità in sè (cioè Assoluta) oppure è solo una Verità contingente ed isolata a quel caso : come faccio ?

Verifico se le condizioni che hanno causato quel fatto, variandole, producono variazioni negli effetti : se gli effetti sono gli stessi, allora la Verità che ho scoperto non è più relativa, ma Assoluta !

Alcuni esempi :

-) Ogni corpo che ha una massa, ha anche una gravità, e quando la massa di questo corpo è notevolmente superiore rispetto a quella di un altro, vedremo SEMPRE quest'ultimo spostarsi verso il corpo avente massa notevolmente superiore : questo spostamento, osservato da un uomo che si trova su quel corpo di massa enorme si chiama convenzionalmente "cadere verso il basso" !
Se poi esista nello Spazio un luogo dove questa legge è diversa, prima bisogna dimostrarne l'esistenza, poi si può parlare di Verità Relativa circa la legge di gravità !
-) Quando in un bilancio economico le spese superano le entrate, quel bilancio è in perdita , : devo dimostrare che con le perdite non si possono incamerare soldi o c'è una qualche "relazione a" secondo cui più và in rosso il ns bilancio, più soldi abbiamo incamerato?
E' ovvio la frode fiscale non fà relativismo poichè non è la stessa cosa di un bilancio !
-) L'opera delle forze dell'ordine ha efficacia solo se leggi dello Stato puniscono i reati : c'è una qualche "relazione a" secondo cui delle leggi permissive producono ordine e giustizia ?

Potrei andare avanti, ma mi piacerebbe che il Relativismo si confrontasse una volta per tutte con la realtà ed si immedesimasse una buona volta nei panni degli altri, pensando a cosa proverebbe se passasse sulla propria pelle gli effetti della sua ideologia !

Ciao a tutti !

Qualsiasi tua affermazione può essere relativizzata. Nel “comune” potrebbero verificarsi le circostanze da te ipotizzate ma non è verità assoluta ciò che vai affermando…diciamo che le tue affermazioni potrebbero andar bene in relazione a chi le ha pronunciate e all’ambiente in cui esso sta vivendo.

Affermazione 1^
Ogni corpo che ha una massa è soggetto ad una gravità…...
....solo se questo corpo si sta trovando nell’ambiente soggetto a tale legge...
…e non è vero che solo il corpo dotato di massa è soggetto a questa legge ma secondo Einstein (padre della relatività) anche masse nulle come quelle dei fotoni subirebbero (in relazione all’ambiente in cui si trovano) attrazione gravitazionale.

Affermazione 2^
Quando in un bilancio economico le spese superano le entrate, quel bilancio è in perdita.

Un mio amico, che era riuscito a mantenere per molti anni il suo conto corrente stabile, ha avuto un periodo durante il quale i conti delle spese superavano alla lunga quelli delle entrate. Decise così, preso dallo sconforto, di giocare l’ultimo suo euro in un biglietto della lotteria e l’ha vinta. Se per molti mesi non avesse avuto il bilancio in perdita ora il suo conto corrente non sarebbe così capiente.
Ergo..il bilancio è stato in perdita…ma solo relativamente ad un certo periodo di tempo in quanto questa perdita l’ha reso poi ricco.

Affermazione 3^
In un certo periodo di tempo la detenzione e uso di alcool erano vietati attraverso severe leggi. L’antiproibizionismo ed il conseguente consumo lecito di alcool hanno procurato come beneficio un 30% in meno di alcolizzati. In relazione a questo particolare caso non è vero che una legge severa sia servita…bensì è vero il contrario.

Ciò che tu alla fine del tuo discorso chiami REALTA' sono solo le ipotesi più probabili che potrebbero scaturire ad una determinata azione...ma nessuna di esse potrà mai essere una verità assoluta.

maxim is offline  
Vecchio 17-10-2006, 16.57.40   #10
Tommy2005
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Riferimento: Relativismo...ancora una volta

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Qualsiasi tua affermazione può essere relativizzata. .......ma nessuna di esse potrà mai essere una verità assoluta.

ciao

Ciao Maxim,

voglio per un attimo diventare relativista anch'io...e dò per dimostrato quanto mi dici, accentandolo per vero (nel senso buono del termine).

A questo punto, vedendomi confutate le certezze di cui ai miei esempi ed apprendendo che ciò che ritenevo per vero prima ora non lo è più, oppure è una verità alternativa ad un'altra, mi pongo alcune domande :

- ho cercato di capire cosa accadrà se lancio un sasso per aria, se spendo tutti i miei soldi e come si devono produrre le leggi per combattere i reati...ed ho elaborato una verità per ognuna di esse che credevo "unica" ;
- Maxim ne ha trovato un'altra per ognuna di essere ;
- se discutessi con tizio o caio o sempronio, anche loro probabilmente me ne troverebbero altre ;
- a questo punto che senso hanno avuto i miei ragionamenti precedenti ?
Quando lancerò un sasso per aria mi cadrà in testa ?
Posso continuare a dissanguare il mio patrimonio sperando che questi cresca comunque ?
La legge aiuta o non aiuta a migliorare la vita civile ? O è ininfluente ?

Non sono in grado di dare delle risposte a queste domande, o se lo faccio, Tizio, Caio o Sempronio possono sempre accusarmi di errore...e come valuto se ho ragione o torto ?
Giacchè le loro verità valgono quanto le mie, ed avendo tutti ragione, poichè tutti sono nella verità, il torto, l'errore e neanche la cattiveria non esiste ?

Con cosa confuti allora ?
Non esiste la confutazione !

Ciao !
Tommy2005 is offline  

 



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