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 Riflessioni sulle Scienze - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica
Vecchio 06-06-2012, 06.35.42   #11
albert
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Del resto si dice anche "giocare in borsa"…se si ama il rischio è meglio del poker!
Non lo paragonerei al poker ma alla roulette. Il poker è un gioco onesto: qualcuno vince, qualcuno perde. In borsa, invece, come nella roulette, in media i giocatori perdono sempre e chi vince sono le banche (nella roulette, il banco) https://www.riflessioni.it/scienze/te...nanziari-1.htm

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Dire che le banche (in genere imprese private) hanno sovrabbondanza di impiegati inutili e ben pagati non ha fondamento ed è oltre il comunne buon senso: una impresa privata, banca o non banca che sia, sta ben attenta a non pagare gente incapace e in sovrappiù, né intende pagarla troppo.
Si vede che non hai mai lavorato in una grande azienda privata … La “sindrome burocratica” descritta da J. K. Galbraith si applica anche alle aziende private, specie se favorite in modo clamoroso da leggi assurde
Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Cosa che invece puo’ accadere e accade nello stato (in certi servizi) per particolari influenze e interferenze politiche: invero oggi i tagli nel budget di vari ministeri e servizi statali sembrano attutire questa piaga.

D’accordo. Nel pubblico spesso è ancora peggio. Ma, come dicevo già nell’altro post, non è certo ad un carrozzone ministeriale che stavo pensando.

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
La banca offre oggi, come quantità, densità, qualità e varietà, molti più servizi che non 20/30 anni addietro, per es. si hanno oggi: I C/C bancari per pensioni da 1000 euro in su, fondi di investimento, tenuta portafoglio titoli, gestione cassette di sicurezza, consulenze finanziarie, eventule assistenza nel recupero crediti, emissione e recupero cambiali, valutazione di rischio finanziario per mutui e fidi, assitenza relativa, incremento continuo delle carte di credito prepagate e non, incremento dei bankomat, gestione dei bonifici e degli assegni…oggi quasi obbligatori, ecc…
Infatti sempre meno può circolare danaro liquido per esigenze di tracciabilità.
Ho solo citato i servizi e le transazioni più comuni, indispensabili, ma difficilmente informatizzate, o solo parzialmente.
fondi di investimento, consulenze finanziarie: pressoché inutili
valutazione rischio finanziario: importante, ma solo con ruolo consulenziale
assistenza nel recupero crediti: meglio affidarsi ad un energumeno nerboruto …
tenuta portafoglio titoli, carte di credito, bankomat, bonifici: già tutto automatizzato
assegni: in estinzione

albert is offline  
Vecchio 06-06-2012, 20.55.08   #12
ulysse
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

LA STORIA INFINITA 1:
Citazione:
Originalmente inviato da paul11
Apparirò come provocatorio, come i moralisti in fondo appaiono come “Guastafeste” , diceva Bobbio, e allora il mio pensiero è semplice: ritirate i vostri denari dalle banche e dai fondi e “fate saltare” pacificamente il sistema.

Amico paul11, non vedo niente di confortante nel far saltare le banche…anche se metaforicamente!
In Spagna accade: i risparmiatori, o meglio, i non risparmiatori, ritirano i fondi dalle loro banche e li trasferiscono alle banche tedesche: con l’integrazione bancaria l’operazione si compie in un clic!
I tedeschi sono contenti! E gli spagnoli danarosi pure. Meno contenti gli altri!
Comunque le banche sono solo il tramite e, se non sarànno ricapitalizzate, falliranno di per se stesse.

A prescindere dall'euro, il tema consiste nello scegliere fra le due alternative seguenti:

1)- Continuiamo a mantenre attive la banche private (se resistono) magari regolamentando meglio.

2)- Affidiamo allo stato i pochi servizi bancari che riteniamo essenziali ed eliminiamo le banche private!

Personalmente propendo per il punto 1).

Il punto 2), oltre che essere in sé utopia…(i paesi democratici hanno banche private)… se fosse perseguito e realizzato, porterebbe guai assai maggiori di quanto non costuiscano i servizi bancari privati o i maneggi dei loro CdA frammisti di “politici banchieri” che , ovviamente, occorre sostituire

Sembra tu propenda, invece per l'eliminazione globale,...chiamando a giustifica le trasgressioni che, in effetti, certi cosiddetti gruppi finanziari o loro promotori compiono, intrallazzando fra corrotti e corruttori o rischiando per eccessiva ingordigia.

Quella dei corrotti/corruttori è una condizione umana, infatti, dicono, cominciò il serpente con Eva, e non dipende dalle particolari tipologie delle organizzazioni …la cosa spunta ogni volta che si sente odor di denaro privo di un controllo tracciabile.
Certo si può contrastare ed una umanità più eticamente formata ne sarebbe meno affetta, ma, quando capitasse, non si può buttare il bambino con l’acqua sporca.

Sembri, però, stigmatizzare anche la prospettiva di un impegno diretto dello stato nelle varie operazioni finanziare fino a buttare proprio il mitico bambino con l’acqua sporca.
Citazione:
Perché questo sistema virtuale ha ucciso la cultura del fare. Il denaro genera denaro attraverso l’interesse. Se anche il mondo non producesse nulla, assolutamente nulla i denari accumulati genererebbero in quel giorno interesse che si assommerebbe al capitale ( questa è la finta ricchezza che nessuno vuole “inficiare”): questa è la virtualità e il pozzo senza fondo in cui il sistema si è avvitato senza che nessuno presenti idee alternative.
Se il mondo non producesse nulla di concreto la finanza non si sosterrebbe e finirebbe presto la pacchia: sarebbe il “Medioevo Prossimo Venturo!”

D'altra parte l'essere "idea alternativa" non è garanzia di idea migliore!
Un'idea alternativa è facile...difficile è che funzioni.

Un sistema finanziario puro, senza alcun aggancio a valori oggettivi, non reggerebbe e non regge: forse è proprio questo che sta accadendo oggi: il tentativo di far stare in piedi un sistema finanziario privo di agganci alla concretezza, esala l'utimo respiro e sconvolge.
Infatti ci sono troppi "beni" sul mercato che nessuno compra. Se nessuno compra,nessuno vende, non si accumula danaro per reinvestire, avviare nuovo lavoro, per pagare impiegati e operai affinchè vivano e ricomincino a comprare.
Il ciclo ricomincerà quando il tentativo sarà completamnte fallito.: infatti oramai a spizzichi e bocconi si è sprecato per la Grecia dieci volte tanto l'ammontare del suo debito.
Se il debito fosse stato pagato in un sol colpo, la Grecia sarebbe salva e, forse, noi tutti.

Il fatto è che, mancando la UE di un governo politico centrale, ogni paese europeo di per sé ne approfitta e tende a fare e dare il minimo. Ma questa è una colpa dei singoli popoli, che, non avendo capito cosa sia la UE ed il pericolo che incombe a confronto con le grosse economie dei paesi emergenti, anziché esprimere un forza centripeta verso l’unione, tendono ad essere centrifughi sempre più…scambiando le cause con gli effetti.

A qusto livello, probabilmente, è oramai troppo tardi: superato il punto di non ritorno l'Europa si disgregherà e avremo perso l'occasione di sostenre il confronto con le grosse economie emergenti. Ovviamente finiremo in seconda linea e saranno i paesi emergenti a prendersi il bottino.

Ritornando in casa nostra, c'è anche chi il gruzzolo ce l’ha, ma investirlo in Italia è poco proficuo e pericoloso…si rischia di perderlo: meglio comprare titoli esteri o delocalizzare le imprese: nei paesi dell’Est. Già in Austria, in Slovenia, in Croazia, ecc.. ci fanno i ponti d’oro!
Non si tratta di pescecani, ma di gente che si difende e vuole trovare condizioni proficue di lavoro.
La cosa non mi pare certo eroica, ma abbastanza comprensibile: cosa farebbe ciascuno di noi?
Cosa faranno gli imprenditori emiliani quando si accorgeranno che il governo e la UE non sono in grado di aiutarli? Che le banche non hanno quattrini per fare i prestiti necessari?

Quelle del post di paul11, mi paiono generalizzazioni e affermazioni campate in aria: in realtà non appena giunge voce, o anche il solo sospetto, che una impresa non è abbastanza produttiva e non può remunerare i prestiti, le relative azioni, quotate in borsa, crollano e le banche chiudono i rubinetti...: è la prassi!

Ma lo stesso farebbe una banca statalizzata: abbiamo l'esempio di Equitalia che deve aspettare i decreti governativi per detassare le zone terremotate.

Daltra parte, nel privato, c'è anche il positivo: gli equilibri finanziari sono influenzati anche dalle possibilità e speranze future, oltre che dai beni concreti. La speranza è propedeutica a nuovi più efficaci sviluppi della economia…se condotta con professionalità ed impegno, se coinvolge un intero popolo…interi popoli insieme, spinti da una spontanea volontà di collaborazione.

Concretamente… oggi che i capannoni sono franati per sisma e una enorme quantità di lavoro viene a mancare, è preoccupazione comune e grande speranza trovare denari e prestiti per rimetterli i piedi: quindi, arrivanti al dunque, alle decisioni finali imposte dagli eventi, la proclamata dicotomia danaro/lavoro, non esiste!

In realtà, oltre il bene concreto e palpabile del meccanicismo puro, si aggiunge il valore del know how e della competenza delle persone o delle imprese, ecc… per cui la cosiddeta “cultura del fare” non è morta, ma è salita ad un superiore livello, solo che non sempre la cogliamo.

Ovvio che, dentro o fuori la banca, nei commerci e nell’industria… c’è sempre chi cerca e percorre vie traverse che forse, proprio nelle transazioni finanziare, sono più facili delle vie rigorose. Occorre però che la società civile si formi ad un pensiero positivo/sinergico ed abbia il senso etico e la forza di coalizzarsi e apprestare difese...non fuggire: la sola continua denuncia e la rabbia o il lamento ad un certo punto sono inutili e deleteri…anche perchè puntano contro falsi obettivi che sono in sè "effetti e sintomi" e non "cause".

Per esempio stigmatizzare l'idea d'Europa e l'euro stesso, non ha senso...non sono lì le cause dell'insogere e protrarsi della crisi, che anzi ne costituirebbero lo scudo...se non fosse scomprsa, coi fondatori, anche la loro visione di Unione Europea... oggi sostituita da quella della Merkel...e persino di Grillo.

Nel sitema bancario italiano, trovare e imporre sistemi restrittivi di controllo o scaricare sullo stato, pensando che sia meglio organizzato e più proficuo o che elimini la sopraffazione, il favoritismo, il familismo, la corruzione, l'abulia, ecc…è illusorio.
Anche lo stato, soprattutto lo stato, è pervaso da gente che cerca di sgavagnarsela perseguendo vie traverse per mancanza di una motivazione ideale ed etica.

Ma non è solo questione di una gara incontrastata al pensare solo a se stessi: credo che noi, nel nostro piccolo cortile, non sappiamo che scagliarci contro i nostri ladri di polli!
Occorre invece suscitare un clima globale con strategie a livello mondiale: i tanti vasi (economie statali) separati di un tempo, oggi sono inevitabilmente intercomunicanti ed è inevitabile la tendenza al livellamento.

Chi si trova ad un maggior livello e non ha speciali carte da giocare (cultura, competenza, impegno, know- how, tradizione, risorse energetiche, casi favorevoli, creatività, Qualità, ecc…) deve scendere al livello medio o anche sotto…e noi in Italia siamo in questa situzione: il terzo mondo è quasi scompraso, sostituito dai paesi emergenti…ed è questo che maggiormente ci pesa e sempre piu' paghiamo…comunque siano organizzati e servizi bancari e finanziari.

Fin dalle origini non ci siamo organizzati allo scopo…abbiamo creduto di cavarcela ognuno per conto suo delocalizzando o col solo boicottare l’immigrazione.
E’ su questo che occore meditare…altro che disfare le banche…che ancor più evidenzierebbe gli ultimi sintomi del processo di decadimento globale.

Inutile prendersela anche con chi riesce a crescere di livello: la Germania, ad esempio, mantiene alto il proprio livello…forse è perchè frega, ma, più probabilmente è perché, nel gioco globale, ha saputo prevedere e ci sa fare meglio, o ci ha saputo fare meglio di noi e degli altri partner europei…ne consegue che è normale che i tedeschi siano un po’ titubanti all’idea di pagarci i debiti...nostri, della Grecia, della Spagna, ecc.
Cerchiamo anche noi, piuttosto, di saperci fare meglio anzichè cercare la scappatoia populista dello stato banchiere che batte moneta uscendo dall’euro.

Per quanto, è probabile che una di queste mattine, un qualche grillo parlante ci sveglierà annunciando, improvviso, che non serve abolire l'euro, non è più necessario, dato che l’euro non c’è più.

Ultima modifica di ulysse : 07-06-2012 alle ore 11.24.16.
ulysse is offline  
Vecchio 06-06-2012, 22.51.31   #13
paul11
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

Ciao Ulysse.
Devi essere rimasto l'ultimo ingenuo corporativo bancario che ancora non ha capito, e lo sanno anche i sassi, che siamo stati commissionati dal Governo "tecnico" Monti, impostoci dalla finanza internazionale che attaccava lo spread ricattandoci di " far presto" a pagare i bond in scadenza o rischiavamo il default. Grazie alla speculazione, che come al solito viene dagli Usa, della bolla immobiliare ingegnerizzata nei derivati e sparsi in tutto il globo terracqueo grazie ai promotor bancari ( quelli stessi dei bond argentini e della Parmalat) e soprattutto grazie ai governi nazionali, che per non far saltare il sistema sono intevenuti ad hoc a salvaguardare gl iinteressi delle banche, perchè diversamente l'Europa sarebbe stata già in default. Gli stati stanno facendo pagare ai popoli la crisi acuita dalla speculazione finanziaria e dai malgoverni locali.
Studiati il caso dell'Islanda, per farti un'idea.

Dopo la bolla di internet, quelle petrolifere e delle commodities, aspettiamoci pure altro. Stiamo assistendo ad un cambiamento epocale, nato dal crollo del muro di Berlino, dal passaggio del WTO alla globalizzazione, dove il radicalismo liberista ha stravinto, grazie ai Reagan e alle Tatcher, che sì immediatamente hanno portato a casa de irisultati, ma nno hanno seminato ed adesso raccogliamo. Invece di costruire cooperazioni internazionali all'epoca di Gorbaciov, si è scelta la strada del galoppiamo i llibero mercato senza confini e adesso siamo in periodi in cui stanno saltando tutti i riferimenti: ognuno per sè e Dio per tutti.
Gli Usa, gli stessi che nel 1929 produssero la mitica crisi di Wall Street che come al solito fu esportata ( già sentito il termine inflazione importata?) in Europa e produsse in Germania la repubblica di Weimer dove con un carretto pieno dimarchi si comprava un panino. E venne Hitler...

Studiati il trend dell intero secolo degli USa del loro prodotto interno lorodo rispetto a quello mondiale e scoprirai che è ancora una potenza, ma in decadenza, come tutti i cicli delle civiltà. Guarda chi ha in mano i debito pubblico statunitense ( la Cina). e poi gurda lo scacchiere Mediorientale ( il serbatoio dell'energia mondiale) dal punto di vista delle alleanze militari.
Che Dio ce la mandi buona!!

Ma adesso entriamo nelle ....banche.
Quale valore aggiunto mi dà una banca sui risparmi che attualmente gli do in gestione:zero se non costi . L'estratto conto è ormai uno "streap poker".
Le care banche si mantengono grazie ai finanziamenti che la UE e non solo passa a loro da destinare ad artigiani, industriali e agricoltori. Il maneggiare denaro frutta interesse e ho già scritto chele banche hanno poco ruolo nello sviluppo perchè non rischiano dove dovrebbero, poco ruolo quindi anche nell'intermediazione, e invece gestiscono per i fatti loro i nostri sudati risparmi sui mercati internazionali, lucrando e facendoci pagare direttamente e indirettamente le loro speculazioni.

Le banche statali? Il problema è che la comunità internazionale non vuole assolutamente che si statalizzino le banche, il liberismo sfrenato ha voluto l'opposto, per il bene del mercato ( dicono loro).
E intanto ci siamo accorti che le Poste Italiane sono di fatto una banca?
Il core business, cioè l'aspetto finanziario, la tenuta del denaro la stanno sviluppando come le banche e sfruttano la capillarità, ogni rione, ogni paese ha un ufficio postale. Hanno dato in appalto i servizi pacchi e lo stanno facendo con la posta, significa non avere più costi diretti del personale e passarli a società come TNT ecc, che sono più bravi di loro ( hanno il know how superiore).
Le Poste Italiane eran statali qualche anno fa.
Significa che lo stato potrebbe farlo benisssimo volendolo se la cultura della gestione pubblica cambiasse su regole di competitività basate su efficienza ed efficacia e non su raccomnadazioni e politicanti che fanno loro affari invece del bene pubblico. L'economia di scala di una gestione informatizzata a rete e gestita centralmente con ramificazioni ovunque significa battere la concorrenza sicuramente, perchè "la mia banca" sarebbe ovunque e qualunque intoppo sarebbe gestito sul posto, ovunque mi trovi.

Quindi sì, sono per i servizi bancari gestiti dallo stato, ma ripeto il problema è che la comunità internazionale è assolutamente contraria.
Così come noi non abbiamo la cultura del welfare della Germania, basta studiare all'epoca di Bismarck la gestione sociale ed economica dello stato e la gestione dell'annessione dell' Est della Germania per capire che hanno una "mentalità" superiore alla nostra.
Ricordo, tanto per dare un'idea, che il catasto tridentino era l'unico catasto probatorio in Italia ai fini legali , in quanto le volture catastali erano registrate immediatamente.

ciao
paul11 is offline  
Vecchio 07-06-2012, 21.06.12   #14
ulysse
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

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Originalmente inviato da paul11
Ciao Ulysse.
Devi essere rimasto l'ultimo ingenuo corporativo bancario che ancora non ha capito, e lo sanno anche i sassi, che siamo stati commissionati dal Governo "tecnico" Monti, impostoci dalla finanza internazionale che attaccava lo spread ricattandoci di " far presto" a pagare i bond in scadenza o rischiavamo il default.......
E' pregevole che conosci la vera storia e le strategie del turlupinante mondo finanziario e bancario sia UE che USA…persino Cinese... evidenziando le benemerenze del welfare tedesco di Bismark (???): ti sono grato di volermi trarre da tanta ingenuità svelandomi come veramente funzionano le cose.
Persino l'amministrazione di Cecco Bebbe, col suo catasto, era migliore della nostra...(ci vuole poco!)...eppure noi, tapini ignari, ancora festeggiamo il 4 novembre…e ci affanniamo a rimpinzare di quattrini le casse delle Regioni a Statuto Speciale... affinchè…non ci caccino!

Per inciso, noto che ai tempi dell'assorbimento della Germania dell'Est da parte dell'Ovest, gli stati europei misero in atto un meccanismo finanziario per dare alla Germania riunificata che si trovava nei casini, un sostanzioso contributo al fine di pareggiare il debole marco dell'est col forte marco dell'ovest...(mi pare che un poco ti contraddici...anche dopo lo fai!).

Comunque il tuo smaliziato discorso evidenzia almeno due fatti fondamentali:

1)- Saranno pur veri i fatti rivangati e proclamati nel tuo discorso, a parte lo stravolgimento delle cause e degli scopi, ma non concludi: Si è vero sono stati loro, le banche americane e il resto…è tutta colpa loro! Ma trascuri di illuminarci come, ora, ce la dovremmo o potremmo cavare?
L’esempio tuo sarebbe l’Islanda: 300.000 abitanti furbetti che hanno fregato la UE, gli USA e la Cina: 2 miliardi e passa di gente! Ma manco se ne sono accorti! in quale albergo, a quale piano stanno?...avrebbe chiesto Stalin.
Hanno saputo organizzarsi e non ne sono derivati sconquassi come, invece, succederanno per noi e per la UE... se Monti non riuscirà nel suo intento di indurre anche gli altri stati a rinforzare la UE e la BCE.
Per il resto a cosa vuoi che serva rivangare le furbizie e colpi di mano delle grandi banche e gruppi finanziari nostrani ed esteri… oltre che ad evidenziare qunto sei furbo? che a te non la si fa!

2)- L’altro punto che si evidenzia dal tuo discorso è che noi, in Italia, i nostri governanti, i nostri politici, siamo tanto incapaci che ci lasciamo imporre dalle lobby bancarie straniere, persino tedesche e americane, forse cinesi, il governo di Monti commissario...che ci spreme come limoni per pagare i debiti degli altri…per quanto, mi pare, siamo noi che abbiamo fatto 2 mila miliardi di debito pubblico…o sbaglio?.

Certo che se Monti, fosse pure un lobbista massone banchiere, riuscisse a far pagare il nostro debito all’Europa…o accumunare, almeno in parte, i vari debiti nazionali UE in un unico debito, non sarebbe male. Ma temo che anche gli altri siano furbi..troppo furbi…tanto da preferire il disastro…la perdita dell’euro ed una svalutazione almeno del 50%...piuttosto che sganciare un euro per un altre stato dell'unione!

Come già dissi, manca la coesione ed un senso di solidarietà fra i popoli: forse gli entusiasmi iniziali per la UE e la moneta comune derivava dal fatto che allora c'erano a guidare uomini eccezionali...ed anche si credeva che lla UE si facesse automaticamnte per grazia di Dio. E' ovvio invece che c'erano e ci sono i pro ed i contro: Oggi ne percepiamo popolarmente specilmente i contro!
Io credo però che, nel lungo termine, siano prevalenti i prò...ammeso che usciamo da questo buco: Montì e i suoi, con abilità economica, col la peressione fiscale... non solo nella imposizione, ma anche nel recuopero delle evasioni, la collaborazione dei gruppi finanziarii, i prestiti e gli investimenti bancari per la ripresa, dovrebbero servire...se i movimenti populisti non si mettono di traverso: ragazzi lasciatemi lavorare!...direbbe un Monti/Bersani...e lo direbbe anche ai partiti tradizionali in fibrillaziomne per le prossime votazioni.
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Noto ancora che il topic dovrebbe essere dedicato alla definizione se sia preferibile o conveniente addossare allo stato i servizi bancari o lasciarli alle banche private.
A tale scopo credo che i discorsi sulla storia veridica delle colpe passate e attuali o sul fatto che Monti sia inviato a spremerci dalla Merkel oppure da Napolitano, sia ininfluente.
Per il resto è ovvio che gli stati democratici sono contrari alla nazionalizzazione delle banche...sarebbe pure, per noi, incostituzionale!
Il libero mercato è preferibile e più efficace proprio per le magagne che tu stesso attribuisci alla nostra amministrazione pubblica.

In relazione alle Poste e Bankcoposta...è stato appena liberalizzato e tu lo vuoi statalizzare di nuovo perchè è un a banca!
Ma certo che è una banca e se si vuole una banca ampiamente difusa sul trerritorio si ricorra a quella...liberamente...se funziona meglio con servizi di qualità, nessuno lo proibisce.
Banko Posta è stato organizzativamente diviso dal servizio postale vero e proprio perchè in tal modo funziona meglio: è piu' efficace! E' forse un peccato?
Ed è più efficace affidare il servizio postale vero e proprio ad enti privati con maggior know how nella espletazione del servizio medesimo: anche le poste diventano una impresa olonico/virtuale...una organizzazione "leggera"...come dovrebbe essere lo stato stesso: l'operatività deve essere ulteriormente appaltata, non inglobata.

I tedeschi hanno una mentalità superiore alla nostra?
Può essere! anzi senz'altro...globalmente come popolo. Il loro stato è centralizzato da più tempo: loro si sono uniti Est/Ovest con grandi sacrifici ora superati...pare.
Noi da 20 anni parliamo di dividerci!!!
Hanno più antiche ed elevate tradizioni culturali: hanno scuole dell'obbligo e superiori da più tempo e da piu tempo sono alfabetizzati...e da piu' tempo sono industrializzati. Forse non hanno nemmeno una nuova riforma della scuola ad ogni cambio di governo!
Loro hanno Behethoven e Goethe, noi abbiamo Verdi e Leopardi...persino Terzani!, loro Bismark e Cecco Beppe (per quanto austriaco), noi Cavour e Garibaldi...e, oggi, anche Grillo! ecc...non per questo dobbiamo incensarli...non è solo una questione di individui singoli che certo sono come noi o noi come loro(???), ma di società...di coesione sociale,di rigore e di rispetto per le leggi e le istituzioni...un pò superiore al nostro, ecc...
Ad esempio non mi pare che da loro, qualcuno, abbia mai incitato pubblicamente ad usare al bandiera come carta igenica...e forse è proprio per questo che poi quel tale è diventato ministro della repubblica.

Infine, ai tedeschi, l'idea di statalizzare le banche non verrebbe: sanno benissimo cosa è statalizzare!
Per quanto puo' essere che le banche tedesche siano meglio organizzate e funzionali che da noi:
...DAL MONDO DEL PRESSAPOCO...ALL'UNIVERSO DELLA PRECISIONE!
...Alexandre Koyrè: franco/russo, ma fa lo stesso...mi pare chiaro a chi riferisco le due parti della frase...che poi è anche questa una delle ragioni per cui non vedo bene una statalizzazione delle nostre banche.

Ultima modifica di ulysse : 08-06-2012 alle ore 12.03.42.
ulysse is offline  
Vecchio 07-06-2012, 23.08.41   #15
albert
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

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Originalmente inviato da ulysse
A prescindere dal grande problema incombente dell’euro, per questo topic il tema consiste nello scegliere fra le due alternative seguenti:

1)- Continuiamo a mantenre attive la banche private (se resistono) magari regolamentando meglio: di buone regole ce n’è sempre bisogno!
2)- Affidiamo ad un servizio statale i pochi servizi bancari che riteniamo essenziali ed eliminiamo le banche private…eliminiamone lo stesso concetto!

Corretto. Ottima chiarificazione. La proposta non è di “statalizzare” semplicemente le banche come dici dopo.

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Il punto 2), oltre che essere in sé utopia…(in nessun paese democratico si pensa di eliminare le banche)

Beh, in Islanda hanno fatto qualcosa di molto simile. Con un voto popolare hanno deciso a larghissima maggioranza di non ripianare i debiti delle banche private ed i banchieri li hanno pure arrestati …. E’ vero che l’Islanda è piccola ma le sue banche (truffaldine) erano molto grandi. Ma se qualcuno ha affidato loro dei soldi attirato dal miraggio di alti interessi, ha deciso di correre il rischio di perderli in caso di fallimento.

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Originalmente inviato da ulysse
Un sistema finanziario puro senza alcun aggancio a valori oggettivi non reggerebbe e non regge: forse è proprio questo che sta accadendo oggi…

Eh già ….

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Originalmente inviato da ulysse
ci sono troppi beni sul mercato che nessuno compra.

Se ci sono molti beni che nessuno compra per mancanza di soldi, i soldi bisogna stamparli! L’unica controindicazione allo stampare soldi (cosa che tra l’altro USA e GB stanno facendo allegramente da tempo) è il rischio di inflazione, che però si scatena quando ci sono pochi beni e molti soldi in giro (per cui la gente è disposta a comprare a prezzi più alti facendoli aumentare)

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Originalmente inviato da paul11
Quale valore aggiunto mi dà una banca sui risparmi che attualmente gli do in gestione:zero se non costi

Ahia. Qua c’è l’idea di fare soldi con i soldi. Consegno i miei soldi alla banca che li moltiplica. Peccato che la moltiplicazione dei soldi non dia beneficio all’economia reale.
Invece i normali depositi non dovrebbero essere remunerati. La remunerazione è possibile solo se la banca presta ad altri i soldi che le affido con il rischio di non potermeli dare indietro quando li richiedo, e questo dovrebbe essere vietato (come dire, riserva frazionaria al 100%).

Altro discorso se decido di prestare i miei soldi a qualcuno che ne ha bisogno e che promette di ridarmeli con gli interessi. Ma questo dovrebbe essere separato dalla gestione ordinaria.

albert is offline  
Vecchio 08-06-2012, 21.10.19   #16
paul11
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

Citazione:
Originalmente inviato da albert

Ahia. Qua c’è l’idea di fare soldi con i soldi. Consegno i miei soldi alla banca che li moltiplica. Peccato che la moltiplicazione dei soldi non dia beneficio all’economia reale.
Invece i normali depositi non dovrebbero essere remunerati. La remunerazione è possibile solo se la banca presta ad altri i soldi che le affido con il rischio di non potermeli dare indietro quando li richiedo, e questo dovrebbe essere vietato (come dire, riserva frazionaria al 100%).

Altro discorso se decido di prestare i miei soldi a qualcuno che ne ha bisogno e che promette di ridarmeli con gli interessi. Ma questo dovrebbe essere separato dalla gestione ordinaria.


Ciao Albert.
Sì, mi starebbe bene anche quello che dici. Perchè la generazione di denaro dal denaro, di cui sono d'accordo con te che è falsa ricchezza, genererebbe inflazione che comunque come consumatore pagherei sui prezzi finali dei beni di consumo .
Penso che siamo d'accordo nel ritenere, almeno in via teorica in quanto ripeto il neoliberismo non lo permette almeno ora, che le banche statalizzate se gestite con la logica di indicatori di efficienza ed efficacia e rispetto verso l'utenza , potrebbe essere una soluzione .
Tengo comunque a precisare che il contesto del mercato internazionale ha fatto sì che le banche italiane dovessero a suo tempo,qualche decennio fa, ristrutturarsi. L'ordinamento legislativo prevedeva delle funzioni speciali e particolari alle tipologie di banche, aiuto al credito agricolo ad esempio, le casse di risparmio e le banche popolari così come ad esempio la "vecchia banca del lavoro, avevano delle specializzazioni. Ad un certo punto c'è stata la liberalizzazione dove tutte possono fare ad esempio la banca d'affari ,cosa che in Italia era prevista solo da Medibanca del mitico Cuccia in quanto unico a gestire il capitalismo industriale italiano. Dopo sono avvenute le fusioni e le suddivisioni delle banche e della loro rete per contrastare forme di monopolismo. Nel frattempo erano nati i fondi d'investimento così come i fondi pensionistici "speciali" creati da accordi con sindacati dei lavoratori e dell'imprenditoria.
Ma di fatto non competiamo , anche in questo settore, con le grandi banche internazionali ( ma nemmeno prima a dire il vero).
Questo è stato anche il motivo nei miei precedenti post di fare brevi analisi internazionali in quanto il localismo nazionale è "perso" nella globalizzazione, non può nulla allo stato attuale, o molto poco, se non assecondare il "grande mercato" da cui è trainato che comunque ha ovviamente delle interdipendenze, vedasi ora Obama che incolpa l'Europa come primo mercato commerciale degli USA che non crea sviluppo e quindi abbassa anche i tassi di sviluppo nel mondo, non solo negli USA.

ciao
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Vecchio 09-06-2012, 21.07.51   #17
ulysse
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

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Non lo paragonerei al poker.....

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Originalmente inviato da ulysse
Del resto si dice anche "giocare in borsa"…se si ama il rischio è meglio del poker!

Non lo paragonerei al poker ma alla roulette. Il poker è un gioco onesto: qualcuno vince, qualcuno perde. In borsa, invece, come nella roulette, in media i giocatori perdono sempre e chi vince sono le banche (nella roulette, il banco) https://www.riflessioni.it/scienze/te...nanziari-1.htm
Non ho letto il tuo topic che citi…vedrò di leggerlo!
Credo comunque che quasi tutti, in qualche modo, giochiamo in borsa. Al livello di minor rischio si chiama sottoscrivere “fondi d’investimento” ove il capitale, in genere, è garantito, a meno che la banca non fallisca.

Persegue questo tipo di investimento chi ha pochi quattrini da rischiare: con un buon mix di titoli ed azioni non diventi ricco, ma qualche cento euro lo recuperi sempre…almeno da impattare l’inflazione. Non si può chiamare gioco d’azzardo come lo sarebbero, appunto, il poker, le macchinette mangiasoldi,... il casinò…ove, si dice, che il banco vinca sempre, ma non mi pronuncio: non sono mai stato a Las Vegas!

Certo che con forti speculazioni, vendendo e comprando azioni specifiche, quelle della Chrysler ad esempio, (prima che Marchionne la salvasse) o di una petroliera in navigazione nel’oceano indiano, ecc… puoi diventare ricco o, più spesso, perdere tutto, specie di questi giorni, con le borse che ballano: basta seguire le quotazioni azionarie per rendersi conto.
Ma non mi pare sia questione di banca…per quanto anche le banche comprano azioni o emettono azioni…come ogni “Spa” quotata in borsa, del resto.
E' questione dei grandi gruppi finanziari che gestiscono spregiudicatamente le grandi banche americane (o gestivano...provocando la crisi)...roba che non esiste in Italia... e forse nemmeno in Europa...intendo i grandi gruppi finanziari...chè la crisi esiste!.

Io stesso sono “banchiere” assieme a un qualche migliaio di azionisti di una banca cooperativa: partecipo persino alle assemblee annuali per l’approvazione del bilancio e la conferma o la nomina del CdA.
Faccio persino qualche interrogazione relativa alla gestione della banca!
Per lo più la massa si interessa invece ai dividendi…in specie chi detiene molte azioni.
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Originalmente inviato da ulysse
Dire che le banche (in genere imprese private) hanno sovrabbondanza di impiegati inutili e ben pagati non ha fondamento ed è oltre il comune buon senso: una impresa privata, banca o non banca che sia, sta ben attenta a non pagare gente incapace e in sovrappiù, né intende pagarla troppo.


Si vede che non hai mai lavorato in una grande azienda privata … La “sindrome burocratica” descritta da J. K. Galbraith si applica anche alle aziende private, specie se favorite in modo clamoroso da leggi assurde.
Per le leggi assurde (occorre poi vedere da che punto di vista) non possiamo che incolpare noi stessi che eleggiamo il parlamento (ben due rami) che le fa e le approva.
Comunque è vero: la “sindrome della burocrazia” è incombente, piu' o meno, in proporzione alla grandezza della impresa: il vanto delle PIMI (e molte nostre banche sono PIMI) è di bandirla dalla propria organizzazione…a volte troppo, tanto da non mantenere nemmeno un minimo di riferimento storico nell’evolvere dei processi.

Ma anche nelle imprese private più grandi la si combatte…la burocrazia…specie nelle imprese organizzate per la “QUALITA’” ove le problematiche del personale( mansioni, responsabilità, motivazioni, efficacia del lavoro) sono particolarmente curate.

Nella descrizione della “sindrome burocratica” GALBRAITH non ne ha tenuto conto...ma non poteva: il concetto di “QUALITÀ” è posteriore…e si estende molto oltre la gestione economica dell’impresa.

La “sindrome burocratica” non è, invece, combattuta nella gestione dello Stato, che è, appunto, l’impresa più grande di tutte, o nelle varie imprese pubbliche ove i politici si preoccupano, per lo più, di inserire conoscenti, clienti, amici e parenti…in luogo di sfoltire...(ricordo, ad es. il caso Alemanno del comune di Roma).

La burocrazia sfocia, comunque, nella inefficienza prevalente degli enti pubblici: l’hanno inventata loro! Ma non è tanto dovuta a irresponsabilità e abulia dei singoli (i fannulloni di Brunetta!!!), ma, a prescindere dalla intrusione della mala politica, la burocrazia è dovuta a leggi e decisioni del momento che si sovrappongono a leggi e decisioni del momento in stratificazioni successive
….Sono anche causate da decisioni apodittiche di qualcuno (di correnti di pensiero economico/politico) che poi scompare e qualcun’altro ricomincia da capo "per sostenere" una sua opposta tesi preconcetta e non "per generarla" dalla esperienza e dalla storia.

I piccoli comuni magari si salvano, a volte, per la minore complessità e interdipendenza degli eventi…ove i cittadini sono coinvolti…cosa difficile oggi, data la defezione dei partiti. Mancando una ideologia generale con relativa strategia di alto livello… statale, europeo o mondiale.

Più spesso i cittadini si associano e solidarizzano in movimenti spontanei di scopo: no alla cava! no alla discarica! no al termovalorizzatore, no al trasmettitore, no ai campi magnetici, no alla pale eoliche, no alla TAV, ecc…no alla centrale nucleare o allo stoccaggio sotterraneo del gas, ecc...Non si è fatto in tempo a dire no al ponte...è caduto da solo!

A volte, da questi solidarismi spontanei ne puo' scaturire persino un grande movimento populista che si estende ad occupare il posto lasciato vuoto dalla politica: è accaduto con la lega, accade con Grillo.
E' facile che insorga anche un "grande movimento antibanche"...se qualcuno si impegna in un blog o in un social-network!

I popolo dice no a qualunque cosa possa dare fastidio vicino a casa sua!
Se vicino a qualcun altro...chi se ne gfrega!!!

Non che il popolo abbia torto, ma occorre una strategia generale che purtroppo la funzione pubblica sembra non saper elaborare..allora occupiamone popolarmente lo spazio!.

Analogamente accade per la gestione della economia: le banche possono creare bolle speculative? Eliminiamole!
Ma per tutto c'è un pro' ed un contro: occorre valutare!
Oggi le banche sono nel mirino: nessuno bada ai benfici effetti che hanno avuto ed avranno.
Appaiono eclatanti alla massa solo gli alti stipendi dei banchieri...di certi banchieri: il mio decimillesimo di banca, purtroppo ne è immine!
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Originalmente inviato da ulysse
Cosa che invece può accadere e accade nello stato (in certi servizi) per particolari influenze e interferenze politiche: invero oggi i tagli nel budget di vari ministeri e servizi statali sembrano attutire questa piaga.


D’accordo. Nel pubblico spesso è ancora peggio. Ma, come dicevo già nell’altro post, non è certo ad un carrozzone ministeriale che stavo pensando.
Forse pensi ad una gestione separata: ma la questione fondamentale non è lo stato in sé… è che nello stato non c’è proprio la figura più deprecata e stigmatizzata: il cosiddetto “padrone”! Non c’è l’occhio, la cura, l’attenzione, la creatività, la dedizione, la consapevolezza del focus da perseguire del “vecchio padrone”… di chi cioè, ci guadagna o ci perde in proprio.

Invero, per lo stato, già c’è la Banca d’Italia. Ma non puoi obbligare la gente a servirsi tutti della Banca d’Italia. La Banca d’Italia potrebbe fagocitare le altre banche, ma non sarebbe allora anch’essa un “carrozzone”?

In definitiva mi pare che tu esprima, a volte, anche cose giuste, ma non hai una soluzione percorribile per sopperire alle esigenze e problematiche che la banca privata assolve.
Sospetto che la tua idea del lavoro di banca sia un pò troppo riduttiva: per timore di fare male o di spendere troppo e sprecare, non facciamo niente. Ci limitiamo (via informatica) a rilevare e contare....e intanto all’estero che fanno?

In ogni caso, poco o molto che sia il lavoro di banca, credo sempre che occorra tendere a sgravare lo stato di operatività, piuttosto che aggiungerne!

Lo stato, in ambito democratico, deve fare le leggi e dare direttive, in conformità alle più avanzate strategie ritenute proficue nei campi relativi a istruzione, sanità, giustizia, ordine pubblico, economia, produzione di beni, ecc… e deve incentivarne e controllarne l’applicazione sia nel pubblico che nel privato.
Ovvio, quindi, che restano alla stato le attività indispensabili alla comunità, ove le esigenze "imprescindibili" dei cittadini non debbano sottostare alle dinaminche di mercato, della concorrenza e del profitto...dinamiche altrove necessarie e propedeutiche alla evouzione della economia globale.
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Vecchio 11-06-2012, 21.24.54   #18
ulysse
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

Procede da precedente post:
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Originalmente inviato da ulysse
La banca offre oggi, come quantità, densità, qualità e varietà, molti più servizi che non 20/30 anni addietro, per es. si hanno oggi: I C/C bancari per pensioni oltre da 1000 euro, fondi di investimento, tenuta portafoglio titoli, cassette di sicurezza, consulenze finanziarie, assistenza nel recupero crediti, emissione e recupero cambiali, valutazione di rischio finanziario per mutui e fidi, incremento continuo delle carte di credito prepagate e non, incremento dei bankomat, gestione dei bonifici e degli assegni…oggi quasi obbligatori, ecc…
Infatti sempre meno può circolare danaro liquido per esigenze di tracciabilità.
Ho solo citato i servizi e le transazioni più comuni, indispensabili, ma difficilmente informatizzate, o solo parzialmente.

-fondi di investimento, consulenze finanziarie: pressoché inutili.
-valutazione rischio finanziario: importante, ma solo con ruolo consulenziale
Inutili? E’ solo una opinione!
…In realtà è il focus di interesse della gente e …delle banche!
Ho intervistato un amico ”promoter” di Bankoposta: c’è molto da fare, dice, specialmente oggi! La gente non sa come investire i pochi euro salvati dalle tasse e salvarli da una eventuale caduta dell’euro!

Nel caso di Bankoposta c’è da tenere in conto anche la Cassa Depositi e Prestiti Spa a controllo pubblico che emette buoni differenziati per modalità e durata: sarebbero i vecchi buoni fruttiferi postali… evoluti.
Difficilmente una gestione statale li eliminerebbe…c’è anzi il pericolo che la CDP passi a ripianare il debito pubblico.
Quindi, praticamente, lo stato ha già due banche: Bankitalia e Bancoposta che coprono ogni servizio bancario…con filiali diffuse capillarmente sul territorio.

In ogni caso credo che nessuno pensi di eliminare servizi profittevoli per ridursi alla pura gestione dei conti correnti…anzi il trend di questi anni è al contrario.

I consulenti finanziari delle banche in genere, hanno la responsabilità (mansione) di valutare e consigliare le varie forme di investimento da parte del pubblico e della banca stessa verso le borse e agenzie finanzirie.

Esiste in Italia, una grossa impresa, cui le banche si riferiscono, la cui mission comprende la valutazione della solvibilità dei debitori delle banche (comunque di chi fa prestiti) in fase potenziale o in corso.
La mission di questa impresa è, fra l’altro, di seguire la regolarità dei pagamenti con risoluzione dei relativi intoppi.

Inoltre i promoter della banche valutano e consigliano o meno i titoli d’investimento nominalmente più sicuri anche se non così profittevoli…o, viceversa, rischiosi e profittevoli.
Il promoter, la banca, fa anche da tramite e, ovviamente, si fa pagare il servizio!
Fino a pochi anni fa, il potenziale sottoscrittore di una forma di investimento doveva essere inseguito …specie da parte di Bankoposta, allora “new entry” come banca d’affari.

Oggi la gente si presenta spontaneamente a offrire quattrini…sia per investire che per chiedere prestiti e accendere mutui…se ci riesce.

Per i “promoter” il lavoro è comunque lungo e brigoso: per consigliare occorre cercare, studiare e valutare…sia in relazione alla situazione finanziaria e patrimoniale delle persone che in riferimento alla disponibilità della banca o della eventuale agenzia finanziaria cui la banca accede per le proprie esigenze di liquidità.

Oggi, purtroppo, i mutui ed prestiti in genere, dopo attente valutazioni, si concedono col lanternino.
Poichè la crisi sembra iniziata in USA col concedere prestiti e mutui a cuor leggero per speculazione, oggi è naturale una certa ritrosia …forse eccessiva… ma la banca non vuole restare incastrata e nemmeno lo vuole il consulente bancario.

Il ruolo del promoter o “consulenziale” in genere, non è, quindi, roba da ridere..anche per la forte variabilità dei tassi e dei titoli!
E non lo sarebbe, da ridere, nemmeno in tempi di vacche grasse.

Oggi le banche (come le agenzie finanziarie e fondazioni che le controllano) non hanno tanta disponibilità (se non per pagare i relativi banchieri!) ed è preferibile e sicuro, per la banca, investire in titoli di stato…come è accaduto col prestito della BCE…che però ha salvato lo stato dal crac.
In ogni caso se la banca concede prestiti e mutui deve assicurarsi un tasso profittevole ed un sicuro ritorno.
Ovvio che, in caso di non ritorno il bene deve essere ipotecabile e vendibile all’asta in modo da remunerare il prestito: per lo stato ci pensa Equitalia!

Nella gestione sono di comune uso procedure e modulistica computerizzata, ma il giudizio e valutazione dell’operatore finanziario sono essenziali.
Inoltre c’è sempre documentazione cartacea da classificare, archiviare e inviare agli interessati relativamente a privacy, sicurezza, continuità del rapporto, nuove promozioni. ecc…

Molte imprese immobiliari in anni passati hanno costruito quartieri residenziali e villaggi su prestito bancario: bastava esibire un progetto con concessione di costruzione e ottenevi il prestito.
Oggi alcune di quelle imprese si trovano con 40 o 50 appartamenti invenduti (forse ci si dovrà pagare anche l’IMU “seconda casa”) e non possono restituire il prestito che intanto lievita per interessi.
Magari la banca potrebbe vendere gli appartamenti all’asta sottocosto, ma forse non riuscirebbe a rientrare del prestito.

E’ un piccolo esempio di come banche e costruttori possano trovarsi in difficoltà…da cui la stasi del mercato immobiliare: cantieri chiusi e gente che non ha stipendio per sopperire ai bisogni primari…figuriamoci se può accendere mutui per appartamenti…è un circolo vizioso!
Qualcosa del genere accade per ogni altro bene prodotto

Tutta roba, comunque, che non si risolve per via informatica…o da parte di un ente statale ad hoc, che si limiterebbe a battere sulla tastiera le entrare e le uscite dei vari conti …o fidando sul fatto che i cittadini hanno (avrebbero) l’homebanking per cui lo stipendio o pensione è versato direttamente sul conto…ammesso che ci sia! E per tale via effettuerebbero i pagamenti.

Mi rendo conto che, secondo la tesi di Albert, quanto ho descritto, essendo inutile e dannoso, in una centralizzazione statale del conteggio quattrini, dovrebbe sparire, ma, data la richiesta ed esigenza di investimenti per riavvire l'economia, non capisco come altro potrebbe essere risolta la cosa.

Forse lo stato dovrebbe assumersi l’onere e la funzione di “prestatore” di denaro…oltre che di “appaltatore” di opere…cosa, quest’ultima che dovrebbe fare e non fa.
Ma allora la cosa comincerebbe ad avere corpo… un grosso corpo …un carrozzone!!!

D’altra parte il Fmi o la Bce o altro ente “salva stati” ricapitalizzano le banche in difficoltà (vedi Spagna), e non rifirniscono direttamente di danaro icittadini bisognosi.
Non può essere che il fatto sia solo dovuto al mangia mangia della generale corruzione delle banche centrali e dei banchieri!!!

Forse l’ho descritto male e in modo insufficiente: c’è molto altro!
A me pare, tuttavia, che la questione dei depositi dei risparmi, degli investimenti, dell’essere un tramite con le borse, dei prestiti ai cittadini, alle imprese e dei mutui ipotecari, con relative consulenze ecc.. di cui le banche si fanno carico (non gratis ovviamente), costituiscano un tratto essenziale della economia di un paese o unione di paesi in tutto il globo…non demandabile ad una unica gestione pubblica centralizzata.

Ripercorrendo la storia. esisteva in effetti, in Italia il “parastato”, ma è fallito ed è oggi smantellato…No vedo perché riprovarci!?
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assistenza nel recupero crediti: meglio affidarsi ad un energumeno nerboruto
Non credo faccia parte di una prassi etica!
Alludo, invece, alle cambiali che vanno in protesto! La procedura è informatizzata? ...non credo tanto. Idem per gli assegni a vuoto.
Citazione:
tenuta portafoglio titoli, carte di credito, bankomat, bonifici: già tutto automatizzato
Automatizzato in parte…quando tutto scorre liscio: Occorre, ad es., sopperire ai clienti che richiedono carte nuove, che aprono o chiudono un conto o cambiano banca o anche perdono la carta e occorre rifarla. Oppure il conto è in rosso e occorre ridefinire il fido.
In ogni caso sarebbe interessante sapere quanti correntisti usano l’home-banking: quale % rispetto al totale!
Per i bonifici basta un clic, ma devi sapere a chi e da chi o perché, se il conto è scoperto devi avvertire o essere avvertito, ecc...

Non è trascurabile neppure la gestione del rifornimento di danaro agli sportelli bancari ed ai bankomat con attivazione di servizi portavalori “in sicurezza”…operazioni non eliminabili neppure nella più spinta informatizzazione statale.
Così come la tenuta e gestione delle cassette di sicurezza o delle guardie private…

Purtroppo un qualche Galbraith recente non ha evidenziato la “sindrome informatica” che consiste nella idea che quando una procedura è informatizza, poi, di manuale o elucubrante, non resta niente!

Ricorderei la vecchia “vignetta” in due tempi della “Unmanned Factory”:
Si vede, nella prima vignetta, la scena di operai e impiegati che lavorano “dentro la factory” indaffarati attorno alle macchine. Fuori il deserto!
Poi, la seconda vignetta, dopo l’informatizzazione, mostra il “dentro” con macchinari e computer funzionanti, ma deserto, mentre tutti sono indaffarati “fuori”, attorno alla “factory”!

E’ la metafora satireggiante del fatto che le macchine e l’informatica, pur indispensabili, non realizzano l’illusione di eliminare l’impegno umano …per fortuna!
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assegni: in estinzione
In effetti si usano le carte di credito ed i bonifici, ma ancora anche gli assegni…
E’ poi vero che altri servizi insorgono e incrementano…che magari occorre informatizzare: i creativi esistono anche in banca!
ulysse is offline  
Vecchio 12-06-2012, 07.29.48   #19
albert
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

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Originalmente inviato da ulysse
Credo comunque che quasi tutti, in qualche modo, giochiamo in borsa. Al livello di minor rischio si chiama sottoscrivere “fondi d’investimento” ove il capitale, in genere, è garantito, a meno che la banca non fallisca

Volevo risponderti con qualche statistica sulla percentuale di possessori di azioni, ma non sono riuscito a trovarla da nessuna parte, nemmeno sui rinomati report della Banca d’Italia. Comunque, ad occhio, non credo che più del 10% circa della popolazione abbia azioni. E i fondi d’investimento non possono avere capitale garantito se investono in azioni che, per definizione, possono perdere facilmente valore. E ovviamente non è vero che sul lungo periodo il mercato azionario sale sempre, in Giappone (la seconda economia del mondo) il mercato non ha ancora recuperato i livelli del 1989. In effetti vale un quarto di allora, dopo più di vent’anni.

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Originalmente inviato da ulysse
Per le leggi assurde (occorre poi vedere da che punto di vista) non possiamo che incolpare noi stessi che eleggiamo il parlamento (ben due rami) che le fa e le approva.

Sicuro. E’ colpa nostra. Ma si può cambiare.

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Originalmente inviato da ulysse
Io stesso sono “banchiere” assieme a un qualche migliaio di azionisti di una banca cooperativa: partecipo persino alle assemblee annuali per l’approvazione del bilancio e la conferma o la nomina del CdA.

Congratulazioni!

albert is offline  
Vecchio 12-06-2012, 12.14.38   #20
albert
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

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Originalmente inviato da paul11
Sì, mi starebbe bene anche quello che dici. Perchè la generazione di denaro dal denaro, di cui sono d'accordo con te che è falsa ricchezza, genererebbe inflazione che comunque come consumatore pagherei sui prezzi finali dei beni di consumo .

Ciao Paul,
sì ho usato alcune tue righe come spunto per un discorso generale. Tutti (tranne ulysse ) parliamo giustamente male dei banchieri e dei finanzieri in genere, ma in fondo siamo convinti che fare soldi con i soldi sia una cosa furbissima. I finanzieri sono visti non come dei parassiti, ma come dei simpatici filibustieri di cui tutto sommato non si può fare a meno, e nel nostro piccolo cerchiamo di imitarli.

E’ inevitabile che tutti cerchiamo di depositare i nostri soldi dove ci danno più interessi e di acquistare titoli ad una quotazione bassa e rivenderli ad una alta, ma in realtà si tratta di attività del tutto inutili dal punto di vista del bene comune e quindi parassitarie. Se vendo un titolo ad una quotazione alta ed il giorno dopo il titolo crolla mi sento furbissimo, ma c’è qualcun altro che l’ha comprato da me ed adesso ci sta rimettendo.
Per evitare ogni tentazione dovrebbero esserci delle regole che non rendano possibile fare i soldi con i soldi (o, meglio, vanno abolite le regole che lo consentono) , ma prima ci deve essere la convinzione che così sarebbe molto meglio per tutti.

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Originalmente inviato da paul11
Penso che siamo d'accordo nel ritenere, almeno in via teorica in quanto ripeto il neoliberismo non lo permette almeno ora, che le banche statalizzate se gestite con la logica di indicatori di efficienza ed efficacia e rispetto verso l'utenza , potrebbe essere una soluzione .

La proposta non è di statalizzare le banche, ma di svuotarle di funzioni. Le funzioni effettivamente necessarie sono tutto sommato banali e potrebbero essere svolte senza grossi problemi a livello centrale da un organismo statale.
Credo invece che la funzione di valutare l’affidabilità di chi chiede soldi a prestito dovrebbe restare privata.

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Originalmente inviato da paul11
Questo è stato anche il motivo nei miei precedenti post di fare brevi analisi internazionali in quanto il localismo nazionale è "perso" nella globalizzazione, non può nulla allo stato attuale, o molto poco, se non assecondare il "grande mercato" .

Se siamo nelle mani del “grande mercato” è perché ci siamo consegnati ad esso, ad esempio incoraggiando gli investori esteri ad acquistare il nostro debito pubblico. Il debito pubblico di una nazione dovrebbe essere nelle mani dei suoi cittadini.

In una economia “sana” in un paese dovrebbe entrare finanziariamente (con esportazioni, soldi spesi dai turisti, rimesse degli emigranti) esattamente quanto esce. Se non fosse così la moneta si dovrebbe svalutare peggiorando le condizioni di vita – non sostenibili – fino ad ottenere il riequilibrio. Tutti i giochetti che si fanno ora servono ad arricchire i parassiti della finanza.

albert is offline  

 



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