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 Riflessioni sulle Scienze - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica
Vecchio 16-07-2012, 19.00.02   #51
ulysse
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

Citazione:
Originalmente inviato da albert
Once again … non è che voglia statalizzare le banche con tutte le loro schifezze. Il punto è che la gestione ordinaria del conto (esclusi crediti e prestiti) una volta ridotto l’uso del contante..... ...è una cosa piuttosto semplice che potrebbe essere gestita centralmente dallo Stato come già gestisce l’anagrafe o il catasto.
Seconda parte:
Ma è il concetto stesso di attribuire allo stato funzioni operative e gestionali, oltre l’essenziale Welfare, che è comunque deleterio, proprio per l’intrinseco incremento dei costi delle funzioni statali, sempre inefficacemente condotte, la cui inefficienza dobbiamo pagare noi con tasse, ticket ad hoc, accise, ecc….e, ciò nonostante, inevitabile incremento del debito pubblico.

A conti fatti, affidare funzioni gestionali e operative allo stato o ad enti pubblici vari, non è mai conveniente! E’ un controsenso!

Infatti l’attuale processo perseguito dallo stesso stato e dai comuni è l’inverso: coinvolgere nella gestione i privati…coi dovuti accorgimenti e garanzie, ovviamente!

Circa l’inefficienza della funzione pubblica, ne abbiamo avuta sufficiente esperienza in passato, sia in Italia col parastato, che nei paesi del socialismo reale...:sempre comunque.

Tuttavia analizziamo pure i quesiti che seguono e gli ulteriori che insorgono. La cosa può avere un valore intrinseco per l’analisi in sè, ma ai fini della statalizzazione dei C/C, oggi di esclusiva funzione bancaria, o ai fini di mantenere le sole operazioni cosiddette essenziali… è ininfluente: l’inefficienza delle funzione pubblica resta.

1. Domanda: è vero che i servizi essenziali sono pochi?
2. Risposta: Difficile dire: rispetto a cosa? Credo comunque esista un controllo superiore in proposito: la CONSOB, Banckitalia, la BCE, ecc…
3. Comunque pochi o molti che siano, lo stato potrebbe prendere su di sé quelli che ritiene essenziali, ma se gli altri non vengono proibiti per legge (e difficilmente lo sarebbero) le banche o nuove imprese che insorgerebbero, eserciterebbero comunque tali servizi…in specie i fondi di investimento nelle loro varie forme…e potrebbero offrire pasticcini con rosolio a piacere!
4. Verrebbe però a mancare alla banca la massa mobile di danaro liquido proveniente dai C/C… e la “banca privata” si troverebbe in ulteriore difficoltà di liquidità per mutui e prestiti. Ma sono convinto che emergerebbe un sistema parallelo di versamenti e prelievi in tempo reale in concorrenza con quello statale...magari al peggio che l'attuale: cosa si sarebbe risolto?....del resto già esiste il prestito privato ad usura!...lo strozzinaggio che, tutt'ora, lo stato non riesce a bloccare!
5. Che poi, lo stato, cosa ne farebbe della massa mobile (sia pure virtuale) risultante dai movimenti dei C/C? La manterrebbe inerte? Diventerebbe prestatore diretto al pubblico (vedi Bankoposta!) con uffici di mutui e prestiti!? o li presterebbe alle banche? Ma già non lo fa la Banca Centrale?

6. Domanda:è vero che da un punto di vista tecnico questo sarebbe fattibile a costo contenuto?
7. Risposta:Il costo contenuto sarebbe da valutare: sarebbe comunque un servizio in più per lo stato che dovremmo pagare noi…proprio per la inevitabile inefficienza dello stato.
8. Da un punto di vista tecnico sarebbe ovviamente fattibile! Tutto è fattibile: siamo andati sulle Luna! A costo contenuto?...ecco appunto la luna a costo contenuto! non mi pare!!! eppure ci si è andati….bene o male si è ritenuto importante andarci, al di là del costo, per altre ragioni.
Ma i C/C statali che altre ragioni hanno se non il probabile scompiglio che apporterebbero…nelle banche, nei cittadini, nel servizio statale stesso???
La scusa posta inizialmente che le Banche private sprecano risorse non regge: che poi non sarebbero risorse dello stato! La stato piuttosto, e la BCE in futuro, devono indirizzarne l'azione in un contesto europeo

9. Domanda: è vero che il risparmio globale sarebbe gigantesco?
10. Risposta: Ma non vedo risparmio: vedo pasticci! (non pasticcini!) Bisognerebbe eliminare completamente il circolante liquido, ma non lo vedo possibile a breve/medio termine: tutto dovrebbe funzionare con carte di credito e codici a barre...anche il ciabattino o il gelataio…magari anche il giornalaio!…La vedo dura e lunga!...
11. Comunque il nostro focus è sbagliato: Non si tratta di statalizzare, ma di informatizzare…poi, se è il caso, si potrà statalizzare…ma a quel punto sarebbe inutile… Il fatto è che se statalizzo oggi, se poi abbisogno di 50 euro dal C/C statale, dovrei farmi fare un vaglia da Roma…un bonifico o altro! Non mi parrebbe comodo: Mica per niente le Poste Italiane (e tuttora Bakoposta) tenevano sportelli capilarmente distribuiti in tutto il territorio...va bè che non c'erano i computer!...ma nemmeno ora sono così frequenti!.
Quindi, vediamo, prima di informatizzare…solo danaro informatico dovrebbe circolare…caricabile su carta di credito dal nostro computer...proteggendoci dai cloni!
Ma mi pare che questo nemmeno in USA funzioni ancora!

Quindi, per ora, gli argomenti sono ininfluenti e non centrali al problema: il tema centrale è di ordine globale: lo stato è un cattivo operatore (un carrozzone!) e deve essere alleggerito al massimo se vogliamo diminuire i costi diretti di gestione statale (gli stipendi agli statali e altro) e contenere/diminuire quindi il debito pubblico: resta allo stato solo ciò che lo stato stesso può contribuire ad evitare o realizzare: sperequazione e assistenza verso i cittadini più deboli (la sanità) oppure le attività che non possono essere gestite tenendo conto solo del dare e avere pecuniario (le scuole), ecc..

Al contrario le banche private come tutte le attività e imprese private non costituiscono comunque spreco per lo stato: si auto equilibrano…entro i limiti che la legge definisce o dovrebbe meglio definire: non sono io in grado di dire cosa, ma suppongo si possa sempre migliorare anche nel favorire i cittadini meno agiati…persino da parte di Banche private.

…O utilizzare leve finanziarie e fiscali per meglio indirizzare l’attività bancaria verso il bene pubblico.

L’eventuale spreco di gestione si carica comunque sulla impresa: le attività private in perdita se non corrono ai ripari finiscono comunque col fallire, lasciando il posto ad attività più efficientemente condotte: Principio di Qualità!

La cosa non accade in ambito statale: nessuna concorrenza! Concorrenza con chi?....Quindi nessun miglioramento!
Non riesco a concepire un impiegato o un funzionario statale che si impegni creativamente nel miglioramento!
Per le attività private, invece, il miglioramento è in prima linea nel superamento della concorrenza...e contribuiscono all'incremento delle torta globale!
In particolare l'attività privata concorre all' incremento del PIL…e paga le tasse sui guadagni!

I guadagni sono certificati! Il falso in bilancio è ancora un crimine!

La strategia economica più efficace non punta e non conta, infatti, sui risparmi…è invece questione di guadagno: il risparmio, che pure è collaterale, alla lunga deprime l’economia!...come sta accadendo...in effetti!

E’ il guadagno che contribuisce a vivacizzare l’economia e la espande: lo stato pensi a tassare i guadagni...senza corrre il rischio, però, di spingere a delocalizzare: cun grano salis!

E' tutto un equilibrio!

Mutare l'equilibrio è una difficile opera di Architettua che non si può fare a spizzichi e bocconi sulla base di una casuale idea... sia pure geniale.
Cio non toglie che la manutenzione architettonica debba essere continua, ma su di una visione globale.

I servizi pubblici statalizzati, comunque pesano sullo stato e incrementano il debito pubblico!

Si aggiunga che i sevizi in mano allo stato degradano e tendono a far degradare ciò che dovrebbero gestire e tenere in cura….per lo meno è questo ciò che abbiamo constatato in passato e che sempre più constatiamo: basta fare un sopralluogo ai cosiddetti beni dello stato, ai siti archeologici, ai musei, ecc….

L’Italia, con un patrimonio artistico, archeologico, ambientale, enorme…fra i primi nel mondo, non riesce ad avere turisti o molto pochi: chissà a cosa potrebbe essere dovuto ciò!?..Booh!?

Nella caccia agli sprechi credo sarebbe questa la strada da perseguire con maggior profitto: non voglio deviare il discorso…voglio solo evidenziare una tendenza in atto: ab antiquo!
Ciaociao

Segue terza parte.
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Vecchio 16-07-2012, 21.04.54   #52
ulysse
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

Citazione:
Originalmente inviato da albert
Once again … non è che voglia statalizzare le banche con tutte le loro schifezze. Il punto è che la gestione ordinaria del conto (esclusi crediti e prestiti) una volta ridotto l’uso del contante è una cosa piuttosto semplice....... che potrebbe essere gestita centralmente dallo Stato come già gestisce l’anagrafe o il catasto.
Parte 3: ultima!...poi scrivo un e-book!
Avverto che domani parto e sarò assente fino a fine mese o inizio prossimo!
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Originalmente inviato da ulysse
Questa mattina ho letto di qualcuno (gestore di una agenzia di pratiche auto) che propone di privatizzare (anzi, di comprare lui stesso) la “Motorizzazione” a scanso dei tempi enormi per attese e disguidi che deve trascorre in linea o presso la motorizzazione della sua città…!?
Fosse matto? …o è solo un cittadino stufo delle pastoie e inefficienze dei servizi dello stato?


Non c’è dubbio che la gestirebbe meglio. Anche se la dessero da gestire a me saprei come fare . Però il fatto che ci siano molti servizi dello Stato inefficienti non vuol dire, secondo me, che non è possibile cambiare. E non vuol dire che i servizi che è naturale che lo Stato fornisca (secondo me la gestione ordinaria dei conti) debbano essere invece privati.
Ecco appunto, se gestissi tu la motorizzazione..privatamente!. .. faresti meglio dello stato!

Convengo, ovviamente, che sarebbe possibile cambiare! Migliorare si può!... sempre se c’è incentivazione a farlo: basterebbe privatizzare!
Prima però di dare i nostri quattrini allo stato vorrei vedere le cose cambiate: quello della “motorizzazione” è solo un esempio che conferma gli altri tanti casi di mala gestione statale: francamente son troppi per affidare alla operatività e iniziativa statale qualcosa!

Solo la scuola! Ove insegnanti precari succubi…oramai sessantenni...saranno fatti santi!

Che poi, ripeto, non è nemmeno questo il punto…il punto è che nel privato c’è l’occhio del padrone che ingrassa il cavallo ed anche lo fa bere! …Nello stato non c’è un padrone...nessuno che ci metta del proprio...non c’è un focus!

C’è solo che il disorientamento è generale: si cambia focus ad ogni cambio di governo e o di amministrazione.

Ma ciò che è naturale è solo che lo stato fornisca la gestione esclusivamente dei suoi conti! C’è persino la Corte dei Conti a controllare l’esattezza e liceità dei conti dello stato, eppure siamo finiti nella buca enorme del debito pubblico terzo nel mondo!

Certamente c’è stato qualcuno che ha strafatto e qualcun’altro che doveva controllare e non ha controllato…ma non è questione di banche o di imprese private: è la contabilità statale che ha fallito…sospinta, in questo, dalla politica: chi governa deve accontentare e blandire i cittadini affinchè li confermi…e i cittadini confermano…tanto non sanno quale sia il prezzo!

Se mai i privati (dicimo alcuni privati) si sono limitati a non pagare le tasse…ma anche quì è lo stato che deve scovare gli evasori!....con Equitalia!?

E dopo queste esperienze dovremmo ricominciare da capo a dare in gestione i nostri quattrini allo stato?...Quelli proprio nostri???...oltre quelli delle tasse???
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Originalmente inviato da ulysse
Sono illazioni populiste di parte, non oggettivamente vere, né, tantomeno, corrette: un bancario non è un banchiere!


Mai ero stato accusato di “illazioni populiste di parte”! Un bancario non è un banchiere, ma è l’esecutore di ordini a volte profondamente scorretti, tipo “rifila ai clienti le azioni Parmalat”. Potrebbe rifiutarsi? Boh. Mi viene in mente il caso della Costa Concordia. Un marinaio disse a chi cercava informazioni: “Dovrei dirvi di tornare alle vostre cabine. Beh, mi licenzieranno, ma voi andate alle scialuppe”. E quindi il bancario “etico” avrebbe dovuto dire “Mi licenzieranno, ma le azioni Parmalat non le prenda”
Ma chi dice che un semplice impiegato sappia: a Parma c’è la Parmalat e tutti lavorano Parmalat! E’ la loro azienda anche affettivamente …su di essa vivono da sempre ..chi mai immaginava che fregasse?

A quel tempo, se dicevi ad un parmense che la direzione Parmalat fregava…ti dava due sberle!

D’altra parte che mai farebbe un bancario statale…nulla saprebbe! è suppongo che se ne fregherebbe comunque… e manco avrebbe la scusa che lo licenziano!

Un marinaio non è confrontabile: per mestiere è abituato ad affidarsi alla inziativa propria! nessuno può dirgli cosa fare se non è d'accordo.
Solo marinai fasulli, da crociera, potevano portare il concordia a fare quella fine

Quanto al populismo mi sà che c’è un po’ di grillismo in te! …via la pubblicità!...via le banche!...ecc…
Ma ogni modo di pensare è legittimo!

Del resto per vendere un e-book devi essere popolare…magari un pò populista: le mie idee, invece, non esaltano certo il popolo!

Figurati che rifuggo persino dal proporre di impiccare i banchieri…manco uno!
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Originalmente inviato da ulysse
Infatti mica possiamo pensare di risolvere sempre diminuendo lo stipendio agli statali


E chi dice di tagliare gli stipendi agli statali? Quelli bravi e che fanno cose utili dovrebbero essere pagati molto bene. E gli altri … dovrebbero fare qualcosa d’altro
Ma è giusto accaduto: gli stipendi agli statali mi pare siano stati tagliati…in qualche modo. O era solo una proposta?
Comunque, col tuo metodo, sai quanti disoccupati!
…ma in effetti una certa meritocrazia dovrebbe esistere…per quanto…chi giudica? e come? …per ora il solo giudizio è politico!

Anche qui è questione che manca il padrone a ingrassare il cavallo…per cui non resta che l’avanzamento a scatti automatici…se non le combini grosse!...o se non hai una spinta politica!...un santo in paradiso!.
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Originalmente inviato da ulysse
fai osservazioni e dai risposte come se fossi appena tornato da un viaggio ventennale sulla Entreprise...ai confini dell'universo...conosciuto


Già. Se un alieno scendesse da un disco volante si stupirebbe moltissimo del castello finanziario che abbiamo creato o lasciato creare e di come tarpi le ali alle eccezionali capacità tecniche della nostra società. Ogni tanto conviene cercare di vedere le cose da una prospettiva diversa, no?
Lo dici a me che tratto di Qualità!?
Il castello finanziario certo deve essere regolamentato…ma non è necessario statalizzarlo: sarebbe peggio…salterebbero fuori nuovi inghippi inconsulti: altro che tarpare le ali!...sarebbero proprio tagliate!

La piazza del mio paese, forse già nel medio evo, faceva funzioni di borsa, banca e libero mercato in ambito di regole precise e palesi: lo deduco dal fatto che ancora sulle mura sono incastonate le unità di misura e le equivalenze monetarie.

Era così per tutti i paesi e città medioevali: significa che il mercato, la borsa, devono esserci! Costituiscono necessità primaria ed erano liberi mercati...il "Signore" non ci aveva a che fare!...a meno che non fosse anche lui mercante.

Certo oggi occorrono nuove e più efficaci visioni…ma è proprio per questo che stigmatizzo la funzione dello stato: le esperienze che abbiamo fatto e facciamo in relazione alle operazioni dirette dello stato o di governi del fare fuori del controllo del parlamento o viceversa, non è mai stata confortevole…e la cosa avrebbe dovuto o dovrebbe farci accorti....più accorti!
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Vecchio 05-08-2012, 20.58.26   #53
albert
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

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Originalmente inviato da ulysse
Ma è il concetto stesso di attribuire allo stato funzioni operative e gestionali, oltre l’essenziale Welfare, che è comunque deleterio, proprio per l’intrinseco incremento dei costi delle funzioni statali, sempre inefficacemente condotte, la cui inefficienza dobbiamo pagare noi con tasse, ticket ad hoc, accise, ecc….e, ciò nonostante, inevitabile incremento del debito pubblico.

Non è vero che il privato sia automaticamente meglio del pubblico. Vedi l’esempio della Sanità negli USA, tutta privata, che costa il doppio pro-capite ed è molto peggiore della pur vituperata sanità italiana. Secondo me è opportuno che lo Stato si astenga da tutte le cose su cui ci può essere concorrenza (come fare i panettoni, una volta fatti anche dalle aziende dell’IRI) ma faccia tutto ciò su cui non ci può essere concorrenza (fognature, polizia, anagrafe, catasto …. e servizi bancari essenziali)

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Originalmente inviato da ulysse
1. Domanda: è vero che i servizi essenziali sono pochi?
2. Risposta: Difficile dire: rispetto a cosa? Credo comunque esista un controllo superiore in proposito: la CONSOB, Banckitalia, la BCE, ecc…

Beh, non mi sembra che CONSOB, Bankitalia & C si preoccupino di servizi inutili e ingannevoli offerti dalle banche né censurino le pubblicità ingannevoli (tipo “interessi anticipati”) …

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Originalmente inviato da ulysse
3. Comunque pochi o molti che siano, lo stato potrebbe prendere su di sé quelli che ritiene essenziali, ma se gli altri non vengono proibiti per legge (e difficilmente lo sarebbero) le banche o nuove imprese che insorgerebbero, eserciterebbero comunque tali servizi…in specie i fondi di investimento nelle loro varie forme…e potrebbero offrire pasticcini con rosolio a piacere!

Mi sbaglierò, ma secondo me se uno ha un conto gratuito con cui riesce a fare tutto quello che gli serve, non sente il bisogno di andare in una banca costosa ma che offre i pasticcini.

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Originalmente inviato da ulysse
4. Verrebbe però a mancare alla banca la massa mobile di danaro liquido proveniente dai C/C… e la “banca privata” si troverebbe in ulteriore difficoltà di liquidità per mutui e prestiti. Ma sono convinto che emergerebbe un sistema parallelo di versamenti e prelievi in tempo reale in concorrenza con quello statale...magari al peggio che l'attuale: cosa si sarebbe risolto?....del resto già esiste il prestito privato ad usura!...lo strozzinaggio che, tutt'ora, lo stato non riesce a bloccare!

I soldi della “banca privata” (ma la chiamerei diversamente, tipo “agenzia di prestito”) arriverebbero dai privati cittadini che investirebbero il loro soldi comprando delle quote o impegandoli per un certo periodo di tempo, invece di lasciarli sul conto (dove sarebbero infruttuosi) in uno status ambiguo. E, come al solito, se non ci sono soldi per fare girare l’economia basta stamparli. Adesso buona parte della massa monetaria è generata dalle banche (per essere tecnici, la massa monetaria M0 – 850 miliardi in Eurolandia - è generata dalla banca centrale e cioè dallo Stato mentre ad esempio la massa monetaria M1 – 5000 miliardi in Eurolandia, comprende 4150 miliardi “generati” dalle banche). Secondo me dovrebbe essere generata tutta dallo Stato.

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Originalmente inviato da ulysse
5. Che poi, lo stato, cosa ne farebbe della massa mobile (sia pure virtuale) risultante dai movimenti dei C/C? La manterrebbe inerte? Diventerebbe prestatore diretto al pubblico (vedi Bankoposta!) con uffici di mutui e prestiti!? o li presterebbe alle banche? Ma già non lo fa la Banca Centrale?

I C/C non sarebbero remunerati, e quindi i depositi sarebbero di scarsa entità. Se uno vuole fare fruttare i soldi dovrebbe affidarli esplicitamente a qualche “agenzia di prestito”, non “parcheggiarli” nel conto corrente in uno status ambiguo (pensa di poterli riavere indietro in qualsiasi momento, ma in realtà sono stati prestati a qualcun altro).

La massa mobile è appunto virtuale. Si può gonfiare o diminuire come si vuole a seconda delle esigenze. Questo problema specifico rientrerebbe nella politca generale.

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Vecchio 15-08-2012, 18.26.44   #54
ulysse
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

PRIMA PARTE:

Il sistema USA è meglio?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Ma è il concetto stesso di attribuire allo stato funzioni operative e gestionali, oltre l’essenziale Welfare, che è comunque deleterio, proprio per l’intrinseco incremento dei costi delle funzioni statali, sempre inefficacemente condotte, la cui inefficienza dobbiamo pagare noi con tasse, ticket ad hoc, accise, ecc….e, ciò nonostante, inevitabile incremento del debito pubblico.

Citazione:
Originalmente inviato da albert
Non è vero che il privato sia automaticamente meglio del pubblico. Vedi l’esempio della Sanità negli USA, tutta privata, che costa il doppio pro-capite ed è molto peggiore della pur vituperata sanità italiana.
Infatti è in Italia che il privato è meglio del pubblico…ma non vale per certa parte del SSN! Inoltre non ho mai detto che non debba esistere un SSN…anzi è essenziale!

Comunque per il SSN e servizi di pubblica utilità, non è una questione di costi…(costi che in USA, comunque, non li paga lo stato) è questione che il privato speculerebbe sulla salute dei cittadini (comunque sulla pubblica utilità) e trascurerebbe i meno abbienti,(il bene pubblico) comunque quelli per cui il guadagno è minore o nullo come in effetti succede in USA col sistema ad assicurazione a pagamento: chi non è adeguatamente assicurato è fritto…a parte il tentativo di Obama.

In ogni caso la situazione USA, anche in relazione ai servizi statali come scuola e sanità e altro, è completamente diversa: sembra che lo stato si occupi di assistenza solo in certi casi particolari per gli emarginati di recente immigrazione: ispanici, coulored, riserve, ecc…, a meno che non li cacci, e, come qui, ci sono organizzazioni “no profit”.

In ogni caso, in USA, a parte l’Agenzia Aerospaziale e l’esercito, le eccellenze si verificano nel privato: come per certe scuole, università e istituti di ricerca…e anche ospedali: chi paga ha il meglio! Chi non paga può morire…specie nella sanità e nei servizi sociali…che pure, in certi casi, sono meglio regolamentati dei nostri: è lo spirito di frontiera che ancora aleggia ed è forte fra i repubblicani ed in parte anche fra i democratici!

Contro un tale spirito, sembra che Obama sia riuscito ad introdurre un minimo di Sanità Pubblica, ma gli costerà la rielezione.

Diversa è la questione bancaria: i meno abbienti non si servono dei servizi bancari…non hanno il cum quibus!..Chi lo ha può pagare secondo mercato! ed è bene che nel campo dei servizi bancari si formi ed esista un mercato: è il mercato (concorrenza) che definisce i costi e provoca determinate qualità ed eccellenze: se non paghi non c’è eccellenza…c’è piuttosto ristagno…con servizi ridotti al minimo…persino senza pasticcini!

Lo stato non saprebbe come gestire se non per i servizi di contorno…giusto l’automatismo dei Conti Correnti…che di per sé, se statalizzati, non essendo integrati ai vari altri servizi finanziari e prodotti bancari, non servirebbero a niente…anzi, se non c’è un costo diretto, la gente ci lascia i quattrini anche oltre il limite massimo di investimento.
Citazione:
Secondo me è opportuno che lo Stato si astenga da tutte le cose su cui ci può essere concorrenza (come fare i panettoni, una volta fatti anche dalle aziende dell’IRI) ma faccia tutto ciò su cui non ci può essere concorrenza (fognature, polizia, anagrafe, catasto …. e servizi bancari essenziali)
Quasi concordiamo!
Ma non è la “concorrenza commerciale” che dirime: la concorrenza puo’ insorgere per tutto: oggi c’è concorrenza persino nella raccolta dei rifiuti…oppure non c’è perche la mafia che ne fa monopolio!
E invece la "essenzialità" di un “servizio pubblico” che dirime: non può essere, infatti, di parte o soggetto a giudizi e vantaggi soggettivi di privati interessi o politici di partiti o sindacati.

Il servizio pubblico in Italia, purtroppo spesso inefficiente e inefficace, dovrebbe e deve servire tutti i cittadini con equità e senza preferenze, (senza corruzione (sic!)), a preservare il patrimonio pubblico e per assicurare il bene comune…ad evitare che il perseguire il profitto (caratteristica del servizio privato) crei danno al patrimonio pubblico, alla giustizia, alla equità delle regole del vivere civile e mantenga l’ordine, all’interno ed ai confini dello stato, secondo leggi democraticamente elaborate dal parlamento…nel’ambito delle varie Authority di controllo…non influenzate o asservite a partiti o sindacati.

Vi rientrano, infatti, nel servizio pubblico, gestito da enti statali, i vari corpi armati dello stato, la polizia, la giustizia, il servizio civile, il controllo finanziario su tributi e tasse, i pompieri, il catasto, l’anagrafe, la rete di strade statali e comunali, l’acqua…la scuola, l’università e la sanità… ovviamente…non permeata da politici.

Il chè non esclude che esistano, in parallelo, anche analoghi servizi privati per chi vuole servirsene: è usuale per la scuola e la sanità…non certo per il catasto o la giustizia o i pompieri...per quanto l’ACI, col PRA, sembra svolga anche una funzione pubblica.

Si tratta dei servizi (quelli statalizzati) la cui efficienza (spesso purtroppo scarsa) non può dipendere da un bilancio guadagni/perdite e devono comunque “funzionare”…(pur coi tagli ritenuti opportuni e necessari dal governo)…se lo stato, che dovrebbe costituire la massima garanzia, non fa bancarotta.

Se fa bancarotta…come sembra possa accadere con la caduta dell’euro…tutto a schifio finisce!

Un tempo vi erano comprese (nello stato) anche le infrastrutture ritenute fondamentali… come le ferrovie, le telecomunicazioni, l’energia, le poste, la RAI… per le quali si ritiene ora sia vantaggioso alleggerire lo stato, sia per diminuirne i costi di gestione che per permettere una loro evoluzione tecnologica ed efficientistica che lo stato non potrebbe mai garantire: basti osservare l’arretratezza generale dei suoi servizi…se si esclude certa sanità, certa università/ricerca o reparti dell’esercito che operano all’estero… ove intervengo esigenze particolari con professionisti e scienziati di valore…ecc...che si confrontano con entità estere.

Invero anche l’agenzia delle entrate (con Equiltalia) comincia ad assumere una certa efficienza/efficacia… purchè non si lasci scappare i grandi evasori e i grandi patrimoni…o la Chiesa stessa!
Non saprei dire, comunque, se a vantaggio o svantaggio nostro.(..scherzo!).

Nel contempo si ritiene, come in effetti accade a volte, che le privatizzazioni vivacizzino i mercati (aiutino la ripresa) non solo nel campo specifico dei servizi stessi, ma anche nelle operazioni mercatistico/finanziarie di contorno e sussidiarie …come del resto accade anche per le banche che ovviamente (a meno di una bancarotta globale) non saranno mai statalizzate...neppure per i servizi di base.
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Vecchio 16-08-2012, 14.07.36   #55
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Riferimento: Le banche: le vogliamo eliminare?

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Originalmente inviato da albert
Non è vero che il privato sia automaticamente meglio del pubblico. Vedi l’esempio della Sanità negli USA, tutta privata, che costa il doppio pro-capite....
...E' un confrontare cavoli con patate!
Ma vediamo la....

SECONDA PARTE
Controlliamo le banche!
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Originalmente inviato da ulysse
1. Domanda: è vero che i servizi bancari essenziali sono pochi?
2. Risposta: ma rispetto a cosa? Credo comunque esista un controllo superiore: la CONSOB, Bankitalia, la BCE, ecc…
Citazione:
Beh, non mi sembra che CONSOB, Bankitalia & C si preoccupino di servizi inutili e ingannevoli offerti dalle banche né censurino le pubblicità ingannevoli (tipo “interessi anticipati”).
Forse la cosa si risolverebbe istituendo un tavolo di concertazione cui intervengano CONSOB, Bankitalia, BCE, ed ALBERT, al fine di definire i servizi bancari inutili ed ingannevoli con relative pubblicità…e mantenere solo i servizi bancari e finanziari definiti utili, non dico per l’Italia soltanto, ma per l’Europa intera, da affidare allo stato …anzi , oramai, alla BCE!

Alla fine, seriamente, non credo si possa limitare a priori la tipologia di servizi bancari, come non si può limitare per legge l’evoluzione tecnologica di una qualsiasi impresa privata…anzi …le capacità creative devono essere incentivata piuttosto che depresse: lo stato non può essere dirigista e limitante, ma suscitatore di nuova energia, sinergia, creatività, sviluppo!

Piuttosto le stato, le Authority delegate, i cittadini stessi, devono vigilare, disincentivare, fino a vietare, servizi e attività che si rivelino globalmente dannosi…fini a costituire crimine… nei confronti della collettività.

Comunque se chi è delegato/incaricato non esercita il controllo o la sanzione … è sua responsabilità su cui può/deve intervenire la magistratura, ma non credo che una censura aprioristica sia costituzionale se non rientra in tipologie già censurate.

Se poi chi ne ha il l’incarico e il dovere non compie le sue funzioni sanzionatorie si conferma quanto vado dicendo: la funzione pubblica, purtroppo, si dimostra spesso scarsamente efficace.

D’altra parte il semplice cosiddetto “inutile”, in ambito privato, non esiste…nel caso si elide da sé: è inutile ciò che non porta guadagno! Ma ne sono responsabili gli stessi funzionari d’impresa!

Certo che il continuo miglioramento perseguito dai “Sistemi Qualità d’Impresa” comprendente ampie modalità per la prevenzione proattiva ed eliminazione degli sprechi, costituisce ampio vantaggio sia per le fortune della impresa privata che per la finanza pubblica.
Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
3. Comunque pochi o molti che siano, lo stato potrebbe prendere su di sé quelli che ritiene essenziali, ma se gli altri non vengono proibiti per legge (e difficilmente lo sarebbero) le banche o nuove imprese che insorgerebbero, eserciterebbero comunque tali servizi…in specie i fondi di investimento nelle loro varie forme…e potrebbero offrire pasticcini con rosolio a piacere!

Citazione:
Mi sbaglierò, ma secondo me se uno ha un conto gratuito con cui riesce a fare tutto quello che gli serve, non sente il bisogno di andare in una banca costosa, ma che offre i pasticcini.
Ecco : un contro gratuito con cui fare tutto quello che serve”!...mica facile!
Comunque, oramai è abbastanza frequente che anche su banca privata il C/C non costi o costi un minimo anche con pasticcini: serve alla banca per costituirsi una massa di manovra. Ovvio che il vero guadagno della banca è altrove!
Se poi fosse le stato stesso ad offrire il C/C gratis, significherebbe che lo stato si addossa i servizi, per la banca sono meno redditivi, di cui usufruiscono anche per i cittadini abbienti, in modo che il costo effettivo del servizio, ricaricato delle inefficienze solite del servizio “pubblico”, andrebbe sulle tasse! mentre i servizi profittevoli se li prenderebbero comunque le banche private di cui i cittadini più abbienti si servirebbero comunque per i loro affari e controllerebbero il mercato finanziario in cui anche lo Stato opera.

Alla fine che si risolverebbe?...sarebbe solo un ulteriore carico di spese e, quindi, di tributi richiesti a tutti i cittadini di cui usufruirebbero i cittadini più abbienti
Citazione:
[/i] Originalmente inviato da ulysse
4. Verrebbe però a mancare alla banca la massa mobile di danaro liquido proveniente dai C/C… e la “banca privata” si troverebbe in ulteriore difficoltà di liquidità per mutui e prestiti. Ma sono convinto che emergerebbe un sistema parallelo di versamenti e prelievi in tempo reale in concorrenza con quello statale...magari al peggio che l'attuale: cosa si sarebbe risolto?....del resto già esiste il prestito privato ad usura!...lo strozzinaggio che, tutt'ora, lo stato non riesce a bloccare![/i]


Citazione:
I soldi della “banca privata” (ma la chiamerei diversamente, tipo “agenzia di prestito”) arriverebbero dai privati cittadini che investirebbero il loro soldi comprando delle quote o impegnandoli per un certo periodo di tempo, invece di lasciarli sul conto (dove sarebbero infruttuosi) in uno status ambiguo. E, come al solito, se non ci sono soldi per fare girare l’economia basta stamparli. Adesso buona parte della massa monetaria è generata dalle banche (per essere tecnici, la massa monetaria M0 – 850 miliardi in Eurolandia - è generata dalla banca centrale e cioè dallo Stato mentre ad esempio la massa monetaria M1 – 5000 miliardi in Eurolandia, comprende 4150 miliardi “generati” dalle banche). Secondo me dovrebbe essere generata tutta dallo Stato.
Non ho capito bene la questione di Eurolandia, ma penso che si debbano mantenere alcuni punti fissi: lo Stato o la BCE dovrebbero essere implicati il meno possibile: i quattrini devono derivare dagli investimenti, dalla produzione industriale e agricola e dai commerci, ecc…anche dalla ricerca/invenzione e imprenditorialità ovviamente. I cittadini già comprano i titoli di stato se vogliono...ofrirne un paralleleo defrauderebbe questi.

1)- I servizi bancari non si limitano al prestito: svolgono una infinità di altre funzioni che abbiamo già citato anche in passato: fondi di investimento, acquisto e gestione titoli, ecc…

2)- Credo sempre sia meglio non stampare moneta. In ogni caso se la Bce decide di farlo significa che le cose vanno veramente male ed è un guaio per tutti: tanta più moneta, ma inflazionata, non vedo a cosa possa servire. Oppure serve perché lo stato, o Eurolandia, hanno bisogno di quattrini oltre le normali tasse e si prendono una ulteriore tassa (il % di inflazione) globalmente spalmata sui nostri risparmi e averi,…in modo paritario per tutti…ricchi e poveri: proprio per questo è la tassa più iniqua!

3)- I quattrini disponibili per i prestiti è meglio che ce li mettano le banche private…ricavati dalle loro raccolte di fondi ..sarebbero quattrini dei privati e non miei! ….Non vedo perché depauperare gli stati della UE …tanto meno quelli con debito pubblico alto. Questa non l’ho capita!

4)- E’ raro che si lascino quattrini inoperosi sui conti correnti quando si potrebbero investire…Nel caso, invero, sono le banche stesse che ti fanno proposte…a meno che non ci sia niente su cui investire…come purtroppo accade!
Comunque, in genere, i quattrini restano su conti correnti inoperosi quando sono talmente pochi per il correntista da non avere possibilità di investimento o per tenerli a portata di mano senza correre il pericolo di essere in rosso…

5)- che poi non è vero che i quattrini sui conti correnti restano inoperosi: nella loro globalità costituiscono una massa di manovra che la banca investe comunque…
Citazione:
+Originalmente inviato da ulysse
5. Che poi, lo stato, cosa ne farebbe della massa mobile (sia pure virtuale) risultante dai movimenti dei C/C? La manterrebbe inerte? Diventerebbe prestatore diretto al pubblico (vedi Bankoposta!) con uffici di mutui e prestiti!? o li presterebbe alle banche? Ma già non lo fa la Banca Centrale?


Citazione:
I C/C non sarebbero remunerati, e quindi i depositi sarebbero di scarsa entità. Se uno vuole fare fruttare i soldi dovrebbe affidarli esplicitamente a qualche “agenzia di prestito”,
Infatti è così:
Una qualunque agenzia di “prestito” (pubblicizzano anche sui giornali e in TV e su questo stesso sito) possono prometterti un’alta remunerazione, ma dipende da quanto vuoi rischiare …a volte si rivelano anche truffaldine…(a tal punto convengono i titoli di borsa!…che è poi quello che le agenzie fanno: giocano in borsa!)…e, comunque, non hai il danaro a portata di mano: un minimo sul conto corrente credo che si debba sempre tenere. Dipende anche da quanto sei affarista!
Citazione:
…. non “parcheggiarli” nel conto corrente in uno status ambiguo (pensa di poterli riavere indietro in qualsiasi momento, ma in realtà sono stati prestati a qualcun altro).
Che importanza ha?
Infatti e ovviamente, la banca presta/investe la massa globale derivante dai conti correnti. Ma un minimo di liquidità resta sempre per soddisfare le richieste giornaliere: se, al momento, lo specifico sportello non dispone della somma richiesta è sufficiente una telefonata alla filiale più vicina.

E’ anche un’altra delle ragioni che sconsigliano un sistema troppo rigido quale potrebbe essere se gestito dallo stato…che avrebbe bisogno della definizione in alto loco di una politica generale…o di altre burocrazie.
Citazione:
La massa mobile è appunto virtuale. Si può gonfiare o diminuire come si vuole a seconda delle esigenze. Questo problema specifico rientrerebbe nella politica generale.
Si gonfia, ma non può superare la somma dei depositi!
Come detto, comunque non è un problema: è ciò che comunemente accade! Forse potrebbe essere un problema per una gestione statale!
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Vecchio 29-08-2012, 13.15.59   #56
albert
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Diversa è la questione bancaria: i meno abbienti non si servono dei servizi bancari…non hanno il cum quibus!..Chi lo ha può pagare secondo mercato! ed è bene che nel campo dei servizi bancari si formi ed esista un mercato: è il mercato (concorrenza) che definisce i costi e provoca determinate qualità ed eccellenze: se non paghi non c’è eccellenza…c’è piuttosto ristagno…con servizi ridotti al minimo…persino senza pasticcini!

Adesso un conto corrente serve a tutti, non solo ai “ricchi”, anche le pensioni più basse le pagano sul CC. Costi e servizi: solito discorso. Secondo me i servizi veramente utili sono pochini, se si concentra in un’unica infrastruttura i costi sono irrisori.

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Il chè non esclude che esistano, in parallelo, anche analoghi servizi privati per chi vuole servirsene: è usuale per la scuola e la sanità…non certo per il catasto o la giustizia o i pompieri.

Mi pare corretto . Vedrei il C/C statale un po’ come la scuola pubblica. Chi non la vuole può pagare ed andare ad una privata … che di solito è peggio, oltre a costare di più. Anche se ci fossero i C/C statali gratuiti che propongo qualche originale si rivolgerebbe lo stesso altrove, ma sarebbero la minoranza

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Controlliamo le banche!

Forse la cosa si risolverebbe istituendo un tavolo di concertazione cui intervengano CONSOB, Bankitalia, BCE, ed ALBERT, al fine di definire i servizi bancari inutili ed ingannevoli con relative pubblicità…

Ottima idea! Se però avessi io l’ultima parola credo che di pubblicità bancaria non ne passerebbe una: con poche eccezioni sono tutte ingannevoli, ti fanno credere che ti puoi arricchire facilemente, nascondono le informazioni essenziali.

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Alla fine, seriamente, non credo si possa limitare a priori la tipologia di servizi bancari, come non si può limitare per legge l’evoluzione tecnologica di una qualsiasi impresa privata…anzi …le capacità creative devono essere incentivata piuttosto che depresse: lo stato non può essere dirigista e limitante, ma suscitatore di nuova energia, sinergia, creatività, sviluppo!

Ma non ci può essere niente di “creativo” nella finanza, a meno che si finisca nella truffa. Lo schema Ponzi è molto creativo. La finanza è un gioco per ripartirsi la ricchezza effettiva, le regole devono essere poche e semplici.

Mi pare che nel tuo pensiero ci sia sempre l’idea che con la finanza si può creare ricchezza. Non è vero, al massimo si possono creare soldi, che non sono ricchezza ma solo un modo per distribuirla (spero che su questo siamo ormai tutti d’accordo)

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I servizi bancari non si limitano al prestito: svolgono una infinità di altre funzioni che abbiamo già citato anche in passato: fondi di investimento, acquisto e gestione titoli, ecc…

E invece sì: se riesci ad ottenere più soldi di quelli che investi, al netto di trucchi e trucchetti, è perché li hai prestati a qualcuno che te li ha ridati con gli interessi. Acquisti e gestione titoli te li puoi fare da solo, è previsto anche nel nuovo modello. I fondi di investimento di solito sono delle truffe (vedi anche l’altra discussione). Acquistano ciò che potresti acquistare tu direttamente e ti fanno pagare laute commissioni per non dare alcun valore aggiunto

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Credo sempre sia meglio non stampare moneta. In ogni caso se la Bce decide di farlo significa che le cose vanno veramente male ed è un guaio per tutti: tanta più moneta, ma inflazionata, non vedo a cosa possa servire. Oppure serve perché lo stato, o Eurolandia, hanno bisogno di quattrini oltre le normali tasse e si prendono una ulteriore tassa (il % di inflazione) globalmente spalmata sui nostri risparmi e averi,…in modo paritario per tutti…ricchi e poveri: proprio per questo è la tassa più iniqua! …

Dovresti dirlo a Ben Bernanke ….

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Vecchio 06-09-2012, 12.17.29   #57
ulysse
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Adesso un conto corrente...ecc...
Parto dall'ultima citazione:
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Credo sempre sia meglio non stampare moneta. In ogni caso se la Bce decidesse di farlo significherebbe che le cose vanno veramente male ed sarebbe un guaio per tutti: tanta più moneta, ma inflazionata, non vedo a cosa possa servire. Oppure serve perché lo stato, o Eurolandia stessa, hanno bisogno di quattrini oltre le normali tasse e si prendono una ulteriore tassa (il % di inflazione) globalmente spalmata sui nostri risparmi e averi,…in modo paritario per tutti…ricchi e poveri: proprio per questo è la tassa più iniqua! …

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Dice albert: Dovresti dirlo a Ben Bernanke! ….
Quando uno stato (al limite, Eurolandia) non riesce a far fronte alle spese ed agli impegni…suscita inflazione (stampa moneta) in modo da pagare ciò che si dovrebbe pagare con danaro buono… pagarlo invece con danaro inflazionato…tutti quanti a tutti i livelli: ci vanno di mezzo tutti, senza alcuna scalarità anche i più deboli che non hanno risorse sotto altra forma…alla fine ci guadagnano i ricchi…coloro che possiedono beni concreti e immobili che mantengono comunque il loro vero valore: proprio per questo è la tassa più iniqua: i ricchi, e lo stato stesso, che speculano sui poveri!

Altro che le speculazioni finanziarie!... le banche che si fanno pagare i servizi!...altro che patrimoniale!

Comunque, a questo proposito ed anche a proposito di altro (acquisto dei titoli tossici di cui le banche americane abbondano) sembra che Bernanke segua una politica monetarie opposta a quella di Draghi: che abbia ragione Bernanke?..che abbia ragione Draghi?

Mi limito ad osservare….e la cosa dovrebbe avere una sua importanza.. che Bernanke si trova ad operare nel sistema americano...per difendere interessi americani, Draghi nel sistema europeo cerca di difendere interessi europei: spero solo che Draghi la veda giusta...per l’Europa…ed anche Bernanke per gli States…ovviamente!

Forse i due sistemi non sono confrontabili e confondibili! Oppure spero che, quando fosse possibile, si sforzino di andare d’amore e d’accordo per trarne il massimo vantaggio per tutti.

Certo nessuno regala niente…ma può sempre essere che se uno aiuta l’altro ad uscire dalle secche…poi, può essere che, in sinergia, vada meglio per tutti!...Mi pare che qualcosa del genere sia già accaduta…non al livello sufficiente però!

Intanto, ieri, ho sentito Obama dichiarare che gli USA saranno fuori dalla crisi almeno in 4 anni: significa che nemmeno Bernanke fa miracoli e che lui stesso con la Fed (che egli chiama la Bad Bank!) non si trova a navigare nell’oro.
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Vecchio 15-09-2012, 08.54.26   #58
albert
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Mi limito ad osservare….e la cosa dovrebbe avere una sua importanza.. che Bernanke si trova ad operare nel sistema americano...per difendere interessi americani, Draghi nel sistema europeo cerca di difendere interessi europei: spero solo che Draghi la veda giusta...per l’Europa…ed anche Bernanke per gli States…ovviamente!

La FED ha rilanciato e ha promesso acquisti di titoli del Tesoro americano (cioè creazione di moneta) per 40 miliardi al mese per i prossimi anni. E' chiaro che potenzialmente si genera inflazione, ma si tengono bassi gli interessi sui titoli di stato. Interessi bassi sui titoli vuol dire che non si trasferiscono soldi da chi produce e paga le tasse a dei "parassiti" (i titolari del debito pubblico) come avviene da noi

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Vecchio 17-09-2012, 20.04.32   #59
Eretiko
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Originalmente inviato da albert
La FED ha rilanciato e ha promesso acquisti di titoli del Tesoro americano (cioè creazione di moneta) per 40 miliardi al mese per i prossimi anni. E' chiaro che potenzialmente si genera inflazione, ma si tengono bassi gli interessi sui titoli di stato. Interessi bassi sui titoli vuol dire che non si trasferiscono soldi da chi produce e paga le tasse a dei "parassiti" (i titolari del debito pubblico) come avviene da noi

In effetti gli Stati Uniti hanno bassa inflazione, ed anzi oscillano sempre attorno al limite ritenuto pericoloso per non avere de-flazione.
Inoltre la debole crescita è in grado comunque di evitare alta inflazione pur stampando moneta.
Per la BCE il discorso cambia: occorre convincere i tedeschi che si può stampare moneta (vincendo la loro atavica ritrosia dopo che questa pratica ha generato Hitler), ma occorre almeno avere qualche frazione di punto di crescita per evitare guai. Infatti se è vero che si preoccupano di tenere mediamente sotto controllo l'inflazione dell'eurozona, è anche vero che questa "pesa" diversamente da paese a paese: il 3% in italia non ha gli stessi effetti del 3% in germania (dovremmo avere stipendi equiparati, costi al supermercato molto simili, ecc.).
Comunque lo sapevamo in principio che la BCE non stampava: ci siamo crogialati all'inizio, con gli interessi sui titoli di stato scesi di botto dal 7% al 2% con l'entrata in vigore dell'euro. Potevamo approfittarne.
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Vecchio 24-09-2012, 20.40.05   #60
ulysse
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Originalmente inviato da Eretiko
In effetti gli Stati Uniti hanno bassa inflazione, ed anzi oscillano sempre attorno al limite ritenuto pericoloso per non avere de-flazione.
Inoltre la debole crescita è in grado comunque di evitare alta inflazione pur stampando moneta.
Per la BCE il discorso cambia: occorre convincere i tedeschi...... che si preoccupano di tenere mediamente sotto controllo l'inflazione dell'eurozona, è anche vero che questa "pesa" diversamente da paese a paese: il 3% in italia non ha gli stessi effetti del 3% in germania (dovremmo avere stipendi equiparati, costi al supermercato molto simili, ecc.).
Comunque lo sapevamo in principio che la BCE non stampava: ci siamo crogialati all'inizio, con gli interessi sui titoli di stato scesi di botto dal 7% al 2% con l'entrata in vigore dell'euro. Potevamo approfittarne.
Appunto!...invece di piangere occorre acquisire una vista lunga!
Mi pare che Eretiko centri il problema: ogni decisione ha le sue conseguenze non solo nell'immediato, ma anche a lungo termine.

Con l'entrata nell'eurozona gli interessi sui tititoli crollarono dal 7% al 2"%: era questione che il sistema Italia aveva acquisito fiducia presso gli investitori!

Oggi, con lo spread alle stelle, la fiducia è scomparsa... anzi si è trasformata in sfiducia e se vogliamo che le aste dei titoli non vadano deserte occorre riportare gli intereressi verso il 6 o 7%.

Certo che poi questi interessi dovremo pagarli noi con le nostre tasse... se ce la faremo...tutti lo sappiamo...non è che si possano tanto accusare Monti e soci: siamo tutti colpevoli...poichè non sappiamo come reagire alle forze che ci sovrastano.

Monti, per ora, ha saputo trovare solo la soluzione delle tasse...(magari potrebbe itrodurre anche le tasse sui patrimoni) cercando intando di indurre la Merkel (trattenuta dai suoi), ad aprire la borsa
Sono palliativi!

Ma intanto, per noi, credo che il dilemma sia.....

1)-...teniamo bassi gli interessi dei titoli e moriamo subito!
2)-...alziamoli al livello necessario per venderli e...moriamo dopo...se intanto non ci inventiamo qualcosa

Certo, ed è lapalissino, che c'è qualcuno, che soffia sul fuoco!
Ed è questo il grande problema!

Non credo siano le banche italiane e nemmeno i gruppi europei, ma si tratta di gente che sta ben più in alto: i banchieri di Wall Street ed i consigli di aministrazione delle grandi finaziarie internazionali...quegli stessi che, nel contempo, influenzano le classi di fiducia ed il calcolo dello spread.

I gruppi finanziari internazionali, proprio perchè sono internazionali, non debbono rendere conto a nessuno...a nessun governo...non alla Merkel e nemmeno ad Obama...o a nessun altro: si fanno loro le loro leggi al di sopra dei governi e spostano i capitali ovunque nel mondo in modo da trarne il massimo profitto: è per questo che possono attaccare ora uno stato ora un'altro a seconda della debolezza delle relative economie: i capitali disponibili delle superfinanziarie superano infatti quelli degli stati!

E una faccenda analoga a quella di Google che agisce secondo una propria etica se pure ce l'ha un'etica...al di sopra dei governi siano essi democratici dittatoriali o confessionali...e così agiscono le superfinanziarie al di fuori di ogni controllo...fuori controllo anche più di Google...che pure ha dei clienti da soddisfare.

In sostanza mentre noi giochiano nel nostro piccolo pollaio locale e vorremmo che le nostre banche tirassero la cinghia per cavarci un qualche euro...nel grande pollaio mondiale ci sono galli che possono mettere sul piatto miliardi e milirdi di euro o di dollari assai più di quanto disponga il bilancio di uno stato europeo o degli stessi USA.

La cosa è da approfondire, ma sembra che il grande guaio lo abbiano combinato insieme, di comune accordo, il presidente Reagan e la Thatcher agli inizi degli anni ottanta.

Furono loro a:
1)- Liberalizzare il movimento internazionale dei capitali....
2)- Ponendo nel contempo fine al compomesso di Bretton Woods fondato, appunto, sul divieto di circolazione internazionale dei capitali...col contrappeso della contemporanea libertà di circolazione delle merci

L'idea luminosa dei due leader conservatori provocò il rovesciamento dei rapporti di forza sia tra capitale e lavoro, sia tra capitalismo e democrazia.

Si creò, di conseguenza una condizione di fortissimo vantaggio per le grandi imprese private nei confronti degli stati nazionali.

Da allora la capacità di intervento degli stati sulla economia subì un drastico ridimensionamento con la prevalenza delle grandi finanziarie internazinali e, quindi, con l'avvento della globalizzazione.

Di quì il passo verso le delocalizzazioni produttive fu estrememente breve ed i lavoratori ne subirono il ricatto con effetti sul contenimento degli stipendi, sui licenziamenti e sul depotenziamento dei sidacati.

Ebbe allora inizio il capitalismo finanziario!

Riandando all'economia classica ...anche alle origini del capitalismo industriale la libertà dei movimenti di capitali non era vista di buon occhio...

Già qualcuno, infatti, (David Ricardo) aveva ammonito circa i pericoli inerenti alle libere scorribande dei capitali: essi non sono semplici valige trasportabili da un punto all'altro del pianeta!
Essi sono piuttosto elementi essenziali del contesto sociale il cui spostamento, senza il consenso ella comunità, non puo' non determinare consegunze rilevanti per la stessa coesione sociale, nè puo' essere considerato comportamnto virtuoso

NOTA:
L'ultima parte del post è sommariamnte tratta dall'articolo apparso sabato 22 settembre su Repubblica a nome Giorgio Rufolo/Stefano Sylos Labini.

L'articolo termina auspicando che la "politica" torni a fissare le regole fondamentali dei movimenti di capitali a livello mondiale.

Occorrre una nuova Bretton Woods...questa volta nel segno di Keynes.

Non è una riforma!..è una rivoluzione!
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