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Scienze - Ciò che è, e ciò che non è spiegato dalla scienza.
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Vecchio 21-01-2005, 16.07.47   #61
SonoGiorgio
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Data registrazione: 15-02-2003
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Lachesis........questo sarebbe il tuo contributo utile alla discussione?
SonoGiorgio is offline  
Vecchio 21-01-2005, 22.07.59   #62
Lachesis
muta-muta
 
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Data registrazione: 27-04-2004
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No.. non era mia intenzione... stavo leggendo quanto scritto da bert.. e non so che mi è successo... so solo che ho spedito involontariamente quanto leggevo....
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Vecchio 22-01-2005, 15.16.27   #63
-ha+è +ha-è
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Data registrazione: 07-01-2005
Messaggi: 11
Si entri in crisi mistica...


...Secondo me tutto si spiega così:

Niente controlla Nessuno
Nessuno controlla Niente
Niente è Nessuno
----------------------
Perchè ho evidenziato la differenza tra Niente e Nessuno?
Destino e Caso?
Macchina e Persona?
Morire e Vivere?
----------------------
L'universo per me è singolo e molteplice in un singolo e molteplice istante.

Credo che ciò che ho scritto fin'ora sia troppo "ovvio" o banale o scontato, per me e per molti, a cui piace la complessità delle speculazioni scientifiche, che certo ci offrono un certo "dominio" sull'imprevedibilità ambientale, ma oggettivando l'esperienza, ci allontanano dall'unica realtà possibile: la soggettività assoluta.

Cos'è la solitudine o soggettività assoluta?
La risposta è incomunicabile, essendo l'essenza della domanda.

Ma perchè si ha paura della solitudine? Della morte?
Perchè si ha paura di non essere Nulla?
Se Dante fosse vivo, forse risponderebbe che la risposta è ciò che muove il sole e le altre stelle; "il digitale"; "l'essenza dell'analogico".

----------------------------------------------------------------------
La sofferenza è l'essenza della felicità.
La risposta è la comprensione della paura

Ultima modifica di -ha+è +ha-è : 22-01-2005 alle ore 15.18.38.
-ha+è +ha-è is offline  
Vecchio 22-01-2005, 18.30.54   #64
Lachesis
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La questione non è strettamente pertinente all'argomento di questo forum.._ ma in un modo o nell'altro ne è coinvolta.
Parliamo della velocità della luce come costante universale e vediamo se riesco a spiegarmi.

Mettiamo sempre una sorgente luminosa (L); una persona (P1) ferma rispetto a L; un'altra persona (P2) che si allontana da L ed una terza persona (P3)che si avvicina a L.
La sorgente emette una serie di onde luminose e se noi rappresentiamo la luce come onda elettromagnetica ( per semplicità immaginiamola come onda sinusoidale) avremo un numero N di onde.

Ebbene sia T la durata di emissione avremo un numero di sinusoidi dato da N= f .T e lo spazio che occupa questo treno d¡ onde sarà S= â1 . N (a). (â= lunghezza d'onda)
Se la luce è una costante avremo che il tempo T avrà lo stesso valore sia per P1=per P2= per P3.
P1 vedrà una luce con lunghezza d'onda â1; P2 vedrà una luce con lunghezza â2 e P3 una luce con lunghezza â3; nella relazione tra le frequenze avremo â2> â1> â3 cioè si ha uno spostamento verso il rosso per l'osservatore che si allontana e verso il blu per l'osservatore che si avvicina. In questi 3 sistemi avremo T e N costanti. Ma se T e N sono costanti anche lo spazio S sarà costante e come si spiega la (a) se â2> â1> â3??

Questo è un mio dubbio.
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Vecchio 23-01-2005, 11.31.00   #65
-ha+è +ha-è
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Messaggi: 11
La luce, nello spezio a 4D ha una prpogazione conica. S=a1 * N
rappresenta la propagazione assoluta, rispetto ad un'unità di misura spaziale, infinitesimale rispetto al rapporto tra la circonferenza ed il raggio alla base del cono di luce.
a2>a1>a3 si verifica per contrazione delle distanze spaziali relative ai tre sistemi, rispetto alla sorgente. Ovviamente la propagazione assoluta rimane costante.

Hei brother, ti consiglio un libro:
"COME SMETTERE DI FARSI LE SEGHE MENTALI E GODERSI LA VITA"

Autore:Giulio Cesare Giacobbe
Editore: Ponte Alle Grazie
--------
Non per fare lo sborone, ma credo che ci siano migliaia di persone che questi problemi, non se li mangiano neppure a colazione. Lasciali a loro, goditi la tua pace.La continuità mentale, è breve.

Sapere questo o quello non mi rende di certo felice,
servirà probabilmente bene, ad esaltare il mio Ego digitale.
-ha+è +ha-è is offline  
Vecchio 23-01-2005, 14.20.13   #66
Lachesis
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Sicuramente si spiega con la contrazione dello spazio... però se la contrazione dello spazio fa si che avendo a2>a1>a3 e si mantiene la stesso spazio relativo.. perchè si vede con colori diversi?? Allora noi non possiamo mai dire che colore corrisponde una determinata lunghezza d'onda se non conosciamo la nostra velocità rispetto la sorgente??
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Vecchio 23-01-2005, 15.35.14   #67
-ha+è +ha-è
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Messaggi: 11
cosa nasconde questa sega? Cio'è, che questione metafisica ti preme? Aristotele ti dà alla testa? Ebbene succede anche a me, però cerco di migliorarmi, per esempio gustando la perfezione di una fagiolata con conseguente bombardata.

L'universo è luce; se lo spezzetto mi viene fuori la fagiolata, le teorie quantistiche e anche un filmato di baywatch.

Le domande che poni le vedo come un tentativo di analizzare un sogno, inconscio del perchè delle tue stesse domande.

Fratello, per me l'universo è limiti illimitati. Se ti separi dai limiti sei limitato; se sei i limiti sei illimitato.

Senza filosofare, ti suggerisco di rinunciare.
-ha+è +ha-è is offline  
Vecchio 24-01-2005, 17.06.31   #68
Lachesis
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+/-ha +/-é..

Ad ognuno le proprie passioni....

Il contributo a questo forum lo hai dato.... aspetto altri contributi........... e sperando che non ci siano fagioli di mezzo
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Vecchio 28-01-2005, 08.19.03   #69
neman1
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Citazione:
Messaggio originale inviato da bert
è semplice: se i pianeti influenzano la mia personalità o addirittura il mio futuro, significa che gli stessi esercitano su di me una forza, con la conseguente interazione, il cui effetto è proprio quello di influenzare la mia personalità, il mio fituro, ecc.

Se questo è vero, allora deve esserci un campo generato dai pianeti che opera questa interazione.

Le possibilità sono due:
1) i pianeti emettono campi elettromagnetici. Potrebbe essere, ma questi non sono mai stati riscontrati. e se lo fossero, sarebbero di entità sicuramente trascurabile rispetto a quelli emessi dal sole.

2) i pianeti generano un campo gravitazionale, e questo potrebbe essere alla base del fenomeno astrologico. ma a questo punto mi chiedo: se giove o plutone, che sono così lontani esercitano su di me una tale forza da alterarmi la personalitò, il fituro, ecc, perchè questo stesso fenomeno non è esercitato per esempio, dal nostro pianeta, essendo più vicino a me di quanto non lo sia saturno o plutone??

Facciamo un calcolo velocissimo. La legge di Newtow recita:

F=G(m1*m2)/d^2

ovvero la forza esercitata tra due corpi è proporzionale alla costante universale G, proporzionale al prodotto delle masse, inversamente proporzionale al quadrato della distanza.

Calcoliamo la forza esercitata su di me da giove. ecci i dati: (il simbolo ^ è per la potenza, N è il Newton, unità di misura della forza)

G=6.67*10^-11 Nm2/Kg2
Distanza tra me e giove: 589 milioni di chilometri
La mia massa: 70 Kg
La massa di giove: 1898*10^26 Kg.

Faccio il conto ed ottego

F=2.4*10^-36 N

Se calcolo nel medesimo modo la forza di gravita che esercita su di me una persona che si trova alla distanza di un chilometro da me ottendo

F= 3.2*10^-7 N

Mi sembra che si sia una bella differenza. Quindi significa che se gli effetti di giove su di me sono così potenti, allora vuol dire che l'azione che giove esercita su di me non dipende dalla distanza, o meglio, dipende in modo diverso dalla distanza. Allora vuol dire che in campo astrologico la legge di gravitazione è diversa, e quindi vuol dire che la legge di gravitazione non è universale.




Innanzitutto, complimenti a Bert e SonoGiorgio per l'esempio che ci stanno dando su come confrontarsi, se non proprio in maniera produttiva, perlomeno con la volontà di comprensione e rispetto reciproco.
Bene, allora dico subito che ho una visione simile a quella di SonoGiorgio e mi presento, forse utile al proseguimento dello scambio d'informazioni. Volevo indicare a Bert che la scienza, finchè ragiona in termini di 'potenze quantitative', 'capienze individuali' o superamenti di barriere spaziotemporali dando forza ai solidi (basati su quest’ultima siamo arrivati all’era del consumismo, vedi i veicoli per es.), riuscirà incontrarsi con le vie parallele solo attraverso percorsi accidentati o +/- auspicabili salti di fede. Il fatto sta che, non è l'universo ad influenzare il DNA o l'uomo, bensì lo fà, lo genera e lo evolve in sincronicità con i propri moti. E' questa l'impostazione Astrologica, anch'essa fondata sull'osservazione, sperimentazione e analisi di fenomeni. E in base a ciò vengono stese leggi o modelli che li intepretino al meglio. Ma i modelli sono solo una rappresentazione della realtà, non la realtà stessa, e vengono soppiantati ogni volta da modelli migliori. Perciò non trovo corretto affermare che l’astrologia non abbia fondamenti scientifici se è lo stesso precessore dell’astronomia, divisesi nelle forme un cui le conosciamo oggi, solo dall’epoca dell’Illuminismo...tanto per dire che una volta camminavano insieme, tanto per dire: tagli le gambe a una, tagli le gambe a entrambe. Perdipiù, posso affermare che a leggere la scheda astronomica comporatmentale o strutture dei pianeti o quella corrispondente alle personalità mitologiche secondo gli astrologi, si ottengono (quasi del tutto) le stesse informazioni funzionali.
Non intendo allontanare il discorso dall'interessante linea intrapresa da voi, ricordo comunque il problema della coscienza, che crea le sensazioni di separazioni, delimitazioni, individualizazzioni etc. Quindi, a dire: io vengo influenzato, temo che si pecca ancora di ego-centrismo/paticità, tipica della nostra civiltà cui singoli tendono ad adeguare ora la natura, ora l'universo, a sè... per esportarsi eventualmente come portatori di verità.
Allora dico, occorre considerare il tutto un'unità organica mutevole, in cui "entità individuali", coscienze al punto evolutivo individuale, sono un concentramento, un intersezione di energie. E le energie intersecate sul principio: dove finisce il mare e dove comincia la terra ferma? E dove finisce la terra e dove comincia la luna? Dove finisce l'io e comincia l'altro?
Dopotutto, le sonde che sono state mandate in esplorazione inviano dati di composizioni chimiche dei pianeti e pare, fin qui, elementi conosciuti e riscontrabili anche sulla terra. A proposito (x Bert), le informazioni cmq vengono inviate da quella distanza (Giove per es.). Direi che a paragonare la forza di trasmissione delle sonde con quella dei pianeti e l'impatto che suscitano i dati ricevuti sulle persone, diamo risposta anche alla questione delle influenze e/o modifiche caratteriali che vengono messe in moto, in termini di forze.
Ecco, qui d'accordo con Sonogiorgio che parlava di percepire la qualità delle energie. Ci si sintonizza, sensibilizza su determinati 'influssi' per prenderne coscienza. Simile ai radar della NASA che si "concentrano" sull'interrazione con i moduli piuttosto che sulle onde elettromagnetiche di apparecchiature vicine. E se c'è l'interrazione non si tratta solo di captare, si tratta anche di andarci fino al punto.Un contatto visivo vale un contatto con materie solide per aprire le porte allo scambio di dati cosciente. Come adesso noi terrestri, giunti al limite del sistema solare, con le tecnologie, come se fosserò l'estensione dei nostri sensi anche se con le intuizioni, la consapevolezza stiamo ben oltre.
Con questo spero di aver contribuito alla questione sugli influssi. Due gemelli monozigoti quindi, si formeranno diversi tra loro già osservando dettagli dissimili dello stesso oggetto. E' relativo alle suggestioni ricevute.
Rimane da chiarire come la mappa Astrale corrisponde alla mappa, struttura genetica e cosa porta al concentramento in determinate densità e forme. Il “segreto” da svelare è questo secondo me, e non gli influssi. Perche le energie si concentrano ora in un sasso, ora in un corpo umano, ora in un’idea etc. Qui, essendomi occupato nel corso della vita più di questioni esistenziali, anch’io mi darò da fare per aggiornarmi sul progresso scientifico nel campo della materia densa. Intanto si può dire che la terra con i sui influssi determina la costituzione umana-individuale. Ma badate, la terra inquanto entità di un processo, ciclo evolutivo del sistema solare e noi umani con lei.
Bene, concludo con una cosa legata alle posizioni dei pianeti da prendere più come battuta, inquanto un esempio piccolo. Immagina quante meteore si sarebbero dirette verso la terra se non fosse per il campo gravitazionale di Giove. L’astrologia, una volta aperto il canale di interrazione cosciente captando le frequenze Giovali, tra le altre cose cerca di indicarcelo nella vita interiore. Ciao
neman1 is offline  
Vecchio 28-01-2005, 13.23.54   #70
bert
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Messaggi: 105
Ritorno e ribadisco.

Signori,

conosco il senso di una teoria scientifica, e so che un modello scientifico fornisce una descrizione della realtà, ma certo non pretende di essere la realtà. Non voglio qui tirare fuori un dibattito in questa sede forviante sulle posizioni empiriste di certa filosofia analitica, penso al caso di Putnam, ma non solo.

Inoltre sono ben consapevole che le teorie che abbiamo sono in grado di rendere conto di certi fenomeni in una "percentuale" che a volte è alquanto bassa. Ad esempio è noto che le teorie comscologiche sono in grado di rendere conti una esigua percentuale della massa totale dell'universo, e ci sono tutti gli annosi problemi legati alla materia oscura, ecc.

Detto questo, la mia impressione è che si chieda alla scienza di rispondere su questioni che non hanno a che fare con la scienza.

Io non voglio essere fiscale, ma conosco molto bene la chimica, e so che per modificare il DNA di una cellula ci vuole molta energia, o quanto meno ci vuole una interazione con la molecola considerevole. Io condivido il fatto ovvio che il contesto genera differenziazione, ma non riesco veramente a comprendere come i moti planetari possano fare alcunchè al povero DNA.

Concludo qui dicendo solo che allo stato attuale l'astrologia non ha una base scientifica e che, per alcuni aspetti, contradirrebbe le attuali nozioni scientiche.
bert is offline  

 



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