Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Spiritualità
Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Spirituali
Vecchio 16-09-2014, 14.53.16   #11
donquixote
Moderatore
 
Data registrazione: 23-05-2007
Messaggi: 241
Riferimento: La Chiesa e l'atteggiamento spirituale di Papa Francesco e G Paolo 2

Non v'è dubbio che da qualche secolo in qua il Cristianesimo ha conosciuto una crisi enorme, che è dovuta in modo particolare alla atavica incapacità dell'uomo occidentale di comprendere le questioni metafisiche e quindi il successo che questo ha avuto nei secoli intorno all'anno mille è da considerarsi quasi un'eccezione. Pochi esponenti della cristianità hanno espresso una profonda comprensione dell'essenza di questa dottrina, e fra questi molti non erano neanche "ufficialmente" cristiani e altri sono stati bollati come "quasi" eretici proprio perché, come afferma Nikelise, si rifacevano allo spirito essenzialmente mistico del Cristianesimo delle origini.
Per non farla troppo lunga si può dividere il Cristianesimo in tre distinti periodi: il primo, quello iniziale dei primi secoli, che è stato un Cristianesimo intellettuale e in qualche modo “mistico”, basato sugli scritti di alcuni padri della Chiesa a partire da S. Paolo per andare a Origene, Gregorio nazianzeno, Dionigi areopagita, Agostino e altri fra i quali, pur non essendo ufficialmente annoverato fra i cristiani, il più intellettualmente "dotato" fu certamente Plotino.

Un secondo periodo, che parte dall'editto di Costantino e giunge fino al termine del medioevo (che personalmente identifico con la soppressione dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio), in cui la Chiesa si è "istituzionalizzata", ha assunto un grande potere anche temporale e ha dovuto applicare la dottrina alla realtà e alla organizzazione sociale, elaborando una serie di norme morali che sono poi diventate spesso diritto positivo. È il periodo “razionale” del Cristianesimo, simboleggiato dall’opera di Tommaso d’Aquino che ha formalizzato secondo la logica aristotelica le rivelazioni della dottrina.

Il terzo periodo è quello attuale, quello in cui il Cristianesimo istituzionale e razionale è crollato per trasformarsi in Cristianesimo "sentimentale", con la religione che è stata sostituita da una vaga "religiosità" e lo spirito da una ancor più vaga "spiritualità"; una faccenda privata di ognuno che fa i conti con il "proprio" dio e molto spesso lo identifica con il proprio "io" divinizzato e ammantato di contorni mistici e metafisici. Questo è proprio il cristianesimo psicologico di cui parla Nikelise, che non sa disgiungere psicologia e spiritualità perché probabilmente nessuno gli ha mai presentato una versione differente e "originale" della dottrina. Ma è anche il cristianesimo più "degenerato", perché nessuna religione o dottrina seria nella storia ha mai fatto leva sui sentimenti e sullo “psichismo”, e lo stesso S. Tommaso nella Summa Theologiae afferma che "le passioni così si possono dire malattie dell'anima, che impediscono le operazioni sue proprie, come la miopia impedisce la vista chiara”. Solo in epoca moderna il Cristianesimo ha legittimato i sentimenti e le emozioni sic et simpliciter, senza sottoporli al controllo della volontà secondo ragione, come hanno sempre fatto tutti i grandi teologi antichi a cominciare da Tommaso ed Agostino. Addirittura quest’ultimo si è spinto (esageratamente) a condannare come di provenienza demoniaca anche l’erezione maschile, in quanto non “razionalizzabile” e controllabile dalla volontà cosciente ma spontaneamente indotta da un’emozione.

Sulla base della fede e della ragione conseguente la Chiesa ha elaborato nei secoli una serie di precetti che formano la sua “morale”, che coloro i quali si riconoscono nella Chiesa Cattolica sono tenuti ad osservare.
Ma da qualche decennio in qua, e in special modo dopo il Concilio Vaticano II, ogni “fedele” o “credente” elabora una morale a proprio uso e consumo, e se questa non coincide con quel che dice il Papa se la fanno avallare dal proprio parroco, o da un prete loro amico, o da una suora che conoscono. La confusione è tale per cui ognuno è legittimato a seguire la regola che a lui farà più comodo, sicuro che troverà qualcuno anche nella Chiesa Cattolica che sarà pronto a giustificarlo pur di non perdere un “cliente”. E se non lo dovesse trovare basterà che si legga da solo i testi sacri e vi troverà certamente una giustificazione, poiché appunto ormai anche la Chiesa Cattolica (e Papa Francesco in prima linea) incoraggia la lettura della Bibbia e dei Vangeli anche a persone completamente a digiuno di nozioni filosofiche e metafisiche.

Se poi anziché essere chiari nel parlare si fanno affermazioni che possono dare luogo ad interpretazioni opposte e tutte legittime altro non si fa che aumentare la confusione e abdicare al proprio ruolo di guida della Chiesa.
Il “chi sono io per giudicare?” è paradigmatico in questo senso perché se questa frase rimandasse davvero al passo del Vangelo di Matteo che cita Duc in altum! Ove Gesù afferma “non giudicate se non volete essere giudicati” allora questa dovrebbe essere applicabile in ogni caso e non solo in quello degli omosessuali. Ma Francesco ultimamente ha giudicato, e come!, i terroristi, i camorristi, i mafiosi e altri personaggi di questo genere dicendo addirittura che sono scomunicati. Perché in quel caso non ha ripetuto coerentemente la stessa frase, se si riferiva al Vangelo? E perché, caro Duc, ha giudicato non il peccato ma i peccatori scomunicandoli?
Ma al di là di queste piccole beghe di attualità l’anticristianesimo di Francesco si evidenza principalmente nel suo iperumanismo, cosa senz’altro non nuova ma da questo Papa portata all’estremo tanto che non parla praticamente mai di Dio in quanto spirito ma solo di Gesù in quanto “uomo”, (che detto per inciso definiva se stesso un “mezzo” per giungere a Dio e non un fine), nel suo pauperismo addirittura più spinto di quello degli Albigesi che furono condannati come eretici (“Vorrei una Chiesa povera per i poveri”: ma cosa significa?), nella sua esaltazione delle debolezze umane e nella mortificazione della forza, nel suo occuparsi degli “ultimi”, dei disperati, degli handicappati, dei rifiuti umani, dimenticando che Gesù disse che questi sono già “beati” e quindi non necessitano di qualcuno che si occupi di loro. Dovrebbe invece accogliere proprio i camorristi, i delinquenti, i peccatori anziché scomunicarli e cacciarli dalla Chiesa, perché a quanto pare sono proprio loro che hanno più bisogno di aiuto (spirituale). Se invece si riduce tutta o quasi l’attività della Chiesa ad una più o meno equa distribuzione di beni materiali (qualcuno disse “l’uomo non vive di solo pane” in un tempo in cui di pane ce n’era molto meno di ora, ma non ricordo più chi fu.) ed una esaltazione della solidarietà “umana”(sempre intesa in senso materiale) allora o non si è capito nulla del Cristianesimo (che dai tempi di Agostino definiva l’umanità “massa dannata” e affermava che solo l’anima spirituale è a immagine e somiglianza di Dio e non certo il corpo, che fra l’altro anche da S. Francesco veniva mortificato da punizioni autoinflitte) oppure si è in malafede.

Inoltre anche gli appelli alla protezione dei cristiani in giro per il mondo suona alquanto stonata, soprattutto alla luce della parabola del figliol prodigo che racconta del padre che fa una grande festa per colui che torna e non si preoccupa di proteggere colui che non se ne è mai andato. I cristiani ci pensa Dio a proteggerli, e non l’ONU o la coalizione dei “volenterosi”.

Come affermava Vanina il cattolico, come qualunque altro fedele di qualunque altra religione, ha bisogno di una guida spirituale, ma se questa è ondivaga ed è talmente confusa anche nelle regole fondamentali che ognuno può interpretarle in un modo o nel suo opposto sentendosi pienamente in pace con la propria coscienza non potrà guidare da nessuna parte. Tutta la tradizione dottrinale e morale della Chiesa confligge con le idee tipiche della modernità, a cominciare dalla libertà di pensiero e di religione, e se queste vengono accolte e poi sposate anche dalle più alte gerarchie ecclesiastiche è solo perché intorno ad esse si è coalizzato un ampio consenso popolare a cui evidentemente neanche la Chiesa vuole rinunciare, e che nel caso di specie si manifesta in modo evidente quando durante l'angelus della domenica la piazza non aspetta altro che di esaltarsi non per una frase particolarmente profonda dal punto di vista spirituale, ma per l'ormai tradizionale "buona domenica e buon pranzo".

Ma una istituzione chiamata a custodire la verità non dovrebbe perseguire la ricerca del consenso, perché è noto che anche se un miliardo di persone crede ad una sciocchezza questa non cessa di essere tale. E dovrebbe custodire la verità anche a costo di ridursi ad una sparutissima minoranza di persone costrette a vivere nelle catacombe come nei primi secoli.
Cosa c’entri la verità, anzi addirittura la Verità, con il più assoluto relativismo che viene sdoganato in innumerevoli ambiti e occasioni in questi ultimi mesi non si riesce a comprendere, a meno che questa verità non si sia trasformata nel frattempo in un concetto anch’esso relativo, ma se così fosse sarebbe il ribaltamento assoluto delle basi su cui è fondato non solo il Cristianesimo ma qualsiasi altra religione o dottrina metafisica, e quindi l’assoluto trionfo dell’anticristo.
donquixote is offline  
Vecchio 16-09-2014, 15.12.07   #12
Duc in altum!
Ospite abituale
 
Data registrazione: 14-11-2012
Messaggi: 919
Riferimento: La Chiesa e l'atteggiamento spirituale di Papa Francesco e G Paolo 2

** scritto da nikelise:

Citazione:
Citazione:
Per chiarire : io non ho detto che si interpretano le parole di Papa Francesco ed in genere i fatti a proprio piacere e convenienza e per giustificare la propria condotta ma secondo la propria psicologia che e' cosa del tutto diversa : la differenza che c'e' tra la malafede e la buonafede.
Citazione:
E questo perche' ciascuno vede quello che puo' e vuole vedere e prende la strada interpretativa che appaga le proprie tendenze psicologiche….

Solo che, forse, "...quello che può e vuole vedere...che appaga...", può anche essere interpretato "...a proprio piacere e convenienza...per giustificare" (che appaga = per giustificare); sempre opportunismo è, altro che buonafede.
Ma forse ho malinterpretato in buona fede, scusa.




Citazione:
A proposito di usare le parole altrui per proprie finalita' ..

Non era mio volere cambiare la tua interpretazione, anzi, e da essa che traggo la mia conclusione, senza nessun'altra finalità che quella da te esposta.


Citazione:
Poi vorrei riportare , per intero e a scopo di verita' quanto e' detto da Papa Ratzinger in tema di omosessualita' come inclinazione disordinata, sottolineando quanto Duc ha omesso e cioe' che questa inclinazione non e' in se' peccato :
« Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale,benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l'inclinazione stessa dev'essere considerata come oggettivamente disordinata »
(De pastorali personarum homosexualium cura, 1986, Joseph Ratzinger)

Esatto l'inclinazione non è peccato, così come l'inclinazione all'adulterio, alla pedofilia, alla tossicodipendenza, alla ludopatia, al suicidio, ed a quante tantissime inclinazioni o tendenze concupiscenti si vogliano elencare, ma non il desiderio consumato, quello è peccato, ed è quello che la Chiesa e quindi il Papa di turno condanna.



---------------------------------------------------------------------------------------------
** scritto da vanina:


Citazione:
Come si combina lo "orgoglio gay" e la richiesta di veder istituzionalizzata l'unione gay e addirittura la pretesa di poter avere figli variamente costruiti in laboratorio o adottati per avere la conturbante esperienza di due madri o di due padri (di cui uno fa la mamma e l'altro il papà) con l'idea di PECCATO E DEVIANZA che nelle scritture che citi è chiarissima?

Come quella dell'aborto e del divorzio, libero arbitrio vanina: ormai tutto è già compiuto.




Pace&Bene
Duc in altum! is offline  
Vecchio 16-09-2014, 20.56.27   #13
vanina
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 22-04-2014
Messaggi: 268
Riferimento: La Chiesa e l'atteggiamento spirituale di Papa Francesco e G Paolo 2

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!

Come quella dell'aborto e del divorzio, libero arbitrio vanina: ormai tutto è già compiuto.


Il libero arbitrio è tale di fronte alla possibilità di scelta tra Bene e Male, previa auspicabile interiorizzazione del concetto dell'uno e dell'altro , a cui è essenziale e strumentale La Guida (in caso contrario sarebbe insipienza anche quando volto al bene, e non "libero arbitrio").

Non mi risulta che Bergoglio abbia sdoganato anche aborto e divorzio (almeno per il momento) .
Ergo : non comprendo il parallelo che istituisci, nè la conclusione "tutto è compiuto".
vanina is offline  
Vecchio 17-09-2014, 02.17.03   #14
Duc in altum!
Ospite abituale
 
Data registrazione: 14-11-2012
Messaggi: 919
Riferimento: La Chiesa e l'atteggiamento spirituale di Papa Francesco e G Paolo 2

@vanina

Chiedo scusa, pensavo avessi compreso quel che volevo dire.

Allora, il principio del peccato consumato nell'atto sessuale omosessuale o nell'aborto o nel divorzio è lo stesso: "non scegliere di seguire il Signore".
Né la Chiesa e né il Papa hanno sdoganato e non possono sdoganare un bel niente in nessuno dei tre casi.

Per questo ho precisato, nel mio commento precedente, che la risposta del Vescovo di Roma al giornalista sull'aereo non era anticristiana, era più che cattolica: io non ti giudico per quel che fai, ma ti faccio presente, ti metto al corrente, che se non segui il Signore (quindi riconoscere che l'omosessualità non è di origine divina, e quindi per conseguenza inclinazione diabolica), ti condanni da solo, ed io (Papa) senza il tuo pentimento non posso far niente per aiutarti, e neanche giustificarti innanzi alla Chiesa, perché non vuoi amettere, per orgoglio, per superbia, per convenienza, per piacere egoistico, per la ragione che si voglia interpellare, che la Parola del Signore è Verità Assoluta.
E' questo che già si è compiuto, che Gesù Cristo ha testimoniato in favore della Verità che proclama Dio (non ci sarà un'altra rivelazione per tutti, ma solo un giudizio), e chi sostiene, perseveratamente, che è bugia, grazie al libero arbitrio, decide di non seguire il Signore, e quindi, automaticamente, è condannato anche dalla Chiesa e da chi, in questo pianeta, la dirige.


--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


** scritto da donquixote:

Citazione:
Il “chi sono io per giudicare?” è paradigmatico in questo senso perché se questa frase rimandasse davvero al passo del Vangelo di Matteo che cita Duc in altum! Ove Gesù afferma “non giudicate se non volete essere giudicati” allora questa dovrebbe essere applicabile in ogni caso e non solo in quello degli omosessuali. Ma Francesco ultimamente ha giudicato, e come!, i terroristi, i camorristi, i mafiosi e altri personaggi di questo genere dicendo addirittura che sono scomunicati. Perché in quel caso non ha ripetuto coerentemente la stessa frase, se si riferiva al Vangelo? E perché, caro Duc, ha giudicato non il peccato ma i peccatori scomunicandoli?

Ma così facendo stai saltando un principio essenziale, il Papa è il vicario di Cristo nel pianeta terra, è l'infallibilità divina fatta uomo, quindi può guarire e risuscitare: "convertitevi e credete nel Vangelo" (traduzione del consiglio agli ingiudicati omosessuali), così come ammonire ed espellere: "va de retro Satana" (traduzione della scomunica ai membri della Mafia).
Anche Gesù attuava a secondo della fede della persona che aveva innanzi, a secondo del peccatore che gli si prostrava o lo sfidava o scetticamente gli attribuiva possedere un certo grado di verità divina.
Papa Francesco segue il suo Maestro, invita alla pace (incontro in Vaticano con capi di stato) e condanna apertamente ogni tipo di abuso, scandalo o immoralità.
Bisogna abbandonarsi alla logica rigida trascendente per discernere questo e non alla ragione volubile umana.


Citazione:
Come affermava Vanina il cattolico, come qualunque altro fedele di qualunque altra religione, ha bisogno di una guida spirituale, ma se questa è ondivaga ed è talmente confusa anche nelle regole fondamentali che ognuno può interpretarle in un modo o nel suo opposto sentendosi pienamente in pace con la propria coscienza non potrà guidare da nessuna parte.

Il fatto che ognuno interpreti in un modo o nel suo opposto è il fondamento del libero arbitrio, non di provenienza socialista o diritto acquisito da Amnesty International, quindi sarà difficile, anzi, è impossibile che tutti si sentano pienamente in pace con la propria coscienza.
E' proprio questa la causa, oggigiorno, della crisi spirituale, anche di coloro che Papa Francesco ha severamente ammonito (altro rimprovero) definendoli cattolici da salotto: la spiegazione personale, il credere nell'esegesifaidate.
Per questo il modello indicato da Dio è la croce, e l'autore di ogni grazia (o miracolo) lo Spirito Santo, queste sono e saranno (speriamo non per molto ancora) le coordinate del cristianesimo.


Citazione:
Ma una istituzione chiamata a custodire la verità non dovrebbe perseguire la ricerca del consenso, perché è noto che anche se un miliardo di persone crede ad una sciocchezza questa non cessa di essere tale. E dovrebbe custodire la verità anche a costo di ridursi ad una sparutissima minoranza di persone costrette a vivere nelle catacombe come nei primi secoli.

Non è l'istituzione Chiesa a perseguire la ricerca del consenso, ma gli uomini e le donne che vogliono farlo, amen e così sia, quindi problema loro, della pace della loro coscienza e di chi vuole essere loro complice, mentre chi "desidera" può anche osservare e seguire le guide spirituali (sparute ma evidenti in ogni diocesi) che anche a costo della propria vita, continuano a custodire, proclamare e vivere, la Verità universale della Chiesa: Il Vangelo.



Pace&Bene
Duc in altum! is offline  
Vecchio 17-09-2014, 08.44.26   #15
freedom
Moderatore
 
L'avatar di freedom
 
Data registrazione: 16-10-2003
Messaggi: 1,503
Riferimento: La Chiesa e l'atteggiamento spirituale di Papa Francesco e G Paolo 2

Bè se Dio non manda più preti, se i cristiani (quelli veri!) sono diminuiti tantissimo, un motivo ci sarà.

Non si può negare la profondissima ed estesissima crisi del cristianesimo. Che tuttavia, per dirla tutta, riguarda in generale la relazione Dio/umanità. A meno che non si voglia argomentare che la proliferazione della new age (e ci metto dentro tutto quello che, in qualche modo, ha a che fare con la spiritualità o presunta tale), sia una ricerca di Dio.

La Chiesa è in crisi, dicevo, ma non possiamo ignorare che Essa è figlia dei tempi nei quali viviamo e, soprattutto, che la Chiesa sono tutti i cristiani. Bisogna dunque riconoscere, a mio avviso, che non è corretto criticare gli altri senza vedere che noi stessi siamo criticabilissimi. Sia i cristiani (che danno un modesto contributo al miglioramento della Chiesa) sia i non cristiani che attribuendo alla Chiesa stessa errori a volte gratuiti e a volte meritatissimi, trascurano, di fatto, una genuina ricerca.

Che, lo dico con forza, non può essere fermata dalle insufficienza dell'Istituzione cristiana. Se tu sei un ricercatore spirituale e vuoi andare fino in fondo nella conoscenza di Cristo non penso che esista una solo Chiesa al mondo che possa impedirtelo.

Per concludere vorrei dire che sono tempi difficili e che il Papa stesso, pur Vicario di Cristo, è allo stesso tempo uomo così come Cristo era Dio e, contestualmente, uomo. Ed è infallibile solo quando parla ex cathedra che, come tutti sappiamo, rappresenta, oramai, una rarità o quasi. Bisognerebbe dunque comprendere, con autentica compassione cristiana, un uomo caricato di una responsabilità che farebbe tremare i polsi a chiunque. Così come, con autentica compassione cristiana, bisognerebbe comprendere lo smarrimento dei fedeli (che danno magari il cattivo esempio) e dei non fedeli (che magari criticano senza costrutto) figli anch'essi di un'epoca veramente ingenerosa per il ricerratore spirituale.
freedom is offline  
Vecchio 17-09-2014, 10.37.00   #16
nikelise
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 28-05-2012
Messaggi: 198
Riferimento: La Chiesa e l'atteggiamento spirituale di Papa Francesco e G Paolo 2

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
@vanina

Chiedo scusa, pensavo avessi compreso quel che volevo dire.

Allora, il principio del peccato consumato nell'atto sessuale omosessuale o nell'aborto o nel divorzio è lo stesso: "non scegliere di seguire il Signore".
Né la Chiesa e né il Papa hanno sdoganato e non possono sdoganare un bel niente in nessuno dei tre casi.

Proviamo a dire qualcosa di definitivo , bisogna farlo , ritengo per chi ci legge :
ESSERE omosessuali NON E' PECCATO ( l'inclinazione e' una modalita' uno stato dell'essere ) !!!! OK ? Va bene ?
Mi pare che in questo contesto vada letta e capita la frase di Papa Fancesco : a chi gli chiedeva cosa pensasse della lobby gay , ha risposto chiarissimamente : LOBBY E' MALE NON GAY , sull'essere gay dei lobbisti , perché a questo tendeva il giornalista , non poteva dire altro e bene ha fatto a dire , per me , in modo assai forte '' chi sono io per giudicare '' su tale loro stato .
Poi vi e' un'evidente illogicita' , paradosso: quello di un peccato cioe' la pratica dell'atto sessuale tra omosessuali che nasce da uno status che peccato non e' ,tanto e' vero che si comincia a distinguere nel caso di amore omosessuale .
Ma questo problema lo possiamo lasciare da parte per adesso se volete , forse tra qualche anno le cose saranno diverse come e' stato per altre illogicita' ( vedi contraccezione ) ;
era solo per dire che diverso , diversissimo e' il caso del camorrista mafioso che e' stato condannato dal Papa e rispondo a Donquixote : in questo caso il mafioso non e' uno stato dell'essere ma vi e' piena coincidenza tra il dirsi mafioso e il delitto , il peccato sicche' l'essere mafioso e' peccato come e quanto la sua pratica e viceversa
.Allo stesso modo per la violenza nei confronti di un minore che commette il pedofilo: qui vi e' un delitto alla base sicche' il pedofilo va condannato in sé oltrecche' per quello che fa .
Sono le parole dello stesso Papa in quell'intervista a dirlo , intervista da leggere attentamente .
Non sottovalutiamo l'acume e la lungimiranza di questo Papa : sembra candido e semplice pastore ma ha alle spalle una vita vissuta nel discernimento di cio' che e' bene e di cio' che e' male ( e rispondo a Vannina sul punto ) .
Quindi quando mi riferivo a cosa avrebbe detto Gesu' se gli avessero chiesto cosa pensasse di una persona omosessuale , avevo ben presente che se Gesu' ha perdonato con quell'intensita' una prostituta ,motivando perché ......''hai tanto amato''!!!!! con altrettanta intensita' avrebbe risposto , ritengo come Papa Francesco rispetto allo status di omosessuale che peccato non e' !!! Anzi avrebbe detto credo anche molto di piu' .

Per il resto c'e' tanto da dire perché , come avevo previsto , da tutte le risposte sono emerse le tante diverse psicologie di ciascuno e di come queste influenzino e dirigano la loro spiritualita' .
Ne parleremo se vorrete .

A Vanina un grazie per le bellissime immeritate parole !!!!
nikelise is offline  
Vecchio 17-09-2014, 10.52.47   #17
Tesseo
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 16-09-2014
Messaggi: 1
Riferimento: La Chiesa e l'atteggiamento spirituale di Papa Francesco e G Paolo 2

Citazione:
Originalmente inviato da freedom
Bè se Dio non manda più preti, se i cristiani (quelli veri!) sono diminuiti tantissimo, un motivo ci sarà.

Non si può negare la profondissima ed estesissima crisi del cristianesimo. Che tuttavia, per dirla tutta, riguarda in generale la relazione Dio/umanità. A meno che non si voglia argomentare che la proliferazione della new age (e ci metto dentro tutto quello che, in qualche modo, ha a che fare con la spiritualità o presunta tale), sia una ricerca di Dio.

La Chiesa è in crisi, dicevo, ma non possiamo ignorare che Essa è figlia dei tempi nei quali viviamo e, soprattutto, che la Chiesa sono tutti i cristiani. Bisogna dunque riconoscere, a mio avviso, che non è corretto criticare gli altri senza vedere che noi stessi siamo criticabilissimi. Sia i cristiani (che danno un modesto contributo al miglioramento della Chiesa) sia i non cristiani che attribuendo alla Chiesa stessa errori a volte gratuiti e a volte meritatissimi, trascurano, di fatto, una genuina ricerca.

Che, lo dico con forza, non può essere fermata dalle insufficienza dell'Istituzione cristiana. Se tu sei un ricercatore spirituale e vuoi andare fino in fondo nella conoscenza di Cristo non penso che esista una solo Chiesa al mondo che possa impedirtelo.

Per concludere vorrei dire che sono tempi difficili e che il Papa stesso, pur Vicario di Cristo, è allo stesso tempo uomo così come Cristo era Dio e, contestualmente, uomo. Ed è infallibile solo quando parla ex cathedra che, come tutti sappiamo, rappresenta, oramai, una rarità o quasi. Bisognerebbe dunque comprendere, con autentica compassione cristiana, un uomo caricato di una responsabilità che farebbe tremare i polsi a chiunque. Così come, con autentica compassione cristiana, bisognerebbe comprendere lo smarrimento dei fedeli (che danno magari il cattivo esempio) e dei non fedeli (che magari criticano senza costrutto) figli anch'essi di un'epoca veramente ingenerosa per il ricerratore spirituale.
Sono d´accordo con quello che hai detto. la Chiesa e´in crisi ma bisogna anche considerare che i tempi cambiano e con quelli anche le istituzioni, come appunto quelle religiose, di dovrebbero adattare e magari diventare più flessibile andare a favore delle esigenze della nuova società; se no l´effetto che si ottiene e´quello che stiamo vedendo attualmente ovvero un progressivo ma inesorabile allentamento. E poi il cristianesimo era quella religione che si promulgava per la comprensione e la tolleranza e il perdono. Quindi non mi sembra che bisogna per forza di cose ricorrere ad un irrigidimento delle regole.
Tesseo is offline  
Vecchio 17-09-2014, 11.26.07   #18
vanina
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 22-04-2014
Messaggi: 268
Riferimento: La Chiesa e l'atteggiamento spirituale di Papa Francesco e G Paolo 2

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
@vanina

Chiedo scusa, pensavo avessi compreso quel che volevo dire.

Allora, il principio del peccato consumato nell'atto sessuale omosessuale o nell'aborto o nel divorzio è lo stesso: "non scegliere di seguire il Signore".
Né la Chiesa e né il Papa hanno sdoganato e non possono sdoganare un bel niente in nessuno dei tre casi.

Per questo ho precisato, nel mio commento precedente, che la risposta del Vescovo di Roma al giornalista sull'aereo non era anticristiana, era più che cattolica: io non ti giudico per quel che fai, ma ti faccio presente, ti metto al corrente, che se non segui il Signore (quindi riconoscere che l'omosessualità non è di origine divina, e quindi per conseguenza inclinazione diabolica), ti condanni da solo, ed io (Papa) senza il tuo pentimento non posso far niente per aiutarti, e neanche giustificarti innanzi alla Chiesa, perché non vuoi amettere, per orgoglio, per superbia, per convenienza, per piacere egoistico, per la ragione che si voglia interpellare, che la Parola del Signore è Verità Assoluta.
E' questo che già si è compiuto, che Gesù Cristo ha testimoniato in favore della Verità che proclama Dio (non ci sarà un'altra rivelazione per tutti, ma solo un giudizio), e chi sostiene, perseveratamente, che è bugia, grazie al libero arbitrio, decide di non seguire il Signore, e quindi, automaticamente, è condannato anche dalla Chiesa e da chi, in questo pianeta, la dirige.

Perfettamente d'accordo sul percorso teorico da Te tracciato.
Ma l'attuazione di questo percorso (chiedo) dov'era in quelle parole sulla scaletta dell'areo?
Salvo "tagli" giornalistici del filmato...al mondo è arrivato un Papa che si astiene dal giudizio: non solo sul peccatore, ma ANCHE sul peccato!
vanina is offline  
Vecchio 17-09-2014, 12.36.33   #19
nikelise
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 28-05-2012
Messaggi: 198
Riferimento: La Chiesa e l'atteggiamento spirituale di Papa Francesco e G Paolo 2

Citazione:
Originalmente inviato da vanina
Perfettamente d'accordo sul percorso teorico da Te tracciato.
Ma l'attuazione di questo percorso (chiedo) dov'era in quelle parole sulla scaletta dell'areo?
Salvo "tagli" giornalistici del filmato...al mondo è arrivato un Papa che si astiene dal giudizio: non solo sul peccatore, ma ANCHE sul peccato!
Vanina , ti domando sei d'accordo che ESSERE omosessuali non e' peccato? ( a me pare perfino superflua la domanda , come fa ad essere peccato uno stato naturale dell'essere , come dire : e' peccato essere neri gialli bianchi biondi ecc ) ma devo chiederlo visto il tornare del discorso . ?
Poi , hai letto quell'intervista ?
Per il resto richiamo quanto gia scritto nel post precedente salvi gli ulteriori approfondimenti appena trovo piu' tempo .
nikelise is offline  
Vecchio 17-09-2014, 13.59.24   #20
paul11
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-12-2011
Messaggi: 899
Riferimento: La Chiesa e l'atteggiamento spirituale di Papa Francesco e G Paolo 2

Citazione:
Originalmente inviato da donquixote
Non v'è dubbio che da qualche secolo in qua il Cristianesimo ha conosciuto una crisi enorme, ...................

Il problema è capire cosa si intenda cristianità oggi alla luce di duemila anni di storia da quando Gesù Cristo ha dato un messaggio originario.
Si è perso il messaggio originario,il che è tipico di tutte e organizzazioni umane che passano da un ideale che lega spontaneamente genti, ai formalismi e alle istituzioni che diventano amministrazione giuridica di poteri temporali e ricerca di consenso con la secolarizzazione.Nei riti, nelle liturgie, le lettere di Paolo sono più importanti del messaggio nel Vangelo.
In altre parole qualunque movimento rivoluzionario una volta che senta "puzza" di potere e di scranni cambia le gerarchie originarie fra teoria e pratica.

Davvero il messaggio di Gesù era costituire una istituzione chiamata Chiesa con un suo ordinamento invece di mantenere le comunità originarie?
Le stesse comunità di Corinto, di Antiochia, di Alessandria d'Egitto permeate ognuna da caratteristici influssi, dall'ellenismo allo gnosticismo allo zoroastrismo, cominciarono ad interpretare, quindi l'esegesi, i testi ognuno alla sua maniera.
Quando si passa al dogmatismo conciliare che diventa più importante del messaggio originario, da Paolo ad Agostino, fino alla scolastica e al tomismo e intanto la libertà di culto dell'Editto di Milano o di Costantino, politicamente apre la strada all'istituzionalizzazione del pensiero religioso,fino ai Patti Lateranensi con tanto di scambio politico/economico e prebende statali, significa che la religione diventa qualcosa d'altro, organo di consenso pastorale per gestire il popolo:religione di Stato.
Una comunità che diventa Chiesa e una Chiesa che si fa addirittura Stato(Città del Vaticano) cambia le gerarchie delle teorie nella pratica,perchè la gestione amministrativa dalla parrocchia sperduta del paesino fino al "cupolone", ripropone nuovi scenari. Il messaggio originario cade, le pratiche della storia segnano la contraddizione fra teoria e prassi, che ha come denominatore comune quell'umano che inizialmente credeva a una cultura da contrapporre ad altre culture fino a poi assomigliare sempre più alla cultura dominante di sempre :quella del prestigio e del privilegio, del potere e del denaro.
In carità dovevano vivere gli apostoli e portare il messaggio di Gesù.

Il messaggio divenuto dogma e divenuto contraddizione con l'esplosione delle scienze, da almeno due secoli o tre nuove problematiche hanno fatto sì che i dogmi rimanessero immutati e le pratiche fossero tollerate. Così oggi il fedele può benissimo peccare e sentirsi giustificato, basta un perdono in confessionale, basta pagare la prebenda.
L'assurdo è proprio la separazione netta fra i dogmatismi che l'incompiuto Concilio Vaticano secondo avrebbe dovuto "modernizzare", e l'esigenza di comportamenti più liberi e consapevoli di una umanità schiacciata nell'alienazione e nel relativismo,che pone domande, che cerca una guida.

Eh sì, le risposte sono psicologismi .
Eppure Gesù disse che era venuto con la spada per dividere.
Perchè in un tempo dove il giusto e lo sbagliato,dove ciò che è bene e ciò che è male sono divenuti confusi fino ad invadere il campo altrui, non basta l'ammiccamento, ci vuole il perentorio gesto decisorio, ma questo è velato proprio dalle contraddizioni fra dogmi e nuove problematiche dall'eutanasia all'eugenetica.
Così le persone possono trovare un Papa simpatico e allo stesso tempo pensare ai fatti loro comportandosi da cafoni nella mediocrità di questo tempo.
Con buona pace di tutti quanti: la profanizzazione del sacro e la sacralizzazione del profano.

Gli ultimi tre Papi non sono italiani proprio perchè il nuovo scenario della globalizzazione apre la competizione delle innumerevoli chiese e sette che si rifanno ad un cristianesimo condito di sincretismi e che nasconde lotte di potere per avere consenso fra le genti.
Così quell'Europa ,centro culturale e religioso, perde adepti e fedeli in nome di un terzo e quarto mondo che avanza, proprio come negli scenari economici.

Finisco con una provocazione. Il Cristianesimo interpretato e dogmatico non vuole assolutamente togliere le sofferenze e il dolore dell'umanità, e nemmeno togliere i diseredati, i poveri, gli sfruttati. L'interpretazione è dare"santini", alleviare le pene, assecondare, ma mai mettere in discussione i principi dell'ingiustizia umana, del liberticidio e delle disuguaglianze,così gli permette di stare allo stesso tavolo dei corrotti del potere e di assecondarne i fini ma nello stesso tempo annette a sè ordini ecclesiastici e monastici, dai cluniacensi ai cistercensi fino alla "mano lunga" dell'Opus Dei e Comunione e Liberazione, che sono bracci secolarizzati di consenso politico/sociale come Azione Cattolica e Democrazia Cristiana e fonda parallelismi caritatevoli (Caritas appunto) come organi di consenso e patteggiamento con lo Stato; laddove lo Stato ha volutamente sottratto il suo compito sociale.
Così lo Stato crea ingiustizia e scompensi nelle attività sociali e assistenziali poi lascia che la Chiesa spedisca i loro volontari ad "allietare" le povere anime.Questo è una male strutturato nella tipica civiltà mediocre italiana che non ha mai fatto capire al popolo che cosa sia un diritto civile, un diritto sociale e lo ha confuso con la raccomandazione, con il favore.

Sicuri che questo fosse il messaggio originario di Gesù, ma soprattutto che Gesù fosse in connubio con i poteri delle sinagoghe?

Perchè nonostante la disamine mi sento ancora Cristiano Cattolico(non praticante)? Perchè è l'unica che può ritornare alle origini, la sua antichissima tradizione millenaria, le sue biblioteche,la sua cultura, conservano ancora la capacità, la qualità di poter riflettere sul suo compito nel mondo, di trasmettere quel messaggio originario uno degli ultimi baluardi alla stupidità, alla superbia umana.

paul11 is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it