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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 05-12-2007, 14.42.20   #71
donella
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-06-2007
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Riferimento: Dimostrazione per tutti [non siamo solo un corpo?]

Citazione:
Originalmente inviato da Dasein
Il "che campiamo a fare" intende che la vita deve per forza avere un senso?
E il senso risiedesse appunto in questo ciclo di composizione-ricomposizione?

Per me fuori dal gioco.... non esiterei un attimo a risponderti che (salvo scoperte epocali, ma epocali davvero e scoperte davvero) non credo affatto che la vita debba necessariamente avere un senso che sia superiore a quello della vita del gatto, della zanzara, del virus.

La "postura di domanda" nasceva infatti dal porsi nella posizione (affatto mia) di chi crede in una continuità post-morte fisica o di chi, più specificamente come i cattolici, crede esattamente nella "ricomposizione" del nostro corpo. (Peraltro, nel link proposto da Epicurus, mi ha sinceramente colpito un lampo di logica sul quale non mi ero onestamente mai intrattenuta : il cristiano che non crede alla resurrezione del proprio corpo.... in realtà non crede alla resurrezione di Cristo!).

Bene: da COSTORO (non da me) la vita TERRESTRE è intesa come "percorso" come "passaggio" come "prova".

E dunque: se cerco di dialogare con chi crede questo, e PER QUESTO guardo me stessa e i miei simili accedendo all'ipotesi che siamo destinati a ricomporci... io non posso fare a meno di chiedermi: ok! IN QUALE STADIO COSTORO presumono che ci ricomporremo?

Sono d'accordo, Celavano, che siamo UNO (l'avevo anche detto e oltretutto precisando che il dramma è proprio questo). Sono d'accordo che che, cammin facendo, perdiamo "pezzi" e integriamo "pezzi". APPUNTO!

Con "pezzi" diversi.... diamo durante la vita "prestazioni diverse" - più variegate sotto il profilo mentale che non sotto quello fisico, peraltro.

La domanda, se così preferiamo porla, era: con quali pezzi ci ricomponiamo?

Quelli in dotazione alla nascita? Cade il discorso del senso della vita - per gli stessi che lo fanno (non per me che non lo faccio).

Quelli in dotazione alla morte? Il discorso del senso della vita rischia di cadere ancor più brutalmente se pensi al sempre più frequente caso della demenza senile (sempre per quelli che lo fanno, non per me che non lo faccio).

Quelli in dotazione a metà strada? Sono molti e contradittori. Non ci sarebbe alcun criterio per sceglierne uno piuttosto che un altro. Pensa quanti a quarant'anni si convertono.... metà perchè hanno scoperto di avere un cancro e l'altra metà per aver scoperto che erano sbagliate le analisi che glielo avevano attribuito (c'è sempre un'ottima ragione per convertirsi). Questi, che tutti camperanno mesi e anni dopo quel giorno, .... li facciamo ricomporre prima o dopo la conversione? Ma, qualunque momento scegli, residua un problema di collocazione logica : che campano a fare (sempre secondo quelli della vita come percorso, prova, ecc.)... dopo il momento eletto per la ricomposizione?

donella is offline  
Vecchio 05-12-2007, 15.00.18   #72
koan
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Riferimento: Dimostrazione per tutti [non siamo solo un corpo?]

Citazione:
Originalmente inviato da Celavano Ganneviz


Non voglio sembrarti sempre il cirticone che ti attacca ogni volta che dai una tua risposta, ma sinceramente quello che dici è opinabile, ossia potrà essere scoperto solo dopo la morte (ammesso che dopo la morte vi sia ancora coscienza), altrimenti per quel che sappiamo "i fatti" siamo un corpo. La possibilità che il corpo sia il "mezzo utilizzato dalla persona al fine di fare esperienza e riscoprirsi in un'altra realtà paralle" è una credenza, quindi irrazionale (benchè non impossibile).

Se è per questo allora tutto è opinabile o diversamente verificabile. Ogni cosa acquisisce un senso ed un significato rispetto a qualcos'altro:
nel mio discorso ho parlato di "relazione" e di "corporeità" ..

Quanto Griago ha posto come questione in questo 3d nel settore "filosofico", dovrebbe essere affrontato proprio a livello di opinioni, ovvero di possibilità .. dato che filosoficamente non credo si dimostrerà mai niente; dubito altresì dei postulati relativistici elaborati da parte della Scienza, dato che qui si parla di essere umano, soggetto di quanto è nel titolo in oggetto, prima ancora della "corporeità" ?
CHI SIAMO ?
In altri termini, rispetto alla questione che avanzavo per ipotesi, non è possibile vedere come soggetto il senso di "relazione", e solo secondariamente la sua "corporeità" ? ovvero non è possibile vedere il primo elemento in funzione del secondo ? E' chiaro che cambierebbe totalmente i termini del discorso: quale dei due dipende in realtà dall'altro ?
A ciò non credo ci sia una risposta, ma ogni ipotesi permette di aggiungere un altro tassello al mosaico generale, non trovate anche voi ?

Qual è il significato di "relazione", che senso ha ?
oppure qual è il senso delle funzioni del nostro "corpo" ?
Sempre che non abbia senso alcuno, a parte quanto fosse riducibile a quello che vediamo/comprendiamo all'atto pratico ?

L'ipotesi che ho fornito è che tutto è Duale .. che cosa escluderebbe rispetto ad una realtà presente/contingente, un'altra realtà parallela corrispondente ad essa ?
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Vecchio 05-12-2007, 15.06.14   #73
koan
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Riferimento: Dimostrazione per tutti [non siamo solo un corpo?]

Correggo il pensiero di cui sopra:

"In altri termini, rispetto alla questione che avanzavo per ipotesi, non è possibile vedere come soggetto il senso di "relazione", e solo secondariamente la sua "corporeità" ? ovvero non è possibile vedere il secondo elemento in funzione del primo ?"
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Vecchio 05-12-2007, 20.27.44   #74
espert37
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Riferimento: Dimostrazione per tutti [non siamo solo un corpo?]

COME E DOVE E’LA VERITA’ UNICA ED INCONFUTABILE ?


L’uomo sta modificando a suo danno lo stato universale alterando la naturale armonia degli elementi. La materia e lo spirito compongono l’umano, ed a questo ultimo il compito di fare coesistere i due elementi armoniosamente. Il corpo, essendo struttura molecolare è destinato a scomporsi, trasformarsi, quale materia. L’amore, le passioni, tutti i sentimenti, non avendo struttura molecolare non sono scomponibili quindi hanno vita eterna, e l’Io è presente in misura preponderante in questa struttura spirituale, quindi, in dimensione ignota l’Io sarà sempre.
L’Io è, per cui tutto l’universo esiste per Lui, perché è. Se l’Io non fosse, per Lui esisterebbe nulla.
quindi, l’universo per l’uomo esiste perché l’Io è.
L’Io è e agisce: Perché? A quale scopo? Agisce per trasformare cose o situazioni e portarle a gradimento del proprio intelletto, e ad ogni azione compiuta ne scaturisce una reazione che si chiama piacere, soddisfazione, godimento. Si nota in oltre che, in base alla legge fisica della relatività, a maggiori difficoltà, nella riuscita è la maggiore soddisfazione.
Allora si deduce che l’Io vive ed agisce alla ricerca della soddisfazione, del piacere.
Questo stato è comune a tutto l’umano, perché ogni azione ed ogni problema risolto da chiunque procura soddisfazione. Quindi, l’essere, cioè l’Io, nonché la soddisfazione sono: Il primo, il punto di partenza, ed il secondo la meta, di un tragitto, che è niente altro che il periodo della nostra permanenza su questo pianeta. Questo è comune a tutti gli esseri umani, A questo punto viene spontaneo chiedersi; Se l’Io vive ed agisce per la soddisfazione, quale è il grado di soddisfazione più grande? E quale la strada migliore per arrivarci?
Il ladro, rubando prova soddisfazione. L’avaro, accumulando ricchezze prova anche soddisfazione. Il maestro insegnando prova soddisfazione. Ognuno seguendo il proprio intelletto e le proprie attitudini provoca l’azione per ottenerne una soddisfazione, ogni essere è convinto, (ignorantemente) che nella soluzione delle proprie azioni si provi la miglior soddisfazione. Ognuno logicamente potrebbe avere ragione, secondo la propria verità.
A questo punto per trovare una soluzione che accomuni tutti è da cercarla in una proposta superparte, al di fuori di ogni convincimento individuale.
Quale fonte migliore per attingere il meglio, se non, l’esperienza formatasi da quando l’umano è arrivato su questo pianeta, a tutto oggi, e trasmessaci dagli esseri più intelligenti attraverso le leggi morali?. Questa è la pietra di paragone, comune a tutti gli esseri umani.(Chi legge, è gentilmente pregato di cercare e proporre una fonte migliore, tanto cercata da chi scrive, ma purtroppo non ancora trovata.) ******Continuerebbe...espert37
espert37 is offline  
Vecchio 06-12-2007, 15.49.05   #75
kore
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Riferimento: Dimostrazione per tutti [non siamo solo un corpo?]

caro espert, ragiono con te dicendo anche la mia.
L'Io non è uno ma è una sorta di "confederazione delle anime", ci può essere una personalità predominante, una sorta di leader nel nostro "parlamento" interiore, ma ci sono anche "gli altri", quello che ha paura, quello che è incosciente, quello che combatte, quello che si arrende... Ci sono tante parti che confliggono o che si coordinano. Infatti, se l'Io fosse uno non esisterebbero le nevrosi, e nemmeno le psicosi.
Inoltre l'Io è soggetto al mutamento. Quella che io ero 10 anni fa non corrisponde a ciò che sono adesso.
Se l'Io è soggetto al mutamento, come può essere, se per "essere" si intende qualcosa di immutabile ed eterno?
Inoltre, la qualità spirituale che tu attribuisci a passioni e sentimenti, altri filosofi l'hanno attribuita all'intelletto, infatti in un Oltre che senso avrebbero l'odio o l'amore, la gioia o il dolore e tutti gli altri stati d'animo? Questi sono umani troppo umani, dipendenti dalla materia; basta, infatti, una lobotomia ed ecco che non sei più in grado di sentire emozioni. La loro natura è anche estremamente mutevole. Ciò che oggi mi procura un'impressione o un' emozione, domani potrebbe lasciarmi del tutto indifferente.
Il buddhismo, ad esempio, considera due movimenti essenziali: l'attrazione e la repulsione. Essi danno luogo a tutta la gamma di sentimenti, emozioni ecc. ecc. che di solito sono contrari a uno stato di perfetto equilibrio interiore, di perfetta unità. E questo mi sembra ragionevolissimo. Quindi come può una struttura spirituale ed eterna basarsi su quelli che la filosofia aristotelica definisce comunemente accidenti? (Oppure faccio confusione io...)
L'essenza del nostro Io dovrebbe rimanere imperturbabile e imperturbata, nonostante i sentimenti e le emozioni; questo è lo scopo che si prefiggono ad esempio i mistici sufi.
Quindi se, per usare le tue parole, l'Io è, bisognerebbe determinare quale Io è, e decidere che fine fanno, post mortem, tutti gli altri Io nei quali noi ci identifichiamo ogni volta, quando amiamo, quando odiamo, quando abbiamo paura, proviamo gioia o dolore ecc.
Questi Io, che ci rendono individui, secondo alcuni muoiono quando muore il corpo. Ma una parte dell'anima invece sopravviverebbe.
I nostri antichi filosofi hanno identificato questa parte eterna dell'anima con l'Intelletto. Se ammettiamo questo è ragionevole ammettere allora che di questo Io sopravviverebbe una parte estremamente impersonale, ovvero un Intelletto Universale, comune a tutto gli uomini. Quindi nessun Io.
A questo punto sorge spontanea la domanda: e gli animali e le piante che fine fanno post mortem? Continueranno a esistere? Ma gli animali e le piante non hanno un Intelletto, quindi che cosa rimarrebbe? Quale Io?
Ma allora noi siamo creature speciali, superiori rispetto alle altre, perché a noi è stato fornito l'Intelletto, quindi noi saremo dopo la morte, il mio gatto invece no. Non partecipa del festino dell'immortalità, povero gatto.
Questo è uno dei miei crucci, che fine farà il mio gatto dopo la morte?
Infine, se l'Io non fosse non ci sarebbe nessuno per cui qualcosa dovrebbe esistere, e questo appare evidentissimo, ma ciò che esiste rimane!
Il giorno in cui Io morirò, il mondo andrà avanti. Infatti la vita continua anche quando i nostri cari se ne sono andati. L'universo esiste indipendentemente da me, da te, dall'umanità intera, extraterrestri e batteri alieni compresi, questo mi dice l'esperienza.
Perciò non ho capito bene il senso di questa constatazione..."L’Io è, per cui tutto l’universo esiste per Lui"...
Infine vorrei relativizzare un pochino, per la gioia di Ratzinger:

Citazione:
A questo punto per trovare una soluzione che accomuni tutti è da cercarla in una proposta superparte, al di fuori di ogni convincimento individuale. Quale fonte migliore per attingere il meglio, se non, l’esperienza formatasi da quando l’umano è arrivato su questo pianeta, a tutto oggi, e trasmessaci dagli esseri più intelligenti attraverso le leggi morali?. Questa è la pietra di paragone, comune a tutti gli esseri umani.(

Per darti pienamente ragione bisogna aggiungere che questa pietra di paragone dovrebbe essere comune a tutti gli esseri umani IN OGNI TEMPO, oltre che in ogni luogo, poiché anche le leggi morali sono soggette al cambiamento e variano con il mutare delle civilizzazioni.
Il progetto, perciò, mi pare ambizioso, anche se oggi, con la globalizzazione la Legge Morale ritenuta migliore, appare più facilmente esportabile, volendo anche a suon di bombe, missili terra-aria e tric-trac.
Però siccome la civilizzazione occidentale identifica la soddisfazione suprema e il benessere comune con il profitto (regolato da leggi super partes come quelle economiche) non è che per caso ha ragione il Miliardiario Ridens e noi stiamo dalla parte degli immorali?
E come imporresti una legge morale super partes che potrebbe anche andare contro a ogni convincimento individuale?
Mi vien da pensare ai totalitarismi e a certi modi di vivere la religione.
Non mi piace l'idea di una morale piovuta dall'alto.
Ma hai sviluppato poco questa parte, dunque potrei aver frainteso. Attendo lumi.
kore is offline  
Vecchio 07-12-2007, 11.33.16   #76
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Riferimento: Dimostrazione per tutti [non siamo solo un corpo?]

Rispondo al caro amico Kore,
Leggendo le Tue osservazioni alle mie riflessioni,mi accorgo che probabilmente non hai riflettuto abbastanza sulla prima parta della mia esposizione. Intendo dire che il breve passaggio di vita che l'umano intrapprende su questo pianeta, è paragonabile ad un viaggio,il cui punto di partenza è L'IO perchè tutto l'universo per lui esiste perchè lui E' se lui non fosse,per lui non esisterabbe nulla. e la meta è la soddisfazione,la felicità,(il paradiso o il Nirvana o ecc.ecc.) La via più consona per raggiungere questa meta è seguire le tradizioni,cioè le leggi nate quando è nato l'uomo e trasmesse dai migliori sino ad oggi. tutti gli eventi nefasti che Tu mi elenchi,con ragione,sono la conseguenza della non conoscenza di queste leggi.forse dovremmo unirci a quelle grandi e ben radicate istituzioni che sono le chiese universali che molto lodevolmente si sono assunte il compito di trasmettere queste leggi,ma lo hanno fatto e lo stanno facendo in un modo non troppo ortodosso,e dar loro un aiuto per una migliore interpretazione ed un miglior insegnamento.Circa la Tua osservazione sull' anima,e sui sentimenti,sappi che io vivo felice senza nessun timore della morte, essendo convintissimo di ciò che dico, penso che non sia un cattivo risultato.Cosa ne pensi? Io non so e nemmeno vado a ricercare se tutti gli eventi trasmessoci dalla bibbia siano veri od inventati, ma sono convinto che i fini di queste scritture (se interpretati nel modo giusto e non strumentalizzati per altri scopi,sono efficacissimi per farti conoscere la VERITA' e farti vivere felice. Carissimo Kore, vivi sempre con amore per il prossimo e ti sentirai in paradiso.
Spero di essere riuscito a spiegarmi,se non è così,ti prego di scusarmi perchè so' di non avere una buona dialettica, ma faccio tutto ciò che mi permettono le mie cinque classi elementari che ho frequentato tanti ma tanti anni fa'. Se in qualche cosa non mi capisci fammelo sapere,cercherò di spiegarmi meglio. Tanti saluti espert37
espert37 is offline  
Vecchio 07-12-2007, 14.37.48   #77
koan
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Riferimento: Dimostrazione per tutti [non siamo solo un corpo?]

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Il corpo, essendo struttura molecolare è destinato a scomporsi, trasformarsi, quale materia. L’amore, le passioni, tutti i sentimenti, non avendo struttura molecolare non sono scomponibili quindi hanno vita eterna
La materia segue un processo di evoluzione e di involuzione, evidenti.
Su questo concordo con te.
Però fai una cosa che personalmente non considero corretta, ovvero separi il corpo dai sentimenti, meglio ancora se parlando di emozioni/passioni. Queste non dipendono dal corpo, dalla fisicità degli stessi ?
I valori fanno parte dell'intelletto ( dall'etimomologia del termine: "leggere dentro" ), se ti riferisci a questi allora sono d'accordo con te ..
Trovo sia evidente il fatto che le espereinze che facciamo attraverso il nostro corpo fisico permettano all'Io di prendere coscienza di sé e di comprendere proprio il valore di quanto E', rispetto a sé.
Sono personalmente interessato a "comprendere" piuttosto quanto E' rispetto a Tutto ..
La "vita eterna" di cui parli, è un'azione decodificata dalla Mente umana, rispetto al suo sentire, o è Reale ? ovvero, fino a che punto possiamo dire che non dipende dal nostro modo di essere o dal nostro Io ?
Seguo a questo punto la tua riflessione sull'Io, di seguito...
Citazione:
Originalmente inviato da espert37
e l’Io è presente in misura preponderante in questa struttura spirituale, quindi, in dimensione ignota l’Io sarà sempre.
L’Io è, per cui tutto l’universo esiste per Lui, perché è. Se l’Io non fosse, per Lui esisterebbe nulla.
quindi, l’universo per l’uomo esiste perché l’Io è.
Tale dimensione Ignota è comprensibile o la si raggiunge unicamente per mezzo della Logica di un discorso ?
Voglio dire... se si comprende la realtà di una "dimensione ignota" in rapporto all'Io della Persona umana, come può l'Io che vi appartiene interagire con essa: in maniera Inconscia ?

Nella frase in cui spieghi che l'Io è, noto che hai specificato "per Lui", come se ciò che è, lo è in rapporto al Sé o Io .. Questo mi fa molto rifletttere...
Credo che l'Io sia la realtà che vediamo, la quale - tra virgolette - è come se "prendesse coscienza" di sé, ma non è affatto detto che la Realtà di tutto dipenda dal proprio Io, né che possiamo accedervi oltre il nostro Io ( la Realtà potrebbe essere molto più vasta di quanto non appaia o non dipenda dal nostro Io ).
E' bene relegare, dunque, tutto nella dimensione dell'Ignoto ..
Se "tutto" è in realtà rispetto all'Io, allora NON può che esistere l'Ignoto, oltre il proprio Io.
Chi/che cosa è l'Io ? gli stessi animali non hanno anch'essi una forma di coscienza e dunque di Io ? a me sembra evidente che lo abbiano eccome...
Da dove proviene, da che cosa dipende il soggettivo Io, chi/che cosa è e perché .. ? Siamo solo il frutto di una allucinazione continua operata dalla nostra funzione cerebrale della Mente ?
Che cos'è lo Spirito ?
Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Allora si deduce che l’Io vive ed agisce alla ricerca della soddisfazione, del piacere.
Ascolta, non credo personalmente e per esperienza personale che sia completamente "corretto" ..
Credo che l'Io prenda coscienza di sé, attraverso le esperienze del proprio corpo. Conosce la vita e si sente vivo, per questo teme la morte, soprattutto quella fisica, proprio perché attraverso il proprio corpo la persona umana sente/percepisce/comprende di Essere.
La soddisfazione che si prova nel fare e realizzare le cose, credo gli serva per sentirsi vivo attraverso quello che scopre e che fa... Quindi, se quello che fa non riesce o fallisce entra in crisi perché proietta se stesso nelle cose, qualunque cosa sia, in cui scoprirsi/comprendersi/riconoscersi .. il suo Io vive in quello che fa, divenendo esso: quando esso fallisce ( l'oggetto ), fallisce anche la persona ( il soggetto ); quando esso finisce/"muore", finisce/"muore" anche il proprio Io; non potendoci ritrovare più.
Il piacere e la soddisfazione o il dispiacere e l'insoddisfazione, non sono niente, senza il senso reale ed autentico che la persona cerca attraverso quello che fa; cercando/essendo continuamente mosso a prenderne coscienza rispetto a ciò che realmente è, a prescindere/non dipendendo dal sé...

Probabilemente l'Io vive ed agisce nella ricerca di chi e di che cosa realmente è ..
Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Questo stato è comune a tutto l’umano, perché ogni azione ed ogni problema risolto da chiunque procura soddisfazione.
Dipende se è effimera o se resta sempre .. Alla fine cmq sia incorreremo tutti nella morte fisica; chi avrà compreso realmente la vita, se è immerso/contenuto realmente in essa un Senso ?
A che servirebbe dimostrare/realizzare qualcosa se poi si perdesse il Senso racchiuso nel tutto .. ?
Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Se l’Io vive ed agisce per la soddisfazione, quale è il grado di soddisfazione più grande?
Per me sarebbe poter trovare ciò che realmente E' .. trovando ivi anche la realtà e se stesso, con ed oltre il proprio corpo stesso ( il quale, come tutte le cose, si disfarrà seguendo il corso naturale dell'esistenza materiale e fisica ).
Cosa che forse non vale anche per l'Io/l'Essere ..

Chi sei, chi siamo realmente ?
Citazione:
Originalmente inviato da espert37
A questo punto per trovare una soluzione che accomuni tutti è da cercarla in una proposta superparte, al di fuori di ogni convincimento individuale.
Quale fonte migliore per attingere il meglio, se non, l’esperienza formatasi da quando l’umano è arrivato su questo pianeta, a tutto oggi, e trasmessaci dagli esseri più intelligenti attraverso le leggi morali?.
Trovare qualcosa che "accomuni" tutto/tutti ?
Non credo dipenda da noi l'atto di "accomunare" il tutto, assolutizzando ciò che è e non può che essere Relativo ..
Esempio:
la Legge di gravità è una Legge relativamente assoluta rispetto ad una data cosa ( il peso fisico delle persone ) e ad un determinato contesto ( la Terra ).
Non sarà la stessa cosa il trasportare un peso sulla Luna rispetto al trasportarlo sulla Terra.
Non sarà la stessa cosa trasportare un peso da parte di una persona obesa o ancora infante e trasportarla da parte di una persona che non ha problemi di linea o matura nella pienezza del proprio corpo fisico.
Si tratterà sempre di Legge gravitazionale, ma ogni realtà esterna a noi va soppesata relativamente ad essa .. Chi può decretare che cosa è universalmente bene/migliore per ognuno ?

Se l'arrivo è comune, il percorso non può che essere invece soggettivo e relativo ..
Citazione:
Originalmente inviato da espert37
la pietra di paragone, comune a tutti gli esseri umani.
Ciò che realmente è .. ovvero la necessità di comprensione dell'altro e delle cose per comprendere se stessi rispetto a ciò che realmente 'è' ..

P.S.: ops dimenticavo... Ben arrivato Espert e grazie per la riflessione !
koan is offline  
Vecchio 07-12-2007, 15.40.20   #78
dany83
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Riferimento: Dimostrazione per tutti [non siamo solo un corpo?]

Citazione:
Originalmente inviato da griago
Qualcuno sa dimostrare che non siamo solo un corpo?



te sai dimostrare il contrario?
dany83 is offline  
Vecchio 07-12-2007, 16.07.40   #79
griago
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Riferimento: Dimostrazione per tutti [non siamo solo un corpo?]

Citazione:
Originalmente inviato da dany83
te sai dimostrare il contrario?

No.

Altrimenti avrei già la risposta che cerco e non avrei iniziato questa discussione.
griago is offline  
Vecchio 07-12-2007, 17.02.37   #80
Celavano Ganneviz
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Citazione:
Originalmente inviato da koan
Correggo il pensiero di cui sopra:

"In altri termini, rispetto alla questione che avanzavo per ipotesi, non è possibile vedere come soggetto il senso di "relazione", e solo secondariamente la sua "corporeità" ? ovvero non è possibile vedere il secondo elemento in funzione del primo ?"

Perdono la risposta ritardata.

Vero, il secondo si può vedere in funzione del primo, ma è una "opinione" e non una verità inconfutabile.
Celavano Ganneviz is offline  

 



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