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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 29-09-2008, 19.45.29   #21
Il_Dubbio
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Messaggi: 1,706
Riferimento: Perché tanto accanimento verso il relativismo?

Citazione:
Originalmente inviato da albert
Beh, secondo me si può cercare una "teoria del tutto" anche senza pensare che si debba trovare una verità assoluta. Sarebbe comunque una teoria molto interessante.

Vedi Albert, questo è un discorso lungo millenni. Sai perchè è irrisolvibile? Perchè quando è nata la scienza abbiamo scisso inesorabilmente la realtà fenomenica dall'essere. La pretesa illuminista (o positivista) di comprendere l'essere come una realtà fenomenica, giunge fino ad oggi con un fiasco di oltre 3 sec.

L'autoevidenza che la ragione non può esistere senza la coscienza che esista la ragione, non muta solo perchè tentiamo di fabbricarne una artificiale che le assomigli.

Questa è una verità assoluta... scinderla in due è stato solo un metodo; il metodo poi è divento una prassi, ed oggi ci siamo dimenticati che esistiamo perchè siamo coscienti, e non perchè esiste la ragione.

I relativisti pare che vogliano mangiarsi la coda come la volpe. Hanno tentato di dare ragione all'essere in quanto tale attraverso la ragione, dopo aver constatato che ciò non è possibile perchè la ragione non spiega l'essere, allora l'unico modo per non dire che si è persi una battaglia era quello di arroccarsi in una filosofia senza meta, attribuendo la colpa alla impossibilità di usare la ragione per comprendere l'essere.

Se qualcuno invece sostiene che la verità è l'essere, e questo non è possibile spiegarlo con la ragione, dice qualcosa di autoevidente... che dipende infatti dalla nostra coscienza e non dalla ragione.

ciao
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 29-09-2008, 20.02.57   #22
epicurus
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Riferimento: Perché tanto accanimento verso il relativismo?

Provo a riportare la discussione OT. La questione, qui, non è se il relativismo sia giusto o sbagliato, o almeno razionale o no. La questione è di sondare i risvolti pratici del relativismo, cioè dal punto di vista etico e soprattutto dal punto di vista democratico. Inoltre: Perché tanto accanimento verso il relativismo?

epicurus is offline  
Vecchio 29-09-2008, 20.32.11   #23
Il_Dubbio
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Messaggi: 1,706
Riferimento: Perché tanto accanimento verso il relativismo?

Citazione:
Originalmente inviato da epicurus
Provo a riportare la discussione OT. La questione, qui, non è se il relativismo sia giusto o sbagliato, o almeno razionale o no. La questione è di sondare i risvolti pratici del relativismo, cioè dal punto di vista etico e soprattutto dal punto di vista democratico. Inoltre: Perché tanto accanimento verso il relativismo?


Non so, non credo essere andato fuori tema. Eticamente aver perso la bussola, e aver dato troppa importanza alla ragionevolezza delle opinioni positiviste, ci riporta a negare la verità dell'essere. Quindi se è l'essere ad essere importante e non la sua ragionevolezza, l'etica dovrà seguire la prima e non la seconda.

Questo nel corso della storia ha prodotto il diritto, il concetto di uguaglianza, di libertà, di amore e fratellanza ecc. ecc. ecc.. Sono tutti concetti usciti da questa autoevidenza fornitaci dalla coscienza. Forse qualcuno è rivelato da qualche religione... se però noi li sentiamo veri anche se non c'è alcuna ragione per esserne certi, perché negare questa autoevidenza?

L'accanimento non credo sia la parola giusta, forse c'è la paura che questa morte, apparente, della ragione, porti anche al disfacimento sociale e umano, fino ad ora costruito con tanti sforzi dall'umanità.
Siccome la società è formata dai suoi uomini, e se questi non credono piu a nulla, non vedo in cosa possa consistere il futuro. Se poi lo scrollarsi di dosso le responsabilità, attribuendole alle nostra incapacità umane, derivano da una errata lettura dell'essere umano (come spiegavo nell'altro post), è logico ricordare a questi i loro errori.
ciao
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 30-09-2008, 13.55.10   #24
albert
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Data registrazione: 30-08-2007
Messaggi: 689
Riferimento: Perché tanto accanimento verso il relativismo?

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Non so, non credo essere andato fuori tema.

Anch'io penso che tu non sia andato fuori tema ... semplicemente alla domanda "Perché tanto accanimento verso il relativismo?" hai risposto: "Perché se lo merita. E' una teoria sbagliata e che può avere conseguenze disastrose" ... un po' come tutti quelli che sono intervenuti dopo la riapertura del forum (prima mi sembrava che le opinioni fossero molto diverse)

Ovviamente ogni opinione ha pari dignità, ed il mondo è bello perché e vario Mi pare però che a questo punto la discussione così come era stata impostata sia esaurita
albert is offline  
Vecchio 30-09-2008, 14.29.21   #25
Il_Dubbio
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Riferimento: Perché tanto accanimento verso il relativismo?

Citazione:
Originalmente inviato da albert
Ovviamente ogni opinione ha pari dignità,

Questa è una verità autoevidente. Ecco perchè non credo si possa parlare di accanimento... ma di una constatazione "preoccupante".


Citazione:
Originalmente inviato da albert
ed il mondo è bello perché e vario

a proposito di concetti ogni volta differenti, ad una amica che mi ha mandato una frase di epicuro (che non è epicurus :P) che diceva piu o meno che non bisogna mai preoccuparsi della morte perchè quando ella c'è non ci siamo noi e viceversa, gli ho risposto così:

il massimo concetto di sfiga è pensare che quando io non ci sarò piu, gli uomini avranno trovato il modo di vivere eternamente bene.

ciao
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 01-10-2008, 10.45.24   #26
emmeci
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Riferimento: Perché tanto accanimento verso il relativismo?

Preferirei rispondere: “Anche le chiese sono relativiste”. Non per il piacere di torcere l’accusa su chi la usa nei nostri riguardi, incolpandoci di voler inseguire una verità che può ad ogni momento cambiare e che comunque non è la stessa per tutti – ma perché vorrei domandare a chi ha fede, cioè a chi la verità l’ha raggiunta una volta per tutte, anzi a chi la rappresenta al più alto livello: sei sicuro di avere in pugno l’assoluta verità? O – al di là del fatto che ci sono altre religioni e altre chiese (e il credere che la propria sia la chiesa più chiesa di tutte potrebbe sfiorare un peccato d’orgoglio) non sei, in quanto religioso, un relativista?
Forse la dimostrazione sembrerà un po’ azzardata se non libertina, ma credo che, se guardiamo dentro di noi, cioè se cerchiamo di afferrare ciò che evoca in noi il nome di Dio….ebbene, potrei invitarvi a cercare di capire, magari con un po’ di immaginazione, che cosa ha potuto spingere i nostri antichi progenitori – potrei perfino dire il primo homo sapiens - a inventare un concetto che avrebbe condizionato per migliaia o milioni di anni l’esistenza della nostra specie. Io la vedo così: ci fu un momento in cui l’homo sapiens – forse davanti a una folgore o quando uscendo dalla foresta si sentì abbagliato dallo splendore del sole – ebbe l’intuizione dell’assoluto, cioè di un potere al di sopra di tutti, una realtà che sormontava e dominava ogni altra cioè tutte le vicende della tribù, tutte le pretese dei capi del branco… Ecco là l’assoluto: che l’uomo ha concepito e di cui si è impossessato d’un colpo trasformandolo in Dio, cioè un capo dei capi, un essere superiore a tutto eppure, in certo modo, fatto a sua immagine e somiglianza, una sorta di super-io in cui egli poteva versare i suoi desideri di potenza e di perfezione, di una perfezione che non escludeva una forza dura e senza tentennamenti….Da allora Dio è sì l’assoluto ma ha una maschera umana, e a mano a mano che il lessico dell’homo sapiens si perfezionava, quella maschera si arricchiva di uno sfarfallio di attributi che stimolavano i desideri e riempivano la tribù di impulsi di adorazione anche se forse con qualche larvata protesta. E da allora riti danze e preghiere cominciarono ad animare i villaggi…..ma siccome tanti sono i villaggi e tante le tribù, e il genere umano si stava spargendo nel mondo, fu quasi fatale che da quella prima intuizione proliferassero altri volti e nomi di Dio, suscitando chiese, decaloghi e altari, e oggi ci sono almeno altrettanti modi di concepire Dio quanti sono i villaggi se non gli abitanti di questo pianeta. E allora che vogliamo farci? Scatenare una serie disastrosa di guerre di religione? o credere, come Albert, che il mondo è bello perché vario e lasciare che cento fiori fioriscano? Forse è davvero così, ed è meglio fare di necessità virtù, l’errore è nato col primo homo sapiens che ha visto l’assoluto e l’ha chiamato Dio dando il via a una straordinaria proliferazione e togliendo perfino ai più ardenti mistici e asceti la possibilità di concepire un Dio scevro di tutto ciò che ne ha fatto una caricatura dell’uomo, cioè un Dio schiavo dei nostri desideri e delle nostre follie, coronato di quegli immaginari attributi che santi e profeti non hanno cessato di propagandare e che, dopo tutto, sono anche la causa delle accuse che si rivolgono a Dio, perché non ci rendiamo conto che siamo noi che l’abbiamo fatto così, noi o piuttosto quelle potenti organizzazioni che si chiamano chiese, perché noi dopo tutto – noi poveri nello spirito, noi che cerchiamo Dio nel momento della speranza o della disperazione - vediamo che non ha quella maschera e quelle qualifiche, ma è una realtà così pura da essere simile al nulla.
emmeci is offline  
Vecchio 01-10-2008, 17.02.09   #27
Giorgiosan
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Riferimento: Perché tanto accanimento verso il relativismo?

Citazione:
Originalmente inviato da albert
Perché tanto accanimento verso il relativismo?

Il relativismo implica la legittimizzazione di qualsiasi azione.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 01-10-2008, 17.06.46   #28
albert
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Riferimento: Perché tanto accanimento verso il relativismo?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Preferirei rispondere: “Anche le chiese sono relativiste”. Non per il piacere di torcere l’accusa su chi la usa nei nostri riguardi, incolpandoci di voler inseguire una verità che può ad ogni momento cambiare e che comunque non è la stessa per tutti – ma perché vorrei domandare a chi ha fede, cioè a chi la verità l’ha raggiunta una volta per tutte, anzi a chi la rappresenta al più alto livello: sei sicuro di avere in pugno l’assoluta verità?

Questo secondo me è un punto molto importante, che mi hai fatto considerare e che avevi già sottolineato altre volte. Spesso chi parla male del relativismo è in fondo incoerente

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
E allora che vogliamo farci? Scatenare una serie disastrosa di guerre di religione? o credere, come Albert, che il mondo è bello perché vario e lasciare che cento fiori fioriscano? Forse è davvero così, ed è meglio fare di necessità virtù

Sì, secondo me è così, e ne sono profondamente convinto

albert is offline  
Vecchio 01-10-2008, 17.16.52   #29
albert
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Riferimento: Perché tanto accanimento verso il relativismo?

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Il relativismo implica la legittimizzazione di qualsiasi azione.

Dipende da che cosa intendi per "legittimizzazione". Un relativista sincero, normalmente, ha criteri etici più elevati degli altri. Il fatto che non si possano giudicare azioni "non legittimate" a priori non vuol dire dire fare i proprio porci comodi, anzi ...
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Vecchio 01-10-2008, 17.48.03   #30
emmeci
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Riferimento: Perché tanto accanimento verso il relativismo?

Ma siccome, caro Albert, invece di alzare il dito accusatore, io preferirei trovare un modo di intesa, vorrei invitare la parte avversa, cioè i religiosi, a sostituire nella loro mente il termine “relativo” col termine “simbolo”: forse questo dissolverà i malintesi e stabilirà pace in coelis et in terris – perché la parola simbolo richiama qualcosa di meno umiliante del relativo, perfino qualcosa di sublime, qualcosa che può apparire chiuso ma che potrà aprirsi, ossia, fuori di metafora, condurre al vostro stesso obiettivo, cioè alla verità. Non è stato applicato – il termine simbolo - a tutto il campo della mitologia, cioè della prima cultura dei popoli, in modo da non escluderla dalla sfera della scienza, della filosofia e naturalmente della religione, ossia da intenderla come un avvicinamento alla verità? Tanto da lasciare gli etnologi in dubbio se imitare i missionari o se lasciare le ultime tribù attaccate ai loro miti (e i laici al loro relativismo) cioè a una ricerca di verità che deve impiegare tanto più tempo di quello che impiegano le anime pie ad accogliere la rivelazione?….
Ma ho il timore che per i veri credenti la parola simbolo non sia sufficiente: anche se, quando si piegano nel chiuso della loro anima a cercare un raggio di conforto alla disperazione il loro gemito sembra divenire il simbolo del nome vero di Dio.
emmeci is offline  

 



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