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Vecchio 23-04-2012, 16.03.32   #121
mariodic
prof
 
L'avatar di mariodic
 
Data registrazione: 28-05-2011
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Riferimento: spazio e vita

Citazione:
Originalmente inviato da L'Unità
Salve mariodic. Sono rimasto incuriosito dalle tue idee filosofiche, tuttavia le mie conoscenze sono poco approfondite e faccio fatica a comprendere appieno il tuo pensiero.
Mi farebbe piacere (non vorrei però abusare del tuo tempo) se mi potessi introdurre al tuo ragionamento.
In particolare la tua visione complessiva dell'esistenza, se hai una particolare fede. Il raggiungimento di cosa prospetti?
grazie
[i] Caro l'Unità,
Innanzitutto dico di essere di fede cattolica ed anche in qualche modo praticante, lo fui da bambino per normale educazione familiare. Ho però cominciato a considerare più attentamente anche la questione religiosa a partire dalle mie vacanze estive del giugno 1972, in Calabria, allorché mi capitò tra le mani un opuscolo introduttivo alla lettura del lavoro di Werner Heisenberg: "Mutamenti nelle basi della scienza" edito da Bollati Boringhieri (poi ho letto altro di questo importantissimo autore); al rientro dalle vacanze mi affrettai a comprarlo e a leggerlo, La lettura cominciò ad aprirmi le idee sul nuovo modo di approcciarsi alla fisica del "piccolo" dopo la scoperta del “quanto”, sicchè cominciai a documentarmi sugli aspetti filosofici aperti da Heisenberg perché, come tantissimi, ero completamente pervaso dalla visione classica, cioè completamente realistica (=oggettivistica) riguardo alla conoscenza del mondo in cui credevo di crogiolarmi benissimo. Oggi, grazie alla trentennale lettura di vari autori di grido e no, mi sono costruita una visione filosofica di tipo soggettivistico, cioè, idealista del mondo che, fra l'altro, mi ha fatto riconsiderare anche il mio approccio religioso rendendolo molto più interessante rispetto a prima, ma soprattutto molto più congruo e, direi, prossimo al pensiero scientifico anche se mi ha, lo dico per inciso, scombussolato il modo di pregare tradizionale!
Questo per quanto riguarda il panorama della mia vita, diciamo così, culturale.

Le basi della mia visione dell'esistenza sono pressappoco stilizzabili nelle le seguenti:

* Dal pensiero di Cartesio, ho fatto mio il postulato che l'"IO" è il riferimento assoluto dell'esistenza (l'IO -da non confondere con l'io- è assolutamente Unico ed è, perciò, portatore -se così posso dire- dell'intero Universo, il quale ultimo, di conseguenza è altrettanto Unico.

**La distinzione cartesiana fra rex cogitans e res extensa (che io traduco, per farmi capire, con oggetti logici o "del pensiero", la prima, e oggetti fisici, la seconda), non è una separazione netta ma una fascia di indeterminazione entro la quale trovano posto sia oggetti "del pensiero" (come concetti relazionali e consimili) sia oggetti che con qualche tipo di discorso, in qualche modo adattato, si fanno rientrare tra gli oggetti "fisici"). Orbene io dico che le due categorie di oggetti costruiscono e costituiscono l'Universo ed è, pertanto, indifferente chiamarli tutti "logici" o tutti "fisici", -io, però, preferisco "logici"-.

***L'"IO" è la singolarità origine di uno "spazio" della Conoscenza la cui metrica, però, non siamo ancora in grado di definire perché ci manca l'unità assoluta di misura e/o un criterio per stabilire e definire, appunto la Conoscenza stessa (anche se di codesta grandezza ne percepiamo con l pelle la possibile quantificazione).

****L'Universo è un'autocostruzione logica nell'ambito dello "spazio della Conoscenza" basata sull'assemblaggio degli "oggetti logici" di cui al punto precedente (a loro volta costruiti pur essi di oggetti logici e così via), sicché la struttura costruttiva, partendo dalla Singolarità origine, procede saldando gli "oggetti" da quelli con maggior densità di Conoscenza a quelli via via di minor Conoscenza. Da qui si comprende che la "distanza" dalla Singolarità IO è anche misura della densità conoscitiva.

Saluti cordiali.
mariodic is offline  
Vecchio 25-04-2012, 15.55.54   #122
Eretiko
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Originalmente inviato da and1972rea
...perche' io davvero non riesco nemmeno ad intuire come la luce possa comportarsi su quell'astronave in modo del tutto analogo al suono sopra un aereo...e' davvero incomprensibile...vista la natura in apparenza del tutto differente del loro propagarsi nello spazio...

Infatti non si comporta allo stesso modo, e la natura della propagazione non è solo apparentemente diversa, ma lo è sostanzialmente.
Un aereo "trascina", nel suo moto, l'aria che esso contiene, quindi la propagazione del suono viene influenzata da tale moto; non è un mistero che i rumori provenienti dal retro di un aereo giungono attutiti. Se l'aereo supera la velocità del suono, le onde sonore provenienti dal retro non raggiungono mai un passegero posto in testa.
La luce di 2 lampade identiche, una in testa ed una in cosa all'aereo, verranno viste identiche da qualsiasi osservatore a bordo, qualunque sia la velocità dell'aereo (e questo lo dicono le equazioni di Maxwell, senza scomodare la relatività), oltre a tutti i famosi esperimenti (falliti) eseguiti per rilevare il famoso "trascinamento" dell'etere.
Se tu potessi cavalcare un'onda luminosa, vedresti o no la tua immagine riflessa su uno specchio che tieni davanti al tuo volto ? Pensa ai paradossi (quetsa volta veri) che sorgono se la tua risposta fosse "no".
Eretiko is offline  
Vecchio 28-04-2012, 18.52.45   #123
and1972rea
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Messaggi: 781
Riferimento: spazio e vita

Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko
Infatti non si comporta allo stesso modo, e la natura della propagazione non è solo apparentemente diversa, ma lo è sostanzialmente.
Un aereo "trascina", nel suo moto, l'aria che esso contiene, quindi la propagazione del suono viene influenzata da tale moto; non è un mistero che i rumori provenienti dal retro di un aereo giungono attutiti. Se l'aereo supera la velocità del suono, le onde sonore provenienti dal retro non raggiungono mai un passegero posto in testa.
La luce di 2 lampade identiche, una in testa ed una in cosa all'aereo, verranno viste identiche da qualsiasi osservatore a bordo, qualunque sia la velocità dell'aereo (e questo lo dicono le equazioni di Maxwell, senza scomodare la relatività), oltre a tutti i famosi esperimenti (falliti) eseguiti per rilevare il famoso "trascinamento" dell'etere.
Se tu potessi cavalcare un'onda luminosa, vedresti o no la tua immagine riflessa su uno specchio che tieni davanti al tuo volto ? Pensa ai paradossi (quetsa volta veri) che sorgono se la tua risposta fosse "no".

...non ti seguo Eretiko...io sono a casa mia e sento la voce di mia moglie chiara , troppo chiara... e tutt'altro che "attutita"...eppure, insieme alla mia casa, so di muovermi a velocita' molto elevate ( quasi aereomobilistiche) rispetto ad un igloo di un mio omologo inuit... ...perche' in un aereo dovrebbe essere diverso??; riguardo a Maxwell...mah...da quel poco che so, davvero poco, ...non chiederei il suo aiuto per spiegare l'effetto doppler luminoso, ...Einstein puo' aiutarci, forse, un poco piu' di lui......ma solo poco...credo...a risolvere i miei dubbi; per rilevare,poi, il trascinamento del mitico etere ...credi davvero che gli scrupolosi scienziati di fine secolo xix abbiano misurato precisamente frequenze sopra sistemi di riferimento con velocita' relative quasi luminali......? loro cercavano di capire perche' la luce avesse sempre la stessa velocita' rispetto a tutto...le frequenze luminose cominciavano solo allora a dare i loro primi grattacapi...ed Edison aveva appena inventato le lampadine del nostro fantascientifico esperimento...; a cavallo di un'onda luminosa , invece, nessuno ancora sa cosa si possa vedere...ma non mi stupirei di assistere ad un completo stravolgimento dimensionale dell'universo che conosco; perche' se davvero dovesse esistere "un qualche riferimento" ( non per forza tridimensionale o 4dimensionale..etc..) univoco (newtoniano) dello spazio in cui ci muoviamo...e riuscissimo a stabilizzare un moto siffatto assoluto in un unica siffatta direzione...portando quella velocita' a valori elevatissimi ( rispetto alla Terra, probabilmente, vedremmo traslare e rutoare all'impazzata il corpo soggetto a quel moto assolutamente lineare, poiche' e' facile aspettarci che il nostro moto "assoluto" terrestre non sia affatto "lineare" rispetto a quel tipo di spazio assoluto...)..allora potremmo verificare se la frequenza luminosa nell'effetto doppler relativo alla luce sia legata al moto relativo della sorgente che emette quella luce rispetto a chi la osserva, oppure, come credo, sia totalmente slegata dal moto della sorgente cosi' come lo e' la velocita' della luce, e legata solamente al moto relativo fra fronte luminoso e osservatore che relativamente o meno investe o rifugge quel fronte luminoso; se questo fosse vero...nel guardare il darby milan inter su di un riferimento "assolutamente" quasi luminale ...ci sarebbe il rischio di invertire le squadre a seconda della direzine in cui guardiamo la paritia...

and1972rea is offline  
Vecchio 26-07-2012, 23.24.43   #124
and1972rea
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un' altra singolare riflessione sullo spazio in relazione alla nostra vita di tutti i giorni e' la semplice constatazione che ogni nostro modo di pensarlo e' connotato , diciamo cosi', orizzontalmente, anziche', come sarebbe piu' logico, verticalemente in profondita'; abbiamo una idea di spazio leopardiana e un po' romantica che ci ha portato ad immaginare dapprima infiniti spazi al di la' di ogni limite, e poi, per le stesse ragioni, ma, rimanendo a guardare orizzontalmente solo nella direzione della solita siepe, abbiamo tolto ogni limite ad uno spazio che i nostri occhi esigono finito; ora ,la scienza ci dice che il volume del nostro universo e' finito,e che se guardassimo oltre alla famosa siepe finiremmo sempre e solo per vedere noi stessi, o meglio, noi stessi che osserviamo noi stessi... , e in tutto questo, il paradosso dell'inifinito spaziale verrebbe apparentemente meno e salverebbe la nostra logica intuitiva se non ci accorgessimo del nodo ostico dell'infinito dimensionale, e di un modo profondo e verticale di scrutare il mondo, distogliendo gli occhi dalla siepe e puntandolisul formicaio sotto i nostri piedi; ok...il volume dello spazio in cui viviamo sara' pur finito , avra' un valore, ma quanto sara' grande quel numero? ma soprattutto ...quanto puo' essere piccolo quel numero? ci possiamo davvero fermare ad una mitica particella ed esultare sopra di essa per la finitudine della nostra tranquillita' razionale? ...no di certo; continuiamo a sentirci persi fra l'infinito del tutto e quello del nulla, fra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo, fra questi due estremi il cerchio non e' chiuso da alcuna legge relativistica; la nostra logica intuitiva esige quindi di sapere come l'infinitamente piccolo possa relazionarsi all'infinitamente grande e dove queste due immensita' si incontrino per poter capire in quale luogo fra esse noi ci troviamo.
and1972rea is offline  
Vecchio 03-10-2012, 01.10.05   #125
mariodic
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Originalmente inviato da and1972rea
Molti sono convinti che la morte consista semplicemente nell'annullamento di ogni nostra funzione biologica, ovvero nel venir meno di quelle relazioni biofisiche/chimiche che sussistono fra i fondamentali costituenti del nostro corpo di molecole in/organiche; questo tipo di relazioni fra entita' fische ,che possono chiamarsi atomi , ioni ,elettroni o molecole, hanno .........
La così detta morte biologica, che coincide con il deperimento entropico delle relazioni chimiche (biochimiche) di qualchessia corpo organico fino al livello di massima entropia, ha qualcosa a che fare con la, diciamo così, distruzione dell'IO? Penso proprio di no dal momento che l'IO (che è cosa diversa dall'io comunemente inteso) è niente meno che la singolarità origine dello spazio della Conoscenza. Con questa specie di approssimativa definizione (approssimativa essenzialmente addebitabile alla difficoltà di definire esattamente, ed in termini scientifici, la grandezza "Conoscenza") posso solo sperare di aver dato un'idea di massima del mio punto di vista sulla questione di cui all'interessante post di Andrea1972.
mariodic is offline  

 



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