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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 13-02-2014, 10.42.38   #1
AnimaB.
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Se non esiste l'anima che senso ha vivere ?

Tutto quello che costruiamo comprese tutte le nostre esperienze un giorno finiranno con la nostra morte (nessuno è immortale) quindi io mi chiedo se non esiste un anima a cosa servono tutte queste esperienze ? Ricordiamoci che anche il pianeta terra ha una fine, quindi la risposta "perche viviamo nella mente dei nostri cari" non ha nessun senso dirla (visto che anche loro spariranno nel nulla).
E' come prendere mille lauree e poi dimenticare tutto un secondo dopo aver preso l'ultima laurea.
Spero di essere chiaro, che senso ha fare esperienze se poi non serviranno a nulla ?
Ricordiamoci che molti vivono l'unica esistenza che hanno in sofferenza e drammi, quindi anche dire "si vive giusto per godersi la vita" non ha senso...
Quindi o esiste un anima o se no è tutto inutile, un vero ateo dovrebbe essere nichilista o depresso, se non è cosi forse non è mai andato in fondo alla logica dell'esistenza o non si pone domande (e sotto sotto crede nell'anima).
P.S. Io parlo di spiritualità e non di religione (sono cose diverse).
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Vecchio 13-02-2014, 18.49.16   #2
Angelo Cannata
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Riferimento: Se non esiste l'anima che senso ha vivere ?

Condivido pienamente ciò che dici, ma a che serve inventarsi l'idea di un'anima, visto che non abbiamo nessuna possibilità di verificare poi se quest'anima esiste davvero? A questo punto, però, secondo me c'è subito da prendere atto che non abbiamo nessuna possibilità di verifica non solo su questa questione, ma anche su tutto. Non possiamo verificare neanche se corrisponde a verità l'idea che il mondo è fatto così e prima o poi finirà. In quest'incertezza totale, secondo me va bene inventarsi qualsiasi cosa, purché lo si faccia con l'umiltà di dire: "Mi sono inventato quest'idea, perché mi aiuta a vivere". Gli altri non ti potranno deridere, poiché le loro idee non sono affatto più sicure di quelle inventate: anche la scienza, alla fine non è dimostrabile, perché ogni dimostrazione ha bisogno di basarsi su concetti che a loro volta avrebbero bisogno di essere dimostrati, e così all'infinito. Dunque, secondo me è bene inventarsi qualsiasi cosa che ci aiuti a vivere (in realtà lo facciamo già tutti da sempre), purché lo facciamo con l'umiltà derivante dalla consapevolezza che è una nostra invenzione.
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Vecchio 14-02-2014, 01.32.47   #3
AnimaB.
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Inventando ? Non ho mica detto che un rettile si può trasformare in uccello. Ho detto quello che i filosofi e che dalla notte dei tempi si dice ; che esiste l'anima. Ci sono anche le prove scientifiche (guarda fisica quantistica) , ma non c'è peggiore cieco di chi non vuol vedere.

Nel senso: io non voglio credere a una cosa solo perchè mi fa stare bene e per paura delle maorte, anche perchè se so che è una bugia non ha nessun effetto. Io credo in un anima perchè è la logica che lo dice.
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Vecchio 14-02-2014, 13.12.00   #4
maral
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Riferimento: Se non esiste l'anima che senso ha vivere ?

Il problema vero non è tanto la necessità di un'anima immortale come da tradizione cristiano platonica (si può credere nell'anima intesa come essenza individuale senza considerarla immortale, o credere nell'immortalità senza credere nell'anima), ma quello dell'avvicinarsi della morte, ossia del momento in cui l'io (il fulcro della volontà soggettiva) si vede nel suo consegnarsi al totalmente altro, al totalmente sconosciuto, ossia alla volontà oggettiva e del tutto aliena che è in sua antitesi per cui può restare solo un paradossale e incomprensibile annientamento. Non basterà certo il ricordo degli altri o la mia discendenza o le mie opere a preservarmi, perché né il ricordo degli altri, né la mia discendenza, né le mie opere sono io, esse sono invece aspetto dell'altro, fantasmi per quell'altro che muore, nella loro oggettività temporanea destinata ai superstiti la mia intimità (che è solo mia) è già destinata a finire. Il pensiero di un'anima che sopravvive è dunque l'estremo appiglio della mia intima volontà soggettiva per continuare a essere, fermamente creduta, nonostante sia continuamente smentita dallo scomparire di chi mi è caro e vive come mio nella mia intimità.
Morire è diventare un altro ove io non ci sono più (mentre vorrei tanto in qualche forma continuare a esserci), ma proprio nel sentimento di questo inevitabile incontro, l'io avverte tutta la sua necessaria insufficienza e oltre la propria egoistica totalità può scorgere e sentire la gioia dell'infinito oltre se stesso, che è gioia infinita e partecipare ad essa morendo.
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Vecchio 14-02-2014, 14.26.28   #5
Angelo Cannata
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Riferimento: Se non esiste l'anima che senso ha vivere ?

Una cosa non diventa scientifica se è evidente per me o per qualcun altro, ma se viene riconosciuta come tale dagli scienziati; scienziati sono quelli che studiano e fanno ricerca in rapporti pubblici con le università, i centri di ricerca, le riviste scientifiche specializzate. La scienza e gli scienziati hanno tanti difetti, nella storia hanno commesso tanti errori, ma rimane il fatto che la scienza è quella riconosciuta da loro. Attenzione quindi che "scientifico" non coincide necessariamente con "vero": proprio perché in passato è già successo che gli scienziati hanno commesso degli errori, hanno fatto delle affermazioni sbagliate: quelle cose che dicevano non erano vere, ma erano la scienza di quel tempo, erano le affermazioni scientifiche di quel tempo. Così anche oggi può benissimo succedere che una cosa secondo me sia verissima ed evidente, ma non per questo diventi "scientifica"; può darsi che un giorno i fatti daranno torto agli scienziati e ragione a me, ma non per questo oggi le mie affermazioni possono dirsi "scientifiche".
Una volta chiarito questo, ne consegue che oggi non esistono prove scientifiche dell'esistenza dell'anima, perché non esistono scienziati accademici, riconosciuti dalla comunità scientifica che ho descritto qui sopra, che abbiano fornito queste prove. Può darsi che domani i fatti diano ragione a chi ritiene che l'esistenza dell'anima sia da considerare una verità scientifica, ma domani: oggi intanto non lo è; può darsi che sia una cosa vera, ma è certo che fino ad oggi non ha prove scientifiche, cioè prove riconosciute dalla comunità mondiale degli scienziati.
Lo stesso identico discorso vale riguardo al ritenerlo una verità logica: basta riprendere tutto ciò che ho scritto qui sopra e al posto dei termini che si riferiscono alla scienza sostituire termini che fanno riferimento ai filosofi, alle riviste filosofiche specializzate, ecc.
Quindi, se ci si vuole intendere, bisogna prima stabilire se vogliamo parlare di ciò che sembra vero a me, o a lei, o a qualcun altro, oppure vogliamo parlare di ciò che è riconosciuto come scientifico dalla comunità scientifica o logico dalla comunità dei filosofi.
Angelo Cannata is offline  
Vecchio 14-02-2014, 20.45.30   #6
sgiombo
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Riferimento: Se non esiste l'anima che senso ha vivere ?

Citazione:
Originalmente inviato da Angelo Cannata
Condivido pienamente ciò che dici, ma a che serve inventarsi l'idea di un'anima, visto che non abbiamo nessuna possibilità di verificare poi se quest'anima esiste davvero? A questo punto, però, secondo me c'è subito da prendere atto che non abbiamo nessuna possibilità di verifica non solo su questa questione, ma anche su tutto. Non possiamo verificare neanche se corrisponde a verità l'idea che il mondo è fatto così e prima o poi finirà. In quest'incertezza totale, secondo me va bene inventarsi qualsiasi cosa, purché lo si faccia con l'umiltà di dire: "Mi sono inventato quest'idea, perché mi aiuta a vivere". Gli altri non ti potranno deridere, poiché le loro idee non sono affatto più sicure di quelle inventate: anche la scienza, alla fine non è dimostrabile, perché ogni dimostrazione ha bisogno di basarsi su concetti che a loro volta avrebbero bisogno di essere dimostrati, e così all'infinito. Dunque, secondo me è bene inventarsi qualsiasi cosa che ci aiuti a vivere (in realtà lo facciamo già tutti da sempre), purché lo facciamo con l'umiltà derivante dalla consapevolezza che è una nostra invenzione.

Condivido interamente.
E aggiungo che se si é fortunati di avere un animo (un carattere) tendenzialmente ottimista si può ben essere paghi di ciò che la vita ci da, malgrado la sua durata quasi sicuramente finita e il fatto che dopo la sua conclusione (la morte) quasi sicuramente tutto per ciascuno di noi avrà fine.
In fondo a caval donato non si guarda in bocca e la vita, lunga o breve che sia, non ce la siamo data da noi.
"E' gratis".
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Vecchio 14-02-2014, 20.49.10   #7
sgiombo
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Riferimento: Se non esiste l'anima che senso ha vivere ?

Citazione:
Originalmente inviato da AnimaB.
Inventando ? Non ho mica detto che un rettile si può trasformare in uccello. Ho detto quello che i filosofi e che dalla notte dei tempi si dice ; che esiste l'anima. Ci sono anche le prove scientifiche (guarda fisica quantistica) , ma non c'è peggiore cieco di chi non vuol vedere.

Nel senso: io non voglio credere a una cosa solo perchè mi fa stare bene e per paura delle maorte, anche perchè se so che è una bugia non ha nessun effetto. Io credo in un anima perchè è la logica che lo dice.

Vorrei vedere, eccome!
Ma per quanti sforzi faccia non riesco proprio a vedere come la meccanica quantistica possa dimostrare l' esistenza dell' anima immortale, né tanto meno come lo possa dire "la logica".
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Vecchio 15-02-2014, 03.24.28   #8
leibnicht
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Riferimento: Se non esiste l'anima che senso ha vivere ?

La filosofia di Angelo la comprendo, ma in fondo si riconduce allo spirito delle "Feste Galanti" di Verlaine.
Io credo che l'anima sia un ente col quale dobbiamo in ogni caso confrontarci.
Dovremmo, prima di tutto, farcene un'idea. In qualche modo: una "immagine" potenziale. Questo allo scopo di evitare che diventi una specie di "definizione", ossia un delimitare per esclusioni successive.
Quindi, se io ricerco in me stesso qualcosa come una "anima", io prima di tutto immagino di ricercare in tutti i miei vissuti, dalla prima infanzia ad adesso, un qualcosa che mi appaia sempre il più possibile simile. Cioè un quid che tenda ad essere identico a se stesso negli indefiniti e diversi "momenti" in cui mi si rappresenta la mia vita.
Questo qualcosa io, onestamente lo trovo, e pare simile davvero ad un vissuto.
"La consapevolezza di star per comprendere qualcosa", questo è sempre stato identico a se stesso, fino dalla più remota infanzia che io posso ricordare.
E questa forma particolare di "stato di coscienza" prescinde del tutto dall'aver poi compreso oppure no, da ciò che poi ho in particolare compreso, da come e da quali conseguenze esso ha avuto nel mio futuro di quella possibilità concretamente intensa.
Fosse l'intuizione di un senso poetico, l'intuizione di come un teorema od un paradosso si dimostravano, dell'essere cosciente di me stesso, della possibile grandezza di un dipinto o dell'estrema beceraggine dei marchingegni di un politico... tutto mi si è presentato nel mio agire senz'atto e nel puro pensiero, sempre uguale, perfettamente uguale.
E non posso definire essa un'esperienza, perché è potenzialità; e non appartiene all'intelletto, perché, casomai, lo mette in moto e non sempre con successo.
Non so se l'anima coincide con questo, anzi, mi pare che da questa quel quid possa semmai scaturire: come "conseguenza" e non "espressione" dell'anima.
Ho la sensazione, intensa e talora quasi tangibile, che essa abbia le stesse tinte incolori, lo stesso sapore insapore in tutti gli esseri dotati di intelligenza.
In tutti gli "enti razionali finiti", come avrebbe detto Kant.
Dunque perché immaginare un'esistenza mancante di essa? Non la possiamo realizzare dentro nessuna rappresentazione, esattamente come impossibile è per un vedente ricostruirsi l'esperienza vissuta attuale di un cieco nato.
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Vecchio 15-02-2014, 06.24.30   #9
acquario69
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Riferimento: Se non esiste l'anima che senso ha vivere ?

una (credo) delle cose certe che potremmo benissimo dire di sapere e' che tutto cambia e tutto si trasforma…ovvero; nulla nasce,nulla muore,tutto diviene.
per quale strano motivo noi dovremmo essere esenti da questo principio fondamentale?
acquario69 is offline  
Vecchio 15-02-2014, 13.51.06   #10
maral
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Riferimento: Se non esiste l'anima che senso ha vivere ?

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Originalmente inviato da Angelo Cannata
Una volta chiarito questo, ne consegue che oggi non esistono prove scientifiche dell'esistenza dell'anima, perché non esistono scienziati accademici, riconosciuti dalla comunità scientifica che ho descritto qui sopra, che abbiano fornito queste prove.
Ma davvero vale la pena di preoccuparsi di avere prove scientifiche sull'esistenza dell'anima, ammesso che scientificamente se ne possano fornire? Mi accontenterei che la scienza ne desse la sua interpretazione, sempre ammesso che giudicasse opportuno farlo per il suo discorso. Non credo che esista alcuna scienza che possa pretendere di avere l'ultima parola in merito a qualsiasi tema, soprattutto su temi eminentemente soggettivi, ove il discorso oggettivo risulta assolutamente fuorvianate.
maral is offline  

 



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