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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 03-04-2006, 10.25.47   #111
hava
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Arrivando ai giorni d'oggi ormai tutti siamo consci della funzione del transfert e contra-transfert in ogni psico-terapia [e aggiungerei in molti contatti umani].
Eppure non tutti i psicologi e psichiatri sono pronti a riconoscere la grande responsabilita' che questo processo comporta. E cosi' succede spesso che nonostante i codici etici il transfert venga sfruttato a danno del paziente nella sua posizione di dipendenza, cosa che come si sa successe anche ai tempi di Freud e di Jung.
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Vecchio 03-04-2006, 11.31.44   #112
fuoriditesta
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Non c'è bisogno di usare termini offensivi del tipo "si faceva una sua paziente".

a parte che era sposato.....xke dici jke è è un termine offensivo??


Citazione:
[i] Jung fu probabilmente incapace di gestire il controtransfert, incapacità forse dovuta alla mancanza di una completa analisi. Sarà lui a ribadire, anni dopo, la necessità imprescindibile che l'analista sia a sua volta analizzato! [/b]

Lo dice Freud nel 1910 invitando a una autoanalisi, poi lo ripete nel 1912 obbligando a una analisi vera e propria (Jung ovviamente disobbesce )
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Vecchio 03-04-2006, 11.46.15   #113
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a parte che era sposato.....xke dici jke è è un termine offensivo??


Perchè al giorno d'oggi, per chi non conosce la storia della psicoanalisi, suona molto offensivo! Uno psicoterapeuta che si innamora di una paziente, ha con lei una relazione e non interrompe l'analisi è visto come iper manipolatorio e rischia anche la radiazione dall'albo. Ma all'epoca la psicoanalisi era ancora troppo giovane perchè si potessse avere consapevolezza di questo.

Sul fatto che fosse sposato... ma che c'entra? Quelli sono fatti tra lui e Emma Jung e pare se li siano gestiti molto bene!
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Vecchio 03-04-2006, 12.08.05   #114
fuoriditesta
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Perchè al giorno d'oggi, per chi non conosce la storia della psicoanalisi, suona molto offensivo! Uno psicoterapeuta che si innamora di una paziente, ha con lei una relazione e non interrompe l'analisi è visto come iper manipolatorio e rischia anche la radiazione dall'albo.

mi sa ke la radiazione è proprio sicura , x contro ci sono anche pazienti che manipolano i terapeuti
L'amore è una cosa bellissima, ma dovrebbe essere staccata da una terapia, è una cosa privata!!!

Citazione:
[i] Sul fatto che fosse sposato... ma che c'entra? Quelli sono fatti tra lui e Emma Jung e pare se li siano gestiti molto bene! [/b]

non è un problema da niente...secondo te non ha inciso sulla terapia? e poi come hanno fatto a gestire questa situazione?

Citazione:
[i] Ma all'epoca la psicoanalisi era ancora troppo giovane perchè si potessse avere consapevolezza di questo. [/b]

Hai ragione sul fatto ke è stato un errore (di gioventù), ma da parte di Jung ke era troppo giovane x averne consapevolezza(aveva circa 30 anni), ma la psicoanalisi se ne rendeva conto, tanto ke lo stesso Freud disse più volte a Jung di finire la relazione...

comunque: gli errori sono necessari e dagli errori di gioventù si imparano tnt cose, infatti oggi sappiamo mlt di più sulla relazione terapeuta-paziente e ne abbiamo tratto tutti degli insegnamenti utili e preziosi

ciao
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Vecchio 03-04-2006, 12.18.42   #115
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... la cosa non è stata esattamente in questi termini.
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Vecchio 03-04-2006, 12.26.36   #116
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Da un articolo di Maria Lina VECAsul film "prendimi l'anima" di Faunza, leberamentee tratto dal libro "diario di una segreta simetria" di Aldo Carotenuto
"Mentre si credeva che tutto fosse ormai noto del pensiero e della vita sia di Jung che di Freud, ecco esplodere la mina Spielrein. La novità consisteva nel fatto che, dopo tanti anni dalla scomparsa di quei protagonisti, venivano alla luce fatti di notevole importanza personale e scientifica.
Si scoprì così che Sabina Spielrein, una ragazza ebrea di origine russa, era stata la prima paziente, affetta da una grave forma di isteria, curata e guarita con successo a Zurigo dal giovane Jung col metodo freudiano. Ma si scoprì anche che durante la terapia Sabina si era perdutamente innamorata del suo medico. Corrisposta, stava per scoppiare uno scandalo, tacitato dallo stesso Jung, il cui comportamento si rivelò inadeguato, in quanto analista della giovane paziente.
Nell’affare venne coinvolto Freud, a quell’epoca “padrino” di Jung, che si schierò a fianco del “figlio elettivo”, lasciando Sabina indifesa e dimostrandosi anch’egli non all’altezza del suo ruolo, nonostante in seguito abbia accolto la ragazza tra i discepoli”.
Quindi, entrambi gli analisti si sarebbero rivelati “convenzionali”, incapaci di tutelare la “parte” debole della vicenda, che era appunto Sabina, poco più che adolescente.
È sorprendente che un “esploratore dell’inconscio” della statura di Jung (come Sabina stessa ebbe a definirlo), messo di fronte all’atto pratico della passione d’amore sia indietreggiato impaurito, attento a soffocare il “peccato”, a tenersi stretta la sua vita “borghese”, la sua famiglia, la sua carriera."



Da un'intervista ad Aldo Carotenuto
"“Che cosa ti aspettavi di diverso rispetto a quello che è risultato?”, lo psicoanalista risponde: “In primo luogo non mi aspettavo che si desse tanto risalto ad un legame di tipo sessuale tra i due. Dalle lettere di Jung, nonché dalle dichiarazioni della stessa Sabina, si intuisce che la relazione tra l'analista e la paziente prese una piega molto più intima di quanto richiedesse e consentisse la cura analitica, pur non essendovi comunque alcuna prova che dimostri che la storia sia andata oltre i confini di un amore platonico. Ciò che più mi ha colpito durante questi anni è stata l'insistenza con la quale mi è stato chiesto se Jung avesse avuto rapporti sessuali con la sua paziente. Ho sempre avuto l'impressione che tutto il problema fosse connesso a questo particolare, e che nient'altro della vicenda, così ricca e umana nella sua complessità, fosse degno di discussione. Sembra che io mi adoperi per dimostrare che Jung e Sabina Spielrein non ebbero rapporti sessuali. In realtà questo problema non mi ha mai molto interessato, per il semplice motivo che non esiste una sola evidenza nel materiale pubblicato e nelle lettere di Jung in mio possesso che rapporti sessuali ci siano stati. “

Ultima modifica di Fragola : 03-04-2006 alle ore 12.28.03.
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Vecchio 03-04-2006, 12.30.45   #117
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....e quindi?
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Vecchio 03-04-2006, 13.06.19   #118
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mi sa ke la radiazione è proprio sicura , x contro ci sono anche pazienti che manipolano i terapeuti
L'amore è una cosa bellissima, ma dovrebbe essere staccata da una terapia, è una cosa privata!!!



non è un problema da niente...secondo te non ha inciso sulla terapia? e poi come hanno fatto a gestire questa situazione?



Hai ragione sul fatto ke è stato un errore (di gioventù), ma da parte di Jung ke era troppo giovane x averne consapevolezza(aveva circa 30 anni), ma la psicoanalisi se ne rendeva conto, tanto ke lo stesso Freud disse più volte a Jung di finire la relazione...

comunque: gli errori sono necessari e dagli errori di gioventù si imparano tnt cose, infatti oggi sappiamo mlt di più sulla relazione terapeuta-paziente e ne abbiamo tratto tutti degli insegnamenti utili e preziosi

ciao

Ma certo che ci sono i pazienti che manipolano i terapeuti, ma è nel loro diritto e compito del terapeuta coglere la manipolazione e non farsi manuipolare. Si fanno anni di formazione e di analisi per questo!

... beh, anche la relazione terapeutica è una cosa privata ed è un atto di amore! Però è na relazione di amore con dei confini precisi. Oggi però. Nel 1904 non erano così ben definiti.

Gli errori della giovane psicoanalisi sono stati certamente importanti, come gli errori dei suoi padri. E' ovvio. E errori ci sono ancora.

Sul matrimonio, sarebbe un discorso molto lungo e per di più potrei solo fare dei voli pindarici. Jung non ne ha scritto. Quello che so, lo so perchè conosco delle persone che hanno conosciuto delle persone che hanno conosciuto Jung... ma entreremmo nel campo del petteglezzo. Lascerei perdere


(ps guarda i messaggi privati)
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Vecchio 03-04-2006, 13.55.49   #119
elims
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Messaggio originale inviato da Chimera
Non comparerei Medicina e Psicologia.

1) L'effetto dell'aiuto del medico è visibilissimo quello dello psicologo no.
Per esempio se ho una depressione un amico può "guarirmi" come uno psicologo, questo è possibile.
Se ho l'appendicite un amico non può operarmi...
Questo perché molti meccanismi del corpo si conoscono quindi si agisce sapendo quello che si fa.
Gli psicologi si basano su consuetudine è statistiche. Non sappiamo come funzionino le cose ma di solito vanno così.

2)2 volte degli "psicologi" hanno interferito con la mia vita.
La prima volta quando ero piccolo. Mi son beccato del "mentalmente handicappato" lui se beccato qualche insulto da mia madre e li è finita.
La seconda quando c'erano incomprensioni familiari tra i miei genitori e il mio fratellino. Grazie al aiuto dello psicologo le incomprensioni sono degnenerate in ribellione aperta.

3)Ho amici che studiano sia medicina che psicologia. C'è un abisso di difficoltà tra i due corsi di studi.
Non per fare il solito ingegnere fastidioso... ma non riesco a considerare "serio" lo studio di psicologia all'università.
Forse perche la psicologia non è considerata seria dalla società forse perché il carattere poco rigoroso della materia.
Oppure perchè la società vuole mezzi psicologi che inventino quiz esiti per riviste piuttosto che veri professionisti.

Su 4 amici che studiano psicologia 3 lo fanno per "parcheggio". Ovvero hanno scelto psicologia perché è universalmente riconosciuta una delle lauree più facili all’università (pari merito con scienza delle comunicazioni e scienze politiche e del interculturalità).

Uno di loro, un mio compagno di liceo sempre passato per un pelo lavora come manovale 10 ore al giorno, beve e fuma canne come un ossesso voglia di studiare 0 ma nel tempo libero si è fatto una laurea in psicologia in modo da tener buono il padre che gli rompeva le scatole per continuar a studiare dopo tutto è sopravvissuto ad un liceo quindi scemo non è e con psicologia non fa difficoltà.

Ed io dovrei andare a farmi curare la depressione da questo? Tra tutti i miei amici questi 4 psicologi sono gli ultimi da cui andrei in caso di problemi.

Un "professionista" per essere tale deve:
-Saper fare qualcosa che un non professionista non sa fare.
-agire per coscientemente per causa effetto non in modo statistico.

E negli studi di psicologia non ti danno ne l'una ne altra cosa.

Ho uno zio del campo... però lui ha una laurea in medicina una specializzazione di neurologia ed una laurea aggiuntiva in psicologia fatta nel tempo libero quando già praticava. E gia che c'era anche un paio di master in omeopatia e altre di queste medicine nuove. Ed una lunga esperienza con persone realmente malate di mente e con persone con svariati problemi come drogati, alcolisti e tabagisti.
Questo è un professionista che può fare realmente qualcosa. Ma quanti psicologi hanno queste competenze?

Psicologia e 1000 volte più facile di medicina come corso di studio e presuppone di curare il cervello, l'animo il pensiero che sono 1000 volte più complessi del corpo.
Tentare di curare qualcosa di complesso cono una conoscenza superficiale è pericoloso.

Sai cosa mi hanno sempre insegnato le esperienze degli altri..ma soprattutto cosa ho appreso dalla vita? cheniente è facile se non si ha la spinta, la voglia e la vera capacità di portarla a termine!
perciò se io volessi studiare arte...ma non sono capace a cantare...o a suonare...o a disegnare....sicuramente non arriverei da nessuna parte! eppure c è chi non sa farlo...eppure passa tanti ostacoli, ma si ritrova ad essere un perdente nella vita....tu ti laurei ma la tua vita è destinata a fallire! e ti assicuro che prima o poi lo si capisce chi ha competenze o meno!!
per quanto riguarda la difficoltà..io sono FERMAMENTE convinta che un bravo ingegnere non potrebbe diventare uno bravo psicologo e viceversa! o un bravo medico non potrà mai essere in grado di esercitare la professione di un bravo psicologo...(parlo in termini di capacità, lasciando fuori ambiti universitari...esami e lauree regalate o meno)
a quanti medici di mia conoscenza è stata regalata la laurea di medicina!?? eppure tu dici che è una laurea difficile? certo....è difficile....com è difficile per chiunque non è capace di scegliere in base alle proprie competenze!
io non generalizzerei tanto....perchè io in base alle mie esperienze per quanto riguarda i medici, non dovrei mai più fidarmi di nessun medico...come tu in base alle tue di nessuno psicologo....allora come si mette?
di psicologi bravi che sanno fare bene il proprio lavoro...(e questo lo si capisce dai grandi risultati che hanno sempre ottenuto) ce ne sono e come!...ma devi essere propenso al lavoro che decidi di fare...e solo allora sarà facile e lo farai bene, perchè è proprio quello che hai dentro il cuore che ti farà superare tutto nel migliore dei modi e ti farà far bene il tuo lavoro!!!


Ultima modifica di elims : 03-04-2006 alle ore 13.56.52.
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Vecchio 03-04-2006, 14.04.30   #120
Bunny
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Messaggio originale inviato da Chimera
@JooLee
La mia critica e che curare la mente è molto molto difficile. Quindi la preparazione di uno psicologho dovrebbe essere commisurata.
Dovrebbe essere più difficile di medicina o ingegneria.

Dovrebbero essere molto più selettivi di adesso proprio perché troppi inetti hanno il foglietto di carta da appendere al muro.

E questo danneggia la credibilità di chi lo psicologo lo sa fare veramente (ce ne sono).

come cel`hanno molti medici che poi lasciano cose nello stomaco dei pazienti etc etc...
non si puo` fare di tutta l`erba un fascio, io mi sentirei offesa se qualcuno mi dicesse la laurea che hai rpeso e` facile. ma dove? allora perche` non la fai tu?
non e` un attacco personale...solo che penso sia molto semplice parlare e non FARE
Bunny is offline  

 



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