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Vecchio 19-11-2003, 17.30.57   #81
kri
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Messaggio originale inviato da freedom
Porcelline!

Scusate, non ho resistito.





beh .. in effetti era equivoca!!!!!!

.. beh ma il significato si capiva no???? .. o no???
kri is offline  
Vecchio 20-11-2003, 03.49.38   #82
gyta
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Ciao, Fragola!
Non è necessario raccontare esperienze private e personali per essere compresi dagli altri.
Sono terreni troppo delicati ed abbisognano del posto giusto,
del momento giusto e della persona 'giusta' .
Puoi però, se ti và, cercare di farmi capire cosa intendi per
'tradimento'; non è necessario servirsi della propria esperienza diretta per spiegare si possono inventare 'situazioni-esempio' dal 'nocciolo-emozionale' simile, anche se da realtà concrete assai differenti, potendo ugualmente svilupparne una tematica inerente
e questo non lo chiamo 'teorizzare' ma rispettare i propri 'tempi',
prendersi dolcemente..insomma.
C'è una cosa che vorrei sottolineare..:
se la fiducia non 'scatta' -di norma- c'è un motivo oggettivo..più o
meno 'velato', più o meno 'esplicito'....Non prendiamoci addosso anche la responsabilità degli altri..!
Penso tu abbia una buona capacità analitica da poter discernere
il 'tuo' dall' 'altrui'. Cosa mi fa supporre ciò..?! Leggendo ciò che scrivi, dal modo in cui lo esprimi, dal 'come', dal 'fine' e dal 'mezzo'
che usi. Okay, diciamo che lo presumo ( /e lo 'deduco'-che è lo stesso!).

Un abbraccio solidale.
Gyta
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Vecchio 20-11-2003, 04.26.49   #83
gyta
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Feedom,
personalmente non ho gradito!
Trovo la tua battuta di spirito tutt'altro che comica !
Purtroppo la tua osservazione superficiale, fuori luogo
e poco 'rispettosa' mi fa pensare che per te non esista
altra modalità del 'toccare' che non quella inerente al campo
degli 'oggetti' stessi...
Quadro desolante, a mio avviso !

Se hai bisogno di comunicare un tuo disagio, fallo !
Ma non dietro battute sterili !
Non ti conosco, magari il tuo modo di fare battute è un modo molto eccentrico e basta; in tal caso cercherò di andare oltre..
comunque.. Amen.

Gyta


Anch'io..non ho resistito!

Ultima modifica di gyta : 20-11-2003 alle ore 04.29.19.
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Vecchio 20-11-2003, 17.13.15   #84
Fragola
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Messaggio originale inviato da gyta
Ciao, Fragola!
Non è necessario raccontare esperienze private e personali per essere compresi dagli altri.
Sono terreni troppo delicati ed abbisognano del posto giusto,
del momento giusto e della persona 'giusta' .
Puoi però, se ti và, cercare di farmi capire cosa intendi per
'tradimento'; non è necessario servirsi della propria esperienza diretta per spiegare si possono inventare 'situazioni-esempio' dal 'nocciolo-emozionale' simile, anche se da realtà concrete assai differenti, potendo ugualmente svilupparne una tematica inerente
e questo non lo chiamo 'teorizzare' ma rispettare i propri 'tempi',
prendersi dolcemente..insomma.
C'è una cosa che vorrei sottolineare..:
se la fiducia non 'scatta' -di norma- c'è un motivo oggettivo..più o
meno 'velato', più o meno 'esplicito'....Non prendiamoci addosso anche la responsabilità degli altri..!
Penso tu abbia una buona capacità analitica da poter discernere
il 'tuo' dall' 'altrui'. Cosa mi fa supporre ciò..?! Leggendo ciò che scrivi, dal modo in cui lo esprimi, dal 'come', dal 'fine' e dal 'mezzo'
che usi. Okay, diciamo che lo presumo ( /e lo 'deduco'-che è lo stesso!).

Un abbraccio solidale.
Gyta


Carissima Gyta:
esperienze personali … fiducia … tradimento.
Provo!

Io credevo di avere già parlato in modo fin troppo personale per un forum su internet. Ho parlato di me, di quello che sento. Non, chiaramente, della mia biografia.
Di solito qui io "teorizzo", almeno formalmente, perché non credo in una possibile teoria che non derivi da un'esperienza personale profonda, almeno fino a che restiamo nel campo della spiritualità e della psicologia. Ma la forma con cui presento i miei interventi è volutamente il meno personale possibile. Non è luogo.
Tu dici che la fiducia scatta o non scatta per un motivo oggettivo. Sì, certo, ci sono persone di cui sentiamo di poterci fidare. Di altre no. E' diverso quando la fiducia non scatta mai. Estremizzo, ovviamente. Non posso certo dire che non mi fido di nessuno! Ma certo è una cosa estremamente rara che io senta quello che diceva Kri, che senta di poter mettere il mio cuore nelle mani dell'altro. Beh, dirai è davvero una cosa rara incontrare qualcuno di qui fidarsi fino a quel punto!
Ma forse io, in moltissimi casi, pur di fronte a persone che mi ispirano fiducia… non metterei loro in mano nemmeno un gomito!
(Immagine che mi deriva da un’esperienza personale di moltissimi anni fa. Un’esperienza che posso tranquillamente raccontare. Un mio carissimo amico, il mio migliore amico, stava facendo il corso per diventare insegnante di Feldenkrais e mi chiese di fargli da cavia.
Alla prima seduta mi chiese una cosa “semplicissima”. Prese un mio braccio si mise a muoverlo per lo spazio dicendomi di non fare nulla. Semplicemente di non ostacolare e nemmeno accompagnare il movimento, semplicemente di abbandonare completamente il mio braccio nelle sue mani. E’ stato difficilissimo! Era il mio migliore amico e non mi fidavo di lui al punto da affidargli un mio braccio!! E’ stato in quel preciso momento che ho capito che non mi ero mai veramente fidata di nessuno. Sono passati tanti anni, molte cose sono cambiate in me. Eppure la fiducia continua ad essere uno dei nodi cruciali)

Ora so (lo so! non ti posso dire perché, ma lo so) che una parte di questo dipende da me, dal mio vissuto. Con questo certo non generalizzo e non voglio estendere questa interpretazione ad altri. Questo è il mio rapporto con la fiducia. E inevitabilmente con il tradimento.
Perché cos’altro è il tradimento se no l’infrangersi della fiducia?
Ma le sfumature del tradimento possono essere tantissime. E’ chiaro che non sto parlando di storie di corna. Anche, probabilmente, ma non solo.
Mi chiedi esempi che abbiano lo stesso colore emotivo del mio vissuto… non so farne, Gyta.
Ma posso parlare del tradimento positivo. Ovviamente io ritengo che non sia stato un tradimento positivo a incrinare la mia capacità di fidarmi. Eppure a volte il tradimento è necessario, anzi indispensabile. E’ una questione di punti di vista.
Le madri animali che, in natura, ad un certo punto cacciano i figli dalla tana, compiono certamente un tradimento. Eppure senza di esso i cuccioli non diventerebbero mai adulti.
Ci sono volte in cui un autentico tradimento è necessario a chi tradisce. Se non tradisse l’altro dovrebbe tradire sé stesso e la propria natura perché il patto implicito che lo unisce all’altro non è più adeguato al suo modo di essere. Quello che dovrebbe entrare in gioco, a questo punto, è la capacità di trasformare il rapporto. Da tutte e due la parti.
Per fare un esempio estremamente banale, uno dei componenti di una coppia si innamora di un’altra persona. E’ il tradimento più tipico. Ma perché non potrebbe essere superabile? Perché dovrebbe portare per forza all’infrangersi della fiducia? Perché il rapporto, quello profondo, quello fatto d’amore (in senso ampio), di amicizia, di condivisione profonda, non può continuare su un altro piano?
E’ forse troppo banale dire che quando succedono queste cose è perché “qualcosa non andava”. Succede che le persone cambino, succede anche che non cambino in modo sincronico.
Succede che ad un certo punto della vita ad una persona sia necessario cambiare tutto. Se l’altro avesse deciso, che ne so, di farsi monaco, non sarebbe ugualmente un tradimento?
Dunque il tradimento dell’altro, se non è (e raramente lo è) pura perfidia, si può anche vedere come quegli incontro costruttivi ma non indolori di cui parlavi all’inizio di un tuo intervento.

Con questo ti ho spiegato ci di cosa parlavo quando parlavo di tradimento. Non ti ho spiegato le mie emozioni a riguardo. Questo è decisamente più difficile e forse non mi va nemmeno di farlo in un posto così pubblico.

Ho scritto tutto questo tra un impegno di lavoro e l’altro, temo che il discorso non sia coerente e chiaro.
Un abbraccio
Fragola is offline  
Vecchio 20-11-2003, 18.15.17   #85
gyta
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E se invece fosse il timore di perdere il controllo della propria vita? La paura di lasciarsi andare?
Non so,ma l’hai scelto tu l’esempio e non credo molto alla casualità .
In tal caso non sarebbe la difficoltà di sentire fiducia negli altri il vero problema ma il timore di perdere il controllo cosciente sulla nostra vita..Il bisogno di avere tutto sempre ‘sotto controllo’.
Sembrerebbe quindi più un’incapacità di fiducia verso la nostra capacità di non perdere la nostra identità nell’incontro con gli altri..


Per ora, ti saluto..
(Mi auguro che questo incontro mi aiuti a fare chiarezza sulla mia difficoltà a dare fiducia agli altri..)

Gyta
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Vecchio 20-11-2003, 18.37.24   #86
gyta
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..Questo presupporrebbe il timore profondo di poter perdere la libertà di scelta..

(.....?)

Gyta
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Vecchio 20-11-2003, 20.26.36   #87
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>>Rif. Alla ‘battuta’ di Freedom.
( Forse la mia reazione è stata eccessiva, ma.. )

Il tuo intervento e la mia reazione sono stati scintilla di una mia consapevolezza,mi spiego..
Subito dopo averti scritto in relazione alla tua ‘battuta’,mi sono sentita molto ‘meglio’
Ed in quel momento mi sono chiesta ..’perché..?’
Perché ‘qualcosa’ che mi aveva dato sui nervi doveva attraverso la mia reazione farmi stare ‘meglio’..come un qualcosa che tornasse al suo ‘posto’,come l’esigenza di ‘rimettere a posto’ qualcosa che non era..?
Così mi sono trovata a riaffondare il cuore e la mia coscienza in un’esperienza per me ancora ‘scottante’..
Perché ero stata così a lungo tempo con qualcuno così diverso da me..?
Cosa mi ‘attirava’ in una ‘trappola’ che sembrava ‘senza uscita’..?
Cosa mi faceva sentire in ‘fondo’ a tutto ‘non persa’ in quel rapporto dove la condivisione avveniva ‘a tratti’..?
Quella sensazione a me tanto famigliare finalmente lasciava cadere la maschera ..
E’ come se il mio ‘equilibrio’ risiedesse in una sorta di ‘consapevolezza degli opposti’ ed attraverso questa nella mia riaffermazione del mio posto fra questi.
Il punto cruciale era attraverso la diversità l’auto-affermazione di me stessa , di ciò che ero..Quasi come se la mia consapevolezza di ‘vita’ fosse legata ad un’impercettibile filo di ‘conflitto’, di ‘lotta’..
Ed infatti la mia ‘modalità’ di vita partì proprio da un profondo rapporto di conflitto con mio padre,che riuscii in parte a superare solo nella cosapevolezza della diversità ed attraverso quella l’autoaffermazione, quindi la coscienza di una propria individualità..
E sembra che questo ‘giochino delle parti’ richiami ancora la propria potenza come unica modalità di sopravvivenza alla vita..!

(..Chi ha avuto un padre autoritario e ‘schiacciante’, chi è cresciuto ed ha formato la propria personalità in una situazione di terrore e di ‘messa in pericolo’ della propria vita..credo possa darmene atto ..!)

A proposito..grazie per il tuo ‘intervento’, senza il quale non avrei potuto arrivare a tutto ciò.. !

Gyta
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Vecchio 20-11-2003, 20.34.21   #88
Mistico
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ne so qualcosa...

metto il cappello quì, tenetemi il posto, prego.


ma... dite! dite!!

Ultima modifica di Mistico : 20-11-2003 alle ore 20.36.40.
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Vecchio 20-11-2003, 22.29.54   #89
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Okay, Mistico !
Posto accordato...
..Ma non disertare...!




Gyta
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Vecchio 22-11-2003, 00.33.05   #90
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Messaggio originale inviato da gyta
E se invece fosse il timore di perdere il controllo della propria vita? La paura di lasciarsi andare?
Non so,ma l’hai scelto tu l’esempio e non credo molto alla casualità .
In tal caso non sarebbe la difficoltà di sentire fiducia negli altri il vero problema ma il timore di perdere il controllo cosciente sulla nostra vita..Il bisogno di avere tutto sempre ‘sotto controllo’.
Sembrerebbe quindi più un’incapacità di fiducia verso la nostra capacità di non perdere la nostra identità nell’incontro con gli altri..


Per ora, ti saluto..
(Mi auguro che questo incontro mi aiuti a fare chiarezza sulla mia difficoltà a dare fiducia agli altri..)

Gyta

Potrebbe essere un'ottima interpretazione.
Ma non credo che ti risponderò sul forum. Non è il luogo più adatto, per me, per un'autoanalisi.
Ti posso dire che in parte sì ma che c'è altro. Ma non cosa.

Non credo di avere paura di perdere la mia identità nell'incontro. Questo certo no. Ma indubbiamente esiste una certa dose di volontà di controllo. Di cosa? Io lo so di cosa.
Ma il nucleo è proprio la fiducia, perchè quelle in cui non riesco ad avere fiducia è la capacità dell'altro a reggere la mia perdita di controllo, che mi concedo in ambiti diversi dalle relazioni o, raramente, in relazioni particolarmente profonde.
Qualche volta mi è capitato di fidarmi! Sono passati tanti anni da quella storia del braccio!!!

ciao e grazie della bellissima occasione di riflessione
Fragola is offline  

 



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