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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 28-05-2005, 15.32.21   #41
gyta
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Data registrazione: 02-02-2003
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Messaggio originale inviato da Mistico
Dio attende di realizzare qualcosa in assoluta simiglianza a sè.

Sarà la razza umana?


Sì.. Mistico
Adesso siam solo spinaci..




Pace&BBene!


Gyta
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Vecchio 01-06-2005, 07.21.43   #42
giovanni
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A proposito del tema, Mistico, è la spiritualità ad essere un handicap per la ragione.
Riguardo il ragionamento primitivo, Sebastiano, ridurre la realtà a meccanismo è un modo di fare che ha portato la scienza, negli ultimi quattro secoli, a raggiungere le attuali conoscenze sul mondo. Prima di questo, il ragionamento primitivo era quello che attribuiva ad ogni cosa un'anima od un'essenza, che impediva di cogliere cause ed effetti e dunque di rendere pienamente intellegibili le esperienze umane.
Dire poi che la stessa ricerca scientifica parte da presupposti non verificabili non è proprio corretto, bisognerebbe rileggersi un po' di Kant per rendersene conto.
Creare una polemica, poi, sull'esistenza o meno di ciò che non possiamo ancora esperire non ha senso. La ragione guarda all'esperienza, solo all'esperienza può guardare e da essa trarre ogni motivo di ragionamento e riflessione. L'affermare che tutto e di tutto ed il contrario di tutto può esistere da qualche parte ed in qualche tempo introduce un relativismo che sposta il problema senza risolverlo; io, e voi, viviamo qui, ora, e per troppo poco tempo per poter conoscere tutto, con troppi altri problemi di cui occuparci per poterci permettere di badare a problemi che "esistono" solo in quel luogo indefinito che costituisce la nostra ignoranza.
Tra l'altro, il modo di porre il problema di chi aderisce ad un relativismo del tipo di Mistico non è affatto informativo. Se tutto può essere detto, se tutto può esistere, se di tutto può succedere, e se nessuna teoria su come ciò sia possibile è migliore di altre (se non in certi ambiti, sic!), allora io resto in balia degli eventi, privo di strumenti che mi permettano di discernere e rendere prevedibile (dunque più sicura) la realtà.
Infine, è facile per chi aderisce ad una visione spirituale della vita il coalizzarsi contro chi la mette in dubbio, per il semplice fatto che i meccanismi psicologici che ci spingono a cercare soluzioni, anche dell'altro mondo, per spiegare quanto accade sono comuni a tutti, e pure a tutti sono comuni le resistenze contro quanto insidia la coerenza (più spesso solo presunta) dei nostri sistemi di pensiero. Meno facile è per gli "spiritualisti" mettersi d'accordo tra di loro, perché in accordo al principio di divergenza ed in mancanza di un possibile confronto con i dati dell'esperienza, è di fatto incomponibile il distacco tra le fedi, se non a prezzo di abbandonare certi assunti per altri, cosa difficile se non si hanno motivi per farlo.
Di contro, chi accetta il governo della ragione, non come "ente" astratto ma come metodo, ha a sua disposizione il confronto con la pratica per poter giungere ad un accordo su quanto è possibile affermare "vero" e quanto invece resta "falso". Fatto sta che esiste una sola comunità di scienziati e invece milioni di fedi diverse, tranne che per il loro richiamarsi al primitivo stupore di fronte all'ignoto rappresentato dal fuoco.
giovanni is offline  
Vecchio 01-06-2005, 19.04.04   #43
gyta
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Citazione:
Messaggio originale inviato da giovanni
.. Fatto sta che esiste una sola comunità di scienziati e invece milioni di fedi diverse, tranne che per il loro richiamarsi al primitivo stupore di fronte all'ignoto rappresentato dal fuoco.

Non hai tutti i torti..!
Essere, vivere realmente la 'spiritualità' richiede il 'rinunciare' alla superficialità ed ai 'dogmatismi' più o meno celati.. E questa è una scelta d' 'onestà' che ogni uomo che percorre un senso più 'intimo' della ragione, quello della 'spiritualità' che è per sua natura fondamentale unitaria, non può fare che di fronte agli occhi di se stesso..
Sin che la spiritualità s'accompagnerà alla religione la ragione non sarà un suo 'mezzo' di espressione ma ancora in antitesi..
La spiritualità dovrebbe essere espressione della gioia del miracolo che ci avvolge, sul postulato principale che il miracolo consiste non nell'ignorare un qualche percorso logico di rappresentazione di ciò che è, ma del centrale stupore di fronte a tanta ricchezza.

Un sorriso..

Gyta
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Vecchio 01-06-2005, 20.46.19   #44
giovanni
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Si, vabbe', molto poetico, ricambio il sorriso ma rimango perplesso: cara Gyta, cosa vuoi dire?
Sembra una di quelle espressioni generate artificialmente da programmi che pescano da un database di frasi ricombinandole a caso, mantenendo la grammaticità ma esprimendo solo la parvenza di un contenuto. Andrebbe bene anche così:

"Essere, vivere realmente la 'malvolenza' richiede il 'congiungersi' alla superficialità ed ai 'desideri' più o meno celati.. E questa è una scelta d' 'amore' che ogni uomo che percorre un senso più 'infimo' della ragione, quello della 'solennità' che è per sua natura fondamentale unitaria, non può fare che di fronte agli occhi di se stesso..?Sin che la giovinezza s'accompagnerà alla indecenza la mente non sarà un suo 'sistema' di espressione ma ancora in antitesi..?La lussuria dovrebbe essere espressione della gioia del miracolo che ci avvolge, sul postulato principale che il miracolo consiste non nell'ignorare un qualche percorso logico di rappresentazione di ciò che è, ma del centrale stupore di fronte a tanta ricchezza."

oppure così:

"Essere, vivere realmente la 'città' richiede il 'cedere' alla superficialità ed ai 'percorsi' più o meno celati.. E questa è una scelta d' 'avventura' che ogni uomo che percorre un senso più 'intrigante' della ragione, quello della 'scoperta' che è per sua natura fondamentale unitaria, non può fare che di fronte agli occhi di se stesso..?Sin che la città s'accompagnerà alla campagna l'abitare non sarà un suo 'sistema' di espressione ma ancora in antitesi..?La vivibilità dovrebbe essere espressione della gioia del miracolo che ci avvolge, sul postulato principale che il miracolo consiste non nell'ignorare un qualche percorso logico di rappresentazione di ciò che è, ma del centrale stupore di fronte a tanta ricchezza."
giovanni is offline  
Vecchio 01-06-2005, 21.08.32   #45
gyta
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Messaggio originale inviato da giovanni
Si, vabbe', molto poetico, ricambio il sorriso ma rimango perplesso.. cosa vuoi dire?




Mi tengo il sorriso,
ti lascio il <perplesso>..


(p.s: non sono sibillina:
scrivo in un linguaggio
abbastanza comprensibile..
credo)



Gyta
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Vecchio 01-06-2005, 23.06.14   #46
giovanni
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I giudizi su se stessi sono sempre problematici, troppo condizionati dall'esigenza che ha la nostra mente di difendere il sistema di valori abbracciato.
Il linguaggio che usi è comprensibile, nel senso che è grammaticalmente corretto, ma è pure allusivo, mira a che il lettore intuisca ciò che sarebbe meglio (secondo me, ma questo è un parere legato al gusto soggettivo) esprimere in forme più esplicite e dirette.
Vero è, però, che parlare senza allusioni della spiritualità, cercando di dire cosa sia, è impossibile.
Comunque, mi piacerebbe che tu riformulassi il tuo pensiero in modo da farmi più partecipe della tua idea.
giovanni is offline  
Vecchio 03-06-2005, 14.38.25   #47
La_viandante
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ok... adesso mi e' tutto chiaro
la fede, la spiritualita' sono si dei veri e proprio handicap della ragione
delle tare psikike come la depressione se nn ce l'hai nn la puoi capire, come le allucinazioni, distorsioni della razionalita'
la spiritualita' e' una malattia psikica
La_viandante is offline  
Vecchio 03-06-2005, 15.24.46   #48
giovanni
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No. Nessuna malattia, né tara.
Solo un modo di vedere il mondo che è sì in accordo con certe esigenze psicologiche, con certo senso comune, con una visione "ingenua" della realtà, ma non in grado di fornire spiegazioni ai fatti dell'esperienza, non in grado di scartare quanto non più in accordo con l'attuale conoscenza del mondo, non in grado di aiutarci a scegliere il nostro cammino in un contesto così complesso come quello odierno, ben più complesso e difficile di quello entro il quale i meccanismi psicologici che muovono il pensiero "spirituale" si sono evoluti.
C'è da dire che con questo non pretendo che chi ora crede certe cose le abbandoni sulla base della loro irrazionalità o del fatto che io non sono d'accordo.
Vorrei piuttosto che si cercasse di guardare oltre i confini dell'attuale "credo" (perdonate l'espressione semplificante e non molto felice), che si fosse capaci di mantenere uno spirito critico, che si eviti di restare abbacinati di fronte ad ogni "verità" conquisti il nostro interesse.
Certo, confrontarsi con il rischio di dover rivedere le idee sulle quali abbiamo basato la nostra vita è qualcosa di estremamente difficile, ma per fortuna è possibile e rende possibile progredire verso idee del mondo più rispondenti al vero e alle esigenze della nostra vita sulla terra.
giovanni is offline  
Vecchio 03-06-2005, 15.49.01   #49
La_viandante
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insisto
la religiosita' e' una psicosi, fuga dalla realta' angosciante
il religioso e' incapace d accettare la morte come fine di tutto e incapace di accettare la realta' di non avere controllo sulla sua vita in toto, nascita, malattie, morte e sfugge la realta' rifugiandosi in una psicosi
la spiritualita' offre come l'oppio una visione distorta e lontana dalla realta' lenendo l'angoscia esistenziale
tanto piu' forte e' l'angosci ache si cerca di alleviare tanto maggiore sara' l'attaccamento alla sua fede a la difesa della stessa aberrazione mentale
La_viandante is offline  
Vecchio 03-06-2005, 18.06.48   #50
giovanni
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Scusa viandante, avevo creduto che il tuo precedente intervento fosse ironico, ora invece scopro che era serio. Pur condividendolo in buona parte, però, eviterei di semplificare tutto risolvendolo in una psicosi e facendo dei "religiosi" dei mentecatti.
giovanni is offline  

 



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