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Vecchio 24-12-2006, 16.48.17   #51
maxim
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da Franco
Maxim,

sono fondamentalmente d'accordo nel senso di associazioni quali: "Sesso, droga pesante e leggera, abuso d'alcool"...Questo il refrain, ma "Lupo Alberto" no, quello proprio no! E chi sarebbe adesso questo "Lupo Alberto" dopo la "sindrome di Abelardo"?

Franco

Non conosco nemmeno quella di Lupo Alberto...

Però, visto che anche tu (siete già in due) paragoni il sesso a droga...e rock 'n' roll, potrei invertarmene una al momento...che ne dici della "Sindrome di Woodstock"?

Il sesso, come altre cose non considerate "virtù", diventa problematico nel momento in cui si ha una valutazione di base sbagliata e si è costretti a viverlo in maniera "nascosta".

Droga e alcool uccidono...il sesso no!
Dimmi però dove vedi un nesso tra loro.


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Vecchio 24-12-2006, 18.09.07   #52
Franco
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da maxim
Non conosco nemmeno quella di Lupo Alberto...

Però, visto che anche tu (siete già in due) paragoni il sesso a droga...e rock 'n' roll, potrei invertarmene una al momento...che ne dici della "Sindrome di Woodstock"?

Il sesso, come altre cose non considerate "virtù", diventa problematico nel momento in cui si ha una valutazione di base sbagliata e si è costretti a viverlo in maniera "nascosta".

Droga e alcool uccidono...il sesso no!
Dimmi però dove vedi un nesso tra loro.



maxim,

Temo che tu abbia frainteso.In effetti sono stato un tantino ermetico. Non ho scritto di un complesso di "Lupo Alberto".

Ciò che intendevo comunicare, ed è in linea con la tua posizione, é che associare acriticamente la parola ed il concetto di sesso a parole e concetti come quelli di droga e alcool significa tradire un certo vissuto, un vissuto in cui il sesso è necessariamente imparentato con esperienze negative, di disagio, di sofferenza, di pudore, d'imbarazzo e via dicendo. Come ho detto, è il refrain che percorre molto spesso, troppo spesso, i cosiddetti mass media, ad esempio. Da qui il riferimento a "Lupo Alberto", ossia un opuscolo di tipo pedagogico che qualche anno fa sarebbe dovuto circolare nelle scuole medie italiane e che fu censurato dalla signora Rosa Russo Iervolino. Si sarebbe trattato di un opuscolo contenente informazioni di tipo sessuale. Non ricordo la fonte della proposta, ma di fatto "Lupo Alberto" non passò!

E' più chiaro?

Franco

Ultima modifica di Franco : 24-12-2006 alle ore 18.47.09.
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Vecchio 24-12-2006, 18.17.14   #53
sisrahtac
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Droga e alcool uccidono...il sesso no!

Da ipocondriaco ossessivo ricordo che esistono malattie sessualmente trasmissibili mortali..
sisrahtac is offline  
Vecchio 24-12-2006, 18.52.53   #54
Franco
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da Catharsis
Da ipocondriaco ossessivo ricordo che esistono malattie sessualmente trasmissibili mortali..

Catharsis,

corretto. Corretto fino ad un certo punto. Ma non mi sembra questo il senso delle parole di maxim. Oltre a ciò ti faccio notare che le malattie sessualmente trasmissibili mortali sono contratte da persone che con-fondono sesso, droga alcool, sensi di colpa, cattiva e/o scarsisisma informazione e via dicendo.

Franco
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Vecchio 24-12-2006, 19.22.59   #55
Franco
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da Catharsis
Da ipocondriaco ossessivo ricordo che esistono malattie sessualmente trasmissibili mortali..


Catharsis,

nel thread" Preferirei che mia moglie fosse vergine", gentlemen ha postato qualcosa di estremamente interessante:"....alla fine è uscito fuori che lei da quando aveva 20 anni praticava Sesso Anale, un sostitutivo, e Sesso Orale....così poi quando arrivava il momento poteva dire al proprio lui che era Vergine.." Non mi sorprende più di tanto. Le malattie sessualmente trasmesse mortali e non, si contraggono in situazioni misere come quella descritte da gentlemen. Cose che cominciano a stuzzicare in un certo modo certa mia coscienza della posizione di un altro "gigante" del pensiero occidentale contemporaneo, Michel Foucault. Sono certo che quanto riportato da gentlemen possa aver sorpreso qualcuno, possa aver fatto torcere il naso a qualcun altro. Ma convalida, tra l'altro, quanto detto da me in altre discussioni. In un certo senso e in una certa misura si fa un gran parlare di sessualità, come se si trattasse di un territorio ormai solcato in lungo e in largo, come se su di esso si fosse ormai detto e scritto l'essenziale.

In realtà così non è, ed esperienze come quella di gentlemen lo dimostrano. Che cosa porta un donna, non una bambina sedotta dal solito pedofilo...,
a subire rapporti anal-genitali pur di "salvaguardare" la verginità? Ritenere che simili comportamenti siano rari o non così diffusi, significa vivere in mondo di favole.

Franco

Ultima modifica di Franco : 24-12-2006 alle ore 21.41.12.
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Vecchio 24-12-2006, 20.20.12   #56
maxim
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da Catharsis
Da ipocondriaco ossessivo ricordo che esistono malattie sessualmente trasmissibili mortali..


Io ad esempio ho sentito che correre forte in auto, magari dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, è affare "molto" letale.

...e da quando frequento, qualche rarissima volta, la sezione di spiritualità ho scoperto anche che si muore tutti!

che facciamo? mah...

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Vecchio 25-12-2006, 17.59.09   #57
sisrahtac
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

Ok, però non toglietemi le mie scuse con cui riesco ad autoconvincermi che non avere il minimo contatto umano è cosa buona e giusta...voi mi volete contaminare, io lo so!

Sì, sì, lo spumante era buono..
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Vecchio 25-12-2006, 20.05.10   #58
Weyl
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da maxim
Filosofia e morte, filosofia e morale, filosofia ed esistenza…accanto a questi temi importanti ed illustri, a volte lugubri, a volte troppo impegnati, “filosofia e sesso” sembra un binomio marginale, trattato dalla filosofia sempre in maniera molto superficiale, quasi a vedere nel sesso un fattore non costituente dell’uomo.
Eppure sappiamo esserlo!
Stanco quindi di vederlo relegato in ambito psicologico come fonte di mille fastidi e mille problemi, nonché maltrattato ed evitato in ambito spirituale, ho deciso di aprire questa discussione per cercare, con il vostro prezioso aiuto, di far evadere il sesso dalla gabbia della psicanalisi e donargli la “giusta” valorizzazione che gli spetta affinché possa considerarsi anch’esso come parte integrante e fondamentale dell’uomo.
Che ne pensano i filosofi sul sesso?...e soprattutto, è possibile trattarlo da un punto vista filosofico in maniera profonda?
Le speculazioni platoniche sull’argomento vertevano in particolare sull’amore e non sull’atto sessuale (poco mi interessa). Così gran parte dei filosofi i quali insistevano particolarmente sulla “differenza sessuale” e non sull’atto.
Schopenhauer a mio avviso lo banalizza vedendolo come semplice espediente cui si servirebbe la "Volontà di vita" per la propagazione della stessa…mi pare un po’ pochino!
Una valutazione più profonda c’è stata invece offerta da Sartre che vedeva nel sesso la struttura fondamentale dell’esistenza…egli diceva:
"Benchè il corpo abbia un compito importante, bisogna riportarsi
all'essere nel mondo e all'essere per altri: io desidero un essere umano,
non un insetto o un mollusco e lo desidero in quanto esso è, ed io sono, in
situazione nel mondo, e in quanto è un altro per me e io sono un altro per
esso…il sesso sarebbe quindi la struttura fondamentale dell'esistenza umana in quanto esistenza nel mondo.”

Un visione questa che vede nel sesso lo strumento migliore di conoscenza dell”altro”...ed infatti è così…io penso che l’atto sessuale, con tutti i suoi risvolti, le sue artistiche forme e pratiche, possa essere visto anche come strumento di conoscenza dell’altro e quindi di se stessi. Qualora valorizzato, anziché represso o non discusso, esso apre le porte ad un’altra delle infinite vie che conducono alla “verità”.


Tema, francamente, al "limite", caro Maxim: al limite in quanto, potenzialmente, proprio di quasi ogni disciplina e di ogni competenza intellettuale.
Alla tua intelligenza, che apprezzo davvero, sottopongo la seguente questione.
La sessualità, in quanto insieme complesso di atti "biologici", "decodifica" un sistema di informazioni precostituite.
In un certo senso, alla Kant, gli unici "giudizi sintetici a priori" si rappresentano a fronte delle pulsionalità basilari dell'Uomo: e l'indagine filosofica non può che giungere all'idiopatia istintuale che ne sottende il corso.
Giusto, o no?
Dunque: i soli elementi logici, "A PRIORI", in quanto incontrovertibili, del giudizio, si riconducono al "precursore" istintuale delle rappresentazioni mentali, in termini di "desiderabile" e "non desiderabile", "adeguato" e "non adeguato", etc...
Si tibi hoc placet, deinde cogitamus...
Su cosa fondano i propri assunti gli elementi basilari della morale?
Certo, essi rifiutano, sotto ogni prospettiva razionale, di potersi appoggiare sugli aspetti pulsionali della natura umana, in quanto supporti "evidentemente" inadatti alla socialità complessa dell'essere umano.
Giusto, o no?

Va bene, giungo quasi ad una banalità.
Ma, a fronte delle precedenti osservazioni, val bene la fatica di scriverne.
Chi o cosa sbaglia?: il vivere sociale dell'Uomo, oppure le remore ataviche sancite dagli sbiaditi retaggi delle sequenze nucleotidiche che indementirono il grande Abelardo?

E' l'Uomo l'anello debole oppure la società complessa che ha creato?
Weyl is offline  
Vecchio 27-12-2006, 19.39.56   #59
maxim
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da Weyl
Tema, francamente, al "limite", caro Maxim: al limite in quanto, potenzialmente, proprio di quasi ogni disciplina e di ogni competenza intellettuale.

Alla tua intelligenza, che apprezzo davvero, sottopongo la seguente questione.

La sessualità, in quanto insieme complesso di atti "biologici", "decodifica" un sistema di informazioni precostituite.

In un certo senso, alla Kant, gli unici "giudizi sintetici a priori" si rappresentano a fronte delle pulsionalità basilari dell'Uomo: e l'indagine filosofica non può che giungere all'idiopatia istintuale che ne sottende il corso.

Giusto, o no?

Dunque: i soli elementi logici, "A PRIORI", in quanto incontrovertibili, del giudizio, si riconducono al "precursore" istintuale delle rappresentazioni mentali, in termini di "desiderabile" e "non desiderabile", "adeguato" e "non adeguato", etc...

Si tibi hoc placet, deinde cogitamus...

Su cosa fondano i propri assunti gli elementi basilari della morale?

Certo, essi rifiutano, sotto ogni prospettiva razionale, di potersi appoggiare sugli aspetti pulsionali della natura umana, in quanto supporti "evidentemente" inadatti alla socialità complessa dell'essere umano.

Giusto, o no?



Va bene, giungo quasi ad una banalità.

Ma, a fronte delle precedenti osservazioni, val bene la fatica di scriverne.

Chi o cosa sbaglia?: il vivere sociale dell'Uomo, oppure le remore ataviche sancite dagli sbiaditi retaggi delle sequenze nucleotidiche che indementirono il grande Abelardo?



E' l'Uomo l'anello debole oppure la società complessa che ha creato?



Grazie Weyl per l’ottima e puntuale domanda…immaginavo di leggerti prima o poi in questa discussione quindi ti do il benvenuto tra gli affetti dalla “sindrome di Franco” (quella che spinge ad intervenire, nei casi gravi in forma ossessivo-compulsiva, a discussioni inerenti il sesso). Purtroppo siamo ancora pochi ad esserne affetti!

In un mio precedente post avevo appunto cercato di suddividere ciò che sono le pulsioni biologiche dell’uomo, dalle quali difficilmente ci si può sottrarre, e l’uomo-società creato dallo stesso uomo-animale. Troppo abbiamo preteso per l’uomo nella collettività e questo progetto sociale fatto di valori, principi, obiettivi è stato creato dalla ragione ovviamente a scapito di ciò che è istintivo, piacevole ma non duraturo, bello ma non eterno. E’ la rinuncia alla libertà dell’organismo biologico cui siamo ed il controllo o la repressione del piacere che hanno fondato la nostra civiltà…
…e così doveva essere!

L’uomo pre-sociale e pre-civile, non avrebbe potuto realizzarsi e differenziarsi/elevarsi sopra gli altri animali se avesse seguito e compiaciuto esclusivamente i suoi istinti. Non era pronto per fondare una società che potesse equilibrare i due aspetti…o tutto da una parte o tutto dall’altra.

Il piacere sessuale, in questa progetto societario, non poteva trovare spazio se non quello strettamente connesso alla riproduzione della specie. Esso è stato valorizzato e razionalizzato al massimo all’interno della sua necessaria funzione biologica e represso, demonizzato, distrutto nella sua funzione piacevole.
Grande sapiens l’uomo…ha saputo usare il sesso e non farsi usare dal sesso!

C’è da chiedersi se ora quest’uomo-sociale non sia effettivamente pronto ad equilibrarsi e regolarsi o abbisogni tuttora di negare i piaceri istintuali in favore di una ragione sempre più egoista che robotizza la società.

Sono pessimista caro Weyl...è innegabile come l’uomo si stia muovendo nella direzione sbagliata. Non è ancora pronto a godere del piacere di soffermarsi a gustare il momento abbandonando la sua brama di conquistare l’eterno.

Nell’assoluto pieno rispetto di chi afferma che non abbisogna di sesso o altri piaceri che alterano il battito cardiaco, io penso che così facendo venga negata la parte naturale dell’uomo e venga a mancare quella conoscenza relativa alla vera essenza dell’uomo stesso che attraverso una sano abbandono ai piaceri del sesso è componente essenziale per poter affermare “ora mi conosco”………un po’ di più!

In tal senso filosofia e sesso dovrebbero essere legate dagli stessi interessi (forse è per quello che non vanno d’accordo)…entrambi sono intrise di desiderio e di voglia di scoprire e conoscere….e come per la buona filosofia, che non dovrebbe mai aver paura di guardare fino in fondo a se stessa, così la natura sessuale dell’uomo dovrebbe spingerlo a conoscere in maniera più approfondita aspetti che, volente o nolente, gli appartengono.

maxim is offline  
Vecchio 27-12-2006, 20.27.05   #60
Lucy
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

Conosco uno che ha fatto una filosofia del sesso: Georges Bataille nello libro "Erotismo". Spiega a lungo la sua teoria della continuazione e della discontinuazione e la relazione entre lo sesso e la morte.
Il libro è grosso, 800 pagine se me ricordo bene, pero vale la pena.

Un piccolo rischio: forse una persona sensibile non ha più voglia per il sesso dopo la lettura di questo libro.
Lucy is offline  

 



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