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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 27-12-2006, 21.24.33   #61
Franco
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da maxim
Grazie Weyl per l’ottima e puntuale domanda…immaginavo di leggerti prima o poi in questa discussione quindi ti do il benvenuto tra gli affetti dalla “sindrome di Franco” (quella che spinge ad intervenire, nei casi gravi in forma ossessivo-compulsiva, a discussioni inerenti il sesso). Purtroppo siamo ancora pochi ad esserne affetti!




maxim,

potresti spiegarmi?


Franco
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Vecchio 28-12-2006, 13.56.29   #62
sisrahtac
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da Lucy
Conosco uno che ha fatto una filosofia del sesso: Georges Bataille nello libro "Erotismo". Spiega a lungo la sua teoria della continuazione e della discontinuazione e la relazione entre lo sesso e la morte.
Il libro è grosso, 800 pagine se me ricordo bene, pero vale la pena.

Un piccolo rischio: forse una persona sensibile non ha più voglia per il sesso dopo la lettura di questo libro.
Il libro non l'ho mai letto, però il binomio eros e thanatos mi ha sempre incuriosito...vicinanza ed abbandono?
sisrahtac is offline  
Vecchio 28-12-2006, 13.59.58   #63
odissea
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da Franco




Come stanno le cose per l'essere umano? Da dove si potrebbero reperire le informazioni per porre il problema della sessualità come centro metabolico-energetico? Si danno fonti scientifiche in tal senso? Cosa ha a che fare il sistema nervoso con l'atto sessuale? Il cervello controlla la funzione sessuale generale? Si decide di fare sesso? L'atto sessuale è qualcosa di deciso, voluto? Si tratta di una funzione controllata dal cervello? dalla coscienza? dall'io? Cosa è stato scoperto nella storia dello spirito occidentale in termini di sessualità come fenomeno elettro-magnetico?
In che rapporto stanno sonno, cibo e funzione genitale umana?

L'attrazione che avvince gli amanti é decisa? Voluta? programmata? Penso qui alla metafhysica sexualis di Schopenhauer, al discorso della volontà di vita come noumeno che si oggettiva nell'istinto sessuale incontrollabile, debordante, travolgente. Cos'é l'attrazione che avvicina gli amanti e li porta all'amplesso? Si tratta di qualcosa di decidibile o non piuttosto di un fenomeno eletromagnetico sottratto alla volontà? E se sì, originato come?

Difficile dire, difficile dire , anche solo in senso temporale, cosa sia primario, più importante, preminente. In questo momento non ho voglia d' imbarcarmi in sforzi speculativi riguardanti problemi onto- e filo-genetici. Non mi sembra però azzardato affermare che l'auto -coscienza dipenda da uno scambio continuo con l'altro. E' in ragione di tale scambio che mi apro a me stesso, mi conosco e riconosco; e' in ragione di tale scambio che mi scopro omo-sessuale o etero-sessuale e via dicendo. Quanti uomini hanno sofferto di mancanza di identità sessuale fino a quando hanno conosciuto una donna capace di dargliela, - l'dentità ? Il giovinetto timido, é timido in sè o lo é in conseguenza della frequentazione di sole giovinette frigide, presuntuose e già ben educate alla ricerca del buon portafoglio?

Se ne è già parlato in un altro thread e sono d'accordo. Non potrebbe essere altrimenti, a meno di non voler continuare a credere nelle favole: l'esser-sessuale no è qualcosa d'avventizio, di accidentale, un vestito di cui ci si può disfare prima "di portare l'io a dormire", bensì qualcosa di essenziale, qualcosa che non si può non-essere. Non divido con te la tua idea della castità oggetto di scelta. Faccio una difficoltà tremenda a comprendere come si possa scegliere, decidere e realizzare un'assoluta castità. Castità in che senso? per quanto tempo? Accompagnata da quali frustrazioni ed aberrazioni? condita magari qui e là da qualche atto pedofilo?

Dopo aver letto questo passo, la mente è andata - come si dice - ad una vecchia puntata di "Lucignolo" centrata anch'essa sul nostro tema. La sua molto nota voce maschile, concluse la puntata con un'affermazione che nella sostanza ricordo ancora molto vivamente: "consapevoli di non capirne nulla".

I giovani cui fai riferimento, sono veramente liberi nel loro vissuto sessuale? Il sesso è qualcosa di libero? L'uomo é libero? Una riflessione rigorosa sulla sessualità puo' in generale aiutare alla comprensione dell'essenza dell'uomo?
La "metafisica sessuale" di Arthur Schopenhauer può essere ancora d'aiuto? e se sì, in che senso? Non è certamente fuori luogo ricordare come secondo una certa letteratura critica, il debito di Freud verso il filosofo della volontà di vita come essenza del mondo oggettivantesi in modo supremo nell'istinto sessuale umano, fu grande.

Franco


Ciao Franco, sono stata impegnata sotto le feste e rispondo con ritardo.

L'atto sessuale è un atto controllabile, che si può decidere, che si può volere e non volere, evidentemente. La sessualità invece, a mio modesto parere, ci costituisce volenti o nolenti. Fa parte di noi, è la nostra natura umana, non la si può eliminare, però la si può "conoscere" e la si può incanalre in attività diverse che possono includere un rapporto sessuale, tanto quanto una scalata sulle dolomiti, altrettanto quanto una intensa lettura di un interessantissimo libro.
A questo porposito la castità può essere oggetto di scelta, e in casi rarissimi, di scelta libera (personale, non vincolata a compiacenze sociali); non sono comunque nessuno per stabilire se la castità necessariamente comporti aberranti devianze...tendenzialmente credo non si possa generalizzare. Così a occhio e croce credo che chi sceglie la castità lo debba fare nella consapevolezza che si rinuncia all'atto, ma non si può abdicare la nostra natura umana, con la quale ci si troverà costantemente a fare i conti;negare questa evidenza, rimuoverla dalla nostra coscenza, è molto pericoloso e pure un po' ipocrita.


Quello che secondo me manca, e probabilmente è sempre mancato, è il riconoscimento della dignità del nostro essere al mondo come esseri sessuali.
La nostra essenza e la nostra sessualità hanno una dignità,umana per l'appunto, e di tutto rispetto.
Negarla significa non riconoscerle il giusto merito;enfatizzarla e farne un'attività autoremunerativa, autoreferenziale, significa svuotarla di significato. Significa che la mia "essenza"non ha significato, nè per me, nè per l'idiota che mi sono portata in camera da letto. Non c'è nessuno scambio e nessun riconoscimento fra le due persone; nessuna dignità nell'atto, al di là di un confuso e vago senso di riconoscimento o misconoscimento sociale: il primo in genere lo prova lui, il secondo lei.
Certamente non succede sempre così; ci sarà qualcosa di meglio.....se qualcuno mi vuole illuminare....

Buone feste
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Vecchio 28-12-2006, 22.55.09   #64
Patri15
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da maxim
Grazie Weyl per l’ottima e puntuale domanda…immaginavo di leggerti prima o poi in questa discussione quindi ti do il benvenuto tra gli affetti dalla “sindrome di Franco” (quella che spinge ad intervenire, nei casi gravi in forma ossessivo-compulsiva, a discussioni inerenti il sesso). Purtroppo siamo ancora pochi ad esserne affetti!

In un mio precedente post avevo appunto cercato di suddividere ciò che sono le pulsioni biologiche dell’uomo, dalle quali difficilmente ci si può sottrarre, e l’uomo-società creato dallo stesso uomo-animale. Troppo abbiamo preteso per l’uomo nella collettività e questo progetto sociale fatto di valori, principi, obiettivi è stato creato dalla ragione ovviamente a scapito di ciò che è istintivo, piacevole ma non duraturo, bello ma non eterno. E’ la rinuncia alla libertà dell’organismo biologico cui siamo ed il controllo o la repressione del piacere che hanno fondato la nostra civiltà…
…e così doveva essere!

L’uomo pre-sociale e pre-civile, non avrebbe potuto realizzarsi e differenziarsi/elevarsi sopra gli altri animali se avesse seguito e compiaciuto esclusivamente i suoi istinti. Non era pronto per fondare una società che potesse equilibrare i due aspetti…o tutto da una parte o tutto dall’altra.

Il piacere sessuale, in questa progetto societario, non poteva trovare spazio se non quello strettamente connesso alla riproduzione della specie. Esso è stato valorizzato e razionalizzato al massimo all’interno della sua necessaria funzione biologica e represso, demonizzato, distrutto nella sua funzione piacevole.
Grande sapiens l’uomo…ha saputo usare il sesso e non farsi usare dal sesso!

C’è da chiedersi se ora quest’uomo-sociale non sia effettivamente pronto ad equilibrarsi e regolarsi o abbisogni tuttora di negare i piaceri istintuali in favore di una ragione sempre più egoista che robotizza la società.

Sono pessimista caro Weyl...è innegabile come l’uomo si stia muovendo nella direzione sbagliata. Non è ancora pronto a godere del piacere di soffermarsi a gustare il momento abbandonando la sua brama di conquistare l’eterno.

Nell’assoluto pieno rispetto di chi afferma che non abbisogna di sesso o altri piaceri che alterano il battito cardiaco, io penso che così facendo venga negata la parte naturale dell’uomo e venga a mancare quella conoscenza relativa alla vera essenza dell’uomo stesso che attraverso una sano abbandono ai piaceri del sesso è componente essenziale per poter affermare “ora mi conosco”………un po’ di più!

In tal senso filosofia e sesso dovrebbero essere legate dagli stessi interessi (forse è per quello che non vanno d’accordo)…entrambi sono intrise di desiderio e di voglia di scoprire e conoscere….e come per la buona filosofia, che non dovrebbe mai aver paura di guardare fino in fondo a se stessa, così la natura sessuale dell’uomo dovrebbe spingerlo a conoscere in maniera più approfondita aspetti che, volente o nolente, gli appartengono.

Sono piuttosto d'accordo con Maxim: è ovvio che la natura sessuale ci appartiene, non solo: l'energia sessuale è Energia VITALE e non certo solamente perchè permette la riproduzione

Per quanto riguarda la sindrome di Franco, che dici, potremmo aprire un 3d apposito, senza venir meno alla tutela della privacy?. E' curioso il suo intervento puntuale solo nelle discussioni relative alla sessualità

A presto!
Patri15 is offline  
Vecchio 29-12-2006, 01.12.29   #65
Weyl
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da odissea

La nostra essenza e la nostra sessualità hanno una dignità,umana per l'appunto, e di tutto rispetto.
Negarla significa non riconoscerle il giusto merito;enfatizzarla e farne un'attività autoremunerativa, autoreferenziale, significa svuotarla di significato. Significa che la mia "essenza"non ha significato, nè per me, nè per l'idiota che mi sono portata in camera da letto. Non c'è nessuno scambio e nessun riconoscimento fra le due persone; nessuna dignità nell'atto, al di là di un confuso e vago senso di riconoscimento o misconoscimento sociale: il primo in genere lo prova lui, il secondo lei.
Certamente non succede sempre così; ci sarà qualcosa di meglio.....se qualcuno mi vuole illuminare....

Buone feste

Tu, dunque, neghi qualsiasi potenziale ermeneutico alla sessualità.
Intendendola, ovviamente, come dimensione dinamica della relazione interpersonale.
Sono d'accordo: in quanto la ragione stessa impone l'accordo, al di là di qualche finzione ammiccante.
Certo, non possono le remore ataviche delle poche tracce comportamentali ancora biologicamente prescritte nel DNA umano costituire, nella loro rigida ritualità, strumenti utili alla comprensione di tutto quel "nuovo" che, oltre tali retaggi, interi phyla evolutivi hanno faticosamente e sanguinosamente progettato.
Il senso è, più o meno il seguente: comprendo il significato di certi rituali rigidi di "corteggiamento" tra gli insetti, grazie alla duttilità mimetica del mio "non avere rituali rigidi" (leggasi:intelligenza).
Non sarà mai possibile il contrario.
Ti comprendo e ti dò ragione piena, cara odissea.

Lascia perdere, però, le considerazioni relative alla presunta incapacità dell'idiota, forse più bestialmente convincente dei più beceri tra i suoi "somiglianti", di non sapersi che "riconoscere" nell'"impersonale sociale".
Credo che voi, donne, amiate in costoro soprattutto la presuntuosa supponenza, che essi vi assicurano, di sentirvi tanto lontane dalle miserie della biologia.
Perseguitate da poveri diavoli, magari disposti ad aprire portafogli, cultura, educazione di alto bordo, oppure, se non vi è di meglio, la "lampo" dei pantaloni, vi credete tanto superbamente superiori al genere maschile.
Ma, vedi, la vera emancipazione intellettuale della donna (la quale significa:dimenticanza dell'identità di "genere" e confluenza in quella di appartenza alla "umanità" come specie e come istanza creatrice) è un'altra cosa dalla semplice disponibilità sessuale.
Quest'ultima non è che l'applicazione, acritica, del modello maschile di "gestione delle pulsioni" all'universo femminile.
Modello "maschile", ma, al di là di ciò, in se stesso perdente e inefficacie.

Credo che la differenziazione sessuale abbia fatto il suo tempo e che, evolutivamente, la riproduzione sessuata sia in procinto di essere superata.
In questo momento, gli esseri umani maschi e quelli femmine stanno nell'agone del mondo al modo in cui i neanderthaliani e i sapiens stavano nel cuore dell'Europa.
Una forma di intelligenza cancellerà l'altra.
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Vecchio 29-12-2006, 11.02.40   #66
Franco
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

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Originalmente inviato da Patri15
Per quanto riguarda la sindrome di Franco, che dici, potremmo aprire un 3d apposito, senza venir meno alla tutela della privacy?. E' curioso il suo intervento puntuale solo nelle discussioni relative alla sessualità

A presto!



Patri15,

stavo pensando ad una maniera "soft" di rispondere ad Odissea quando mi sono imbattuto nel tuo post. Sì, sì, aprite un thread apposito su Franco. Non sarebbe il primo...

Al di là della battuta:

- maxim non mi ha ancora risposto. Nessuno e nulla può d'altronde costringerlo a farlo.

- Ti consiglio di curare maggiormente i tuoi interventi se intendi entrare in comunicazione autentica con alcuni/alcune utenti del forum. Per me "Riflessioni" non è una perdita di tempo. Avresti detto " E' curioso il suo intervento puntuale solo nelle discussioni relative alla sessualità " , se ti fossi preoccupata di andare a cercare almeno tutte le discussioni nelle quali sono intervenuto?

- Al fine di evitare che si apra nientemeno che un thread sul comportamento di Franco, ti do qualche indicazione per comprendere, o almeno per non fraintendere clamorosamente. Come si dice non ho tempo - il tempo non é qualcosa che si ha- per intervenire seriamente in tutte le discussioni che mi interessano, giacchè finirei per rimanere dinanzi al computer per diverse ore la giorno. Il forum è composto da persone molto intelligenti, persone che mi terrebbero impegnato in un modo che non posso permettermi. Detto con altre e forse più efficaci parole: ne temo l'intelligenza! Spero di non essere frainteso.

In una situazione del genere, i miei frequentipost concernenti il "sessuale" hanno comunque un certo significato. Perchè così tanti proprio sul tema "sesso"? Le risposte potrebbero essere tante...... Ne vado a dare un paio:

- Non potrebbe essere il contrario per chi non intende la filosofia come un sapere da struzzi, per chi non intende la filosofia come una forma di sapere "debole" per nascondere a se stesso e agli altri la propria incapacità di pensare i problemi fondamentali dell'esistente.

- Non potrebbe essere il contrario per chi non intende la filosofia come una forma di sapere "non forte" allo scopo di dissimulare in qualche modo la propria capacità di "fare filosofia" parafrasando per decenni il pensiero altrui.

- Perchè è sempre altamente istruttivo verificare quanto sia radicata la presunzione di poter parlare di sessualità come cosa scontata, senza essere capaci d'impostare un discorso di tipo argomentativo.

- Perchè è sempre altamente istruttivo verificare quanto sia difficile ammettere la verità originaria e originante della sessualità.

- Perchè a meno di non credere nelle favole di religioni come quella cristiana - ti dici cristiana Patri15? - affondare le mani nel mistero dell'essenza umana è possibile solo attraverso una problematizzazione rigorosa di ciò che sempre la costituisce, di ciò che le é co-essenziale, la sessualità.

Mi fermo qui...


Franco
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Vecchio 29-12-2006, 11.34.13   #67
maxim
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

Abbandono per un attimo l’omino Marcuse, visto che sembrerebbe impossibile una società basata sulla visione orfico-narcisistica, e sterzo di colpo su Schopenhauer!

Vorrei provare a fregare quel freddo genio della natura che Schopenhauer pensava, a ragione, celato dietro le lusinghe dell’amore.
Concordo pienamente, e mi sembra possa risultare evidente a tutti, come sia impossibile il coinvolgimento cerebrale provocato dall’innamoramento senza l’idea successiva dell’atto sessuale. Se non fosse così forte l’incanto dell’amore qui ne andrebbe di mezzo la specie...il piacere momentaneo del solo atto sessuale non sarebbe sufficiente a garantire la sua perpetuazione. Non c’è nulla di “magico” o metafisico dietro la potenza della sessualità intesa nel senso più ampio del termine e come per tutte le funzioni che garantiscono la sopravvivenza della persona, il sesso garantisce la sopravvivenza al di fuori del singolo.
In questo caso ecco la differenza tra le normali funzioni biologiche come il nutrirsi e la sessualità. Le prime garantiscono la sopravvivenza del singolo inteso come IO mentre la seconda lo rapporta con gli altri e ne garantisce la sua eternità.
Schopenhauer afferma che l’unico scopo dell’amore è la riproduzione. Affermazione pericolosissima e facilmente strumentalizzabile. Se così fosse non potrebbe esistere amore tra due omosessuali in quanto verrebbe a mancare lo scopo principe. Dovrebbe quindi essere una cosa dalle sensazioni ben diverse l’amore tra due gay o tra due etero, come dovrebbe essere diversamente coinvolgente l’atto sessuale che si sta compiendo per procreare e quello che si pratica per piacere e con i dovuti accorgimenti anticoncezionali.
Freghiamolo dunque questo genio cinico della natura perché nell’uomo ha voluto che le cose fossero ben diverse rispetto agli animali dove è più chiaro il solo scopo riproduttivo dell’atto sessuale. Il genio della natura ha dotato l’uomo di ragione e con essa, assieme alla capacità di essere consapevoli della propria infelicità, gli ha concesso la sessualità anche a solo scopo piacevole.
Schopenhauer, in maniera molto ma molto azzardata, afferma che il senso di peccato e vergogna non deriva da motivi religiosi ma semplicemente perché l’uomo sa di commettere il peggiore dei crimini. L’amore non è altro che due infelicità che si incontrano, due infelicità che si scambiano ed una terza infelicità che si prepara.
A mio avviso invece è proprio grazie a questa consapevolezza di infelicità che l’uomo avrebbe saputo trarre piacere da ciò che, inizialmente ed in maniera istintiva, era nata come arma per la pura procreazione della specie. In tal senso l’uomo avrebbe saputo fregare la sua stessa natura...il sesso (inteso sempre nel senso ampio del termine) è l’unico strumento reale, naturale, tangibile per combattere questa infelicità…

…per i metodi da adottare ritorneremo al Marcuse.

maxim is offline  
Vecchio 29-12-2006, 11.59.16   #68
maxim
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Originalmente inviato da odissea

Non c'è nessuno scambio e nessun riconoscimento fra le due persone; nessuna dignità nell'atto, al di là di un confuso e vago senso di riconoscimento o misconoscimento sociale: il primo in genere lo prova lui, il secondo lei.
Certamente non succede sempre così; ci sarà qualcosa di meglio.....se qualcuno mi vuole illuminare....


...ed infatti uno dei metodi per trarre piacere continuato dall'atto sessuale è quello di non vedere il sesso...solo come atto sessuale!
E' l'unione cerebrale tra due persone che si attraggono (sessualmente) il vero piacere da sfruttare mentre l'atto sessuale è solo un completamento del tutto che potrebbe anche mancare!

Io ad esempio ritengo di fare dell'ottimo sesso, piacevolmente coinvolgente, intimamente emozionante, anche solo mettendo le mie mani tra i capelli di una bella donna...avvengono scambi di informazioni e di energie di molto superiori all'atto sessuale.

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Vecchio 29-12-2006, 20.02.35   #69
Patri15
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Riferimento: L'atto sessuale come costituente dell'uomo

UNIONE Sogno di unione totale con l'essere amato.

Definizione dell'unione totale: è l'«unico e semplice piacere», «la gioia senza neo e senza mescolanza, la perfezione dei sogni, il fine ultimo di ogni speranza», «la magnificenza divina», essa è: il riposo indiviso. O anche: l'appagamento della possessione; io sogno che noi godiamo l'uno dell'altro secondo un'appropriazione assoluta; è l'uníone fruitiva, la fruizione dell'amore (la parola è pedante? Con la sua fricazione iniziale e il suo scorrere di vocali acute, il godimento di cui essa parla s'accresce di una voluttà orale; dicendola, io godo di questa unione nella bocca).

Oltre all'accoppiamento vi è quest'altro abbraccio, che è una stretta immobile: siamo ammaliati, stregati: siamo nel sonno, senza dormire; siamo nella voluttà infantile dell'addormentamento: è il momento delle storie raccontate, della voce che giunge a ipnotizzarmi, a straniarmi, è il ritorno alla madre (nell'amorosa quiete delle tue braccia, dice una poesia musicata da Duparc). In questo incesto rinnovato, tutto rimane sospeso: il tempo, la legge, la proibizione: niente si esaurisce, niente si desidera: tutti i desideri sono aboliti perché sembrano essere definitivamente appagati.

Tuttavia, nel mezzo di questo abbraccio infantile, immancabilmente, il genitale si fa sentire; esso viene a spezzare l'indistinta sensualità dell'abbraccio incestuoso; la logica del desiderio si mette in marcia, riemerge il voler prendere, l'adulto si sovrappone al bambino e, a questo punto, io sono contemporaneamente due soggetti in uno: io voglio la maternità e la genitalità. (L'innamorato potrebbe definirsi un bambino con il membro eretto: tale era il giovane Eros).
(Da Frammenti di un discorso amoroso - R. Barthes)

La sessualità è libera, si costituisce come momento che trascende i suoi stessi limiti, costituendosi come fondamento stesso dell'esistenza.

Ma, il gesto erotico che mi conduce verso l'altro, verso la sua ontologica ambivalenza, nasce dentro di me e - dopo aver raggiunto l'altro da me - mi sorprende in una ricerca dell'altro ... dentro di me.

Non so se sono stata abbastanza argomentativa, Franco.

Ciao a Tutti

<<<O sprich, mein herzallerliebstes Lieb, warum verliessest du mich?>>>
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Vecchio 30-12-2006, 13.14.18   #70
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Originalmente inviato da Weyl
Tu, dunque, neghi qualsiasi potenziale ermeneutico alla sessualità.
Intendendola, ovviamente, come dimensione dinamica della relazione interpersonale.
Sono d'accordo: in quanto la ragione stessa impone l'accordo, al di là di qualche finzione ammiccante.
Certo, non possono le remore ataviche delle poche tracce comportamentali ancora biologicamente prescritte nel DNA umano costituire, nella loro rigida ritualità, strumenti utili alla comprensione di tutto quel "nuovo" che, oltre tali retaggi, interi phyla evolutivi hanno faticosamente e sanguinosamente progettato.
Il senso è, più o meno il seguente: comprendo il significato di certi rituali rigidi di "corteggiamento" tra gli insetti, grazie alla duttilità mimetica del mio "non avere rituali rigidi" (leggasi:intelligenza).
Non sarà mai possibile il contrario.
Ti comprendo e ti dò ragione piena, cara odissea.

Lascia perdere, però, le considerazioni relative alla presunta incapacità dell'idiota, forse più bestialmente convincente dei più beceri tra i suoi "somiglianti", di non sapersi che "riconoscere" nell'"impersonale sociale".
Credo che voi, donne, amiate in costoro soprattutto la presuntuosa supponenza, che essi vi assicurano, di sentirvi tanto lontane dalle miserie della biologia.
Perseguitate da poveri diavoli, magari disposti ad aprire portafogli, cultura, educazione di alto bordo, oppure, se non vi è di meglio, la "lampo" dei pantaloni, vi credete tanto superbamente superiori al genere maschile.
Ma, vedi, la vera emancipazione intellettuale della donna (la quale significa:dimenticanza dell'identità di "genere" e confluenza in quella di appartenza alla "umanità" come specie e come istanza creatrice) è un'altra cosa dalla semplice disponibilità sessuale.
Quest'ultima non è che l'applicazione, acritica, del modello maschile di "gestione delle pulsioni" all'universo femminile.
Modello "maschile", ma, al di là di ciò, in se stesso perdente e inefficacie.

Credo che la differenziazione sessuale abbia fatto il suo tempo e che, evolutivamente, la riproduzione sessuata sia in procinto di essere superata.
In questo momento, gli esseri umani maschi e quelli femmine stanno nell'agone del mondo al modo in cui i neanderthaliani e i sapiens stavano nel cuore dell'Europa.
Una forma di intelligenza cancellerà l'altra.

Caio Weyl,
in realtà non nego alcuna possibilità; semplicemente appartengo a quella famosa generazione degli under30 confusa e frastornata che non è in grado di negare nè di affermare, in quanto non ci capisce nulla. Riporto semplicemente le impressioni raccolte osservando me stessa e chi ho attorno, e a volte non è un bel vedere.
Onestamente ritengo che "l'idiozia" non sia una caratteristica che appartenga ad un genere o all'altro; è una qualità trasversale e sono convinta non sia neanche una caratteristica permanente: ognuno di noi può essere (e almeno un paio di volte nella vita è stato)colpito da un "raptus di idiozia" e fare qualcosa di avventato, qualcosa che, a pensarci col senno di poi, non aveva alcun significato e non ci ha migliorati come pesone.
A volte il sesso fra due persone (uomo-donna, uomo-uomo, donna-donna, poco importa)accade così: per "raptus".
Il succo del discorso, a di là delle mie acidità natalizie, è che il sesso non ha DI PER SE' un valore; probabilmente questo valore ce l'avrà il sesso fatto in una determinata maniera, con determinate motivazioni e modalità.
Il sesso all'interno di una coppia certamente è qualcosa di diverso rispetto al sesso fra due persone che coppia non sono; queste ultime, hanno la possibilità di fare un sesso "di qualità",arricchente e valorizzante?Ha senso "conoscitivo" in questo caso?

Riguardo all'ultimo pezzo del tuo post.....mi chiedevo fino a dove sei serio e da che punto esattamente cominci ad enfatizzare ironicamente la questione perchè cominci da qualche parte, vero?
odissea is offline  

 



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