Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 05-11-2012, 07.54.12   #101
oroboros
Ospite abituale
 
Data registrazione: 26-01-2008
Messaggi: 175
Riferimento: Definire Dio

Dio non può essere definito senza la certezza di ridurne l'essenza, tanto da avere una risposta che con Dio non ha parentele. Gli attributi che non gli converrebbero sono più numerosi delle stelle. Assoluto, infinito ed eterno sono modi negativi per dire che è unico e senza parti in relazione tra loro, privo di limiti e non sottomesso alla durata temporale. Solo la negazione può definirlo, perché l'Assoluto è causa del relativo, suo riflesso capovolto, e nessuna causa può entrare nei suoi effetti, così come nessun contenitore potrebbe stare all'interno di ciò che contiene. Alcune considerazioni attorno all'Assoluto, però, è opportuno farle: Assoluto significa anche Libertà assoluta, dunque priva di costrizioni. Noi siamo liberi di scegliere perché la Libertà assoluta non è libera di contraddire se stessa, e quando si riflette nella costrizione dell'esistenza lo fa portando in quel riflesso la libertà relativa. Per aggirare il rischio di dover fare un trattato di metafisica esporrò, sinteticamente, il modo di concezione delle scritture vediche: l'Assoluto è il Brahman ed è chiamato "Quello" proprio perché è il modo più facile e meno rischioso di definirlo senza definirlo. Il Brahman si riflette, secondo la sua legge universale, nella prima divisione chiamata Brahma che ha due aspetti complementari tra loro e che sono Brahma nirguna (senza attributi) e Brahma saguna (con attributi). Brahma saguna quando è riferito alla manifestazione della realtà è chiamato Ishvara e corrisponde alla concezione cristiana di Dio. Ishvara è la causa dell'essere ed è il primo Essere ma, in quanto causa dell'essere, è fuori dall'esistenza e partecipa alla Non esistenza. Per questa ragione in metafisica chiedersi se Dio esista è una contraddizione in termini. Poiché la realtà relativa è caratterizzata da una somma di limiti essa è da considerarsi negativa nei confronti della Realtà priva di limiti perché assoluta. Questo suo costituire una negazione implica che ogni altra negazione espressa al suo interno diviene la negazione di una negazione che corrisponde a una affermazione; questo implica che affermare la non esistenza di Dio corrisponde al modo migliore per affermare la concretezza della sua ineffabilità.
Non è questo il luogo per dilungarsi su queste cose, per cui mi fermerò per il sollievo di molti.

Ultima modifica di oroboros : 05-11-2012 alle ore 17.02.16.
oroboros is offline  
Vecchio 05-11-2012, 08.38.18   #102
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: Definire Dio

Io credo che l'uomo sia un intervallo interno i cui estremi sono l'uomo e Dio. Ossia l'uomo è più di un animale ed è meno di un Dio. Ma sia l'animale che Dio, io credo, sono fenomeni interni all'uomo, che gli appartengono. Non credo che l'uomo abbia iniziato a credere in Dio inventandosi uno/o più di un idolo da adorare. Così come l'impulso animale è innato nell'uomo, il cosiddetto istinto di conservazione, così è l'impulso divino, l'impulso ad elevarsi.
Trovo molto significativa la metafora di Baudelaire, cioè che l'uomo è come una pianta le cui radici traggono nutrimento dal terreno, dalle impurità, ma i cui rami e le cui foglie si protendono al cielo.
Tutto ciò che esiste è l'uomo, nel senso che solo l'uomo è cosciente di esistere. Esistono anche gli animali e la materia inorganica, ma sia gli uni che l'altra si limitano a fare la cosa più facile. I corpi celesti si limitano a girare nella loro orbita, gli animali si sfamano e poi si sdraiano a terra paghi e sazi. E' solo l'uomo che cerca di spingersi sempre oltre, di conoscere sempre di più, di dominare sempre più l'ambiente, di migliorare sempre più le proprie condizioni di vita.
Cosa spinge l'uomo ad elevarsi se non questo bisogno che ci sia un Dio? Questo non significa certo che sia dimostrato che Dio esiste, ma per me è dimostrato che l'uomo ha bisogno che ci sia un Dio.
Perchè così come aborre di essere paragonato all'animale, così aspira ad avvicinarsi ad un essere superiore dal quale si sente in qualche modo abitato.
Così penso che l'uomo non può trovare Dio cercandolo all'esterno, ma soltanto guardando dentro di se e facendo in modo di diventare il più virtuoso possibile. In questo senso paiono più realistiche le religioni orientali rispetto al cristianesimo, all'ebraismo ed all'islam, per le quali religioni esiste un dio severo giudice ed arbitro sia dell'universo che dei pensieri più reconditi e che somministra premi e punizioni. Le religioni sono paradigmi spirituali, che ingannano nel momento stesso in cui pretendono di affermare qualcosa in modo incontrovertibile. Ed il male di questa cosa è forse superiore al bene del paradigma spirituale. Per questo amo lo stoicismo, che offre un paradigma spirituale senza l'imposizione di una sapienza divina che, come insegna il maestro Socrate, è al di fuori della possibilità umana.
Quanto più l'uomo diventa migliore, interrogandosi sulla propria coscienza, tanto più si avvicina a Dio. Questa è l'unica certezza che ho su Dio.
CVC is offline  
Vecchio 05-11-2012, 15.53.21   #103
bobgo
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-08-2012
Messaggi: 128
Riferimento: Definire Dio

Gyta, in questi ultimi post percepisco la conferma di ciò che temevo.
Forse non avrei dovuto insistere e me ne scuso, ma come saperlo prima d’averci provato?
D’altronde, ho cercato solo di rilevare ciò che, a mio parere, potrebbe essere dannoso.
Che poi ognuno segue la sua strada, chi può dire qual è la migliore?

Nessun atto sincero, che voglia il giusto, va mai sprecato. Perché ciò che davvero importa è l’amore che riusciamo a far sgorgare da noi stessi. Questo, lo credo vivamente, è lo scopo dell’esserci.
Ed è solo una questione di fede, che coinvolge però la mia stessa origine, perché nell’esserci la Verità assoluta non c’è.
Fede in Dio che appare come Nulla, un Nulla fonte d’infinite possibilità.
bobgo is offline  
Vecchio 06-11-2012, 10.15.49   #104
oroboros
Ospite abituale
 
Data registrazione: 26-01-2008
Messaggi: 175
Riferimento: Definire Dio

È l'essere che sta nella Verità assoluta, e in quanto suo figlio partecipa della stessa e unica centralità. È attraverso questa filiazione che nelle possibilità dell'essere è compresa la comunicazione consapevole col proprio centro, centro che è assoluto ed è visto come interno dal punto di vista dell'uomo, mentre da quello dell'Assoluto che tutto comprende in principio deve necessariamente essere visto come comprendente ed esterno all'essere. Qualcuno potrebbe intelligentemente concepire una moltitudine di verità relative una all'altra senza che ci sia una verità che tutte comprende nell'unità costituita dalla Verità? L'equilibrio totale è sempre la somma degli equilibri parziali dai quali è composto; allo stesso modo della verità che è formata dalla somma delle proprie imperfezioni. La verità totale, equilibrata e armonica, in sintonia col bene comune, costituisce il riflesso della Verità unica inesprimibile. Commette un errore chi pensa possa sussistere un effetto senza la causa che lo produce, e la causa è sempre superiore ai propri effetti. Procedendo in questo modo la logica arriva a dover concepire la causa prima, senza dimenticare che la logica è a sua volta figlia della Verità e, per questa filiazione, sta in un rapporto con la Verità analogo a quello che lega un contenuto al proprio contenente, così che la logica non può comprendere la Verità totale dalla quale è compresa.
oroboros is offline  
Vecchio 10-11-2012, 17.39.42   #105
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: Definire Dio

Definire Dio, dato che Dio non è un oggetto sensibile, significa idealizzarlo. Così a me viene da pensare al caso in cui qualcuno mi parla di una terza persona e mi dice che questa persona è così e cosà, fa questo e quello, dice questa cosa e quell'altra. Allora io, non avendo mai incontrato la persona in questione, la idealizzo, creo nella mia mente un'immagine che la rappresenti.
Quando poi mi capita di incontrarla effettivamente, confronto la mia precedente idealizzazione con quella persona in carne ed ossa. Inevitabile conseguenza è che nel migliore dei casi troverò delle divergenze fra l'immagine idealizzata e la persona concreta, nel peggiore dei casi potrei fare esperienza di una persona completamente diversa dall'immagine idealizzata, per errori di descrizione di chi me ne aveva parlato, per miei pregiudizi o altro.
Ne conseguo che le religioni idealizzano Dio, e nel migliore caso in cui Dio esista, e nel caso ancor più eccellente in cui mi capiti di incontrarlo, l'esperienza non potrà essere coincidente con l'idealizzazione di Dio proposta dalla religione. Proprio come nel caso di una persona che mi è stata rappresentata da altri nel momento in cui la incontro concretamente.

In seguito a questo ragionamento mi pare inutile tentare di definire Dio, in quanto l'idea di Dio potrebbe benissimo essere un qualcosa di innato nel nostro inconscio, come i caratteri ereditari della specie, l'istinto della sessualità per la conservazione della specie e dell'aggressività per proteggere la prole, come la paura che fa scorrere il sangue verso gli arti per predisporci alla fuga o al combattimento per scampare ai pericoli, o come il piacere che la natura ha associato alle funzioni necessarie alla sopravvivenza come la sessualità e la nutrizione.
Dio potrebbe benissimo essere non un'idea ma un carattere ereditario e necessario della nostra specie.
Scrisse Eschilo
"Se vuoi cacciare dalla mente il dolore con verità, allora devi rivolgerti a Dio"
CVC is offline  
Vecchio 16-11-2012, 12.24.10   #106
Duc in altum!
Ospite abituale
 
Data registrazione: 14-11-2012
Messaggi: 919
Riferimento: Definire Dio

Dio è quel qualcuno che, anche inconsapevolmente, ti fa sentire come se ti manca sempre qualcosa, anche se apparentemente possiedi tutto.
Dio è l'emozione del primo bacio, ma anche la magia del non sapere che il primo amore può terminare.
Dio è comprendere che il coraggio è come la paura solo che giunge due secondi dopo.
Dio è quell'amico immaginario che non ci tradisce mai.
Duc in altum! is offline  
Vecchio 17-11-2012, 00.15.12   #107
hicher
Ospite
 
Data registrazione: 31-12-2007
Messaggi: 31
Riferimento: Definire Dio

Dio è il creatore dell'universo, il tempo e lo spazio. la prima causa dell'universo.
Dio esiste a prescindere delle interpretazioni religiose sbagliate o giuste siano. è l'unica risposta logica a chi vuole capire l'origine di un universo limitato e che ha per forza un inizio e segue anche un disegno perfetto ... il disegno perfetto implica l'esistenza di una volontà Intelligente di un creatore non limitato nel suo universo creato da lui. Dio supera la nostra capacità di definirlo o percepire la sua essenza coi nostri limitati sensi.

Dio è unico secondo una logica semplice di Occam's razor, cioè, non bisogna mai moltiplicare gli entità più di quanto sia necessario.

Dio è illimitato, quindi non creato perché non possiamo andare oltre la prima causa dell'universo con un infinita regressione ( la serie infinita esiste solo in matematica e non permette mai l'esistenza di niente )

Questo quello che penso in quanto musulmano, e che si trova anche nei seguenti versetti coranici :

(...)non esiste alcun dio al Suo fianco; ché altrimenti ogni dio se ne sarebbe andato con ciò che ha creato e ognuno [di loro] avrebbe cercato di prevalere sugli altri. Gloria ad Allah, ben oltre quello che affermano! (91

(...) “Egli Allah è Unico, (1) Allah è l’Assoluto. (2) Non ha generato, non è stato generato (3) e nessuno è eguale a Lui”. (4)

Niente è simile a Lui.

Dicono: “Allah Si è preso un figlio”. Gloria a Lui, Egli è Colui Che basta a Se Stesso: Gli appartiene tutto quello che è nei cieli e tutto quello che è sulla terra. Non avete nessuna prova per dire ciò: direte su Allah ciò che non sapete? (68)

Gli sguardi non lo raggiungono, ma Egli scruta gli sguardi. È il Perspicace, il Ben Informato. (103)


L'apice della saggezza non è la paura di dio ma bensì la consapevolezza che dio esiste! Taqiuddin al-Nabhani

Ps : la ricerca di definire Dio non va confusa con i testi sacri e le varie interpretazioni religiose della divinità ..


Ricordatevi che Dio esiste comunque. e capire la sua esistenza e la sua essenza non è un mistero religiose dogmatico ma bensì un realtà invariabile dimostrabile razionalmente, nonostante gli errori degli addetti alla religione.
hicher is offline  
Vecchio 17-11-2012, 19.07.48   #108
Apollonio Massimo
Ospite
 
Data registrazione: 17-11-2012
Messaggi: 11
Riferimento: Definire Dio

Il primo comandamento cosa dice in proposito?
Non azzardo ad inserirmi nell'indagine di ciò che non è nominabile e neppure pensabile.
Noi (enti finiti), non possiamo pensare l'infinito. Non siete d'accordo??
Apollonio Massimo is offline  
Vecchio 18-11-2012, 20.30.24   #109
ulysse
Ospite abituale
 
L'avatar di ulysse
 
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Definire Dio

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Definire Dio, dato che Dio non è un oggetto sensibile, significa idealizzarlo.
Suppongo che l’idea di Dio…comunque di una o più entità percepite come meritevoli di adorazione…comunque di sovrumana attenzione, sia stata fra i primi caratteri distinguenti l’umanità, giusto allora, emergente dalla animalità…forse 30 o 40 mila anni fa e, via via, sempre più.

Che fosse oggetto sensibile o insensibile era ininfluente…non interessava quegli ominini…anzi, per loro la cosa era estremamente concreta, altrimenti non poteva servire.
Voglio dire che idee tanto sofisticate quali oggi si coltivano a proposito del divino o dell’ultraumano metafisico (vedi oroboros) erano, per quegli ominini, inconcepibili ed anche inutili.

Nell’idea del divino, pluripotente e superumano, i primi ominini cercavano semplicemente aiuto e protezione...magari speranza: una sorta di loro preghiera, non dissimile dalla nostra, poteva essere la seguente:
Tu, Divino Assoluto, che tutto puoi…:
1)- Dacci conforto e coraggio nell’affrontare i nemici che occupano i nostri campi di caccia!
2)- Salvaci dalla tigre che ci assale nel buio della notte,
3)- Aiutaci nel trovare abbondante cacciagione,
4)- Rendi la nostra prole numerosa, (segno di alta mortalità infantile!),
5)- Mantieni lontani gli spiriti del male,
6)- Placa le forze oscure della natura….che non invadano le nostre grotte, (fuoco, fulmini, inondazioni, terremoti, ecc…)
7)- Caccia da noi l'ombra oscura della morte,(i greci inventarono le Parche!)
8)- Dacci una vita dopo la morte...in un luogo adatto...desiderabile e premiante: spunta il trascente!
8)- ecc…

Probabilmente gli spiriti del male erano quelle cosine che noi chiamiamo virus o quei fantomatici semidei (metereologi) che mandavano o non mandavano le piogge, temporali e uragani o che anche creavano (vulcanologi) il fuoco eruttante dei vulcani, ecc….

Naturalmente, nella mente dell'ominino, il totipotente Dio, magari esplodente in pluripotenti divinità, poteva anche suscitare gli spiriti del bene che facevano l’opposto degli spiriti del male: fra tali e tanti spiriti, quei primi ominini e poi ominidi e poi magari uomini, si dibattevano impotenti e terrorizzati, incapaci di intervenire e operare, …paurosi per l’incombere del male, ma speranzosi e felici del bene che comunque, in alternativa, accadeva e che il divino, comunque fosse, mandava quando, di preci adoranti, fosse soddisfatto.

Sembra strano, ma, dopo 30 o 40 mila anni…e forse più, magari dai tempi dell’Homo Erectus, o del Paradiso Terrestre, se crediamo nella Creazione, ancor oggi, pur evoluti e acculturati, smaliziati e secolarizzati, ancora ci rivolgiamo agli spiriti protettori affinchè elidano il Male e mandino il Bene.

Sembra che non ci rendiamo conto che siamo sempre noi a fare o provocare, per eccesso o mancanza, sia il bene che il male…in alternativa, secondo convenienza e nostre scelte!...magari vittime o fruitori delle incombenti leggi di natura.

Ecco quindi che preghiamo ed esaltiamo, con complesse eclatanti, esaòtanti, strutture dialettiche logico descrittive, l’Essere, l’Unico, l’Assoluto, ecc... come sorgente da cui tutto si origina: vedi, ad es., “I Principi Universali” di oroboros, che oroboros stesso definisce di origine non umana!

Sorge allora spontanea l’idea: ma che sia in noi intrinsecamente nascosta, codificata nel nostro DNA, l’idea del divino e la pulsione a cercare e trovare in lui conforto e supporto di Verità…. nonchè di adorarlo? …dato anche che, nella storia, sempre troviamo riti descriventi concreti sacrifici agli dei…. anche di umani?
Citazione:
Ne conseguo che le religioni idealizzano Dio, e nel migliore caso in cui Dio esista, e nel caso ancor più eccellente in cui mi capiti di incontrarlo, l'esperienza non potrà essere coincidente con l'idealizzazione di Dio proposta dalla religione. Proprio come nel caso di una persona che mi è stata rappresentata da altri nel momento in cui la incontro concretamente.
Può essere vero, ma poichè quasi mai capita di incontrare Dio per strada in carne ed ossa, che tu lo riscontri o non lo riscontri corrispondente alla idealizzazione, è ininfluente.

Le religioni e le filosofie teistiche si sforzano di definire Dio a tua immagine e somiglianza, comunque eccelso, come esercizio, al semplice scopo di propaganda per suscitarne/mantenerne l’idea nella mente e nel sentire del popolo credente che deve aver fede ed adorare.

In contraddizione con l’ipotesi della “idea di Dio innata”, sospetto che se le religioni e le filosofie teiste non si organizzassero e non si apprestassero (non si fossero aprestate) alla propaganda con riti adeguati,… magari anche impressionanti per lo sfarzo, il mistero, il prodigio appositamente riprodotto, l’idea di Dio si disaggregherebbe, andrebbe nel dimenticatoio ed addio religione con relativi dogmi e principi…come in effetti oggi accade con la cosiddetta secolarizzazione.

Oppure il supposto senso innato del divino riaggregherebbe una diversa religione: anche questo succede con la spinta centrifuga che abbattendosi sulle religioni originarie tradizionali, le disaggrega in religioni derivate.

Purtroppo è un fatto che non esiste l’algoritmo di Dio e neppure algoritmi relativi alle singole religioni..per cui nemmeno le religioni e l'idea stessa di Dio, si sottraggono alle mutazioni dovute al trascorrere del tempo.

In proposito ed in relazione alla scienza, mi pare che Papa Giovanni Paolo II avesse ad esclamare: “La verità non può contraddire la Verità!”
Sembra invece che la cosa possa accadere benissimo....sia per il diversificarsi delle religioni che per l'avanzare erodente della scienza anche su argomenti di tradizione filosofico-religiosa.
Citazione:
In seguito a questo ragionamento mi pare inutile tentare di definire Dio, in quanto l'idea di Dio potrebbe benissimo essere un qualcosa di innato nel nostro inconscio, come i caratteri ereditari della specie, l'istinto della sessualità per la conservazione della specie, ecc…
Difficilmente la particolare idea della divinità potrebbe essere codificata nel DNA...
Infatti la difficoltà è che le diverse religioni perseguite nel mondo esprimo loro specifiche divinità diversamente definite!
Magari vi è codificata, nel genoma, la pulsione della esigenza/ricerca di conforto, protezione, soddisfazione, che può essere mutuata dalla fede nella divinità trascendente che ti protegge e punisce o semplicemente nel re, nel leader o nel capo del clan e del branco.

Poi i popoli trovano un qualche modo per mettere in pratica e perseguire la pulsione: il guaio è che una volta imboccata una strada poi è difficile tornare indietro.

Una soluzione genetica di tale tipo non è poi così strana o innovativa: le società animali evolute hanno un capo branco!
Nel loro DNA è inscritta la pulsione all’asservimento e obbedienza al capobranco: cosa evidentemente rivelatasi utile per la continuità della particolare specie. Si sono cioè, in prevalenza, affermate ed evolute quelle organizzazioni sociali che ammettevano un capobranco.

Anche per gli umani i fenomeni di totalitarismo nell’assetto politico di un paese derivano da questo: ne emerge la fede nel partito e nel capo…o nella ideologia che, fugando il dubbio, ci rassicura.
Probabilmente in certe situazioni sociali ed economiche la cosa appare utile.

Anche noi, ultimamente, abbiamo ritenuto utile assoggettarci ad un governo tecnico…per quanto la cosa non sembri più così confortante.
Citazione:
Dio potrebbe benissimo essere non un'idea, ma un carattere ereditario e necessario della nostra specie.
Qulcosa del genere...però non credo che l'dea definitsa di Dio costituisca un carattere ereditario: c'è chi non nutre una tale pulsione...ma non significherebbe!

Credo, piuttosto, che nella nostra cultura e società ognuno di noi si faccia un’idea più o meno elevata di cosa sarebbe un Dio…anche se non ci crede…non crede, cioè, in una effettiva sua influenza ed esistenza nel nostro mondo.

Come ho già detto, però, sembra, invece, essere codificata nel nostro genoma la pulsione a cercare e trovare conforto, protezione e supporto per aspirare ad un meglio soddisfacente anche oltre il materiale e per sempre oltre la vita: pulsione a non morire mai.
La coscienza della immortalità fà emergere nell'individuo forza e coraggio: un popolo, o. piu' estesamente, una specie in cui siano prevalenti tali individui, tende ad imporsi ed a diffondere e far prevalere il proprio seme portante il gene della pulsione detta.

Tali esigenze, pulsioni e modalità derivanti poi, praticamente, le risolviamo in conformità e ambito della nostra società e cultura… non necessariamente e non sempre rivolgendoci al trascendente.

Forse un qualcosa di analogo accade con la nostra capacità verbale: non è che alla nascita conosciamo un linguaggio: la lingua madre la impariamo con gli anni.
Se la mamma, fin dalla culla, non ci parla e mai sentimo parlare, restiamo muti…forse nemmeno capaci di “lallare”

Quindi il nostro organo cerebrale ha solo acquisito evolutivamente e porta in sè la capacità di una tale apprendimento …per qualunque linguaggio, ma non conosce nessuna lingua.

Anlogamente, se la religione e l’idea di Dio non ci viene insegnata o non la mutuiamo dalla società di appartenza, non conosceremo mai nessuna religione, nessuna idea teistica e nessun Dio…oppure potremmo reinventarlo.
Citazione:
Scrisse Eschilo
"Se vuoi cacciare dalla mente il dolore con verità, allora devi rivolgerti a Dio"
La frase è affascinante ed Eschilo, per i suoi tempi, forse ha dato una buona soluzione.
Anche oggi, infatti, non è proibito rivolgersi a Dio e trovarci conforto e verità.
Io però raccomanderei, nel caso di insorgenza di un qulche dolore psico-fisico, di non tralasciare di rivolgersi quanto prima al medico, all’ospedale per una TAC o MRf, o, se del caso, ad un buon analista.

Ultima modifica di ulysse : 19-11-2012 alle ore 14.21.55.
ulysse is offline  
Vecchio 19-11-2012, 13.30.02   #110
ulysse
Ospite abituale
 
L'avatar di ulysse
 
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Definire Dio

Citazione:
Originalmente inviato da Apollonio Massimo
Il primo comandamento cosa dice in proposito?
Non azzardo ad inserirmi nell'indagine di ciò che non è nominabile e neppure pensabile.
Noi (enti finiti), non possiamo pensare l'infinito. Non siete d'accordo??
Ma se noi umani non parliamo e non trattiamo di infiniti e di infinitesimi ai diversi livelli ... chi lo potrebbe fare?...chi altri può parlare scrivevere e far di conto oltre noi? ...un pappagallo forse?

Il significante infinito l'abbiamo introdotto nel nostro linguaggio! Ha un significato!...perchè non potremmo indagarne e parlarne?
Comunque una indagine sull'"innominabile" ed "impensabile" sarebbe impossibile poiche nulla ne sapremmo: è una contraddizione tipica dei discorsi teologici o metafisci.

Ma che c'entra il primo comandamento?

Tendere all'infinito è una espressione comune della matematica e, banalmente, osserviamo convenzioni del tipo: "infinito diviso qualunque numero = infinito" e "un qualunque numero finito diviso infinito = zero"

Già Zenone nel V secolo a.c. inventò il paradosso secondo cui, data una distanza iniziale finita, mai Achille avrebbe raggiunto la tartaruga...avvicinandosi solo per infinitesimi... all'infinito...ammesso sia sensato considerare intervalli inferiori al "qunto"!

Puoi capire che, da allora, di strada se n'è fatta assai sul concetto di infinito...direi infinita...se non fosse che l'infinito è sperimentalmente irraggiungibile...irrealizzabi le...lo stesso che la perfezione...per quanto teoricamente lo sia...almeno come tendenza al limite...asintoticamente!

La stesso di Achille mai raggiunge la tartaruga...in un mondo non quantistico
In un mondo quantistico la tararuga serebbe fregata!

Ultima modifica di ulysse : 19-11-2012 alle ore 18.21.10.
ulysse is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it