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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 02-02-2004, 21.48.38   #41
Marco_532
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...la natura della coscienza di sè non è lontana dal quella della respirazione, del battito cardiaco, del pensiero ecc...è solo una funzione mentale generata da componenti interne alla mente, quali, neuroni, sinapsi, segnali elettrici e chimici...

...che ci sia qualcosa di ancora non scoperto questo è sicuro, ma che questa cosa sia di origine divina o meno, e il fatto di inserirla in uno dei due contesti, non dovrebbe influire sulle nostre vite - ma purtroppo Maya è una brutta bestia - più di quanto non influisca un pomeriggio di pioggia...

...bisognerebbe fermarsi e dire : Ho coscienza di me! Perchè? Non lo so!...se la scienza da una mano ben venga, ma se qualcosa di inspiegabile viene inscritto in contesti non speimentabili e quindi del tutto fantasiosi, questa è pura presunzione di poter e voler comprendere il Tutto e poichè fantasiosi e non sperimentabili possono essere definite illusioni o speranze prive di fondamento...

Ciao, Marco .
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Vecchio 03-02-2004, 00.35.35   #42
Sté-detonator
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Marchino, sei d'accordo se aggiungo che anche questa frase 'ho coscienza di me' la diciamo solo perché qualcuno l'ha già detta prima di noi e ce l'ha passata? Quella 'coscienza' di me è ancora conoscenza morta del passato che qualcuno ci ha tramandato. Noi non possiamo neanche 'sapere', 'aver coscienza' (in questo senso i termini sono ugualissimi) di essere vivi o morti. Qualcuno ci ha informato di ciò da quando siamo nati, e il dialogo interno continua, non è così che si funziona (anche se male)?. D'altra parte non è sano cercare e/o avere la presunzione di interromperlo, pena la morte fisica (non in senso romantico tipo 'sono morto a tutti i miei ieri e ora vivo l'attimo presente...'). Quel fascio di pensiero e conoscenza (solo che adesso sfunzionante, purtroppo) siamo noi. Se lo 'aberriamo' fino a toglierlo se ne va anche il corpo, visto che questo 'io' o 'se' ha preso il comando neurologico e chimico dell'organismo.
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Vecchio 03-02-2004, 00.55.04   #43
Marco_532
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Marchino, sei d'accordo se aggiungo che anche questa frase 'ho coscienza di me' la diciamo solo perché qualcuno l'ha già detta prima di noi e ce l'ha passata?

...la coscienza di sè è un fenomeno naturale comune a più specie viventi e descrive consapevolezza dell'Io Sono...questa non è illusione, questa è realtà...Io sono e Tu sei...

...a uno scimpanzè viene disegnato un puntino colorato sulla fronte...viene messo davanti allo specchio...lui riesce comprendere che l'essere riflesso è lui, tando da indicare il puntino, non sullo specchio, ma direttamente poggiando il dito sulla sua fronte...questo descrive il termine coscienza di sè...consapevolezza dell'Io Sono...

...per quanto riguarda la coscienza di morte, questa può essere continuamente sperimentata nella morte dell'altro...

Ciao, Marco .
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Vecchio 03-02-2004, 01.05.06   #44
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Beh, quella, in riferimento agli animali, la chiamo anchio, intelligenza naturale. Dovrebbe essere così anche per noi, eppure siamo più contenti insistendo con 'consapevolezza' e la rinforziamo addirittura con 'di Sé'. è qui dove volevo arrivare. Altrimenti dove sta il concreto e veramente umile accorgimento che siamo parti di Natura tanto quanto i vermi? Certo con la propria Unicità, questo è indiscutibile, ma anche qui, per far tornare il discorso, non va, come invece facciamo, ammantata di Unicità Superiore a quella degli altri esseri viventi. Se ci fossimo accorti poi che 'la morte' è solo un riorganizzarzi di atomi, non avremmo avuto bisogno neanche di 'prender coscienza della stessa fine' guardando un altro corpo 'rimanere senza vita'. Non avremmo avuto bisogno di far nascere in noi i concetti (con le inevitabili immagini attinenti) di '...fine' e '...senza vita'
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Vecchio 03-02-2004, 01.14.40   #45
Marco_532
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Dovrebbe essere così anche per noi, eppure siamo più contenti insistendo con 'consapevolezza' e la rinforziamo addirittura con 'di Sé'. è qui dove volevo arrivare.

...ti ricordo che gli esseri umani comunicano attraverso un linguaggio formati da parole che cercano di esprimere un concetto......stiamo dicendo la stessa cosa...

Citazione:
Se ci fossimo accorti poi che 'la morte' è solo un riorganizzarzi di atomi, non avremmo avuto bisogno neanche di 'prender coscienza della stessa fine' guardando un altro corpo 'rimanere senza vita'. Non avremmo avuto bisogno di far nascere in noi i concetti (con le inevitabili immagini attinenti) di '...fine' e '...senza vita'

...cosa centra questo?...ovvio che la morte è solo una riorganizzazione di atomi, ma è altrettanmto ovvio che con la morte di quell'essere che ha coscienza di sè che chiamiamo uomo, finisce la vita di quella manifestazione del tutto, di quella momentanea organizzazione di atomi chiamata Uomo...

Ciao, Marco .
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Vecchio 03-02-2004, 01.28.20   #46
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Re: ...

Citazione:
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...Noi non possiamo neanche 'sapere', 'aver coscienza' (in questo senso i termini sono ugualissimi) di essere vivi o morti...

Ti rimando ha qualcosa che forse hai letto...

"Cosa volete dire quando parlate di coscienza? Non esiste l’incoscienza... Vedete una persona che è svenuta... ma essa non ha modo di sapere che è incosciente; quando esce da questo stato di incoscienza egli diventa cosciente. ... " U.G.

Cioa, Marco .
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Vecchio 03-02-2004, 01.48.52   #47
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è qui. 'finsice la vita' per quella organizzazione di atomi è un principio che noi come 'io' pensante immaginiamo corretto. ma è un concetto vero solo per questo. L'organismo fino a quel momento aveva la qualità della 'vita', ma ce l'ha ancora, la qualità della VITA. Ce l'avrà sempre, perché E' VITA, sostanzialmente, non è altro, non è 'io' o 'Sé' tantomeno cosciente nel senso insegnatoci. Purtroppo nelle potenzialità organizzative di sopravvivenza avevamo anche questo dispositivo, la rete neuronica che capta onde pensiero, che non abbiamo saputo gestire forzandola e sfunzionandola a tal punto da portarla fuori del suo ritmo naturale di vibrazione (inventandosi, il pensiero è materia e in questo senso crea, 'l'auto-coscienza'). Ed è solo secondo l''io', questa 'autocoscienza' che è giovane di vari millenni, che l'organismo 'finisce come manifestazione', è solo questo pensiero che vede così questo evento non potendo prescindere dalla conoscenza che ha accumulato su di esso (oscillando tra estremi opposti in quanto il suo meccanismo è impigliato lì). L'organismo invece ha una intelligenza propria che non gli permette neanche di codificare questi passaggi di stato con concetti. Questo intendevo. Purtroppo siamo talmente e totalmente inceppati nel linguaggio che mi vien da ridere quando vengon fuori questi assurdi tentativi di spiegazione. è davvero troppo goffo l'io per abbracciare il vero movimento e l'espressione della VITA. Per farla breve, al corpo non gliene frega niente se gli raccontate che è vivo o morto, 'lui' non ha immagini di sé, come il nostro 'io', 'lui' è già natura e non ha inizio né fine, è un continuum, non gliene frega di 'esser stato' o di 'non esser mai stato', neanche ha il tempo presente 'è', perché tutta questa, è roba del pensiero. 'lui' non è separato dal resto della creazione. Sebbene abbia la sua unicità di forma e di qualità vivente (la figura umana o di qualunque altro essere) '''''sa''''' di non essere separato. In questo senso sono i corpi con la propria energia la concretezza e l'immortalità.
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Vecchio 03-02-2004, 01.50.31   #48
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Thumbs up si

E forse con quanto ho messo ora si capisce questo senso di 'coscienza'= intelligenza che riconosce senza bisogno di codifiche concettuali di VIVERE.
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Vecchio 03-02-2004, 09.44.48   #49
Rolando
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...la natura della coscienza di sè non è lontana dal quella della respirazione, del battito cardiaco, del pensiero ecc...è solo una funzione mentale generata da componenti interne alla mente, quali, neuroni, sinapsi, segnali elettrici e chimici..

Penso che sia importante essere un ”libero pensatore” cioè essere aperto per studiare la realtà senza pregiudizi, e prova a analizzare logicamente i fenomeni studiati.
A me pare che tu sei molto influenzato dai pensieri buddistici e l´idea che l´individualità o il sè sia cosa illusoria.
Ma questa opinione non è giusta. Quello che è illusoria è l´idea che il corpo fisico sarebbe la vera identità dell´uomo o dell´essere. Come naturalmente anche ogni altra idea o pensiero che non sono in contatto con la realtà.
Quando io parlo dell´Io o il fattore nell´individuo che sperimenta e crea l´esperienza della vita non intendo quella "coscienza di sè" che dipende dell´identità che dipende di, ed è legata al corpo fisico attuale. Parlo invece di qualcosa che soprvvive ogni corpo e ogni opinione e che non dipende dai fenomeni creati e quindi non fa parte de "Maya". Forse la denomazione buddista "vacuità" esprime quello che intendo.
Citazione:
...bisognerebbe fermarsi e dire : Ho coscienza di me! Perchè? Non lo so!...se la scienza da una mano ben venga, ma se qualcosa di inspiegabile viene inscritto in contesti non speimentabili e quindi del tutto fantasiosi, questa è pura presunzione di poter e voler comprendere il Tutto e poichè fantasiosi e non sperimentabili possono essere definite illusioni o speranze prive di fondamento...
Non può mai essere "presunzione" studiare onestamente la realtà, in questo caso la natura della nostra coscienza o dell´esperienza della vita. A me pare invece presunzioso pensare che non è possibile "comprendere il Tutto". Ed è chiaro che non si trova mai i fondamenti se non vengono cercati.
Ciao Rolando
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Vecchio 03-02-2004, 13.43.21   #50
Marco_532
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Non può mai essere "presunzione" studiare onestamente la realtà, in questo caso la natura della nostra coscienza o dell´esperienza della vita. A me pare invece presunzioso pensare che non è possibile "comprendere il Tutto". Ed è chiaro che non si trova mai i fondamenti se non vengono cercati.
Ciao Rolando

...condivido il fatto che se non si cerca nulla può essere provato, però lo studio onesto della realtà così come noi la percepiamo, può essere fatta solo attraverso la scienza e solo attraverso la sperimentazione scientifica...se la scienza non arriva a dare risposte quali l'origine della Vita, biogna accettare che in quel momento l'unica soluzione accettabile e razionalemnte corretta sia quella di rispondersi che non siamo in grado di comprendere questo fenomeno...se un giorno lo scoprirà - ma credo di no - allora le cose cambieranno...è l'idea assurda di egocentrismo umano a dare origine a tutte queste illusioni, per dare risposta a domande alle quali non si è in grado di rispondere scientificamente e alle quali non si rinuncia a rispondere...

...al di là di questo, l'utilità di rispondere a queste domande in modo non scientifico è pari a 0 ed è sicuramente illusorio in quanto non verificato dai mezzi umani, dalle sue facoltà, quali la scienza...

P.S. Vorrei precisare che il mio pensiero non deriva da letture o studi buddisti, ma è solo il frutto di mie consatazioni che ho ritrovato confermate - seppur in parte - qua e la nel pensiero orientale...quindi non può esistere influenza buddista se il mio pensiero è nato non conoscendo tali filosofie... oltre questo, non ritengo di appartenere a nessuna di quelle filosofie in quanto non tutto il mio pensiero è condiviso dalle stesse...

...quello che sopravvive oltre la more fisica è la stessa Vita, nel senso più ampio, ma non esiste più quell'essere morto, quella determinata manifestazione della Vita...l'Io umano scompare con questa motre, con il disgregarsi di quel meccanismo che rende possibile la sua formazione e il suo mantenimento...quindi preferisco dire che la Vita vive oltre la morte e l'essere umano muore con la morte del suo corpo...ma credo che su questo punto non siamo distanti...potresti darmi chiarimenti?

Ciao, Marco .

Ultima modifica di Marco_532 : 03-02-2004 alle ore 13.45.38.
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