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Vecchio 23-02-2007, 12.20.28   #41
Lucio P.
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Riferimento: IN DIFESA DELLA FEDE - Evoluzione o Creazione?

Torino, 23/02/07
Premessa:
Questo post non è in risposta a visechi ma semplicemente un prosecuo della pagina iniziale. Probabilmente alcuni sorrideranno per l'esposizione di cose già conosciute secondo quella che è maturità di studio. A costoro dico: soprassedete, tenendo conto che non tutti forse hanno il vostro grado di cultura scolastica. Un grande grazie e buona giornata da Lucio.

L’ESISTENZA DI DIO


Fin dall’avvento della teoria dell’evoluzione molte persone della nostra società, adolescenti, studenti, e universitari ritengono politicamente corretto dichiararsi atei o agnostici. Questi termini trovano la loro radice nella lingua greca. In greco “a” significa “non”, mentre la parola “theos” significa “dio”. Di conseguenza un “a-theo” è una persona che non crede nell’esistenza di Dio. Il termine agnostico deriva da “gnosis”, che significa “conoscenza”. Un agnostico è dunque una persona che non conosce, non sa se Dio esiste.
Quale delle due posizioni è più aperta, l’ateismo o l’agnosticismo? A parer mio l’agnosticismo, poiché l’affermazione dell’ateo mi sembra un po’ troppo arrogante. Affermare di sapere che in questo universo, in questa o qualsiasi altra dimensione della realtà non esiste Dio, mi sembra un pò presuntuoso.
Una persona dovrebbe quasi essere Dio per avere una simile conoscenza: sostenere che Dio non esiste è come se due pulci sul dorso di un cane Kansas discutessero sull’esistenza dei canguri in Australia. Non sono qualificate per discutere un simile argomento. Affermare di conoscere l’inconoscibile è intellettualmente disonesto.
Gli agnostici almeno riconoscono i loro limiti: cioè che potrebbe esserci un Dio al di fuori della loro conoscenza, forse.
Esistono due tipi di agnostici, chi dice: “non lo so, e non voglio saperlo”, e chi: “Non lo so, ma sono aperto alla conoscenza”. Peter Kreeft, professore di filosofia all’università di Boston disse che il grande divario non è tra chi trova e chi non trova, ma tra chi cerca e chi non cerca. Io sono d’accordo. Tu sei un cercatore? Se lo sei, e Dio esiste, allora sono convinto che Dio è grande abbastanza da farsi vedere; e poiché credo che Dio sia una Dio personale, sono anche convinto che desidera farsi conoscere da te. Bisogna vedere se tu sei disposto a vivere un’esperienza simile. Sei aperto alla verità? Dopo tutto se Dio non esiste, nemmeno una grande fede lo potrà creare, né una quantità enorme di dubbi lo distruggerà, se egli esiste.
Non voglio che tu creda in Dio perché ti farà sentire meglio, anche se è vero, ma perché credere in Dio è una questione di verità; non si tratta di essere sinceri o nutrire buoni sentimenti. Credere in Babbo Natale può farti sentire bene, ma saresti terribilmente in errore. E’ difficile credere qualcosa col cuore, se prima non credi che sia vero con la testa. Per questo molto spesso il dubbio precede la fede, e hai tutta la mia approvazione se ti poni domande difficili.
Cercare Iddio può essere paragonato ad un bambino che per la prima volta va a pescare con suo padre. Non ha mai visto un pesce vivo e, per quanto lui ne sappia, i pesci sono un’invenzione. Suo padre gli insegna a mettere l’esca sull’amo, lasciarla nell’acqua ed aspettare che il galleggiante torni in superfice. Dopo qualche ora senza risultati, il bambino diventa alquanto agnostico riguardo ai pesci. Poi accade: Il galleggiante si muove e sparisce sott’acqua, la lenza inizia a muoversi e sente che qualcosa sta tirando. Improvvisamente il suo agnosticismo si tramuta in paura. Cosa c’è all’altro capo della lenza? Forse è uno squalo!
La ricerca di Dio è molto simile. Non posso dirti cosa troverai all’altro capo della lenza, ma rispetto chi ha abbastanza coraggio di gettare la lenza in acqua; tutto ciò che posso fare è aiutarti a mettere l’esca sull’amo. Chi inizia ad afferrare l’argomento dell’esistenza di Dio, e della complessità del nostro universo non otterrà risposta a tutti i suoi quesiti, a volte, ti confesso, che come cristiano sono sopraffatto dall’idea di Dio. La mia mente non riesce a comprendere quale Dio fantastico e potente ci vorrebbe per creare il nostro universo e le altre dimensioni della nostra realtà.
Il mio cervello va in corto circuito quando tenta di pensarci.
Sono convinto che anche gli atei veri ogni tanto affrontano giorni in cui dubitano di ciò in cui credono. Non riesco ad immaginare, che guardando il nostro universo, qualcuno possa sinceramente credere che il tutto sia frutto della casualità – che dalla non – vita sia nata la vita, che dalla materia non pensante derivino pensieri e sentimenti, che atomi ciechi scontratisi per caso abbiano generato un uomo come Einstein, o un cucciolo, o una rosa, o una farfalla.
Inoltre, come è possibile che tutto questo sia derivato dal nulla più assoluto? La teoria dell’evoluzione presuppone che l’energia, la materia siano sempre esistite. Da un punto di vista logico questo stesso presupposto risponde alla domanda. Gli evoluzionisti danno per scontato che una parte non provata della loro argomentazione sia vera, e poi costruiscono l’intera teoria su qualcosa di non provato. Da dove sono giunte l’energia, la materia necessarie al processo evolutivo? Personalmente credo che ci debba essere stata una causa prima (Dio) per dare inizio all’intero processo.
Se credi nel Big Bang, sai chi lo ha fatto esplodere? (Grazie al telescopio Hubble, pare che il nostro universo non sia espanso da un punto centrale, come ci si aspetterebbe se il Big Bang fosse realmente avvenuto. Piuttosto sembra che le galassie nel nostro universo vadano in molte direzioni diverse, questo è molto difficile da spiegarsi per astronomi e fisici di tutto il mondo). Dobbiamo riconoscere una cosa: non esistono risposte facili. Risposte vere? E’ possibile. Risposte facili? No.
Lucio P. is offline  
Vecchio 23-02-2007, 20.00.34   #42
alessiob
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Riferimento: IN DIFESA DELLA FEDE - Evoluzione o Creazione?

Salve a tutti!

RIentro nel topic, dopo esserne uscito per motivazioni esposte esaurientemente da sangarre:
"Si potrebbe prescindere, per favore, da queste continue , stucchevoli, fuorvianti citazioni, in favore di un dibattito più oggettivo, che prenda in esame temi non esclusivamemnte riconducibili a unilaterali sacre scritture?
Per evitare noia, consuetudine, allontanamento di molti forumisti intelligenti e profondi, i quali non intervengono più proprio per sfinimento...."



"Sono convinto che anche gli atei veri ogni tanto affrontano giorni in cui dubitano di ciò in cui credono."

Si, tutti i giorni. Ma non dubbi sull'esistenza di DIo (almeno quello dettato dalla chiesa). Sulla realtà di ciò che vediamo, sulla validità della fisica moderna, sulla nostra stessa coscienza.

"Non riesco ad immaginare, che guardando il nostro universo, qualcuno possa sinceramente credere che il tutto sia frutto della casualità"

Il tuo problema, credo, è quello di attribuire una concezione negativistica del termine casualità.
Casualità è un termine di comodo. In realtà, il "caso" è determinato da fattori ben precisi e tangibili.

PEr esempio il tiro di un dado per quanto Casuale esso sia è determinato da fattori quali la sua forma, il suo peso, la gravità, la superfice del pavimento in cui rotola, dalla forza con cui viene lanciato e dalla posizione da cui esso parte.

Allora si scopre che il Caso è l'unico risultato possibile che una serie di eventi mescolati tra loro potevano produrre.
Sei troppo pessimista nei confronti del caso. Il caso è si, per certi persi deludente, ma solo in quanto le tue idee conservavano una fede dove esso non veniva contemplato.

Sei stato educato al Non-caso, se così possiamo dire, e scoprire il tutto frutto del caso può far paura, ma se ti addentri un po nel sistema scoprirai che esso non è così negativo come potrebbe sembrare a prima vista, al contrario nasconde molte sorprese e soprattutto semplifica in modo incredibile tutta la vita e l'esistente.


"Da dove sono giunte l’energia, la materia necessarie al processo evolutivo? Personalmente credo che ci debba essere stata una causa prima (Dio) per dare inizio all’intero processo."

Ecco, è proprio in questa classica frase, di uso comune tra i credenti, che ricorre il grande inganno in cui avvitate voi stessi.

La vostra idea in testa è: Non riesco a concepire il nulla, non riesco a concepire l'idea che dal nulla sia nato qualcosa e poi il mondo, deve essere stato dio e non il nulla.
Ebbene questa frase è comune in tutti gli uomini, atei comrpesi. Ma voi non fate altro che ingannarvi da soli, poichè non fornite ASSOLUTAMENTE una risposta vera al problema irrisolto dell'origine.

Poichè dicendo che al posto del nulla cera Dio, la domanda non fa che ripetersi: E DIo allora da dove è arrivato? La materia di cui è composto Dio(cioe tutto) da dove si è formata?

Ecco, siamo sempre li. La domanda è rimasta, come per gli atei, sia per i religiosi, senza risposta.

Eppure, ciò che sorprende è che i fedeli sembrano non accorgersi di questo inganno...... Rispondono con: Dio esiste da sempre, ignorando il fatto che allora è come quando un ateo dice: la materia esiste da sempre.

Siamo sempre li. Atei e religiosi, sempre bloccati li. Non vi è risposta, è troppo inconcepibile per noi.

Quello che dovete capire è che DIO non risponde assolutamente alla domanda. E il cane che si morde la coda, è esattamente come dire: Cosa cera prima del Big bang? Un atro universo che poi e collassato su se stesso geneerando un nuovo big bang......

Ebbene inizialmente ti senti appagato: hai scoperto cosa cera prima del big bang, ma la domanda non ha avuto reale risposta perchè rimane immutata: E prima dell'altro big ben? Un altro.. E prima? Un altro...........

Perchè non vi entra in testa?
alessiob is offline  
Vecchio 24-02-2007, 06.52.36   #43
Lucio P.
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Citazione:
Originalmente inviato da alessiob
Salve a tutti!

RIentro nel topic, dopo esserne uscito per motivazioni esposte esaurientemente da sangarre:
"Si potrebbe prescindere, per favore, da queste continue , stucchevoli, fuorvianti citazioni, in favore di un dibattito più oggettivo, che prenda in esame temi non esclusivamemnte riconducibili a unilaterali sacre scritture?
Per evitare noia, consuetudine, allontanamento di molti forumisti intelligenti e profondi, i quali non intervengono più proprio per sfinimento...."



"Sono convinto che anche gli atei veri ogni tanto affrontano giorni in cui dubitano di ciò in cui credono."

Si, tutti i giorni. Ma non dubbi sull'esistenza di DIo (almeno quello dettato dalla chiesa). Sulla realtà di ciò che vediamo, sulla validità della fisica moderna, sulla nostra stessa coscienza.

"Non riesco ad immaginare, che guardando il nostro universo, qualcuno possa sinceramente credere che il tutto sia frutto della casualità"

Il tuo problema, credo, è quello di attribuire una concezione negativistica del termine casualità.
Casualità è un termine di comodo. In realtà, il "caso" è determinato da fattori ben precisi e tangibili.

PEr esempio il tiro di un dado per quanto Casuale esso sia è determinato da fattori quali la sua forma, il suo peso, la gravità, la superfice del pavimento in cui rotola, dalla forza con cui viene lanciato e dalla posizione da cui esso parte.

Allora si scopre che il Caso è l'unico risultato possibile che una serie di eventi mescolati tra loro potevano produrre.
Sei troppo pessimista nei confronti del caso. Il caso è si, per certi persi deludente, ma solo in quanto le tue idee conservavano una fede dove esso non veniva contemplato.

Sei stato educato al Non-caso, se così possiamo dire, e scoprire il tutto frutto del caso può far paura, ma se ti addentri un po nel sistema scoprirai che esso non è così negativo come potrebbe sembrare a prima vista, al contrario nasconde molte sorprese e soprattutto semplifica in modo incredibile tutta la vita e l'esistente.


"Da dove sono giunte l’energia, la materia necessarie al processo evolutivo? Personalmente credo che ci debba essere stata una causa prima (Dio) per dare inizio all’intero processo."

Ecco, è proprio in questa classica frase, di uso comune tra i credenti, che ricorre il grande inganno in cui avvitate voi stessi.

La vostra idea in testa è: Non riesco a concepire il nulla, non riesco a concepire l'idea che dal nulla sia nato qualcosa e poi il mondo, deve essere stato dio e non il nulla.
Ebbene questa frase è comune in tutti gli uomini, atei comrpesi. Ma voi non fate altro che ingannarvi da soli, poichè non fornite ASSOLUTAMENTE una risposta vera al problema irrisolto dell'origine.

Poichè dicendo che al posto del nulla cera Dio, la domanda non fa che ripetersi: E DIo allora da dove è arrivato? La materia di cui è composto Dio(cioe tutto) da dove si è formata?

Ecco, siamo sempre li. La domanda è rimasta, come per gli atei, sia per i religiosi, senza risposta.

Eppure, ciò che sorprende è che i fedeli sembrano non accorgersi di questo inganno...... Rispondono con: Dio esiste da sempre, ignorando il fatto che allora è come quando un ateo dice: la materia esiste da sempre.

Siamo sempre li. Atei e religiosi, sempre bloccati li. Non vi è risposta, è troppo inconcepibile per noi.

Quello che dovete capire è che DIO non risponde assolutamente alla domanda. E il cane che si morde la coda, è esattamente come dire: Cosa cera prima del Big bang? Un atro universo che poi e collassato su se stesso geneerando un nuovo big bang......

Ebbene inizialmente ti senti appagato: hai scoperto cosa cera prima del big bang, ma la domanda non ha avuto reale risposta perchè rimane immutata: E prima dell'altro big ben? Un altro.. E prima? Un altro...........

Perchè non vi entra in testa?



Torino, 24/02/07
Caro amico, mi sembra evidentissimo il tuo punto di vista, sei talmente preso nel voler a tutti i costi discreditare Dio e tutto ciò che da esso ne derivi che vedi versi della Scrittura anche dove non ci sono. La citazione iniziale del tuo post, è quantomeno fuori luogo oltre che essere provocatoria.

<GESU' TI AMA>
Lucio P. is offline  
Vecchio 24-02-2007, 18.54.44   #44
Cesare Santucci
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Riferimento: IN DIFESA DELLA FEDE - Evoluzione o Creazione?

A me pare chiaro che nessuna spiegazione scientifica dei fenomeni materiali possa dimostrare la non esistenza di Dio, e che, d'altra parte, non si possa dedurre con evidenza dall'osservazione di tali fenomeni la dimostrazione della Sua esistenza.
Infatti il dimostrare come una certa successione di fenomeni avviene non esclude ne' che il fenomeno iniziale (l'esistenza stessa della materia) sia dovuto ad un atto creativo, ne' che le leggi intrinseche alla materia stessa siano state sapientemente poste dal Creatore, ne' che molti fenomeni successivi - i quali potevano avvenire come non verificarsi - siano di fatto avvenuti per il Suo intervento. D'altra parte nessuna mente umana puo' capire come sia possibile che un Essere, esistente dall'eternita' senza causa ulteriore della Sua esistenza, possieda la capacita' di creare dal nulla e di conoscere tutti i fenomeni, nonche' di intervenire su di essi.
Non c'e' rimedio: la scelta non puo' essere altro che soggettiva, attraverso un atto conoscitivo particolare che si definisce FEDE. Questa parola non indica cio' che SI SA vero per dimostrazione inconfutabile (nessuno CREDE al teorema di Pitagora, ma tutti SANNO che e' vero), ma cio' che SI PERCEPISCE come vero, pur non potendolo rigorosamente dimostrare.
Cio' non significa che la ragione non abbia nulla a che fare con la fede, e che qualsiasi credenza sia da mettere sullo stesso piano. La ragione puo' ben confutare quegli insegnamenti fideistici che CONTRASTANO con cio' che e' dimostrabile, non solo sul piano naturale o storico, ma anche su quello della vita morale.
Non e', certamente, questo il caso della religione cattolica, nell'insieme delle cui dottrine e' impossibile trovare alcunche' di contrario ad una qualsiasi verita' razionalmente dimostrabile, che, nell'ambito suo proprio (esistenza, natura e volonta' di Dio, cose tutte sottratte per loro natura all'indagine scientifica) presenta assoluta coerenza, che, riguardo alla vita morale dell'individuo e della societa', non da' se non insegnamenti i quali, razionalmente esaminati, si rivelano - qualora fossero applicati - i piu' saggi ed utili per il genre umano.
Saluti.
CESARE SANTUCCI
Cesare Santucci is offline  
Vecchio 25-02-2007, 15.13.25   #45
Lucio P.
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Riferimento: IN DIFESA DELLA FEDE - Evoluzione o Creazione?

Torino, 25/02/07

Ciao Cesare, sono in parte d'accordo con quanto affermi ma vorrei fare alcune considerazioni o se preferisci riflessioni che ovviamente presuppongono "soggetivismo". Ognuno di noi, dunque, esponga il proprio pensiero di fede; sia essa posta nella religione o nell'evoluzione o altro ancora. Ognuno di noi, esponga il proprio sapere e le proprie convinzioni secondo quella che è la sua cultura, la sua educazione, la sua morale e il suo retaggio che, dietro si porta, sin dalla nascita; come già affermato in altri interventi.

UN APPELLO:
Prima di tutto lo faccio a me stesso e a seguire a tutti i frequentatori di questo forum. Non scagliamoci contro coloro che hanno pensieri diversi dai nostri, anche se non condividiamo. Esponiamo, se lo riteniamo opportuno, i nostri concetti e ognuno tragga le proprie conclusioni.


Detto questo, esprimo altre considerazioni senza voler, ripeto, offendere nessuno.




Gli evoluzionisti atei usano il concetto della probabilità e del caso a sostegno della loro teoria dell’evoluzione (probabilità e caso sono ciò che usa un ragazzo quando pensa di invitare a cena una bella ragazza: che probabilità avrà di ottenere una risposta positiva?).
Considerata l’età del nostro universo e quella della terra, è ragionevole pensare che ci sia tempo a sufficienza perché accada qualsiasi cosa – per caso? In base alle statistiche, alla scienza matematica delle probabilità del caso, sarebbe possibile? La risposta è chiaramente ‘no’, e vorrei spiegare perché.
Supponiamo di avere quattro pallina da ping-pong, numerate da 1 a 4, in un sacchetto. Se infilo la mano in un sacchetto e prelevo una delle palline, la probabilità che io estragga la numero uno al primo colpo sono 1 su 4. Le probabilità di estrarre la numero uno e due palline in ordine sono 1 su 16 (4x4), e così di seguito. Se ripetessi l’esperimento migliaia di volte, in media, le probabilità di estrarre tutte le palline in ordine sarebbero 1 ogni 256 tentativi (4x4x4x4=256).
Ora anziché provare con 4 palline, supponiamo di averne 300, anch’esse numerate consecutivamente da 1 a 300. Immaginiamo una enorme lotteria; chi estrae tutti i numeri in sequenza vince i beni di tutto il mondo. Che probabilità avrei di estrarre consecutivamente, quindi in ordine numerico le 300 palline? La probabilità di estrarre la pallina 1 al primo colpo è una su trecento; le probabilità di estrarle tutte nel giusto ordine sono 300x300x300…..(x 300 volte), cioè l’equivalente di 1x10 elevato a 130, in altre parole, il numero 1 seguito da 130 zeri.
Per quanto possa sembrare elementare, ricordiamoci che ogni volta che aggiungiamo uno zero dopo un numero, questo numero si ingrandisce di dieci volte; provate ad aggiungere solo cinque zeri a un milione, ed improvvisamente otterete cento miliardi.
Allora, quanto è grande un numero seguito da 130 zeri? Immaginiamo che su ogni centimetro quadrato della superfice terrestre ci sia un miliardo di scimmie (un po’ allo stretto, eh?), e che ognuna di queste miliardi di miliardi di scimmie abbia una mini macchina per scrivere, e che riesca a battere all’incredibile velocità di un miliardo di lettere al secondo. Dopo un miliardo di anni almeno una delle scimmie, tra questi miliardi di miliardi, sarà riuscita a battere 300 lettere nell’ordine giusto? Si potrebbe pensare che sia così, ma in realtà la risposta sarà ancora ‘no’.
Dopo un miliardo di anni, le probabilità che anche una sola di queste scimmie batta nell’ordine corretto le lettere, le probabilità son ancora di 1 x 10 elevato 80 (1 seguito da 80 zeri). A proposito, quel numero 1 x 10 elevato 80, è ancora di gran lunga superiore del numero stimato di atomi che costituiscono il nostro universo (ricordiamoci quanto sono piccoli glia atomi, e pensiamo a quanti c’è ne vorrebbero per riempire l’universo). L’ampiezza approssimativa dell’universo conosciuto, ad esempio, è solamente 1 x 10 elevato 28. Benché sembri impossibile, è più probabile pescare un atomo, tra i miliardi di miliardi di universi, di dimensioni simili al nostro, che estrarre le 300 palline da ping pong nell’ordine da 1 a 300. Figuriamoci che probabilità ci sono di vincere a Las Vegas!
Vediamo ora di applicare questi principi alla vita reale. Un organismo unicellulare può essersi evoluto per caso? Le probabilità che, nella più semplice cellula in grado di riprodursi, un numero minimo di molecole di DNA, per caso, si trovino nell’ordine corretto, non è un numero seguito da 130 zeri, bensì da 160.000. Prima di continuare a leggere, fermati un istante e rifletti.
Quando Darwin parlava di ‘cellula elementare’ si sbagliava, perché non esiste cosa alcuna come la cellula elementare; ciò che definiamo cellula elementare è un complesso che supera la nostra comprensione.
A volte gli atei cercano di aggirare il problema della formazione casuale della prima cellula, affermando, in modo molto scolastico:
“Sono d’accordo che nell’affermare che nel presente non siamo in grado di spiegare come si sia formata la prima cellula, tuttavia, l’evoluzione di una cellula protozoica è una questione di selezione naturale. E, la selezione naturale non è una questione di pura casualità. E’ una questione di mutazione delle molecole del DNA, generata da cambiamenti ambientali; e tali mutazioni, sono piuttosto frequenti.”
Personalmente non ho alcun problema nel credere alle mutazioni che si verificano all’interno delle specie, so che esiste una soluzione naturale. Ma siamo onesti, ci devono essere state una gran quantità di mutazioni, per trasformare un microscopico organismo unicellulare in un essere umano da 1000 miliardi di cellule, con un sistema respiratorio, vascolare, digestivo, visivo, uditivo, un cervello, etc. completi.
Per quanto buone possano sembrare le loro argomentazioni, non possiamo ipotizzare che la prima cellula sia nata per caso, e poi abbia seguito la teoria dell’evoluzione: senza la prima cellula la teoria dell’evoluzione non sussiste. Nel 1991 John Horgan, l’ateo direttore di Scientific American, Valutò la situazione di tutte la teorie scientifiche esistenti riguardanti le origini della vita. Secondo lui, ancora oggi risulta inspiegabile come la vita abbia avuto origine per caso.
Per amore del dibattito, immaginiamo per un momento che il DNA (il codice genetico) si sia formato per caso, ti rendi conto che, comunque, non ci sarebbe ancora nessuna cellula vivente? Tutto ciò che avremmo è il “motore”, non il corpo.
Per far si che ci fosse anche la vita avrebbero dovuto esserci (tieniti forte): “…carboidrati, lipidi, fosfati ad alta energia, ormoni, carotenoidi, alcaloidi, RNA, il giusto pH, una membrana cellulare lipidica dotata di pori del diametro sufficiente da permettere il passaggio di sostanze, un reticolo endoplasmatico per la sintesi proteica e il trasporto intracellulare, RNA di trasporto, RNA ribosomiale, RNA messaggero, cisterne del Golgi per la sintesi e l’impacchettamento di glicoproteine, centinaia di mitocondri per supplire ai fabbisogni energetici della cellula, Isosomi per l’accoglienza di enzimi digestivi, centinaia di ribosomi per la produzione cellulare, cetrioli per aiutare la divisione cellulare, una membrana nucleare per accogliere i cromosomi e i nucleoli per la produzione di complessi RNA proteici.” Sì, lo so che lo sapevi.
Riporto di seguito le fonti d’informative. (L. Margulus. Microbial Evolution On The Early Earth, in “Chemical Evolution”, ref. 6, p. 481.

Anche se tutti questi componenti fossero stati presenti, non abbiamo la garanzia che ci sarebbe stata la vita. Tutti questi elementi avrebbero dovuto combinarsi nel modo corretto, nelle corrette proporzioni, al momento giusto, alla giusta temperatura (non troppo caldo, né troppo freddo, e non troppo raggi ultravioletti dal sole). E, naturalmente, senza cibo la cellula morirebbe. “Oops. Torna alla partenza. Ritenta, sarai più fortunata”.

Oltre a tutti questi ostacoli, esiste un altro grosso problema che affrontano gli evoluzionisti, ovvero la Legge dell’Entropia. Questa legge scientifica afferma che tutti gli oggetti, se lasciati a se stessi, tendono a passare da uno stato di ordine a uno stato di disordine e decadenza (es. i corpi morti si decompongono, le macchine arrugginiscono, le montagne si sgretolano, gli orologi si fermano, le stelle bruciano, le macchine per scrivere delle scimmie si deteriorano, e ovviamente molecole complesse come il DNA e l’NRA si spezzano).
Affinché l’evoluzione ateistica possa funzionare, non solo la nostra prima cellula avrebbe dovuto superare probabilità tendenti all’infinito, ma avrebbe dovuto anche sovvertire la Legge dell’Entropia. Il tempo, per molti versi, è nemico dell’evoluzione.
Non scrivo per contrastare la teoria dell’evoluzione in quanto tale, ma per mostrare come l’evoluzione ateistica sia inconcepibile.
Nonostante le mutazioni e il processo di selezione naturale, gli evoluzionisti devono ammettere, se sono onesti, che non c’è modo di spiegare come certi organismi viventi del nostro mondo abbiano potuto evolversi per caso. Ad esempio, quale organo avrebbe potuto mutarsi tanto da diventare un occhio, o un orecchio? Come può ciò che era cieco evolversi in un occhio che vede (o anche due, per avere la percezione della profondità)? Oppure, come può ciò che era sordo evolversi in qualcosa che sente?

<segue>
Lucio P. is offline  
Vecchio 25-02-2007, 15.19.50   #46
Lucio P.
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Torino, 25/02/07
<seconda parte>

Vorrei provare a descrivere le difficoltà che personalmente incontro ad accettare la teoria dell’evoluzione.
Immaginiamo una società composta da computer, che dibattono sull’esistenza dell’uomo. Poiché i computer vivono nel regno degli impulsi elettrici, non possono aver mai visto un essere umano. Un computer potrebbe dire: “Rifiuto l’idea dell’uomo perché interferisce con la mia libertà sessuale. Se voglio interfacciarmi (avere un rapporto) con il computer Sandra-database, che si trova in fondo al corridoio, non voglio che un uomo mi dica che non posso farlo”.
Un altro computer potrebbe rispondere: “L’uomo è sicuramente un mito, perché siamo in grado di tracciare la nostra evoluzione dai primordiali campi di filo metallico e stagno, che per caso hanno formato un chip per calcolatori, personal computer e computer di grandi dimensioni, come Zio Mac e Zia Microsoft. Che bisogno c’è dell’uomo? L’evoluzione del computer è cosi ovvia!”
Un computer potrebbe rispondere: “Si, l’idea dell’uomo fa piuttosto paura. Se l’uomo esiste allora le voci che circolano riguardo alla ‘presa staccata’ potrebbero essere vere. E poi significherebbe che dovremmo rendere conto all’uomo di ciò che facciamo.”
Un altro computer ancora potrebbe dire: “Credere nell’esistenza dell’uomo è una stampella emotiva. Solo i computer dotati di poca memoria e capacità di analisi, che hanno personalità dipendenti, troverebbero conforto nel credere al vecchio mito dell’esistenza dell’uomo.”
Sciocco secondo te? I computer non potrebbero mai evolversi per caso, nemmeno tra miliardi di miliardi di anni. E qui veniamo al punto. I computer non sono nulla rispetto alla mente e al corpo umani. Se i computer non potranno mai evolversi per caso, come può una forma di vita infinitamente più complessa, come lo è l’uomo, evolversi per puro caso?
Per quanto mi riguarda ci deve essere un Dio. Ci vuole molta più fede per credere nell’evoluzione ateistica, che credere in un Dio Creatore intelligente, anche se la nostra mente non riesce a concepire una simile entità. Per quanto mi riguarda non ho fede a sufficienza per essere ateo. Alcuni credono che la vita sulla terra iniziò da qualche essere extraterrestre (una specie di E.T.) proveniente da altri mondi. Se così fosse, pensiero che non condivido, chi avrebbe creato quelle forme di vita? Tutto quello che fanno coloro che credono negli extraterrestri è di spostare la domanda dell’esistenza di Dio su un altro pianeta. Le probabilità che l’evoluzione si sia verificata per caso su di un altro pianeta credo siano più o meno uguali a quelle della terra.
Permettimi di condividere con te un brano di una lettera, fittizia, scritta da Dio, che riassume ciò che ho detto fin qui.
“Sei cieco? Il sole sorge e tramonta senza che tu lo veda? No. Tu puoi vedere… e le centinaia di migliaia di recettori che ho messo nei tuoi occhi ti permettono di godere la magia di una foglia, di un fiocco di neve, di un lago, un’aquila, un bambino, una nuvola, una stella, una rosa, un arco baleno… e l’amore. Considerarla una benedizione.
Sei sordo? Un bambino ride o piange senza che tu te ne accorga? No. Tu puoi sentire… e le ventiquattromila fibre che ho costruito in ciascuna delle tue orecchie vibrano al suono del vento tra gli alberi, delle onde sugli scogli, della maestà di un’opera lirica, del grido di una rondine, di un bambino che gioca… e delle parole ‘ti amo’. Considerarla un'altra benedizione.
Sei muto? Le tue labbra si muovono solo per emettere saliva? No. Tu puoi parlare… meglio di qualsiasi altra creatura, e le tue parole possono calmare la rabbia, rincuorare lo scoraggiato, spronare l’arrendevole, rallegrare l’infelice, riscaldare chi è solo, lodare chi lo merita, incoraggiare lo sconfitto, insegnare all’ignorante… e dire ‘ti amo’. Considerarla un'altra benedizione.
Sei paralizzato? La tua forma inerte rovina la terra? No. Puoi muoverti. Non sei un albero condannato all’immobilità mentre il vento e il mondo abusano di te. Puoi correre, danzare, lavorare, perchè dentro di te ho posto cinquecento muscoli, duecento ossa, e undici chilometri di fibre nervose, tutte sincronizzate da me per rispondere ai tuoi ordini. Considerarla un'altra benedizione.
…..Il tuo cuore è debole? Fatica e stenta a mantenerti in vita? No. Il tuo cuore è forte. Tocca il tuo petto e senti il suo ritmo, il suo pulsare, ora dopo ora, giorno e notte trentasei milioni di battiti annui, anno dopo anno; esso pompa il sangue attraverso gli oltre 96 mila chilometri di vene, arterie e capillari… pompando più di 225 tonnellate ogni anno. L’uomo non ha mai creato una simile macchina. Considerarla un'altra benedizione.
Hai qualche malattia della pelle? Le persone si allontanano inorridite quando ti vedono?
No. La tua pelle è bella ed è una meraviglia della creazione, bisognosa solo di un pò di sapone e crema, pulizia e cura. Col passare del tempo tutti i metalli si ossidano e arrugginiscono, ma non la tua pelle. Persino il metallo più resistente si consumerà per l’usura, ma non quello strato che io ho costruito intorno a te. Si rinnova costantemente, le vecchi cellule sostituite da quelle nuove. Considerarla un'altra benedizione.
I tuoi polmoni sono ostruiti? Il soffio della vita fatica ad entrare nel tuo corpo? No. I tuoi boccaporti ti sostengono anche nell’ambiente più inquinato, ed essi lavorano sempre per filtrare l’ossigeno apportatore di vita, tramite seicento milioni di cavità, mentre liberano il nostro corpo dai residui tossici contenuti nei gas e nei fumi. Considerarla un'altra benedizione.
Il tuo sangue è avvelenato? E’ diluito con acqua o infettato dal pus? No. Nei tuoi cinque litri di sangue ci sono ventidue mila miliardi di cellule e in ogni cellula ci sono milioni di molecole, e dentro la molecole atomi che oscillano con una velocità che supera dieci milioni di volte al secondo. Ogni secondo muoiono due milioni di cellule nel sangue per essere sostituite da altri due milioni, in una specie di risurrezione che si verifica continuatamene dal momento della nostra nascita… Considerarla un'altra benedizione.
Sei forse debole di mente? Non riesci più a pensare da solo? No. Il tuo cervello è la struttura più complessa dell’universo.
Nel tuo chilo e mezzo ci sono tredici miliardi di cellule nervose… Per aiutarti a catalogare ogni percezione, ogni suono, ogni gusto, profumo, o azione che hai vissuto fin dal giorno della tua nascita. Ho impiantato nelle tue cellule più di mille miliardi di miliardi di molecole proteiche. Ogni cosa accaduta nella tua vita è pronta per essere richiamata. Per assistere il tuo cervello ho disseminato su tutto il tuo corpo quattro milioni di recettori sensibili al calore. Tu sei protetto più di quanto faccia qualsiasi nazione con le proprie riserve auree.
Tu sei la mia creazione più speciale.

<segue>
Lucio P. is offline  
Vecchio 25-02-2007, 15.23.07   #47
Lucio P.
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Riferimento: IN DIFESA DELLA FEDE - Evoluzione o Creazione?

Torino, 25/02/07
<terza parte>


Qualcuno potrebbe domandare: “Allora dimmi, chi ha creato Dio?”
Ovviamente non sono in grado di rispondere a questa domanda, ma vorrei condividere con te qualche pensiero che potresti trovare utile.
Io credo che Dio abbia rivelato alcune verità su Se stesso, una di queste è che Egli è sempre esistito, e non ha né inizio né fine.
Come può Dio essere eterno? Ironicamente e grazie alla teoria della relatività di Albert Einstein che siamo in grado di rispondere alla domanda. Il tempo è relativo, non una costante.
Se recentemente hai visto qualche film di fantascienza, probabilmente ti sarà familiare il termine ‘curva del tempo’, che indica la possibilità delle persone di poter viaggiare avanti e indietro nel tempo. (Per quanto ne sappiamo, tuttavia, il tempo è relativo, e scorre sempre in avanti. Non si può tornare indietro.)
Secondo la teoria di Einstein quando un oggetto si avvicina alla velocità della luce, il tempo, per come lo conosciamo noi, cesserebbe. Se ci fosse un Essere (Dio), che vive nel mondo della luce, non vivrebbe dentro la dimensione temporale, sarebbe il tempo ad esistere all’interno di Dio; scientificamente un Dio eterno potrebbe esistere. Inoltre se noi non riusciamo a comprendere la creazione di Dio, da minuscolo atomo all’universo, che si stima sia profondo 14-16 miliardi di anni luce, come potremmo essere in grado di comprendere il Dio che lo ha creato? Credere nell’infinito e pensare ad una domanda senza risposta quale: “Dove finisce l’universo?” O “che cosa c’è oltre di esso?” Non è molto diverso dal pensare ad un Dio infinito ed eterno. Sono tutti pensieri che superano l’umana comprensione.
Anche se ci fossero le risposte, probabilmente per noi avrebbero tanto senso quanto ne ha l’astrofisica per un bambino. Se i computer potessero effettivamente pensare, non avrebbero bisogno di capire l’uomo per credere nell’uomo. Lo stesso vale per noi e Dio, il fatto che esistiamo dovrebbe essere un motivo sufficiente. Non dobbiamo capire qualcosa per credere in essa e goderne (ad es. l’elettricità).
La logica e il buon senso esigono che ci sia un Dio.
Lucio P. is offline  
Vecchio 25-02-2007, 21.57.22   #48
Cesare Santucci
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Riferimento: IN DIFESA DELLA FEDE - Evoluzione o Creazione?

Caro Lucio,
personalmente la penso proprio come te, aggiungendo un'argomentazione di carattere piu' prettamente filosofico: se la catena delle cause e degli effetti nel mondo materiale fosse infinita nel passato (e necessariamente dovrebbe esserlo se non esistesse una causa prima estranea sia al mondo materiale stesso, sia al tempo), TUTTO dovrebbe essere gia' avvenuto, o, per meglio dire, non avrebbe potuto avvenire nienete. Infatti nessun effetto avrebbe potuto percorrere l'infinita via fino al momento attuale. Ne' se ne esce ipotizzando un eterno ritorno ciclico, poiche' il primo di tali cicli si perderebbe a sua volta in un passato infinitamente (alla lettera) remoto.
Di conseguenza la pretesa di alcuni ateisti di "avere dimostrato" come qualmente si possa fare a meno di Dio non ha senso.
Tuttavia anche Dio e', a sua volta, inspiegabile dalla mente umana. Non non possiamo ragionare se non in termini di tempo e di spazio, e Dio e' eterno e al di fuori dello spazio. Non non possiamo ragionare se non in termini di quantita' finite, e Dio e' infinito. Non non possiamo ragionare se non in termini di causa ed effetto e Dio e' causa prima di tutto senza essere effetto di null'altro. Il mondo materiale ci appare, empiricamente, il solo esistente, mentre, credendo in Dio, ipotizziamo una realta', chiamata spirito (estranea all'esperienza), che non e' ne' materia ne' energia materiale, sulla quale il mondo materiale non ha alcuna influenza, mentre essa puo' agire sull'altro fino al punto di crearlo dal nulla. Ce n'e' abbastanza, mi pare, per considerare la fede in Dio una virtu', cioe' una libera scelta morale personale, e non un obbligo dell'intelletto, come sarebbe, ad esempio, l'ammettere che la Terra gira intorno al sole e non viceversa.
Saluti.
CESARE SANTUCCI.
Cesare Santucci is offline  
Vecchio 28-02-2007, 00.38.54   #49
Lucio P.
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Riferimento: IN DIFESA DELLA FEDE - Evoluzione o Creazione?

Torino, 28/02/07
Seguo il mio cammino in difesa di quel Dio in cui dico di credere è naturalmente, "in difesa della fede."

COM’E’ DIO?

Andrò avanti con questa esposizione partendo dal concetto che Dio esiste.
Per me la domanda da porsi non è: “Dio esiste?”, ma piuttosto: “Dato che Dio esiste, com’è?” Usando la nostra mente, osservando l’universo che ci circonda, che cosa possiamo imparare riguardo a Dio?

Poniamoci una domanda:
“Può qualcosa derivare dal nulla?” La risposta è “No.” Seguendo questa linea di ragionamento, ha senso credere che un Dio senza intelligenza possa creare persone dotate di intelligenza? “No.” Quindi Dio deve essere intelligente, così tanto da creare l’universo che ci circonda: semplicemente osservandolo, possiamo anche supporre che Dio sia incredibilmente potente. Può un Dio senza personalità creare degli esseri umani dotati di personalità? Anche se questo è un punto che si presta alla discussione, è logico pensare che, con ogni probabilità, Dio è infinitamente personale, perché ha creato l’amore e la gioia che sono due delle componenti della personalità?

Può un Dio senza sentimenti creare persone che li provino? Può un Dio senza vista, udito, tatto, gusto ed olfatto creare delle creature dotate di questi cinque sensi, senza possedere in qualche misura queste qualità.? Di nuovo, la risposta è probabilmente “No.” Sembrerebbe illogico che Dio non possieda queste qualità in qualche modo. Ugualmente, può un Dio che non sa comunicare, creare una razza di persone che possono comunicare? “No.”

Vorrei a questo punto inserire una riflessione. Se seguiamo questa linea di pensiero, alcuni potrebbero erroneamente concludere che se c’è del male nel mondo, allora Dio deve essere in parte “malvagio” (come nella visione indù di Dio). Non lo condivido per un paio di motivi.

1. Se Dio è saggio è buono, come credo, Egli conosce tutto; compreso come sarebbero le cose se non andassero bene. Ad esempio: Io non ho mai ucciso nessuno, ma non significa che io non sappia che cos’è l’omicidio. Che Dio permetta il male, come ovviamente fa, non significa che esso sia malvagio. Il suo permettere il male, credo, sia il bene più elevato.
Permettimi di spiegarmi. Dio ci ha creati capaci di decidere, dotati di libero arbitrio, in modo da non dover vivere come dei robot; essere liberi di amare, o essere androidi (macchine che sembrano esseri umani), questa era la posta in gioco.

Posso farti un esempio? Se ti dicessi: “Ti porto a cena fuori, puoi ordinare ciò che desideri: scegli tra la pizza, la pizza o la pizza. Che cosa preferisci? Questa non è una scelta. Dio, allo stesso modo, avrebbe potuto dire: “Puoi scegliere se amarmi, o amarmi o amare Me.” Anche questa non è una libera scelta. Per far si che esistessero il vero amore e la vera bontà, senza che noi fossimo dei robot, doveva esserci un’alternativa, una scelta vera: il male.

Per quanto possa sembrare strano, l’amore impone una scelta. La possibilità dell’esistenza del male e della sofferenza è necessaria per avere realmente il libero arbitrio. Nonostante a volte noi lo detestiamo, questo è il prezzo da pagare per avere la libertà di scelta.
Poiché Dio ci ha dato libera scelta, noi possiamo amarlo oppure odiarlo. Possiamo amare gli altri, oppure odiarli; abbiamo la potenzialità di fare tanto bene o tanto male. Ci sono conseguenze per le scelte che facciamo? Certamente. Potrebbe esserci l’inferno da pagare per chi sceglie il male.

2. Il secondo motivo per cui Dio non può essere malvagio è che Egli ha scritto le regole. Per definizione, Dio è l’unico che può definire ciò che è bene e ciò che è male. Tutto quello che dice la legge. Il nostro giudizio su Dio importa poco: se Lui ci ha creati, chi siamo noi per giudicare Lui? Useremmo il cervello che Lui ha creato per criticare l’artefice? Sarebbe come il personaggio di un libro che critica l’autore per come lo ha scritto, o un vaso che critica il vasaio per la forma che gli ha dato.

Se siamo nati con la coscienza del bene e del male, come mi sembra che sia, è perché anch’Egli distingue il bene e il male, e ci ha creati con questa conoscenza.

Ad esempio, se io fossi un insegnante, e credessi nel relativismo, e non credessi alla distinzione tra bene e male, potrei dire ai miei allievi: “Tutte le ragazze oggi prenderanno 4, e i ragazzi 8.” E’ probabile che le ragazze della classe insorgano dicendo che non è giusto, automaticamente si appellerebbero ad un senso superiore di giustizia – o di bene e male. Non le sentiremmo mai dire: “Ha ragione. Non esiste la differenza tra il bene e il male. Va bene se boccia tutte le ragazze.” – Perché? Perché siamo esseri morali, intuitivamente sappiamo che esiste il bene e il male. Ci aspettiamo un mondo giusto, perché sappiamo che la vera giustizia esiste.
Un conto è discutere della mancanza di valori assoluti, un altro è essere coerenti con il mondo reale, con le proprie convinzioni. Per forza Dio conosce la differenza tra male e bene, significa che è saggio, non che è parzialmente malvagio; non ha senso, dire, che un Dio saggio compia deliberatamente il male.

Ritorniamo al punto principale: come è Dio? Per quanto sia popolare l’idea che Dio sia una specie di (Forza, impersonale) che ha dato impulso iniziale alle cose per poi abbandonarle, devo dire che tale idea non è accettabile. Dio è molto più di una ‘Forza’, è infinitamente personale e potente; e parlando in senso logico, Egli doveva esistere.
Se Dio è personale ed a capacità di comunicare, la domanda seguente da porsi è se comunichi con l’umanità o meno. Ci sono molte religioni che sostengono che Iddio gli abbia parlato, solitamente attraverso uno dei loro profeti o fondatori.
Per scoprire quali delle principali religioni del mondo può essere vera, secondo me, uno dei primi passi è domandarsi quali di queste religioni crede in un Dio potente, personale e morale – come l’ho appena descritto?
Lucio P. is offline  
Vecchio 28-02-2007, 09.10.23   #50
hetman
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Caro Lucio

Ti chiedi
COM’E’ DIO?

Perchè questa domanda?

Può un cane chiedersi perchè il mio padrone (uomo) pensa?

Può un albero chiedersi perchè quella pecora (animale) cammina?

Può una roccia chiedersi perchè una pianta (vegetale) cresce?

Un essere umano non può chiedersi com'è DIO per il semplice fatto che è umano.

In tutti i mondi di Dio vi sono stadi di evoluzione, lo stadio inferiore non può capire lo stadio superiore.

Ogni stadio può progredire: nel mondo minerale un carbon fossile diventa diamante; nel mondo vegetale un seme diventa pianta; nel mondo animale un bruco diventa farfalla; nel mondo umano un uomo diventa santo.

La dimostrazione dell'evoluzione dell'uomo sono i profeti e i santi che hanno raggiunto l'evoluzione spirituale, essi sono in simbiosi con Dio ma non lo conoscono ne possono dire cosa sia.

Raggiungere la simbiosi con Dio è fattibile, bisogna che l'individuo si sforzi a raggiungere le perfezioni intrinseche in ognuno di noi, il male non esiste e solo mancanza di perfezione o imperfezione.

Dio è la Perfezione Assoluta a cui noi tutti tendiamo, il male è attaccamento alle cose terreno che sono imperfette.

Essendo noi imperfetti come possiamo capire un profeta o un santo, che pure sono esseri umani ma evoluti spiritualmente in un grado di evoluzione che tende a quella Perfezione Assoluta che è Dio, come possiamo minimamente pensare di rispondere a "Cos'è Dio?".

A presto, Hetman
hetman is offline  

 



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