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Vecchio 28-09-2007, 11.24.17   #141
hetman
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Riferimento: La Fede Bahà'ì

Unità nella Diversità

IN TUTTO IL GLOBO, I BAHÁ’Í LAVORANO PER IL CAMBIAMENTO, CONDIVIDENDO UNO SCOPO COMUNE ED UNA VISIONE UNITARIA

Fin dai primissimi tempi, attorno alle credenze religiose sono state create delle comunità. Quelle bahá’í sono caratterizzate da un modo di vivere originale.

Kimiko Schwerin vive con il marito americano John in un sobborgo di Tokyo dove dirigono con successo una scuola di lingue. Nata a Nagasaki, la signora Schwerin ha infranto in molti modi il modello di donna giapponese della sua generazione. Non solo ha sposato uno straniero, fatto per cui una volta fu schiaffeggiata da uno sconosciuto, ma partecipa a varie attività per la promozione dell’uguaglianza delle donne.

Stanlake Kukama, che in gioventù era stato funzionario regionale per l’African National Congress in Sud Africa, lasciò la politica negli anni ’50 per seguire altre vie che portassero alla fine dell’apartheid nella sua terra. Sebbene ora sia in pensione, la sua meta negli ultimi trent’anni è stata quella di lavorare per la costruzione di una comunità di persone integrate che servisse a dimostrare la possibilità di relazioni armoniose tra neri e bianchi nell’Africa del Sud.

"Tutti gli uomini sono stati creati per promuovere una civiltà in costante progresso." --Bahá'u'lláh

Primo Pacsi vive sulle alture delle Ande in Bolivia, dove coltiva patate sui ripidi pendii che appartengono alla sua famiglia da generazioni. Membro del popolo Aymara, il signor Pacsi ha avuto un’istruzione elementare. Ciò nonostante ha aiutato ad organizzare per i bambini del suo villaggio un asilo che offre un importante incentivo educativo negli anni cruciali del loro sviluppo. Nel suo villaggio, ha inoltre progettato a poco prezzo una serra riscaldata ad energia solare, cosa che ha permesso a lui ed ai suoi vicini di coltivare varietà di frutta e verdura che altrimenti non sarebbero cresciute a quell’altitudine.

Sebbene differenti per cultura, educazione ed origini nazionali, la signora Schwerin, il signor Kukama e il signor Pacsi sono uniti da un comune credo nella Fede Bahá’í e da un impegno nei suoi ideali.

La comunità mondiale bahá’í può essere considerata il più diverso ed aperto raggruppamento di gente della terra. È anche tra le organizzazioni più unificate del mondo, carattere questo che forse è il tratto che la distingue maggiormente.

I bahá’í del mondo provengono da tutte le tradizioni religiose: buddisti, cristiani, indù, gianisti, ebrei, musulmani, sikh, zoroastriani, animisti e laici. Eppure studiano uno stesso corpo di Scritture, osservano un unificante codice di leggi religiose e sono guidati da un unico sistema amministrativo internazionale.

"Che la vostra visione abbracci tutto il mondo, piuttosto che essere confinata a voi stessi." -- Bahá'u'lláh

Il loro senso di unità va oltre la condivisione di una stessa teologia. È espresso nell’impegno in un programma globale per il progresso morale, spirituale e sociale che rappresenta molti dei più grandi ideali di civiltà!

La promozione della parità tra uomo e donna è una meta primaria, come lo è lo sforzo mirante a porre fine alla lotta razziale ed etnica. Un altro grande obiettivo è incoraggiare il concetto di giustizia economica per tutti i popoli, come pure assicurare l’accesso per tutti ad una buona istruzione. La comunità rifugge da qualsiasi forma di superstizione e stabilisce per i propri seguaci il raggiungimento di un altro modello morale. La pace mondiale e l’istituzione di una comunità globale unità sono state, e sempre saranno motivi di particolare impegno.

In effetti nessun’altra organizzazione mondiale di tale diversità, affiliata a questa o quella linea religiosa, politica o sociale, può vantare una partecipazione tanto impegnata in una visione che è nello stesso tempo così singolare, coerente e universale.

La fonte di questa visione è Bahá’u’lláh (1817-1892), il Fondatore della Fede Bahá’í. Nobile persiano, passò gli ultimi quarant’anni della Sua vita in prigione e in esilio, e scrisse l’equivalente di più di cento volumi, scritti che oggi sono fondamenta su cui si basa la comunità internazionale bahá’í.
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Vecchio 28-09-2007, 11.28.18   #142
hetman
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Un Modo di vivere

Fin dai tempi più antichi, la religione è stata un potente impulso per la trasformazione personale e sociale. Sia nella vita dei singoli credenti che nelle diverse comunità, la Fede Bahá’í è una chiara dimostrazione di questa regola.

Lo scopo primario della vita e conoscere e adorare Dio e contribuire ad una civiltà globale in continuo progresso. I bahá’í cercano di adempiere a questo compito con varie attività individuali, familiari e comunitarie.

La famiglia, cellula-base, secondo Bahá’u’lláh, è il fondamento della società umana. Kimiko Schwerin crede, ad esempio, che il suo matrimonio sia una dimostrazione dell’unità di tutti i popoli. Nella società tradizionale giapponese il matrimonio con uno straniero è un tabù non dichiarato. Una volta, per esempio, mentre viaggiava in treno con suo marito nei primi anni ’70, un giapponese di mezza età si alzò e la schiaffeggiò all’improvviso.

"I popoli del mondo, di qualsiasi razza o religione, derivano la loro ispirazione da una sola fonte divina, e sono sudditi di un solo Dio." --Bahá'u'lláh

"E questo perché ero con uno ‘straniero’", dice la signora Schwerin, che è cresciuta a Nagasaki ed ora dirige con suo marito una scuola di lingua inglese nella periferia di Tokyo. "A quell’epoca c’era un forte pregiudizio nei confronti dei matrimoni misti. Il matrimonio con uno straniero era considerato indecente."

"Ma io non mi sentii imbarazzata per nulla!", aggiunge, "Mi dispiacque solo per l’uomo che aveva questi pregiudizi. Proprio perché sono bahá’í credo che il matrimonio misto sia una cosa da fare."

Gli Schwerin vedono la loro esperienza come un esempio di come il matrimonio misto possa promuovere una maggiore consapevolezza delle altre culture. "Dato che la Fede Bahá’í include tutte le razze e tutte le culture noi evitiamo molti dei conflitti che possono tradizionalmente nascere quando un giapponese sposa uno straniero", dice la signora Schwerin.

"Per esempio John proviene da un ambiente cristiano ed io da uno buddista", prosegue. "Il problema di scegliere in quale fede educare i figli spesso affligge i matrimoni misti. Poiché noi crediamo nell’unicità delle religioni abbiamo educato i nostri figli ad apprezzarle tutte."

La signora Schwerin, oltre ad essere una donna di successo nel proprio lavoro, è anche attiva nel promuovere il concetto della parità delle donne. Viaggia spesso per tutto il Giappone e nei paesi vicini per promuovere questo principio - e gli altri ideali della Fede Bahá’í.

Il lavoro di Primo Pacsi e degli altri bahá’í di Laku Lakuni, villaggio sull’altopiano della Bolivia, è stato di fondare un piccolo asilo ed una serra ad energia solare, ed è un esempio di come i bahá’í cerchino di servire la comunità in senso lato.

L’asilo, che accoglie tutti i bambini di Laku Lakuni, dà un importante aiuto al loro sviluppo. Sebbene esista nel villaggio una scuola elementare statale, ai bambini in quella landa povera e desolata spesso non è prestata un’adeguata attenzione negli anni che precedono la scuola, considerati invece i più importanti da molti specialisti dell’evoluzione infantile. Come risultato essi rendono poco alle elementari e inizia così una serie di fallimenti che getta ombra sulla loro intera vita.

Nell’asilo bahá’í sono incentivate le attività di gruppo come il semplice cantare insieme e il risultato è significativo. "C’è differenza tra gli scolari che hanno frequentato l’asilo e quelli che iniziano direttamente dalla scuola elementare", dice il signor Pacsi. "Quelli che sono stati all’asilo riescono subito a capire l’insegnante. E l’insegnante ha notato che chi ha frequentato l’asilo apprende molto più in fretta."

L’asilo è un’attività che non dà guadagno. Il signor Pacsi è il principale insegnante e, per la maggior parte del tempo, offre la sua opera come volontario, sostenuto solo occasionalmente da donazioni dei genitori. Le sue lezioni, tenute in un semplice edificio al centro del villaggio, durano solo poche ore.

"All’inizio i bambini avevano timore di venire", dice il signor Pacsi, che ha abbracciato la Fede Bahá’í a metà degli anni ’80. "Non desideravano stare in gruppo. Ma ora amano venire a cantare insieme. Ora dicono ‘io! io! io!’ quando insegno un numero o faccio domande. Questo impegno è legato agli insegnamenti di Bahá’u’lláh sul dovere di educare i nostri figli e cooperare e lavorare insieme."

lI signor Pacsi ed i suoi amici bahá’í sono stati anche di grande aiuto nell’incoraggiare, nella loro comunità, l’uso della serra ad energia solare.Sviluppata nel Centro di Studi dell’Ambiente "Dorothy Baker" di Cochabamba, un centro di studio e ricerca sull’ambiente gestito da bahá’í a circa 200 km di distanza, la serra permette alle famiglie di Laku Lakuni e ad altre comunità dell’altopiano andino di far crescere varietà di frutta e ortaggi altrimenti impossibili da coltivare a quelle altitudini.

"Ci piace proprio la serra", dice il signor Pacsi, che fu il primo a Laku Lakuni a costruirne una. "Senza non potremmo avere verdure - non possiamo comprarle. Ma con la serra le abbiamo. Ora possiamo fare le frittate con cipolle e pomodori. Il mio bambino non sapeva nemmeno che esistessero le verdure. Ora raccoglie i pomodori dalle piante e li mangia direttamente nella serra. Ora sa che se pianti un seme e lo nutri, il frutto cresce."

"L’Onnisciente Medico ha il dito sul polso dell’umanità. Percepisce la malattia e prescrive, nella Sua infinita saggezza, il rimedio. Ogni età ha il suo problema... Il rimedio che il mondo necessita nelle sue attuali afflizioni non potrà mai essere uguale a quello che epoche seguenti potranno richiedere. Siate ansiosamente preoccupati dei bisogni dell’epoca in cui vivete, e centrate i vostri sforzi sulle sue esigenze e richieste." --Bahá'u'lláh

Le comunità bahá’í sono abbastanza diffuse. I bahá’í non vogliono isolarsi dal mondo; gli scritti di Bahá’u’lláh incoraggiano il coinvolgimento con il resto dell’umanità. La maggior parte dei bahá’í conducono una vita che non è in disarmonia con la società in cui sono nati - salvo per un forte impegno in certi principi spirituali e sociali.

Nonostante questa diffusione, comunque, i bahá’í riescono a mantenere la loro unità essenziale attraverso un sistema di consigli diretti eletti liberamente, che operano a livello locale, nazionale ed internazionale. A livello locale, ad esempio, i bahá’í ogni anno eleggono un consiglio amministrativo di nove membri, conosciuto come Assemblea Spirituale Locale(vedi pagine 42-44).

In ogni attività devono obbedire alle leggi civili ed essere fedeli ai loro rispettivi governi. Mentre possono accettare posti o nomine statali che non dipendano da fazioni, viene loro richiesta la non partecipazione alle attività di politica partitica.

All’epoca in cui cominciò a studiare gli insegnamenti di Bahá’u’lláh, negli anni ’50, ad esempio, Stanlake Kukama era segretario locale dell’African National Congress. "Odiavo i bianchi", dice il sig. Kukama, che ora risiede nel Bophuthatswana. "Per me tutti i bianchi erano oppressori."

Con questo atteggiamento all’inizio gli fu difficile accettare gli insegnamenti di Bahá’u’lláh per l’importanza ch’Egli dà all’unicità del genere umano e alla necessità di lavorare per eliminare i pregiudizi razziali - principio che significa che non soltanto i bianchi devono accettare i neri come pari ed amici, ma che anche i neri devono imparare a convivere e ad amare i bianchi.

Il signor Kukama alla fine si convinse che questa - e non quella dell’opposizione politica - è la via che condurrà ad un mondo migliore. E così, da allora, ha lavorato per costruire una comunità armoniosa e diversa che potrà, a tempo debito, dimostrare a tutti i sudafricani che associarsi a ente di tutte le razze non solo è possibile, ma dà gioia e riflette la realtà dell’unicità del genere umano.

La composizione della comunità bahá’í sudafricana abbraccia oggi praticamente tutte le razze, gruppi etnici e tribù che vi risiedono. Più del 90% dei circa 7.500 bahá’í del Sud Africa sono di colore - percentuale che più o meno corrisponde alla realtà del paese. Sono sparsi in tutto il territorio, con comunità locali in più di 150 tra paesi e città.

"La causa delle lotte in Sud Africa è il quarantennio apartheid che ha ingigantito la separazione etnica", dice il sig. Kukama, che è divenuto insegnante dopo essere diventato bahá’í. "Ma nella comunità bahá’í, sebbene si provenga da differenti tribù o razze, siamo tutti una sola cosa. E un giorno ci sarà un solo mondo: questa è la mia visione di uomo. Unità, non separazione."
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Vecchio 28-09-2007, 11.30.17   #143
hetman
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Come i bahá'í diffondono la loro fede

Sebbene Bahá’u’lláh abbia proibito il proselitismo aggressivo, i bahá’í credono che il Suo messaggio offra specifiche ed importanti risposte ai diversi e gravi problemi che affliggono l’umanità, e sono quindi ansiosi di condividerlo con chiunque dimostri interesse.

Condividere la visione di Bahá’u’lláh nella terminologia bahá’í corrisponde ad "insegnare." L’insegnamento può proporsi in modi diversi. Chi vuol conoscere meglio la Fede può essere inviato al "fire-side." I fire-sides sono riunioni informali in una casa bahá’í. Vengono tenute brevi presentazioni dei principi bahá’í seguite da discussioni. Spesso vengono serviti rinfreschi, e le riunioni sono distinte da un’atmosfera calda ed ospitale.

Un altro modo per diffondere la Fede è trasferirsi in aree dove i bahá’í sono pochi. Ciò è chiamato "pionierismo" e differisce enormemente dal lavoro missionario tradizionale in quanto i pionieri in generale sono finanziariamente autosufficienti.

Diventano parte della loro nuova comunità a tutti gli effetti: lavorano, partecipano alle attività e sostengono il governo locale e le sue istituzioni.

Le comunità bahá’í a volte, volendo diffondere più ampiamente i principi del messaggio di Bahá’u’lláh, tengono grandi incontri pubblici, acquistano spazi pubblicitari o cercano il supporto di stampa e mass media.
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Vecchio 28-09-2007, 13.49.34   #144
cassiopea
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Originalmente inviato da Shahruz
Esistono storie molto interessante riguardo al periodo in cui Bahà'u'llàh si ritirò per due anni in isolamento nel kurdistan. Fu quello il periodo in cui stette a contatto anche con sufi e mistici islamici in genere. Era noto come il dervisho, a quel tempo l'unica persona a sapere che Bahà era messaggero di Dio era il figlio Abdu'l-Bahà che era ancora molto giovane, sotto i 20 anni. Per cui a quei tempi Bahà'u'llàh passava per uomo qualunque seppur speciale, e coloro che andavano da Lui lo interrogavano su questioni spirituali e su testi specifici a cui Lui rispondeva spesso :"Dio mi è testimone che io non ho mai avuto modo di visionare quei testi.." e poi li citava a memoria addirittura aggiungendo i versetti chiaramente mancanti sui manoscritti e perduti per sempre. Ma aldilà di questo la particolarità fu che scrisse alcuni testi come 'Le sette Valli' in stile sufi e solo perchè erano testi rivolti a loro e non perchè lo avesse imparato da loro, infatti i testi Bahà'ì sono scritti in molti stili e generi differenti proprio perchè ognuno si rivolgeva specificamente ad un pubblico preciso: taluni sono adatti ai musulmani sciiti altri ai cristiani e coloro che studiano l'apocalisse ecc.
Nello specifico 'Le sette Valli' è tutt'ora ritenuto dalla critica indipendente un capolavoro di letteratura sufi ad opera di un Asceta non meglio identificato, nel senso che Bahà'u'llàh non si era proposto in modo particolare, e ancora oggi risulta che quelle popolazioni siano in possesso di scritti Sacri sconosciuti agli stessi Bahà'ì che saranno divulgati in seguito.

Ciao!! grazie del post..ho provato a cercare on line "Le sette Valli"..questo link va bene? http://www.bahainforma.it/public/upl...ro%20Valli.pdf

in effetti l'area del Kurdistan ha visto fiorire non pochi mistici...(nel caso turco, da quell'area viene anche Said Nursi...) e questo discorso sull'uso di uno specifico linguaggio per un tipo di "ascoltatore" è davvero interessante..forse, non in maniera così "aperta" però si ritrova anche in altre religioni..
cassiopea is offline  
Vecchio 02-10-2007, 17.59.37   #145
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Citazione:
Originalmente inviato da cassiopea
Ciao!! grazie del post..ho provato a cercare on line "Le sette Valli"..questo link va bene? http://www.bahainforma.it/public/upl...ro%20Valli.pdf

in effetti l'area del Kurdistan ha visto fiorire non pochi mistici...(nel caso turco, da quell'area viene anche Said Nursi...) e questo discorso sull'uso di uno specifico linguaggio per un tipo di "ascoltatore" è davvero interessante..forse, non in maniera così "aperta" però si ritrova anche in altre religioni..

Il Link è giusto, Ti sei scaricato il file pdf ?

Ciao
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Vecchio 16-10-2007, 11.46.26   #146
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Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá'í d'Italia

Roma, 14 aprile 1999

A tutti i credenti dalla "Assemblea Spirituale Nazionale"

Cari amici,

come indicato nella lettera dell'Assemblea Spirituale Nazionale del 12 aprile u.s., inviamo qui di seguito la traduzione della lettera ricevuta dalla Baha'i International Community - Ufficio per l'informazione al pubblico con il documento sullo stabilirsi della "pace minore".

PACE TRA LE NAZIONI


Citazione:
PACE TRA LE NAZIONI
La Pace Mondiale, un segno distintivo dell'emergente civiltà globale,sarà realizzata come espressione tangibile del principio dell'unicità dell'umanità. Questa assicurazione viene data dagli insegnamenti di Baha'u'llah.
Tale pace sarà il risultato del culminare di due procesi distinti ma simultanei, che traggono forza l'uno dall'altro: uno che porta all'unità spirituale della razza umana, detta "la Più Grande Pace"; l'altro che porta all'unità politica delle nazioni, conosciuta come "Pace Minore".
La prima è una meta lontana, che richiede un cambiamento imponente della condotta umana che solo una fede religiosa può assicurare; l'altra è più immediata e può già essere scorta sull'orizzonte politico.
L'una è direttamente collegata con gli sforzi della comunità baha'i per promuovere il principio cardine della loro Fede; l'altra dipende dalle azioni dei leader politici del mondo e in nessun modo è legata a piani o azioni da parte dei Baha'i.
L'unità politica delle nazioni implica il raggiungimento di relazioni che permettano loro di risolvere questioni di portata internazionale tramite consultazioni piuttosto che con l'uso delle armi e che porterà alla formazione di un governo mondiale.
Il raggiungimento della pace nel campo politico è riconducibile alla messa in atto di un processo che si può dire si sia già stabilito definitivamente nel corso del ventesimo secolo in mezzo al terrore e al subbuglio che hanno così largamente caratterizzato questo periodo.
E' interessante notare che la maggioranza delle nazioni si è formata nel corso di questo secolo e che esse hanno optato per relazioni pacifiche fra di esse entrando a far parte delle Nazioni Unite e partecipando a organizzazioni di area che facilitano il funzionamento comune.
Inoltre il processo di unificazione politica si sta accelerando con il risveglio di una coscienza pacifica tra i popoli del mondo che dà valore al lavoro delle Nazioni Unite, e tramite conquiste scientifiche e tecnologiche, che hanno già ristretto e trasformato il mondo in un singolo, complesso organismo.
Le orrende esperienze di due guerre mondiali che hanno dato il via dapprima alla Lega delle Nazioni e poi alle Nazioni Unite; la frequenza con cui leader mondiali, in particolare negli anni novanta, si sono incontrati e si sono accordati per una risoluzione ai problemi del mondo; l'appello per un ordine mondiale che è scaturito dalla partecipazione di questi leader alla celebrazione del cinquantesimo anniversario delle Nazioni Unite; il moltiplicarsi di organizzazioni civili in campo sociale che concentrano l'attenzione su una gamma di questioni internazionali e operano su reti di attività sempre più vaste; la nascita di tribunali internazionali; i rapidi sviluppi nella tecnologia delle comunicazioni che hanno creato un mondo senza confini, tutte queste sono tra le ampie prove di un moto verso pacifiche relazioni internazionali che è chiaramente divenuto irreversibile.
Gli scritti baha'i indicano che la pace tra le nazioni sarà stabilita nel ventesimo secolo; dicono, però, che un fermento universale e spaventosi sovvertimenti sociali segneranno la transizione da un mondo bellicoso verso un mondo pacifico, ma non indicano che accada alcuno specifico evento catastrofico alla fine del secolo.
E' inevitabile che il movimento che porta all'unità mondiale debba andare incontro a tendenze opposte radicate in abitudini pervicaci di sciovinismo e partigianeria che rifiutano di arrendersi alle aspettative di un'era nuova.
La straziante sofferenza imposta da condizioni quali povertà, guerra, violenza, fanatismo, malattiee degrado ambientale, a cui masse di esseri umani sono soggetti, è una conseguenza di questa opposizione.
E quindi, prima che la pace delle nazioni maturi in una realtà completa, si deve passare attraverso difficili stadi, simili a quelli vissuti dalle singole nazioni fino a quando non giunsero al loro consolidamento interno.
Ma una cosa è innegabile: il processo verso la pace è di gran lunga avanzato.

Quanto citato risale a metà del 1999 ed è in corso di realizzazione, è sotto gli occhi di tutti ciò che sta avvenendo a livello globale.
In Italia possiamo notare che la popolazione intera si rende conto dello sciovinismo e della partigianeria dei partiti politici che, chiusi in "Caste", si dibattono nei problemi quotidiani dei cittadini senza trovarne i giusti rimedi.
"Ma una cosa è innegabile: il processo verso la pace è di gran lunga avanzato."
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Vecchio 16-11-2007, 12.02.53   #147
hetman
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Saluto tutti,
sono stato assente per un po di tempo, ma appena rientrato mi sono data una ripassata dei vari 3D in cui avevo postato.
Uno era interessante e riguardava il rapporto tra credenti e atei, ma come al solito si finisce OT ed il trend è chiuso.
Mi sarebbe piaciuto discorrere con Vito e Eretico e gli altri credenti ed atei che avevano postato.
A me era chiaro che il 3D non era rivolto ai soli "cattolici" ma a tutti i credenti in Dio Essere superiore, e non capisco perchè un credente non dovrebbe usare la ragione ma limitarsi solo alla fede.
Precedentemente, in questo 3D, ho spiegato la differenza tra Fede Fideistica e Fede Consapevole; la prima che può portare al fondamentalismo (qualsiasi sia la fede religiosa di appartenenza); la seconda che col ragionamento (tanto amato dagli atei) ad una Fede analizzata e ponderata in tutte le sue implicazioni sia spirituali che materiali.
Parto dal presupposto che Dio è un'Entità che noi esseri umani non potremmo mai comprendere e pertanto inutile discuterne (resta una scelta del tutto personale), il rapporto di dialogo che invece si deve instaurare deve basarsi su valori e principi che attualmente sono del tutto diversificati e non univoci.
Si è fatto l'esempio dell'uccisione di animali per l'alimentazione e l'uso di embrioni umani per uso scientifico.
In tutte le religioni (nessuna esclusa) vi è la sacralità della Vita Umana che non può essere tolta ad un altro essere umano; la Bibbia fa riferimento a Caino ed Abele, e ciò è facilmente comprensibili, non si fa riferimento a non mangiare carne animale se non quella suina, per ovvi scopi sanitari all'epoca dei divieti biblici.
Il non uccidere il proprio simile dovrebbe essere il Principio fondante di una nuova società, tutte le vertenze tra nazioni dovrebbero essere demandate ad un Tribunale Internazionale che dovrebbe giudicare come una qualsiasi questione tra privati in un tribunale civile o penale.
Il Principio di cui parlo è accettabile anche dagli atei oltre che essere un "comandamento" per tutte le religioni, dovrebbe essere chiaro le implicazioni positive che avrebbe sull'intero globo; eliminazione delle guerre e dei soprusi tra nazioni, incluso il potere di nazioni "progredite" su nazioni "in via di sviluppo"; questo principio, se veramente condiviso da tutti, porterebbe ad una solidarietà nei riguardi di popoli che muoiono per malattie (che i paesi sviluppati hanno debellato) o per fame (che nei paesi sviluppati porta all'obesità).
Spero di essere stato chiaro sul fatto che se riuscissimo a trovare Valori e Principi comuni e condivisibili il mondo sarebbe migliore e senza dover chiamare in causa Dio per ogni catastrofe naturale, che è solo materiale e del tutto normale per le leggi della natura (come le conosciamo oggi).
La Fede Consapevole non è solo per i credenti ma anche per gli atei che hanno "Fede" nelle scoperte scientifiche, lascio Dio ed il soprannaturale fuori da questo post.
A presto
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Vecchio 18-12-2007, 06.36.46   #148
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Abolizione degli estremi di ricchezza e povertà



DAGLI SCRITTI DI BAHÁ’U’LLÁH

“Siate generosi nelle ore di prosperità e nei giorni di stretta pazientate. L’avversità è seguita dal successo e alla gioia succede il dolore.” [le Tavole di --- , p.236]

“Il merito dell’uomo è nel servizio e nelle virtù e non nello sforzo dell’opulenza e della dovizia.” [le Tavole di --- , p. 126]

“S’ingiunge a ciascuno di voi di dedicarsi a una forma di occupazione, come mestieri, commerci e simili. Ci siamo degnati di innalzare il vostro impiego nel lavoro al rango dell’adorazione di Dio, l’Unico Vero. Riflettete in cuor vostro sulla grazia e sui doni di Dio e ringraziatelo all’alba e all’imbrunire. Non sciupate il tempo nell’ozio e nell’indolenza, ma occupatevi di ciò che possa recare profitto a voi e agli altri. Così è stato decretato in questa Tavola dal cui orizzonte l’astro della saggezza e della parola risplende luminoso. Agli occhi di Dio, il più spregevole fra gli uomini è colui che sta pigramente seduto e mendica. Aggrappatevi alla corda dei mezzi materiali, con piena fiducia in Dio, di tutti i mezzi il Provvidente. Quando l’uomo si dedica a un mestiere o a un commercio, al cospetto di Dio questa sua occupazione è in sé considerata un atto di preghiera; e ciò altro non è che un pegno del Suo onnicomprensivo, infinito favore.” [le Tavole di --- , p. 24]

“Se non vi fosse prospettiva di guadagno gli affari del mondo subirebbero tracollo e intralci.” [le Tavole di --- , p. 121]

“In tutte le faccende occorre moderazione; qualsiasi cosa, portata agli eccessi, si dimostra fonte di malanni. Pensa alla civiltà dell’Occidente, come ha scosso e allarmato i popoli del mondo.” [le Tavole di --- , p. 64]

DALLE “PAROLE CELATE”:

54. O VOI RICCHI DELLA TERRA !
I poveri fra voi sono il Mio pegno; prendetene cura e non siate intenti soltanto al vostro benessere ! (p.51)

55. O FIGLIO DELL’ESSERE !
Non t’affannare con le cose di questo mondo, perché col fuoco Noi saggiamo l’oro e con l’oro saggiamo i Nostri servi. (p.23)

56. O FIGLIO DELL’UOMO !
Tu brami l’oro e Io desidero che tu te ne liberi. Tu ti ritieni ricco nel possederlo e Io valuto la tua ricchezza dal tuo distacco da esso. Per la Mia vita ! Questo è ciò che Io so, e la tua è un’illusione; com’è possibile conciliare il Mio pensiero col tuo ? (p.23)

57. O FIGLIO DELL’UOMO !
Distribuisci la Mia ricchezza ai Miei poveri, acciocché tu possa attingere in cielo dalle riserve di perenne splendore e dai tesori di gloria imperitura. Ma per la Mia vita ! Offrire l’anima tua è cosa più gloriosa, solo che tu possa vedere con i Miei occhi. (p.23)

49. O FIGLIOLI DELLA POLVERE !
Narrate al ricco quanto sospiri il povero nel colmo della notte, affinché l’indifferenza non lo conduca sulla via della distruzione e non lo privi dell’Albero dell’Opulenza. Il donare e l’essere generosi sono attributi Miei; beato colui che s’adorna delle Mie virtù. (p.49)

50. O QUINTESSENZA DELLA PASSIONE !
Deponi ogni cupidigia e sii pago, poiché il cupido è stato sempre in privazioni e il pago sempre amato e lodato. (p.49)

[per ulteriori approfondimenti anche: nn.° 51, 52, 53 e 54 (p.22); n.° 51 (p.49); nn.° 53 e 55 (p.51) e n.° 81 (p.61)]


DAGLI SCRITTI DI ‘ABDU’L-BAHÁ

“È mai possibile che, vedendo una creatura morire di fame, o priva di tutto, un uomo possa riposare e vivere a proprio agio nella sua lussuosa casa ? Chi incontra un essere in miseria, può godere della sua ricchezza ? Ecco perché è prescritto dalla Religione Divina che i ricchi rinuncino ogni anno a una parte delle loro ricchezze per il mantenimento dei poveri.” [Le Lezioni di S. Giovanni d’Acri, p. 339]
“Quando vediamo che si permette alla povertà di raggiungere condizioni di estrema inedia, possiamo essere certi che esiste la tirannia.” [La Saggezza di ---, p. 190]

“Norme e leggi dovrebbero venir stabilite per regolare le eccessive ricchezze di alcuni privati e limitare la miseria di milioni di poveri che formano la massa: si otterrebbe così un moderato equilibrio.” [Le Lezioni di S. Giovanni d’Acri, p. 335]

“Che fossero emanate leggi che permettessero moderati profitti ai datori di lavoro e consentissero ai lavoratori i mezzi necessari all’esistenza e alla sicurezza dell’avvenire.” [Le Lezioni di S. Giovanni d’Acri, p. 336]

“... Ma la ragione principale di queste difficoltà è data dalle leggi della civiltà attuale; perché esse consentono a un piccolo numero di individui di accumulare immense ricchezze, che sono molto superiori alle loro necessità, mentre la maggior parte rimane in strettezze, e anche nella più grande miseria. Il che è l’opposto della giustizia.” [Le Lezioni di S. Giovanni d’Acri, p. 334]

“... gli Insegnamenti di Bahá'u'lláh invocano la divisione volontaria dei beni, che è cosa più grande del livellamento delle ricchezze, perché il livellamento dev’essere imposto dall’esterno, mentre la divisione è un fatto di libera scelta.” [Selections from the Writings of 'Abdu'l-Bahá, p. 115]

“L’uomo consegue la perfezione mediante buone azioni, liberamente compiute, non compiendo opere buone che gli siano state imposte. E la divisione delle ricchezze è una giusta azione fatta liberamente: cioè i ricchi devono porgere aiuto ai poveri, spendere le loro sostanze per i poveri, ma per libera scelta, e non perché i poveri l’abbiano ottenuta mediante la forza. E infatti frutto della forza sono il subbuglio e la distruzione dell’ordine sociale. Al contrario la divisione volontaria delle ricchezze, lo spendere liberamente le proprie sostanze, portano agio e pace nella società; illuminano il mondo; conferiscono onore all’umanità.” [Selections from the Writings of 'Abdu'l-Bahá, p. 115]

“Negli Insegnamenti Divini l’eguaglianza è conseguita mediante una pronta disponibilità a dividere. In merito alle ricchezze, è disposto che i ricchi fra la gente e gli aristocratici, di loro spontanea volontà e per la propria felicità, si addossino la cura dei poveri. Questa eguaglianza è frutto delle sublimi qualità e dei nobili attributi dell’unità.” [Tavole a O. Swharz, Stoccarda (1920), citata da E. Lunt in “The Supreme Affliction” - The Bahá'í Publishing Trust, 1980 IIa ed., vol. IV, p. 45]

“Comunque l’uguaglianza assoluta è impossibile, perché l’uguaglianza assoluta nelle ricchezze, negli onori, nel commercio, nell’agricoltura e nell’industria porterebbe a una mancanza di agi, allo scoraggiamento, alla disorganizzazione dei mezzi di esistenza, sarebbe contraria al benessere generale e l’ordine della comunità andrebbe completamente distrutto. Così vi è una grande saggezza nel fatto che l’uguaglianza non sia imposta per legge; è perciò preferibile che lo spirito di moderazione compia il suo lavoro. Il punto principale sta nell’impedire, per mezzo di leggi e regolamenti, la formazione di eccessive ricchezze dei singoli, e nel tutelare i bisogni essenziali delle masse.” [Le Lezioni di S. Giovanni d’Acri, p. 336]

“Tutti devono produrre. Ogni persona della comunità i cui bisogni siano pari alla sua capacità di produzione sarà esonerata dal pagare le tasse. Ma se l’introito eccede i bisogni, quella persona deve pagare una tassa finché non si ottenga un adeguamento. Cioè, le capacità di produzione e i bisogni saranno parificati e riconciliati per mezzo delle tassazioni. Se la produzione è eccedente, si pagano le tasse; se le necessità eccedono la produzione, si riceve una somma sufficiente a equilibrare la situazione. Perciò la tassazione sarà proporzionata alle capacità e alla produzione, e nella comunità non esisteranno più poveri.” [The Promulgation of Universal Peace, p. 217]


DAGLI SCRITTI DI SHOGHI EFFENDI

“Le risorse economiche del mondo saranno organizzate e le sue fonti di materie prime saranno sfruttate e pienamente utilizzate; i mercati saranno coordinati e sviluppati, e la distribuzione dei prodotti regolata con equità e giustizia.” [Appello alle Nazioni, p. 37]

“Questa Confederazione, per quel che si può concepire, consiste in un corpo legislativo mondiale i cui membri, quali fiduciari dell’umanità intera, dovranno controlla-re tutte le risorse delle nazioni componenti, e promulgare leggi necessarie per regolare la vita e le relazioni e soddisfare i bisogni di tutte le razze e di tutti i popoli.” [Appello alle Nazioni, p. 56]

“In riferimento al comando di Bahá'u'lláh concernente l’impegno dei credenti in qualche professione: gli Insegnamenti sono molto netti in questa materia, particolar-mente l’affermazione dell’Aqdas che stabilisce con chiarezza che non possa aver posto nel Nuovo Ordine Mondiale la gente oziosa, priva del desiderio di lavorare. Come corollario di questo principio, Bahá'u'lláh stabilisce anche la condizione di mendicante deve non soltanto essere scoraggiata, ma interamente cancellata dalla faccia della Terra. È dovere di coloro che hanno la responsabilità dell’organizzazione sociale offrire ad ogni individuo l’opportunità di acquistare le disposizioni necessarie per qualche professione ed in più i mezzi necessari per utilizzare tali disposizioni, sia per la cosa in se stessa sia per il fatto che ognuno si procuri i mezzi per il suo sostentamento. Ogni individuo, non importa quanto ostacolato o limitato egli sia, è obbligato ad impegnarsi in qualche lavoro o professione, perché il lavoro, soprattutto quando viene eseguito in uno spirito di servizio, è in conformità agli ordini di Bahá'u'lláh. Ciò ha non soltanto uno scopo utilitaristico, ma anche un valore in se stesso, perché ci porta più vicino a Dio e ci rende capaci di realizzare meglio il Suo scopo per noi in questo mondo. È ovvio quindi che l’ereditare ricchezze non può esimere nessuno dal lavoro quotidiano.” [Principi di Amministrazione Bahá'í, p. 8]
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