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Vecchio 03-06-2007, 20.43.54   #131
nexus6
like nonsoche in rain...
 
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... nexus6 ...

Citazione:
Originalmente inviato da Mirror
Anche i motivi di tristezza, sofferenza, non comunicazione... vanno accettati alla stessa stregua dei complimenti, degli apprezzamenti... perchè anche questo è il ciò che è... perchè come dicevi prima: "io non sono quel fiume, l'ho sentito, non sono nessuno di quei pensieri,
li accarezzo, sorrido e scivolano via... "

Appunto, tu sei quella consapevolezza, essenza silenziosa.
Già, accettare tutto... anche tristezza, nostalgia... dolore...
sì, lì ascolto pure me...
osservo ogni respiro, ascolto la melodia di un assolo malinconico di sassofono
che mi penetra lentamente riempiendomi il cuore
e mi adagio sopra lasciando che scivoli delicato via
come il resto inesorabile...
gli occhi tristi e tremendamente consapevoli di Rachel mi fissano
ed io li scruto alla ricerca di una risposta
senza un passato né un futuro
ma con entrambi che costringono il mio volo
ciondolo dell'istante
infinite ed una possibilità
come lacrime
nella pioggia...

Osservo silente il mutare dei venti
che danno forma alla pioggia
conscio che è solo la mia mente
come quella di ognuno
che sceglie e costringe
me

Alzo gli occhi verso il cielo
azzurro
un piccolo sorriso...
voi...

"Io credo che tutto quello che sogniamo
può arrivare e può farci arrivare alla nostra unione
noi possiamo rivoltare il mondo
noi possiamo dare il via alla rivoluzione sulla terra
noi abbiamo il potere.."


Grazie Gyta ed Atisha (un abbraccio forte ad entrambe! ) per le vostre parole
a me...
a voi...
... a tutti...

..
... non sapete quale forza mi infondano... o forse sì...
..
.... ed ora infatti stacco il pc...
...
... ed inizio sul serio "a rivoltare il mondo"...


Un sorriso grande... e buona serata a tutti...!




A.

ps. dopo la risposta di stamattina di Mirror alla mia domanda, la classica storia zen finirebbe così: "E nexus divenne illuminato..."
... mah... per il momento nexus inizia a cercare le lampadine giuste...
... infatti come ha ben detto Atisha:
"Ci sono lampade da accendere, come quelle che accendiamo quando andiamo in una stanza buia..
e se vogliamo vederci dobbiamo noi stessi fare in modo di accendere alcune luci.. ma non attendere che gli oggetti s'illuminino da soli.."


.. e come ha ben detto Gyta:
"La mente costringe, la mente libera."


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Vecchio 03-06-2007, 21.57.51   #132
Yam
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Riferimento: L'occhio da chi trae la propria essenza..?

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Lascia perdere Yam...innanzitutto non c'è bisogno di alcuna luce per fare certe affermazioni e poi non credo sia difficile immaginare (consapevolezza anche questa?) che ci sono certe situazioni in cui Yam, come Maxim, come chiunque altro, si trasformerebbe in una vera belva...
...poi...solamente capacità di giustificarsi!




C'e' bisogno di molta Luce Maxim..per non essere piu' (mai piu') delle bestie, per sradicare la violenza per sempre da dentro di noi.
La violenza ha radici ben precise in noi e possono essere sradicate quelle radici.
E' una forma di sensibilita' che puo' emergere nell'essere umano sempre di piu' sino a quell'Amore che tanti mistici hanno manifestato.

Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione. Ad te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual'è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione.
(Dal "Cantico delle Creature")

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Vecchio 04-06-2007, 05.48.26   #133
nexus6
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Smile Il mio Buon Giorno a tutti Voi...!

La luce del primo mattino
illumina i miei occhi stanchi, ma sereni
i miei pensieri s'adagiano
sui colori tessuti in melodie d'uccelli
che salutano l'aria mutevole di quest'alba

Muto con Lei
rinasco a nuova vita
insieme

Non c'è nulla di più incredibile e straordinario
della semplice realtà
in qualunque forma si manifesti
un pensiero triste che segue un sorriso
una gioia che segue un dolore
una nuvola turchese lontana
lì proprio nel cielo
eppure così vicina
che sorrido quasi
a non sentirmi sempre
cielo..

Siamo gli occhi tramite cui il tutto si osserva e vive...?

Non so, spesso mi perdo appresso alla mente ed alle sue parole,
ma il puro sentire fluisce spontaneo
ed ogni lettera pare tessersi inesorabilmente
nella trama perfetta
che i miei occhi bramano
scorgono...
..
... creano...
..



A.
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Vecchio 04-06-2007, 09.33.40   #134
Mirror
Perfettamente imperfetto
 
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Accettare perfino la non accettazione è il segreto...

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Originalmente inviato da nexus6
Già, accettare tutto... anche tristezza, nostalgia... dolore...
sì, lì ascolto pure me...
"
E nexus divenne illuminato..."
... mah... per il momento nexus inizia a cercare le lampadine giuste...

Accettare è possibile, sempre. Accettare anche le contraddizioni in cui si scivola normalmente, perché anche questo in fondo è essere qui, è essere nel vivo presente.
Le contraddizioni che viviamo non vanno problematizzate... sono semplici realtà da vivere.
Essere perfetti è un concetto mentale dal quale ci si può liberare, perché noi siamo sempre "nel nostro giusto", se non ci diamo dei modelli mentali a cui adeguarci... una meta da conseguire... se siamo senza aspettative.
In realtà, se non ci dividiamo, alimentando una lotta interna fra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere in quel momento, si scopre che siamo già a Casa. Proprio così come siamo.
Non ci sono miglioramenti immaginari da raggiungere ma solo un eterna realtà presente da riconoscere: quella che si sta vivendo proprio adesso, davanti e dentro di noi, così com'è.
Con questa adesione totale si entra in contatto pieno e diretto con ciò che Siamo realmente,
con il Ciò che E'. Ci si libera dell’immaginaria visione di noi stessi.
E' tutto qui e ora! Non c’è spazio per la fantasticheria sul come saremmo se….
In questo pieno riconoscimento del Vero accade indirettamente un genuino miglioramento spontaneo, non dettato altrimenti da un ego spirituale ambizioso, orgoglioso, auto referenziale..
Per me, l'Accettazione assoluta, nella sua disarmante semplicità, qui ed adesso, è la chiave... del ben Vivere.In essa non c'è spazio per la separazione fra l'essere ed il dovere essere... ed in tale condizione di non tensione naturalmente la mente si calma... si ridimensiona.
Allora, in questo accettarsi, l'ego è vissuto come una semplice rappresentazione da "usare" nel "Gioco" della Vita. E non crea più conflitti perché sa rapportarsi con altri ego in maniera nuova.
Se riusciamo, o ci accade, di accettare perfino la nostra "non accettazione", abbiamo perfino la possibilità e capacità di Vedere le cose da un'altro piano, sempre più interno, addirittura impersonale.
Questo non è un gioco di parole ma una comprensione metafisica, direi sovra razionale.
Due livelli principali coesistono simultaneamente in noi. Sono il livello personale manifesto e l' impersonale immanifesto. In realtà sono due facce della stessa medaglia.
E' una unità che si dualizza per manifestarsi. E' L'Assoluto che gioca ad essere relativo per esprimersi nella sua infinita creatività.
Quindi, l'umana manifestazione non si può che accettare, se non si vuole lottare senza possibilità di vittoria alcuna, e senza alimentare ulteriore sofferenza a noi stessi e agli altri, al mondo.
Nell'accettazione l'Essenza ha la possibilità di emergere e guidarci, spodestando l'ego usurpatore dal trono della Coscienza, da un ruolo che non gli spetta.
Però questa celebrazione del Ciò che E’ è possibile solo se c'è una Presenza Osservante - la Consapevolezza - che ci accompagna, vigile momento dopo momento.
E' evidente infatti che se la Consapevolezza è più espansa, l'area dell'identificazione da accettare si restringe. Più c’e Consapevolezza (Luce) meno c’è identificazione (Oscurità). La Vita si esprime danzando fra questi due poli, accentuando ora l’una ora l’altra dimensione.
Certamente, in questo ambito misterioso che è l'esistenza individuale, che si appalesa a più livelli, non si può che constatare che essa sia molto bizzarra nel suo esperimentarsi umano e addirittura paradossale riguardo la sua comprensione "Divina", consapevole e compassionevole.

Ultima modifica di Mirror : 04-06-2007 alle ore 10.50.08.
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Vecchio 04-06-2007, 11.22.44   #135
Yam
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Riferimento: Il pensiero filtra la realtà.

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Originalmente inviato da gyta
Nessuna prigione che non sia dalla nostra mente approvata.
La mente crea, la mente distrugge, la coscienza assiste, la consapevolezza osserva.
Troppo semplice da apparire molto più di.. complicato.
Libertà è possibile? La prigionia è possibile?
La mente costringe, la mente libera.
Bada a ciò che pensi.

Nessuna mente, nessun pensiero di realtà.

C'è un pensiero che appare sotto gli stracci stanchi di un esistenza sciupata
alla ricerca di ciò che dovrebbe.. : ' lascia che sia '

..L'aria carica di elettricità perde ogni pesantezza..




Gyta da sempre conserva una sua originale e apparentemente personale, perche' ispirata, visione delle cose.
Sa bene che non vi e' separazione alcuna tra la mente, la consapevolezza e la manifestazione, che sono una e UNA sola cosa: la manifestazione e' il potere creativo della mente, la mente crea, conserva e distrugge (Tu Sei Quello, sei Ishvara, ovvero sei Brahman, Visnu e Shiva..)
In realta' non c'e' un osservatore interno e un fenomenico esterno, questo serve come espediente (ma serve eccome!)....quando ancora non si e' compresa quell"UNITA'.
Allora possiamo accettare anche la visione separativa in chi e' manifesta, senza giudizio alcuno. Vedere le ragioni dell'assassino e dell'assassinato, rimanere senza fiato di fronte a quella manifestazione che e' sostanzialmente Vita e sempre lo sara'.
Non c'e' quindi sogno di un mondo migliore, diverso da quello che e'...il nostro stesso sogno.
Ci sono semmai livelli di densita' della Vita, da quelli materiali a quelli piu' sottili.
Non ci sono folli nel mondo, c'e' solo il mondo.
Non c'e' nulla da cambiare, nessuno da cacciare.
Con questa nuova coscienza di Se' iniziamo a cambiare il mondo, a sognare diversa-mente, a lasciar emergere il sogno come spontanea manifestazione di Se' (Wu Wei).
E' un processo psichico e biochimico dove l'individualita' non esiste se non come parte di un tutto. Un meraviglioso e colorato Mandala di sabbia dove ogni singolo granello e' ciascuno di noi: il granello solo non forma nessun disegno (diceva un mio caro amico un paio di giorni or sono).
Accade che non ci siano piu' folli nel sogno (perche' abbiamo smesso di sognarli), quando questo accade ad uno, per contagio, piano, piano accade ad altri....ora Egli sa di non essere affatto separato dagli altri granelli di sabbia.
Tu Sei Quello.
Sei Ishvara.

Diceva Nexus da qualche parte qualcosa sugli occhi....a me ha ispirato questo: la Vita ha infiniti occhi, alcuni spaventati, altri sereni e accoglienti, altri piangenti, folli...
Vedo un unica massa vivente con infiniti occhi, Tu Sei Quello, sei Ishvara.
Vedo infinite bocche che si nutrono di cibo che altro non e' che se stessi, cio' significa che ogni esperienza nutre la Vita, che la Vita nutre la Vita...li dove c'e' cibo, bocche, occhi....Tu Sei quello, sei Ishvara.
Ishvara e' Colui che Vede, e' la stessa Luce presente nei suoi infiniti occhi, e' pura Coscienza che tutto pervade Tu Sei Quello.
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Vecchio 04-06-2007, 11.45.32   #136
atisha
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Riferimento: L'occhio da chi trae la propria essenza..?

MIRROR:
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Accettare è possibile, sempre. Accettare anche le contraddizioni in cui si scivola normalmente, perché anche questo in fondo è essere qui, è essere nel vivo presente.
Le contraddizioni che viviamo non vanno problematizzate... sono semplici realtà da vivere.

Aggiungerei, (cosa assai importante) che nell'accettazione totale vi è in sè la trasformazione

e nella trasformazione (che è nudità mentale) appare conseguentemente la nudità fisica che, a riguardo, è il mezzo attraverso cui la Grazia divina diventa manifesta...


Ultima modifica di atisha : 04-06-2007 alle ore 14.01.02.
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Vecchio 04-06-2007, 12.09.40   #137
maxim
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Originalmente inviato da Mirror
[b]

Per me, l'Accettazione assoluta, nella sua disarmante semplicità, qui ed adesso, è la chiave... del ben Vivere.


Solo una puntualizzazione…

... del TUO ben Vivere.

La ricetta che ti ha permesso di sorvolare su alcuni aspetti di questa vita offre un cibo digeribile solo per te. A me francamente mette un po’ di tristezza pensando a quale condizione “spirituale” sia costretto ad arrivare l’uomo in virtù della sua realtà…sarà forse la mia inconsapevolezza, quella luce che ha deciso di illuminare altrove o, se preferite, la mia cecità nei suoi confronti ma non mi riesce proprio di sciogliere le mie parole in visioni poetiche che poco c’entrano con ciò che si vede e si sente.
Se ora “ben vivete” significa che prima tanto bene non si viveva e che le vostre esperienze di vita, il vostro modo d’essere (senza tralasciare l’importantissimo contributo genetico apportato a questo modo d’essere), vi hanno condotto ad intraprendere una pesante strada alla ricerca di po’ di refrigerio per quel distruttivo malessere dell’anima.
Osservate un bambino e vedrete che è sempre puro…egli non abbisogna certamente di quella luce…eppure vive sereno e felice. Crescendo quel bambino si scontrerà con la realtà che voi, in tutte le maniere, avete cercato di offuscare rendendo solo in apparenza più gradevole. Il bambino vive nel suo mondo di favole e di sogni…ma arrivereste a dire che quel bambino è consapevole della realtà in cui vive?...certamente no! Noi sappiamo benissimo che il bambino è sereno perché deve ancora scontrarsi con la “maturazione” che lo porterà un po’ più vicino a quella realtà che abbiamo provato tutti. Ora, per cortesia, non citatemi vangeli…ma scorgo in voi esattamente le fantasie e le visioni dei bambini, con l’inghippo che mentre i piccolini lo sono per natura e non hanno dubbi sul loro sentire, gli adulti sono costretti, per poterla pensare come loro, ad una grandiosa e stravolgente opera mentale…
…eppure mai sarete liberi e sereni come dei bambini…come noi si nascesse in paradiso, si vivesse all’inferno e si finisse al purgatorio per merito di abili azioni mentali!

Ovviamente nel citare quei bambini ho preso d’esempio solo quelli fortunati e paffutelli che crescendo potranno sentire solamente i piccoli problemi che affliggono la nostra anima, lasciando fuori tutti quei bambini che nascono e bruciano velocemente all’inferno.

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Vecchio 04-06-2007, 17.26.25   #138
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…eppure mai sarete liberi e sereni come dei bambini…come noi si nascesse in paradiso, si vivesse all’inferno e si finisse al purgatorio per merito di abili azioni mentali!

Un saggio è ancora più libero e sereno dei bambini.
Perchè ha chiuso il ciclo della crescita interiore.
E' passato dal non ego naturale del bambino piccolo, attraversando il mondo dell'identificazione mondana, ed infine ha trasceso l'ego stesso, pur facendone ancor uso solo per convenzione sociale.
Quindi il bambino deve fare ancora il viaggio nell'ego: deve passare dal "non ego" pre-razionale all'ego razionale... per giungere di nuovo ad un "non ego" sovra razionale, transpersonale, alla scoperta del Sè.
Lo aspetta la sofferenza degli attaccamenti, dei desideri e delle paure... l'esperienza terrena nelle sue svariate forme che gli farà da scuola.
Non potrà rimanere innocente a lungo: il mondo lo catturerà e lo coinvolgerà.

Il Saggio invece, dopo un lungo cammino nel suo essere e nel mondo, ha ritrovato nel suo cuore l'innocenza del bambino, ma in più ha la comprensione della consapevolezza del sapere chi è realmente.



P.S. I bambini, nella loro semplicità e sincerità, spesso sono più crudeli e disinteressati alle sofferenze degli altri bambini.
Devono farne ancora tanta di strada prima di esprimere una naturalezza superiore, non puramente animale.
Quella è prerogativa dell'uomo consapevole e compassionevole. Ed è un dimensione da riscoprire.
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Vecchio 04-06-2007, 17.55.36   #139
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Riferimento: L'occhio da chi trae la propria essenza..?

Mirror:Il Saggio invece, dopo un lungo cammino nel suo essere e nel mondo, ha ritrovato nel suo cuore l'innocenza del bambino, ma in più ha la comprensione della consapevolezza del sapere chi è realmente.


Già..
Il Viaggio di ritorno all'Essenza (che non è mica una passeggiata)
Ovvero: innocenza+ consapevolezza
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Vecchio 04-06-2007, 18.14.07   #140
visechi
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Originalmente inviato da Yam

Diceva Nexus da qualche parte qualcosa sugli occhi....a me ha ispirato questo: la Vita ha infiniti occhi, alcuni spaventati, altri sereni e accoglienti, altri piangenti, folli...
Vedo un unica massa vivente con infiniti occhi, Tu Sei Quello, sei Ishvara.
Vedo infinite bocche che si nutrono di cibo che altro non e' che se stessi, cio' significa che ogni esperienza nutre la Vita, che la Vita nutre la Vita...li dove c'e' cibo, bocche, occhi....Tu Sei quello, sei Ishvara.
Ishvara e' Colui che Vede, e' la stessa Luce presente nei suoi infiniti occhi, e' pura Coscienza che tutto pervade Tu Sei Quello.

Mi permetto di aggiungere che forse se osservi meglio potresti anche vedere bocche spalancate non per innalzare Osanna e rendere grazie; forse potresti udire, se ascolti meglio, urla non di gioia, forse pianti, forse gemiti frammisti alle odi, agli inni di ringraziamento… cosa crea più frastuono? L’uomo sceglie a cosa prestare orecchio, a quale suono dedicarsi, quale ascoltare con maggior attenzione.. l’attenzione del saggio è volta sempre e solo a se stesso, è volta all’arcobaleno, anche quando questo arriva dopo un diluvio, è volto all’alba che saluta un nuovo giorno, anche se questo nuovo giorno preannuncia e perpetua la miseria; anche la lode è una scelta…. Ma si può lodare col cuore leggero, senza avvedersi del resto? Questo Ishvara di cui intessi le lodi, ha mai ascoltato ciò che vive o sopravvive intorno a sé, al suo Sé coscienziale; la sua Luce presente è in grado di rischiarare lo spazio oltre se stesso, riesca a guardare con i suoi vividi occhi gli occhi spenti di un bambino che muore di fame? Mi domando se tutta la saggezza di un saggio sia in grado di sfamare le pance, di dissetare le gole delle genti? Ho la sensazione che il saggio non abbia chiuso il ciclo della crescita interiore, ma l’abbia interrotto quando questo ciclo lo ha condotto a percepirsi nel mondo, bloccandolo lì, senza andare oltre se stesso, ed abbia così sbarrato la vista e il sentimento verso il prossimo. Forse solo così è possibile fornire una risposta al quesito iniziale… certa saggezza occlude la vista, ottunde l’udito, così è che l’occhio trae la propria essenza solo da se stesso, senza connettersi col mondo, si nutre delle visioni della propria mente, del proprio pascersi in se stesso, della propria beota beatitudine. Non guarda, non cerca, non trova altri che se stesso… ha smesso di cercare, ha smesso di osservare, ha smesso di trovare allorquando ha incontrato che se stesso… e gli altri? Individualismo solipsistico che glorifica se stesso, che nega il prossimo.
La sensazione che ne traggo io è quella di una danza macabra fra le macerie, i tumuli, le rovine, al suono di una marcia funebre che scandisce il tempo che scorre, scambiata per fanfara celeste che trattiene l’istante… come se al saggio fosse possibile impedire che inesorabile il sole si tuffi ogni giorno oltre il colle o dentro il mare; come se al saggio fosse permesso d’impedire alla luna di prendere il suo posto; come se al saggio – tronfio del proprio Sé coscienziale - fosse concesso di ritenere l’istante che fugge, bloccare il vento, ammansire la fiera, impedire che il cielo intrida di pioggia la terra, s’impreziosisca di nubi, che i mari si gonfino, che il gelo indurisca i campi, che i raggi cocenti anneriscano le pelli, che il lupo cacci l’agnello, che il mattino succeda alla notte e le tenebre alla luce… come se al saggio fosse concesso di far germogliare il grano, di ridonare alla vita colui che si è spento per sempre, di far zampillare l’acqua che disseti i deserti. Come se il saggio avesse le chiavi della Natura, della Vita, della Realtà, della Morte... Egli ha solo un diverso paio di lenti… rosate. Son più belle di quelle che la Vita fornisce a noi tutti se non sono in grado di mostrare le lacrime altrui, se scordano il prossimo, se disdegnano il mondo?
L’occhio trae la propria essenza dal mondo, solo che spesso i nostri occhi sono velati da lenti monocromatiche che restituiscono immagini astruse, spesso troppo rosate perché possano lasciar filtrare la policromia della Vita, della Realtà, della Natura.

Ciao
visechi is offline  

 



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