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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 21-05-2007, 13.39.56   #21
Yam
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Data registrazione: 02-11-2004
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Riferimento: La panchina...

Citazione:
Originalmente inviato da Mirror
Divisione che non ci sarebbe se tu fossi sempre Testimone di ciò che accade dentro e fuori di te, comunque sia.


E' importante capire che quella divisione c'e' e ci sara', e' necessaria.
Potrebbe anche scomparire, ma questo accade raramente e allora noi diciamo che uno dimora nello Stato Naturale.
Mirror ha descritto molto bene cosa accade, tuttavia bisogna tornare nell'azione e utilizzare il pensiero, questa volta diversa-mente....abbandonando i pensieri inutili e circolari e risolvendo i problemi pratici e di lavoro con maggior concentrazione ed efficenza (Ramesh Balsekar lo chiama pensiero funzionale).
Cio' che possiamo fare e' riconoscere quella Consapevolezza sino a quando sara' sempre in sottofondo, sempre presente. Non che non lo sia gia', ma di solito proprio non e' riconosciuta. Quando la si riconosce momenti come quelli descritti da Nexus fanno capolino spesso e volentieri in noi e questi momenti non hanno prezzo, non hanno eguale nell'esperienza umana. L'apprezzabile, la bellezza si manifestano anche in un sacchetto di spazzatura, in un anonimo angolo di citta', ovunque. Li ci ricarichiamo le batterie. Se siamo sempre identificati le batterie si scaricano (meno male che esiste il sonno profondo!).
Senza aspettativa alcuna, cioe' quella di dimorare sempre in quello stato di contemplazione, Nexus, hai scoperto il segreto dei segreti.

Ogni volta che sono solo, che passeggio da solo io entro in quello stato e gioisco (nell'azione ancora non mi e' facile..quando sono in gioco sono in gioco e li vedo a che punto sono realmente, quanto ancora la mia personalita' ha presa...). A volte quando un vecchio dolore si manifesta cogliendo l'occasione in un evento scatenante (di solito una difficolta' nella mia vita) mi sento disturbato e i pensieri cercano di fare presa in me...ma li lascio andare...da dove sono venuti....rimane il dolore: lo ascolto e lo porto con me. Gli alberi, il cielo, il sole, il vento, le nuvole...tutto mi e' vicino e mi aiuta: mi ricorda che io sono quello, sono tutta la pienezza della vita, sono pura Coscienza e affatto separato da tutto cio' che si manifesta (per Flow...ecco il senso del rifugio, del tornare a casa..a meno che tu non viva piu' momenti di fatica o difficolta'....o che tu pensi che sia naturale seguire in pensieri in quei momenti...) Il dolore scompare e io torno al mio (nostro) segreto, che e' ascolto.
E' il cuore dell'uomo, null'altro...e' la sua pace naturale, la sua gioia senza oggetto.

Ultima modifica di Yam : 21-05-2007 alle ore 14.03.34.
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Vecchio 21-05-2007, 15.55.14   #22
maxim
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Riferimento: L'occhio da chi trae la propria essenza..?

Citazione:
Originalmente inviato da atisha
perchè continui a frequentare questa triste sezione?

filosofia...?

gnosisofia..! è conoscenza-sapienza pura!.. e questa è catartica (per riallacciarmi al trehad di fallible).. perchè porta alla trasformazione della Coscienza, in profondità.. porta ad un vero mutamento del nostro pensare... parlare.. sentire e vivere caro maxim... direi in sintesi Arte di Vivere..
ma non tutti desiderano "conoscere per Essere" e si fermano a disquisire nelle altre sezioni, nelle più sicure acque dove c'è il bagnino di turno sempre pronto a gettare un salvagente alla mente..
qui no.. qui non ci sono bagnini.. qui si annega..
o s'impara a Nuotare nell'oceano Vitale...

Se non avessi stima di tutti voi e se non provassi…come dire…un certo senso di “smarrimento” nel leggere le vostre scritture che nel profondo, molto probabilmente, riuscite a comprendere solo voi e se tale senso di iniziale smarrimento non svanisse velocemente, lasciandomi quel dolce gusto di compiacenza nei confronti delle mie idee, non starei a perdere del preziosissimo tempo della mia vita in questa sezione…e non vorrei farlo perdere a voi.

In realtà, se Nexus ha il suo pinco-pallo, io tengo suo fratello minore…il pallino che quell’Arte di Vivere che qualcuno chiama Bráhman, altri istupidimento, altri ancora follia e mille altri aggettivi migliorativi/peggiorativi, sia condizione facilmente raggiungibile da ognuno di noi in quanto l’occhio… trae la sua essenza dal pensiero.

…e siccome dicono non possa esserci il due senza il tre, et voilà la mia terza convergenza con quanto scritto da Yam:

Citazione:
Originalmente inviato da Yam
Mirror ha descritto molto bene cosa accade, tuttavia bisogna tornare nell'azione e utilizzare il pensiero, questa volta diversa-mente....abbandonando i pensieri inutili e circolari e risolvendo i problemi pratici e di lavoro con maggior concentrazione ed efficenza (Ramesh Balsekar lo chiama pensiero funzionale).

Chiaro, semplice, brillante!
In ciò che voi chiamate consapevolezza, altri istupidimento, altri ancora follia e mille altri aggettivi migliorativi/peggiorativi, non v’è altro che un semplicissimo meccanismo di risposta alternativa che deriva dalla “contemplazione” di quel determinato oggetto.
I vostri pensieri battuti sulla tastiera, protesi all’espressione di sentimenti positivi del contemplare e che, più o meno, appartengono a tutti noi fortunati che possiamo ancora permetterci di fermarci a contemplare e che per quanto mi sforzi di sottoporli ad analisi logica, mi risulta sempre difficile discernerne il soggetto dal complemento oggetto, assumono anche in questo caso varie nomee (non in senso dispregiativo) che dipendono dalla risposta mentale del lettore. Contemplazione, Prabhasvara, Bráhman, consapevolezza…e ultimamente, come mi è stato fatto notare da Atisha, conoscenza-sapienza pura dell’Arte di Vivere (a proposito Ati…che è la gnosisofia? ).
Non escludo che sia proprio così…anzi è sicuramente così…di certo penso ci voglia una buona dose di solipsismo per avere il coraggio di attribuire certi nomi altisonanti a dei sentimenti che molto probabilmente provava anche il mio povero nonno contadino (ateo e komunista) quando aspettando l’alba, ammirava quelle mille tonalità di rosso fuoco espletando i propri bisogni fisiologici in mezzo un campo. Finita la contemplazione che lascia sempre quel senso di benessere , si ritorna però nella vita pratica, nella sofferenza del duro lavoro e dei problemi quotidiani…ma anche alle immagini dei TG e ai mille pensieri rivolti alle altre persone.
Eppure, in virtù della malleabilità del nostro pensiero, capace di risposte alternative a fronte di uno stesso fenomeno, è possibile attraverso l’intontimento della meditazione o l’assopimento cerebrale mistico (Nexus l’etichetta non è rivolta a te ) una visione differente dello stato delle cose.
Concepisco quindi il “momento” di rilassamento che ci permetta, a noi che possiamo permettercelo, di gioire delle nostre domande dalle infinite possibili risposte ma che succederebbe se questa "ebbrezza spirituale" ci coinvolgesse attimo dopo attimo non permettendoci di partecipare agli eventi della vita così come vengono “sentiti” anche da tutti gli altri?
…tra i vari aggettivi usati per definire “l’arte del vivere” alcuni la chiamerebbero follia.

maxim is offline  
Vecchio 21-05-2007, 16.42.30   #23
Mirror
Perfettamente imperfetto
 
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Riferimento: L'occhio da chi trae la propria essenza..?

Maxim:
Citazione:
Finita la contemplazione che lascia sempre quel senso di benessere , si ritorna però nella vita pratica, nella sofferenza del duro lavoro e dei problemi quotidiani…ma anche alle immagini dei TG e ai mille pensieri rivolti alle altre persone.

Non è mai finita la Contemplazione per chi si è Svegliato... c'è sempre Contemplazione anche nel duro lavoro... anche davanti ai TG...
C'è sempre la contemplazione... pur nell'azione, quando non subentra l'identificazione. (scusami le rime... )

Citazione:
Eppure, in virtù della malleabilità del nostro pensiero, capace di risposte alternative a fronte di uno stesso fenomeno, è possibile attraverso l’intontimento della meditazione... una visione differente dello stato delle cose.

Nella meditazione, se è reale meditazione non c'è mai intontimento... al contrario: c'è più presenza, attenzione, energia.
Siccome l'interferenza del pensiero nello stato meditativo è ridotta... non ci deve essere nemmeno una visione differente delle cose ma una visione diretta, non interpretata delle cose: il vedere ciò che è senza giudizio.

Citazione:
Concepisco quindi il “momento” di rilassamento che ci permetta, a noi che possiamo permettercelo, di gioire delle nostre domande dalle infinite possibili risposte ma che succederebbe se questa "ebbrezza spirituale" ci coinvolgesse attimo dopo attimo non permettendoci di partecipare agli eventi della vita così come vengono “sentiti” anche da tutti gli altri?
…tra i vari aggettivi usati per definire “l’arte del vivere” alcuni la chiamerebbero follia.

Saremmo "addormentati", metafisicamente parlando, coinvolti e identificati nel sentire condizionato, allora sì, immersi nella "follia" del vivere inconsapevolmente.
Quindi non è questione di "ebbrezza spirituale" ma di partecipazione consapevole, momento per momento, agli eventi della vita, con l'aggiunta di una dimensione compassionevole e di aiuto per chi ancora non può o non vuole "permetterselo".


Ultima modifica di Mirror : 21-05-2007 alle ore 19.29.05.
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Vecchio 21-05-2007, 16.58.52   #24
Yam
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Riferimento: L'occhio da chi trae la propria essenza..?

Maxim osserva il sentimento che ti spinge a scrivere e partecipare a questo forum: quella e' la mente condizionata (Scrivi sotto l'impulso di quel sentimento...).
Cerca almeno di essere un pochino razionale e meno emotivo...ossia un tantino piu' consapevole di te e degli altri e della vita in generale.
Yam is offline  
Vecchio 21-05-2007, 17.37.07   #25
atisha
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Riferimento: L'occhio da chi trae la propria essenza..?

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
conoscenza-sapienza pura dell’Arte di Vivere (a proposito Ati…che è la gnosisofia?

è la Conoscenza/sapienza max... ho solo unito scherzando i vocaboli gnosis e sophia..
Vidya in sanscrito..



mmmhhhh.. ciò che tu descrivi è arte di vivere... ciò che qualcuno tenta di comunicare è Arte di Vivere.. occhio alle maiuscole! ..
qual'è la differenza tra te e me? nessuna
tranne negli strumenti che usiamo per percepire il mondo.. o i mondi..
e cioè quell'occhio fisico interiore, invariabile attraverso ogni mutamento del mondo...

traducendo ognuno pensa con ciò che vede.. cioè attraverso gli occhiali che indossa...
Non porti occhiali?
bene.. allora dico che ognuno pensa in base a ciò che vede..
vedi bene mi dici?
bene.. allora dico che ognuno pensa con ciò che è in grado di ragionare e in base al frutto viziato della sua memoria..
deduco che l'uomo non è libero affatto di pensare, agire e ricordare con ciò che in realtà egli E'..

Vivere con Arte è una virtù.. uno stato di Grazia...
e non uno stile di vita che si acquisisce con allenamento mentale...
atisha is offline  
Vecchio 21-05-2007, 17.41.09   #26
fallible
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Messaggi: 1,774
Riferimento: L'occhio da chi trae la propria essenza..?

buon pomeriggio ,pace e benevolenza nei nostri cuori!
espletando i propri bisogni fisiologici . [COLOR="Red"(ogni posto è buono)]Finita la contemplazione che lascia sempre quel senso di benessere , si ritorna però nella vita pratica, nella sofferenza del duro lavoro e dei problemi quotidiani…ma anche alle immagini dei TG e ai mille pensieri rivolti alle altre persone; tu appunto lo chiami pallino ,il cammino è lo stesso con più o meno consapevolezza...e tanto per filosofeggiare(pensiero sortomi biciclettando nel parco tra conigli e uno, dico uno fagiano)... chi è più vittima il cacciatore o la preda? caro prode cacciatore claudio
ps ho messo tante benevoli faccine sennò max mi spara ciao claudio
fallible is offline  
Vecchio 21-05-2007, 17.55.27   #27
salvatoreR
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Riferimento: L'occhio da chi trae la propria essenza..?

Dice Nexus6
...? Che fine farebbe l'occhio..? Sarebbe l'ultima cosa da cui esso stesso si dovrebbe distogliere, l'ultima da negare... e poi...?
Questa la spiegazione della mia domanda "E se fosse la stella a voltarsi..?"
-------------------

Vi posto un brano interessante che ci regala un ottica diversa.

“Non importa dove vai, la stessa immensità si estende in tutte le direzioni.
I nostri sensi ci fanno credere di avere una collocazione spaziale.
In realtà, ogni punto del cosmo è lo stesso; un fuoco dell’immensità in ogni direzione.
Non esistono ‘qui e là ‘vicino e lontano ‘ esistono solo dovunque e in nessun posto.
Ogni luogo è lo stesso punto circondato di infinito.
Lo spazio-tempo ordinario è un velo. Finché facciamo affidamento solo sui nostri sensi, rimarremo al di qua del velo. Ma se ci staccheremo dei nostri sensi, ci troveremo in regni e mondi che per ora non possiamo immaginare. Ogni regno è una consapevolezza, e la scoperta di nuovi mondi dipende solo dal perfezionarsi della nostra consapevolezza affinché possa risvegliarsi a quelle realtà che ci sono vicine. “
Da pensieri che vibrano.



Chi ha visto l’occhio prima che l’occhio vedesse qualcosa?
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Vecchio 21-05-2007, 18.03.55   #28
nexus6
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Sguardi...

Salve a tutti..! Faccio giusto due paroline....

Oggi ho ricevuto amichevolmente la prima puntura di stagione da una zanzara tigre, l'accetto come fosse un piccolo stronz dono (cerco almeno, munito di spray naturale alla citronella appena acquistato )... sento anch'io la realtà nella qualche mi muovo a volte come un magnifico dipinto in movimento, "D"ipinto vah... da non poter altro che contemplare e vivere, poichè anch'io ne faccio parte e ne gioisco, ne traggo energia, respiro vitale quando accade, è vero Yam... lì possiamo ricarire le batterie e sto un minimo imparando a farlo... anche tra i rumori della città, nell'afa incalzante per me terribile, nella mia attuale casa.. non proprio un monastero benedettino... altre volte però mi è riuscito difficile far ciò ed il mio sguardo si è rabbuiato e sì, mi sono identificato con quel buio asfissiante dove pareva l'unica via d'uscita fosse la fuga, la fuga dal luogo nel quale mi trovavo in quel momento... avrei preso un treno... il primo e me ne sarei andato via, via da lì, via lontano... per respirare, per ritornare a vivere.... ma da "me" non posso scappare e, penso, il buio mi avrebbe accompagnato fedele... so queste parole contengono importanti simbolismi, come quelle sulle fiabe, Atisha... e ciò che sto facendo è cercare proprio di vedere ogni cosa che accade come un "codice da interpretare"....

Oggi fa caldo, troppo caldo... ero in giro stamattina e lo scrivo scherzosamente alla mia carissima amica (che tante volte mi ha aiutato con quel buio) su un messaggio al cellulare... e lei mi risponde che "il caldo NON esiste..!"... è una dolce spiritualmistica, lei, per capirci, dunque, come ora, è sempre molto profondo ciò che scrive e dice... lo è, fidatevi... ed io rispondo d'istinto: "il sudore è il caldo!" ... beh... poi rimurgino sulla mia risposta e cerco di trarne un senso, quasi l'avesse scritta qualcun'altro, è giunta così.... il caldo.. beh... come la stella... la sensazione, il sudore finisce ed il caldo non c'è più... d'inverno dov'è il caldo..? E' un nome, un "oggetto" che la mente tiene ben separato dal "soggetto"... fa caldo e si suda (accidenti, aggiungo), ma fa caldo nello stesso momento in cui lo si sente e lo si sente nello stesso momento in cui fa caldo... la sensazione è il caldo.... no? Vabbè divagazione...

Già.... "chi" ha deciso ieri...? Con chi ero, Fallible...? Chi? "Io" no sicuro... mi sono fermato di scatto e mi sono chiesto cosa stessi facendo, mi sono quasi voltato verso la panchina con gli occhi parecchio sorpresi... già... è rinata la domanda, come ha detto Mirror, sono ritornato in "me"... sì, è perfetto questo passaggio.... concordo con Gyta...!
(ma questa "divisione" c'è e ci - a noi - è "necessaria"... grazie per il punto importante, Yam.. sto assorbendo..)... ora forse ho compreso meglio il significato di ciò che chiamate "identificazione".... già... ho perso quello stupore, quel candore precedente in cui guardavo qua e là senza chiedermi, né attendermi nulla, senza scopo con spontaneità.... come fosse la prima volta, con la gioia di un bambino...
...
.... "nessuno" ha deciso ieri sera, ora mi viene così....
il seme non "decide" se diventare albero...
.. così come il sasso non "decide" se rotolare giù dal pendio...
...
... sono per un poco entrato in questo dipinto,
quello che anche ora è davanti ai miei occhi, in me
ne ho coscienza mentale, ma ora "io" sono me ed il fuori è il fuori...
ieri era differente, io non osservavo "questo" dipinto..
le parole qui mi sono un po' carenti...
ero nel... ero il... dipinto...
ed è in perenne movimento....
e per un attimo quell'azione pare sorta dal "nulla" per la mente
forse non è stata altro che una delle infinite
impercettibili mutazioni... una pennellata spontanea...
... come se fossi stato una semplice goccia nel fiume, non identificata nell'esserlo...
.. poi mi sono accorto improvvisamente di essere goccia...
.... ed il fiume è ridiventato fiume ed io semplice goccia,
ma certo con differente luce, come dice Yam, sempre così capita...
con un'attenzione differente a ciò che accade, ai minimi dettagli..
si è "carichi", pronti, ricettivi, attenti...
stamattina, come capita spesso a tutti, un odore particolare mi ha presentato istantaneamente un ricordo lontano... è stato molto bello però, questa volta.... perchè sì, ho sorriso di questo flash, non del contenuto, ma del semplice fatto che sia avvenuto, gioito di questa osservazione quasi cinematografica di ciò che accadeva in me... il ricordo è scivolato via quasi subito... e successivamente nel lavare i piatti, nell'agire, lo stesso stato di quando lavavo i calzini, ricordate?
Che poi in parte mi ha accompagnato anche successivamente, ma si sono sovrapposti pesantemente i pensieri, gli "eventi della vita", come dice Maxim... decisioni, asperità materiali e psicologiche varie, ma con serenità sto ora pensandoci, riflettendo, non voglio fuggire, scappare via in treno... seppur, come ho scritto, in passato l'avrei voluto.... cerco di esserci, di entrare fino in fondo a ciò che mi accade ed un sorriso ogni tanto nel sentire che sempre il Dipinto è magnificamente in movimento ed io ne faccio parte... non voglio scappare, capite?

La contemplazione non "finisce", certo muta, si "torna all'azione" come dice Yam, ma con coscienza, con una coscienza-luce via via differente e maggiore..... Maxim, credo forse di aver scritto nella discussione "in pace con dio" del nocciolo necessario da "capire" per non pensare alla via percorsa, al cammino.. come ad un'ebbrezza spirituale, ma ad un percorso di conoscenza profonda di sé, che proprio da momenti di meditazione-contemplazione-osservazione-"nomequalsiasi" trae energia vitale e comprensione, sguardo profondo, per affrontare i problemi, i dolori, le complesse questioni di ogni giorno... pian piano comprendendo che tutto è collegato, non ci sono "momenti" di contemplazione staccati dal resto, semmai si vorrebbe "ampliare" sempre più quella coscienza-luce in ogni respiro quotidiano...
.... noi occidentali tendiamo sempre a dividerci in compartimenti stagni, a spezzettarci, c'è la religione, la contemplazione, poi la vita, i problemi, il lavoro, lo studio, l'arte, il tempo libero... perfino per la scienza, che dovrebbe essere nella mia immaginazione luogo di apertura, ma so che non è così, è difficile pensare in termini di "olismo", da un punto di vista che abbracci e com-prenda tutti i punti di vista, "dividi et impera" dicevano i latini, ma forse con la diffusione profonda dell'aria orientale si inizia a fatica a ragionare più ampiamente, cioè che è necessario, sì, il "dividi et impera", ma anche il "riunisci et comprendi"....
...
..... dunque regalo alla vostra vita, un altro haiku giapponese di Shiki, che spero vi piaccia (a me tanto..)

"Pietra
sulla pianura estiva -
sedile del mondo."


"Dipinto di Grazia"....come direbbe Turaz...


Realtà -
non aspetta altro di vivere
in noi.


Così.... mi è uscita ora...

Un abbraccio affettuoso a tutti....!

Ultima modifica di nexus6 : 21-05-2007 alle ore 20.01.44.
nexus6 is offline  
Vecchio 21-05-2007, 18.50.51   #29
nexus6
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Lightbulb ..domande e spunti in evidenza....

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
...l’occhio… trae la sua essenza dal pensiero.
La mia mente è d'accordo da un certo punto di vista.... ma.... chi è che pensa?


"Sento" e trovo importanti queste parole di Gyta, Mirror e Fallible, come sicuramente è possibile scorgere nelle mie.....
Citazione:
Originalmente inviato da gyta
Poiché il punto che si cerca è appunto comprendere che attraverso l'identificazione (=occhi/ io/ ruolo individuale-sociale) esiste il gioco (=io/ vita) ma che quell'identificazione non è che relativa e perciò mai una risposta assoluta! Ecco perché considerata "illusoria". Non perché non vi sia, ma per la sua qualità mobile, duttile, possibile solo " in rapporto a ".

Ripeto (con la mia poca esperienza): "Chi" non osserva né è "osservato" e neppure è "l'osservazione",
ma è ciò che consente che tutto questo possa aver luogo.

L'io, la mente distingue erroneamente sé dalla cosa vista. Mentre entrambe esistono esclusivamente in rapporto l'una all'altra. Per farla spicciola ciò che può dirsi "immutabile" è ciò che consente che questo rapporto abbia luogo.
Citazione:
Originalmente inviato da Mirror
Poi risorge il punto interrogativo... e ti sembra di ritornare in "te"... perchè è rispuntatata l'identificazione.
Forse è perchè l'interrrogativo che è sorto nella mente lo riporti ed attribuisci ad un soggetto, nel quale il "tu" identificato si autoriconosce, che perdi lo stupore, la pura presenza... facendo differenza fra l'osservare la natura, gli alberi, i fiori... e i tuoi pensieri.
In quel momento ti dividi... perchè distingui fra ciò che osservi: fra le le stelle (incanto) e le idee (ragione)...
Citazione:
Originalmente inviato da fallible
... arriverà il "momento" in cui l'occhio diverrà stella, osservatore ed osservato si riuniranno in un'unica essenza; quello che è certo che non sarà certamente "l'occhio", parte integrante del duale, a condurti oltre il guado (ricorda la zattera), sarà quella parte di te (del tutto) che non si identifica in te (io) ma ne è l'essenza....
..
... e...
...
Citazione:
Originalmente inviato da Yam
Ogni volta che sono solo, che passeggio da solo io entro in quello stato e gioisco (nell'azione ancora non mi e' facile..quando sono in gioco sono in gioco e li vedo a che punto sono realmente, quanto ancora la mia personalita' ha presa...). A volte quando un vecchio dolore si manifesta cogliendo l'occasione in un evento scatenante (di solito una difficolta' nella mia vita) mi sento disturbato e i pensieri cercano di fare presa in me...ma li lascio andare...da dove sono venuti....rimane il dolore: lo ascolto e lo porto con me. Gli alberi, il cielo, il sole, il vento, le nuvole...tutto mi e' vicino e mi aiuta: mi ricorda che io sono quello, sono tutta la pienezza della vita, sono pura Coscienza e affatto separato da tutto cio' che si manifesta (per Flow...ecco il senso del rifugio, del tornare a casa..a meno che tu non viva piu' momenti di fatica o difficolta'....o che tu pensi che sia naturale seguire in pensieri in quei momenti...) Il dolore scompare e io torno al mio (nostro) segreto, che e' ascolto.
E' il cuore dell'uomo, null'altro...e' la sua pace naturale, la sua gioia senza oggetto
.... un semplice grazie a tutti....

Un abbraccio....


Ultima modifica di nexus6 : 21-05-2007 alle ore 20.04.04.
nexus6 is offline  
Vecchio 21-05-2007, 19.26.49   #30
nexus6
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spontaneamente....

Citazione:
Originalmente inviato da salvatoreR
“Non importa dove vai, la stessa immensità si estende in tutte le direzioni.
I nostri sensi ci fanno credere di avere una collocazione spaziale.
In realtà, ogni punto del cosmo è lo stesso; un fuoco dell’immensità in ogni direzione.
Non esistono ‘qui e là ‘vicino e lontano ‘ esistono solo dovunque e in nessun posto.
Ogni luogo è lo stesso punto circondato di infinito.
Lo spazio-tempo ordinario è un velo. Finché facciamo affidamento solo sui nostri sensi, rimarremo al di qua del velo. Ma se ci staccheremo dei nostri sensi, ci troveremo in regni e mondi che per ora non possiamo immaginare. Ogni regno è una consapevolezza, e la scoperta di nuovi mondi dipende solo dal perfezionarsi della nostra consapevolezza affinché possa risvegliarsi a quelle realtà che ci sono vicine. “
Da pensieri che vibrano.



Chi ha visto l’occhio prima che l’occhio vedesse qualcosa?
Ciao Salvatore...!

Eh... appeso ad una parete della camera ho un foglio, in cui una freccia indica un punto.... "il centro dell'universo" -> ... ...... guardate nel palmo delle vostre mani.... lo vedete? Guardate...... eccolo lì.....

Prima che l'occhio vedesse qualcosa,
l'occhio non era stato visto...
fuori dall'illusione temporalmentale
occhio ed oggetto fanno l'amore senza sosta...
....sono...
...è ...
....amore...
...


A.


Ultima modifica di nexus6 : 21-05-2007 alle ore 20.46.14.
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