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Vecchio 27-03-2006, 14.09.10   #101
Rupescissa
Ospite
 
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Quello che racchiudono le parole di Ermete è l'umido radicale. Ciò che da la vita.
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Vecchio 27-03-2006, 14.15.42   #102
Yam
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Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Che significa che l'umido radicale da vita?

(Domanda innocente e sincera)
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Vecchio 27-03-2006, 15.18.53   #103
sunday01
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Data registrazione: 05-07-2005
Messaggi: 464
Il “Trattato del Cielo Terrestre” o il segreto dell’Acqua di Vita
Le poche informazioni che si hanno su Lavinius, contemporaneo di Paracelso, ci sono fornite da Lenglet du Fresnoy, da cui apprendiamo le seguenti scarne note:


“Vinceslao Lavinius di Moravia espone il segreto dell’Opera in una quindicina di righe, nell’ Enigma del Mercurio Filosofale che sta nel Trattato del Cielo Terrestre“,

riconoscendogli quindi una notevole rilevanza sul piano alchemico.

In questo trattato, Lavinius si concentra principalmente sull’arcano dell’Acqua, condensato di Zolfo e Mercurio, Materia dell’Opera, che rappresenta la prima difficoltà ed il primo segreto che si pone all’attenzione dell’alchimista operativo. Essa riceve l’appellativo di Cielo Terrestre a causa delle sue virtù:

“Questa Acqua, che può essere coagulata, e che genera tutte le cose, diventa una terra pura che, per un forte legame, possiede le virtù dei Cieli più alti rinchiuse in sé; e proprio perché questa stessa terra è unita e congiunta al Cielo, le dò il bel nome di Cielo Terrestre”.



Il Cielo Terrestre, ovvero l’unione tra il Cielo e la Terra filosofici, è la chiave di volta dell’operare alchemico. Esso è, in ultima analisi, il soggetto dell’Arte, quel “Verbum Dimissum” che, come ci ricorda ancora Fulcanelli, è “il segreto materiale dell’Opera“, ottenuto dall’Artista per rivelazione divina - perciò vero Donum Dei – che gli aprirà la porta alla conoscenza della Natura e dei suoi segreti, come ci conferma Lavinius in questo passo: “Colui, dunque, che conosce il modo di servirsi dell'acqua, e del Fuoco, conosce la vera strada che lo condurrà ai più alti segreti della Natura”.
Questa Acqua è il Mercurio iniziale è la sostanza indicata dai Filosofi per preparare l’umido radicale o Mercurio dei Saggi, che è la Pietra Filosofale
In essa riconosciamo anche il famoso Alkaest, tanto caro agli spagiristi del XVII-XVIII secolo. Ora, ciò che prima era possibilità indeterminata, per mezzo di separazioni e coagulazioni – di solve et coagula – in un continuo movimento si distingue in due altri principi, il Sole e la Luna. Dice a proposito il Cosmopolita:
“I cristiani pensano che Dio abbia dapprima creato una certa materia prima…e che da questa materia per mezzo di separazioni, si siano originati dei corpi semplici, che poi essendo stati mescolati gli uni con gli altri, servirono per fare tutto ciò che noi vediamo”

Concludiamo con un’ultima citazione, quella del Santinelli, eminente figura di alchimista italico del XVII secolo, che si rivela ancor più chiaro sulla composizione di questa Materia:

”Unica è la materia chiamata a volte col nome proprio, a volte dico adombrata col nome di altre cose. Zolfo e Argento congiunti sono «quella materia» che le nostre pagine nominano chiaramente con singole parole. Zolfo e Argento Vivo è «quella materia», contenuta in tutti i misti":

TRATTATO DEL CIELO TERRESTRE

DI VINCESLAO LAVINIUS DI MORAVIA



l Cielo Terrestre
Esiste un solo Spirito corporale, che la Natura ha creato per primo, che è diffuso e nascosto, Balsamo prezioso della vita, che conserva quello che è puro e buono e distrugge ciò che è impuro e cattivo. Questo Spirito è la fine ed il principio d’ogni Creatura, triplo nella sua sostanza, dal momento che è composto di Sale, Zolfo e di Mercurio o d’Acqua pura, che dall’alto coagula, combina, raccoglie e lava tutti i luoghi bassi, per mezzo di un secco untuoso ed umido.

Esso è adatto e ben disposto a ricevere qualunque forma; non è che l'Arte che, per l'aiuto e l’intervento della Natura, lo rende visibile ai nostri occhi. Nel suo ventre cela e nasconde una forza ed una virtù infinita: perché è una cosa piena delle proprietà del Cielo e della Terra
. Essa è Ermafrodita, e fa crescere ogni cosa, mescolandosi indifferentemente ad esse, dato che contiene in sé tutti i semi del Globo etereo. Poiché essa è piena di un fuoco sottile e potente, e nel discendere dal Cielo infonde ed imprime la sua forza sui Corpi terrestri, ed il suo ventre, poroso e tutto pieno di ardore è il padre di ogni cosa. Allora questo ventre si riempie di un altro Fuoco vaporoso e senza tregua riceve il suo alimento dall'umore radicale che, in questo vasto corpo, si riveste dell'Acqua minerale, per mezzo della concozione del suo Fuoco caldo.

Questa Acqua, che può essere coagulata, e che genera tutte le cose, diventa una terra pura che, per un forte legame, possiede le virtù dei Cieli più alti rinchiuse in sé; e proprio perché questa stessa terra è unita e congiunta al Cielo, le dò il bel nome di Cielo terrestre.

Come la prima Natura si servì all’inizio della separazione per ornare ed aggiustare la massa che era in disordine ed in confusione, così l'arte, che ama la perfezione, deve imitare la Natura. La Natura rimuove l'escremento sostanziale o per mezzo di un limo terrestre, che essa converte in acqua, o per adustione. L'Arte si serve di lavaggio e digestione, per mezzo dell'acqua e del fuoco, e separa il sudiciume e l'impurità purificando l'anima da ogni vizio. Colui, dunque, che conosce il modo di servirsi dell'Acqua e del Fuoco, conosce la vera strada che lo condurrà ai più alti segreti della Natura.

L'Acqua, questo grande Corpo, questa prima creatura di Dio, fu piena di Spirito sin dal principio, possedendo ogni varietà di forma in seme; ed essa vivifica tutto tramite il movimento e produce ogni cosa nella luce del Cielo e della Terra. L'Acqua è la nutrice di tutto ciò che vive in questi due luoghi: nella Terra, è un vapore; nei Cieli è effettivamente un fuoco, triplo nella sua sostanza e Materia Prima perché tutti i corpi procedono e si allontanano dalla Natura di tre in tre. Essa contiene un balsamo che ha il Sole per padre e la Luna per madre. Nell'aria germina nei luoghi bassi, e cerca i luoghi elevati; la Terra l’ha nutrita nel suo ventre caldo, ed essa è la causa di ogni perfezione.

Il gran Dio, che dà la vita a tutto, ha stabilito due rimedi per gli Spiriti e per i Corpi, vale a dire due cose che li purificano e mondano delle loro impurità, ed è la ragione per cui la corruzione dispone e tende ad una nuova vita. I Metalli hanno queste due cose in essi e sono queste due cose la causa del rinnovamento; e partecipano della terra e del cielo, affinché uniscano e leghino insieme le due altre estremità. Proprio per questa ragione queste due cose sono scese dal Cielo in Terra per poi ritornare al Cielo, affinché mostrino il loro potere in Terra.

Come il Sole dissipa le nuvole ed illumina la terra, così questo Spirito preparato in questo modo e separato delle sue nuvole, illumina tutto ciò che è oscuro.

Bisogna considerare questo spirito nelle due forme: nel suo succo, e nel suo veleno. Il suo succo è doppio e conserva tutti i corpi per un Sale amaro. Il suo veleno, ugualmente doppio, li consuma e li distrugge.

Ecco le facoltà racchiuse nella confusione e nel caos, il quale ha gli stessi effetti quando lo si estrae dalla terra; ma quand’è separato per mezzo della divisione del buono dal cattivo, mostra la sua forza e la sua potenza sui perfetti e gl’imperfetti.


http://www.farneti.it/TreTrattati.asp


sunday01 is offline  
Vecchio 27-03-2006, 21.06.34   #104
Mad Max
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Quello che racchiudono le parole di Ermete è l'umido radicale. Ciò che da la vita.

Beh, non è che così le nebbie si siano diradate più di tanto. Spiegati un pò meglio.
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Vecchio 28-03-2006, 09.51.05   #105
Yam
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Beh, non è che così le nebbie si siano diradate più di tanto. Spiegati un pò meglio.

Infatti, vale il discorso che ho fatto QUI
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Vecchio 07-04-2008, 23.27.13   #106
Seba.B.B.
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Riferimento: Tavola Smeraldina

Le due tavole di Ermete Trismegisto, quella di Rubino e quella di Smeraldo, riassumono i concetti chiave dell'intera Sapienza Ermetica. Sembrano contraddirsi fra di loro, ma in realtà sono complementari, una il completamento filosofico dell'altra. In particolare, la Tavola di Rubino concretizza una visione propria dello Gnosticismo (duale), che viene "superata" con la Tavola di Smeraldo (monadica). Esse rappresentano anche due successivi stadi di comprensione dell'Opera alchemica: la Tavola di Rubino è la conoscenza appresa dall'Alchimista giunto alla fase di Albedo o Leukosis od Opera al Bianco; quella di Smeraldo è il coronamento che appartiene alla Rubedo o Iosis od Opera al Rosso...
Seba.B.B. is offline  

 



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