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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 30-08-2004, 14.43.54   #31
kri
Ospite abituale
 
Data registrazione: 11-06-2002
Messaggi: 1,297
... non dico "ti credo" e non dico " non ti credo" la tua esperienza personale con l'universo è insondabile da altri ed ingiudicabile .. posso ascoltarti però!

Quel che posso dire è che mai e poi mai la conoscenza è un danno se affrontato con l'"intuito"!
Mente ed Intuito .. Uomo e Donna .. Conoscenza ed Esperienza ..
creano la magia ...
lo dici tu qualche post fà ... Padre, Figlio e Spirito Santo ..

Va bene .. ora che mi sento molto mistica .. mi ritiro ...




kri is offline  
Vecchio 30-08-2004, 19.21.34   #32
ermes
Utente bannato
 
Data registrazione: 26-08-2004
Messaggi: 388
Vedi!la realtà in cui vive ognuno di noi è solo lo specchio di noi stessi,io non voglio che mi si creda ,anzi!!adesso sembra che tanta gente crede anche agli extraterrestri,si dice che anche il dio apparso a mosè sul sinai lo fosse,io non saprei se ciò che ho vissuto è solo un parto della mia fantasia,a me tutto questo mi è accaduto,le cose non accadono a caso,ho sempre sognato da addolescente di riuscire a squarciare il cosidetto velo di iside o maya come viene chiamata nella filosofia indù,e mi sono promesso di riuscire a farcela costi quel che costi,anche il verbo fatto carne mangiò il frutto dell'albero della conoscenza,per poi farci cadere nella materia trascinandoci con esso.
solo chi riesce a risolvere il l'enigma della sfinge potrebbe farci ritornare all'unità,siamo tutti parte dell'unica cosa,bisognerebbe solo riuscire a vedere l'unità nella molteplicità,perchè la fonte di noi tutti è una sola ed è solo ad essa che noi dobbiamo far ritorno,ma la cosa dovrebbe accadere finchè si è in vita,con la morte sarà tutto vano perchè bisognerà ricrearsi un'altro percorso per imparare dove stiamo sbagliando in questa.
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Vecchio 03-09-2004, 17.36.09   #33
atisha
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Data registrazione: 17-03-2003
Messaggi: 3,020
Alchimia delle Tradizioni.... forse non tutti sanno che...

Cenni storici....

Nel 1460 un monaco chiamato Leonardo di Macedonia dà a Cosimo dé Medici una copia del "Corpus Hermeticum",attribuito ad Ermete Trismegisto, proveniente,forse, da una traduzione araba che era stata a sua volta tradotta in greco dall'erudito bizantino Michele Psello, o a lui pervenuta direttamente nel testo greco.
Nel 1463 Cosimo dé Medici dette l'incarico a Marsilio Ficino di tradurre il "Corpus Hermeticum", privo del XV trattato, accorpandolo con un'altra opera ermetica, "L'Asclepio", perduta nella sua versione greca e che era tuttavia già nota nella sua traduzione latina.
Dell'insieme degli argomenti trattati dal "Corpus Hermeticum", e di cui la Tavola di Smeraldo è sintesi, si aveva già notizia da numerose iscrizioni e riferimenti che, nel corso dei secoli, erano state raccolte, tradotte e compilate da alcuni filosofi e da alcuni letterati latini, greci e bizantini.
In maniera particolare nel V Sec. Giovanni Strobeo aveva raccolto alcuni frammenti del C.H. (per l'esattezza 27 e tra questi il bellissimo Kore Kosmou) che aveva inserito in un opera da lui scritta e chiamata "Florilegium", che dedicò e regalò a suo figlio.
Tuttavia già precedentemente, riferimenti alle opere ermetiche ed alla figura del Trismegisto erano contenuti nelle opere di filosofi sia pagani che cristiani; tra questi possiamo ricordare Eusebio, Lattanzio, San Cirillo, Zosimo, Lattanzio, Fulgenzo, Giamblico Tertulliano e Sant'Agostino.
Alcuni riferimenti consistenti a scritti ermetici sono in alcune opere
attribuite all'Imperatore Giuliano l'Apostata, che fu, dopo Costantino, il primo e l'ultimo imperatore pagano. Dalla documentazione relativa alle sue opere, che è sopravvissuta fino ad oggi, molti ritengono che in realtà, più che pagano, aderisse ad un orientamento gnostico.
La ricerca storica e filosofica contemporanea ritiene prevalentemente che l'elaborazione e la sistemazione organica del C. H. e dell'Asclepio si sia avuta intorno al I o II secolo dopo Cristo.
Tuttavia la dottrina e gli insegnamenti di Ermete Trismegisto erano
sicuramente ben conosciuti negli ultimi secoli prima di Cristo ed alcune notizie storiche di frammenti che potrebbero essere attribuiti al "Corpus Hermeticum" si hanno già nell'epoca dei Tolomei (III Sec. A.C.). Ciò ha portato alcuni storici a ritenere che queste opere potrebbero essersi sviluppate in ambienti alessandrini tra il III e il II sec. a.c. e successivamente ordinate, trascritte e conservate da alcune comunità gnostiche (Terapeutici ed Ofiti). Proprio a tali comunità alcuni attribuiscono la produzione del Corpus.
La prima stesura sistematica scritta dell'intero C.H. si ha, comunque, sicuramente tra il I ed il III Sec. D.C.
Il Cristianesimo dichiarò eretiche le sue dottrine nel III Sec. D.C. e nel VI Sec. la lotta contro le eresie, sia gnostiche che ermetiche, fece sì che nella storia della letteratura sia sacra che profana sparisse qualunque riferimento a queste opere (ad eccezione dell'Asclepio); per tutto il medioevo notizie di tali scritti le abbiamo solo attraverso le confutazioni ed i riferimenti presenti nelle opere antiereticali dei Padri della chiesa, che sicuramente le conoscevano indirettamente. Sparite in occidente probabilmente furono salvate e nascoste in oriente proprio da sette gnostiche o da eruditi e studiosi neoplatonici.
Un dotto letterato bizantino di nome Michele Psello nell'XI Sec. lavorò alla sistemazione letteraria della struttura dell'intero C.H.
A lui probabilmente si deve la sistemazione definitiva dell'opera nella suddivisione che poi arrivò, al monaco Leonardo di Macedonia, attraverso questi a Cosimo dé Medici e quindi a Marsilio Ficino che, nel 1463, fece la traduzione in latino, richiestagli da Cosimo, che rimane, con pochissime varianti, il testo definitivo del Corpus Hermeticum che oggi conosciamo,
Nonostante gli storici moderni continuino a ritenere, come abbiamo gia detto, che la produzione del Corpus fosse il frutto di successive elaborazioni trascritte tra il I e il III° Sec. d.c., si è oggi in possesso di numerosi documenti, sia di carattere storico che mitologico, precedenti a quel periodo, che fanno chiarissimo riferimento alle dottrine contenute in esso.
Alcuni di essi sono iscrizioni tratte da alcune tombe dell'Antico Egitto che parlano di un sapere ispirato dal dio Thot e vi appaiono protagonisti gli stessi personaggi che saranno successivamente rappresentati nei testi ermetici. In tali personaggi si possono individuare dei della mitologia egizia, protagonisti simbolici del Corpus Hermeticum; Iside, Ammone, Horus, Ermete stesso e figure storiche realmente vissute nell'antico Egitto.
Tra questi ultimi, ad esempio, la figura di Asclepio può essere fatta
risalire alla figura del dotto medico egizio Imhotep vissuto circa nel
periodo della IV dinastia, che è il periodo della costruzione delle due grandi piramidi di Cheope e Kefren.
Stiamo parlando dei secoli che vanno tra il 2400 ed il 2600 A.C. (sempre che l'attuale periodo storico attribuito alla costruzione delle grandi piramidi sia esatto, sapendo che una parte dell'archeologia contemporanea ritiene che l'edificazione possa essere spostata ancora più indietro).
Altro personaggio storico è il grande sacerdote Bitys vissuto al tempo della III° dinastia, intorno al 2700 A.C.
Sicuramente il Corpus Hermeticum è portatore di un sapere religioso che è attribuibile al Tempio Egiziano.
Così come "il Faraone" non è la parola con cui si vuol definire la figura del sovrano ma è la parola con cui si definisce la funzione Istituzionale e sacra del sovrano stesso, così "il Tempio", nell'antico Egitto, era definito come l'insieme delle istituzioni sociali e religiose che governavano la sapienza antica; punto di riferimento di tale sapienza era Il dio Thot, fondatore della grande città sacra di Hermopolis.
Costante, in tutta la documentazione letteraria, storica, mitologica, filosofica, che è pervenuta a noi sotto qualsiasi forma, risulta l'identificazione del dio Thot (o Theuth) con Ermete Trismegisto. Tutte la scritture Egizie, dal 3000 a.c. in poi, attribuiscono a Thot l'invenzione
della scrittura. I geroglifici ( Yeros = sacro, logos = parola) da lui
creati erano interpretati come i segni degli Dei. Thot diede all'umanità il dono di interpretate e leggere tali segni sacri. Su di lui quindi si fonda tutta la conoscenza ed il sapere.
Il Corpus Hermeticum è la rappresentazione allegorica e al tempo stesso simbolica di tale sapere, e la Tavola di Smeraldo è la sintesi ermetica di esso.

continua....
atisha is offline  
Vecchio 03-09-2004, 17.39.07   #34
atisha
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Alchimia e tradizioni...2

La sintesi ermetica della Tavola tra storia, filosofia e mito.

Sin dai tempi più antichi il sapere umano fa riferimento agli insegnamenti
di Ermete Trismegisto. I primi accenni li troviamo in iscrizioni egiziane
che fanno riferimento all'esistenza, nel periodo di edificazione della
grande piramide (2600-2400 a.c.), di una setta chiamata "I seguaci (o
figli) di Horus"che si diceva fossero i custodi dei segreti di Thot.
Il mito del dio Thot come portatore di un sapere segreto è già presente
durante la IV dinastia. Si racconta come il faraone Cheope facesse cercare
un mago di nome Jiedi perché gli rivelasse l'ubicazione delle camere
segrete del Tempio di Thot ad Hermopolis che si dicevano contenessero un
sapere occulto del Dio che avrebbe consentito all'umanità di avere
maggiori poteri.
Documenti storici provenienti da iscrizioni egizie ci dicono che anche il
faraone Ramesse II ( 1200-1100 a.c. circa) ricercasse i libri segreti
della saggezza di Thot e che avesse dato l'incarico di trovarli a suo
figlio Setna.
Da allora si è anche pensato che tali libri avrebbero potuto essere
collocati in una stanza segreta esistente sotto la Sfinge, che alcuni
dicono già esistente anteriormente alle grandi piramidi. ( Vedi il
dibattito sulla localizzazione di corridoi e spazi vuoti individuati
recentemente con strumenti radar sotto tale monumento).
Ciò che è sicuro è che numerosi sono stati nell'antichità gli storici che
hanno parlato del sapere di Thot- Ermete e numerosi sono anche i
riferimenti a lui in diverse culture del mondo antico.
Erodoto ( V sec. a.c.) sottolinea come il dio Thot degli Egizi fosse per i
greci il dio Hermes, che, come Thot, fu inventore della scrittura. Egli
era il dio della capacita inventiva, detentore di misteri che proteggeva
con il mascheramento e l'inganno.
Evemero colloca (seguendo l'indicazione data da alcuni miti egiziani) la
figura di Thot- Hermes come il grande sacerdote del tempio durante il
regno mitologico di Osiride (10000 a.c.).
Anche Diodoro Siculo fa riferimento a tali miti e lo indica come un grande
sapiente al sevizio di Osiride
La sua figura è chiaramente indicata in alcune opere ed in riferimenti di
filosofi dell'antichità. Come per esempio in Platone (V Sec. A.C.) nel
"Cratilo" e nel "Fedro", dove, nella sottolineatura del mito di "Theuth"
si indica esattamente l'insieme del sapere attribuibile alla figura di
Thot- Hermes.
Tali riferimenti, con particolari analogie alla sintesi ermetica della
Tavola Smeraldina, sono sicuramente presenti nella filosofia Pitagorica,
soprattutto nella determinazione dei significati simbolici della figura
sacra della Tetratkys ( si considerino gli oltre 20 anni passati da
Pitagora in Egitto fino all'occupazione da parte di Cambise).
Indiscutibile è l'influenza dell'Ermetismo sui misteri Orfici e Pitagorici
che segnarono l'intera storia Greca fino all'editto di Giustiniano che
proibiva gli antichi culti non cristiani ( chiusura della scuola
filosofica di Atene 529 d.c.).
Altrettanto significativi sono i riferimenti che possono essere
individuati nella Cabala ebraica, in maniera particolare attraverso
l'identificazione della figura di Thot-Hermes con quella del Profeta
Misraim.
I greci identificarono il dio egizio Thot con Hermes (da qui la parola
Ermetismo) ed è significativo il fatto che tra i poteri attribuiti al dio
ci fosse quello di essere il messaggero degli dei, intermediario tra il
mondo umano e quello divino.
Hermes, psicopompo, è il dio dei sogni, inventò la scrittura, la lira, le
cifre, i riti religiosi; fu dio degli inganni e dei mascheramenti
(simbolismo), sempre rappresentato con il Caduceo in mano. A lui si
innalzavano le "Erme" votive nei crocicchi. I latini lo chiamarono
Mercurio.
La leggenda dice che scopritore della Tavola di Smeraldo fu Apollonio di
Tiana (I sec. d.c.) che trovò, in una cripta sotto la statua di
Thot-Hermes, un vecchio seduto su un trono d'oro con in mano uno stilo di
diamante con cui incideva una tavoletta di smeraldo. Tale scoperta gli
conferì immensi poteri ed egli fu medico, filosofo, profeta ed operatore
di miracoli.
In uno scritto di Apollonio: "Sui Sacrifici" compare per la prima volta,
in maniera esplicita, la distinzione tra Primo Dio e divinità minori che
avrebbe segnato tutta la speculazione teologica del periodo con la forte
ripresa degli studi neoplatonici.
La figura di Thot-Hermes fu quindi la figura della Conoscenza, del
Linguaggio e della scrittura, della Comunicazione del Sapere che proviene
da Dio agli uomini ; tale sapere era quindi sacro e sacri i luoghi dove
tale sapere si tramandava, I Templi.
Il "Conosci te stesso" inciso sull'ingresso del Tempio di Apollo a Delfi
era una massima Ermetica.
Approssimativamente dal periodo in cui visse Basilio Valentino( filosofo e
alchimista del XVI secolo) La Tavola di Smeraldo si trova, a volte,
accompagnata dal sigillo V.I.T.R.I.O.L. (visita interiora terrae
rectificando invenies occultum lapidem), ed ha visto accentuarsi una sua
interpretazione in chiave più marcatamente alchemica.
La tavola di Smeraldo ha avuto, nel corso dei secoli, numerose traduzioni
fenice, greche, latine, persiane, arabe.

(continua..alla prossima )
atisha is offline  
Vecchio 03-09-2004, 19.23.29   #35
ermes
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La cosa che è di fondamentale importanza è la 2° tesi:<<ciò che è in basso,è uguale a ciò che è in alto;e ciò che è in alto è uguale a ciò che è in basso,per compiere le meravigliose opere dell'unica cosa>>Queste parole sono la chiave della filosofia ermetica.
Esse vogliono far capire che ovunque nell'universo,sopra e sotto,<<in cielo e in terra>>nel macrocosmo come nel microcosmo,a ogni livello di manifestazione,regnano le solite leggi,quelle dell'analogia,chi ha compreso queste leggi può interagire con il macrocosmo attraverso il microcosmo,cioè se stesso,visto che secondo Pitagora l'uomo è l'immagine microcosmica dell'universo,il glifo dell'albero della vita,si può contemplare in entrambi i modi,bisognerebbe solo riprendere l'antica visione tolemaica dell'universo,il decimo sephira(Malkuth)nel macrocosmo corrisponde al pianeta terra.
Ciao

Ermes
ermes is offline  
Vecchio 03-09-2004, 22.50.52   #36
atisha
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Seconda Tesi....

SECONDA PROPOSIZIONE: N° 2

"Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come
ciò che è in basso, per fare il miracolo di una cosa sola".
Viene espresso, nella seconda proposizione, con precisione, il principio
di corrispondenza tra il mondo conoscibile e quello inconoscibile. Insieme
ad esso si esprime, nella ripetizione della corrispondenza tra i due
mondi, prima dal basso e poi dall'alto, il rapporto di relazione che
regola entrambi nell'unicità del medesimo essere. Tale unicità trova
tuttavia una prima distinzione che rappresenta un passaggio fondamentale
nel processo della Creazione. Nella distinzione tra alto e basso si
introduce la prima dualità, un principio binario che identifica l'alto con
l'atto creativo attivo ed il basso con la recezione passiva di tale atto.
E' dall'incontro di queste due polarità, quella attiva, principio
positivo( nel senso che agisce) e quella passiva, principio negativo (nel
senso che recepisce) che prende origine l'atto creativo.
L'Infinito Inconoscibile, il pensiero di pensiero, pensando se stesso
parla a Sé di Sé medesimo, generando la Parola, il Logos, (il Verbo
divino); e con il Logos inizia l'atto creatore che prende forma nelle due
polarità di Pensiero Attivo (che esprime le forme ed i modelli armonici
del creato; alto) e di Pensiero Passivo (che esprime la materia che tali
forme recepisce; basso).
L'atto positivo che è in alto rappresenta l'Intelligenza creatrice, l'atto
negativo che è in basso rappresenta la Sensibilità intuitiva che completa
il primo riflettendolo in tutto il creato. Dall'incontro di questi due
principi nasce quell'atto unico e irripetibile che è l'insieme del Creato,
il miracolo di una cosa sola.
Nella Tavola di Smeraldo il numero 2 è il numero della Creazione. Non
rappresenta la creazione materiale. Ma Il principio ispiratore che la
rende possibile. E' il concepimento della creazione, che quindi inizia da
esso. Proprio per tale motivo il numero due è il suo simbolo. Come
espressione delle due polarità la proposizione n°2 afferma anche, secondo
il principio di analogia e quello di corrispondenza, che, in tutti i mondi
creati, tale principio rappresenterà la regola generale di suddivisione di
tutte le cose e di tutte le specie, ( attivo e passivo, maschile e
femminile, intelligenza e sensibilità intuitiva) ad immagine e somiglianza
di Dio.
atisha is offline  
Vecchio 03-09-2004, 22.54.16   #37
atisha
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Post Seconda Tesi....seconda parte

Il numero 2 simboleggia nel Logos due concetti: il primo è: Colui a cui si parla, il secondo è: la Cosa di cui parla; unite all'1, che esprime nel Logos il concetto di: Colui che parla, simboleggia le tre persone del Logos che sono rappresentate nello "Stauros", la croce degli Gnostici.
Nell'Albero delle Sephirot la seconda Sephira si chiama "Chokhmà" ed è la saggezza, il principio maschile, il pensiero ideale della creazione nell'atto precedente alla sua materializzazione.
Nella Tetraktys Pitagorica è il principio generatore, la Luce Celeste che esteriorizza Dio nello spazio e nel tempo; esso è il principio delle antinomie.
E' il primo numero, (giacchè l'1 non era considerato un numero). Insieme all'1(detto parimpari) è il principio di formulazione di tutte le matematiche e come tale principio di conoscenza di tutto l'Universo, che in ogni suo luogo esiste in base alle medesime leggi matematiche. Per questo la conoscenza della matematica (aritmetica e geometria) era ritenuta dai pitagorici Scienza Sacra.
Nel simbolismo dei Tarocchi l'arcano n°2 raffigura la Papessa, simbolo della sapienza occulta dietro il velame delle apparenze. Essa è sintesi di intelletto puro e intuizione, cioè la sensibilità che si accompagna alla saggezza.....

Ciao ermes.... un saluto da atisha
atisha is offline  
Vecchio 03-09-2004, 23.20.53   #38
atisha
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Post il Kybalìon

Nell'antichità la raccolta degli insegnamenti attribuiti a Thot- Hermes fu detta "Kybalìon" ed esso dettava anche i criteri ed i limiti dentro i quali deve mantenersi ogni interpretazione della sintesi ermetica della Tavola.
Il Kybalìon indica la necessità, per tutti coloro che si accingono al
lavoro di studio della Tavola, di predisporre il proprio animo a
conseguire l'indispensabile sensibilità spirituale; esso dice: "Allorché s'ode il passo del Maestro, s'aprono le orecchie di quanti sono pronti a riceverne l'insegnamento."
Secondo il Kybalìon i principi operativi per interpretare la Tavola di
Smeraldo sono sette, essi sono chiavi di lettura poste alla base
dell'interpretazione delle proposizioni in questa contenute; esso dice: "I principi della verità sono sette. Colui che ne ha conoscenza possiede la chiave magica con cui si aprono le porte del Tempio".
Essi sono i seguenti:

Il Mentalismo: ovvero tutto ciò che i sensi percepiscono può essere capito solo attraverso un'operazione dello spirito. L'intero universo ha una natura mentale e spirituale.

La Corrispondenza: che è l'elemento fondamentale d'interpretazione; grazie al principio dell'analogia l'intera realtà dell'universo puo' essere compresa.

La Vibrazione: che è quell'energia universale presente dentro tutto il Creato. Questo principio determina l'armonia del sapiente con l'universo stesso.

La Polarità: Principio che determina la compenetrazione del positivo e del negativo, dell'attivo e del passivo, nel cui incontro si permea tutta la natura.

Il Ritmo: che è la ciclicità dei flussi delle epoche e della creazione
del mondo, questo è il motivo per cui in tutte le religioni mistiche, nei greci, in Pitagora, negli ebrei la musica ha un ruolo fondamentale.

La Causalità: cioè la derivazione del rapporto tra causa ed effetto:
tutto è concatenato e riconducibile al principio primo. Nulla sfugge alla legge.

IL Genere (maschile e femminile) che sancisce il principio
dell'androginocità di tutto il creato, ad immagine e somiglianza di Dio.

Esistono altre 2 interpretazioni differenti sia nel numero di
proposizioni( 12), sia nei testi. Le divergenze di contenuto non sono notevolissime e si spiegano con almeno i 15 secoli di rimaneggiamenti ed interpretazioni...

(re...Il Kybalion (I Tre Iniziati) - William Walker Atkinson)

atisha is offline  
Vecchio 04-09-2004, 19.29.04   #39
ermes
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a proposito di analogie! nella cittadina dove vivo ,hanno restaurato la piazza antistante alla chiesa,ed hanno creato una sagrata in marmo,la statua della madonna sempre in marmo sovrasta il triangolo superno,posto in alto(un pò come la madunina del duomo di Milano)all'estemità della piazza è stata costruita una fontana e al centro di tale fontana si erge una colonna di marmo , la statua della madonna sembra guardare in direzione della colonna,chissà come mai,mi è venuto in mente il mito di Iside che riesce a ritrovare il fallo di Osiride per dare vita ad Horus,una strana coincidenza non vi pare?

Ciao atisha...-ermes
ermes is offline  
Vecchio 05-09-2004, 00.46.46   #40
atisha
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Chissà... potrebbe essere... o sarà...
ma caro ermes, alla fine, quando riusciremo a venire a capo di tale "mistero" cosa portiamo a casa?? comprensione, realizzazione forse?
Non credo..
Un buon uso della ragione, nel cammino spirituale, non porta granchè lontano...
La dimensione da raggiungere è assai più alta e (forse) più pratica... intuitiva.
Lo sforzo semmai dovrebbe essere mirato principalmente nel ridurre la nostra l'animalità e sopravvivenza..
Evoluzione e conquista vanno oltre la facoltà della ragione...

Un abbraccio "fraterno" ..a poi
a.
atisha is offline  

 



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