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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 12-09-2012, 10.59.40   #81
Ecate
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Riferimento: Sull'esistenza di Dio

Cit. “Strano modo di porsi,prima metti le"mani avanti" chiedendo rispetto e non polemica e poi alla fine dai un giudizio al sottoscritto di" schemi mentali religiosi foretmente condizionati e rigidi....".

Scusami, ho letto pochi interventi per cui ho ritenuto, a torto, che tu fossi un cattolico praticante ed osservante. Forse dovevo tralasciare il tuo nick e generalizzare. Spero di non aver compromesso nulla di personale.



Cit: “Conosco La teosofia della Blavantsky ,l'antroposofia di Steiner, Krishnamurti e Aurobindo, Sai Baba e tutto il newagismo spirituale, fino ai contatttisti e allle tecniche meditative.”

Forse c’è stato un malinteso postando il link. Non volevo fare riferimento alla teosofia, Sai Baba e tutto il resto per sostenere qualcosa in un senso oppure l’altro. Ho solo postato una riflessione di Krishnamurti e nulla più (poteva essere fatta da chiunque altro). La sua riflessione merita accoglienza in ogni caso indipendentemente che il lettore lo condivida o, per schemi mentali diversi, sostenga dica delle cretinerie. Comunque lo ritengo un grande pensatore.
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Vecchio 12-09-2012, 12.37.35   #82
bobgo
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Riferimento: Sull'esistenza di Dio

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Riporto, come informativa ed esemplificazione, dal libro di Stephen Hawking “il Grande Disegno”, la tipologia di domande primarie che la scienza potrebbe porsi, e, magari, risolvere (!?) incentrate sull’universo, piuttosto dei soliti quesiti (chi siamo, dove andiamo, di dove veniamo, ecc…) semplicemente incentrati sull’uomo:
Ecco i quesiti:

0)- perché non c’è “il nulla”?
1)- perche c’è l’Universo?
2)- quale la sua origine?
[…]

In queste domande è implicito, secondo me, l’equivoco di fondo relativo alla nostra condizione dell’esserci.
Questo malinteso è condensato già nel chiedersi: <Perché non c’è “il nulla”? >

Il nulla, infatti, nell’esserci altro non è che la mancanza di qualcosa. L’esserci consiste proprio nel gioco della presenza e della mancanza, ossia di essere e nulla.

Nell’esserci, escludere l’essere fa sprofondare nel non senso pure il nulla, che riceve dall’essere il suo significato, così come il nulla dall’essere.
Inoltre, cosa ancor più grave, ci si dimentica che l’esserci consiste nella scissione originaria soggetto-oggetto. E così si suppone, erroneamente, la possibilità di un soggetto senza oggetto!

La domanda poi: <Perché c’è l’Universo?> oltre a riconfermare il fraintendimento di cui sopra, rivela un ulteriore travisamento, forse ancora più subdolo.

Perché vi si dà per scontato che l’Universo, ossia il Tutto, sia un qualcosa…
E questo convincimento è davvero pernicioso, anche se difficile da debellare. Perché il Tutto non può essere qualcosa! Il Tutto è solo un’idea.

Credere che il Tutto sia qualcosa significa immaginarsi fuori dalla scissione soggetto-oggetto, e osservare il Tutto come un qualcosa.
Solo perché ignari della nostra condizione possiamo immaginare una tale assurdità!

PS
Nell mio affermare che la Trascendenza appare come Nulla, il Nulla serve solo come allusione all’estrema mancanza, non certo alla mancanza di un qualcosa: è mancanza dell’Assoluto.
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Vecchio 12-09-2012, 22.26.41   #83
paul11
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Riferimento: Sull'esistenza di Dio

Ciao CVC
Permettimi di “aggrapparmi” al tuo post per chiarire alcuni punti che hai messo in luce.
La teologia dovrebbe essere fondata sul pensiero di Gesù se si definisce cristiana e uno dei fondamenti è la liberazione. Esiste una escatologia, una teleologia, significati dell’esistere e il rapporto con Dio.
Il Dio dell’ Antico Testamento non è quello del Nuovo Testamento(Vangeli). E’ la stessa differenza che passa fra l’ebraismo della Tenach e i Vangeli del cristianesimo. E Gesù ebbe come capi d’accusa da parte del Sinedrio che andò dai romani occupanti, proprio il fatto che Gesù non aveva adempiuto alle regole e normative di Dio trasmesse a Mosè.
Ciò che lega l’Antico e il Nuovo Testamento è il compimento delle profezie che s’incarnano in Gesù.. Ma se nell’Antico c’è il Dio delle regole e delle normative e il Dio che non si compiace dell’umanità scatenando il Diluvio Universale , Gesù insegna oltre ad amare il prossimo alcuni aspetti fondamentali: la Misericordia, il Perdono e infine la Consolazione.
Sono regole non solo individuali, ma sociali e quindi entra in gioco la morale, che non è più precettiva basata sul NON fare, ma sul cosa si dovrebbe fare(libero arbitrio) per poter accedere alle porte del Paradiso prima della prossima venuta del Giudizio Universale.
Questo aspetto morale non è da poco perché verrà discusso ,ovviamente non in senso spirituale, dai grandi filosofi per costruire le fondamenta delle norme costitutive degli stati, partendo dall’analisi della natura umana ; è buono(il”buon selvaggio” di Rousseeau che ispirerà la rivoluzione francese), è cattivo (L’”uomo lupo” del leviatano di Hobbes). In mezzo ci sono da Kant e Spinosa, tutti intervenuti sui principi morali che diventeranno i valori fondanti delle Costituzioni europee passanti per la cosiddetta grande codificazione napoleonica, quando tutti i letterati come il nostro Foscolo attendevano da Napoleone la liberazione r il passaggio dalle monarchie assolute a quelle costituzionali. Questa digressione solo per dare un significato profondamente sociale della “scuola di Gesù” che è unica nella storia dell’umanità, come capacità di avere influito e ispirato le morali e le etiche dell’Occidente.
Questa è la grande differenza fra il pensiero inspirato alla tradizione indio/cinese e la nostra.
Quindi il Dio occidentale entra nel sociale e si scontrerà con il pensiero laico, ingerendo all’interno degli stati che sono di ispirazione laica e non teocratici. L’etica filosofica del libero pensiero contro la teologia basata sulle interpretazioni soprattutto del tomismo e della scolastica dei poteri temporali ecclesiastici. Senza questa storia non sarebbe chiaro come mai ad un certo punto della storia compaia Nietzsche e il nichilismo, così come la teosofia di ispirazione indiana. Perché ci fu l’attacco culturale dei movimenti di liberazione che vedevano nel pensiero cristiano del potere temporale papale il reazionismo culturale, la prigione da cui bisognava uscire per liberare l’uomo e il suo pensiero. E’ accaduto che molti non conoscendo le scritture identificano i poteri temporali con il pensiero di Gesù, che in altri termini significa buttare l’acqua sporca con il bambino. L’identica cosa è accaduto con il comunismo. E guarda caso lo stesso Severino òi vede come i baluardi della tradizione occidentale contro lo scientificismo tecnologico che si è sostituito a Dio. Perché l’uomo ha comunque sempre bisogno di sperare, piuttosto lo cerca nei surrogati, deve attaccarsi a qualcosa la necessità di trovare una risposta alla speranza in un futuro diverso e migliore. Spero di aver chiarito alcuni punti, anche se solo accennati.

Rientriamo nel Gesù dei Vangeli. C’è una confusione direi anche teologica nel rapporto Uomo-Gesù –Dio. Molti , per non dire troppi, ritengono che Gesù sia una “comparsata” di un Dio “annoiato” che scende a farsi un giretto fra gli umani, che importa se fa finta di soffrire tanto è Dio!
Errore grossolano. Gesù sa di incarnare una profezia e quindi il suo destino è segnato e Gesù è carne umana , è materialità quando è sulla via della croce, quando chiede al Padre , nel Getzemani,di dargli la forza di sopportare il suo destino. Questo concetto è altresì chiaro nella famosa tentazione del demonio nel deserto in cui dice a Gesà che essendo Dio può chiamare in suo soccorso quando vuole “le schiere celesti” e ovviamente Gesù fa cadere la tentazione poichè diversamente avrebbe precluso la “liberazione” dell’umanità.
Gesù non a caso si definisce soprattutto Figlio dell’Uomo.





Ciao Ecate , nessun problema, chiarito tutto.
Mi riallaccio a Krishnamurti e al suo pensiero. Innanzitutto quando trovo in pensieri diversi fondamentalmente dei miei , dei pensatori in questo caso spirituali, applico la teoria del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno .Cioè vedo in lui cosa mi accomuna e cosa mi divide.Mi accomuna una profondità umana emotiva, un senso di naturale bontà e presumo una incapacità di fare del male. Questo è già moltissimo per me.
Se invece analizzo il pensiero che hai linkato, (ma ve ne sono altri sempre in questo sito) mi divide la tipica ispirazione indiana del pensare che la nostra esistenza debba essere un esercizio meditativo , mentre invece purtroppo la vita è altrove, è sul lavoro, è nello stress quotidiano, è nell’economia familiare, è nelle tangenziali intasate. Non so se mi spiego.Va bene un pensiero meditativo che mi aiuti a trovare una pace , una serenità interiore , che mi può ancora aiutare nel quotidiano: ma finisce lì, è limitativo. Non interagisce nel sociale , è un pensiero che fugge dal mondo invece che entrarci, la vita che vedo nella natura è anche conflitto e non posso esserne indifferente, ho necessità di prenderne parte e tentarne di modificare il percorso, perché le belle parole non mi dicono che fin dalle tradizioni antiche dagli stessi Veda, con il Mahabarata, il Purana, le Upanishad, hanno da sempre cercato il collegamento fra dei del cielo, i vivi e i morti. Tutte le epopee umane hanno da sempre cercato la grande risposta dai sumeri ai druidi dagli egizi ai persiani fino ai maya. Non è mettendomi nel cantuccio al riparo della tempesta di una nave che affonda che io credo di vivere. O si è protagonisti o si è spettatori..La società indiana è basata su caste e sull’indifferenza, perché tanto nelle reincarnazioni c’è una giustizia in funzione del proprio karma. Il killer uccide un altro che se lo merita per errori di una vita precedente , il killer diventerà vittima nella prossima vita. Questo meccanicismo non funziona e tutto il pensiero indiano è intriso nelle fondamenta sul tentativo di controllare la propria coscienza, negando la propria natura umana che può essere male o bene. Ci vuole la scelta (che Krishnamurti nega) e un esercizio continuo ad educare inostri istinti, il nostro carattere nella pratica quotidiana, nelle relazioni con noi stessi , gli altri e il mondo.E infatti questi pensatori non entrano mai nella morale. Queste sono le grandi differenze fondamentali. Con questo e lo ripeto, lo dico con sincerità ,Krishnamurti mi accomuna per quanto ho scritto inizialmente.
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Vecchio 13-09-2012, 03.26.31   #84
leibnick1
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Citazione:
Originalmente inviato da Ecate
Ciascuno elabora in modo diverso formando degli schemi di pensiero che riutilizza quando un argomento affiora; tanto più l'argomento è stato elaborato e sviluppato con coerenza tanto più lo schema diventa grande, importante, rigido e impermeabile a modifiche esterne. In caso di dissonanza cognitiva i nuovi elementi vengono aggirati, rifiutati, rielaborati dallo schema mentale più importante perchè è più importante per la propria mente che lo schema predominante sopravviva.

Ti prego di perdonare il mio giudizio, inevitabilmente drastico. Poiché ti prendo sul serio, non posso non riconoscere una sintesi di vecchi concetti di Edelmann malamente trasposti sul piano antico del funzionalismo transazionalista.
Rimasticare il darwinismo neurale sullo sfondo della filosofia di Dewey potrebbe suggerirci molto di meglio... L'idea di un "inconscio culturale", per esempio, con i suoi meccanismi di difesa nevrotici e psicotici. Oppure anche quello di un "inconscio sociale".

Citazione:
Originalmente inviato da Ecate
Ciao Ulysse,

Nel mio 4° intervento ho brevemente esposto come, a mio parere, funzioni la mente. Non dimentichiamo che l’essenza stessa della vita sono le emozioni, ci siamo evoluti con esse, ci comportiamo e reagiamo in base ad esse. Dalla notte dei tempi, il ragionamento implica un processo che impiega tempo e non sempre, nel corso dell'evoluzione, c’era il tempo sufficiente per farlo; l’azione dettata dall’istinto era più rapida. Forse da ciò il ragionamento complesso è un processo, lasciatemi dire in modo improprio, “innaturale”. Penso che lo si possa rilevare in qualsiasi gruppo di soggetti che discutono.

Come in passato, la scienza che oggi conosciamo si basa su un terreno che, seppur crediamo solido, potrebbe essere modificato o perfino rivoluzionato in ogni istante. Non mi riferisco solo alla “certezza” geocentrica, alle colonne d’ercole o alla teoria della relatività che ha “rivisto” il concetto della gravità newtoniana, mi riferisco anche a quel fatto che pochi mesi or sono, buona parte dei più importanti scienziati del mondo, pensava che particelle elementari potessero aver superato la velocità della luce o l’esistenza del bosone di Higgs per alcuni, un’altra particella, diversa da questa, per altri. Il religioso crede con la fede, ma forse non c’è molta differenza nella fede di uno gnostico quando un gruppo di scienziati specializzati asserisce “scientificamente” una cosa. Quanti sono coloro che studiano e apprendono teorie scientifiche fornite da altri senza poterle verificare con assoluta certezza ? Non è forse anche questo un atto di fede ?

La religione fornisce visioni, nel corso dei secoli, immutabili di eventi, rimandando la spiegazione di fatti attualmente non spiegabili, a qualcuno, tipicamente Dio (a volte non sempre immutabili nella forma : una differente interpretazione ad esempio del peccato originale evita che oggi debbano credere letteralmente alla favola di Adamo ed Eva che è stata sostenuta per millenni). Ma a differenza della scienza, la religione detta anche una “condotta” una “morale” che spesso diventa “una soluzione” da praticare nel corso della vita (sono le emozioni di cui è fatto l’uomo : paure, ansie, speranze…). Conoscere la cosmologia mi aiuta a fornire una spiegazione dell’origine dell’universo, devo accettare che è la meno peggio tra le soluzioni possibili e sono conscio che tra un milione di anni (se ci sarà ancora l’uomo) forse avranno rivisto queste teorie innumerevoli volte e forse senza mai averne la certezza definbitiva.

Ho usato “certezza” perché per molti è preferibile vivere con le certezze di una religione (per alcuni sbagliate) piuttosto dell’incertezza della scienza che come detto non mi conforta con i sui limiti quando c’è qualcuno in fin di vita o non mi aiuta assolutamente a sapere se troverò un posto di lavoro, se troverò il partner, supererò l’esame … . Tempo fa si moriva per un appendicite infiammata e tutti invocavano Dio per la salvezza dell’ammalato, perché oggi la maggioranza si affida ad un buon chirurgo anziché a Dio ? Quando ci sono limiti a cui l’uomo non sa ancora rispondere con certezza si cerca una soluzione a chi te la può dare: Dio.

Che l'umanità assoluta del pensiero cristiano stia attraversando questo Tempo... "Attraversare". Questo significa "percorrere", chiedendo e domandando. Chiedere e domandare forti di una mappa, dove il punto d'arrivo è l'allusione a un'idea.
Questo è il miracolo di cui ciascun credente è, oggi, l'interprete.
Il "miracolo" secondo Leibniz: "quando la spiegazione di esso sia più miracolosa del miracolo stesso".

Personalmente oscillo tra il poter essere io stesso il miracolo, quello che potrebbe provare il fatto di poter essere "quel" miracolo, e la fatuità di questa supposizione.
Supposizione che si fonda soltanto sull'agire pratico.
Credo che nessuno possa capire.
leibnick1 is offline  
Vecchio 13-09-2012, 09.02.17   #85
Ecate
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Riferimento: Sull'esistenza di Dio

Citazione:
Il Dio dell’ Antico Testamento non è quello del Nuovo Testamento(Vangeli). E’ la stessa differenza che passa fra l’ebraismo della Tenach e i Vangeli del cristianesimo. E Gesù ebbe come capi d’accusa da parte del Sinedrio che andò dai romani occupanti, proprio il fatto che Gesù non aveva adempiuto alle regole e normative di Dio trasmesse a Mosè.




Questo concetto è altresì chiaro nella famosa tentazione del demonio nel deserto in cui dice a Gesà che essendo Dio può chiamare in suo soccorso quando vuole “le schiere celesti” e ovviamente Gesù fa cadere la tentazione poichè diversamente avrebbe precluso la “liberazione” dell’umanità.
Gesù non a caso si definisce soprattutto Figlio dell’Uomo.

Buon giorno Paul11

Intraprendere un argomentazione implica uno scontro verbale, in cui spesso, per affermare il proprio pensiero, si deve dimostrare l’inconsistenza di quello altrui. Il pensiero viene creato con le parole, senza parole non c’è pensiero e il pensiero non ha limiti, può tutto senza doversi confrontare con l’evidenza della realtà. In questo modo posso spaziare con infinite immagini: posso immaginare il mio cane di colore blu e con la coda di un coccodrillo rosa che sparisce e dopo un nanosecondo, superando la velocità della luce che appare su nettuno che legge un testo di analisi matematica circondato da gatti che scrivono al computer, avrei più difficoltà a immaginarmelo sul sole perché so che è molto caldo.

Come vedi si presta a speculazioni fantasiose e come l’ho descritto, qualche scena assurda del mio cane blu l’immagini anche tu. Il cervello ha poi la capacità di riempire i vuoti completando arbitrariamente. Faccio un altro esempio : “oggi ho mangiato” se analizzi la frase l’unica cosa che posso affermare con certezza è che l’ho fatto “oggi” (bisogna definire il concetto di oggi…ma per brevità intendiamo non ieri e non domani); “ho” è un verbo che intende che io sono l’artefice e “mangiato”; altro verbo che implica l’azione di nutrirsi e l’averlo già fatto ma temporalmente limitato ad “oggi”. Ma se chiedi a svariate persone cosa intendono con tale frase ciascuno la commenterà in modo del tutto arbitrario e possibilmente diverso; ho mangiato = sono sazio; ho mangiato bene, ho mangiato molto ecc.. potrei comunque aver mangiato un cicco di riso dal gusto orrendo e comunque la frase non verrebbe smentita.

Se poi la frase viene è stata tradotta dall’aramaico o ebraico si presta a interpretazioni con sfumature ancora diverse “oggi” potrebbe diventare un periodo temporale vago settimana o mese; “ho” potrebbe diventare “noi o essi”; “mangiato” potrebbe diventare “divorato, sbranato, alimentato o piluccato”…

Dove voglio arrivare ?

1. se io credo fermamente che il mio cane sia veramente blu e tu sostieni che è frutto di una fantasia, io per difendere la mia idea combatto (inteso in modo verbale in questo forum, ma le mille guerre di religione non si sono limitate allo scontro verbale) portando la mia argomentazione ad una discussione o polemica eristica. Quando gli argomenti a mio sostegno diventano contradditori o non sufficienti a convincerti inizio con l’offesa, il sarcasmo o l’attacco personale (Schopenhauer docet). Spero quindi di poter dissentire da un tuo pensiero, con il dovuto rispetto, senza per questo ritenerti offeso.
2. Qualora non ci riuscissi perché la mia argomentazione è rozza o non convincente, uso quelle più raffinate del mio gruppo di riferimento che nel corso dei secoli hanno sapientemente saputo costruire ed elaborare originando discipline come la “cagnogolia blu” e via discorrendo. Se esiste il mare ed il cielo che sono blu perché non deve esistere un cane blu…in fin dei conti tutti i bambini sanno che esistono i puffi.

Le premesse erano d’obbligo sull’argomento teologia/religione/fede…. Ora hai commentato che

“Il Dio dell’ Antico Testamento non è quello del Nuovo Testamento”

qui la mia logica si ferma. Perché un credente nell’antico testamento ha una visione monoteistica di Dio che viene ribadito nel primo comandamento mosaico. Perché ora nel nuovo testamento dovrebbe essere diverso ? So che sapientemente userai degli schemi retorici che spiegano che non è lui, è il figlio che sono sì la stessa cosa per la trinità ma cose diverse perché il figlio si è fatto uomo. La strategia di argomentare in tal senso fa perdere di vista il principio base sopracitato e comunque mi porteresti in un terreno che si presta facilmente alla speculazione, per cui qualsiasi cosa tu abbia pensato devi solo farmelo immaginare, ma tutto si ferma lì : nella mente di ciascuno.
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Vecchio 13-09-2012, 09.46.38   #86
Ecate
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Originalmente inviato da leibnick1
Supposizione che si fonda soltanto sull'agire pratico.
Credo che nessuno possa capire.

Buon giorno Leibnick,

perdonami, è vero che è un forum di filosofia e alcune nozioni basilari sono date per scontate. Ma se asserisco che una mela è un frutto che nasce sul melo, non è che citando Berkeley mi convinci facilmente che le mele non esistono perché sono relegate alla mia percezione soggettiva.

L’idea degli schemi mentali viene impiegata nelle scienze cognitive, psichiatria, psicologia….

Ti lascio poi un’altro spunto di riflessione :
http://digilander.libero.it/lfaioni/22.2.20000A.htm
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Vecchio 13-09-2012, 10.40.08   #87
paul11
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Originalmente inviato da leibnick1


Personalmente oscillo tra il poter essere io stesso il miracolo, quello che potrebbe provare il fatto di poter essere "quel" miracolo, e la fatuità di questa supposizione.
Supposizione che si fonda soltanto sull'agire pratico.
Credo che nessuno possa capire.

E' il percorso esistenziale che ogni cristiano(ma non solo) è tenuto a fare: fra il mistero e la vita, fra dubbi e incertezze, nell'agire nella ricerca di un senso.
Sei in buona compagnia, c'è un'intera umanità che corre e arranca...
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Vecchio 13-09-2012, 14.33.21   #88
ulysse
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Riferimento: Sull'esistenza di Dio

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Originalmente inviato da leibnick1
Al contrario. L'assurdo (ciò che io giudico "assurdo") scaturisce proprio dal fatto di interrogarci sul "perchè". Il "come" ce lo dice la scienza. Il "perchè" no.
Ma non è assurdo interrogrci sul perchè degli eventi o sul perchè di quel grande evento che fu l'emergere dell'universo.
Veramente la scienza ci svela sempre più molti "perchè"...a volte lo stesso "come" risolve il relativo "perchè".
Oltre che di "come", il ricercare della scienza è fatto di innumeri susseguenti "perchè" che arrivano a soluzione...o arriveranno.

Sappiamo bene, tuttavia, che il primo primordiale "perchè"...il "perchè" dell'Universo, la scienza ancora non lo risolve!

Alcuni ricorrono alla trascendenza, ma non si accorgono che, razionalmente, non fanno che suscitare un altro mistero: il "perchè" della trascendenza!?

Magari superano l'inghippo ricorrendo al fede!...Però non è sportivo! E' un pò come l'atleta che prende le anfetamine!

IL NULLA ESISTE!
Citazione:
"Perché" c'è "tutto"? Avrebbe potuto non esserci nulla. O no? Avrebbe potuto non esserci nulla? Avrebbe potuto o non avrebbe potuto? Assurdo.
Perché assurdo?
Il quesito è affascinante, ma anche innocuo e, forse, insignificante.

Credo che qualunque cosa o soluzione avrebbe potuto esserci: le possibili alternative aumentano via via che si risale all’origine: tali alternative tendono al più vasto limite (infinito) all’origine tempi…se un’origine c’è stata …pur nell’ambito delle leggi fisiche di questo universo.

Ma la domanda si ridurrebbe sempre a:
“perchè esistono queste leggi fisiche?”
Forse perché costituiscono una caratteristica intrinseca dell’universo auto-emergente!
Ma certo che esso poteva non emergere!... o emergere in un altro spazio…in un altro tempo!..

Ma che ci caviamo con un tale elucubrare?
...Quale contributo portiamo al nostro sapere e comportamento?
Invero ho sempre l’impressione che sia un discorso ozioso: il mio spirito pragmatico si ribella!

Comunque si puo’ anche dire che noi, fra le varie scelte o accadimenti possibili e casuali, ci troviamo in un universo “pieno”, ma, se la teoria dei multiversi non è un assurdo, è certamente opinabile che molti di questi multiversi, anzi la stragrande maggioranza, siano vuoti…e che ….inimmaginabilmente… contengono il nulla!

Del resto prima del Big-Bang che c’era?
Il nulla credo …inimmaginabilmente nemmeno il tempo c’era!

O solo Dio (!) che preparava l’inferno per i troppo curiosi! (Ipotesi surreale di …Sant’Agostino!?)

Quindi l’esistenza/inesistenza del “nulla” (Eentità surrreale? Vuoto fisico?) …per quanto assurdo…è opinabile o supponibile!...Il nulla esiste!
Ma non credo che una tale affermazione, o solo logica scoperta, ci porti un qualche vantaggio speculativo o di conoscenza nella ricerca del vero.

Comunque, per quanto riconosca che il sapere più profondo è comunque un dovere etico, mi pare anche che indagare sulla essenza dell’universo (se pure c’è una essenza) e, soprattutto, speculare su ciò che effettivamente potrebbe, o avrebbe potuto, essere... e magari non è…o se percepiamo o meno una "realtà"…o altro…che pure non sappiamo definire…costituisca piuttosto un lusso che vera esigenza.
In un certo senso, il mio pragmatismo vi si oppone!

La metafisica è finita...non ha più significato nelle nostre menti e nella nostra cultura!
Argomenti/eventi ben più concreti e vicini al nostro vivere... incombono!

Ultima modifica di ulysse : 13-09-2012 alle ore 18.58.49.
ulysse is offline  
Vecchio 13-09-2012, 17.26.15   #89
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Originalmente inviato da leibnick1
Che l'umanità assoluta del pensiero cristiano stia attraversando questo Tempo... "Attraversare". Questo significa "percorrere", chiedendo e domandando. Chiedere e domandare forti di una mappa, dove il punto d'arrivo è l'allusione a un'idea.
Questo è il miracolo di cui ciascun credente è, oggi, l'interprete.
Il "miracolo" secondo Leibniz: "quando la spiegazione di esso sia più miracolosa del miracolo stesso".

Personalmente oscillo tra il poter essere io stesso il miracolo, quello che potrebbe provare il fatto di poter essere "quel" miracolo, e la fatuità di questa supposizione.
Supposizione che si fonda soltanto sull'agire pratico.
Credo che nessuno possa capire.
Non so se posso capire, sono tuttavia convinto che l’unico autentico “miracolo” sia la vita stessa.
Vita che è slancio nell’eternità quando decido attivamente, fedele alla mia origine.
L’eternità non consiste infatti in una durata infinita, ma nell’essere me stesso.

Da un lato tutto dipende da me, dalla mia decisione nell’irripetibile attimo mantenendomi fedele a me stesso. Dall’altro, nulla posso senza aiuto. E’ in questa antinomia che si cela, secondo me, l’esistenza.
bobgo is offline  
Vecchio 13-09-2012, 18.59.33   #90
paul11
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Riferimento: Sull'esistenza di Dio

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Originalmente inviato da Ecate
Buon giorno Paul11

Intraprendere un argomentazione implica uno scontro verbale, in cui spesso, per affermare il proprio pensiero, si deve dimostrare l’inconsistenza di quello altrui. Il pensiero viene creato con le parole, senza parole non c’è pensiero e il pensiero non ha limiti, può tutto senza doversi confrontare con l’evidenza della realtà. In questo modo posso spaziare con infinite immagini: posso immaginare il mio cane di colore blu e con la coda di un coccodrillo rosa che sparisce e dopo un nanosecondo, superando la velocità della luce che appare su nettuno che legge un testo di analisi matematica circondato da gatti che scrivono al computer, avrei più difficoltà a immaginarmelo sul sole perché so che è molto caldo.

Come vedi si presta a speculazioni fantasiose e come l’ho descritto, qualche scena assurda del mio cane blu l’immagini anche tu. Il cervello ha poi la capacità di riempire i vuoti completando arbitrariamente. Faccio un altro esempio : “oggi ho mangiato” se analizzi la frase l’unica cosa che posso affermare con certezza è che l’ho fatto “oggi” (bisogna definire il concetto di oggi…ma per brevità intendiamo non ieri e non domani); “ho” è un verbo che intende che io sono l’artefice e “mangiato”; altro verbo che implica l’azione di nutrirsi e l’averlo già fatto ma temporalmente limitato ad “oggi”. Ma se chiedi a svariate persone cosa intendono con tale frase ciascuno la commenterà in modo del tutto arbitrario e possibilmente diverso; ho mangiato = sono sazio; ho mangiato bene, ho mangiato molto ecc.. potrei comunque aver mangiato un cicco di riso dal gusto orrendo e comunque la frase non verrebbe smentita.

Se poi la frase viene è stata tradotta dall’aramaico o ebraico si presta a interpretazioni con sfumature ancora diverse “oggi” potrebbe diventare un periodo temporale vago settimana o mese; “ho” potrebbe diventare “noi o essi”; “mangiato” potrebbe diventare “divorato, sbranato, alimentato o piluccato”…

Dove voglio arrivare ?

1. se io credo fermamente che il mio cane sia veramente blu e tu sostieni che è frutto di una fantasia, io per difendere la mia idea combatto (inteso in modo verbale in questo forum, ma le mille guerre di religione non si sono limitate allo scontro verbale) portando la mia argomentazione ad una discussione o polemica eristica. Quando gli argomenti a mio sostegno diventano contradditori o non sufficienti a convincerti inizio con l’offesa, il sarcasmo o l’attacco personale (Schopenhauer docet). Spero quindi di poter dissentire da un tuo pensiero, con il dovuto rispetto, senza per questo ritenerti offeso.
2. Qualora non ci riuscissi perché la mia argomentazione è rozza o non convincente, uso quelle più raffinate del mio gruppo di riferimento che nel corso dei secoli hanno sapientemente saputo costruire ed elaborare originando discipline come la “cagnogolia blu” e via discorrendo. Se esiste il mare ed il cielo che sono blu perché non deve esistere un cane blu…in fin dei conti tutti i bambini sanno che esistono i puffi.

Le premesse erano d’obbligo sull’argomento teologia/religione/fede…. Ora hai commentato che

“Il Dio dell’ Antico Testamento non è quello del Nuovo Testamento”

qui la mia logica si ferma. Perché un credente nell’antico testamento ha una visione monoteistica di Dio che viene ribadito nel primo comandamento mosaico. Perché ora nel nuovo testamento dovrebbe essere diverso ? So che sapientemente userai degli schemi retorici che spiegano che non è lui, è il figlio che sono sì la stessa cosa per la trinità ma cose diverse perché il figlio si è fatto uomo. La strategia di argomentare in tal senso fa perdere di vista il principio base sopracitato e comunque mi porteresti in un terreno che si presta facilmente alla speculazione, per cui qualsiasi cosa tu abbia pensato devi solo farmelo immaginare, ma tutto si ferma lì : nella mente di ciascuno.

Ci tengo a specificare che non sono un biblista, semplicemente è stata una scelta ad un certo punto della mia esitenza volerla leggere e poi approfondire: Sono semplicemente quì per riflettere attraverso considerazioni,non per scontrarmi con qualcuno e rispetto tutti perchè la libertà è sacrosanta.

Cerca la prova di Dio di Godel , se ti interessa una risposta logica. Io per adesso non recito mantra basate su equazioni differenzaili e infinitesimali. E' inutile discutere di Nuovo e Vecchio Testamento con chi ha preconcetti e non ha mai preso in mano una Bibbia.
Per "Dio diverso" non intendo che c'è un olimpo degli dei, ma semplicemente che viene presentato in maniera diversa.
Certo che è strano leggere di Krishnamurti e voler parlare di logica del Dio biblico, non sapevo fosse un matematico.

Un consiglio: mostrati per quello che sei ,questa capacità predittiva del sapere che utilizzerò la retorica ha del quantistico, comunque è già chiudere una comunicazione prima ancora di iniziarla.

Ultima modifica di paul11 : 13-09-2012 alle ore 21.21.55.
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