Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Spiritualità
Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Spirituali
Vecchio 22-01-2008, 10.03.04   #121
andre2
Ospite abituale
 
Data registrazione: 13-11-2007
Messaggi: 258
Riferimento: Sulla necessità delle religioni

Citazione:
Originalmente inviato da niemand
quote=andre2]
Citazione:
a mio vedere possono rimanere anche nell'anonimato, non è questo il problema.
ma il risveglio deve pur esser qualcosa di particolare, per chi non l'ha mai provato.
è definita una condizione di intendimento, comprensione piena, nuda verità, ovvero non condizionata dall'ego.
la bibliografia zen è piena di storie di maestri che saggiano il risveglio dei dei loro monaci e/o allievi con i koan o altri stratagemmi.


Una domanda, cosa significa essere condizionato dall’ego,” intendi egoismo” ho forse è l’ego della coscienza. Della consapevolezza, ho l’ego che bisogna annullare per diventare Illuminato,
l'ego inteso come identificazione, quindi sia corpo che pensieri. ovvero il "senso" di essere qualcosa di distinto, entità autonoma....
non ho detto che l'ego deve essere annullato, il che sarebbe volontà, che come tale è cosa sempre di pertinenza dell'ego (il cane che si morde la coda)....
in sostanza, da quello che ho inteso, al risveglio non si perviene "volendolo", che è desiderio, ma è la meditazione, intesa come "esercizio" della verità.....

Citazione:
perché se cosi fossero non ci sarebbe nessuno illuminato… perché è l’ego che si trasforma fino ha risalire al grado dell’illuminazione
no, non l'ho inteso così il risveglio. ovvero non si può dire che è l'ego (identificazione) che "evolve", ma bensì (il risveglio) è il fatto di vedere, comprendere, non condizionati da ciò (l'ego).
ovvero, per correttezza verbale, non può esser considerato un ego "evoluto" che sperimenta il risveglio. sarebbe solo un pallone ancor più gonfiato (l'ego) e l'eventualità di pervenire al risveglio si allontana sempre di più....
andre2 is offline  
Vecchio 22-01-2008, 11.02.23   #122
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
Intermezzo!

Brevissima descrizione del quadrupede alato e sua correlazione con l’Illuminato
(la rima è casuale, forse causale)


L’asino che vola è un quadrupede alato, oppure può essere definito (mai immaginato, ma soltanto visto) volatile a quattro zampe. Nei momenti in cui il gravame del proprio ego si fa sentire con maggior lena, egli calca il fangoso terreno mondano poggiandosi sulle sue quattro ossute zampe (due anteriori e due posteriori); nei momenti di massima espansione coscienziale, viceversa, si libra alto nell’aeree, scordando i gravami, le passioni (il fieno e l’asinella), i bisogni e le proprie paure. Egli emette un raglio e lo accompagna alto nel cielo terso (smentendo, di fatto, il famoso detto che vuole che un raglio d’asino non salga mai al cielo), spiegando le sue pennute ali d’angelo (rosee per le femmine, azzurre per i maschietti). Tanto vicino al Regno di Dio (oppsss…… scusate, al Tutto), da perdere di vista le pene mondane. Il Lucio di un graziosissimo ‘libello’ testimonia questa verità.

L’asino che vola non è poi così diverso dall’illuminato (pardon, Illuminato). Anch’egli, come il primo, circonfuso d’eterea luce, è reale, poiché occupa uno spazio – sovente eccessivo -, che è quello disabitato dalla fantasia razionale definita impudicamente ‘ragione’. Entrambi son reali, perché inducono, muovono e perorano l’azione, modellandola, plasmandola ed evocandola – quell’azione immota e reboante che taluni definiscono ‘non azione’, ma solo coloro che nella luce eterea sono immessi, diversamente, a coloro che nel buio stanno, non è concesso bearsi sì tanta beata beatitudine -. Non solo, come l’asino che vola induce profonde emozioni, così anche l’Illuminato sollecita, in chi tale non è, sublimi sentimenti d’amore interplanetario, che svaporano non appena l’ego altrui cozza con il suo, che è sì svanito per grazia dell’idiosincratica avversione all’umana facezia, ma talvolta emerge quando incontra l’ostacolo della disputa e del polmos che ben l’avviluppa in cavillosi cavilli tesi tutti a dimostrar quanto il proprio celestiale volo sia migliore e maggiore di quello di altri suoi Compagni della Luce. Così è per l’asino che vola, anch’esso (‘egli’ sarebbe un azzardo… è pur sempre un animale) misura la propria virile consapevolezza alata con quella altrui. Allora, la sua recalcitrante indomita indole (dicono siano testardi, ma è un errore, è indole celestiale), prorompe in scalcianti dimostrazioni saggia forza coscienziale.

Per ora avrei concluso questo mio escursus faunistico che accomuna l’animale celestiale e il celestiale homo sapiens.

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 23-01-2008, 07.45.54   #123
niemand
Ospite
 
Data registrazione: 23-11-2005
Messaggi: 13
Riferimento: Sulla necessità delle religioni

Originalmente inviato da Andre2
l'ego inteso come identificazione, quindi sia corpo che pensieri. ovvero il "senso" di essere qualcosa di distinto, entità autonoma....
non ho detto che l'ego deve essere annullato, il che sarebbe volontà, che come tale è cosa sempre di pertinenza dell'ego (il cane che si morde la coda)....
in sostanza, da quello che ho inteso, al risveglio non si perviene "volendolo", che è desiderio, ma è la meditazione, intesa come "esercizio" della verità.....



D’accordo tu parli se non erro, che l’ego sia un’entità autonoma, allora parli della personalità ho l’individualità che ha ogni uomo? Se quest’entità autonoma libera d’arbitrio, qualsiasi cosa fa, ci vuole il desiderio che è nascosto in tutte le azioni, “ non il desiderio istintivo” e naturalmente anche la decisione di farlo, per meditare anche ci vuole una decisione volontaria,è questa decisione la prende se non sbaglio l’ego, percui questo esercizio che fa giova se non sbaglio l’ego che da questa meditazione con la sua Coscienza Morale ne ricava frutti in modo di non essere più quello di prima, ma trasformato.



Citazione
no, non l'ho inteso così il risveglio. ovvero non si può dire che è l'ego (identificazione) che "evolve", ma bensì (il risveglio) è il fatto di vedere, comprendere, non condizionati da ciò (l'ego).
ovvero, per correttezza verbale, non può esser considerato un ego "evoluto" che sperimenta il risveglio. sarebbe solo un pallone ancor più gonfiato (l'ego) e l'eventualità di pervenire al risveglio si allontana sempre di più



Cosa sarebbe per te il risveglio… chi si risveglia se non l’ego, un altro? Chi vede e comprende? È sempre l’ego, che diventa sempre più consapevole di se stesso è toglie un po’ alla volta quell’oscurità che l’avvolto, allontanandosi dalla Divinità.
niemand is offline  
Vecchio 23-01-2008, 19.42.47   #124
andre2
Ospite abituale
 
Data registrazione: 13-11-2007
Messaggi: 258
Riferimento: Sulla necessità delle religioni

Citazione:
Originalmente inviato da niemand
Citazione:
Originalmente inviato da Andre2
l'ego inteso come identificazione, quindi sia corpo che pensieri. ovvero il "senso" di essere qualcosa di distinto, entità autonoma....
non ho detto che l'ego deve essere annullato, il che sarebbe volontà, che come tale è cosa sempre di pertinenza dell'ego (il cane che si morde la coda)....
in sostanza, da quello che ho inteso, al risveglio non si perviene "volendolo", che è desiderio, ma è la meditazione, intesa come "esercizio" della verità.....
D’accordo tu parli se non erro, che l’ego sia un’entità autonoma, allora parli della personalità o l’individualità che ha ogni uomo?
rileggendomi, a chiarimento di cosa intendo per ego (in sostanza avevo detto che è l'aggregato psicofisico), ora specifico che è l'"idea", rappresentazione di ciò che percepiamo di noi, non "entità".
insostanziale appunto in virtù che è un idea, condizionata da un infinità cause, non in virtù del fatto che non esiste.....

Citazione:
Se quest’entità autonoma libera d’arbitrio, qualsiasi cosa fa, ci vuole il desiderio che è nascosto in tutte le azioni, “ non il desiderio istintivo” e naturalmente anche la decisione di farlo, per meditare anche ci vuole una decisione volontaria,è questa decisione la prende se non sbaglio l’ego, percui questo esercizio che fa giova se non sbaglio l’ego che da questa meditazione con la sua Coscienza Morale ne ricava frutti in modo di non essere più quello di prima, ma trasformato.
questo è quello che vede il meditatore. un aggregato psicofisico che si muove, che desidera, che decide......

Citazione:
Citazione:
Citazione
no, non l'ho inteso così il risveglio. ovvero non si può dire che è l'ego (identificazione) che "evolve", ma bensì (il risveglio) è il fatto di vedere, comprendere, non condizionati da ciò (l'ego).
ovvero, per correttezza verbale, non può esser considerato un ego "evoluto" che sperimenta il risveglio. sarebbe solo un pallone ancor più gonfiato (l'ego) e l'eventualità di pervenire al risveglio si allontana sempre di più

Cosa sarebbe per te il risveglio… chi si risveglia se non l’ego, un altro? Chi vede e comprende? È sempre l’ego, che diventa sempre più consapevole di se stesso è toglie un po’ alla volta quell’oscurità che l’avvolto, allontanandosi dalla Divinità.
osservazione, base della meditazione, non è attività egoica, non è acquistiva, cumulativa, discriminante. l'osservato rimane al suo posto.....
osservazione è superpartes, per definizione non è condizionata (non egoica)....
ne deriva che è approccio che esclude l'ego.
quindi il risveglio, frutto di meditazione, non ha a che fare con l'ego.
dire chi si risveglia, non so, non avendone avuto esperienza, ma sento dire che è esperienza del tutto, il che non è esperienza dell'ego, che è l'identificato, il "separato"....
andre2 is offline  
Vecchio 24-01-2008, 08.38.36   #125
niemand
Ospite
 
Data registrazione: 23-11-2005
Messaggi: 13
Riferimento: Sulla necessità delle religioni

Caro,Andre2, tu senti dire che è esperienza del tutto? Ma non sai chi si risveglia? Il separato non esiste, tutto è metamorfosato in Uno. La questione si complica nel momento che” il corpo-mente”si padroneggia che sia lui quello che pensa, in parole povere che sia il cervello ha pensare, ma non è cosi , il cervello è solo l’organo di percepire il pensato, noi percepiamo il pensare gia passato, crediamo che sia presente ma non è cosi, noi possiamo osservare il pensare che ognuno di noi fa e se facciamo attenzione ci accorgiamo, che quello gia è passato.
Cerchiamo di riflettere, la maggior parte di noi si abitua solo ha percepire le rappresentazioni, e il pensiero viene automatico, e meccanizzato, ma questo non è il pensare, pensiamo solo astrattamente, non ce né calore e nemmeno dinamismo, solo parole vuote piene d’intellettualismo. Adesso mi faresti la domanda allora chi pensa ? È il nostro Spirito il quale con infinita pazienza aspetta che l’ego prenda l’iniziativa e la decisione di cambiare il suo stato o come te lo chiami condizionamento.
niemand is offline  
Vecchio 25-01-2008, 09.58.44   #126
andre2
Ospite abituale
 
Data registrazione: 13-11-2007
Messaggi: 258
Riferimento: Sulla necessità delle religioni

Citazione:
Originalmente inviato da niemand
Caro,Andre2, tu senti dire che è esperienza del tutto? Ma non sai chi si risveglia? Il separato non esiste, tutto è metamorfosato in Uno. La questione si complica nel momento che” il corpo-mente”si padroneggia che sia lui quello che pensa, in parole povere che sia il cervello ha pensare, ma non è cosi , il cervello è solo l’organo di percepire il pensato, noi percepiamo il pensare gia passato, crediamo che sia presente ma non è cosi, noi possiamo osservare il pensare che ognuno di noi fa e se facciamo attenzione ci accorgiamo, che quello gia è passato.
Cerchiamo di riflettere, la maggior parte di noi si abitua solo ha percepire le rappresentazioni, e il pensiero viene automatico, e meccanizzato, ma questo non è il pensare, pensiamo solo astrattamente, non ce né calore e nemmeno dinamismo, solo parole vuote piene d’intellettualismo. Adesso mi faresti la domanda allora chi pensa ? È il nostro Spirito il quale con infinita pazienza aspetta che l’ego prenda l’iniziativa e la decisione di cambiare il suo stato o come te lo chiami condizionamento.
ti rispondo nel topic "satori e stato di grazia", perchè qui mi sono accorto che siamo off topic ...
andre2 is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it