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Vecchio 23-06-2005, 02.09.21   #91
Mistico
Utente bannato
 
Data registrazione: 05-11-2002
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Vapensiero
Per mistico.

Porca miseria caro mistico, ad un certo punto, poiché sembra che nessuno mi comprenda...
Mai perdere la voglia di relazionarsi agli altri: gli altri sono il te stesso che si manifesta in modo differente: Hanno molto da insegnarci, perchè sono preparatissimi in cose che non padroneggiamo per niente.

Spezzo una lancia a favore di Ilpe: Bada Valpe... lui ha il fondamentale difetto di pretendere che tu trovi da te la tua correzione... ma fa spessissimo appunti fondati. Peccato che usa lasciarti lì a chiederti "...ma che ca..o intende dire?"

Non intende dire, lui è "il pensiero" ...vuole che sia tu a dire, e con precisione anche!

Se potessimo insegnargli un diverso stile avremmo da ringraziarlo di molti favori.
Mistico is offline  
Vecchio 23-06-2005, 12.00.17   #92
Aleksandr
Ospite abituale
 
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Messaggi: 575
Dubbio

Citazione:
Messaggio originale inviato da du74
Per Aleksander
Ma non è il dubbio una 'debolezza'? Se la fede si basa su di una verità fondamentale, la nostra unità in Dio. Il dubbio non la mina? O tu intendi il dubbio di non essere adeguati alla definizione di 'vero cristiano' ?
Intendevo dire che è normale che ci sia il dubbio in un cristiano, siamo pure degli esseri umani con le nostre fragilità, ma il dubbio che intendo io non è il dubbio negativo, cioè dubitare delle verità della fede altrimenti non sarei neanche cristiano! mi riferisco al dubbio "buono" che mi sprona alla continua ricerca di Dio.
Aleksandr is offline  
Vecchio 23-06-2005, 12.17.56   #93
il pensiero
Utente bannato
 
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Messaggi: 1,265
Mmh dubito...

fammi, per favore, un esempio di dubbio buono ed uno dubbio cattivo e giustifica l'aggettivo che gli appiccichi in relazione alla funzionalità del dubbio stesso in seno ad un obiettivo religioso comune.
il pensiero is offline  
Vecchio 25-06-2005, 12.12.53   #94
esperantiano
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Messaggi: 218
Fideismo e seconda fase dell'umanità

Vi è analogia tra il fideismo e la seconda fase dell'umanità espressa dal Vico in una sua famosa "degnità":

"Gli uomini dapprima sentono senza avvertire, di poi avvertono con animo perturbato e commosso, infine riflettono con mente pura".

Nei corsi di teosofia ricorre, all'uopo, l'esempio del fulmine.

Gli uomini, nella prima fase della storia, fuggono, folli di paura, a causa del fulmine. Nessuna spiegazione, nessuna ipotesi è per essi possibile, riguardo a questa forza misteriosa che illumina e uccide.

Nella seconda fase si supera il semplice e puro terrore che impedisce la riflessione e si comincia a pensare. Ma è ancora troppo presto, la mente non è ancora "rodata" e può agire solo per brevissimi istanti, subito sopraffatta dalla stanchezza. Il rimedio è la fantasia. Su ciò che non è noto si "inventa" qualcosa, e poi lo si diffonde come verità. Ecco che si comincia dire che "Giove scaglia i fulmini", o cose equivalenti. Questa è la stagione dei fideismi.

Nella terza fase gli uomini sono ormai in grado di utilizzare la loro mente con padronanza, senza interruzioni. La riflessione diviene possibile ed ecco che si scopre che il fulmine è un fenomeno perfettamente naturale, dovuto semplicemente ad una differenza di potenziale elettrico tra l'atmosfera ed il suolo. Spariscono spontaneamente i terrori della prima fase e i fideismi della seconda. L'uomo è adulto.

La maggior parte dei filosofi ha commesso, e commette, l'errore di credere che l'umanità sia un blocco culturalmente unico. Ma la realtà si dimostra ben diversa e a tutt'oggi convivono, non senza qualche difficoltà, uomini della prima fase, della seconda e della terza.

La "discussione" tra gli appartenenti alle diverse fasi è utopia. Ognuno di essi, infatti, chiama "discussione" qualcosa che non corrisponde alla "discussione" degli altri. Qualsiasi procedura coinvolgente due o più persone deve contenere convenzioni atte a mantenere utile il livello di comunicazione e sinergia. Mancando tali convenzioni tutto è finzione, la comunicazione reale è assente e tutto si risolve in inutili sequenze di conflitti e di ostinate e antepredicative difese delle proprie posizioni.

La storia, oltre alle masse in perenne urto reciproco, contiene anche esempi continui di uomini che hanno superato questo blocco, grazie al fatto di aver finalmente compreso tale meccanismo occulto.
Essi hanno imparato a non coltivare utopie.
Lasciano ad ogni uomo il diritto di vivere, esperire e pensare secondo la sua fase, senza sperare di trasformare un uomo di prima fase in uno di seconda, nè uno di seconda in uno di terza. Ognuno deve acquisire la propria evoluzione in maniera autonoma, perchè eventuali tentativi di eterodirezione andrebbero a minare la costruzione progressiva dell'io storico, ovvero dell'identità stessa dell'individuo.

Al più è possibile lasciare "in giro" segnali, elementi, spunti di riflessione che ognuno, secondo le sue capacità, possibilità, e soprattutto secondo le sue preferenze del momento, sarà libero di scorgere o di non scorgere, di rifiutare o di accettare. Il tutto senza alcuno spirito di imposizione, polemica o conflitto.

Questi uomini, edotti e pacificati riguardo al senso e agli scopi della vita, smettono ogni tentativo di trasformazione coatta dei propri simili, avendo compreso che coercire e uccidere è sostanzialmente la medesima cosa.
Si limitano pertanto a riunirsi tra loro, a ritrovarsi per condividere pacificamente, fraternamente, ogni conoscenza, ogni esperienza, ogni progetto.

Costituiscono da molto tempo una comunità planetaria che si pone spontaneamente al di là di ogni confine-barriera di tipo territoriale, culturale, razziale, linguistico.
Studiano tutte le ideologie, tutte le dottrine, tutte le teorie, ricordando che la verità resta sempre al di sopra di ognuna di esse.

Edificano lentamente, ma senza sosta, una nuova civiltà di cui formano i cittadini sottraendo i propri figli ai meccanismi e alle tradizioni di questo o quel popolo, di questa o quella regione, e riservando per essi l'amore per gli orizzonti liberi, per il pensare esteso, per la visione dall'alto, per la consapevolezza universale.

Essi sanno che non vi è differenza tra un sistema solare ed una cellula umana: tutto, nell'universo, procede secondo le medesime leggi, e concorre ad un'unica armonia. Gli uomini afferenti a fasi precedenti non riescono a scorgere tali ordini di grandezza, e non possono quindi rilevare l'armonia cosmica che è base di ogni vita e di ogni fenomeno. La loro esistenza trascorre in una dimensione più limitata, dominata dalle loro piccole vicende personali, dalla quotidianità, dall'impossibilità di affrontare in maniera seria e tranquilla l'evento, per essi "misterioso" e spaventoso, della morte.

Nella comunità planetaria, invece, gli uomini utilizzano con serenità termini come "ordine", gerarchia", "disciplina", avendo chiaro dinanzi a propri occhi come essi esprimano semplicemente dei rapporti naturali che consentono la vita di tutti nell'autonomia di ognuno.

Ma agli uomini delle fasi precedenti tali termini risultano incomprensibili, ed essi, udendoli, pensano meccanicamente a cose che nel loro mondo sono denominate con lo stesso nome, ma che non corrispondono a ciò a cui si riferisce la comunità planetaria.
Ecco perchè gli uomini della comunità parlano poco all'esterno, e se lo fanno usano prudenza. Gli esterni, infatti, credono automaticamente di dover solo collegare i termini delle frasi udite per coglierne il senso, e non sospettano che devono prima imparare il significato dei termini stessi.

Questo accade perchè essi, gli esterni, incapaci di vedere secondo dimensione universale, semplificano tutto fideisticamente, credendo che il cosmo intero sia come il loro piccolo borgo, e che il senso che essi attribuiscono a certe parole valga per tutti gli esseri che popolano l'universo.

Ma ogni essere è figlio del Cosmo e per tutti, prima o poi, arriva il Giorno della Luce.

esperantiano
esperantiano is offline  
Vecchio 25-06-2005, 15.15.24   #95
il pensiero
Utente bannato
 
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Messaggi: 1,265
Puoi essere meno vago sul distradizionamento incoatto dei propri figli prediletti da parte di codesti planetari cosmici?
il pensiero is offline  
Vecchio 26-06-2005, 04.30.17   #96
Mistico
Utente bannato
 
Data registrazione: 05-11-2002
Messaggi: 1,879
Caro Esperantiano, sono daccordo su tutto meno che per tutti venga, prima o poi, "il giorno della luce". A meno che tu intenda dire che per tutti, prima o poi, arriva il momento di ritrovarsi coincidenti con la luce, perchè tornati nella realtà-verità e liberi dalle proprie limitatezze e perciò liberati dalle errate opinioni (ma da morti, però).

La fortuna di riuscire a comprendere le linee generali della trama della Verità, non è, sfortunatamente, cosa alla portata di chiunque. Questo è un fatto che mi pare evidente.

La confusione tra il concetto di "verità" e quello di "consolazione" è molto diffuso tra le persone di fede. Non solo nelle loro opinioni religiose si ritrova questa confusione, ma anche nelle loro opinioni legate alla vita quotidiana: Una persona di fede crede in ciò che la consola, innanzitutto. Crede perchè ha bisogno di credere, perciò crede qualcosa a qualunque costo, la "fa" vera nella propria sfera mentale... se soddisfa il bisogno.

Le persone di fede possono essere buonissime ed avere ogni genere di pregio... ma sicuramente non hanno quello dell'obbiettività. I loro pareri, in ogni circostanza, sono da stimare con saggia riserva e sempre recitando in sè la frase:
"Questa è persona di fede, perciò, attenzione!...".
Mistico is offline  
Vecchio 26-06-2005, 05.00.02   #97
the.jester
Ospite
 
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Messaggi: 8
Re: Re: La Fede!

Citazione:
Messaggio originale inviato da Aleksandr
Credere in Dio è la fede. Dio lo senti in te e hai fede in lui. Non esistono prove tangibili e concrete nel nostro quotidiano ma avendo fede lo cominci ad avvertire in tutto quello che fai e in tutto quello che ti circonda e desideri ringraziarlo e glorificarlo per il bene che ti da"

Io credo che un vero cristiano debba dubitare sempre e interrogarsi sempre, su tutto ed in particolare sulla Chiesa stessa. Questo è credere... Una volta ho letto per caso una frase di Sant'Agostino che diceva: "credo per dubitare e dubito per credere"... non c'è fede senza dubbio.

Il dubbio ci deve essere perchè altrimenti saremmo delle macchinette. Bisogna essere cristiani pensanti! Se non avessimo il dubbio la nostra ricerca si fermerebbe e non saremmo più dei veri credenti e chi dice di non avere dubbi si sbaglia di grosso perchè se fosse così conosceremmo Dio e saremmo tutti con lui a festeggiare nel paradiso...ma non è così!


Alla base della morale cattolica infatti c'è la coscienza personale e "la personale opzione fondamentale di vita"

La frase di Agostino che hai citato mi ricorda molto quella di Anselmo (spero sia lui) "Credo ut intelligam" ovvero "Credo per comprendere"...

Tuttavia penso che fede e conoscenza siano incompatibili. In una res cogitans fa presto ad insinuarsi il germe del dubbio, che infiammato dal desiderio di sapere spezza la solidità della fede, allontando il cristiano dalla semplicità delle origini.
Basti vedere il degrado che la chiesa ha subito dalle sue origini fino ad oggi, e questo per colpa di coloro che dimenticando il messaggio originale di Cristo hanno voluto primeggiare, intellettualmente prima, politicamente poi, sugli altri cristiani.
the.jester is offline  
Vecchio 26-06-2005, 10.46.42   #98
esperantiano
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Mistico
Caro Esperantiano, sono daccordo su tutto meno che per tutti venga, prima o poi, "il giorno della luce". A meno che tu intenda dire che per tutti, prima o poi, arriva il momento di ritrovarsi coincidenti con la luce, perchè tornati nella realtà-verità e liberi dalle proprie limitatezze e perciò liberati dalle errate opinioni (ma da morti, però).

La fortuna di riuscire a comprendere le linee generali della trama della Verità, non è, sfortunatamente, cosa alla portata di chiunque. Questo è un fatto che mi pare evidente.

La confusione tra il concetto di "verità" e quello di "consolazione" è molto diffuso tra le persone di fede. Non solo nelle loro opinioni religiose si ritrova questa confusione, ma anche nelle loro opinioni legate alla vita quotidiana: Una persona di fede crede in ciò che la consola, innanzitutto. Crede perchè ha bisogno di credere, perciò crede qualcosa a qualunque costo, la "fa" vera nella propria sfera mentale... se soddisfa il bisogno.

Le persone di fede possono essere buonissime ed avere ogni genere di pregio... ma sicuramente non hanno quello dell'obbiettività. I loro pareri, in ogni circostanza, sono da stimare con saggia riserva e sempre recitando in sè la frase:
"Questa è persona di fede, perciò, attenzione!...".

Sì, il tuo intervento è pienamente condivisibile.

D'altronde, nella stessa cultura teosofica, quel giorno diventa sicuro per tutti solo in concomintanza con l'ipotesi della reincarnazione.

Volendo prescindere da questa, ed evitando di operare generalizzazioni di sorta, si può affermare che moltissime persone, considerando lo status mentale in cui si trovano, non perverranno ad un più elevato livello di consapevolezza.

Quindi non giungerà per esse il giorno in questione (almeno non in questa vita...).

esperantiano
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Vecchio 26-06-2005, 10.50.46   #99
esperantiano
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Re: Re: Re: La Fede!

Citazione:
Messaggio originale inviato da the.jester
La frase di Agostino che hai citato mi ricorda molto quella di Anselmo (spero sia lui) "Credo ut intelligam" ovvero "Credo per comprendere"...

Tuttavia penso che fede e conoscenza siano incompatibili. In una res cogitans fa presto ad insinuarsi il germe del dubbio, che infiammato dal desiderio di sapere spezza la solidità della fede, allontando il cristiano dalla semplicità delle origini.
Basti vedere il degrado che la chiesa ha subito dalle sue origini fino ad oggi, e questo per colpa di coloro che dimenticando il messaggio originale di Cristo hanno voluto primeggiare, intellettualmente prima, politicamente poi, sugli altri cristiani.

Effettivamente fede e conoscenza sono incompatibili.

Per avere conoscenza occorre essere privi di fede.
Per aver fede occorre essere privi di conoscenza.

esperantiano
esperantiano is offline  
Vecchio 27-06-2005, 09.58.55   #100
Mistico
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...Salvo l'eccezione della "fede nella conoscenza" che è l'unica necessaria condizione per un sincero approccio alla ricerca della Verità.
Mistico is offline  

 



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