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 Storia - Fatti e personaggi, passato e attualità.
Vecchio 04-10-2005, 20.15.35   #11
Elijah
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Ti chiedi perché alcuni vangeli non dovrebbero venir considerati di categoria B...

"Ogni donna che diventerà maschio entrerà nel Regno dei Cieli"

Queste sono le ultime parole del vangelo secondo Tommaso.
Se consideri un bel messaggio quello dei vangeli canonici, questo come lo consideri? Un bel messaggio anche questo? Un messaggio che dice chiaramente che le donne sono inferiori, non sono per il regno dei cieli, sono da considerare allo stesso livello delle bestie? E che possono raggiungere il regno dei cieli solo diventando uomini?
Va bene tutto, ma io preferisco considerare il Vangelo di Tommaso (in questo caso) un vangelo di categoria C - nemmeno di B!!!!
Voi del gentil sesso siete a mio avviso molto più sveglie di molti uomini... avete un qualcosa di speciale, siete per alcuni versi anche superiori all'uomo. E tutto questo nel vangelo di Tommaso viene rinnegato, mentre nei vangeli canonoci le cose sono ben differenti (escludiamo per principio ciò che pensava Paolo).
A cosa mi riferisco te lo dico un'altra volta, se vuoi...

Ciao
Elia
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Vecchio 05-10-2005, 06.51.42   #12
marcoscari
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http://www.consapevolezza.it/aetos/v...ter_Thomas.asp
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Vecchio 05-10-2005, 10.22.54   #13
La_viandante
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[114] Simon Pietro disse loro: " Maria deve andare via da noi! Perché le femmine non sono degne della Vita ". Gesù disse: " Ecco, io la guiderò in modo da farne un maschio, affinché ella diventi uno spirito vivo uguale a voi maschi. Poiché ogni femmina che si fa maschio entrerà neI Regno dei cieli ".


in realta' questa predicazione era molto rivoluzionaria al periodo, quest'uomo stava parlando a gente che considerava la donna in un modo pessimo, e quello che dice invece e' un modo per parlare a questa gente e fargli cambiare prospettiva sulle donne
evidentemente in un qualsiasi altro modo egli l'avesse detto non avrebbero potuto accetare la donna
ha usato delle parole che potessero essere comprese da quella mentalita'
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Vecchio 05-10-2005, 11.02.40   #14
VanLag
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La storia ci salverà.....

Ciao La_via,

Bello il 3d di apertura.

E’ emblematico che il cristianesimo non ha attecchito nella sua terra di origine, cosa che da una dimensione diversa al suo fondatore. Gesù probabilmente era un uomo saggio ed innovatore, come ogni tanto ne appare qualcuno, ma era un uomo come tutti noi.
Anche il Buddismo è esploso fuori dall’India, a riprova che anche Budda era un uomo saggio ma, in fondo era un uomo come tutti noi.

Una volta che queste persone non ci sono più e fuori dalla loro terra di origine diventa molto facile mitizzarle.

Anche se non sono il tuo “amour” Odifreddi, nel mio piccolo faccio le mie ricerchine storiche, quanto riporto è stralciato da una di queste.

Il più importante degli eventi che portarono la religione dell’Asia mediorientale nel cuore dell’Europa, fu sicuramente la nascita in seno all’Ebraismo di Gesù di Nazareth, l’uomo, dalle cui parole e dal cui insegnamento sarebbe nato il Cristianesimo.
Al di là delle interpretazioni religiose che lo hanno fatto diventare, per i Cristiani, il figlio di Dio, e dell’enorme impatto che il suo insegnamento ha avuto, Gesù sembra essere un personaggio realmente esistito, come attestano alcuni riferimenti degli storici contemporanei di Gesù ed in particolare di Giuseppe Flavio (6). D’altro canto è necessario attenersi ai dati storici cosa che non si può concedere ai Vangeli per i quali l’inattendibilità storica è ampiamente dimostrata. Mi limiterò qui a riportare uno dei casi più emblematici di inesattezza e cioè il tentativo di fare risalire l’origine di Gesù al re David al fine di adattare la storia alla profezia biblica che assegnava a David il dominio eterno sul popolo ebraico.
Solo due dei quattro vangeli ne parlano, quello di Matteo e quello di Luca, ma le due genealogie sono molto diverse tra loro. Intanto il vangelo di Matteo conduce l’ascendenza di Gesù fino ad Abramo, mentre quello di Luca ha la pretesa di risalire fino ad Adamo e perciò a dio stesso e se la sbriga con un totale di 75 generazioni. Nell’ultimo tratto che pure avrebbe dovuto essere il più facile da ricostruire, cioè da David a Gesù, non solo i nomi sono completamente diversi, ma è anche troppo discordante il loro numero: Luca infatti elenca quarantun personaggi, per quel periodo di tempo, e Matteo soltanto 27. Vi è quindi una differenza di 14 generazioni, che fa notare il Craveri, se anche attribuiamo un durata media di 25/30 anni ad ogni generazione, il divario che ne esce è di circa quattro secoli.

Altrettanto reali e dimostrabili, (attraverso i recenti ritrovamenti dei manoscritti del Qumran), sembrano essere i legami o quantomeno le analogie tra l’insegnamento di Gesù e la setta degli Esseni (7); setta che mostra molte similitudini con le prime comunità Cristiane. Il battesimo, per esempio, che gli Esseni praticavano, esattamente come i cristiani, quale rito di accesso dei nuovi adepti nella comunità. L'eucaristia, ovverosia la cerimonia del ringraziamento al Signore, che il sacerdote capo effettuava benedicendo il pane e il vino, che poi venivano distribuiti a tutti i commensali, esattamente come fece Gesù durante l'ultima cena.

Molte e variegate poi sono le analogie che legano alcuni episodi evangelici a culti e credenze precedenti comuni del bacino medio orientale. La stessa paternità divina di Gesù è cosa tutt’altro che sconcertante.
L’attribuzione della paternità divina ad un essere umano non è tanto straordinaria ed originale da destare stupore. La mitologia pagana abbonda di casi del genere. L’eroe greco Perseo si diceva nato dalla vergine Danae, fecondata da Giove sotto forma di pioggia d’oro. Ercole era figlio di Giove. Enea della dea Venere. Achille di un uomo e di una Nereide e così via.
Anche le religioni orientali contengono di frequente il mito di incarnazioni e reincarnazioni di dei. Nel Mahabarata, i Pandava, cioè gli eroi del poema, sono nati da madre terrena e le diverse divinità. In India la leggenda della nascita di Krishna, (antecedente a Gesù), contiene molti particolari che hanno una sorprendente rassomiglianza con il racconto della nascita di Gesù:
l’annunciazione alla vergine Jasoda.
L’incarnazione del dio Vishnu,
l’adorazione dei pastori,
la persecuzione del raja che fa uccidere tutti i maschi nati in quella notte.
In Egitto, sulle pareti del tempio di Luxor, vi è un bassorilievo, che risale a 18 secoli prima di Gesù, nel quale è rappresentata l’annunciazione del dio Thoth alla vergine Iside, la concezione di Horo e l’omaggio degli altri dei.
Nel culto di Mitra è il dio stesso che, sotto forma di luce penetra nel corpo della vergine: Mitra nasce in una grotta, subito dopo il solstizio di inverno (25 dicembre).

Anche l’insegnamento di Gesù sarebbe sicuramente passato inosservato e sarebbe stata riassorbito, come quello di altre sette ebraiche del tempo, (es: Esseni), se non fosse subentrata una figura che ebbe un ruolo determinante nella diffusione del Cristianesimo in occidente. Questa figura fu Paolo di Tarso, l’apostolo dei gentili. Possiamo ragionevolmente pensare che senza di lui, il Cristianesimo sarebbe rimasto una delle tante correnti dell’Ebraismo che, se da una parte portava il messaggio innovativo di Gesù, dall’altra guardava al tempio, alla legge ed ai profeti, con innato senso di continuità.


Per altro se ho tempo e possibilità cercherò di portare avanti una ricerca che avevo iniziato, tesa ad evidenziare l’influenza dell’ambiente pagano sul messaggio Cristiano. Probabilmente come te sono nauseato di tutte le menzogne che ci sono state propinate nel nome della religione e la ricostruzione storica, non solo su Gesù, (che probabilmente era un “giusto”), ma su come si è evoluto il cristianesimo è una delle difese più valide a cui possiamo attenerci per resistere al plagio.

VanLag is offline  
Vecchio 06-10-2005, 18.28.42   #15
Elijah
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Mi fa piacere notare la_viandante, che quando vuoi sai anche difendere un'idea, un'opinione!!!!
Pensavo che oltre ad attaccare il prossimo, le sue idee, ecc. tu non facessi, invece qua mi dimostri il contrario, e questo mi riempie di gioia.
Sai, sono convinto che è imparando a difendere le proprie idee che si capisce se si crede in qualcosa di sensato o meno, ma fintanto che si criticano le idee del nostro vicino e basta, ben difficilmente capiremo qualcosa!

Criticare è la cosa più semplice che esista al mondo! Molto più difficile è difendersi e dire qualcosa che sia costruttivo!!!

Una delle critiche più assurde è quella della genealogia di Gesù...
Un discorso costruttivo è quello che hai fatto tu La_viandante quando hai argomentato il perché nel Vangelo di Tommaso ci sono scritte alcune cose. E sono certo che hai capito molto di più cercando una soluzione costruttiva, piuttosto che distruttiva, o sbaglio?

Per ciò che concerne il Vangelo di Tommaso, vorrei rendervi consapevoli (tu e l'altro che ha messo un sito) che gli studi su questo interessantissimo testo sono ancora in corso, e poco o quasi nulla di quel che si dice ha delle basi solide! Non esiste ancora una esegesi attendibile. Quindi non mi sforzo né a continuare a criticarlo, né a sostenerlo. So solo che è un testo ricco di informazioni, come lo è anche la Bibbia d'altronde.
A voi ora sta il compito di valutare le cose in modo costuttivo o distruttivo.

Ciao Elia

P.S.: La_viandante, vuoi che ti citi un qualche altro apocrifo cercando di attrubuirne l'assurdità, o non hai più interesse a difendere testi antichi???
P.P.S.: a proposito, come si dice che i vageli canonici sono colmi di mitologie pagane, vorrei ricordarvi che si dice anche che i vangeli gnostici (Tommaso, Filippo, il vangelo della Verità, ecc.) sono colmi di neoplatonismo... Volete ancora difendere Tommaso?

Ciao belli
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Vecchio 07-10-2005, 11.42.22   #16
La_viandante
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in realta' ely proprio quel passo che hai riportato ha un altro livello di lettura, un significato esoterico, come tutte le assurdita' che se credi sia il caso potrai riportare, non mi urtano minimanete perche' so che il livello di lettura al quale i piu' si fermano e' quello letterale, quello che tu chiami distruttivo per me ha tutt'altro significato, forse distruggera' si una dottrina, che io trovo perfettamente inutile a differenza evidentemenet di te che pretendi di portarla come Verita', punti di vista ely, cerca comuqnue di non vedere nella ricerca altrui della storicita' qualcosa di offensivo alla tua persona, perche' non si tratta di questo, ma di ben altro, supera questo approccio tutto cristiano del tipo chi non e' con cristo (della cc, degli evangelisti, dei tdg, dei protestanti etc etc insomma il cristo di turno) e' contro di me, perche' proprio non e' questa l'intenzionalita' della ricerca personale che non vuole porsi contro nessuno ma solo rispondere a bisogni individuali
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Vecchio 07-10-2005, 12.50.28   #17
marcoscari
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Si...sicuramente quasi tutti i vangeli apocrifi raccontano assurdita'......Elia ha ragione sul fatto che sono pieni di platonismo....cmq riguardo il Vangelo di Tommaso..bene..questa e' un eccezione....a me e' sembrato fin da subito un testo di rilevante importanza....e sebbene gli studi stanno continuando non e' vero che quello che si dice su di esso sono delle assurdita'...perche' dovrebbero esserle???

In ogni caso non saprei.....non voglio dire che il Vangelo di Tommaso dovrebbe essere seguito e gli altri no....pero' a volte il vangelo di Tommaso sembra dare offrire una visione piu' profonda....visione che non e' da tutti (specialmente allora, forse per questo e' stato sotterrato )


ps: In ogni caso, VanLag hai detto un imprecisione....il Buddhismo...prima di andare in altri luoghi, e' esploso in India...per esempio il Primo il Secondo e il Terzo Concilio, a cui hanno partecipato un numero molto alto di Arahant (specialmente al Primo) dove si sono tenuti??? Il Buddhismo e' andato in SriLanka, Thailandia, Tibet, Cina e cosi' via secoli dopo della predicazione del Buddha....nel mentre si e' sviluppato in india...poi da li' e'scomparso a causa, probabilmente, delle sanguinose invasioni musulmane
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Vecchio 07-10-2005, 15.28.18   #18
VanLag
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Messaggio originale inviato da marcoscari
ps: In ogni caso, VanLag hai detto un imprecisione....il Buddhismo...prima di andare in altri luoghi, e' esploso in India...per esempio il Primo il Secondo e il Terzo Concilio, a cui hanno partecipato un numero molto alto di Arahant (specialmente al Primo) dove si sono tenuti??? Il Buddhismo e' andato in SriLanka, Thailandia, Tibet, Cina e cosi' via secoli dopo della predicazione del Buddha....nel mentre si e' sviluppato in india...poi da li' e'scomparso a causa, probabilmente, delle sanguinose invasioni musulmane
Si hai ragione. Volevo dire che nei due casi, l’esplosione di queste due grandi religioni è avvenuta fuori dalla loro terra di origine. Il Buddismo è nato certo in India ed ha iniziato a svilupparsi lì, ma non è mai stato prevalente, così come non lo sono mai stati il Jainismo, o il Sikkismo o le migliaia di altre correnti e religioni presenti in India.

Ma anche tu dici una imprecisione. In India non furono tanto le sanguinose invasioni islamiche che ridussero il Buddismo, bensì la capacità intrinseca dell’Induismo di fagocitare ogni altra dottrina o ideologia nel seno del suo potentissimo sistema filosofico, il quale è strutturato, fin dalle sue vere origini, per fagocitare e metabolizzare ogni ideologia.

Questa è una peculiarità che ha sempre caratterizzato l’Induismo che si è, fin’ora, dimostrato in grado di acquisire e metabolizzare ogni culto diverso inserendolo nel proprio sistema di pensiero. Agli albori della sua storia, dopo l’invasione degli Indo-europei, sembrò che la religione chiusa e dura degli invasori prendesse il posto dei culti locali, mentre in realtà quello che stava succedendo era che la preesistente religione dei popoli autoctoni stava fagocitando il Vedismo. Questa è una peculiarità che ha sempre caratterizzato l’Induismo che si è, fin’ora, dimostrato in grado di acquisire in se ogni culto diverso inserendolo nel proprio sistema di pensiero.

Già nel 700-600 A.C. in alcune Upanishad, si cominciano a vedere i frutti di questa lenta ma profonda opera di sincretismo culturale e spirituale. Diversi elementi della tradizione Vedica iniziano ad arricchirsi di stimoli, apporti, contributi della religione, della metafisica a volte dello stesso rituale proto-magico delle popolazioni aborigene dell’India, in modo particolare, di quelle di razza Dravidica.
Al posto della richiesta di protezione a divinità dispensatrici di grazia subentra sempre di più l’aspirazione a cogliere, mediante la pratica della meditazione, l’Assoluto, (il Brahman), e penetrare la forza che pervade tanto il singolo essere umano quanto l’intero universo. Questo sincretismo religioso porta anche a compimento la teoria della trasmigrazione delle anime che vede la vita dell’essere umano come il risultato delle precedenti esistenze, (Karma).
Lentamente la trimurti ariana viene sostituita da un’altra trimurti: Brhama, (il creatore), Vishnu, (il conservatore), Shiva, (il distruttore). Al fianco degli dei appare una costante controparte femminile. Ogni divinità importante viene ad avere una sua compagna, segno tangibile dell’incontro con le culture delle popolazioni di origine locale, molte delle quali conoscevano una religiosità matriarcale e lunare. Il culto della Dea Madre riprende piede e rifioriscono il Shaktismo ed il Tantrismo che si ispiravano all’energia cosmica femminile.

Ma qui siamo decisamente O.T. e poi parlare di storia parlando di induismo è altamente pericoloso.


Ultima modifica di VanLag : 07-10-2005 alle ore 15.36.42.
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Vecchio 07-10-2005, 18.47.15   #19
Elijah
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Piccola... viandante
(spero che tu non sia alta più di due metri, perché se no ho appena fatto una gaffe...)

Primo:
A me piace più vederla nel seguente modo:
Chi non è contro di me, è con me! (Marco 9:40) Piuttosto che: chi non è con me, è contro di me!

Secondo:
Io crederei in una dottrina? Questa è bella!
Io avrei la verità? Spiritosa!
Se c'è un motivo per cui mi definisco cristiano, è perché osservando la vita dei personaggi più famosi mai esistiti, quella di Cristo è quella che io avrei voluto avere; è quella che più mi si addice!
Per me sarebbe una gioia poter fare quello che lui ha fatto, indipendentemente poi se è vero o meno che sia esistito!
E ti dico anche che non capisco gli atei, perché la maggior parte di quelli che si definivano dei pensatori atei hanno vissuto una vita pessima, sensa combinarne una buona (mi riferisco in particolare a quelli "recenti" - di pensatori atei).

Riassumendo, più che osservare cosa uno diceva, a me piace osservare cosa uno combinava... Dico così, perché alla fin fine io le parole non le considero tanto - per non dire affatto!!! Ma i quel che uno faceva sì!


Terzo:
La_viandante... non dirmi che non credi ai miracoli...

Dal Vangelo dell'infanzia armeno:
C'è un giovane che chiede a Gesù:
"Com'è possibile che una malattia sia guarita senza medicine?"
E Gesù gli risponde:
"Io posso guarire tutti i mali con una semplice parola, di cui ho constatato gli effetti, e che ho appreso da mio padre."

Sei ancora convinta che i miracoli non esistono?
No, a parte gli scherzi, tu dici così solo perché non ne hai mai visto uno... se no la penseresti in modo assai differente!

Quarto:
Ecco qua un passo che trovo molto interessante di un altro apocrifo:
Gli apostoli dicono a Gesù:
"Noi siamo stupiti di te, nostro buon Salvatore, perché tu hai accordato l'immortalità a Enoch e ad Elia"
E Gesù li dice un po' più in là nel testo:
"Io vi dico, che ogni volta che Enoch ed Elia pensano alla morte, essi desidererebbero averla già sofferta, per essere liberi da questa necessità che è loro imposta. Essi infatti dovranno morire in un giorno di terrore, di sofferenza, di clamori, di minacce e di afflizioni. In effetti l'Anticristo ucciderà questi due uomini e spargerà il loro sangue sulla terra, come l'acqua di una vaso, a causa degli affronti che essi gli faranno subire, accusandolo."
Pezzo tratto dal apocrifo "Storia di Giuseppe il falegname".

Allora, La_viandante, credi finalmente che io sono il profeta Elia, oppure consideri questo testo di categoria inferiore a quelli canonici? Ah, ti avviso che se pensi che io sono il profeta Elia, non puoi più avere tanti dubbi che Gesù non sia mai esistito... io l'ho visto di persona e posso assicurarti che è tutto vero quel che si dice sul suo conto...


Chissà cosa mi rispondi...

Ciao,
il profeta Elia,
non ancora morto dopo più di 3000 anni.
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Vecchio 08-10-2005, 22.46.06   #20
VanLag
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Influenza dell'ellenismo sul cristianesimo.

Probabilmente sono due le spinte principali che rendono i vangeli e la storia del primo cristianesimo imprecisa in molti punti. La prima è quella di adattare i fatti accaduti alle profezie bibliche in accordo con il modo di scrivere dei tempi. La seconda è quella di adattare l’interpretazioni dei vangeli all’incontro con l’ellenismo greco-romano quando il cristianesimo iniziò a propagarsi a Roma. Eccellenti studiosi hanno evidenziato queste forzature.
Come avevo promesso ho ripreso una ricerca che avevo iniziato tempo addietro per evidenziare come, non solo esiste un’influenza diretta dell’ellenismo sul messaggio cristiano, ma ci sono addirittura delle correzioni o modifiche fatte ai vangeli nel corso degli anni proprio a questo fine.
Queste sono solo le prime cose che ho recuperato ed è già tantissimo da leggere. La mia fonte principale rimane l’ottimo libro “La vita di Gesù” di Marcello Craveri, da cui stralcio i brani che qui metto in corsivo. Altri brani che non fossero presi da quel libro avranno la citazione della fonte in epilogo. Quello che non è in corsivo sono rielaborazioni mie.

Sulla divinità di Gesù.

L’esigenza di elevare Gesù a livello della divinità è certamente posteriore alla vita di Gesù. E’ un’esigenza che nasce con l’incontro con l’ellenismo greco-romano dove l’idea di Dio tra gli uomini era connaturata al mito così come lo era l’idea di una paternità divina di cui la mitologia pagana era intrisa. L’eroe greco Perseo si diceva nato dalla vergine Danae, fecondata da Giove sotto forma di pioggia d’oro. Ercole era figlio di Giove. Enea della dea Venere. Achille di un uomo e di una Nereide e così via. Anche le religioni orientali contengono di frequente il mito di incarnazioni e reincarnazioni di dei. Nel Mahabarata, i Pandava, cioè gli eroi del poema, sono nati da madre terrena e le diverse divinità.
Per l’ortodossia ebraica ai tempi di Gesù il “Dio unico” era davvero unico e non si poteva pensare ne ammettere che potesse esistere un altro Dio.

Sull’ iperdulia. (nome col quale viene chiamata la particolare venerazione dovuta alla madonna).

Appena il Cristianesimo fu uscito dalla Palestina e cominciò ad essere predicato in ambiente ellenico, la persona di Gesù venne presentata come incarnazione divina. Questo portò alla necessità di elaborare una nuova tradizione anche su Maria, svalutando il suo matrimonio con Giuseppe ed attribuendole particolari prerogative.
Fu necessaria una nuova revisione dei rapporti coniugali tra Maria e Giuseppe, non solo prima della nascita di Gesù, ma anche dopo. C’era l’inconveniente che i testi evangelici accennavano chiaramente a fratelli e sorelle di Gesù. Si agirò l’ostacolo affermando in un primo tempo che questi, in realtà, erano suoi fratellastri, nati da un precedente matrimonio di Giuseppe; in seguito si cominciò a sostenere che erano suoi cugini.

A Partire dal 4° secolo cominciò per Maria un processo di glorificazione sempre crescente, dovuto a particolari esigenze storiche. Avendo ottenuto il riconoscimento ufficiale dell’imperatore Costantino, il cristianesimo si trovò automaticamente a rappresentare, come religione di stato, anche tutta la massa dei pagani che non si era mai convertita. Per non creare una rottura troppo profonda con le superstizioni del popolino e per farle più presto dimenticare, il cristianesimo dovette assorbire e adattare certe forme, almeno le più tradizionali della religione pagana. Tra l’altro sorgeva il concetto di sostituire il concetto della dea-madre, che nel paganesimo greco-latino e nelle religioni orientali ormai diffuse per l’impero accompagnava sempre il concetto di dio-padre.
Il più importante culto femminile, in Roma, era quello della Grande Dea della Frigia, che aveva assunto in occidente il nome di Magna Mater Deum Idaea. Verso il secondo secolo a.c si era anche diffuso nell’impero il culto di Iside, in origine simboleggiante le virtù fecondatrici del Nilo, poi divenuta regina del mare e del cielo, regolatrice degli astri e quindi dei destini umani, e come tale detta “la Fortuna”. Più tardi entrò in Roma anche il culto di Astarte fencia, la dea sirena di Ascalon…. Ecc
Anche Maria venne elevata al rango di queste dee. Molte statue di Iside ebbero d’allora in poi il compito di rappresentare invece la Madonna, alla quale furono anche assegnati gli appellativi di quella dea: Redentrice, stella del mare, Diadema della vita ecc…


Sul giorno di nascita di Gesù (il natale).

L’episodio dei pastori ci fa pensare che doveva essere primavera o autunno. Nei mesi invernali a Bethlehem la temperatura scende anche sotto zero e fino a marzo si prolunga la stagione delle piogge, perciò non può esserci bestiame all’aperto.
Ma in occidente particolari esigenze di adattamento all’ambiente indussero la chiesa a fissare la data di nascita di Gesù il 25 dicembre. Si trattò cioè di sostituire il culto pagano, allora diffusissimo del Sol Invictus. Era questo un mito astronomico comune a tutte le popolazioni del bacino mediterraneo. Il sole comincia a crescere proprio il 25 dicembre, dopo che è sorto all’orizzonte il segno della vergine. Così in Persia come in Fenicia, in Egitto come in Siria, si celebravano le forze della natura con il mito della dea-vergine che partorisce il dio-sole. Horo, l’eroe solare egiziano, era detto figlio di Iside, la Vergine immacolata regina del cielo. Nel magismo persiano l’eroe solare era Thammuz, figlio di Mylitta o Istar, o Astarte, signora della terra…e così via.
Per la loro esemplare tolleranza in materia religiosa i Romani non si erano opposti a che la festa solare si diffondesse nell’impero e il 25 dicembre era appunto il Dies natalis Solis Invictis.
Anzi con gli imperatori Eliogabalo (218-22), Gallieno (253-268) a Aureliano (270-275) il culto del Sol Invictus divenne il culto nazionale dell’impero.
Costantino (306-337), finalmente seppe, con abile mossa politica, unificare ai simboli solari quelli del cristianesimo. Così gli attributi del dio Sole passarono a Gesù e quelli di Iside e di Astarte passarono alla Madonna. Questa fusione dei due culti ha indubbiamente costituito una premessa fondamentale per il trionfo definitivo del cristianesimo. Anzi i mitologi anche più recenti come i sovietici Kovaliov e Kublanov hanno addirittura voluto dedurre che Gesù Cristo non è mai esistito storicamente, ma che sia solo una denominazione dell’unico dio Sole, adorato da tutti i popoli orientali sotto vari nomi.
Certo è sconcertante il silenzio totale che da parte di scrittori non cristiani si conserva accanto alla figura di Gesù. La sua predicazione, il processo clamoroso che lo condusse a morte sotto il governo romano, i fatti miracolosi che gli sono attribuiti, avrebbero pur dovuto trovare qualche cenno fugace da parte di storici greci o romani o ebrei. Invece possiamo mettere assieme al massimo poche righe generiche e vaghe sulla “setta dei cristiani”.


Pilato

L’incertezza attribuita a Pilato, la sua condiscendenza verso i capi giudei, e, nello stesso tempo, la sua benevolenza nei riguardi di Gesù non hanno alcun fondamento storico. Esse sono il risultato di un’opportunistica deformazione della verità, operata dai cristiani, col diffondersi della loro religione nell’impero, per scagionare i romani dalla responsabilità della condanna di Gesù.
Questa riabilitazione di Pilato (fino al proverbiale gesto di “lavarsene le mani”) ha portato, per converso, ad addossare ogni colpa al popolo ebraico, che si è così, immeritatamente, guadagnata per secoli l’esecrazione del mondo cristiano, con l’infamante taccia di “popolo deicida”.
A questo risultato mira anche la notizia, contenuta per altro nel solo Vangelo secondo Luca, che Pilato, avendo appreso che Gesù era Galileo, volle mandarlo alla corte di Antipa, perché lo giudicasse egli stesso. E’ una notizia non soltanto discutibile, ma senza alcun dubbio falsa. Giuridicamente non esisteva la necessità di un rinvio dell’imputato dal “forum delicti commissi” al “forum originis”, perché unico giudice competente era il procuratore romano; ne era nello stile di questi, anche per la dignità della sua carica, mostrare una simile deferenza verso il piccolo tetrarca Galileo.



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