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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 04-06-2007, 13.35.06   #41
c&Nt0s
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

mah..
essendo Dio infinito e perfetto di certo non è né infinitamente buono senza presenza di male né infinitamente maligno senza presenza di bene.
Penso che a questo siano arrivati più o meno tutti ragionando sul concetto di perfezione..
La cosa ovviamente resta inimmaginabile per chi al massimo può figurarsi un equilibrio tra le due cose creando un immagine di "Dio-neutrale"...o meglio..resta immaginabile per quest'ultimi e non per chi si pone il dubbio dell'infinitamente assoluto, dunque perfetto; perchè dopotutto Dio deve essere essenzialmente entrambe le cose..sia infinitamente buono che infinitamente malvagio..
E come può essere per un sistema logico e costituito da opposti come il nostro?
oVVIO..non può..
Ma ragionando sull'assoluto diventa tutto troppo irrangiungibile...
Rimanendo però al bene e male come valori opposti e ben differenti ci si accorge che l'uno dipende dall'altro..nascono tutti e due dalla stessa radice..come la virtù ed il vizio..l'uno non è che la deformazione dell'altro.
Dunque il male è senz'altro la deformazione del bene..e quest'ultimo non è altro che il miglioramento (passatemi il termine) del male stesso.
Dunque è per questo che NON è affatto possibile schierarsi interamente da un unica delle due parti..perchè una si confonde nell'altra e viceversa..per mantenere il bene bisogna possedere anche il male..
se non si ha alcuna idea di cosa si possa considerare male di certo non si farà mai del bene..e sapere cosa sia il male è già possederlo..
e per ritornare a Dio : è infinitamente buono PERCHè infinitamente malvagio.
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Vecchio 04-06-2007, 17.28.04   #42
trismegistus
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

Il promotore nell'essere neutrale e cioè la sensazione che solo la ricerca, nel suo senzo più alto e disinteressato può dare, ovvero quel senso di appagamento che niente di materiale utilitaristico può darti.
Se né conviene quindi il successivo disinteressamento per i fatti "fisici e morali" del "campo reale".

Mi viene fatto notare però che essendo la neutralità uno stato mentale non può essere percepito dalle masse, a questo rispondo che anche Zarathustra parlò al popolo e il popolo non lo comprese; infatti nessuno di essi infatti è diventato il superuomo.

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Originalmente inviato da c&Nt0s
mah..
essendo Dio infinito e perfetto di certo non è né infinitamente buono senza presenza di male né infinitamente maligno senza presenza di bene.
Penso che a questo siano arrivati più o meno tutti ragionando sul concetto di perfezione..
La cosa ovviamente resta inimmaginabile per chi al massimo può figurarsi un equilibrio tra le due cose creando un immagine di "Dio-neutrale"...o meglio..resta immaginabile per quest'ultimi e non per chi si pone il dubbio dell'infinitamente assoluto, dunque perfetto; perchè dopotutto Dio deve essere essenzialmente entrambe le cose..sia infinitamente buono che infinitamente malvagio..

Il proplema non si pone effettivamente sul fatto dell'infinitamente assoluto, questo non pone il problema; il problema è posto dalla corruttibilità la quale non è legata alla perfezione ma alla morale-etica.
Infatti posto l'Essere neutrale e sapendo che è considerato buoni da taluni e questi dispongono di prove è necessario porre la questione della malvagità cosiché di logica si abbia alla fine si abbia uno "stato neutro" del tutto dato che benevolezza e malvagità si contrappongono in euguale forza.
Il problema però non è effettivamente concepirne la neutralità ma mostrare che esso può sussistere in eugual misura in tutte e tre le "situazioni":
buono, neutro, malvagio.
Alle quali si abbinano i suoi "stati di reggenza":
legale, neutro, caos.
Dopotutto si tratta solo di combinare le situazioni con gli stati di reggenza, si ottengono così 9, eppure il riferimento utilizzato su cui poi si sono fondate Patristica e Scolastica è stato solo uno il legale-buono; eppure in maniera "razionale-fredda" è possibile concepire un corpus con una delle altre 8 possibilità (A qualcuno parrà strana la terminologia delle "situazioni" e degli "stati di reggenza" che ricorda quelle degli allineamenti del gioco Dungeons&Dragon però era il modo più semplice per mostrare la situazione, anche se non c'è nel discorso alcuna analogia).
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Vecchio 05-06-2007, 13.01.49   #43
c&Nt0s
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

in risposta a trismegistus

Eppure mi chiedo ancora come siano applicabili delle qualità e degli "stati di reggenza" a qualcosa che dovrebbe prescindere dagli stessi.
Come d'altronde non si può partire da un presupposto morale-etico in quanto, se si ragiona su qualcosa di infinito (perchè su questo stiamo ragionando..o mi sbaglio???), la massificazione etica e la singolarità morale non possono essere applicate al "soggetto"(passatemi il termine) da noi analizzato.

Perchè dunque dimostrare come in un "essere" trascendente possano coesistere tre differenti modi di essere quando esso, trascendendo dal mondo degli "esseri" (quasti ultimi esseri in quanto "sono"dunque "esistono"..nascono, vivono e muoiono), non ne può possedere nessuno..o meglio..li DEVE possedere tutti e forse anche altro..
Ma coesistendo non sarebbero più tre "qualità" (passatemi anche questo di termine ) ma un unica "forza" di qualità capace di "sintetizzare" (o meglio unire) le tre principali qualità sopra citate..dunque non avrebbe più senso parlare di tre stati differenti..ma semmai di un unico stato o "forza di stati" che permette di comrendere ciò di cui stiamo discutendo.

Per passare poi al discorso che fai all'inizio sulla neutralità..
credi dunque che la neutralità sia qualità unica del superuomo?
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Vecchio 05-06-2007, 14.32.31   #44
trismegistus
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

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Eppure mi chiedo ancora come siano applicabili delle qualità e degli "stati di reggenza" a qualcosa che dovrebbe prescindere dagli stessi.
Come d'altronde non si può partire da un presupposto morale-etico in quanto, se si ragiona su qualcosa di infinito (perchè su questo stiamo ragionando..o mi sbaglio???), la massificazione etica e la singolarità morale non possono essere applicate al "soggetto"(passatemi il termine) da noi analizzato.

L'ipotesi è indifferente se si lavora con finito o infinito poichè la nostra speculazione teoretica si basa sul presupposto di lavorare con un concetto che è oggetto di creazione della nostra mente (ovvero Dio inteso da Freud) e come mai esso si sia sviluppato in un modo piuttosto che in un altro.
L' Essere è quindi inteso come una proiezione mentale.

Ultima modifica di trismegistus : 05-06-2007 alle ore 18.45.59.
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Vecchio 05-06-2007, 20.51.04   #45
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

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L'ipotesi è indifferente se si lavora con finito o infinito poichè la nostra speculazione teoretica si basa sul presupposto di lavorare con un concetto che è oggetto di creazione della nostra mente (ovvero Dio inteso da Freud) e come mai esso si sia sviluppato in un modo piuttosto che in un altro.
L' Essere è quindi inteso come una proiezione mentale.

Mi scuso se fraintendo..ma non capisco come si possa ragionare su qualcosa che prescinde dal nostro essere, o ancora peggio...qualcosa che crea e forma il nostro essere..
Mi chiedo ancora come in questo modo possiamo chiederci come si possa formare, e addirittura in quale maniera, qualcosa che è oggetto di creazione della nostra mente..
Di certo chiedendoci come esso sia sia formato ed in che modo non si può di certo non tenere conto della sua forma..e delle sua capacità..
Dunque non credo che il discorso prescinda da finito o infinito..
se mi sbaglio..correggimi..probabilm ente ho frainteso tutto
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Vecchio 05-06-2007, 22.53.07   #46
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

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Mi scuso se fraintendo..ma non capisco come si possa ragionare su qualcosa che prescinde dal nostro essere, o ancora peggio...qualcosa che crea e forma il nostro essere..
Mi chiedo ancora come in questo modo possiamo chiederci come si possa formare, e addirittura in quale maniera, qualcosa che è oggetto di creazione della nostra mente..
Di certo chiedendoci come esso sia sia formato ed in che modo non si può di certo non tenere conto della sua forma..e delle sua capacità..
Dunque non credo che il discorso prescinda da finito o infinito..
se mi sbaglio..correggimi..probabilm ente ho frainteso tutto

Allora il problema non è il fatto che essendo infinito esso sia infinitamente buono e che nella sua infinita bontà ci sia una "piccola quantità infinita" o di grado infinito minore di malvagità. No!
Ricerchiamo se mai il perchè le nostre ipotesi siano partite da questo presupposto e non da altri come il caso in cui sia il male in infinito maggiore oppure che si manifesti una neutralità totale, in cui non sia possibile vedere né bene né male ma solo ricerca fine se stessa e quindi il Bello nella sua natura più pura: la ricerca dilettevole di solo spirito teoretico in cui l'uomo non necessita di punti di riferimento ma si pone sempre nuovi punti di arrivo che appena raggiunti aprono l'orizzonte ad altri infiniti punti di arrivo e così via ad infinitum.

Ultima modifica di trismegistus : 05-06-2007 alle ore 23.05.29.
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Vecchio 06-06-2007, 21.45.04   #47
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Allora il problema non è il fatto che essendo infinito esso sia infinitamente buono e che nella sua infinita bontà ci sia una "piccola quantità infinita" o di grado infinito minore di malvagità. No!
Ricerchiamo se mai il perchè le nostre ipotesi siano partite da questo presupposto e non da altri come il caso in cui sia il male in infinito maggiore oppure che si manifesti una neutralità totale, in cui non sia possibile vedere né bene né male ma solo ricerca fine se stessa e quindi il Bello nella sua natura più pura: la ricerca dilettevole di solo spirito teoretico in cui l'uomo non necessita di punti di riferimento ma si pone sempre nuovi punti di arrivo che appena raggiunti aprono l'orizzonte ad altri infiniti punti di arrivo e così via ad infinitum.


bene!
Probabilmente ci intendevamo male a vicenda..o ho inteso male solo io..perchè dicevamo probabilmente la stessa cosa con parole differenti..
cioè io ragionavo sull'infinito..dicendo e ponendo il dubbio di come non si possa pensare ad un infinito malvagio ed una parte d'infinito "buono" tentando di trovare un diverso punto di vista rispetto al solito infinitamente buono..
Mentre tu non prendevi in considerazione l'infinito(o meglio lo ritenevi di poca importanza perchè il risultato sarebbe stato comunque quello..in base allo stesso ragionamento che stavamo facendo entrambi) ma ragionavi comunque sulla possibilità di vari punti di vista diversi rispetto al classico..
Arrivati a questo però..forse abbiamo, oppure ho, perso di vista l'obiettivo della discussione..
si discuteva dunque del bello..e quindi dell'umano..oppure si tentava di analizzare una possibile entità dove potevano, in modo infinito, coesistere tre stati che ne formano infinie solo uno?
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Vecchio 06-06-2007, 23.15.29   #48
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bene!
Probabilmente ci intendevamo male a vicenda..o ho inteso male solo io..perchè dicevamo probabilmente la stessa cosa con parole differenti..
cioè io ragionavo sull'infinito..dicendo e ponendo il dubbio di come non si possa pensare ad un infinito malvagio ed una parte d'infinito "buono" tentando di trovare un diverso punto di vista rispetto al solito infinitamente buono..
Mentre tu non prendevi in considerazione l'infinito(o meglio lo ritenevi di poca importanza perchè il risultato sarebbe stato comunque quello..in base allo stesso ragionamento che stavamo facendo entrambi) ma ragionavi comunque sulla possibilità di vari punti di vista diversi rispetto al classico..
Arrivati a questo però..forse abbiamo, oppure ho, perso di vista l'obiettivo della discussione..
si discuteva dunque del bello..e quindi dell'umano..oppure si tentava di analizzare una possibile entità dove potevano, in modo infinito, coesistere tre stati che ne formano infinie solo uno?

"Sono contento che alla fine ci si intende, anche se il pensiero è soggetto a storpiature relativistiche"

La discussione era partita dal perchè l'uomo abbia sviluppato un solo tipo di corpus divino: quello buono, invece delle alternative corpus-malvagio e corpus-neutro, sempre riferendosi all'Essere in senso teoretico e non propriamemte al concetto-figura di Dio. La discussione è poi proseguita lungo tematiche affini giungendo anche al perchè debba per forza rimanere coinvolto nella vita "applicata" e non dedicarsi alla pura teoretica, di qui ci si riaggancia al discorso iniziale, ovvero: che sia tutto dovuto al fondamente dell'Essere-buono per cui alla fine anche noi manifestiamo un'aspetto di ciò che lui è e quindi non possiamo mostrare un totale disinteresse per gli altri e ciò che ci circonda?
Quindi lo stesso credere in un'allineamento differente da una pura neutralità è di ostacolo alla stessa ricerca disinteressata della Filosofia?
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Vecchio 07-06-2007, 18.19.44   #49
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"Sono contento che alla fine ci si intende, anche se il pensiero è soggetto a storpiature relativistiche"

La discussione era partita dal perchè l'uomo abbia sviluppato un solo tipo di corpus divino: quello buono, invece delle alternative corpus-malvagio e corpus-neutro, sempre riferendosi all'Essere in senso teoretico e non propriamemte al concetto-figura di Dio. La discussione è poi proseguita lungo tematiche affini giungendo anche al perchè debba per forza rimanere coinvolto nella vita "applicata" e non dedicarsi alla pura teoretica, di qui ci si riaggancia al discorso iniziale, ovvero: che sia tutto dovuto al fondamente dell'Essere-buono per cui alla fine anche noi manifestiamo un'aspetto di ciò che lui è e quindi non possiamo mostrare un totale disinteresse per gli altri e ciò che ci circonda?
Quindi lo stesso credere in un'allineamento differente da una pura neutralità è di ostacolo alla stessa ricerca disinteressata della Filosofia?

Vorrei ancora dire: perchè mai il proprio punto di riferimento deve essere posto o pensato di non essere raggiunto? Perchè non prendere la ricerca filosofica come punto di riferimento affinché in questo modo ad ogni traguardo generiamo un punto di riferimento successivo?

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Vecchio 11-06-2007, 11.41.14   #50
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Vorrei ancora dire: perchè mai il proprio punto di riferimento deve essere posto o pensato di non essere raggiunto? Perchè non prendere la ricerca filosofica come punto di riferimento affinché in questo modo ad ogni traguardo generiamo un punto di riferimento successivo?

Ricordiamo che la Patristica fonda le basi filosofiche del Cristianesimo, definendo anche in maniera rigorosa la figura dell'Essere in Dio.

Allo stesso modo essa non potrebbe ridefinire l'Essere nel suo stesso senso di ricerca generando in tal modo un nuovo corpus,né buono, né malvagio, ma neutro e razionaleche si fondi solo sulla rigorosa ricerca oggettivo dell'essenza del tutto, nella maniera più generale possibile, includendo in tale ricerca anche l'essere stesso (deve quindi anche accettare la caduta dei vecchi idoli, ormai al crepuscolo, e fondere in nella propria figura quella dell'Essere e quindi del proprio punto di riferimento).
In questo modo avremmo costituito non un corpus divino bensì l'uomo stesso preso singolarmente diventa il proprio corpus poiché esso riconosce in sé e nella propria attività speculativa il proprio piunto di riferimento, eso riconosce e supera quindi i suoi errori, li trascende al fine di raggiungere nuovi concetti e scatenarem dal baratro ndell'ignoranza nuove fonti di ricerca e sapere, altrimenti precluse.
Esso diviene oltre sé stesso, esso trascende sé ed i propri limiti, l'uomo diviene così il Supruomo!
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