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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 30-07-2007, 17.32.57   #61
trismegistus
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Data registrazione: 21-05-2007
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

Citazione:
Originalmente inviato da trismegistus
E se la neutralità fosse conseguenza del libero arbitrio?
Nel senso che ci sia un doppio bivio: la prima strada del primo bivio ne porta ad un secondo in cui si scegli o la strada del bene oppure del male; l'altra strada del primo bivio è quella che conduce alla rettilinea strada della neutralità, questo percorso dei due bivi appena descritti non è del tutto immaginario.
C'è un campo della Filosofia la Morale e quindi l'Ethos in cui questa descritto esiste dato che è l'unico campo in cui è facile vedere una simile situazione.
La Scienza ed il Pensiero hanno strade in cui non ci sono bivi ma multiincroci dove la decisione da prendere e multipla e anzi sarebbe allarmante una strada unica e rettilinea in tali casi.
L'Ethos, legato anche all'Essere, può dunque divenire nel senso teorico neutrale?
Oppure c'è una qualche legge morale che impedisce totalmente o parzialmente tale neutralizzazione?


Quanto chiedo può essere esaurito dalla formula per cui l'Essere coincide con la sola teoria a discapito della prassi, in cui viene meno l'agente fisico dell'uomo ovvero le sue azioni sono subordinate e di secondario aspetto rispetto al suo stato mentale e quindi il suo pensiero, posto l'uomo nella sola dimensione di teoria l'Essere ha quindi la funzione di oggetto di studio prediletto per cui si ricerca il suo senso e il suo perché, di qui poi si passerà alla dimensione del tempo.
Il tempo infatti funge da esempio in una dimensione neutrale, esso è simbolo dell'impassibilità e allo stesso tempo della dinamicità dello status neutri.
Ovvero egli è impassibile, neutrale rispetto agli eventi che in esso si compiono, è altrettanto vero però che è dinamico poiché nella sua apatia permette lo svolgimento degli eventi in esso, per cui egli tempo è dinamico e non statico. Quindi posto il tempo, la temporalità e quindi l'eternità è possibile avere un esempio di neutralità: che è passiva rispetto alla fisicità, poiché accoglie passivamente e altezzosamente gli eventi fisici e la prassi, è attiva però verso la teoria e la mentalità poiché è l'agente che permette al sapere e alla conoscenza di svolgersi e progredire in maniera dinamica.

Ultima modifica di trismegistus : 30-07-2007 alle ore 19.25.35.
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Vecchio 31-08-2007, 08.42.08   #62
Horus_il_falco
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

Caro trismegistrus ci furono anche divinità cattive in quasi tutte le civiltà con gli dei, questo però stronca il tuo ragionamento, mi dispiace.

anche il potente e sapiente mago Ermete Erismegistrus era una divinità, ma non so se malvagia, non credo.
Horus_il_falco is offline  
Vecchio 02-09-2007, 14.43.15   #63
emmeci
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

Horus il falco (un dio anche lui? Buono o cattivo?) ha ragione: perché si sono immaginati più volte degli dei cattivi, a prescindere da quelli che a noi paiono cattivi ma forse erano creduti buoni - come gli dei Maya e degli Aztechi che esigevano offerte di cuori umani. Vi domandate perché? Perché se gli dei sono creati dal desiderio degli uomini, è segno che gli uomini li possono anche desiderare questi dei cattivi: per rabbia, nausea, cinismo, per capire perché esiste il male nel mondo, o perché loro stessi desiderano il male – o tutto questo insieme, come è forse il caso delle teologie dualistiche della Mesopotamia, del manicheismo, dello gnosticismo….Alla fine perché gli uomini hanno bisogno di un inferno ove scagliare i loro nemici – insieme a quegli dei che non li hanno protetti dagli dei degli altri.
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Vecchio 02-09-2007, 21.15.15   #64
Socrate78
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Data registrazione: 06-05-2007
Messaggi: 107
Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

Filosoficamente parlando, il problema maggiore che sorge nell'immaginarsi un Dio malvagio mi sembra questo:se Dio è un essere perfetto nel massimo grado, come può manifestarsi attraverso il male? La perfezione è il massimo grado di ciò che è positivo, mentre il male (in tutte le sue forme ) è limite, difetto, distruzione, danno, l'esatto contrario della perfezione. Ammesso anche che esista un Essere dall'intelligenza e dalla potenza perfette, se però usa queste doti per produrre danno, allora il bene che è in lui viene snaturato e non può più essere chiamato Dio. Il diavolo, infatti, non è un Dio alternativo, ma è un essere limitato, nonostante la sua innegabile potenza.
Ciao
Socrate78 is offline  
Vecchio 02-09-2007, 21.20.43   #65
renzananda
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Messaggi: 152
Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

Il problema del male, dice Cioran, sconcerta veramente solo qualche delicato, qualche scettico, indignato dal modo in cui il cristiano vi si adatta o lo elude. A costoro dunque si rivolgono in primo luogo le teodicee, tentativi di umanizzare Dio, acrobazie disperate che falliscono e si compromettono sul campo, smentite come sono a ogni istante dall'esperienza. Esse hanno un bel adoperarsi a persuaderli che la Provvidenza è giusta, non ci riescono; costoro la dichiarano sospetta, la incriminano e le chiedono spiegazioni, in nome di un'evidenza: quella del male, evidenza che un Maistre cercherà di negare. «Tutto è male» ci insegnava; tuttavia il male, si affretta ad aggiungere, si riconduce a una forza «puramente negativa» che nulla ha «in comune con l'esistenza», a uno «scisma dell'essere», a un accidente. Altri invece penseranno che, altrettanto costitutivo dell'essere quanto il bene e altrettanto reale, esso è natura, ingrediente essenziale dell'esistenza e per nulla affatto fenomeno accessorio, e che i problemi che solleva divengono insolubili dal momento in cui ci si rifiuta di introdurlo, di situarlo nella composizione della sostanza divina. Come la malattia non è un'assenza di salute, ma una realtà positiva e durevole quanto la salute, così il male vale il bene, anzi lo supera in indistruttibilità e pienezza. Un principio buono e un principio cattivo coesistono e si mescolano in Dio, come coesistono e si mescolano nel mondo. L'idea della colpevolezza di Dio non è un'idea gratuita, ma necessaria e perfettamente compatibile con quella della sua onnipotenza: essa sola conferisce una certa intelligibilità allo svolgimento storico, a tutto ciò che esso contiene di mostruoso, di insensato e di derisorio. Attribuire all'autore del divenire la purezza e la bontà significa rinunciare a comprendere la maggior parte degli eventi e in particolare il più importante: la Creazione. Dio non poteva sottrarsi all'influenza del male, molla degli atti, agente indispensabile a chiunque, stanco di riposare in sé, aspiri a uscire da se stesso per espandersi e avvilirsi nel tempo. Se il male, segreto del nostro dinamismo, si ritirasse dalla nostra vita, vegeteremmo in quella perfezione monotona del bene che, a giudicare dalla Genesi, esasperava l'Essere stesso. Lo scontro fra i due princìpi, buono e cattivo, si disputa a tutti i livelli dell'esistenza, eternità compresa. Siamo immersi nell'avventura della Creazione, avvenimento dei più temibili, senza «fini morali» e forse senza significato; e, benché l'idea e l'iniziativa risalgano a Dio, non potremmo volergliene, tanto è grande ai nostri occhi il suo prestigio di primo colpevole. Facendo di noi i suoi complici, ci associò a quell'immenso movimento di solidarietà nel male, che sostiene e rinsalda la confusione universale.
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Vecchio 03-09-2007, 08.07.48   #66
emmeci
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

Torniamo dunque, nonostante le parziali smentite, al sempiterno problema della teodicea quando cerchiamo, in un modo o nell’altro, di sottrarre Dio a quello che noi consideriamo o soltanto sospettiamo di essere “il male”. In un mio remoto intervento sotto il titolo “teodicea” avevo cercato, con una battuta, di scongiurare il problema dicendo: Dio si salva se non esiste, riconoscendo che proprio questo è ciò che – paradossalmente - più si avvicina all’ideale del mistico nel suo sforzo di superare le nubi che gli velano l’ultima contemplazione. E proprio seguendo l’itinerario del mistico mi pare di poter tornare a vedere l’unica soluzione al problema che ci tormenta, se intendiamo Dio non come l’onnipotente e neppure come il perfetto (troppa grazia, Anselmo!), ma come l’incomparabile, il totalmente altro – cioè veramente come assoluto: come colui che rifiuta qualsiasi attributo perché non è il relativo. Fuori di qui, Dio è stato, è e sarà sempre soggetto al nostro giudizio, cioè a quel ripetersi di lodi e di accuse di cui è fatto oggetto da sempre.
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Vecchio 03-09-2007, 10.22.36   #67
trismegistus
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

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Originalmente inviato da Horus_il_falco
Caro trismegistrus ci furono anche divinità cattive in quasi tutte le civiltà con gli dei, questo però stronca il tuo ragionamento, mi dispiace.

anche il potente e sapiente mago Ermete Erismegistrus era una divinità, ma non so se malvagia, non credo.

Rileggi quello scritto precedentemente, dato che ho già fornito un'analoga risposta ad un'analoga domanda.
Lo so che c'erano divintà malvagie, ma non malvagie nel senso che intendo Io.
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Vecchio 03-09-2007, 13.23.42   #68
renzananda
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

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Originalmente inviato da emmeci
Torniamo dunque, nonostante le parziali smentite, al sempiterno problema della teodicea quando cerchiamo, in un modo o nell’altro, di sottrarre Dio a quello che noi consideriamo o soltanto sospettiamo di essere “il male”. In un mio remoto intervento sotto il titolo “teodicea” avevo cercato, con una battuta, di scongiurare il problema dicendo: Dio si salva se non esiste, riconoscendo che proprio questo è ciò che – paradossalmente - più si avvicina all’ideale del mistico nel suo sforzo di superare le nubi che gli velano l’ultima contemplazione. E proprio seguendo l’itinerario del mistico mi pare di poter tornare a vedere l’unica soluzione al problema che ci tormenta, se intendiamo Dio non come l’onnipotente e neppure come il perfetto (troppa grazia, Anselmo!), ma come l’incomparabile, il totalmente altro – cioè veramente come assoluto: come colui che rifiuta qualsiasi attributo perché non è il relativo. Fuori di qui, Dio è stato, è e sarà sempre soggetto al nostro giudizio, cioè a quel ripetersi di lodi e di accuse di cui è fatto oggetto da sempre.

Già. Il Dio della teologia catafatica non sfugge alle contraddizioni perchè non le ospita al suo interno. Anche il Totalmente Altro o l'assoluto resta peraltro relativo al relativo e da esso smentito. Forse il cusaniano "Non Aliud" il Non Altro, altro anche dall'altro e dal medesimo, coincidentia oppositorum o Com-possibilità dell'Inizio mai risolto in Origine?
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Vecchio 04-09-2007, 11.16.23   #69
visechi
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Riferimento: Bene & Male. Perchè è impensabile Dio malvagio?

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Originalmente inviato da renzananda
Attribuire all'autore del divenire la purezza e la bontà significa rinunciare a comprendere la maggior parte degli eventi e in particolare il più importante: la Creazione.


Se il male non si rendesse manifesto e non imperasse attraverso la sofferenza – suo araldo e terribile scherano -, forse la Creazione sarebbe opera compiuta, non infettata dal disfacimento, non difettata e non lascerebbe trasparire la possibilità di una Creazione migliore. L’opera di Dio è un fallimento non per via dell’esistenza del male, ma a causa del patire che al male è indissolubilmente legato. Se il male e la morte possono essere inseriti all’interno di un supposto ineffabile disegno divino, la sofferenza espone questo disegno superno al dubbio di una sua insensatezza, poiché morte e male possono sì essere funzionali al perpetuarsi della Creazione, ma la sofferenza è totalmente priva di senso. Ragione e significato che non sono resi intelligibili neppure dalla croce. La sofferenza espone il Dio nudo, inquisendolo senza offrirgli una possibilità di difesa.
La sofferenza, nel suo gratuito infierire, è il vero punctum dolens della Creazione.
visechi is offline  
Vecchio 04-09-2007, 15.16.14   #70
renzananda
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Originalmente inviato da visechi
Se il male non si rendesse manifesto e non imperasse attraverso la sofferenza – suo araldo e terribile scherano -, forse la Creazione sarebbe opera compiuta, non infettata dal disfacimento, non difettata e non lascerebbe trasparire la possibilità di una Creazione migliore. L’opera di Dio è un fallimento non per via dell’esistenza del male, ma a causa del patire che al male è indissolubilmente legato. Se il male e la morte possono essere inseriti all’interno di un supposto ineffabile disegno divino, la sofferenza espone questo disegno superno al dubbio di una sua insensatezza, poiché morte e male possono sì essere funzionali al perpetuarsi della Creazione, ma la sofferenza è totalmente priva di senso. Ragione e significato che non sono resi intelligibili neppure dalla croce. La sofferenza espone il Dio nudo, inquisendolo senza offrirgli una possibilità di difesa.
La sofferenza, nel suo gratuito infierire, è il vero punctum dolens della Creazione.


Ma la Croce non rende intelligibile il mistero del soffrire. Dio, sulla Croce (icona di una lacerazione primordiale in Lui stesso?) non "spiega" la sofferenza ma la salva, nel senso di serbare, conservare lo scandalo della sofferenza contro ogni facile conciliazione, la sua irredimibilità contro ogni redenzione a buon prezzo. Ma appunto così, fatta propria da Dio, essa è salva, serbata e conservata. Paradossale salvezza sub contraria specie...
renzananda is offline  

 



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