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Vecchio 08-03-2008, 12.58.14   #161
nuages
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-12-2007
Messaggi: 196
Riferimento: Quale futuro per la Metafisica?

Termine sbagliato ed ingiusto per la Metafisica, essa dovrebbe sempliocemente rappresentare il ramo avanzato della Fisica di confine.
nuages is offline  
Vecchio 08-03-2008, 14.17.32   #162
sileno
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-07-2007
Messaggi: 128
Riferimento: Quale futuro per la Metafisica?

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Vedi...l'adesso non è mai misurabile e proprio per questo coincide con l' eternità.
Quel limite minimo di determinazione che leggi..lo legge solo la mente..ma non è che una sua illusione.
Dell'adesso non si può parlare(quando ne parli è già passato): puoi quindi parlare del passato (memoria) e del futuro (immaginazione).
Non solo : per vivere "pienamente" l'adesso,ci dev'essere solo la Percezione
senza lamente discorsiva:
è la pura Osservazione..o mente pura.

è il momento più instabile ed effimero certo, ma è preso di per sè una linea di demarcazione, e l'attimo del non più passato e del non già futuro...è il presente dell'attenzione della mente che osserva...l'adesso esiste perchè se non esistesse
nemmeno esisterebbe il passato e il futuro: i tre momenti del tempo sono complementari l'uno all'altro e appartengono al soggetto conoscente, non credo certo che il tempo sia un grande contenitore di eventi o che abbia un'esistenza indipendente dal soggetto conoscente...

per il concetto di misurabilità: vedi nemmeno il passato è misurabile e tantomeno il futuro...a meno che non si vogliano attribuire le convenzionali periodizzazioni...io potrei dire che la frazione minima di tempo misurabile è l'adesso...e tu cosa diresti se ti domandassi: misurami il futuro...ti accorgerai che se anche volessi azzardare una risposta, dal momento che la dici molto di passato è entrato nella tua stima...stesso dicasi per il passato...se nel flusso continuo delle percezioni dobbiamo orientarci tuttavia converrai con me che dobbiamo astrarre segmenti ordinati ed equivalenti di frazioni di tempo...ecco l'adesso è una di queste astrazioni...non dico e non potrei dire che l'adesso ha un'esistenza oggettiva indipendente dal soggetto della percezione...mi rendo conto tuttavia che l'esistenza soggettiva dell'adesso ha un valore fondamentale per la "consistenza" teoretica della percezione stessa...
sileno is offline  
Vecchio 08-03-2008, 14.28.02   #163
sileno
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-07-2007
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Riferimento: Quale futuro per la Metafisica?

Citazione:
Originalmente inviato da nuages
Termine sbagliato ed ingiusto per la Metafisica, essa dovrebbe sempliocemente rappresentare il ramo avanzato della Fisica di confine.

benissimo...ora cambiamo il titolo del post in "Quale futuro per il ramo avanzato della Fisica di confine?"...grazie per il preziosissimo contributo...

ovviamente scherzo...ma se spiegassi meglio il tuo punto di vista se ne potrebbe trarre una discussione proficua
sileno is offline  
Vecchio 08-03-2008, 15.14.37   #164
Koli
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Riferimento: Quale futuro per la Metafisica?

Citazione:
Originalmente inviato da sileno
vedi è proprio qui che divergiamo...sei dunque un riduzionista?

Se riduco tutto a fattori fisici?
Non saprei. Dalla mia risposta di prima si direbbe di si. Non mi voglio sbilanciare troppo. Ma forse l'ho già fatto.

Citazione:
Originalmente inviato da sileno
io la vedo al contrario: sono gli oggetti dell'esperienza ad essere totalmente pre-determinati dalle forme della conoscenza...


Dipende. Se con pre-determinare intendiamo che gli oggetti esistenti sono conoscibili solo se percepiti da un soggetto (noi), si può anche dire, come fai tu, che sono pre-determinati o meglio ancora elaborati o "filtrati" dalla coscienza.
Se intediamo invece, che tali oggetti hanno in qualche modo bisogno, per esistere o per essere quello che sono, di essere pensati da una coscienza, mi sembra non convincente.

Io con il termine predefinito, intendevo sapere da voi, se una persona, solo per il fatto di avere una disposizione genetica farorevole a suonare bene uno strumento, riesca effettivamente a suonarlo o se uno può fare lo stesso pur non essendo geneticamente predisposto.
Si parla a volte, di persone che agiscono in un determinato modo (per esempio uccidono o si distinguono per altre cose anche meritevoli), per via di particolari geni che determinano il loro comportamento.
La mia domanda è: Quanto, in percentuale, siamo quello che siamo per via della disposizione genetica, quindi determinati dalla nascita ad avere una determinata condotta, e quanto dipende da altri fattori esterni come l'educazione?
Per Emmeci, se non ha capito male, non tutto coincide con il DNA. Quanto però coincide?

Per Emmeci:
La nostra visione e considerazione sulla Metafisica, intesa come sforzo imprescindibile da parte dell'uomo, di andare oltre, è molto simile. Su questo, non posso che concordare.
Koli is offline  
Vecchio 08-03-2008, 17.41.14   #165
Noor
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Riferimento: Quale futuro per la Metafisica?

Citazione:
Originalmente inviato da sileno
...mi rendo conto tuttavia che l'esistenza soggettiva dell'adesso ha un valore fondamentale per la "consistenza" teoretica della percezione stessa...
Hai compiuto un bel discorso più che logico..
Ma so,altresì,che siamo su due rette parallele,ma poco importa..
Saprei comunque il perchè..
Non è certo la logica che bisogna attivare (anzi ..la spegnerei..).
L'adesso è un'incursione nell'Eternità:è il tempo dello Spirito d'altronde.
C'è da osservare che il tempo è una cognizione prettamente umana,e che Gesù stesso si espresse con quella famosa frase:"Osservate come crescono i gigli del campo.."
Poco logica d'altronde..ma tanta filosofia (quando ancora con ciò s'intendeva "saggezza")
e per me comprensibilissima..
..Senza ieri ,oggi o domani..

Buon week end
Noor is offline  
Vecchio 08-03-2008, 21.37.04   #166
nuages
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Data registrazione: 16-12-2007
Messaggi: 196
Riferimento: Quale futuro per la Metafisica?

il mio punto di vista è spiegato abbastanza bene leggendo i miei interventi sul capitolo scienza di questo forum, dove si cerca di far luce su alcune tendenze generali della fisica nell'interpretazione della natura intima dell'universo.
nuages is offline  
Vecchio 09-03-2008, 09.32.25   #167
emmeci
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Riferimento: Quale futuro per la Metafisica?

Sì, Koli, anche interpretata così (come “sforzo imprescindibile da parte dell’uomo di andare oltre”) metafisica è forse troppo orgogliosa e presume troppo dei suoi poteri: io ho accennato alla possibilità di identificarla semplicemente come la realtà del pensare – che è sempre un andare oltre la fisica, anche quando si riducesse a giustificare, a ritener vero solo quello che è fisico. Forse anche Aristotele pensava qualcosa del genere, finché la sua “filosofia prima” era intesa come ontologia….poi è stato colto da un’estasi e ha trasformato il pensiero in atto assoluto, cioè in un pensiero che pensa sé stesso assorbendo ogni movimento dei cieli e di questo infimo mondo. Con questo, però, egli è diventato il profeta-filosofo della cristianità, cioè il maestro di color che sanno.
emmeci is offline  
Vecchio 09-03-2008, 10.08.36   #168
sileno
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Riferimento: Quale futuro per la Metafisica?

Citazione:
Originalmente inviato da Koli
Se intediamo invece, che tali oggetti hanno in qualche modo bisogno, per esistere o per essere quello che sono, di essere pensati da una coscienza, mi sembra non convincente.

si parlava degli oggetti dell'esperienza...delle cose per come vengono esperite...

Citazione:
Originalmente inviato da Koli
Io con il termine predefinito, intendevo sapere da voi, se una persona, solo per il fatto di avere una disposizione genetica farorevole a suonare bene uno strumento, riesca effettivamente a suonarlo o se uno può fare lo stesso pur non essendo geneticamente predisposto.
Si parla a volte, di persone che agiscono in un determinato modo (per esempio uccidono o si distinguono per altre cose anche meritevoli), per via di particolari geni che determinano il loro comportamento.
La mia domanda è: Quanto, in percentuale, siamo quello che siamo per via della disposizione genetica, quindi determinati dalla nascita ad avere una determinata condotta, e quanto dipende da altri fattori esterni come l'educazione?

non so, non credo che la predisposizione genetica sia sufficiente a determinare qualità e comportamenti...di molto influisce ad esempio anche l'ambiente in cui il soggetto vive dopo la nascita, l'educazione che riceve, le relazioni inter-personali che intrattiene...cioè lo stesso concetto di pre-disposizione indica semplicemente un certo numero di possibilità...l'attuazione di quelle possibilità necessita di eventi che fungono da trigger, ossia da potenziali innescatori del passaggio dalla potenza all'atto...come ad esempio la schizzofrenia: seppure si sia riconosciuto che questa patologia mentale sia in larga parte determinata geneticamente si è riconosciuto altresì che un soggetto predisposto geneticamente alla schizzofrenia potrebbe anche non manifestarla mai nel corso della sua esistenza...tuttavia l'esposizione a particolari eventi che risultano innocui per un soggetto normale potrebbe invece costituire, per il soggetto predisposto, la probabile causa scatenante che innesca la possibilità attuativa della predisposizione genetica...

...per quanto riguarda l'esempio da te addotto: io posso nascere con la predisposizione genetica all'abilità tecnica per un certo tipo di strumento: mani lunghe e sciolte, veloci, voce intonata, timbro vocale gradevole, etc. ... ma poni caso che nessuno della mia famiglia o nessuno dei miei amici mi introduca mai nel corso della mia esistenza a quel particolare strumento...e nemmeno ad altri strumenti...insomma conosco tantissime persone che non hanno mai preso in mano nessuno strumento e a cui le famiglie non si sarebbero mai sognate di regalare uno strumento musicale...potrebbero anche essere dei potenziali Paganini ma magari non lo sanno e non se ne renderanno mai conto...
sileno is offline  
Vecchio 09-03-2008, 11.34.14   #169
Koli
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Riferimento: Quale futuro per la Metafisica?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Sì, Koli, anche interpretata così (come “sforzo imprescindibile da parte dell’uomo di andare oltre”) metafisica è forse troppo orgogliosa e presume troppo dei suoi poteri:

Si. La metafisica (penso a quella medioevale), ha forse presunto troppo dalla facoltà dell'uomo di arrivare a un sapere che andasse oltre la semplice esperienza, ignorando o sottovalutando il valore del metodo sperimentale. Resta il fatto che non possiamo non continuare a porci domande che probabilmente, non troveranno mai una risposta sicura.
Koli is offline  
Vecchio 09-03-2008, 13.57.32   #170
Noor
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Riferimento: Quale futuro per la Metafisica?

Citazione:
Originalmente inviato da Koli
Si. La metafisica (penso a quella medioevale), ha forse presunto troppo dalla facoltà dell'uomo di arrivare a un sapere che andasse oltre la semplice esperienza, ignorando o sottovalutando il valore del metodo sperimentale. Resta il fatto che non possiamo non continuare a porci domande che probabilmente, non troveranno mai una risposta sicura.
E un cane che si morde la coda.per forza che non si avranno mai risposte..
Perchè sono domande mal poste...o mal indagate.
Chi valuta i metodi della presunta esperienza?
Quale soggetto?Chi è costui che esperisce,con quali facoltà'?
Sperimentale?Si vuole forse dimostrare Dio col metodo?
Insomma:non si trascende la mente con la mente stessa,ne con quello stesso soggetto impuro.
Per riflettersi ,prima va pulito lo specchio..
Con questo "metodo" nasce l'osservazione pura senza soggetto.
Più oggettiva di così..
ma siccome la mente non vi si riconosce (come potrebbe?) ...la rigetta a priori
E il gioco continua..e il cane continua mordersi la coda,all'infinito.
Un bel circolo vizioso..non c'è che dire..
Noor is offline  

 



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