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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 23-12-2015, 12.48.20   #121
giuscip1946
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 18-12-2015
Messaggi: 78
Riferimento: Perdono.

E' vero che bisogna vedere i colori per quello che sono, ma se vedo a con occhiali colorati devo togliermi gli occhiali per vedere i reali colori. Sono nell'inganno sia quando vedo più bello del reale che quando vedo meno bello. Solo la verità può venire in mio soccorso. Esiste una verità oggettiva che appartiene al mistero Divino e non è a noi accessibile, ma c'è una verità soggettiva che altro non è che la verità personale, alias come sono, cosa sono, chi sto adorando, quanti sbagli/peccati ho fatto ecc.- Se esaminando la nostra coscienza, se ancora abbiamo la coscienza, scopriamo che i nostri attaccamenti sono gli occhiali che ci fanno vedere le cose in modo distorto cambiando vita gli occhiali si fondono e torniamo a vedere secondo verità. Per fare questo percorso occorre un arbitro che non sia il mio io, l'arbitro saranno le Sacre Scritture, comandamenti in particolare.

A riguardo della fede, essa è una cosa spontanea nella persona pura, non nasce dalla cultura, quella che procede dalla cultura è fede mentale simile a quella degli scribi e farisei che pur sapendo tanto hanno determinato assieme ai sommi sacerdoti, anche loro conoscitori delle scritture, la crocefissione di nostro Signore.
La fede è un sentire, non è un sapere, ed è congenita nella persona. Per essere più chiaro, in ogni persona, fino a quando non lo perde, c'è un raggio del sole Divino che suscita in lui la fede. Chi lo perde soffre, vive nelle tenebre, e a volte cerca di recupera perché vive male. Qui comincia il cammino verso la cultura teologica, che non è cosa cattiva, ma il cambiamento inizierà solo quando comincerò a scoprire la mia verità fidandomi delle scritture come arbitro.
La verità è già il Signore Gesù nell'uomo.
La mia esperienza è comunque che chi cerca di recuperare seriamente e con tanto impegno sono quelli che hanno sofferto di più sperimentando l'inferno nel loro corpo vivo. Costoro saranno anche le persone più fedele. Se ci purifichiamo ogni problema si risolve. Saremo piene di fede e vedremo secondo verità. Il Signore Gesù è venuto nel mondo, non per darci la festa dei panettoni, spumanti e regali, ma per purificarci.
giuscip1946 is offline  
Vecchio 23-12-2015, 12.48.28   #122
Duc in altum!
Ospite abituale
 
Data registrazione: 14-11-2012
Messaggi: 919
Riferimento: Perdono.

** scritto da Sariputra:

Citazione:
Mi spiace quindi, ma non posso accetttare nessuna forma di pensiero che presupponga un "credere a priori", un indossare un meraviglioso paio di lenti colorate. Si deve comprendere per avere fede, non avere la fede per comprendere. Sembra un gioco di parole, ma è una differenza profonda, basilare.

Ma il sistema ontologico universale non aspetta se tu sia d'accordo o meno su questa legge oggettiva: credere a priori - è perentorio.
Il Credere che il Big Bang si sia dato da solo o che Qualcuno abbia premuto l'interruttore non ti chiede il permesso a posteriori: non si sa e per di più non puoi evitare di pronunciarti, con il tuo vissuto, su di esso.
Da ciò che è solo una limitata illusione personale (ognuno è libero di credere a priori quel che desidera!) il credere di avere una fede fondata sulla conoscenza, visto che non potremo mai (per adesso!) conoscere il Mistero del Big Bang casuale o voluto, ossia, anche il credere che la propria fede sia costruita sulla conoscenza è possibile solo per atto di fiducia irrazionale, illogico, un salto nel buio.



Pace&Bene
Duc in altum! is offline  
Vecchio 23-12-2015, 14.22.15   #123
giuscip1946
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 18-12-2015
Messaggi: 78
Riferimento: Perdono.

Alla cortese attenzione di chi gestisce questo bel Forum.
Sono Giuscip, alias Giuseppe,
vorrei suggerirvi di moderare i post senza tenerli bloccati per un qualche tempo. Non poterli leggerli in tempo reale comporta che non si forma il dialogo.
Comprendo che ci siano post da bloccare ma questo potete farlo in ogni caso a posteriori.
Con l'occasione auguro un Buon Natale.
giuscip1946 is offline  
Vecchio 23-12-2015, 14.48.02   #124
freedom
Moderatore
 
L'avatar di freedom
 
Data registrazione: 16-10-2003
Messaggi: 1,503
Riferimento: Perdono.

Citazione:
Originalmente inviato da giuscip1946
Alla cortese attenzione di chi gestisce questo bel Forum.
Sono Giuscip, alias Giuseppe,
vorrei suggerirvi di moderare i post senza tenerli bloccati per un qualche tempo. Non poterli leggerli in tempo reale comporta che non si forma il dialogo.
Comprendo che ci siano post da bloccare ma questo potete farlo in ogni caso a posteriori.
Con l'occasione auguro un Buon Natale.
Ciao Giuseppe,
non elimino il tuo post solo perchè mi dà l'opportunità di ricordare, a beneficio dei nuovi utenti, perchè i post sono pre-moderati.
In seguito o anche solo per rispondere a questo mio post ti prego d'indirizzare le tue parole al Webmaster. Così come gentilmente devi fare per ogni quesito presente o futuro non attinente al Thread.

C'è stato un tempo nel quale i post erano pubblicati in tempo reale ma, un pò per l'onerosità della cosa un pò per altri motivi che sarebbe lungo spiegare, si è deciso di pre-moderarli.

Questa, come tutte le altre regole del Forum, sono soggette all'accettazione dell'utente che, iscrivendosi, ha espresso il suo parere positivo.

Buon Natale anche a te.

Cordiali saluti
freedom is offline  
Vecchio 23-12-2015, 15.04.50   #125
paul11
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-12-2011
Messaggi: 899
Riferimento: Perdono.

Citazione:
Originalmente inviato da Sariputra
@ giuscip46- duc in altum- freedom

Riassumo qui la risposta per non allargarmi troppo
Come posso sapere ciò che è vero da ciò che è falso? Non lo posso sapere perchè semplicemente vero e falso sono termini mentali, concetti, definizioni. Quale potrebbe essere il metro di paragone oggettivo per stabilire e fondare la Verità ? Ogni verità, nel nostro universo, è sempre relativa al punto di vista, all'interpretazione dell'osservatore. Quindi, per avere un minimo di fondamento, non posso che affidarmi all'unica cosa di cui sono certo, e definisco, cioè alle mie percezioni/sensazioni. Del dolore sono certo di averne esperienza. Di Dio non posso esserne certo come esperienza. E questo, ovviamente per me, stabilisce la distinzione. Bisogna credere (avere fede) per farne esperienza ? Secondo me questo tipo di esperienza ricade più sul piano mentale, delle convinzioni, che non sul piano dell'esperienza. Se porti un paio di lenti azzurre, sicuramente vedrai ogni cosa azzurra. Se credi fermamente in Dio, sicuramente lo vedrai riflesso in ogni tua esperienza. Il problema è porsi la domanda se vedo realmente le cose come sono o se le vedo attraverso un bel paio di lenti ( che rendono tutto molto più bello, poetico, meraviglioso, pieno di senso, ne convengo). Per me è assolutamente importante tentare di vedere le cose senza occhiali colorati. Questo "vedere" (che non è un vedere ) porta alla Libertà, per me. Per me la Libertà dalle cose è l'esperienza spirituale più alta possibile per l'essere umano. La sua reale distinzione da ciò che lo circonda.
Mi spiace quindi, ma non posso accetttare nessuna forma di pensiero che presupponga un "credere a priori", un indossare un meraviglioso paio di lenti colorate. Si deve comprendere per avere fede, non avere la fede per comprendere. Sembra un gioco di parole, ma è una differenza profonda, basilare.
Sul "timor di Dio" non entro nel merito. E' un concetto che mi è totalmente estraneo. Perchè dovrei vergognarmi di quello che penso ? Chi può ergersi a maestro di vita ? Chi può dire:-Io sono nel giusto e tu sbagli?-
Un saluto a tutti voi

Condivido alcune considerazioni.
Per quanto mi riguarda sono credente proprio perchè dopo le sensazioni e percezioni la nostra coscienza (o mente) cerca un senso, che sia il linguaggio scientifico e o spirituale a costruirne una logica.

Se si pensa che ogni cosa o fenomeno sia disgiunto da tutti gli altri fenomeni o addirittura indifferente, vivremmo nel caos e nella stocastica totale. ma leggi stesse scientifiche sono per definizione universali dentro un dominio naturale, intendo dire che la cinematica o la gravità, per fare esempi sono applicabili a qualunque cosa, basta saperne le proprietà di quella cosa e quella cosa avrà un nome che definisce le sue proprietà.
Ora , se tutto a un senso, questo senso o è dentro le infinitesime particelle che compongono gli elementi ,via via più complesse , oppure esiste una forma di intelligenza aprioristica(ma non scarta l'ipotesi che quelle particelle infinitesimali abbia un senso): ma in entrambi i casi ci appare imperscrutabile sia un disegno naturale che divino. Ma se mutano le premesse, mutano le risposte, perchè cambiano i significati.
Se un bambino nasce con problemi fisici o mentali è imputabile alla legge della probabilità applicata alla genetica, e diamo colpa al dna o a chi per esso.
Se invece il disegno imperscrutabile è divino, cambia anche il rapporto con il dominio della natura, in quanto il divino lo sovrasta gerarchicamente. Allora se un essere vivente nasce con anomalie o un bambino muore prima di avere discernimento e ci chiediamo come può un Dio non essere misericordioso, l'unica risposta che mi sento di darti (e che si trova anche nel Libro di Giobbe) è che la nostra intelligenza e potenza non può nemmeno essere avvicinata a quella divina, e se ciò avviene deve esserci quell'imperscrutabilità per cui il Giudizio di Bene e Male può solo essere limitato in quanto noi non possediamo" il punto di vista di Dio".

Ma altrettanto mi sento di dire che chi crede solo nella natura dovrebbe COERENTEMENTE togliere completamente tutte le illusioni sociali, emancipative, di giustizia, cioè tutte le retoriche pleonastiche che non hanno alcun fondamento dentro le leggi della natura.
La natura non ha bene o male e quindi giustizia, ha sensi e significati arbitrari che la nostra mente analogica legge a suo modo e costruttivamente con una realtà, semplicemente modellandola e rappresentandola linguisticamente laddove la cultura diventa il luogo della giustificazione delle azioni, cioè le prassi vengono giustificate dalle strumentalizzazioni teoriche.
Quindi non esiste etica e morale, la crudeltà è parte della natura, ma è solo definizione e non giudizio valoriale, Hitler equivale a Gandhi, e non è una provocazione è dentro la regola della natura .
Quindi un handicap è maledire la sorte probabilistica, la lotteria dell'esistenza.
Ecco perchè ritengo inaccettabile, in quanto incoerente, un giudizio morale da parte di un ateo, o le prosopopee narrative del perchè Dio ha creato un mondo crudele. Se non fosse crudele questo mondo saremmo in Paradiso, potrei rispondere. Non esiste il Paradiso e Dio? O.K dico io, allora COERENTEMENTE tutto è costruzione culturale basato su retoriche e rapporti di forza, e dove oggetti metafisici come persona giuridica, Stato, diritto,ecc. sono invenzioni "per tener buona la gente" e renderla supina nei rapporti potere di pochi privilegiati/popolo e la filosofia diventa elucubrazione linguistica come i giochi di parole

O l'una o l'latra, in mezzo solo ipocrisia.
e ...Buon Natale
paul11 is offline  
Vecchio 23-12-2015, 19.09.40   #126
memento
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Originalmente inviato da Duc in altum!
Ma il sistema ontologico universale non aspetta se tu sia d'accordo o meno su questa legge oggettiva: credere a priori - è perentorio.
Il Credere che il Big Bang si sia dato da solo o che Qualcuno abbia premuto l'interruttore non ti chiede il permesso a posteriori: non si sa e per di più non puoi evitare di pronunciarti, con il tuo vissuto, su di esso.
Da ciò che è solo una limitata illusione personale (ognuno è libero di credere a priori quel che desidera!) il credere di avere una fede fondata sulla conoscenza, visto che non potremo mai (per adesso!) conoscere il Mistero del Big Bang casuale o voluto, ossia, anche il credere che la propria fede sia costruita sulla conoscenza è possibile solo per atto di fiducia irrazionale, illogico, un salto nel buio.
Assolutamente no,se una nuova ricerca dovesse dimostare una teoria alternativa al Big Bang,allora lo scienziato sarebbe pronto a cambiare idea sull'origine dell'universo. E questo perché,per quanto abbiano provato a dire il contrario,la scienza si basa su giudizi a posteriori e quindi parziali,che non hanno assolutamente la pretesa di dirsi verità universali,dal momento che in futuro potrebbe essere dimostrata la loro fallacia. Non si crede ad una teoria scientifica,bensì si constata.
memento is offline  
Vecchio 23-12-2015, 20.44.03   #127
giuscip1946
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Riferimento: Perdono.

Continuiamo a parlare di verità senza specificare cosa vogliamo sapere se è vero o no.
Personalmente sempre ho sottointeso che la verità della quale vorrei venire a conoscenza riguarda il mio essere. Non tanto sapere se sbaglio quanto più sapere se SONO SBAGLIATO come persona. Per scoprirlo è molto semplice anche se costa tanto perché superbia ed orgoglio non ne sono contenti. BASTA VEDERE SE AMO IL MIO PROSSIMO! Dopo tutto è l'unica certezza che ci è concessa senza ombra di dubbio se avremo il coraggio di entrare nella nostra coscienza e se metteremo le nostre opere a confronto con quanto dicono i comandamenti, i quali sono una certezza, comprovata dal fatto che chi li vive sente la pace.
Domando: Per altri di quale verità si tratta?
giuscip1946 is offline  
Vecchio 24-12-2015, 00.12.23   #128
Sariputra
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Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da Sariputra:



Ma il sistema ontologico universale non aspetta se tu sia d'accordo o meno su questa legge oggettiva: credere a priori - è perentorio.
Il Credere che il Big Bang si sia dato da solo o che Qualcuno abbia premuto l'interruttore non ti chiede il permesso a posteriori: non si sa e per di più non puoi evitare di pronunciarti, con il tuo vissuto, su di esso.
Da ciò che è solo una limitata illusione personale (ognuno è libero di credere a priori quel che desidera!) il credere di avere una fede fondata sulla conoscenza, visto che non potremo mai (per adesso!) conoscere il Mistero del Big Bang casuale o voluto, ossia, anche il credere che la propria fede sia costruita sulla conoscenza è possibile solo per atto di fiducia irrazionale, illogico, un salto nel buio.



Pace&Bene


Conosco bene, per averla seguita in altri tuoi interessanti interventi su questo forum, la tua decisa e ferma posizione su questo punto. Il problema che sorge però, dal mio punto di vista, è che questa specie di scommessa al buio sulla natura del Reale appare priva di sostanza , arbitraria. Se parliamo dal punto di vista di un credente, come potremmo essere giudicati sulla base di una scelta fatta in questa maniera, senza nessun elemento oggettivo per preferire una ipotesi rispetto ad un'altra? Sarebbe paragonabile ad un'insegnante che pretendesse di valutare i suoi allievi senza aver impartito alcuna nozione, alcun insegnamento. L'affermare che esistono dei testi in cui viene "rivelata" la Verità aiuta fino ad un certo punto perchè:
-Non si evidenzia oggettivamente alcuna presenza rivelatoria se non come atto di fede.
-I testi sono discordi e spesso contradditori ( il Divino viene visto in vari modi a seconda dei popoli, delle culture, dei periodi storici,ecc.)
-Non tutti hanno, hanno avuto o avranno accesso o comprensione ai suddetti testi che spesso sono criptici, necessitano di interpretazione, di competenze linguistiche particolari. L'interpretazione stessa varia di continuo al variare delle epoche. Ci si deve affidare/fidare di interpretazioni altre e fondare le nostre scelte non sulla base di una qualche nostra comprensione, ma sulla base della comprensione di altri e quindi dipendere dall'"autorità".
Ora, se posso accettare una forma di autorità che può darmi un'evidenza oggettiva e sperimentabile, per es. quella di uno scienziato su un particolare campo, diventa problematico accettare l'autorità fondata su interpretazioni di qualcosa non evidente e non sperimentabile.
Ma le stesse obiezioni si possono portare anche alla visione e alle convinzioni del non credente in quanto il fatto che una cosa non sia oggettivamente sperimentabile "da noi", non significa che non possa essere sperimentata da altri, o in altro modo, o in altri ambienti, ecc.
Non possiamo avere alcuna certezza che le cose che non appaiono non esistano lo stesso, anche se non sperimentabili.
Quindi su quale criterio investire le proprie scelte e la propria vita ? Su un azzardo, su una scommessa ? Sul lancio di una monetina ' Testa credo, croce non credo ?
Si può vivere senza operare questa scelta, questa distinzione che mi appare più un quesito del pensiero discorsivo che non una necessità intrinseca? Come un uomo che si trova ad un bivio. Ha di fronte due strade ( ma sono veramente solo due?) e non conosce la destinazione di nessuna della due. Deve necessariamente scegliere ( e questo mi sembra il tuo punto fermo) o...c'è un'altra possibilità ?
Può percorrerne una per un tratto poi, accortosi che si fa buio e che la strada non porta da nessuna parte, decide di tornare indietro. All'alba affronta l'altra, ma pure questa non porta da nessuna parte e cala nuovamente la notte. Che fare allora ?
Sai cosa penso che succeda realmente alla fine ? Che l'uomo deluso ( e disilluso) cominci a guardarsi intorno e notare che ...questo bivio potrebbe pure essere la destinazione. Il paesaggio non è poi male, si dice tra sè e , piano piano, comincia a vedere dissolversi le due strade di fronte. L'alba sorge e l'uomo, non più in preda alla frenesia di dover per forza andare da qualche parte, si siede ad ammirare la Bellezza che pian piano si rivela , nella Luce, proprio in quel luogo. Il luogo dove non c'è necessità di alcuna scelta di andare o venire. Forse potrebbe anche chiamare quel luogo "Casa", nel suo pieno significato spirituale e umano.Si potrebbe anche definire come il luogo dove "Sei" e dove vivi. Non il luogo dove pensi/scegli di essere o pensi/scegli di vivere.
Se sei veramente in questo Luogo, ami ma non pensi di amare, soffri, ma non pensi di soffrire, sei capace di giocare ancora come un bimbo ma puoi essere astuto come una volpe, ogni attimo è visto come la prima volta.
Questa casa è la meta. Questo Luogo è l'Altra Riva.
Ma saper dimorare al bivio è cosa da pochi, purtroppo. Da Aquile che volano alte sulle cime dei monti. Mentre noi siamo al massimo delle anatre di palude. E, persi nella palude, non ci resta altro che continuare a fare scelte , come giustamente affermi tu.
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Vecchio 24-12-2015, 01.12.28   #129
Sariputra
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Citazione:
Originalmente inviato da paul11
Condivido alcune considerazioni.
Per quanto mi riguarda sono credente proprio perchè dopo le sensazioni e percezioni la nostra coscienza (o mente) cerca un senso, che sia il linguaggio scientifico e o spirituale a costruirne una logica.

Se si pensa che ogni cosa o fenomeno sia disgiunto da tutti gli altri fenomeni o addirittura indifferente, vivremmo nel caos e nella stocastica totale. ma leggi stesse scientifiche sono per definizione universali dentro un dominio naturale, intendo dire che la cinematica o la gravità, per fare esempi sono applicabili a qualunque cosa, basta saperne le proprietà di quella cosa e quella cosa avrà un nome che definisce le sue proprietà.
Ora , se tutto a un senso, questo senso o è dentro le infinitesime particelle che compongono gli elementi ,via via più complesse , oppure esiste una forma di intelligenza aprioristica(ma non scarta l'ipotesi che quelle particelle infinitesimali abbia un senso): ma in entrambi i casi ci appare imperscrutabile sia un disegno naturale che divino. Ma se mutano le premesse, mutano le risposte, perchè cambiano i significati.
Se un bambino nasce con problemi fisici o mentali è imputabile alla legge della probabilità applicata alla genetica, e diamo colpa al dna o a chi per esso.
Se invece il disegno imperscrutabile è divino, cambia anche il rapporto con il dominio della natura, in quanto il divino lo sovrasta gerarchicamente. Allora se un essere vivente nasce con anomalie o un bambino muore prima di avere discernimento e ci chiediamo come può un Dio non essere misericordioso, l'unica risposta che mi sento di darti (e che si trova anche nel Libro di Giobbe) è che la nostra intelligenza e potenza non può nemmeno essere avvicinata a quella divina, e se ciò avviene deve esserci quell'imperscrutabilità per cui il Giudizio di Bene e Male può solo essere limitato in quanto noi non possediamo" il punto di vista di Dio".

Ma altrettanto mi sento di dire che chi crede solo nella natura dovrebbe COERENTEMENTE togliere completamente tutte le illusioni sociali, emancipative, di giustizia, cioè tutte le retoriche pleonastiche che non hanno alcun fondamento dentro le leggi della natura.
La natura non ha bene o male e quindi giustizia, ha sensi e significati arbitrari che la nostra mente analogica legge a suo modo e costruttivamente con una realtà, semplicemente modellandola e rappresentandola linguisticamente laddove la cultura diventa il luogo della giustificazione delle azioni, cioè le prassi vengono giustificate dalle strumentalizzazioni teoriche.
Quindi non esiste etica e morale, la crudeltà è parte della natura, ma è solo definizione e non giudizio valoriale, Hitler equivale a Gandhi, e non è una provocazione è dentro la regola della natura .
Quindi un handicap è maledire la sorte probabilistica, la lotteria dell'esistenza.
Ecco perchè ritengo inaccettabile, in quanto incoerente, un giudizio morale da parte di un ateo, o le prosopopee narrative del perchè Dio ha creato un mondo crudele. Se non fosse crudele questo mondo saremmo in Paradiso, potrei rispondere. Non esiste il Paradiso e Dio? O.K dico io, allora COERENTEMENTE tutto è costruzione culturale basato su retoriche e rapporti di forza, e dove oggetti metafisici come persona giuridica, Stato, diritto,ecc. sono invenzioni "per tener buona la gente" e renderla supina nei rapporti potere di pochi privilegiati/popolo e la filosofia diventa elucubrazione linguistica come i giochi di parole

O l'una o l'latra, in mezzo solo ipocrisia.
e ...Buon Natale

L’iniqua distribuzione del dolore
E’ la distribuzione del dolore il vero problema. E’ l’iniqua distribuzione del dolore
che mi porta a dire che non c’è governo. Se il dolore avvenisse in maniera
matematica esattamente sulla testa dei malvagi, come per altro molti
sostenevano, se ci fosse il filo diretto dolore-malvagità e viceversa, prosperità e
bontà personale, non ci sarebbe problema ma ciò che fa problema è questa iniqua
distribuzione del dolore. Già il profeta Geremia (cap.12) diceva: “Vorrei disputare
con te sulla giustizia, perché le cose dei malvagi vanno bene e quelle dei buoni
vanno male?” e così dice il profeta Abacuc, con parole durissime rivolte a Dio: “Tu
dagli occhi così puri che non puoi vedere niente di male, ma perché invece adesso,
tutto questo male che vedo? E tu che cosa fai, dove sei? Il problema vero è l’iniqua
distribuzione del dolore: ma come si esce da questo problema? Per non guardare in
faccia all’iniqua distribuzione, per non voler riconoscere l’iniqua, la casuale
distribuzione del dolore, il caso del dolore gli uomini, hanno caricato per secoli
molti genitori di dolore infinito, ancora più infinito di quanto non fosse ricevere un
figlio così, di colpevolezza.
Pensare che ci possa essere una positiva volontà divina di far nascere un bambino
disabile al 100%, mi è francamente difficile e, secondo me, è anche ingiusto
pensare che Dio ponga al mondo volutamente un essere così, per educare l’anima
di qualcuno. Non sarebbe giusto. Questo è il biglietto che Ivan Karamazov
restituiva: “Se le lacrime di un solo bambino dovessero contribuire all’eterna
armonia”, diceva nel notissimo dialogo con il fratello Alioscia ne I Fratelli
Karamazov. Anch’io restituirei quel biglietto dovendo pensare a un Dio così.

tratto da VITO MANCUSO
L'abisso del male
Il dolore innocente

Riporto queste interessantissime valutazioni del noto teologo Mancuso per definire soprattutto non la difficoltà di credere ad un Principio Creatore astratto, un Dio impersonale, ecc.
Ma la difficoltà di credere proprio all'idea di un Dio personale, di un Uomo-Dio, di un Dio che è solo amore e giustizia, che si prende cura di noi dal nostro primo battito, ecc.
Abbiamo qualcosa tra le nostre mani, che chiamiamo vita, che sembra oltremodo urtare con questa Idea sublime che percorre la storia dell'uomo occidentale da duemila anni. Che è poi quello che viene definito il Silenzio di Dio, il mistero della sua apparente Assenza.
Sull'incoerenza sono d'accordo con te. Tutti ne siamo soggetti. L'ateo nega l'esistenza di Dio , ma spesso agisce come se esistesse ( e da qui tutte le varie figure e istituzioni metafisiche). Dall'altro lato il credente, che afferma con forza l'esistenza di Dio, ma agisce come se non esistesse ( e le tristi vicende di cronaca vaticana di questi tempi ne sono purtroppo conferma...).
Non è che il credere o non credere sia solo una posizione mentale , ma che poi l'uomo, in definitiva, agisca e scelga sotto la vera spinta di altre forze interne un pò meno...nobili ?
Sariputra is offline  
Vecchio 24-12-2015, 10.44.14   #130
freedom
Moderatore
 
L'avatar di freedom
 
Data registrazione: 16-10-2003
Messaggi: 1,503
Riferimento: Perdono.

Vi prego di tornare al tema del thread.

Per non smorzare la piega indubbiamente interessante che ha preso la discussione aprirò un thread dedicato.
freedom is offline  

 



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