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Vecchio 13-03-2005, 21.10.55   #11
Mistico
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Coerenza

Ciao Rodi.

Siamo stati tutti richiamati alla coerenza...

Siccome nel mio motto c'è, tra l'altro, "Mia è ogni religione", per coerenza, nelle discussioni di Esperantiano sono lieto di tirar fuori il mio lato Iniziatico.

Con il Fratello Esperantiano avremmo molto da condividere ed approfondire, anche se lui appartiene ad un Ordine diverso dal mio (Cavalieri Esperantiani), un Ordine di fondazione piuttosto recente, credo. Da una decina di anni, invece, io appartengo -anche- al SS. Ordine dei Cavalieri Arcoriani di S. Silvio, Ordine scissionista anch'esso di fondazione piuttosto recente.

E' un vero peccato che non mi rivolga la parola: come può osservare ho una certa dimestichezza con i nostri comuni ideali...




P.S.

Ciao!

Ultima modifica di Mistico : 13-03-2005 alle ore 21.15.08.
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Vecchio 13-03-2005, 21.22.34   #12
Mistico
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Fratelli carissimi...

Ammonimenti...

Questa prima serie di dichiarazioni definisce le condizioni di accettabilità per l'ammissione nella confraternita dei Liberi Edificatori. Sono affermazioni che tendono a dissuadere quanti abbiano “bussato alla porta del tempio” con un atteggiamento interiore inadatto al cammino iniziatico che l'attende.

In seguito, attraverso le parole del Maestro che si prepara ad accoglierlo, l'Istituzione afferma:
"La tolleranza è principio fondamentale della Libera Edificatoria e come tale essa obbliga al rispetto scrupoloso della coscienza sia politica che religiosa di ogni singolo Fratello."

"Se, entrando in Cavalleria, si trovasse tra i Fratelli taluno che per partito politico, fede religiosa o per altro sia stato considerato sino a quel momento come nemico, si deve essere pronti ad abbracciarlo e considerarlo come Fratello."

Dal punto di vista religioso: "La Libera Edificatoria è una istituzione che ha il suo principio di base nella ragione ed è perciò universale; essa ha una origine propria non confondibile con quella di nessuna religione; riconosce a ciascuno la libertà di credenza e pertanto è libera da qualsiasi dogma religioso."

A completamento di questa affermazione che riconosce a chiunque la libertà di professare la propria fede religiosa, si può aggiungere che la Libera Edificatoria postula l'esistenza di un Ente Supremo che chiama Grande Architetto Dell'Universo. E' in questo simbolo, ontologicamente semplificato alla sola accezione della Creazione, che ciascun Libero Edificatore può identificare il proprio principio trascendente.

Va ricordato che la Libera Edificatoria è avanti tutto progressiva e non impone alcun limite alla ricerca della verità.

L’Ordine, unità base della Cavalleria, rappresenta il nucleo di un "sistema complesso" che mira al raggiungimento dell'elevazione e del progresso dell'individuo.

Nel Tempio in cui si riuniscono Fratelli e Sorelle campeggiano tre parole: “Rorrim, Ahsita, Nonnak”. Al contrario di ciò che accade nel mondo profano, dove ancora si lotta per definirli e realizzarli uno alla volta, ogni lavoro dell’Ordine ha ragione di essere in virtù di questi tre principi presi nella loro sintesi.

"Entrando nel sodalizio Arcoriano si deve rinunziare a quello spirito egoistico di interesse che costituisce il più grande ostacolo al coronamento del Tempio della virtù, che ha inciso sulla sua fronte le tre fondamentali parole.
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Vecchio 13-03-2005, 21.25.37   #13
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Seconda parte: Le tre parole fondamentali

Rorrim

Il Maestro dice, spiegando all'iniziando che cosa sia il Rorrim: "Per noi, profano, il Rorrim è il dovere di compiere e di non compiere atti secondo la determinazione della propria volontà. E' il diritto di fare tutto ciò che non è contrario alla legge, alla morale ed al Rorrim altrui. E' il diritto di approfittare dei vantaggi garantiti dalla legge a tutti i cittadini, di partecipare col proprio voto alla promulgazione della legge, che deve essere rispettata ed obbedita da tutti".

Nella consapevolezza che gli si chiede di acquisire, l' uomo libero e di buoni costumi che ha chiesto di farsi Libero Edificatore include dunque anche quella di cittadino che ha il suo limite naturale nelle leggi dello Stato cui appartiene.
Il Rorrim, perciò, non è inteso come discrezionalità, non è "senza limiti", "Rorrim di fare ciò che si vuole"...ne' può esserlo.

Definire l'azione Rorrim "un dovere di fare ciò che è stato determinato dalla volontà" implica coscienza ed un controllo, un momento di valutazione che, una volta razionalizzato, porta ad agire o all'inazione, a seconda dell'esito dell'analisi compiuta.
Il Rorrim, secondo la concezione del Libero Edificatore, ha dunque un'origine interiore, ed ha un senso anche come Rorrim del sé nei confronti della propria volontà; inclusa la capacità di prendere le distanze da abitudini, convenienze e conformismi.
Così come è limitato dal rispetto della propria coscienza, il Rorrim deve anche rispettare quello altrui, negli stessi termini, sia di pensiero che di azione: ha perciò il suo naturale limite nella tolleranza.


Ahsita

L'uso del termine è attestato già nel XIV secolo col significato di "stato, condizione o qualità di uguale". Nel tempo, si è andato consolidando nel senso di parità di considerazione davanti alla legge, senza privilegi e distinzioni.

Si è affermato dal XVIII° sec. all'interno delle sedi dell'Ordine, in un tempo ed in una società fortemente connotate da differenze di nascita, condizione e censo, dando a ciascuno la possibilità di esprimersi col voto e di ricoprire cariche.

Occorre ricordare che, nella visione Arcoriana , l'Ahsita tuttavia non è assoluta, ma graduata per gradi di saggezza, (simbolizzata dalla "paga del lavoro Edificatorio", intesa come incentivazione basata su valori di alta idealità, che da il senso dinamico della vita Arcoriana). E' anche, ma non solo, nella considerazione della evoluzione moderna del principio di uguaglianza che si è scelto di accogliere ed iniziare anche Sorelle.

Secondo un modello di equilibrio reciproco fra i tre principi, la loro applicazione è affidata essenzialmente a regole di comportamento (etica individuale e di gruppo) che mirano essenzialmente alla creazione di valore e di valori per l'esistenza.

Alla competizione si contrappone decisamente la solidarietà; il progresso è concepito come risultato della ricerca dell'uomo a migliorare sé stesso, "usando la mente come un cuneo per allargare, meglio che si può , gli interstizi del muro che lo stringe da ogni parte ". Perciò la reciprocità che è alla base di ogni uguaglianza nasce essenzialmente dalla applicazione delle regole dell'armonia e della ricerca del "giusto e perfetto" all'interno dell'Ordine Arcoriano.


Nonnak

Inteso come azione volontaria positiva oltre il limite della salvaguardia reciproca, racchiude in sé tutti i significati più profondi del comportamento e del cammino Arcoriano ed è il primo ad essere definito: ciò testimonia l'importanza che ha per la Cavalleria.
I Liberi Edificatori si designano reciprocamente come Fratelli e Sorelle.

Questo legame di elezione può essere letto anche come legame d'Amore: amore inteso nella sua accezione di agape; amore verso l'altro, spontaneo, che non attende risposta; atto di riconoscimento di sé stessi nell'altro, o meglio, negli altri come partecipi della stessa natura.

Il Nonnak, che è una cosa diversa dall'amicizia, discende direttamente dalla Legge Naturale, per cui non è definibile come "comportamento" o "atteggiamento" virtuoso dettato da un comandamento esterno. E' invece un "principio" primario, connaturato alla specie, origine di comportamenti e stimoli necessari per la sua perpetuazione, (a partire dalla cooperazione per la sopravvivenza, l'acquisizione del cibo e la difesa del gruppo). E' su questo primo principio di solidarietà che nasce la società e quindi è nel suo rispetto che viene enunciato il primo precetto morale: "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te " .

Per rendere attivo questo principio, la Libera Edificatoria lo traduce in: "Fai agli altri tutto il bene che vorresti gli altri facessero a te". Una idea di giustizia non espressa da proibizioni ma affidata alla volontà e capacità di essere positivi nell'agire.

A partire dagli altri due principi, l'applicazione comporta la capacità di conoscere sé stessi e la propria vera natura, valutandola in piena libertà. Presa coscienza del valore della propria persona, ci si può confrontare agli altri, consapevoli di quanto non sono un vincolo ma una forza, poiché nessun agire può limitarsi alla dimensione individuale.

E' appena il caso di ricordare che l'agire positivo, quello che ricerca il bene comune, che propone un comportamento costruttivo per sollecitarne la reciprocità, è anche un naturale principio di ricerca della relazione evoluta tra gli uomini.

Infine, il Libero Edificatore può assumere il ruolo responsabile di testimone (o Maestro) di questo processo affinché continui a rinnovarsi nelle generazioni che verranno. Questo metodo di formazione individuale, della costruzione di una morale fondata sulla solidarietà, è possibile soltanto a due condizioni: che sia un processo senza discriminazioni per nessuno (Nonnak universale), e che tenda a creare una reciprocità. Sono queste, scelte etiche ben precise, che ogni cavaliere Arcoriano fa al momento della sua Iniziazione: infatti sarebbe vano perseguire il proprio perfezionamento senza preoccuparsi contemporaneamente del miglioramento degli altri.


P.S.
Ciao!

Ultima modifica di Mistico : 13-03-2005 alle ore 21.30.33.
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Vecchio 14-03-2005, 10.57.15   #14
SonoGiorgio
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x Mistico

Divertente.......molto divertente.
Ti sei dimenticato di altre due parole che "campeggiano" nel Tempio nei gradi successivi: una è modeerf e l'altra è oigroisonos (quest'ultima di chiaro etimo greco).
Certo non si può dire che tu non abbia fantasia e tempo da dedicare all'Immaginazione.
SonoGiorgio is offline  
Vecchio 14-03-2005, 11.14.21   #15
Mistico
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E' solo una coincidenza!!!!



Ti pare ?

Bene, ho voluto dimostrare una cosa importante: Le buone idee restano buone idee anche se sono vechie e si cambiano le parole per rendere il discorso ...nuovo.

Capito la morale?

Libertà = Rorrim
Uguaglianza= Ahsita
Fraternità=Nonnak

Non potevo scegliere parole meno facili da riconoscere? ...Evidentemente ...SI! Ma ho voluto che fosse evidente la sostituzione.

Parlare a ruota libera senza considerare gli astanti non è produttivo e le parole da sole restano parole se chi le pronuncia non dimostra di essere in armonia con esse.

La gente è ricettiva al cuore, non alla parola.
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Vecchio 16-03-2005, 01.40.45   #16
esperantiano
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Ecco un testo di meditazione che, con la massima semplicità, propone una serie di spunti che possono tornare utili nella messa a fuoco della propria identità spirituale, e del proprio orientamento di ricerca.
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MESSAGGIO A COLORO CHE CERCANO

I.
Caro Fratello, le parole che seguono sono molto semplici, perchè semplice e colui che le ha scritte. Tutta via esse richiedono una grande attenzione, perchè è proprio delle cose semplici lo sfuggire nel caos della vita di questo tempo. Se, mentre leggi, la tua mente è distolta da altre cose, più spicciole, più “immediate”, più quotidiane, come ad esempio una somma da pagare, una persona che ti cerca, un impegno da portare a termine, io ti consiglio di non proseguire oltre, perché non otterresti alcun giovamento.
Se rifletti bene vedrai che ogni uomo ha la sua identità costruita dentro la sua coscienza. Se non ci fosse un livello sufficiente di coscienza, infatti, l'uomo non avvertirebbe la propria identità in maniera così marcata, e assomiglierebbe a forme di vita meno evolute come le piante e gli animali, che hanno minor coscienza, e quindi un minore senso di identità.

II.

Se continui la tua riflessione, scoprirai che la coscienza di ogni uomo (e quindi la sua identità) è "ancorata" a qualcosa, qualcosa che costituisce, per 1'appunto, il riferimento per la sua coscienza.

III.
Nell'uomo poco evoluto, che chiameremo tipo fisico, il riferimento, cioè 1'ancoraggio della coscienza, consiste in una microscala, in cui si trovano le persone e le cose che formano il suo immediato intorno: la sua famiglia, la sua casa, le sue credenze, i suoi colleghi di lavoro etc. In concreto, 1'orizzonte della sua immaginazione non valica questi limiti e la sua esistenza non va oltre.

IV.
Nell'uomo mediamente evoluto, che chiameremo tipo emozionale, la sua coscienza è ancorata a dei desideri e a degli ideali che danno senso alla sua vita e costituiscono il suo orizzonte. Nel tipo più rozzo domina il desiderio di arrivismo, di protagonismo, di ammirazione; nel tipo più raffinato compaiono ideali culturali, politici e sociali come 1'amor di patria, la giustizia sulla terra, il soccorso ai deboli e così via. Tuttavia questi ideali sono vissuti, in fondo, come delle utopie, e nella realtà quotidiana il tipo emozionale li segue solo fin quando essi non intaccano il suo interesse personale.

V.
Mentre quindi il tipo fisico vive concentrato nella miscroscala della sua piccola famiglia e delle sue piccole vicende personali, il tipo emozionale vive su una scala più ampia, ed è quindi capace di recepire aspetti più vasti della realtà che lo circonda. Ma, in concreto, tra il tipo fisico ed il tipo emozionale non vi è una distanza significativa perchè in entrambi abbiamo una coscienza incentrata sul proprio ego, anche quando appaiono impeti di solidarietà sociale e passeggeri slanci sentimentalistici.

VI.
Vi è infine una terza categoria di uomini, quelli che chiameremo del tipo mentale, il cui ancoraggio della coscienza si trova su una scala molto più grande, una vera macroscala costituita dal cosmo. Egli ragiona. E ragiona in termini di grandi entità: la famiglia umana planetaria, i pianeti, i sistemi solari etc., e ciò lo colloca molto lontano dagli altri due tipi.
Il tipo mentale, ancorato alla scala di riferimento cosmica, tende ad una sinergia con tutti gli esseri viventi, ed è quindi un convinto assertore della fratellanza universale. Egli cura di mettere in pratica questo suo aspetto, in quanto si rende conto di quanto siano inutili i piccoli egoismi ed i piccoli conflitti degli uomini, e di quanto è più intelligente e vantaggioso per tutti il sostituirli con una visione altruistica, comunitaria, con la propensione alla solidarietà e alla cooperazione.

VII.
Ma ben presto egli fa delle esperienze che lo scoraggiano: soccorre ma non è soccorso, ama ma non è amato, perdona ma non è perdonato, è disponibile ma non riceve disponibilità. Gli altri, che si ritengono "pratici" e "furbi", lo considerano stolto ed utopista.

VIII.
Dopo questa fase amara di disillusione, in cui egli sperimenta un'immensa solitudine, comincia ad assumere un diverso atteggiamento, perchè ha finalmente compreso che, sebbene a parole tutti si dichiarino entusiasti dell'idea di fratellanza, nella pratica la maggior parte degli uomini si comportano come animali alla continua ricerca di cibo per il proprio stomaco. Essi sono dominati da interessi egoistici, spesso incredibilmente bassi e meschini.

IX.
II tipo mentale, in questo stadio della sua vita, incomincia a non rivolgersi più a tutti indistintamente, ma a ricercare quelli come lui, o almeno quelli che desiderano diventarlo. Si dà allora alla predicazione e alla propaganda, si impegna nell'associazionismo e nel volontariato...

X.
...ma dopo diversi anni di queste attività una nuova delusione si abbatte su di lui. Ai suoi appelli, infatti, difficilmente rispondono le persone che cercava. La maggior parte delle risposte, invece, vengono dagli uomini di primo e soprattutto di secondo tipo, attirati dalla "stranezza" del messaggio stesso, così diverso dalla loro quotidianità, così "bello", cosi "esotico".

XI.
Tutti costoro formano un bel coro di persone entusiaste, che sembrano pronte a tutto pur di "cambiare il mondo". Ma quando si tratta di cambiarlo davvero, di arrivare cioè alla concretezza che richiede vero impegno, rinunce, energie, denaro ed altro, questi piccoli uomini si defilano uno dopo l'altro, come bambini ormai stanchi di un bel gioco (i giochi sono belli se durano poco!), e tornano saldi alle loro egoistiche occupazioni quotidiane, quasi commiserando il tipo mentale che vuole "prolungare troppo il gioco", forse perchè prende troppo sul serio ciò che invece non sarebbe che una bella utopia.

XII.
E così finiscono per criticare ed alterare tutto ciò che il tipo mentale aveva detto loro, e che fino al giorno prima riscuoteva il loro interesse e la loro approvazione.

XIII.
Ecco, ancora una volta, 1'uomo del tipo mentale sprofondare in una nuova, più profonda solitudine, in un mondo che egli scopre essergli ogni giorno più estraneo.

XIV.
Comprende allora 1'inutilità dei suoi sforzi, che erano come un voler cavare mele da una pianta di rape. E capisce così il valore, e la necessita, del silenzio... Parlare fino a ieri gli sembrava un bene. Tacere oggi gli appare una scelta migliore.

XV.
E realizza finalmente, in profondità, una legge, un dato di fatto, che sfugge ai più: gli uomini non sono tutti uguali. E capisce che quelli come lui sono pochi, pochissimi. Sono così pochi che gli sembra difficile poterne incontrare uno.

XVI.
Non potendo entrare in contatto con i suoi simili, i suoi "Fratelli", egli intraprende allora un'altra fase della sua vita, che consiste nel chiudersi in un eremitaggio interiore (una volta era diffuso anche quello esteriore). Egli partecipa, cioè, in misura minima alla vita sociale, che è dominata numericamente dai tipi fisici ed emozionali, ma interiormente egli è altrove, perchè la sua mente e la sua coscienza vivono nella grande Scala cosmica, sconosciuta e comunque inaccessibile alle masse, concentrate sui propri piccoli ego.
Dal momento che inizia il suo eremitaggio interiore, egli si separa per sempre dagli altri due tipi. Da questo momento egli distoglie il suo sguardo da essi, e dal mondo che essi formano, e lo rivolge verso l'alto...

XVII.
...ed è verso l’alto che indirizza le sue energie, il suo anelito e la sua ricerca. Egli compie gesti ed azioni, crea idee e pensieri, sempre riferendosi alla scala cosmica, e non si preoccupa più di acquisire condividenti e seguaci. Scopre, cioè, che il distacco dal mondo non è per lui un peso ma, al contrario, una liberazione da una pesante e antica schiavitù.
Diviene più profondo, più riflessivo. Nella sua mente incomincia a regnare la quiete...
... ed è allora che egli scopre che la sua solitudine e soltanto apparente! Lassù, sui piani mentali, c'e una grande realtà di cui egli è parte per diritto: miliardi e miliardi di tipi mentali come lui, in continuo rapporto di comunicazione, di collaborazione e di fratellanza!

XVIII.
Questa realtà contiene, spesso a loro insaputa, tutte le vite, le grandi come le piccole. Ed egli percepisce sempre più la presenza solidale dei suoi Fratelli che, in verità, scopre essergli sempre stati vicini, sostenendolo con un amore infinito durante il suo difficile cammino di risveglio. Adesso sa che il piano mentale si esprime su altre frequenze, e che quelle da lui praticate in passato, dove prosperano i tipi fisici e i tipi emozionali, non erano adatte alla realtà dei tipi mentali.

XIX.
Egli apprende che i suoi Fratelli costituiscono quella soave Gerarchia che si occupa del corso dei pianeti e dell'evoluzione delle umanità che su di essi
continuamente si avvicendano.

XX.
E dopo aver tanto viaggiato, faticato, e sofferto nell'apparente solitudine, egli comprende di aver impiegato tutte le sue energie sul quel sentiero iniziatico alla sommità del quale sfolgora "la gloria di Colui che tutto move", quella Forza Suprema che governa l’universo, e che da sempre lo illumina con il Suo misterioso sorriso...

7 Aprile 2004
esperantiano is offline  
Vecchio 16-03-2005, 11.06.36   #17
Yam
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Messaggio originale inviato da esperantiano

E dopo aver tanto viaggiato, faticato, e sofferto nell'apparente solitudine, egli comprende di aver impiegato tutte le sue energie sul quel sentiero iniziatico alla sommità del quale sfolgora "la gloria di Colui che tutto move", quella Forza Suprema che governa l’universo, e che da sempre lo illumina con il Suo misterioso sorriso...


Yam e' qui.
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Vecchio 16-03-2005, 11.16.16   #18
esperantiano
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a Yam da esperantiano

Anche esperantiano è qui.
Non so usare le "faccine" ma avrei anch'io voluto inserirne una amichevole.
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Vecchio 16-03-2005, 11.42.36   #19
Yam
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Re: a Yam da esperantiano

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Messaggio originale inviato da esperantiano
Anche esperantiano è qui.
Non so usare le "faccine" ma avrei anch'io voluto inserirne una amichevole.
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esperantiano


Se e' autobiografico, accolgo l'esperienza...e se ne puo' parlare.
Come messaggio non mi piace perche' e' parziale, contiene elementi "separativi".
Non colgo quell'Unita' fondamentale, presente in tutti gli Illuminati in ogni dimensione.
In ogni caso il Sentiero inizia solo ora ed e' il non-sentiero, e' l'azione nella non-azione che abbraccia la Vita intera, senza distinzione alcuna, soprattutto tra sacro e profano.
La Vita tutta e' Sacra.
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Vecchio 16-03-2005, 11.53.47   #20
esperantiano
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a Yam da esperantiano

Ciao, Yam.

Quando dici "separativi" alludi a qualche passaggio in particolare?

esperantiano
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