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Vecchio 09-02-2009, 12.32.02   #131
epicurus
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sintesi: Dio, l'onere Della Prova

Per quanto riguarda il mio pensiero riguardo a chi spetti l'onere della prova dell'esistenza di dio, l'ho espresso in vari post passati, in particolare qui e qui.

Assumendo una situazione in cui nessuno ha una buona prova dell'esistenza o dell'inesistenza di dio, allora l'onere spetta sia al teista sia all'ateo. Se non si riuscissero a trovare tali argomentazioni né da una parte né da un'altra, allora la posizione più razionale e corretta sarebbe l'agnosticismo. Per una visione più generale sulla teoria della conoscenza -- che quindi può essere applicata anche a questo caso -- si può vedere il mio coerentismo realista.

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Vecchio 09-02-2009, 12.41.18   #132
freedom
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Riferimento: sintesi: Dio, l'onere Della Prova

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Originalmente inviato da epicurus
allora la posizione più razionale e corretta sarebbe l'agnosticismo.
Forse la posizione più razionale e corretta (da un punto di vista razionale) ma non necessariamente quella VERA.
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Vecchio 09-02-2009, 13.00.05   #133
epicurus
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Originalmente inviato da freedom
Forse la posizione più razionale e corretta (da un punto di vista razionale) ma non necessariamente quella VERA.

L'agnostico sostiene "non ci sono elementi sufficienti per decidere", sinteticamente: non si sa. Io avevo scritto "Assumendo una situazione in cui nessuno ha una buona prova dell'esistenza o dell'inesistenza di dio [...]", quindi ciò che sostiene l'agnostico è per ipotesi vero.

Poi, è ovvio che (definito il termine "dio") dio esisterà o meno, ciò avrà ragione o l'ateo o il teista. Ma il punto qui è gnoseologico, cioè a cosa siamo giustificati a credere.

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Vecchio 09-02-2009, 14.13.18   #134
freedom
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L'agnostico sostiene "non ci sono elementi sufficienti per decidere", sinteticamente: non si sa. Io avevo scritto "Assumendo una situazione in cui nessuno ha una buona prova dell'esistenza o dell'inesistenza di dio [...]", quindi ciò che sostiene l'agnostico è per ipotesi vero.
Concordo.

Infatti la filosofia è la disciplina che si occupa di studiare e definire i limiti e le possibilità della conoscenza, e, in generale, il tentativo di interpretare e capire il mondo e l'esistenza umana.

E' dunque corretta la tua conclusione che, in definitiva, è uguale alla mia: ciò che sostiene l'agnostico è per ipotesi vero. Ho "dimenticato" la parola <ipotesi> forse peccando di presunzione riguardo al metodo filosofico ma, tuttavia, credo che il buon senso possa essere un valido sostituto.

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Originalmente inviato da epicurus
Poi, è ovvio che (definito il termine "dio") dio esisterà o meno, ciò avrà ragione o l'ateo o il teista. Ma il punto qui è gnoseologico, cioè a cosa siamo giustificati a credere.
Sempre rimanendo attinenti al metodo filosofico classico hai ancora ragione però...........non vorrei essere "imprigionato", appunto, ad un metodo.

Vorrei uscire, fuor di metafora, da due millenni e più di filosofia (diciamo ordinaria) e tornare alla radice: "La filosofia (dal greco φιλοσοφία, composto di φιλείν (filèin), amare e σοφία (sofìa), sapienza, cioè amore per la sapienza)."

La sapienza è raggiungibile per vie illogiche? O comunque rispondenti ad una logica per noi incomprensibile?

Ma temo che questa sia tutta un'altra storia. Non inerente al tema del thread e quindi OT.

Se a qualcuno interessa si può aprire una discussione a questo argomento dedicata.
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Vecchio 09-02-2009, 14.14.04   #135
Gaffiere
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Se vedo che nessuno è mai riuscito a scalare un muro non mi interessa più di tanto spiegarne, logicamente, il perchè. La discussione risulterebbe inutile e arida. Semplicemente constato che il muro è invalicabile.

Se la logica non è un'opinione tu non puoi dedurre l'invalicabilità del muro in base all'esperienza acquisita finora, al massimo puoi constatare che nessuno di quelli che hai visto è riuscito a valicarlo, nn pui escludere che qualcuno lo abbia fatto (prima, dopo, durante) senza che tu ne abbia avuto esperienza.

Citazione:
La metafisica greca e la teologia medievale così come le famose prove fornite da Sant'Agostino e qualsiasi costruzione logica che ti pare sono del tutto insufficienti a garantire un risultato che, viceversa, il comune buon senso ha garantito da un bel pezzo: è impossibile dimostrare l'esistenza di Dio. E comunque cosa pensi: che c'è chi ha dimostrato l'esistenza di Dio ma, il popolo ahimè, non l'ha compreso?

Che tu le consideri insufficienti l'avevo capito, ma nn basta reputarle tali o disinteressarsene affinchè lo siano effettivamente, in qsto modo un'affermazione resta del tutto personale e quindi ipotetica, sai anche argomentarla? sai motivarla? sai trovare le contraddizioni?

Il senso comune sarà anche comune come dici ma che sia buono è un altro paio di maniche.

Infine: puoi forse escludere che qualche pazzo eremita lo abbia dimostrato e il popolo non ne sappia nulla? e se il popolo sapesse a te che differenza farebbe? forse che se il popolo sapesse tu ne saresti automaticamente informato? tutto ciò di cui la coscienza ha esperienza non sono dati ma interpretazioni, interpretazione anche il linguaggio come modalità convenzionale di comunicazione, interpretazione anche la molteplicità di coscienze empiriche di cui riteniamo di avere esperienza, interpretazione il rapporto dialogico intersoggettivo e il rapporto individuo-società.
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Vecchio 09-02-2009, 21.09.10   #136
epicurus
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Citazione:
Originalmente inviato da freedom
Concordo.

Infatti la filosofia è la disciplina che si occupa di studiare e definire i limiti e le possibilità della conoscenza, e, in generale, il tentativo di interpretare e capire il mondo e l'esistenza umana.

E' dunque corretta la tua conclusione che, in definitiva, è uguale alla mia: ciò che sostiene l'agnostico è per ipotesi vero. Ho "dimenticato" la parola <ipotesi> forse peccando di presunzione riguardo al metodo filosofico ma, tuttavia, credo che il buon senso possa essere un valido sostituto.

Forse mi sono espresso male, comunque non è tanto questione di metodo filosofico. La questione è che se si ipotizza che non ci siano prove né a favore né contro l'esistenza di dio, allora la posizione agnostica è la più corretta e onesta.

Ho aggiunto "se si ipotizza", perché mi pare ovvio che se si ipotizza che (per esempio) un ateo disponga di una prova (valida) contro l'esistenza di dio, allora la questione dell'onere della prova & affini non ha più senso, infatti in quel caso sarebbe la posizione dell'ateo quella più corretta e onesta.

Citazione:
Originalmente inviato da freedom
Sempre rimanendo attinenti al metodo filosofico classico hai ancora ragione però...........non vorrei essere "imprigionato", appunto, ad un metodo.

Vorrei uscire, fuor di metafora, da due millenni e più di filosofia (diciamo ordinaria) e tornare alla radice: "La filosofia (dal greco φιλοσοφία, composto di φιλείν (filèin), amare e σοφία (sofìa), sapienza, cioè amore per la sapienza)."

La sapienza è raggiungibile per vie illogiche? O comunque rispondenti ad una logica per noi incomprensibile?

Come ti ho appena scritto, non è tanto questione di metodo filosofico o procedimento logico. Se non si sa una cosa, allora non si sa. Se invece si sa, non si pone il problema di dove ricada l'onere della prova.

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