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Vecchio 21-07-2004, 15.23.02   #81
Giulma
Utente bannato
 
Data registrazione: 09-07-2003
Messaggi: 558
Citazione:
Messaggio originale inviato da Paolo77
certo, a meno che sai che non è la fine...


Sai che è la fine? Quando!

Giulio
Giulma is offline  
Vecchio 21-07-2004, 15.43.45   #82
iris_1
Ospite abituale
 
Data registrazione: 09-06-2004
Messaggi: 493
per leibnicht...

Citazione:
1) Sussiste una speranza: ossia la possibilità, per quanto remota, che un nuovo tipo di intervento, un nuovo farmaco, od anche qualche improbabile evento imponderabile, possa invertire il decorso naturale della malattia.
Giusto... perché la speranza a volte si rivela più forte del desiderio stesso di interrompere la sofferenza con la morte.
Ma si tratta appunto di una speranza, perché ti posso assicurare che i casi di una risoluzione della malattia (parlo di casi veramente gravi in cui neanche le cure pagliative riescono ormai a lenire il dolore, oppure di punteggi troppo bassi nella G.C.S. per quanto riguada persone in coma) sono rarissimi. Dico 'rari' perché non voglio precludere a priori anche una minima possibilità, ma io non li ho mai visti; al contrario, ho visto così tante persone morire che non riuscirei a contarle.

Citazione:
2) Esistono i vivi sani: ciascuno di noi è responsabile dei sentimenti e delle speranze di coloro che gli sono legati e ritengo che sia un dovere morale rispettare e alimentare tali vissuti.
Ho visto più volte malati terminali e consapevoli riconoscere che la propria volontà di vivere era sostenuta dal rispetto delle speranze dei propri congiunti: anche quando essi, personalmente, "percepivano" con chiarezza l'irrazionalità della speranza.
Capisco perfettamente una simile scelta e sono d'accordo, perché è la persona stessa che decide di continuare a vivere.
Non ammetto però, dall'altra parte, che i parenti, gli amici o chiunque sia legato a questa persona, speri che viva il più a lungo possibile, pur nella sofferenza, perché non è in grado di sopportare la sua assenza; questo tipo di atteggiamento lo identifico con l'egoismo.

Citazione:
3) C'è un pericoloso problema normativo e giuridico: dove si pone il confine del lecito e dell'illecito, del giusto e dell'errato, del motivato e del non motivato, rispetto all'omissione passiva di cure palliative che, semplicemente, conservano un barlume di vita biologica?
E' proprio questo il problema maggiore che crea un muro alla legalizzazione dell'eutanasia.
Bisogna distinguere che esistono diversi 'tipi' di eutanasia e ognuno di essi dovrebbe avere un inquadramento giuridico a sé stante. Ricordo anche che non si distingue solamente l'eutanasia passiva da quella attiva, ma esistono ben altre forme. Ciò che ho constatato con il tempo è che queste forme vengono viste in modo diverso se prese singolarmente, vengono maggiormente accettate anche dall'opinione comune, nel momento in cui, però, le riconduci sotto il termine dell'eutanasia, cambiano radicalmente le opinioni. Non che forse questo termine è stato 'mitizzato' e nasce una specie di 'fobia' nel momento in cui esso viene pronunciato?

Citazione:
Il paziente in coma da mesi senza le cure rianimatorie muore, ma anche lo scompensato, senza cure cardiologiche muore, anche il depresso grave, senza terapie farmacologiche che, magari, non riconosce, si suicida, anche una fibrillazione ventricolare, senza la cardioversione, dà la morte.
Insomma: riesi ad immaginare un disposto legislativo che sappia discriminare tra tutte queste complicate sfaccettature ? Senza il rischio di produrre incertezze e confusioni interpretative che aprirebbero il campo ad una moltitudine di polemiche recriminatorie, a contenziosi infiniti, ad autentici, pericolosissimi, drammi decisionali ?
Il depresso grave senza cure farmacologiche si suicida, ma si tratta di una malattia mentale curabile, non riconducibile all'argomento dell'interruzione delle cure che prolungano il processo del morire. Uno scompensato necessita di cure e grazie ad esse può vivere una vita normale. Una fibrillazione ventricolare porta, se non trattata tempestivamente, ad arresto cardiaco, l'arresto cardiaco può essere risolto con la defibrillazione e le altre manovre che rientrano nella rianimazione cardiopolmonare del BLSD e successivamente s'interviene con l'ALS fino a raggiungere una nuova stabilizzazione dei parametri vitali, seguita da un periodo più o meno lungo di osservazione al termine del quale la persona torna a vivere una vita normale.
Proprio su questo argomento ho scritto, non molto tempo fa, una relazione di bioetica.

Prendiamo come esempio proprio l'arresto cardiaco... poniamo il caso in cui la persona si trovi in una situazione di arresto troppo prolungata da causare una sofferenza anossica cerebrale e conseguenti danni irreparabili all'encefalo. L'intervento rianimatorio tardivo non è in grado di risolvere a pieno la situazione e nella persona riprende il funzionamento dei parametri vitali, ma resta in uno stato di coma anossico.
Gli interventi successivi mirano al mantenimento di tali parametri in una situazione critica in cui senza di essi la morte sarebbe inevitabile.
Si resta in attesa di una ripresa di coscienza da parte del paziente... il tempo trascorre ma non si nota alcun miglioramento... al contrario si nota un peggioramento ingravescente che rende necessario, per esempio, l'adattamento della modalità di ventilazione assistita... il peggioramento non riguarda solo la situazione respiratoria ed emodinamica ma anche l'integrità cutanea, l'apparato gastro intestinale, urinario, la funzione delle ghiandole endocrine ecc... in poche parole più trascorre il tempo e più l'integrità corporea, intesa in senso globale, viene compromessa...
diviene ormai evidente che i trattamenti ai quali stiamo sottoponendo la persona non mirano ad altro che ad un prolungamento precario e penoso della vita, in una situazione in cui l'organismo mostra di procedere verso la morte sotto una spinta di fattori ormai inarrestabili questa è l'esatta definizione di accanimento terapeutico.
I mezzi di sostegno alla vita, in questo caso, da mezzi ordinari (o proporzionali) divengono mezzi straordinari (o sproporzionali).

Allora io ti chiedo...
quanto è lecito l'accanimento terapeutico?

Ciao
iris_1 is offline  
Vecchio 21-07-2004, 15.45.23   #83
Naima
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Anche io a priori sarei portata a fare gli stessi discorsi, ma poi provo a immedesimarmi in una me martoriata da una malattia, una me che lentamente si sente soffocare e il dolore le trafigge tutto il corpo. Quella me forse non avrà tutto quel coraggio e quella spavalderia di adesso... quella me forse se potrà si farà fare un'iniezione. (facciamo le dovute cornine, ma non si sa mai!).
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Vecchio 21-07-2004, 15.46.29   #84
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Messaggio originale inviato da Giulma
Possono ancora sciegliere di non morire, ...

Giulio

Non è esatto...... possono scegliere di non morire ORA!
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Vecchio 21-07-2004, 16.04.33   #85
Giulma
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Messaggio originale inviato da iris_1
Non è esatto...... possono scegliere di non morire ORA!


Ora, nel momento in cui possono scegliere, certo, ma possono ancora scegliere, però.

Ciao, Giulio
Giulma is offline  
Vecchio 21-07-2004, 16.28.09   #86
iris_1
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Messaggio originale inviato da Giulma
Ora, nel momento in cui possono scegliere, certo, ma possono ancora scegliere, però.

Ciao, Giulio

Certo Giulio, però la scelta che ora puoi fare tra vita e morte... domani non è più una scelta, perché sei morto.... e non per tua scelta.

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Vecchio 21-07-2004, 16.40.45   #87
Giulma
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Messaggio originale inviato da iris_1
Certo Giulio, però la scelta che ora puoi fare tra vita e morte... domani non è più una scelta, perché sei morto.... e non per tua scelta.


Tu hai detto:

"Scelgono volontariamente l'esperienza della morte, perché, se ci pensi bene, è l'ultima scelta che gli è rimasta da fare."

Dire che è l'ultima scelta che possono fare non è esatto, in quanto possono ancora scegliere di non morire. Certo che domani potrebbero essere morti, ma domani è un altro giorno. Fino a che non muoino realmente possono ancora scegliere di non morire. Mancasse anche un solo giorno (e con la esatta precisione non si può sapere, vero? Può essere prima, ma può essere anche dopo, in ogni caso non cambia il principio), in quel tempo si può ancora scegliere, capito? Era questo il concetto che volevo sottolineare.
Anche io so che al massimo posso vivere fino a 100 anni (120, 130, è uguale, perchè so che oltre questi anni non ci arriva nessuno), ma posso muorire anche prima, e prima ancora se lo decido io. Bene, ma se sono io a decidere non è mai l'ultima scelta perchè c'è sempre quella contraria.

Ciao, Giulio

Ultima modifica di Giulma : 21-07-2004 alle ore 16.44.25.
Giulma is offline  
Vecchio 21-07-2004, 17.38.06   #88
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Messaggio originale inviato da Giulma
Tu hai detto:

"Scelgono volontariamente l'esperienza della morte, perché, se ci pensi bene, è l'ultima scelta che gli è rimasta da fare."

Dire che è l'ultima scelta che possono fare non è esatto, in quanto possono ancora scegliere di non morire. Certo che domani potrebbero essere morti, ma domani è un altro giorno. Fino a che non muoino realmente possono ancora scegliere di non morire. Mancasse anche un solo giorno (e con la esatta precisione non si può sapere, vero? Può essere prima, ma può essere anche dopo, in ogni caso non cambia il principio), in quel tempo si può ancora scegliere, capito? Era questo il concetto che volevo sottolineare.
Anche io so che al massimo posso vivere fino a 100 anni (120, 130, è uguale, perchè so che oltre questi anni non ci arriva nessuno), ma posso muorire anche prima, e prima ancora se lo decido io. Bene, ma se sono io a decidere non è mai l'ultima scelta perchè c'è sempre quella contraria.

Ciao, Giulio

Giulio... mi sa che alla fin fine diciamo la stessa cosa.
E' ovvio che se esiste una scelta esiste anche la scelta contraria.
Dicendo "è l'ultima scelta che gli resta da fare", al di là del significato letterario delle mie parole, intendevo dare un significato molto più ampio.
Certo che in ogni istante della tua vita hai capacità di scelta fino all'attimo della morte.
L'ultima scelta è intesa come ultima scelta di vita... come incapacità di modificare gli eventi, perchè la morte è ormai prossima.

Ciao
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Vecchio 21-07-2004, 18.57.16   #89
Paolo77
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Senti questa elena: quale scelta ci può essere se le azioni sono influenzate da avvenimenti esterni? Si segue la via di minor resistenza credendo invece di scegliere...
Se io voglio morire a causa del dolore che ho, non è una scelta obiettiva è causata dal desiderio di non soffrire...E' come navigare su una barca a vela spinti dal vento verso ovest e dire, ora io decido di andare a ovest, non sapendo che è possibile andare solo da quella parte...
Quindi secondo me non è una scelta ma un influenza di condizioni esterne che ci porta al risultato di agire cosi...
Paolo77 is offline  
Vecchio 21-07-2004, 19.59.34   #90
leo 82
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la morte

Il processo nel quale la sostanza animata cessa di funzionare e inizia a decadere. Un processo di trasformazione.

Vi sono molte controversie per quello che concerne il momento esatto della morte. La morte è finale quando il cordone d'argento viene tagliato e il corpo spirituale lascia quello fisico. La morte fisica in genere avviene in un periodo di tre giorni, durante i quali il corpo non dovrebbe essere disturbato. Al momento della morte finale, una quantità tremenda di energia psichica e spirituale viene emanata. Ecco perché si registrano casi di persone che, nel momento in cui passano nel mondo dello spirito sono capaci di manifestarsi ai parenti molte miglia distanti. Lo scoppio di energia psichica e spirituale li trasporta, mentre ancora sono vicini alla terra. Quando infine il cordone d'argento è spezzato, nessun uomo medico o persona può far rivivere quel corpo fisico di nuovo.

Dopo la morte finale, l'essenza cosciente potrebbe trovarsi in uno dei tanti piani dell'esistenza, a seconda delle realizzazioni spirituali, l'attaccamento al Piano della Terra, il modo in cui la morte avviene, ecc. Quando l'anima è cosciente, vede lo spirito ritirarsi gradualmente e aprire gli occhi al mondo dello spirito. La transizione al mondo nuovo è più facile per coloro che hanno la conoscenza, in quanto passano attraverso e nei nuovi stati con uno stato conscio della nuova vita. Altri devono dormire e riposare per un periodo più lungo, o essere portati in un luogo speciale--una casa di riposo--fino a quando riescono a predisporre la propria transizione.

Qualsiasi vita che è forzata a lasciare il corpo prima di aver raggiunto la maturità sulla terra non è preparata per il mondo dello spirito. La maggioranza delle persone sanno quando sono morte, anche se si ha bisogno di tempo affinché si rendano conto ad uno stato conscio completo. Il mondo ha degli ospedali per trattare i corpi feriti e lesi, ma il mondo dello spirito deve curare le anime ferite e lese. Là dove un individuo ha reso un grande servizio, l'amore, la buona volontà, l'affetto e la preghiera lo accompagneranno nel passaggio al mondo successivo, allora il risveglio viene affrettato, in quanto queste vibrazioni lo aiutano.

Quando una porzione dello Spirito Collettivo si ritrae dal corpo della materia, il lavoro di quel corpo è finito e ritorna alla terra. Quando, nello stadio successivo della vita, lo Spirito si ritrae dal corpo astrale, allora il lavoro di quel corpo è finito e si risolve ancora negli elementi dei quali era composto; in quanto nel momento in cui l'essenza dello Spirito si ritrae, pure la vita viene ritratta.

Il livello evolutivo che un'entità ha raggiunto, detta i piani dell'esistenza nei quali si troveranno infine dopo la morte fisica. Non vi sono né notte né giorno, solo luce eterna nei regni superiori, e l'oscurità o il grigiore nei regni inferiori.

La gente sulla terra è in lutto e si dispera quando quelli vicino a loro muoiono, perché pensano che quel corpo è l'individuo, credono che la morte li privi dell'amato. La morte non ha alcun potere sulla vita, in quanto l'anima, una volta liberata diventa uno spirito risorto che accoglie la fuga dalla schiavitù e dal legame di una prigione materiale. In realtà, noi iniziamo a vivere solo quando siamo morti. Infine, vi è un'espressione maggiore, in quanto una volta liberata dal corpo, la mente è in grado di ritornare nel proprio, avendo uno strumento più perfetto attraverso il quale esprimersi.

Quando passiamo nel mondo dello spirito, abbiamo una visione completa di ogni visita che abbiamo fatto nello stato di sonno. Alcune persone nel mondo dello spirito sanno quando la dissoluzione avrà luogo per qualcuno, ma dipende da una varietà di circostanze. La conoscenza attraverso i legami d'amore sono un fattore significativo, vi è sempre la compagnia di una persona amata che ci aiuta ad attraversare il confine e a ricevere l'anima che è passata attraverso la valle delle ombre per iniziare un'epoca nuova e meravigliosa della sua vita.

Nel tempo, ci renderemo conto che l'unità dello spirito è maggiore dell'unità delle cose fisiche. La perdita di una persona amata nella presenza fisica può essere grande, ma sono inevitabilmente più vicini ai loro amati che mai prima nel mondo della sostanza. Il dolore unico dell'uno diventa il dolore dell'amato.

Coloro che persistono nell'affermare che non vi è vita dopo la morte fisica, dovrebbero considerare che l'energia non può essere distrutta, e che può solo cambiare (trasformare) la propria struttura. Gli impulsi elettrici sono generati nella mente cosciente che è una forma di energia. La vita stessa è una forma di energia, quindi vi deve essere una trasformazione della stessa che era una volta contenuta nella vita. Questo vale per ogni forma vitale, sia essa imbevuta di coscienza oppure no.
leo 82 is offline  

 



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