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Vecchio 01-02-2007, 14.01.31   #101
MIMMO
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Riferimento: Illuminazione religiosa

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Originalmente inviato da maxim
Bene…possiamo ora, alla 10^ pagina di discussione, trarre un sunto di ciò che vuol dire essere/sentirsi illuminati.
Se mi permettete, il giudizio lo vorrei esporre io, in quanto osservo dal di fuori questa vostra condizione…come del resto avete finora fatto voi, nei confronti di chi non lo è/si sente, osservando dall’alto la sofferenza che aleggia nel mondo dei non illuminati…

Allora…da un punto di vista pratico, ho potuto notare che la condizione illuminante comporta alcune caratteristiche generali che si riscontrano in tutti i soggetti appartenenti a questa categoria. Necessari, ai fini della suddetta condizione, i seguenti 10 comandamenti (correggetemi se sbaglio):

1) L’illuminato conduce una vita più soddisfacente, in termini generali, rispetto alla condizione precedente, pertanto è più felice. Tenuto conto che molte illuminazioni arrivano dopo percorsi travagliati e stili di vita poco lineari, non è difficile comprendere come anche solo un minimo di serenità raggiunta, agisca miracolosamente a livello di autostima;
2) Obbligatorio, nella condizione di illuminato, pensare che la sua visione non sia imposta dalla mente ma addirittura che quest’ultima si possa leggere, dominare ed annullare a piacimento...visione orientaleggiante + pratica per raggiungere lo scopo.
3) La visione della realtà quotidiana che trapela dalle azioni delle altre persone, non è mai positiva. L’illuminato tende a reprimere e condannare tutto ciò che riguarda la materialità delle cose in virtù del suo essere spirito.
4) L’ego, punto cruciale della via che porta all’illuminazione, è sede di tutti i mali. L’illuminato deve avere la convinzione che le sue azioni non siano mai dettate dall’ego. Egli pensa che tutti i sentimenti quali l’invidia, la gelosia, la rabbia, l’attaccamento ai beni materiali, non gli appartengano più.
5) Le verità delle quali è venuto in possesso l’illuminato non possono essere in nessun caso relative e soggettive. L’assoluto, che ora gli appartiene, gli permette di percepire il mondo reale per ciò che è (lui è in possesso della conoscenza della cosa in sè).
6) L’illuminato tende ad ergere il suo credo sopra quello di altri illuminati e non riuscendo a farsi comprendere, sviluppa l’idea che non è possibile parlare di certe cose oppure che sia l’interlocutore poco abile nel comprendere…a volte si arrabbia scontrandosi con quanto espresso al punto 4)
7) L’illuminato vuole redimere chi non lo è. *** Non mi è ancora chiaro questo punto. Non comprendo appieno i motivi di questa morbosa ed ossessiva voglia di redimere (illuminatemi).
8) “Consapevolezza” e "Amore" i termini più usati. Solo l’illuminato pensa di possedere consapevolezza delle proprie azioni.
9) Credenza assoluta della vita eterna. Qui si spazia dal paradiso celeste, alla reincarnazione, alla più comoda, ragionevole e sempre aleatoria visione olistica dell’universo nel quale ci si sente tutt’uno.
10) L’illuminato scrive solo di cose illuminate, difficilmente esce da questa sezione per trattare anche altri argomenti.



Non amo ripetermi , ma mi sembra che non affermi il concetto base, ossia:
- quelli che si chiamano consapevoli, o illuminati vedono semplicemente la realtà per quella che è senza distorcela a loro piacimento
- quelli che non sono in questa condizione capiscono e vedono solo quello che ha loro fa piacere vedere,,,,,
chi dei due è illuso?
Poi non è bello fare di tutti un fascio unico io per esempio non ho interesse sulla reincarnazione , anche perchè cosa si dovrebbe rincarnare nessuno me lo sa spiegare , tutt'al più forsnisce teorie che anche per lui sono credi , quindi concetti non realtà.....
MIMMO is offline  
Vecchio 01-02-2007, 14.17.36   #102
maxim
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Riferimento: Illuminazione religiosa

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Originalmente inviato da Mirror
In sostanza, mi sembra che la tua mente abbia capito tutto il contrario...
Infatti, non poteva essere che così.

………………….

Era scontato, dato l'atteggiamento e spirito di fondo.


Mi dispiace Mirror…e Yam…

State interpretando i miei interventi in maniera sbagliata. Un illuminato dovrebbe capire al volo che non c’è nessuna ironia e sarcasmo in quello che sto scrivendo... non sono mai stato così serio (e non è da me).
Le cose si possono vedere da diverse angolazioni ed io ho solo cercato di riassumere, in buona fede, i punti che accomunano chi dice di essere in questa condizione. Le analogie sono state tratte da un anno di letture in questa sezione e per quanto soggettive possano essere, speravo che qualcuno (di veramente illuminato) avesse compreso la genuinità del mio reale tentativo di comprendere e mi avesse risposto a tono.

Gradirei in particolare una vostra riflessione sul punto 7)…non continuate a dirmi che voi siete più felici e sereni di me…non m’importa…io voglio conoscere il perché di questo vostro ossessivo bisogno di comunicarlo.

maxim is offline  
Vecchio 01-02-2007, 14.55.33   #103
Carlo Forin
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Riferimento: Illuminazione religiosa

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Originalmente inviato da maxim
Bene…possiamo ora, alla 10^ pagina di discussione, trarre un sunto di ciò che vuol dire essere/sentirsi illuminati.
Se mi permettete, il giudizio lo vorrei esporre io, in quanto osservo dal di fuori questa vostra condizione…come del resto avete finora fatto voi, nei confronti di chi non lo è/si sente, osservando dall’alto la sofferenza che aleggia nel mondo dei non illuminati…

Allora…da un punto di vista pratico, ho potuto notare che la condizione illuminante comporta alcune caratteristiche generali che si riscontrano in tutti i soggetti appartenenti a questa categoria. Necessari, ai fini della suddetta condizione, i seguenti 10 comandamenti (correggetemi se sbaglio):

1) L’illuminato conduce una vita più soddisfacente, in termini generali, rispetto alla condizione precedente, pertanto è più felice. Tenuto conto che molte illuminazioni arrivano dopo percorsi travagliati e stili di vita poco lineari, non è difficile comprendere come anche solo un minimo di serenità raggiunta, agisca miracolosamente a livello di autostima;
2) Obbligatorio, nella condizione di illuminato, pensare che la sua visione non sia imposta dalla mente ma addirittura che quest’ultima si possa leggere, dominare ed annullare a piacimento...visione orientaleggiante + pratica per raggiungere lo scopo.
3) La visione della realtà quotidiana che trapela dalle azioni delle altre persone, non è mai positiva. L’illuminato tende a reprimere e condannare tutto ciò che riguarda la materialità delle cose in virtù del suo essere spirito.
4) L’ego, punto cruciale della via che porta all’illuminazione, è sede di tutti i mali. L’illuminato deve avere la convinzione che le sue azioni non siano mai dettate dall’ego. Egli pensa che tutti i sentimenti quali l’invidia, la gelosia, la rabbia, l’attaccamento ai beni materiali, non gli appartengano più.
5) Le verità delle quali è venuto in possesso l’illuminato non possono essere in nessun caso relative e soggettive. L’assoluto, che ora gli appartiene, gli permette di percepire il mondo reale per ciò che è (lui è in possesso della conoscenza della cosa in sè).
6) L’illuminato tende ad ergere il suo credo sopra quello di altri illuminati e non riuscendo a farsi comprendere, sviluppa l’idea che non è possibile parlare di certe cose oppure che sia l’interlocutore poco abile nel comprendere…a volte si arrabbia scontrandosi con quanto espresso al punto 4)
7) L’illuminato vuole redimere chi non lo è. *** Non mi è ancora chiaro questo punto. Non comprendo appieno i motivi di questa morbosa ed ossessiva voglia di redimere (illuminatemi).
8) “Consapevolezza” e "Amore" i termini più usati. Solo l’illuminato pensa di possedere consapevolezza delle proprie azioni.
9) Credenza assoluta della vita eterna. Qui si spazia dal paradiso celeste, alla reincarnazione, alla più comoda, ragionevole e sempre aleatoria visione olistica dell’universo nel quale ci si sente tutt’uno.
10) L’illuminato scrive solo di cose illuminate, difficilmente esce da questa sezione per trattare anche altri argomenti.

La falsificazione del 10) è in tutta la presenza di Carlo Forin in Riflessioni. Quest'area è la sua meno frequentata, non è stata aperta per convertire a credere -e si falsifica il punto 7)- ma per convertire all'area 'teonomasiologia' in Storia finalizzata alla negazione delle nostre origini 'indoeuropee'.
La falsificazione del punto 9) sta nell'assoluta: in questo mondo non c'è nulla di assoluto. Anche la fede basa su di un'opzione ragionevole, non indenne da incertezze. Avere un'illuminazione religiosa non implica ritenersi l'Illuminato.
Il punto 1) è ragionevole.
Il punto 2) nasce da un'incomprensione profonda. L'illuminazione non avviene nonostante l'opposizione dell'ego, ma solo per la sua libera decisione di accettare di essere illuminato: è alla portata di tutti. La libertà dell'uomo sta nel poter dire di no all'Illuminazione e l'uomo può dire di no fino all'ultimo attimo della sua vita (per questo si prega Maria: "prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte").
Il punto 3) è un'elaborazione filosofista: aver ricevuto un'illuminazione in un punto dà un orientamento, ma non ha fatto vedere il paradiso, nè è in grado di farlo vedere in continuazione. Io non mi ritengo costantemente illuminato, in grado di discettare del bene e del male senza fallo.
Anche il punto 4) è una babele di stupidaggini che l'illuminato a rovescio crede di poter individuare.
Il punto 5) dovrebbe far ridere anche l'estensore, se vuol rileggersi. La verità sull'Altro mondo è affar mio, puntualmente illuminato ma non vocato all'Ordine Sacro. La verità su questo mondo e le sue origini è ciò che mi preme di discutere in altra area, come ho scritto al secondo punto, in falsificazione del 7) . Io ho aperto quest'area solo per non dovermi accusare di omissione ad un'area di riflessione sulla Spiritualità tanto frequentata.
Conseguenza del 5) è il 6): desidero il dialogo sulle nostre origini linguistiche, in storia.
8) solo io consapevole? E perchè dovrei discutere con gente incapace di essere consapevole? Sarei un ubriaco!
I tuoi dieci comandamenti sembrano soffrire della tua ombra. Detto senza volerti offendere.
ciao
Carlo Forin is offline  
Vecchio 01-02-2007, 16.49.28   #104
Mirror
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Riferimento: Illuminazione religiosa

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Originalmente inviato da maxim

Gradirei in particolare una vostra riflessione sul punto 7)…non continuate a dirmi che voi siete più felici e sereni di me…non m’importa…io voglio conoscere il perché di questo vostro ossessivo bisogno di comunicarlo.


Nessun "illuminato" è interessato a "redimere" qualcuno.
Per un "illuminato non esiste nemmeno il senso della redenzione, perchè non è identificato nè con il senso di colpa (peccato) nè con il senso di merito (premio).
Questa del "redimere" è un'altra interpretazione soggettiva e non corretta.
Poi, non vedo nessun ossessivo bisogno di comunicarlo... ma quello che può succedere e succede è una semplice e tranquilla inclinazione alla condivisione.
Cosa questa che per l'ego, purtroppo, per sua meccanica funzione difensiva, non vuole e non può accettare.
Almeno, per quanto mi riguarda, le concezioni e le idee, che ti sei fatto su come dovrebbero essere gli "illuminati" sono campate in aria, lontane dalla realtà.
La tua indagine è viziata da pregiudizi, generalizzazioni e disinformazione, forse. Sei in grado di mettere in dubbio su ciò?
Essa non mi sembra animata da una seria ed obiettiva ricerca interiore.
E' una analisi, invece, che si svolge immersa soltanto in una dimensione meramente mentale.
Ma ti piace pensarla così... nessuno ti vuol far cambiare idea, redimere.
Fatti tuoi... la vita è tua.
Spendila come puoi.

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Vecchio 01-02-2007, 17.03.04   #105
fallible
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Riferimento: Illuminazione religiosa

Buon pomeriggio e salve!
non è mia intenzione fare l'avvocato di nessuno....l'Amore che ho per i frequentatori di spiritualità, non frequento gli altri forum per ignoranza della materia (troppo specifici), è diviso democraticamente ma se quasi tutti hanno plauso quanto scritto da mimmo....e prendendo spunto da: Essere illuminati è aver compreso che in cio che è non c'è scelta ma solo azione diretta senza scopo dettata esclusivamente dalla realtà, azione perfetta......


perchè poi:Caro maxim,
credo che per comunicare sia essenziale capirsi....
per es. parli di sofferenza sai cos'è oppure appena essa ti si presenta innanzi inizi a fuggire in qualcosa che te la faccia dimenticare o almeno provi a dimenticare......non è così? La fuggi.....questo non è comprendere ....

In sostanza, mi sembra che la tua mente abbia capito tutto il contrario...
Infatti, non poteva essere che così

e altri pensieri sullo stesso piano? claudio
fallible is offline  
Vecchio 01-02-2007, 17.46.26   #106
maxim
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Riferimento: Illuminazione religiosa

Citazione:
Originalmente inviato da Carlo Forin
La falsificazione del 10) è in tutta la presenza di Carlo Forin in Riflessioni. Quest'area è la sua meno frequentata, non è stata aperta per convertire a credere -e si falsifica il punto 7)- ma per convertire all'area 'teonomasiologia' in Storia finalizzata alla negazione delle nostre origini 'indoeuropee'.

Banale se ti dico che non era rivolto esclusivamente a te il punto 10) ma frutto di un’analisi personale un po’ più vasta?

Il titolo della discussione è “illuminazione religiosa” e tu (come molti altri) ritieni di possederne il dono. Io non credevo che questa discussione fosse nata per convertire qualcuno all’area “teonomasiologia”... bensì per un confronto sulla ragionevolezza del credere…ivi compresa la ragionevolezza dell’illuminazione…
Tu…qualche posts fa scrivevi…
Citazione:
Originalmente inviato da Carlo Forin
La mia proposta è proprio questa cara 'viandante': fare un confronto tra credenti e non credenti non tanto su che cosa credere (detto da uno che crede) ma se sia ragionevole il credere e se non sia irragionevole il non credere...

Ergo...Il mio punto 7) pertanto rimane ben saldo ed in attesa di ulteriori eventuali risposte.

Citazione:
Originalmente inviato da Carlo Forin
La falsificazione del punto 9) sta nell'assoluta: in questo mondo non c'è nulla di assoluto. Anche la fede basa su di un'opzione ragionevole, non indenne da incertezze. Avere un'illuminazione religiosa non implica ritenersi l'Illuminato.

Quel tuo “non indenne da incertezze” con quel “detto da un credente” del posts quotato più su, va a rafforzare una mia ferma, e più volte aggredita convinzione, per la quale la fede (qualsiasi essa sia) non è indenne dalle incertezze.
Rivedrò questo punto è terrò sacra questa tua affermazione!

Citazione:
Originalmente inviato da Carlo Forin
Il punto 1) è ragionevole.

Se mi confermi che la ragionevolezza la intravedi anche nella seconda parte del punto 1) terrò sacra anche questa tua affermazione.

Citazione:
Originalmente inviato da Carlo Forin
Il punto 2) nasce da un'incomprensione profonda. L'illuminazione non avviene nonostante l'opposizione dell'ego, ma solo per la sua libera decisione di accettare di essere illuminato: è alla portata di tutti. La libertà dell'uomo sta nel poter dire di no all'Illuminazione e l'uomo può dire di no fino all'ultimo attimo della sua vita (per questo si prega Maria: "prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte").

Il mio punto 2) si riferisce alla mente che l’illuminato pensa di poter dominare o escludere. Non ho compreso la spiegazione e mi interesserebbe una tua delucidazione in quanto mi pare di comprendere che l’agire al di fuori della mente sia una prerogativa di tutti gli illuminati.

Citazione:
Originalmente inviato da Carlo Forin
Il punto 3) è un'elaborazione filosofista: aver ricevuto un'illuminazione in un punto dà un orientamento, ma non ha fatto vedere il paradiso, nè è in grado di farlo vedere in continuazione. Io non mi ritengo costantemente illuminato, in grado di discettare del bene e del male senza fallo.

Piccolo O.T.
Questa risposta mi ha ricordato ciò che concordo anch’io del pensiero del filosofo Severino. Il credente è continuamente sottoposto alla ricerca del bene e la sua condizione, causata dall’incertezza stessa imposta dalla fede, non gli permette di individuare sempre ciò che è bene e ciò che è male, sottoponendolo ad una continua “frustrazione mistica”.

Anche qui comunque hai espresso la tua particolare situazione e non mi è sufficientemente utile per farmene una ragione.


Citazione:
Originalmente inviato da Carlo Forin
Anche il punto 4) è una babele di stupidaggini che l'illuminato a rovescio crede di poter individuare.

Non mi pare una risposta ben argomentata.
Fai una ricerca con la parola EGO in questa sezione e vedrai quanto è stato maltrattato.


Citazione:
Originalmente inviato da Carlo Forin
Il punto 5) dovrebbe far ridere anche l'estensore, se vuol rileggersi. La verità sull'Altro mondo è affar mio, puntualmente illuminato ma non vocato all'Ordine Sacro. La verità su questo mondo e le sue origini è ciò che mi preme di discutere in altra area, come ho scritto al secondo punto, in falsificazione del 7) . Io ho aperto quest'area solo per non dovermi accusare di omissione ad un'area di riflessione sulla Spiritualità tanto frequentata.

Se parli del contenuto beh…si…effettivamente a me fa un po’ sorridere il fatto che la propria verità spirituale non possa venir messa in discussione da chi la detiene.
Proviamo a chiedere quanti metterebbero in dubbio il fatto che ciò in cui credono potrebbero essere solo loro fantasie mentali?

Citazione:
Originalmente inviato da Carlo Forin
Conseguenza del 5) è il 6): desidero il dialogo sulle nostre origini linguistiche, in storia.

Vabbè…mi dice nulla!

Citazione:
Originalmente inviato da Carlo Forin
8) solo io consapevole? E perchè dovrei discutere con gente incapace di essere consapevole? Sarei un ubriaco!
I tuoi dieci comandamenti sembrano soffrire della tua ombra. Detto senza volerti offendere.
ciao

Di questo ti ringrazio…potrò rivedere le mie “credenze” espresse in quei 10 punti appena ci saranno sufficienti risposte.



PS: In realtà mi sarebbe piaciuto risponderti con le affermazioni prese in qua e in la in questa discussione dai posts di altri colleghi illuminati ma per ragioni di tempo non ho potuto. Sarebbe stato interessante notare come spesse volte…11° comandamento: gli illuminati, tra loro, si contraddicono spessissimo.
maxim is offline  
Vecchio 01-02-2007, 18.37.47   #107
salvatoreR
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Originalmente inviato da maxim
Bene…possiamo ora, alla 10^ pagina di discussione, trarre un sunto di ciò che vuol dire essere/sentirsi illuminati.
Se mi permettete, il giudizio lo vorrei esporre io, in quanto osservo dal di fuori questa vostra condizione…come del resto avete finora fatto voi, nei confronti di chi non lo è/si sente, osservando dall’alto la sofferenza che aleggia nel mondo dei non illuminati…

Allora…da un punto di vista pratico, ho potuto notare che la condizione illuminante comporta alcune caratteristiche generali che si riscontrano in tutti i soggetti appartenenti a questa categoria. Necessari, ai fini della suddetta condizione, i seguenti 10 comandamenti (correggetemi se sbaglio):

1) L’illuminato conduce una vita più soddisfacente, in termini generali, rispetto alla condizione precedente, pertanto è più felice. Tenuto conto che molte illuminazioni arrivano dopo percorsi travagliati e stili di vita poco lineari, non è difficile comprendere come anche solo un minimo di serenità raggiunta, agisca miracolosamente a livello di autostima;
2) Obbligatorio, nella condizione di illuminato, pensare che la sua visione non sia imposta dalla mente ma addirittura che quest’ultima si possa leggere, dominare ed annullare a piacimento...visione orientaleggiante + pratica per raggiungere lo scopo.
3) La visione della realtà quotidiana che trapela dalle azioni delle altre persone, non è mai positiva. L’illuminato tende a reprimere e condannare tutto ciò che riguarda la materialità delle cose in virtù del suo essere spirito.
4) L’ego, punto cruciale della via che porta all’illuminazione, è sede di tutti i mali. L’illuminato deve avere la convinzione che le sue azioni non siano mai dettate dall’ego. Egli pensa che tutti i sentimenti quali l’invidia, la gelosia, la rabbia, l’attaccamento ai beni materiali, non gli appartengano più.
5) Le verità delle quali è venuto in possesso l’illuminato non possono essere in nessun caso relative e soggettive. L’assoluto, che ora gli appartiene, gli permette di percepire il mondo reale per ciò che è (lui è in possesso della conoscenza della cosa in sè).
6) L’illuminato tende ad ergere il suo credo sopra quello di altri illuminati e non riuscendo a farsi comprendere, sviluppa l’idea che non è possibile parlare di certe cose oppure che sia l’interlocutore poco abile nel comprendere…a volte si arrabbia scontrandosi con quanto espresso al punto 4)
7) L’illuminato vuole redimere chi non lo è. *** Non mi è ancora chiaro questo punto. Non comprendo appieno i motivi di questa morbosa ed ossessiva voglia di redimere (illuminatemi).
8) “Consapevolezza” e "Amore" i termini più usati. Solo l’illuminato pensa di possedere consapevolezza delle proprie azioni.
9) Credenza assoluta della vita eterna. Qui si spazia dal paradiso celeste, alla reincarnazione, alla più comoda, ragionevole e sempre aleatoria visione olistica dell’universo nel quale ci si sente tutt’uno.
10) L’illuminato scrive solo di cose illuminate, difficilmente esce da questa sezione per trattare anche altri argomenti.


Condivido pienamente quello che ha detto MIRROR e non aggiungo altro.
"La tua indagine è viziata da pregiudizi, generalizzazioni e disinformazione, forse. Sei in grado di mettere in dubbio su ciò?
Essa non mi sembra animata da una seria ed obiettiva ricerca interiore.
E' una analisi, invece, che si svolge immersa soltanto in una dimensione meramente mentale.
Ma ti piace pensarla così... nessuno ti vuol far cambiare idea, redimere.
Fatti tuoi... la vita è tua.
Spendila come puoi."
MIRROR
salvatoreR is offline  
Vecchio 01-02-2007, 19.13.20   #108
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arisalve!
una storia...questa mattina ho accompagnato mio figlio (20 anni) all'areoporto per un viaggio (australia) a tempo indeterminato, l'ho aiutato con entusiasmo nei preparativi convinto della positività dell'esperienza, al momento del commiato e al rientro a casa la situazione è precipitata, malessere persistente per nessun motivo logico.....guardando dentro (max non è difficile!) di me lasciando che le "emozioni" fluissero via vedi quel "piccolo" ego che soffre, ha perso un "suo" pezzo, si sente sminuito e questo nuoce al suo controllo.....ora mio figlio mi è più vicino, questa è una forma di consapevolezza....a volte, molto raramente, e non certo in un centro commerciale (magara ) accade che questa "vicinanza" si manifesta con quello che ci circonda....un'energia in uscita e in entrata che si "sente", quasi fisicamente, al livello dell'addome (non dirmi che è il mal di pancia ) e allora si è albero ed acqua....subito interviene l'io, che vistosi defraudato, riprende il sopravvento logica-mente.

Forse mi si dirà provarlo....fossi pure capace non lo farei perchè è non è il "mio" tempo claudio
fallible is offline  
Vecchio 01-02-2007, 20.02.03   #109
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Originalmente inviato da salvatoreR


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Sei in grado di mettere in dubbio su ciò?

La mia unica fonte di "forza" è il dubbio!

Sono pronto a modificare quei punti seduta stante...e farli miei...per poi rivederli un'altra volta...
..altrimenti non starei qui a scrivere!

Voi avete dubbi sulla vostra condizione di illuminati?...dai che aggiorniamo assieme quei "comandamenti".

maxim is offline  
Vecchio 04-02-2007, 09.36.10   #110
salvatoreR
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Citazione:
Originalmente inviato da maxim
La mia unica fonte di "forza" è il dubbio!
Sono pronto a modificare quei punti seduta stante...e farli miei...per poi rivederli un'altra volta...
..altrimenti non starei qui a scrivere!

Voi avete dubbi sulla vostra condizione di illuminati?...dai che aggiorniamo assieme quei "comandamenti".
Caro maxim, noi non siamo “illuminati”. Siamo dei ricercatori che hanno deciso di percorrere la via della spiritualità. Alcuni di noi hanno una lunga esperienza in questo campo che implica la conoscenza della vita interiore della mente e dello spirito. La maturità spirituale non richiede nessuna certezza ( come dici tu) ma “Attenzione”, “Consapevolezza” e “Amore”.
Nessuno di noi, si è detto “illuminato” e nessuno ha la pretesa di redimere chi non la pensa come noi. Io non so, caro Maxim perché ti ostini a chiamarci “illuminati”. Questo mi fa pensare che tu non metti nessuna serietà nell’affrontare l’argomento, ma desideri giocare.
Non è il “dubbio” che a noi manca, anzi è un elemento che c’incita a proseguire nella ricerca spirituale.
Le certezze non sono di questo mondo. Come dice JK solo una mente che è libera può penetrare profondamente sé stessa, e scoprire che pensiero, tempo, paura e morte, sono fatti interdipendenti che debbono essere compresi insieme. Tutto questo ci porta ad un viaggio interiore lungo e faticoso, pieno d’eventi ignoti che ci spingono alla ricerca.
Mi fermo qui.
Un abbraccio fraterno.
SalvatoreR.


"Il dubbio è scomodo
solo gli imbecilli non ne hanno.”
Voltaire.
salvatoreR is offline  

 



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