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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 23-01-2007, 16.54.42   #51
salvatoreR
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Originalmente inviato da maxim
Soddisfare l’ardente desiderio dell’illuminazione (quello che apre le porte dell’altro mondo) prevede la soppressione degli altri desideri cui la “bestia” è soggetta.

Nella prima metà della vita, l’uomo è determinato dall’ambiente in cui vive, e struttura un “io” che è il risultato della meditazione tra elementi individuali ed elementi collettivi: il fine della costruzione dell’”io” è l’adattamento dell’uomo alla società e l’affermazione di sé nel contesto in cui vive. Senza l’aspetto dell’interrelazione con l’ambiente e dell’influenza personale su di esso, egli non maturerebbe la fase dell’”io” quale coscienza razionale e rimarrebbe in una dimensione di dipendenza e di indifferenziata fusione con il mondo circostante.

Nella seconda metà della vita L’UOMO comincia ad auto realizzarsi, ovvero ad attualizzare le sue più alte potenzialità disidentificandosi dall’influsso ambientale: nel corso del processo transpersonale, la distanza io-sé va progressivamente abbreviandosi sino ad annullarsi nel Sé universale che rappresenta trionfo della trascendenza sulle forze inerziali che ancorano l’individuo al mondo delle forme, ed insieme la vittoria dell’amore sull’egoismo.
Nel Sé universale, con la rottura dell’ultima identificazione, l’ente si ricongiunge all’Essenza, cadono le barriere della differenziazione e il mondo delle forme appare come un flusso cangiante di vita su uno schermo immobile e sempre identico a se stesso. La conoscenza della realtà modifica il rapporto verso di essa, quello dell’uomo con la vita.
L’individuo condivide la gioia ed il dolore altrui per una naturale empatia, vedendo cadere le brame egoiche per uno stato dell’essere volto all’amore, alla comprensione ed al perdono. Scomparse la paura, la solitudine e la bestia, fruiti delle diverse e separative identificazioni, l’uomo vive in beatitudine indipendente dall’oggetto.
L’insieme delle qualità transpersonali pongono la persona umana nella condizione di vivere secondo principi universali e con il metro della RETTA AZIONE,
Nella retta azione, non c’è scopo alcuno che non sia il BENE, naturale espressione dell’individuo che usa la vita come mezzo per espletare un Dovere spirituale, sino alla finale riunificazione con la sorgente che lo ha generato. L’uso della retta azione sacralizza la vita e le dona un ritmo spirituale in cui esiste perfezione, ritualità e gioia.

L’ASSOLTO implica uno stato di coscienza che non è descrivibile con semplici concetti razionali, e che è oltre ogni simbolo e verbalizzazione. Ciò che si può arrivare a descrivere è solo la via verso l’Assoluto, ovvero quel complesso di qualificazioni preliminari che bisogna possedere, senza le quali la via rimane preclusa.
Tratto da: Forma e sviluppo della coscienza.
Laura Boggio Gilot.



Non perderti nell'inconsapevolezza,
nelle false dottrine,
nelle abitudini del mondo.
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Vecchio 23-01-2007, 18.56.30   #52
Yam
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Originalmente inviato da maxim

Ps OT, per Yam: Mi dispiace informarti che il tuo cane non è più illuminato ed intelligente degli altri in quanto tutti gli animali (escludendo solo l’uomo) sono in grado di alimentarsi con QUALSIASI prodotto della natura per combattere infezioni e malattie…è solo nell’uomo che questa funzione istintiva e naturale è venuta meno con la scelta di abbandonare progressivamente gli impulsi biologici…

Azz, l'acido urico continua a mietere vittime. Pensavo di non essere stato troppo ermetico.
Comunque nel link e' spiegato tutto abbastanza bene.
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Vecchio 24-01-2007, 09.58.39   #53
maxim
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Originalmente inviato da salvatoreR
Nella prima metà della vita, l’uomo è determinato dall’ambiente in cui vive, e struttura un “io” che è il risultato della meditazione tra elementi individuali ed elementi collettivi: il fine della costruzione dell’”io” è l’adattamento dell’uomo alla società e l’affermazione di sé nel contesto in cui vive. Senza l’aspetto dell’interrelazione con l’ambiente e dell’influenza personale su di esso, egli non maturerebbe la fase dell’”io” quale coscienza razionale e rimarrebbe in una dimensione di dipendenza e di indifferenziata fusione con il mondo circostante.

Nella seconda metà della vita L’UOMO comincia ad auto realizzarsi, ovvero ad attualizzare le sue più alte potenzialità disidentificandosi dall’influsso ambientale: nel corso del processo transpersonale, la distanza io-sé va progressivamente abbreviandosi sino ad annullarsi nel Sé universale che rappresenta trionfo della trascendenza sulle forze inerziali che ancorano l’individuo al mondo delle forme, ed insieme la vittoria dell’amore sull’egoismo.
Nel Sé universale, con la rottura dell’ultima identificazione, l’ente si ricongiunge all’Essenza, cadono le barriere della differenziazione e il mondo delle forme appare come un flusso cangiante di vita su uno schermo immobile e sempre identico a se stesso. La conoscenza della realtà modifica il rapporto verso di essa, quello dell’uomo con la vita.
L’individuo condivide la gioia ed il dolore altrui per una naturale empatia, vedendo cadere le brame egoiche per uno stato dell’essere volto all’amore, alla comprensione ed al perdono. Scomparse la paura, la solitudine e la bestia, fruiti delle diverse e separative identificazioni, l’uomo vive in beatitudine indipendente dall’oggetto.
L’insieme delle qualità transpersonali pongono la persona umana nella condizione di vivere secondo principi universali e con il metro della RETTA AZIONE,
Nella retta azione, non c’è scopo alcuno che non sia il BENE, naturale espressione dell’individuo che usa la vita come mezzo per espletare un Dovere spirituale, sino alla finale riunificazione con la sorgente che lo ha generato. L’uso della retta azione sacralizza la vita e le dona un ritmo spirituale in cui esiste perfezione, ritualità e gioia.

L’ASSOLTO implica uno stato di coscienza che non è descrivibile con semplici concetti razionali, e che è oltre ogni simbolo e verbalizzazione. Ciò che si può arrivare a descrivere è solo la via verso l’Assoluto, ovvero quel complesso di qualificazioni preliminari che bisogna possedere, senza le quali la via rimane preclusa.
Tratto da: Forma e sviluppo della coscienza.
Laura Boggio Gilot.



Non perderti nell'inconsapevolezza,
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Sono dell’opinione che un bravo psicologo (e la Boggio è annoverata tra questi) dovrebbe trattare la psiche prescindendo dagli aspetti spirituali.
La psicologia è una scienza e non una religione, altrimenti si andrebbero a curare esclusivamente insofferenze mentali derivanti da problemi mistici…un po’ come succede nei testimoni di geova che accalappiano prede nel momento di loro massima confusione mentale.
La Boggio dice in parte bene…
La vita (almeno quella occidentale) si “risolve” nei nostri primi vent’anni. Tutto ciò che saremo in età adulta (quantomeno a livello di pensiero) dipende quasi esclusivamente da ciò che abbiamo combinato nella prima metà della vita…proprio come dice la Boggio.
Costruirci attorno un evento spirituale a ciò che succede nella psiche dell’uomo nella seconda parte della vita è invece una personalissima visione mistica della Boggio che, se ha ben funzionato con lei, non è detto che risolva problemi altrui e non rende certo onore alla psicologia intesa come scienza a servizio di tutti gli uomini.

Rimangano pure lor signori in apnea con il pensiero senza indagare troppo tra i fondali delle cause che danno origine all’illuminazione, perché nel momento in cui essi dovessero intravedere che la fonte dalla quale traggono origine le limpide acque ove hanno deciso di navigare è solamente un miraggio, ritornerebbero a naufragare.

Ciò che mi risulta invece estremamente affascinante di questo fantastico mondo mentale.. ed è una domanda che rivolgo a tutti (yam…all’occhio)…è questa riflessione:
- La mia mente è in grado di modificare a piacimento la visione della realtà…figuriamoci se non è in grado di modellare quello che non c’è, ovverosia la parte relativa a ciò che non può elaborare attraverso i sensi. Se io allora posso scegliere la visione in cui credere, sarebbe possibile imporre alla mia mente una bella favola extra-terrena sapendo che essa è solo una favola o per forza di cose quella favola deve essere creduta fino in fondo?

…o che forse quanto suesposto sia davvero quello che succede agli illuminati?

Non so se mi sono spiegato…

maxim is offline  
Vecchio 24-01-2007, 10.09.55   #54
Yam
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Originalmente inviato da maxim
Sono dell’opinione che un bravo psicologo (e la Boggio è annoverata tra questi) dovrebbe trattare la psiche prescindendo dagli aspetti spirituali.

Mi sapresti spirgare l'etimologia e l'origine della parola Psiche?

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La psicologia è una scienza e non una religione, altrimenti si andrebbero a curare esclusivamente insofferenze mentali derivanti da problemi mistici…un po’ come succede nei testimoni di geova che accalappiano prede nel momento di loro massima confusione mentale.
La Boggio dice in parte bene…

La Boggio pratica l'Advaita Vedanta, perche' in realta' non vi e' nessuna separazione tra la sofferenza psichica e la dimensione interiore e spirituale dell'uomo.
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Vecchio 24-01-2007, 11.29.46   #55
maxim
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Originalmente inviato da Yam
Mi sapresti spirgare l'etimologia e l'origine della parola Psiche?

Ovvio che nel mio post ho citato “psiche” escludendo qualsiasi riferimento alla mitologia e, rimanendo un po’ di più con i piedi per terra, stava li come termine moderno ad indicare tutte quelle funzioni che determinano l’agire dell’uomo.
Le “cure” di certi aspetti psicologici adottati dalla medicina occidentale moderna, fanno riferimento ad intuizione freudiane che, come ben saprai, non sono nate grazie ai vedanta sutra.

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Originalmente inviato da Yam
La Boggio pratica l'Advaita Vedanta, perche' in realta' non vi e' nessuna separazione tra la sofferenza psichica e la dimensione interiore e spirituale dell'uomo.

Questo tuo concetto, che approvo, mi rende onore.
Per vie traverse e dopo intensi miei sforzi sono riuscito a farti ammettere, anche se in forma indiretta, quel legame indissolubile tra sofferenza psichica e spiritualità.
L’illuminato è (oppure era) un insofferente psichico!

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Vecchio 24-01-2007, 12.59.17   #56
Yam
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Questo tuo concetto, che approvo, mi rende onore.
Per vie traverse e dopo intensi miei sforzi sono riuscito a farti ammettere, anche se in forma indiretta, quel legame indissolubile tra sofferenza psichica e spiritualità.
L’illuminato è (oppure era) un insofferente psichico!


Non dire cavolate. Se ci sono problemi seri la via della Spiritualita' e' preclusa, prima si debbono risolvere quei problemi. Chi e' chiamato ad intervenire, pero' deve conoscere a fondo le dinamiche della sofferenza e non vi e' sistema spirituale autentico che non abbia una profonda conoscenza dell'Anima (Psyche). Per questo un bravo ricercatore, come per esempio era C.G.Jung, puo' non separare scienza e spiritualita'.

Diciamo che c'e' un mistero che e' quello dell'incarnazione in cui la sofferenza ha una funzione particolare.
E' nel vederla negli altri che il cuore esplode, ma prima va vista in se stessi....e' un processo dialettico.
Se tu ancora non vedi come stai torturando il tuo Spirito e quindi quanto sei sofferente, piu' prima che poi lo dovrai VEDERE. Allora sorgera' in te una visione unitaria della Vita e non separativa come l'attuale, in cui credi (cioe' hai fede) nei tuoi feticci. (credendo di essere libero in realta' sei schiavo)
Puoi stilare una classifica dei tuoi feticci, i falsi dei a cui stai dedicando tutte le tue energie e che piano piano ti lascieranno spolpato come un pollo arrosto dopo il banchetto.
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Vecchio 24-01-2007, 14.48.44   #57
maxim
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Originalmente inviato da Yam
Non dire cavolate. Se ci sono problemi seri la via della Spiritualita' e' preclusa, prima si debbono risolvere quei problemi. Chi e' chiamato ad intervenire, pero' deve conoscere a fondo le dinamiche della sofferenza e non vi e' sistema spirituale autentico che non abbia una profonda conoscenza dell'Anima (Psyche). Per questo un bravo ricercatore, come per esempio era C.G.Jung, puo' non separare scienza e spiritualita'.
Diciamo che c'e' un mistero che e' quello dell'incarnazione in cui la sofferenza ha una funzione particolare.
E' nel vederla negli altri che il cuore esplode, ma prima va vista in se stessi....e' un processo dialettico.
Se tu ancora non vedi come stai torturando il tuo Spirito e quindi quanto sei sofferente, piu' prima che poi lo dovrai VEDERE. Allora sorgera' in te una visione unitaria della Vita e non separativa come l'attuale, in cui credi (cioe' hai fede) nei tuoi feticci. (credendo di essere libero in realta' sei schiavo)
Puoi stilare una classifica dei tuoi feticci, i falsi dei a cui stai dedicando tutte le tue energie e che piano piano ti lascieranno spolpato come un pollo arrosto dopo il banchetto.

Carlo Forin se n’è ito e questa discussione a due, tra il sacro ed il profano, rischia di far innervosire Fallible!

Innegabile come moltissimi problemi psicologici “seri” siano stati risolti con la completa devozione ad una delle tante spiritualità in svendita presso il banchetto dell’irrazionalità e per il quale io, non solo ne vado orgoglioso, ma pure fiero, di non partecipare ai saldi di fine……vita!

Jung è stato un bravo ricercatore in quanto la sua terapia era quella di costringere la mente a fare il salto di qualità…ovverosia quella di porre fine alle fantasie. Ribadisco…porre fine alle fantasie!
Jung non ha mai separato la sfera spirituale da quella psicologica puramente umana e mortale e non ha mai annullato l’una in funzione dell’altra.

Detto questo…nell’illuminato il cuore esplode nel vedere la sofferenza altrui per il semplice motivo che è lo specchio ove riflette la sua. Negli altri vede la sua infelicità…e ne ha tremendamente paura! Questo è ciò che si riduce spremendo quel tanto osannato termine: Amore (tiè…anche maiuscolo).



PS: Scopo dei “feticci” (siano essi spirituali, siano essi terreni...siano essi i tuoi, siano essi i miei) è proprio quello di sorvolare sull’insofferenza. Illuminato colui che ci riesce!
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Vecchio 24-01-2007, 16.20.48   #58
paperapersa
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Le tue belle corazze e maschere le abbiamo portate un pò tutti
e ci riconosciamo in esse.
O almeno per me è così!
Quando si tolgono tutte le maschere o perchè il dolore ci distrugge
perchè lo incontriamo nella nostra personale vita o perchè è
riflesso in chi ci circonda ed è a noi simile e o caro, si resta nudi
ed indifesi, cadono tutti i personaggi che abbiamo interpretato,
anche l'egoista, l'edonista, lo sprezzante delle"fantasie e paure"
è il "crollo" di una impalcatura che avevamo con tanta cura costruito
per stare bene al mondo...........e allora si perde "tutto"
è la "selva oscura" di Dante, è la solitudine di Pinocchio
nella pancia della balena, è Pollicino che deve ritrovare la strada di casa
e le favole potrebbero continuare ma la realtà è che
dalla notte buia dell'anima si esce solo intravedendo il lumicino....
e nuotando per non annegare.
Tormati a galla si ricomincia a cercare delle risposte...
e queste si trovano nel silenzio.
Augurandoti un Oceano di silenzio, una goccia di consapevolezza_
paperapersa is offline  
Vecchio 24-01-2007, 16.32.11   #59
salvatoreR
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Originalmente inviato da maxim
Sono dell’opinione che un bravo psicologo (e la Boggio è annoverata tra questi) dovrebbe trattare la psiche prescindendo dagli aspetti spirituali.
- La mia mente è in grado di modificare a piacimento la visione della realtà…figuriamoci se non è in grado di modellare quello che non c’è, ovverosia la parte relativa a ciò che non può elaborare attraverso i sensi. Se io allora posso scegliere la visione in cui credere, sarebbe possibile imporre alla mia mente una bella favola extra-terrena sapendo che essa è solo una favola o per forza di cose quella favola deve essere creduta fino in fondo?

…o che forse quanto suesposto sia davvero quello che succede agli illuminati?

Non so se mi sono spiegato…

Caro Maxim non ti va bene neanche ciò che dice Laura Boggio Gilot. Tutto ciò che noi postiamo su questo 3d, argomenti il rifiuto, combattendo con le parole. Ti sei costruito un muro che ti rende prigioniere delle tue idee. Devo riconoscere che sai molto bene vendere ciò che tu ci proponi.
Ognuno è ciò che é.
La visione della realtà non è a piacimento soggettivo, ma è maturità spirituale che è espansione della coscienza, che è comprensione, e laddove c’è comprensione c’è anche Visione e discernimento, giusta valutazione e conoscenza dell’evento.
Tutto si può contestare, ognuno vede ciò che il suo grado d’evoluzione gli permette.

“L’illuminazione corrisponde alla percezione non dualistica della realtà in cui è superata la divisione tra soggetto e oggetto.
Nella coscienza non dualistica cadono tutte le barriere e con loro l’attaccamento all’esistenza temporale e la paura della morte. Allora si sente l’umanità come la famiglia, la natura come la propria dimora e l’incommensurabile come il proprio padre. Allora si ama tutto e tutti naturalmente e si VIVE NELLA BEATITUDINE incondizionata.”.



PS: la percezione non dualistica significa diventare una cosa sola con tutto ciò che esiste. lo strumento che serve a unire gli opposti si chiama Amore.

L’intelligenza spirituale libera dalle ansie, dai timori e da tutto ciò che rende tanto travagliata l’esistenza degli uomini. Quando ci si rende conto dei ‘motivi del vivere’, si acquista sicurezza e serenità. Si vive nella certezza interiore che tutto si risolverà sempre bene.
salvatoreR is offline  
Vecchio 24-01-2007, 17.49.04   #60
maxim
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Originalmente inviato da paperapersa
Le tue belle corazze e maschere le abbiamo portate un pò tutti
e ci riconosciamo in esse.
O almeno per me è così!
Quando si tolgono tutte le maschere ............


............Augurandoti un Oceano di silenzio, una goccia di consapevolezza_

Ti ringrazio per la benedizione!

C'è un'ultima maschera da togliere...togliendola, la spiritualità ed il senso di avvenuta illuminazione si orienterà verso la filosofia più pura.
Invito tutti a rileggere i propri interventi e ad usare quell'oceano di silenzio, così ben descritto poeticamente da Papera, per cercare nelle loro azioni corrispondenza con la parola, per valutarsi e farsi valutare...per comprendere se la loro temerarietà nei confronti della morte è vera o fragile illusione...se veramente l'amore che hanno donato e che stanno donando è quello predicato...chiedetelo a quelli che vi stanno più vicini!

...secondo me c'è ancora molto ma molto da scoprire...fermarsi alla sola illuminazione potrebbe essere pochino...



PS x Salvatore: Mi pare di aver detto che la Boggio dice in parte cose, a mio avviso, giustissime...non ne condivido le terapie!
maxim is offline  

 



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