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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 10-01-2007, 11.25.29   #161
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Riferimento: la buia notte dell'anima

Citazione:
Cogliere la vita esclusivamente dal punto di vista spirituale significa vivere una vita di dubbio, spesse volte in virtù ed in balia di pratiche assurde che sono la negazione completa della realtà materiale (priva del dubbio) cui, per forza di cose, facciamo parte.

E' esattamente il contrario.
Cioe' tu, che fai affidamento nella tua automobile, nella logica, nel denaro, nel desiderio, nelle forze materiali...sei in balia dei fenomeni e i fenomeni sono ora positivi ora negativi. Sulle pratiche spirituali sono in parte daccordo.

Citazione:
Una vera e completa ricerca dell’Essere (mi sto facendo contagiare con queste maiuscole ), non può negare la carne in virtù di una vita eterna che, badate bene, potrebbe non esserci, essere diversa da quella fantasticata o peggio…potremmo venir puniti da un dio per non aver sfruttato in maniera intelligente la carne che c'aveva donato in questa vita!

Nessuno dice che devi evitare la Vita nella carne, anzi, si tratta di vivere fino in fondo ogni nostro stimolo ad agire (possibilmente con Consapevolezza...), nella Vita stessa trovi l'antidoto a cio' che scopri causare sofferenza.....nel frattempo se ti piace mangiare fagioli e cotiche a colazione, cinghiale e polenta a pranzo, maiale allo zenzero a cena, fallo gioiosamente...e' ovvio che ad un certo punto il tuo stomaco si ribellera' e allora modificherai la tua dieta.

L'incubo delle passioni va vissuto e osservato. Non sono un moralista, perche' credo che ogni esperienza della vita abbia un significato, anche l'azione di un omicida ce l'ha per lui.

Ultima modifica di Yam : 10-01-2007 alle ore 12.14.40.
Yam is offline  
Vecchio 10-01-2007, 14.41.49   #162
nexus6
like nonsoche in rain...
 
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Lightbulb ... lavori in corso...

Sono solo ciò che la mente pensa appartenermi?

Quando lascio che i pensieri si rincorrano l’uno l’altro
ed affannosi e gaudenti li osservo, pur attirandomi,
un senso di tranquillità scivola in me
... perché?

E così osservo gli arabeschi di una mente impegnata, la “mia”
a fornire sostanza al pensiero di un “tempo”, il “mio”, che inizia e finisce,
ma nel quale io sono sempre presente soggetto
e dunque lì non posso morire, perché mai lì sono nato
filosofia questa, penso, per illudermi ancor più degli artifici della mente.

Potente è la sensazione di aver scoperto illusioni
pericolosa è la verità di averle coperte con altre,
che passo dopo passo irrigidiscono l’essenza stessa del dubbio
che mobile, pazzo, inquieto, insofferente
dovrebbe sempre muovere le paludi della mente.

Ciò che è “mio” termina
ed osservo in me profonda tristezza quando tale sensazione fa capolino
quasi senso di “ingiustizia” per un dono prima offertomi e poi necessariamente ritirato
e penso alla privazione di percezioni, di pensieri, di emozioni
privazione, assenza, dunque tensione impossibile per un oggetto
che si sa debba sparire
ed osservo in me che la tristezza si trasforma in dolore e paura, senso d’abbandono
quando penso alla morte di persone a me care
privazione ed impossibilità di sentire
lo sfiorarmi delicato di una mano amata sulla pelle
il respirare la delicata e gentile luce della Luna
la gioia spontanea di un cane che muove verso me per cercare il mio affetto
la sensazione di “potenza” nell’aver compreso un infinitamente piccolo aspetto della “realtà”
le carezze dolci di un cuore pian piano compreso nell’essenza che allargano il mio
e lo colmano di verità.

E tale verità a poco a poco filtra dalla mia pelle e si fa carne
finendo per divenire nutrimento anche della mia mente,
certo ancora immersa nella tristezza e nella paura di perdere i suoi attaccamenti, di perdere sé,
ma placata e rinnovata dalle sensazioni, intuizioni senza tempo
che fioriscono nel mio cuore
nel contemporaneo abbraccio profondo -amore- di me e di un altro essere,
percezioni di un’essenza al di là dei filtri della mente
al di là dei suoi censori, al di là del suo senso d’appartenenza
e proprio le parole, anche ora, rimangano atterrite dalla incapacità di dipingere
lo sfuggente senso che cercano di carpire e necessariamente limitare.

Gocce di dolcezza che diventano sangue
tramite cui osservo quella tristezza e quella paura
con occhi pian piano differenti
e sento “essere” al di là degli “oggetti” ai quali esse si riferiscono,
seppur tali emozioni rimangano presenti,
sembrano lentamente emergere dai miei abissi
e sfiorarmi solamente.

La conoscenza profonda di sé
della “propria” essenza
abbracciata incredibilmente a quella d’un altro essere
porta a far conoscere le illusioni e le separazioni della mente,
ma soprattutto a far sentire nel sangue tale conoscenza
e non come uno dei tanti pensieri di cui vantarsi,
senza radici profonde nella propria vita.

L’anelato senso d’assoluto
la sete d’inconoscibile
che da sempre m’ha mosso
sta venendo placata
e pian piano, con pazienza, le separazioni e gli attaccamenti della mente
sento vengono sciolti
ed a tratti sento il divenire con le sue paure d’abbandoni e di privazioni
e la protagonista mente con il suo potente senso d'appartenenza,
lasciare il posto in me e nell'abbraccio allo scorrere immobile senza tempo dell’Essere
(e/o di tutte le “sostanze” scritte in maiuscolo
che spesso troneggiano e si combattono in tale sezione,
senza, forse, la coscienza che si possono ricondurre tutte
ad una sola parola...)
.


Un affettuoso e reale saluto a tutti i forumisti “vecchi” e “nuovi”...!

Nexus6

Ultima modifica di nexus6 : 10-01-2007 alle ore 15.55.20.
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Vecchio 10-01-2007, 15.18.20   #163
maxim
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Messaggi: 1,638
Riferimento: temere la morte

Quanto mi piace questo “nuovo” Yam…

E’ da un anno che ti conosco virtualmente e ne abbiamo fatti di passi in avanti eh?
Metti che un giorno comincerai anche a togliermi le maiuscole e a parlare un po’ meno di spiritualità affrontandola…attraverso il silenzio!

Ogni tanto presenti ancora qualche rimasuglio del passato…come in questo caso…

Citazione:
Originalmente inviato da Yam
E' esattamente il contrario.
Cioe' tu, che fai affidamento nella tua automobile, nella logica, nel denaro, nel desiderio, nelle forze materiali...sei in balia dei fenomeni e i fenomeni sono ora positivi ora negativi. Sulle pratiche spirituali sono in parte daccordo.
[/b]

E’ strano quel “tu” che hai inserito ad inizio pensiero…credevo di averti già detto che per campare mi servo molto di caccia, pesca e agricoltura! Mah…da qui dovrebbe derivare anche un bilancio sulle mie possibilità di affidamento (logica a parte) alle cose da te elencate ed alle quali tu pensi io faccia riferimento.

Ma non è così…
...i fenomeni sono ora positivi ora negativi come dici tu…ma la spiritualità è sempre pregna di elementi negativi…
Fai una ricerca in questa sezione e vedrai che le parole più scritte sono morte, dolore, sofferenza. Chi più parla di “Luce” più soffre e più ha paura. Chi prega ha paura…chi vive i “momenti di grazia” penso viva dei “momenti terribili” per la rimanenza del suo tempo.
Leggi i titoli delle ultime discussioni…”redimere i peccati”; …” il male”; “la morte del centro”; questo che stiamo compilando ora….”temere la morte”…
…e che caspita…mi tocco ogni qual volta apro sta sezione!
..basta entrare in un chiesa per palpare l’essenza di morte e sofferenza che aleggia, perfino l’organo emana note di morte e diffonde la sua musica in un surreale ambiente che rispecchia perfettamente il nulla…idem per altre forme di spiritualità, ivi compresa quella orientale!
In questo binomio spiritualità-negatività non è possibile trovare uno spazio con un corretto equilibrio dei bisogni “reali” dell’uomo…che sono fatti anche di carne, di ragione, di logica, di desiderio…e perché no!...di automobili e denaro!

Dimmi come può un fedele di qualsiasi religione, in questo scenario di disperazione, non avere paura della morte e trovare la pace in un ambiente pregno di morte stessa!
Pensa a quale sforzo è sottoposta la nostra mente (non Mente) per accettare questo paradosso!



PS: Non chiedermi se ho letto Osho…perché non l’ho fatto!
maxim is offline  
Vecchio 10-01-2007, 15.53.34   #164
turaz
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Messaggi: 3,250
Riferimento: temere la morte

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Quanto mi piace questo “nuovo” Yam…

E’ da un anno che ti conosco virtualmente e ne abbiamo fatti di passi in avanti eh?
Metti che un giorno comincerai anche a togliermi le maiuscole e a parlare un po’ meno di spiritualità affrontandola…attraverso il silenzio!

Ogni tanto presenti ancora qualche rimasuglio del passato…come in questo caso…



E’ strano quel “tu” che hai inserito ad inizio pensiero…credevo di averti già detto che per campare mi servo molto di caccia, pesca e agricoltura! Mah…da qui dovrebbe derivare anche un bilancio sulle mie possibilità di affidamento (logica a parte) alle cose da te elencate ed alle quali tu pensi io faccia riferimento.

Ma non è così…
...i fenomeni sono ora positivi ora negativi come dici tu…ma la spiritualità è sempre pregna di elementi negativi…
Fai una ricerca in questa sezione e vedrai che le parole più scritte sono morte, dolore, sofferenza. Chi più parla di “Luce” più soffre e più ha paura. Chi prega ha paura…chi vive i “momenti di grazia” penso viva dei “momenti terribili” per la rimanenza del suo tempo.
Leggi i titoli delle ultime discussioni…”redimere i peccati”; …” il male”; “la morte del centro”; questo che stiamo compilando ora….”temere la morte”…
…e che caspita…mi tocco ogni qual volta apro sta sezione!
..basta entrare in un chiesa per palpare l’essenza di morte e sofferenza che aleggia, perfino l’organo emana note di morte e diffonde la sua musica in un surreale ambiente che rispecchia perfettamente il nulla…idem per altre forme di spiritualità, ivi compresa quella orientale!
In questo binomio spiritualità-negatività non è possibile trovare uno spazio con un corretto equilibrio dei bisogni “reali” dell’uomo…che sono fatti anche di carne, di ragione, di logica, di desiderio…e perché no!...di automobili e denaro!

Dimmi come può un fedele di qualsiasi religione, in questo scenario di disperazione, non avere paura della morte e trovare la pace in un ambiente pregno di morte stessa!
Pensa a quale sforzo è sottoposta la nostra mente (non Mente) per accettare questo paradosso!



PS: Non chiedermi se ho letto Osho…perché non l’ho fatto!



Chi più parla di “Luce” più soffre e più ha paura. Chi prega ha paura…chi vive i “momenti di grazia” penso viva dei “momenti terribili” per la rimanenza del suo tempo.


dato che a volte parlo di luce e momenti di grazia cortesemente ti rispondo:

non è detto in assoluto quanto dici.

per me tutto ciò che vivo è un "momento di grazia"e tutto è luce
per cui... altro non c'è.

ciao
turaz is offline  
Vecchio 10-01-2007, 16.16.21   #165
fallible
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Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
Riferimento: temere la morte

Buon pomeriggio!
purtroppo nel forum si dialoga al singolare......credo sarebbe più bello se usassimo il plurale...... sembra sempre di intromettersi e , a volte, si diventa perentori .... questo pomeriggio ho già letto, in un altro post, riguardo a l'avversione che uno "spiritualisita" (pessimo termine) ,nell'altro è l'asceta, avrebbe nelle "cose" materiali, non credo che sia così, si tratta,secondo me, del "valore" che si dà alle stesse ci sono persone più "fondamentaliste " che vivono di caccia e pesca (beate loro che ne sono capaci).
fallible is offline  
Vecchio 10-01-2007, 18.12.17   #166
Yam
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Messaggi: 4,124
Riferimento: temere la morte

Citazione:
Originalmente inviato da maxim



E’ strano quel “tu” che hai inserito ad inizio pensiero…credevo di averti già detto che per campare mi servo molto di caccia, pesca e agricoltura! Mah…da qui dovrebbe derivare anche un bilancio sulle mie possibilità di affidamento (logica a parte) alle cose da te elencate ed alle quali tu pensi io faccia riferimento.

Sempre fenomenico e', cioe' fai affidamento su cio' che ti passa davanti.....e lo afferri, ne prendi possesso, sia una donna o una quaglia, sia un'orata o una patata, e' lo stesso. E' sulla relazione che hai con la realta' oggettiva che sto cercando di farti riflettere, ma evidentemente ancora non ne sono capace.

Citazione:
...i fenomeni sono ora positivi ora negativi come dici tu…ma la spiritualità è sempre pregna di elementi negativi…
Fai una ricerca in questa sezione e vedrai che le parole più scritte sono morte, dolore, sofferenza. Chi più parla di “Luce” più soffre e più ha paura. Chi prega ha paura…chi vive i “momenti di grazia” penso viva dei “momenti terribili” per la rimanenza del suo tempo.
Leggi i titoli delle ultime discussioni…”redimere i peccati”; …” il male”; “la morte del centro”; questo che stiamo compilando ora….”temere la morte”…
…e che caspita…mi tocco ogni qual volta apro sta sezione!
..basta entrare in un chiesa per palpare l’essenza di morte e sofferenza che aleggia, perfino l’organo emana note di morte e diffonde la sua musica in un surreale ambiente che rispecchia perfettamente il nulla…idem per altre forme di spiritualità, ivi compresa quella orientale!

Lo so, lo so bene e non posso che concordare....a parte il giudizio su questo 3d, dove c'e' chi sostiene che la morte e la vita sono inseparabili e se si pretende di vivere l'una senza l'altra....si rimuove qualcosa di fondamentale.

Citazione:
In questo binomio spiritualità-negatività non è possibile trovare uno spazio con un corretto equilibrio dei bisogni “reali” dell’uomo…che sono fatti anche di carne, di ragione, di logica, di desiderio…e perché no!...di automobili e denaro!

Prova innazitutto ad abbandonare quella visione negativa della Vita, che giustamente aborrisci. Certo quell'equilibrio e' cio' che va cercato, che si puo' trovare, prima dell'illuminazione spirituale, ma senza una auto-osservazione, senza una profonda conoscenza di se stessi, non si puo' trovare quell'equilibrio....che costa sudore e fatica, come qualsiasi cosa importante.
La vita non fa altro che forgiarci continuamente...ma ad un certo punto si puo' fare un passo verso una comprensione piu' profonda e ti assicuro non vi e' nulla di piu' appagante che iniziare a vivere liberi dai gangli del pensiero. Si respira molto meglio e si sentono e vedono cose che prima non si erano mai sentite ne viste, perche' si era impegnati a vedere solo cio' che il software registrato nella nostra anima ci passava. E quelle cose sono cose semplici, ordinarie, come gli infiniti particolari che si possono scorgere con i sensi se questi non sono addormentati, obnubliati, oscurati, offuscati dall'ossessiva adesione a schemi intepretativi della realta' o dall'ossessiva ricerca di situazioni oggettive che possano darci un momento di felicita'.
Se ci rifiutiamo di scendere in profondita', vivere, e' come andare al cinema e pensare di vedere un film pensando ad altro.


Sta per uscire un film di Al Gore (il presidente sconfitto) ovviamente sull'ambiente, su cio' che potrebbe accadere nei prossimi dieci anni. Al Gore in una intervista dice che viene da una famiglia di coltivatori di tabacco, attivita' che fu abbandonata dopo la morte di sua sorella, grande fumatrice, per cancro ai polmoni. Cita un altro evento importante della sua vita: un grave incidente al figlio. Qualsiasi persona sensibile prima o poi scopre questo aspetto della Vita, che intenerisce, apre, fa evolvere la coscienza...oppure fa impazzire, irrigidire...ed e' la morte, sempre e solo la morte...dell'ego, della mente, della nostra presunzione.
So benissimo di non essere ancora morto del tutto, so che dovro' morire ancora e poi ancora, ma sto anche imparando a vivere con questa preziosa compagna e maestra perfetta.
Quindi, dopo decine di post, spero almeno di essere riuscito a comunicarti che non ho mai parlato della morte fisica come separata dalla morte interiore e che quest'ultima precede sempre un cambiamento, una rinascita.....

Ultima modifica di Yam : 10-01-2007 alle ore 23.06.13.
Yam is offline  
Vecchio 10-01-2007, 22.04.24   #167
massylety
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Messaggi: 370
Riferimento: temere la morte

Citazione:
Originalmente inviato da paperapersa
INFATTI NON L'HA SPIEGATA SE NON COME CONSEGUENZA DI "ERRORI" O "PECCATI" COMMESSI IN ALTRE VITE O COME POSSIBILITA DI RISCATTARE
QUANTO ERA STATO COMMESO



Cioe', una tua interpretazione dunque?

a chi veniva guarito da Lui (e perchè lo faceva se non per enorme compassione?) diceva Va e non peccare più che non ti accada di
peggio! e con ciò diceva assumiti la responsabilità della tua vita
sii grato ed usala bene poichè altrimenti avrai conseguenze peggiori nelle altre vite.


Altre vite? Ma dove leggi che GESU' nel Vangelo parli o citi minimamente di altre vite? Trovami per piacere dov eleggi scritto che GESU' Parli di reincarnazione per piacere.
Ma non le tue interpretazioni, cioe' non mettiamo in bocca a Gesu' parole nostre!



LA SOFFERENZA NON e' SANTA!

Se vissuta in Cristo si! Ma non dico che sia facile solo che solamente in Cristo si puo' Santificare la sofferenza,solo in Cristo!

E' una condizione terribile dalla quale tutti cerchiamo e di fuggire
personalmente e di alleviare il prossimo!
La sofferenza e la malattia sono purtroppo risposte estreme
dell'anima inascoltata e maltrattata: ( fatti un giretto su Google
e sul sito del Dottor Hamer! L'altra medicina).

La sofferenza te l'ho gia' detto e' entarta nel mondo come dice San Paolo per invidia del diavolo!

Una personalità integrata, in cui l'anima è gioiosa vive in un corpo
sano:
Ora la gioia può anche venire da letizia interiore (vedi Madre Teresa
o altri esseri che hanno compreso la verità della spiritualità )
ma nella normalità dei casi una persona integrata si ammala
difficilmente, una persona che riesce a distaccarsi dalle
emozioni, a vivere senza essere dalle stesse agita ma agendole
difficilmente si ammala.

Ma cosa racconti? allora i Santi? piu' radicati di loro in Cristo e piu' gioiosi di loro non c'e stato nessuno! Ma la sofferenza non li ha risparmiati.


E' un lavoro continuo di controlllo, meditazione, collegamento con il Sè
e pochi ci riescono, ma ci sono queslli che attraverso teciche e disciplina
riescono a disidentificarsi dal corpo e dalle emozionI.

Va bene no comment!!!

Ci sono anche esseri speciali che sono talmente "fuori dal corpo"
talmente "spirituali", talmente al di sopra della personalità e in
contatto con il loro vero Sè, che sopportano con gioia qualunque sofferenza
ma anche per loro si cerca di fare il possibile per alleviare il dolore.
Ma poi se Cristo veramente si è addossato tutti i peccati del mondo
che senso ha fare di tutto per comportarsi rettamente?
Alla fine qualunque sia il tuo comportamente se sei cristiano, battezzato,
confessato.......

Diciamo che non sai darti risposte concrete e allora cerchi altrove quello che invece potresti trovare nel Vangelo.
Serve se si e' radicati in Cristo, poiche' Gesu' ha detto apertamente chi e' da me ascolta le mie parole e le mette in pratica!!!
Non tutti coloro che mi diranno Signore Signore entreranno nel Regno di Dio!


Gesù era talmente umano da chiedere al Padre di non indurci in tentazione
di liberarci dal male, ci ha regalato una preghiera meravigliosa
in cui l'aspirazione al Regno di Dio in terra è voglia di pace, di bellezza, di grazia, di armonia e tutto questo cosa ha a che fare con il dolore,
la tristezza, la sofferenza?

Gesu' si e' fatto uomo per vincere la dove l'uomo aveva fallito e riportarlo nel Regno di Dio suo Padre che e' da sempre, come Lui e' da sempre poiche' e' Dio con il Padre e lo Spirito Santo.
Ma per attuare il suo Disegno di Salvezza e di Redenzione Gesu' ha voluto sottomettersi alla Volonta' del Padre Suo che ha fatto nostro! Ha scelto la via della Croce, dell'Umilta' e dell'Obbedienza, cose che mancano agli uomini di oggi, che la fede non la vivono piu', ma al contrario sono maestri nell'insegnarla!!!



Ci stimola a mettere a disposizione dell'umanità
i nostri talenti e tutti, tutti, ne abbiamo almeno uno!
ci stimola alla creatività, all'amore, alla condivisione,
a non "preoccuparci del cibo e delle vesti" e quindi a vincere ansia e
stress, cercando soprattutto il Regno di Dio poichè solo lavorando
con pienezza di gioia e di creatività per portare il Regno di Dio sulla
terra si esce fuori dal proprio piccolo particolarismo e si vive in
una dimensione "Transpersonale"
poichè qualunque cosa si fa per gli altri è fatta a sè stessi
poichè ogni essere è il mio specchio
e come io sono a sua immagine,ogni essere e creatura lo è
Abolire la sofferenza è un "diktat" per chi ama!

Abolire la sofferenza significa non (non avere) capito niente di Cristo, ma non avere capito niente del perche' Cristo si sia Incarnato!
Se Lui che e' Dio ha voluto sconfiggere il potere delle tenebre e di satana con la sofferenza, non vedo perche' sorge ora una falsa dottrina che vuole ignorare e anzi allontanare la sofferenza, con tutte le fibre del proprio essere.
....sara' forse l'ideologia dell'antiCristianesimo?
Se Cristo ha voluto la Croce e ha Santificato la Sofferenza, allora significa che anche i Suoi, devono comportarsi cosi'!


Se sei davvero tra i suoi lo vedi subito da come concepisci Cristo e da come lo metti in Pratica!
Dal frutto poi...riconoscerete l'albero.
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Vecchio 11-01-2007, 20.33.47   #168
individuo
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Messaggi: 184
Riferimento: la buia notte dell'anima

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Voglio banalizzare la questione al massimo per cercare di ottenere almeno una risposta che non sia la solita ricetta…di Luce!

Caro Dasca…
Io percepisco la vita “anche” con la realtà che mi circonda e quella che ho avuto modo di percepire in questi miei 40 anni di vita non è mai corrisposta minimamente alle parole che ho letto in questa discussione, alle speranze di vita eterna professate nelle chiese o nelle moschee e a qualsiasi altra bella presunta “verità” che ho sentito sull’argomento “morte”.
Io ti sto parlando di vita reale, tangibile, palpabile, verificabile, intuibile…anche solo facendo un giro per qualche reparto ospedaliero di malattie terminali o guardando sugli occhi i partecipanti un funerale…accarezzandoli, parlandogli.
Confermami temerario Dasca che io e te si vive sullo stesso pianeta e che nemmeno tu, nel corso della vita, hai trovato corrispondenza tra chi affermava di possedere una immensa fede e di non temere la morte ed i suoi momenti, più o meno finali, che lo legavano ad essa.
Non ti sei mai chiesto se a qualche “profeta di Luce” domani venisse diagnosticata una malattia da 1 mese di vita?
Ecco, focalizza un attimo la tua attenzione su questa mia ultima osservazione.

Io penso che se il suo pensiero fosse stato “reale”, della Mente e non della mente, le sue parole “sentite con il cuore” (scusatemi se uso vostri termini) egli, tranquillo, tranquillo dovrebbe annunciarci….bla, bla, bla e tutto ciò che di più bello continuiamo a sentire su questa sezione!
Siccome, io te Dasca, sappiamo che così non sarà!...perchè io e te sappiamo in cuor nostro che non ci sarebbe un rapporto così sereno e tranquillo con il mese di vita…vero?
..mi chiedevo se non sia il caso di riflettere se quel pensiero che lui ha ben custodito durante tutta la vita, condendolo di mille poesie e mille raggi di Luce, fosse veramente della Mente e non della mente (scusami Gyta )…no perché se è della mente e non della Mente, allora il mio pensiero non poteva essere vero ma costruito ad arte da essa (la mente minuscola).
Ma allora, se so già in partenza che il mio pensiero è frutto delle mie fantasie mentali (e non Mentali), mi si frantuma il fulcro cui poggiava la mia fede…o sbaglio?

Io credo che, con un pò di presunzione da parte mia, quanto suesposto possa chiamarsi “logica” che, per carità, potrebbe anche essere clamorosamente sbagliata però è l’unica arma in mio possesso per valutare vero/falso…tutto ciò che esula dalla “logica” si chiama “fantasia” che, per carità, potrebbe anche essere clamorosamente corretta!

Ergo…ripeto la banale domanda (per tutti)!
- tu ritieni che le belle parole dei qui presenti profeti di Luce, troverebbero corrispondenza con l’eventuale loro azione di fronte ad una situazione devastante come quella dell’esempio suindicato?

Se la risposta è no, significa che abbiamo scoperto le bugie che ci stiamo raccontando!

Fantasiosa-mente maxim


Mi sembra di capire che tu dica che i " maestri " parlano parlano ma che se anche loro dovessero trovarsi in certe condizioni pipperebbero come tutti gli altri, giusto?

Bhe diciamo che questa più che logica mi sembra essere un transfer, logico si, ma pur sempre un transfer.

Per esempio in punto di morte, per citarne uno, J.Krisnamurti, che diceva di aver vissuto la morte psicologica, intesa come morte dell'io, già in vita, è stato raccontato essere lui stesso a consolare le persone che gli stavano accanto.

Certo potresti dire che aveva già una certa età ( 90 ), ma è più corretto dire che accettava la morte come qualsiasi altro evento della vita e per essere precisi diceva anche che per lui non era neppure accettazione, infatti l'accettazione può esistere solo se ci sono degli ideali, cosa che lui non aveva perchè li riteneva comunque un artificio della mente legata alla cultura in cui si vive quindi non segni di una rivoluzione totale all'interno dell'individuo come lui la intendeva...ma qui ci stiamo già spingendo oltre.

Quello che voglio dire è che ci andrei piano ad escludere l'esistenza di un rapporto con la morte che non sia quello fondato sulla paura.

E questo, ci tengo a sottolinearlo, perchè lui stesso ci teneva, non era un segno di un suo eventuale coraggio; lui ritiene infatti il coraggio semplicemente l'opposto della paura e quindi qualcosa che deriva pur sempre da quest'ultima perchè ne è una reazione, e nella reazione per lui non ci può essere conoscenza di " ciò che è " proprio in virtù di ciò che è una reazione.

E' proprio nella fuga dalla paura che le si da potere...ma lui non fuggiva, ma non per coraggio ma perchè voleva comprendere, comprendere cosa davvero fossa questa paura, la morte il morire...da li ha iniziato a scoprire quanto la mente fosse plagiata imprigionata dal retaggio culturale di ogni civiltà, da li ha cominciato a capire quanto spesso le nostre reazioni scaturiscono da pensieri che provengono dalla nostra memoria anzichè essere azioni nel presente. ( parla infatti di azione senza idea...ma anche qui ci spingeremmo oltre )

Da li ha scoperto quanto la nostra paura di morire derivi dal nostro voler salvaguardare perpetuare il nostro io come costrutto artificiale della nostra mente, che è ben diverso dal istinto di conservazione che ci spinge a scappare da un serpente, che rappresenta una inaccia esterna.

Noi abbiamo paura del concetto di morte della nostra proiezione del non esistere ma non della morte stessa; cos'è infatti la morte? ogni definizione sarebbe comunque un'astrazione non sarebbe la morte stessa ( dice ). La morte fa parte dice della condizione umana come la vita stessa ( perchè però " nessuno " CREDE o SENTE di aver paura di vivere la vita mentre crede che sarà ( é ) terrorizzato dal vivere la morte ? ( questo si sembra illogico come atteggiamento psicologico ).
Ha senso aver paura del non essere? se ne avessimo paura significherebbe che sappiamo cos'è; ma allora non è forse vero che siamo spaventati dall'IDEA stessa di NON ESSERE, più che dalla realtà stessa del NON ESSERE? ma com'è possibile visto che la realtà del non essere non la conosciamo?



Perchè sentiamo solo la paura di morire e non quella di vivere ( EPPURE ANCHE LA VITA NON SAPPIAMO COS'E'!! ) ? perchè vorremmo che la vita non finisse? è lecito logico illogico umano disumano questo desiderio? ecc ecc ecc

Viviamo in una società che tende a farci dimenticare la morte. Arriva a dire che per lui vivere e morire sono la stessa cosa e che anzi non ci può essere vita senza morte, non banalmente, ma proprio a livello psicologico, non ci può essere vera vita se non si comprende quanto i nostri accumuli di nozioni astratte e psicologiche ci fanno REAGIRE il più delle volte con automatismi che non ci rendono per nulla diversi da delle macchine e nella reazione come detto prima per lui non ci può essere conoscenza di ciò che è.

Credo ci sia abbastanza carne al fuoco perchè ti possa dilettare ad argomentare ( ben venga ovviamente ) su ogni mia ( sua direi ) singola affermazione, lanciata forse anche un pò maldestramente d'inconscio proposito, però vorrei dire un'ultima cosa: è vero, io stò riportando quello che ha vissuto un altra persona e non voglio assolutamente farlo mio dandola da bere a me stesso facendomi credere che io non abbia più paura della morte ma posso dire con certezza una cosa ovvero che ho vissuto su di me certe esperienze che normalmente prima di trovare scritte queste parole da un altro, le avrei considerate o temute solo astrazioni psicologiche, illusioni...con ciò non voglio dire che quello che ha detto sia vero o no, tanto poi non servirebbe a nulla, ma personalmente mi sento dire che qualcosa in comune con sto tipo sento di averlo.

Ultima modifica di individuo : 12-01-2007 alle ore 13.07.15.
individuo is offline  
Vecchio 12-01-2007, 09.09.40   #169
maxim
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Riferimento: la buia notte dell'anima

Citazione:
Originalmente inviato da individuo
Mi sembra di capire che tu dica che i " maestri " parlano parlano ma che se anche loro dovessero trovarsi in certe condizioni pipperebbero come tutti gli altri, giusto?

Bhe diciamo che questa più che logica mi sembra essere un transfer, logico si, ma pur sempre un transfer.

Per esempio in punto di morte, per citarne uno, J.Krisnamurti, che diceva di aver vissuto la morte psicologica, intesa come morte dell'io, già in vita, è stato raccontato essere lui stesso a consolare le persone che gli stavano accanto.


Hai citato un caso "limite". Non escludo che alcune persone, vuoi per costrizione di fama, vuoi per spiritualità raggiunta, abbiano avuto un rapporto fuori dal comune con la morte.
Attenzione ai miti però...un mese fa ho avuto l'occasione di colloquiare una serata intera con una persona che ha vissuto 7 anni a stretto contatto con
Krishnamurti (che personalmente stimo moltissimo), e tra un bicchiere di cabernet e l'altro, mi ha fornito una visione leggermente diversa da quella che siamo abituati a leggere. I limiti umani si fanno sentire anche nelle persone illuminate...
...figuriamoci in un forum dove il 90% afferma di non temere la morte!

maxim is offline  
Vecchio 12-01-2007, 09.42.10   #170
VanLag
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Riferimento: temere la morte

Probabilmente questa nuova pubblicazione nella sezione "esperienze" del sito https://www.riflessioni.it/esperienze/notte.htm di cui vi riporto uno stralcio, racconta di un’esperienza reale, assimilabile a quelle che con parole diverse, (diverse anche tra loro due), ci hanno descritto Ramana Maharishi e U.G. Krishnamurti.

Piano piano tutto il mio corpo perdeva la sua individualità e diventava tutto. E’ così difficile da spiegare perché una sensazione così non esiste in questa dimensione terrena. Ad un certo punto ho visto all’orizzonte un puntino rosso luminoso che si è aperto e dal quale è uscita una luce bianca bellissima, abbagliante ma che potevi guardare, che ha invaso tutto il cielo e ho sentito una sensazione di gioia immensa, di pace, amore, felicità inesprimibile. Un senso di galleggiamento nel Tutto. Mi si è aperto il petto sotto lo sterno e questa luce ha cominciato a sfavillarmi dentro il corpo, le particelle di luce e di energia entravano e permeavano tutte le mie cellule. Quando tutto il mio corpo era pieno di questa forza, luce ed energia ha cominciato ad aprirsi per donarsi completamente al Tutto ed a richiudersi per riceverlo, aprirsi e richiudersi, aprirsi e richiudersi al Tutto ed ho avuto una sensazione fortissima, come un orgasmo di tutto il mio corpo con l’Universo. Ero luce e amore e ho detto: “Ecco adesso sto morendo, ma questa non è la morte, questa è la vita!!”.
Ho pensato che era una cosa meravigliosa e che la morte era quello che mi lasciavo alle spalle e che questo era il vero significato dell’esistenza.


Oltre lo stralcio il racconto è molto bello e suggestivo e merita di essere letto......


Ultima modifica di VanLag : 12-01-2007 alle ore 10.57.28.
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