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Vecchio 17-01-2007, 12.46.21   #201
individuo
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Data registrazione: 09-09-2006
Messaggi: 184
Riferimento: temere la morte

Rifacendomi sempre a quello che dice J. Krishnamurti vorrei dire alcune cose:

K. ci fa notare che la nostra PAURA di MORIRE deriva dal nostro MODO di VIVERE.

Viviamo la vita accumulando beni, conoscenze, persone, credenze, idee...mai mettiamo in discussione questo nostro modo di agire...non lo facciamo perchè ci stà bene questo accumulo perchè ipertrofizza il nostro io e questo in un certo senso è appagante.

Solo se una persona arriverà a nausearsi di questo processo e sentirà l'esigenza di realizzare un rapporto diverso con ciò che lo circonda, ovvero di amore ( non vorrei usare questo termine per evitare certi pregiudizi ), ma si potrebbe anche dire di non possesso, ovvero una relazione in cui il soggetto stesso nel diventare consapevole, cosciente di come i possedimenti di cui tanto va fiero, in realtà impediscono la libertà, quella stessa libertà che poi è il presupposto per vivere relazioni " vere ", che non nascano cioè dalla necessità di soddisfare nostri bisogni ma dall'esigenza di incontrare realmente l'altro, ovvero tutto ciò che è " esterno " a noi, ecco dicevo solo nel momento in cui vedrà, comprenderà che il suo modo di vivere teso ad accumulare a trovare certezze in realtà lo stà solo DIVIDENDO da ciò che lo circonda, ecco allora che questo " processo " di distacco da tutto, che per ora noi attribuiamo solo a quell'evento finale che chiamiamo morte, solo allora noi sperimenteremo in vita quel processo del morire di cui tanto abbiamo paura...ed è qui che volevo arrivare ovvero al fatto che la paura di cui tantoo parliamo di morire, della morte è in realtà paura di vivere in un modo in cui semplicemente la maggior parte di noi non è abituata.

Con ciò non voglio dire che questo sia un metodo per non avere paura...questo non è un metodo è un'esigenza di vita...è OVVIO che uno che REALMENTE non arrivi a questa fase della vita, e per arrivarci uno deve sentirne l'esigenza fino nel più profondo, perchè questo implica iniziare una vita realmente differente da quella a cui è abituato, e questo è come dice lui il vero " anticonformismo ", ovvero non una reazione, ma un'esigenza, ecco dicevo uno che non arrivi a questa fase, potrà aggrapparsi ad ogni religione credo o quant'altro, ma la MORTE sarà vissuta come un DISTACCO una PERDITA un FINIRE chissà dove e questo comporterà per l'io ovviamente PAURA.

E' come, per fare una metafora, se una persona, aggrappata alla sponda di un fiume non volesse mollare la presa per paura di essere trascinato dalla corrente...vorrebbe vedere com'è fatto il fiume lungo il suo percorso, senza mollare la presa...eppure sa che quando arriverà la morte le forze le verranno a mancare e la corrente alla quale per tanto tempo ha resistito lo porterà via e ciò comporterà paura...

quello che qui voglio SOTTOLINEARE è che la PAURA di morire di questa persona era in realtà già latente già presente latente in VITA per la VITA ( il non voller mollar la presa )...in questo senso parlare di semplice paura di MORIRE mi sembra RIDUTTIVO.

Secondo me come fa notare K., coloro che hanno paura di morire in fondo in fondo hanno anche paura di vivere. E le certezze, le abitudini, i credi, le religioni, le ideologie, tutti i nostri " bisogni " rappresentano la sponda della metafora sopra...finchè come dicevo prima non si sentirà davvero l'esigenza di mettere in discussione tutto ciò, difficilmente si affronterà la morte serenamente perchè ovviamente si avrà paura del distacco, del distacco da quel modo di vivere a cui si è abituati che implica accumulo.
( ovviamente per tanti di coloro che affermano di non essere attaccati ai beni materiali c'è da verficare se questo loro distacco è semplicemente allontamento dalla vita e quindi sola attesa di morte )
Ben differente dice K. è l'energia vitale di colui che pur consapevole della morte VIVE da quella di colui che si distacca dalla vita anticipatamente per non soffrire il trauma della morte.

Insomma questo distacco non potrà essere raggiunto in alcun modo in maniera speculativa o in maniera artificiale allontanandosi superficialmente dalla realtà che ci circonda.


Da qui arriva a concludere la famosa asserzione per cui vivere morire e amare sono la stessa identica cosa.

Ultima modifica di individuo : 17-01-2007 alle ore 17.02.24.
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