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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 29-08-2011, 20.58.02   #31
ulysse
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Riferimento: The Truman Show (l'idea Della Simulazione)

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,

e questa siepe, che da tanta parte

dell’ultimo orizzonte il guardo esclude......

Leopardi non sospetta minimamente che cio' che egli percepiesce non sia reale, egli recrimina soltanto, nella sua malinconia (dolce malinconia in fondo) di esserne escluso.
Che poi non è escluso che, nel suo pessimismo, Leopardi un pò ci marciasse!
Quando scrivi un'opera immortale come questo..."infinito" è inevitabile esserne suggestionati...autosuggestion ati...e calchi sulla impressione di vuoto, di essere sperso..nell'infinito ...tanto piu' con una sensibilità a fior di pelle come quella di Leopardi.
.............................. .
Citazione:
Questo pessimismo cosmico che ci portiamo dietro da un duecento anni circa, ha radici molto profonde, che un film può solo portare in essere come una bolla di sapone. Ma se non tentiamo di esorcizzare queste nostre profonde paure, avremo difficoltà anche a parlarne.
Ma non credo che ci portiamo dietro un "pessimismo cosmico".
Leopardi era una figura particolare anche nel suo tempo: i suoi guai, un pò psichicamente esasperati, erano forse di ordine genetico, ma, soprattutto, sociali e familiari: troppo precoce, troppa biblioteca, troppa solitudine,...poco affetto ecc. Per giunta poteva trarre linfa e nutrimento alle sue depressioni dalle correnti filosofiche del tempo: idealistiche e romantiche!

D'altra parte le opere di Leopardi non danno nessun adito all'idea che egli pensasse il mondo come rappresentazione.

Il cosidetto "pessimismo cosmico" per noi, oggi, non ha significato: l'inquinamento ed il surriscaldamento del globo, con l'aggiunta invasiva e incombente sella radiazione nucleare, non sono "pessimismo cosmico", non hanno origine da filosofie nichiliste....sono dure realtà da affrontare fattivamente!
E poi siamo utilitaristi al massimo: a che serve la folosofia? a niente! disse Aristotele..e allora?

Un film, specialmente oggi, non è che raramente il prodotto della filosofia del tempo o della sensibilità di una umanità atterrita nel profondo...L'umanità oggi ha ben altro a cui pensare...e da fare...nel concreto!

Oramai, poi, non c'è più niente da esorcizzare: le migliaia, centinaia di migliaia di pubblicazioni degli ultimi '50 anni... letterarie, o su pellicola, o digitali,....hanno oramai esorcizzato tutto...o niente!
Noi stessi siamo coriacei, immunizzati e scettici...duramente provati e fatti esperti dalla pubblicità...ci vuole ben altro che un buon escamotage di un film...alla fine, tutto questo pubblicare,esporre al pubblico, è tutta una pappa...un melting pot planetario...nel mercato globale.

Gli sceneggiatori, i registi, sono professionisti delle idee da film, pescano ovunque e ogni tanto viene una buona idea e producono un film di successo, che la pubblicità lancia e supporta al momento, ma che viene subito superato da altri film di successso...magari in tutt'altro senso filosofico, comportamentale, psicologico.
E l'impressione fatta, lo sbalordimento, il coinvolgimento, sarebbero subito superati se non fosse per noi fanatici di forum, di cineforum, delle mostre del cinema, ecc...tanto che alla fine forse qualcosa resta.

D'altra parte, è in piccola parte...quasi nulla, che una buona idea, un film che colpisce l'immaginario del momento, ha un impatto duraturo sulla sensibilità globale: per lo piu' è un colpo di fortuna o un pretesto per fare cassa.
Ma tutto è presto dimenticato e superato: per creare una svolta duratura...esorcizzare sensazioni cosmiche, ce ne vuole!

Quali film ricordiamo che abbiano veramnte inciso sui loro tempi? forse qualcuno ..sulle dita di una mano!...Il grande dittatore, Easy reader, Blad runner, Spazio 1999...1984...ma non esorcizzavano niente a livello cosmico...erano forse legati al contingente...e poi è questione soggettiva: altri ne può citare altri...quindi si elidono!

Per la filosofia...è una roba come l'evoluzione delle specie: per piccoli passi, per salti impprovvisi, in migliaia di migliaia di anni...da un topolino si arriva a un elefante...o a niente!
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Vecchio 29-08-2011, 22.33.58   #32
CVC
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Riferimento: The Truman Show (l'idea Della Simulazione)

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,

e questa siepe, che da tanta parte

dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando, interminati

spazi di là da quella, e sovrumani

silenzi, e profondissima quïete

io nel pensier mi fingo; ove per poco

il cor non si spaura. E come il vento

odo stormir tra queste piante, io quello

infinito silenzio a questa voce

vo comparando: e mi sovvien l’eterno

e le morti stagioni, e la presente

e viva, e il suon di lei. Così tra questa

immensità s’annega il pensier mio:

e naufragar m’è dolce in questo mare.

L'infinito, G.Leopardi

Visitai tempo fa Recanati, ma mi dimenticai di vedere quella siepe, che ora stiamo chiamando muro.
Leopardi vede l'infinito dietro la siepe come Truman vedeva un mondo diverso da quello quotidiano e che non aveva mai visto.
Mentre Leopardi però sembra già dare un giudizio a ciò che c'è dietro la siepe, anche se non lo conosce, Truman invece è ingenuamente propenso all'ottimismo.
Mentre Leopardi è pessimista, Truman è ottimista.

Anche Truman però, dopo aver preso coscienza del primo inganno, potrebbe far la fine di Leopardi... e pensare che dopo tutto, se uno convincesse se stesso che tutto è un inganno, potrebbe, anche se per poco, trovare conforto alle sue angosce annegando (attenzione: non è la spiegazione della poesia) i suoi pensieri, soffocandoli invece che salvandoli.

Questo pessimismo cosmico che ci portiamo dietro da un duecento anni circa, ha radici molto profonde, che un film può solo portare in essere come una bolla di sapone. Ma se non tentiamo di esorcizzare queste nostre profonde paure, avremo difficoltà anche a parlarne.
Può darsi che la realtà al di là del muro si riveli peggiore, del resto mi pare che Leopardi tentò la fuga dalla casa paterna che considerava una galera ma che poi sia stato costretto a ripiegare ancora lì perchè non attrezzato per quell'altra realtà. Può darsi che sia Truman che Leopardi non avrebbero nemmeno tentato la fuga se non si fossero sentiti imprigionati in un mondo recintato da un muro. La consapevolezza che esista una realtà più vasta e inaccessibile li porta a sentirsi prigionieri di un mondo più piccolo, e a desiderare la fuga. Se non c'è la possibilità di scegliere si avverte la costrizione, e ciò porta a disprezzare ciò che si è obbligati ad accettare.

Ultima modifica di CVC : 30-08-2011 alle ore 20.45.48.
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Vecchio 30-08-2011, 20.40.23   #33
Tempo2011
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Originalmente inviato da Il_Dubbio
Anche questo mondo gattesco è una rappresentazione. Non del gatto ma di chi tenta di comprendere il gatto e il suo mondo.

Truman vive infatti una vita felice...fino a che comprende di essere in una realtà illusoria.
Questo era il senso del mio discorso. Se Truman avesse voluto continuare a vivere una vita felice avrebbe dovuto non accorgersi di vivere nella rappresentazione della sua stessa vita. Oppure, al limite, avrebbe potuto fare lo stesso tuo discorso: fino ad ora ho vissuto una bella vita, perchè rovinarla? Faccio finta di vivere la vera realtà delle cose, tanto nulla mi manca... o come direbbe Leopardi: io nel mio pensier mi fingo
/ e naufragar m’è dolce in questo mare.
Parlare della vita illusoria di Truman, o di realtà "virtuale", come da sempre affermo, mi sembra che siano la stessa cosa. Solo che Truman si ferma a quella costatazione senza porsi delle domande sui perché di quella finzione, mentre noi, alcune risposte le abbiamo formulate da un pezzo. Giuste? Sbagliate? Non fa niente; l'importante è che si reagisca e si prosegui verso la ricerca, qualunque essa sia. Di fatto, sono proprio quelli i momenti cui si deve mettere in moto la fantasia, che non è, come qualcuno pensa e ulysse in particolare, qualcosa di poco conto: come una funzione aleatoria, perché, secondo me, la fantasia, insieme alla memoria, al pensiero e alle intuizioni, è parte di quelle peculiarità umane che, da sempre, hanno mandato avanti l'evoluzione tecno-scientifica, e che senza le quali saremmo rimasti al chiodo "Paleolitico".
Sta di fatto che sono rimasto un tantino meravigliato, poiché quando ho parlato di realtà virtuale, nessuno ha avuto niente da commentare, mentre ora si parla della vita illusoria di Truman come chissà di quale scoperta si tratti. Per rinfrescare il mio pensiero, ricordo che, fintanto che non sapremo nome e cognome dei genitori che ci hanno generato (la vita), e fino a quando non comprenderemo perché stiamo su questa terra, non potremo mai vivere una realtà “reale”, per il solo fatto che non la conosciamo. Da qui: la finzione, l’illusione o il virtuale; scegliete voi. Per altro,e naufragar m’è dolce in questo mare, e come voler abbandonare il peso di una realtà che non si comprende, lasciando il quesito in sospeso, o ad altri.

Ultima modifica di Tempo2011 : 31-08-2011 alle ore 14.28.57.
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Vecchio 31-08-2011, 09.38.53   #34
CVC
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Originalmente inviato da Tempo2011
Parlare della vita illusoria di Truman, o di realtà "virtuale", come da sempre affermo, mi sembra che siano la stessa cosa. Solo che Truman si ferma a quella costatazione senza porsi delle domande sui perché di quella finzione, mentre noi, alcune risposte le abbiamo formulate da un pezzo. Giuste? Sbagliate? Non fa niente; l'importante è che si reagisca e si prosegui verso la ricerca, qualunque essa sia. Di fatto, sono proprio quelli i momenti cui si deve mettere in moto la fantasia, che non è, come qualcuno pensa e ulysse in particolare, qualcosa di poco conto: come una funzione aleatoria; mentre, secondo me, la fantasia, insieme alla memoria, al pensiero e alle intuizioni, è parte di quelle peculiarità umane che, da sempre, hanno mandato avanti l'evoluzione tecno-scientifica, e che senza le quali saremmo rimasti al chiodo "Paleolitico".
Sta di fatto che sono rimasto un tantino meravigliato, poiché quando ho parlato di realtà virtuale, nessuno ha avuto niente da commentare, mentre ora si parla della vita illusoria di Truman come chissà di quale scoperta si tratti. Per rinfrescare il mio pensiero, ricordo che, fintanto che non sapremo nome e cognome dei genitori che ci hanno generato (la vita), e fino a quando non comprenderemo perché stiamo su questa terra, non potremo mai vivere una realtà “reale”, per il solo fatto che non la conosciamo. Da qui: la finzione, l’illusione o il virtuale; scegliete voi. Per altro,e naufragar m’è dolce in questo mare, e come voler abbandonare il peso di una realtà che non si comprende, lasciando il quesito in sospeso, o ad altri.
Concordo pienamente con le tue osservazioni riguardo alla fantasia e all'intuizione, spesso purtroppo ci dimentichiamo che la scienza ha osservato che il 90% dell'attività del nostro cervello è attività inconscia, da ciò si potrebbe dedurre che siamo costituzionalmente più predisposti all inconscio ed all'immaginazione che al raziocinio. Del resto i filosofi non sono unanimi sulla questione fra logica e intuizione. La migliore sintesi è secondo me quella di Poincarè: "L'intuizione serve per inventare e la logica per spiegare".
Riguardo al comprendere perchè siamo su questa terra mi pare che ciò sia competenza della metafisica e, come sappiamo, non ne esiste una accettata universalmente. Esistono solo varie ipotesi nessuna delle quali dimostrabili.
La riflessione su Truman è più che altro suggestiva, ma a me ha dato lo spunto per riflettere sugli effetti di una presa di coscienza repentina ed inattesa. Che succederebbe se all'improvviso venissimo a conoscenza che quelli che abbiamo considerato sempre come i nostri genitori in realtà non lo sono perchè, per esempio, scopriamo di essere stati adottati o scambiati nella culla dell'ospedale in cui siamo nati? Oppure se si venisse a sapere che l'uomo non è mai stato sulla luna e che lo sbarco del 1969 è un film Di Kubrik? O che nell'attentato dell'11 settembre le cose non sono andate come sostenuto dai media?
Truman è solo un film, bello o no lascio ai critici cinematografici il compito di giudicare.
Ma è giusto impostare la propria vita su rassicuranti realtà inattaccabili o è preferibile adottare un atteggiamento open to revision?
Nel secondo caso, che implicazioni avrebbe ciò? Non dovrei fidarmi neanche del mio più caro amico.
Nel primo caso invece mi troverei completamente impreparato quando un qualcosa di cui non ho mai dubitato si rivela completamente diverso da ciò che credevo.
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Vecchio 31-08-2011, 14.03.28   #35
ulysse
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CITAZIONE DA ERETICO:
Citazione:
mi pare che Eretiko esprima in modo razionale e condivisibile il possibile senso e scopo della vita, escludendo che sia di una qualche economia e utilità inseguire la tante apparenti chimere della nostra fantasia e dei nostri desideri.
Riporto ancora di seguito il brano di Eretiko come una delle poche perle da meditare: non da intendere ovviamente come verità assoluta.

Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko
Certo. e la verità che tu immagini esistere potrebbe anche essere: non esiste nessuna verità. In effetti credo che uno scopo lo abbiamo: quello di perpetuare la vita, e di dare immortalità ai nostri geni, esattamente come fanno, in modo ingegnoso, tutte le altre splendide macchine viventi che esistono in natura.
L'autopromozione a "creature speciali" che ci siamo dati (e che molti ritengono ci sia data da qualche entità trascendente) non è servita molto nel corso dei secoli, anzi spesso ha generato irrazionali e incomprensibili comportamenti che hanno seriamente ostacolato l'evoluzione culturale della nostra specie.
.

Citazione:
In ogni caso devi ammettere che sono in buona compagnia nel pensare che vi sia una verità assoluta, altrimenti dovremmo smantellare qualsiasi concetto filosofico e la filosofia stessa.

Ma non credo che una “verità”, assoluta o relativa che la si reputi, la si possa approvare o rigettare per alzata di mano: se il concetto da salvare fosse l’assoluto…smantelliamo pure ogni struttura di pensiero lo contempli... o usiamolo ciome esempio di mala filosofia.

D’ltra parte, nessuno piange per lo smantellamento di una teorie scientifica quando venga sostituita da una più vera e meglio interpretante la fenomenologia dell’universo: nessuna teoria scientifica si può avvalere del crisma della assolutezza e del’eternità
Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
In ogni caso devi ammettere che sono in buona compagnia nel pensare che vi sia una verità assoluta, altrimenti dovremmo smantellare qualsiasi concetto filosofico e la filosofia stessa. Certamente, in questa ricerca viene messo in conto che potrebbe non esserci nessuna verità assoluta o compito assegnato all'uomo; ma pare che gli indizi che abbiamo ci consigliano di continuare, anche se, l'unico inconveniente e che, forse, non la scopriremo mai.

Quale congruenza e corelazione può esserci fra gli indizi che consigliano di continuare la ricerca e la previsione di sicuro fallimento: è una assurdità!

Nella economia della ricerca tecnico/ecientifica, si perseguono in primis gli argomenti che presentano una qualche speranza di soluzione..comunque di grande utilità contingente...che, naturalmente, potrebbe non esserci, ovviamente.

Ma se niente, se non il desiderio o la credenza, fa presagire una soluzione, meglio è astenersi e perseguire altre utilità.
In effetti questa è la posizione della scienza nei confronti del trascendete …nessun indizio, nessun appliglio concreto, nesasuna misura possibile…quale speranza di risultato? Meglio rinunciare per ora!

La fenomenologia dell’universo riserva altri infiniti campi di ricerca che spettano di essere risolti…o irrisolti.
.
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Vecchio 31-08-2011, 17.53.44   #36
Eretiko
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Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
In ogni caso devi ammettere che sono in buona compagnia nel pensare che vi sia una verità assoluta, altrimenti dovremmo smantellare qualsiasi concetto filosofico e la filosofia stessa

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Quale congruenza e corelazione può esserci fra gli indizi che consigliano di continuare la ricerca e la previsione di sicuro fallimento: è una assurdità!

Evidentemente è nell'umana natura non fare tesoro di quei risultati cui altri, prima di noi, sono arrivati in maniera logica e quindi, per me, inconfutabile. Ad esempio già Kant ci ha dimostrato, credo, che la nostra ragione è limitata e non gli si possono chiedere compiti impossibili, come quello di cercare eventuali verità assolute. Se il compito della filosofia fosse quello di cercare le verità assolute allora potremmo accontentarci di quelle teologiche, e il discorso sarebbe chiuso su tutti i fronti (e in effetti lo è per chi ci crede).
Ma se, come il sottoscritto, si è fondamentalmente insoddisfatti delle risposte che ci danno le religioni, allora gli "indizi" per la ricerca filosofica non credo possano arbitrariamente trascendere da quelle verità relative della scienza che hanno carattere oggettivo, verità che molti filosofi contemporanei continuano ad ignorare, come ad esempio dimostrano le continue speculazioni su spazio e tempo.
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Vecchio 31-08-2011, 23.00.52   #37
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Citazione:
CVC
Concordo pienamente con le tue osservazioni riguardo alla fantasia e all'intuizione, spesso purtroppo ci dimentichiamo che la scienza ha osservato che il 90% del nostro cervello esegue attività inconscia, da ciò si potrebbe dedurre che siamo costituzionalmente più predisposti all’inconscio e all'immaginazione che al raziocinio.
Sinceramente non saprei se l'immaginazione sia una peculiarità assoluta dell'inconscio, e non so nemmeno se la scienza lo affermi, proprio perché è quella parte di noi che non è conosciuta, formatasi con tutte le esperienze, tramandateci, fin dalla prima forma di vita (Mia teoria), e, secondo me, non vi sarà mai nessuno che potrà svelarla. Chiarito questo dubbio, sono molto convinto che la fantasia e la memoria, siano la chiave di lettura della vita, e che senza di esse l'evoluzione culturale e sociale si fermerebbe. Se poi a queste peculiarità ci aggiungessimo, al non intervento, anche la memoria fisica, allora si fermerebbe anche quel tipo di evoluzione che trasforma tutto per meglio adattarsi. Per altro, mi sembra di ricordare che il maggior volume della scatola cranica, l'uomo lo abbia raggiunto nell'età delle caverne, per poi, a mano a mano diminuire. La diminuzione della scatola cranica, e quindi della massa cerebrale, sia dovuto proprio alla migliore organizzazione sociale che l'uomo, nel tempo, si è dato. Naturalmente, secondo me, questo è avvenuto tramite l'esperienza, la memoria e, sopra di tutto, la fantasia.
Citazione:
Del resto i filosofi non sono unanimi sulla questione fra logica e intuizione. La migliore sintesi è secondo me quella di Poincarè: "L'intuizione serve per inventare e la logica per spiegare".
Secondo me la macchina di ricerca per inventare qualsiasi cosa è la fantasia, l'intuizione è quel lampo proveniente dalla fantasia che ti porta la soluzione bella che pronta, mentre tu guardavi da tutt'altra parte.
Citazione:
Riguardo al comprendere perché siamo su questa terra mi pare che ciò sia competenza della metafisica e, come sappiamo, non ne esiste una, accettata universalmente. Esistono solo varie ipotesi nessuna delle quali dimostrabili.
Ma non per questo, necessariamente, tutte le ipotesi devono essere considerate metafisiche. La ricerca di nuovi orizzonti è stata e sempre sarà, necessariamente, sempre empirica, come sono stati gli inizi di ogni ricerca, e se guardiamo a quella dell'ottocento, dove è iniziata l'industria, di esempi ne abbiamo a centinaia.
Citazione:
La riflessione su Truman è più che altro suggestiva, ma a me ha dato lo spunto per riflettere sugli effetti di una presa di coscienza repentina e inattesa. Che succederebbe se all'improvviso venissimo a conoscenza che quelli che abbiamo considerato sempre come i nostri genitori in realtà non lo sono perché, per esempio, scopriamo di essere stati adottati o scambiati nella culla dell'ospedale in cui siamo nati? Oppure se si venisse a sapere che l'uomo non è mai stato sulla luna e che lo sbarco del 1969 è un film Di Kubrik? O che nell'attentato dell'11 settembre le cose non sono andate come sostenuto dai media?
In quanto a questo sarebbe sufficiente che tu conoscessi le tue reazioni per comprendere il problema secondo il tuo punto di vista, perché di queste situazioni l'umanità, nella sua lunga storia, ne ha vissute a centinaia di migliaia, a iniziare sulle delusioni portate dalle religioni, dalla caduta dei grandi Imperi, delle ideologie, delle democrazie, ecc.
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Truman è solo un film, bello o no lascio ai critici cinematografici il compito di giudicare.
Ma è giusto impostare la propria vita su rassicuranti realtà inattaccabili o è preferibile adottare un atteggiamento open to revision?
Nel secondo caso, che implicazioni avrebbe ciò? Non dovrei fidarmi neanche del mio più caro amico?
A mio modo di vedere, l'atteggiamento Open To Revision, non dovrebbe interessare un rapporto così limitato come potrebbe esserlo un’amicizia, poiché, come abbiamo costatato dalla storia, le delusioni sono sempre arrivate dall'applicazione di dogmi o di grandi presunzioni umane, come gli imperi, le religioni, le ideologie ecc., perciò questo è quello che la storia ci ha insegnato; ora sta a noi non ripetere gli stessi errori se non vogliamo trovare la delusione oltre la siepe.
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Nel primo caso invece mi troverei completamente impreparato quando un qualcosa di cui non ho mai dubitato si rivela completamente diverso da ciò che credevo.
Appunto!

Ultima modifica di Tempo2011 : 01-09-2011 alle ore 16.05.08.
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Vecchio 01-09-2011, 10.33.22   #38
Il_Dubbio
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Riferimento: The Truman Show (l'idea Della Simulazione)

Non capisco come vengono portati avanti certi discorsi.

Eravamo partiti dall'idea della simulazione prendendo spunto dal film The Truman, io ho poi fatto un discorso simile prendendo spunto dall'opera di Leopardi, ora invece leggo che i film sono solo dei film, Leopardi era rachitico e viveva solo nella sua biblioteca... e quindi cosa?

Ritorniamo al problema delle verità relative ed assolute. Quando si discute di questo problema il suo svolgimento è simile alla denigrazione dell'opera di Leopardi solo perchè era rachitico (gobbo, brutto e solo). Si vuole denigrare l'assoluto scambiandolo con qualcosa di relativo facendolo però apparire un altro assoluto. La discussione non può decollare in questo modo (a mio avviso).

Per riuscire meglio nell'impresa della denigrazione si tirano fuori le religioni, ma anche la teoria darwiana... la storia e la geografia.

Allora prendiamo Godel anche... o le verità non dimostrabili. Gli assiomi, i postulati e le teorie non verificabili. Prendiamo quella gran parte di matematica che se pur esiste, perchè inventata da qualche matematico, non aderisce ad alcun modello fisico di riferimento.

Perchè non diciamo che anche la matematica è una "simulazione" della realtà?
Ed infatti essi sono "modelli", che qualche volta simulano bene la realtà, altre volte non ci azzeccano nulla.
Quando però parliamo di una matematica che simula un certo comportamento fisico, perchè lo prendiamo così sul serio? Del resto è solo una simulazione. O è la fisica ad essere una simulazione della matematica?

Continuando a denigrare Leopardi... o quel film..., non arriviamo al dunque, perchè il dunque è qualcosa di molto particolare, cioè sarebbe il rapporto tra la realtà e la finzione, o se vogliamo tra la rappresentazione della realtà (quindi anche la matematica) e la realtà (fisica).
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Vecchio 01-09-2011, 17.03.08   #39
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Originalmente inviato da Eretiko
Evidentemente è nell'umana natura non fare tesoro di quei risultati cui altri, prima di noi, sono arrivati in maniera logica e quindi, per me, inconfutabile. Ad esempio già Kant ci ha dimostrato, credo, che la nostra ragione è limitata e non gli si possono chiedere compiti impossibili, come quello di cercare eventuali verità assolute. Se il compito della filosofia fosse quello di cercare le verità assolute allora potremmo accontentarci di quelle teologiche, e il discorso sarebbe chiuso su tutti i fronti (e in effetti lo è per chi ci crede).
Ma se, come il sottoscritto, si è fondamentalmente insoddisfatti delle risposte che ci danno le religioni, allora gli "indizi" per la ricerca filosofica non credo possano arbitrariamente trascendere da quelle verità relative della scienza che hanno carattere oggettivo, verità che molti filosofi contemporanei continuano ad ignorare, come ad esempio dimostrano le continue speculazioni su spazio e tempo.
Forse, più semplicemente, il compito della filosofia potrebbe essere quello di ricercare la verità, e non per questo deve essere intesa quella assoluta, anche se vi sono alcuni che sono indirizzati in questo senso. Per altro, il discorso tra scienza e filosofia, necessariamente, non può essere interpretato in modo così netto, perché la storia insegna che molte volte è stata la filosofia a indicare la strada alla scienza; e a questo spirito apri strada, ci aggiungerei la fantasia, per il solo fatto di aver anticipato molti anni prima quello che sarebbe accaduto nel mondo scientifico.
Per tornare al thread e al film, ho avuto la sensazione che Truman si sia svegliato un tantino in ritardo sul tema, poiché come ho già fatto notare a CVC, moltissime volte la storia ha deluso la realtà degli uomini, con le bugie religiose, o con la presunzione degli imperi, con le bugie ideologiche ecc. Per essere più precisi, si potrebbe sottolineare che queste disillusioni, almeno, provengono da atti concreti, anche se se si sono sviluppati in uno stato di irrealtà umana. Di fatto, è questo il problema fondamentale; l'uomo vive in una verità "virtuale" poiché creata da altri. Prendere coscienza di questo stato, naturalmente, ci porterebbe a determinare che, tutti i comportamenti che mettiamo in atto non possono che nutrirsi di questa "virtualità", come, appunto, la costruzione di religioni che, pur costituendo un massimo sistema, separano gli uomini; di Imperi che vogliono sottomettere milioni di uomini in tutto il mondo, o d’ideologie che hanno tentato di fare altrettanto. In sostanza, dietro le sconfitte o disillusioni del passato, mi sembra che una strada si possa intravedere; ovvero: quella che l’uomo deve vivere per l’uomo, e questo potrà farlo solo se lo attua rimanendo unito. In pratica, siamo troppo fragili in quest’universo per poterci permettere il lusso di rimanere separati.
Secondo me varrebbe la pena di approfondirlo il tema della realtà "virtuale", che accenno da qualche tempo, o d’illusione, come afferma Truman, con un po’ di ritardo.
Per altro i due temi, fondamentalmente,sono differenti, ma il secondo non è altro che una conseguenza del primo; ed è questo che li collega.

Ultima modifica di Tempo2011 : 01-09-2011 alle ore 22.16.44.
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Vecchio 01-09-2011, 17.32.30   #40
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Sinceramente non saprei se l'immaginazione sia una peculiarità assoluta dell'inconscio, e non so nemmeno se la scienza lo affermi, proprio perché è quella parte di noi che non è conosciuta, formatasi con tutte le esperienze, tramandateci, fin dalla prima forma di vita (Mia teoria), e, secondo me, non vi sarà mai nessuno che potrà svelarla. Chiarito questo dubbio, sono molto convinto che la fantasia e la memoria, siano la chiave di lettura della vita, e che senza di esse l'evoluzione culturale e sociale si fermerebbe. Se poi a queste peculiarità ci aggiungessimo, al non intervento, anche la memoria fisica, allora si fermerebbe anche quel tipo di evoluzione che trasforma tutto per meglio adattarsi. Per altro, mi sembra di ricordare che il maggior volume della scatola cranica, l'uomo lo abbia raggiunto nell'età delle caverne, per poi, a mano a mano diminuire. La diminuzione della scatola cranica, e quindi della massa cerebrale, sia dovuto proprio alla migliore organizzazione sociale che l'uomo, nel tempo, si è dato. Naturalmente, secondo me, questo è avvenuto tramite l'esperienza, la memoria e, sopra di tutto, la fantasia.
Secondo me la macchina di ricerca per inventare qualsiasi cosa è la fantasia, l'intuizione è quel lampo proveniente dalla fantasia che ti porta la soluzione bella che pronta, mentre tu guardavi da tutt'altra parte.
Ma non per questo, necessariamente, tutte le ipotesi devono essere considerate metafisiche. La ricerca di nuovi orizzonti è stata e sempre sarà, necessariamente, sempre empirica, come sono stati gli inizi di ogni ricerca, e se guardiamo a quella dell'ottocento, dove è iniziata l'industria, di esempi ne abbiamo a centinaia.
In quanto a questo sarebbe sufficiente che tu conoscessi le tue reazioni per comprendere il problema secondo il tuo punto di vista, perché di queste situazioni l'umanità, nella sua lunga storia, ne ha vissute a centinaia di migliaia, a iniziare sulle delusioni portate dalle religioni, dalla caduta dei grandi Imperi, delle ideologie, delle democrazie, ecc.
A mio modo di vedere, l'atteggiamento Open To Revision, non dovrebbe interessare un rapporto così limitato come potrebbe esserlo un’amicizia, poiché, come abbiamo costatato dalla storia, le delusioni sono sempre arrivate dall'applicazione di dogmi o di grandi presunzioni umane, come gli imperi, le religioni, le ideologie ecc., perciò questo è quello che la storia ci ha insegnato; ora sta a noi non ripetere gli stessi errori se non vogliamo trovare la delusione oltre la siepe.
Appunto!
Dice Jung:"La fantasia è l'attività autonoma dell'anima, che prorompe dovunque diminuisce o cessa l'inibizione esercitata dalla coscienza, come nel sonno"
Secondo me invece l'intuizione è una deduzione inconscia
L'esperienza può trovare nuovi orizzonti solo se organizzata dall'intelligenza e dalla logica

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Non capisco come vengono portati avanti certi discorsi.

Eravamo partiti dall'idea della simulazione prendendo spunto dal film The Truman, io ho poi fatto un discorso simile prendendo spunto dall'opera di Leopardi, ora invece leggo che i film sono solo dei film, Leopardi era rachitico e viveva solo nella sua biblioteca... e quindi cosa?

Ritorniamo al problema delle verità relative ed assolute. Quando si discute di questo problema il suo svolgimento è simile alla denigrazione dell'opera di Leopardi solo perchè era rachitico (gobbo, brutto e solo). Si vuole denigrare l'assoluto scambiandolo con qualcosa di relativo facendolo però apparire un altro assoluto. La discussione non può decollare in questo modo (a mio avviso).

Per riuscire meglio nell'impresa della denigrazione si tirano fuori le religioni, ma anche la teoria darwiana... la storia e la geografia.

Allora prendiamo Godel anche... o le verità non dimostrabili. Gli assiomi, i postulati e le teorie non verificabili. Prendiamo quella gran parte di matematica che se pur esiste, perchè inventata da qualche matematico, non aderisce ad alcun modello fisico di riferimento.

Perchè non diciamo che anche la matematica è una "simulazione" della realtà?
Ed infatti essi sono "modelli", che qualche volta simulano bene la realtà, altre volte non ci azzeccano nulla.
Quando però parliamo di una matematica che simula un certo comportamento fisico, perchè lo prendiamo così sul serio? Del resto è solo una simulazione. O è la fisica ad essere una simulazione della matematica?

Continuando a denigrare Leopardi... o quel film..., non arriviamo al dunque, perchè il dunque è qualcosa di molto particolare, cioè sarebbe il rapporto tra la realtà e la finzione, o se vogliamo tra la rappresentazione della realtà (quindi anche la matematica) e la realtà (fisica).
Sia realtà che finzione sono entrambe rappresentazioni. Del resto basterebbe fare un semplice esperimento: provare ad osservare per un pò un oggetto e poi chiudere gl'occhi e riprodurlo mentalmente. Ci accorgeremo facilmente che l'oggetto rappresentato nella mente non è uguale all'oggetto fisico.
Direi che la relazione fra finzione è realtà sta nella rappresentazione e che la realtà stessa è una rappresentazione.
Forse è nel gioco fra assoluto e particolare che sorge la rappresentazione di ciò che chiamiamo realtà.
CVC is offline  

 



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