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Vecchio 11-09-2011, 22.12.50   #111
Eretiko
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Riferimento: The Truman Show (l'idea Della Simulazione)

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Gli errori causati dalle approssimazioni sono "errori". Se dovessi correggere un compito di un alunno, non posso dire che la sua conoscenza è precisa se fa degli errori grammaticali.

Dai, non fare finta di non aver capito di quali errori stavo parlando...
Se io esplicito una funzione tipo:

y = log(x)

questa è corretta e fornisce completamente il legame y-x. Ma se ti dico di valutarla a X = 7.345 otterrai sempre un risultato che è approssimato ad N cifre decimali (qualunque sia la calcolatrice che utilizzi). Anche se posso utilizzare N = 300 cifre decimali il calcolo è affetto da un errore sistematico di troncamento; questo non è un errore come quello grammaticale.
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Vecchio 11-09-2011, 22.17.09   #112
Tempo2011
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Riferimento: The Truman Show (l'idea Della Simulazione)

Citazione:
Tempo2011
Se affermi: "Quasi nessuno", vuol dire che qualcuno la sa definire? Ne potresti citare almeno uno? A me risulta che, fino a oggi, nessuno abbia dato una definizione dell'intelligenza che, non sia attaccabile o molto discutibile. Forse è proprio per questo che, nell'ambito di questa ricerca sulla realtà, stiamo cercando di trovarne una (perlomeno per quanto mi riguarda).
Citazione:
ulysse
Caro Tempo, l'espressione "QUASI NESSUNO" significa che sono prudente.
Infatti ...potrebbe essere che qualcuno l'ha data una tale definizione...magari non definitiva, ma in qualche modo plausibile...solo che a me potrebbe essere sfuggita.
Perdonami ulysse, ma poiché io interpreto in base a quello che leggo, e non alle tue intenzioni, la mia richiesta l'ho ritenuta plausibile. Di fatto, per essere prudente, ti potevi esprimere in altro modo.
Citazione:
ulysse
Dopo tutto non ho, come te, letto tutta la letteratura esistente sull'argomento.
E poi...cosa non è attaccabile?
Ma ora che tu dici che una definizione non c'è proprio, tolgo subito il "quasi": peraltro aspetto fiducioso che tu finalmente tolga l'umanità da questo impiccio: un grande passo per l'umanità!
Vedi, prima volevi essere prudente mentre ora che vuoi fare del sarcasmo, a buon prezzo, affermi cose inesatte che, peraltro, non ti riguardano. Di fatto, chi ti ha informato che io abbia letto tutta la letteratura esistente sull'argomento? In vari post ho affermato che le mie sono delle ipotesi empiriche, secondo me, autorizzate dall'immobilismo della scienza ufficiale sul tema. In fin dei conti non stiamo all'università dove si devono ripetere a pappagallo tutto quello scoperto da altri, senza mettere nulla di proprio, e finché il moderatore le passa a me sta bene.
Citazione:
Tempo2011
Vedi ulysse, secondo me sono proprio queste lunghe, noiose e inutili elucubrazioni (che tutti conoscono), a determinare la fine di thread che, invece, a mio modo di vedere, sono meritevoli di essere approfonditi. Scusami la brutalità, ma leggere intere pagine per poi non cavarci nulla, mi sembra diano fastidio un po’ a tutti.
Citazione:
ulysse
Amico Tempo non capico l'opportunità di questa osservazione: in fondo è in tutto il thread che non ci si cava nulla..se non il piacere di esprimersi...ma non potrebbe essere altrimenti!
Non sapevo tu fossi delegato ad esprimere il parere di tutti...comunque mi dai una buona notizia: tutti conoscerebbero le mie noiose, inutili elucubrazioni!
Significa che non sono poi tanto solo! Un qualche contributo spero comunque di darlo...nel mio piccolo.
Del resto, nonostante il poco tempo disponibile, a me, scrivere e leggere, piace e mi dispiace di non potere impegnarmi di più.
Dici che i miei post determinano le fine dei 3d!? Ma non credevo potessero influire tanto!
I tuoi scritti, invece, danno certo un forte contributo al prosieguo della discussione: infatti su di essi ci sarebbe sempre molto da dire.

L'opportunità è rappresentata da una critica costruttiva da parte mia, affinché, postando delle risposte concise, il dialogo possa proseguire più spedito e fruttuoso, poiché, in parecchi, ci siamo resi conto che un post lungo interrompe il confronto, poiché non tutti hanno il tempo per leggerlo e rispondere compiutamente. Per altro, come tu sai, non è la prima volta che ti è rivolta questa preghiera da alcuni di noi. E' certo che io potrei saltare i tuoi post e andare avanti, ma questo mi dispiace, perché quando intervieni tirando in ballo qualcuno, è giusto e educato che debba rispondere. Da qui il brutale appello che ti ho rivolto. Per altro, porca miseria, affermi sempre di avere poco tempo e poi t’imbarchi in pagine di riposte con dovizia di particolari ecc. figuriamoci se il tempo l’avessi avuto: poveri noi.

Ultima modifica di Tempo2011 : 12-09-2011 alle ore 17.17.49.
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Vecchio 11-09-2011, 22.34.36   #113
Eretiko
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Riferimento: The Truman Show (l'idea Della Simulazione)

Citazione:
Originalmente inviato da nemesi1
...Ma l'astrazione comporta il ricorso ad assiomi che, per descrivere il fenomeno, si allontanano dall'osservazione dello stesso.

Vero quel che dici. Però da questo punto di vista mi sento molto "einsteiniano", nel senso che l'osservazione deve essere di stimolo ad assiomi magari anche arbitrari ma che siano in linea di principio i più generali possibile. Se leghiamo la costruzione di una teoria all'osservazione, nel senso che quest'ultima deve guidare la teoria, rischiamo di cadere in quello che ho definito operazionalismo e strumentalismo: ovvero una teoria che diventa mera raccolta di dati sperimentali e catalogazione degli stessi ma senza una spiegazione degli stessi.
L'invito ad un commento dell'articolo di Licata era rivolto a me ?
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Vecchio 11-09-2011, 22.45.59   #114
Eretiko
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Riferimento: The Truman Show (l'idea Della Simulazione)

Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
Quello memorizzato nel DNA va a formare l'istinto. Per altro, contano le esperienze di tutti i giorni che cambiano in base alla situazione, all'ambiente ecc. ...Guarda che lo stesso meccanismo avviene anche per l'uomo.

Avevo compreso benissimo il senso di "memoria" che tu hai in mente; ma dove sta il meccanismo fisico che trsferisce l'esperienza al dna ? E come faccio a trasferire esperienze memorizzate nel dna dopo che ho già procreato ? E come fa a sussistere un effetto "memoria" in sistemi essenzialmente non lineari come quelli biologici ? E nel rimescolamento geni della riproduzione sessuale non si rischia di perdere completamente le eventuali esperienze di uno dei 2 genitori ?
Insomma, potrei portarti molti argomenti contro quello della "memoria", ma per ora limitati a rispondermi su questi che ti ho esposto.
Ovviamente non sono interessatoi a farti cambiare opinione, ma solo a capire quali sono i principi che ti hanno portato a formulare la tua teoria.
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Vecchio 12-09-2011, 00.35.06   #115
Il_Dubbio
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Riferimento: The Truman Show (l'idea Della Simulazione)

Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko
Dai, non fare finta di non aver capito di quali errori stavo parlando...
Se io esplicito una funzione tipo:

y = log(x)

questa è corretta e fornisce completamente il legame y-x. Ma se ti dico di valutarla a X = 7.345 otterrai sempre un risultato che è approssimato ad N cifre decimali (qualunque sia la calcolatrice che utilizzi). Anche se posso utilizzare N = 300 cifre decimali il calcolo è affetto da un errore sistematico di troncamento; questo non è un errore come quello grammaticale.

Dipende cosa comporta quel errore.

Ti faccio uno dei miei esempi "fantasiosi"

Tu sei un adulto e hai tre bimbi a cui devi dare una fetta di una torta.
Per questo motivo la torta andrà divisa esattamente in tre parti uguali altrimenti quelli litigheranno fra loro a chi spetterà quella che tu hai tagliato inavvertitamente più grossa. Questi sono bimbi svegli eh! Le tue approssimazioni non bastano, notano sempre la fetta più grossa.

Tu però sei un adulto e sai che comunque il tuo dovere lo hai fatto fino in fondo, perchè, benchè non hai gli strumenti per tagliare esattamente la torta in tre parti, hai comunque dato l'intera torta ai bimbi. Fino qui va bene. Il problema è che la tua imprecisione comporta, nel tempo, una tua l'ignoranza su chi ha mangiato di più. Più tagli torte e più questa imprecisione diventa grande. Siccome sono bimbi svegli, loro invece lo sanno (se ne accorgono) e incominciano a litigare tra loro sempre di più fino a che non riuscirai più ad essere convincente come adulto... e la torta te la sbattono in faccia

vado ora perchè si è fatto tardi
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 12-09-2011, 11.18.51   #116
CVC
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Riferimento: The Truman Show (l'idea Della Simulazione)

Citazione:
Originalmente inviato da nemesi1
E' giusta quest'osservazione. Ma l'astrazione comporta il ricorso ad assiomi che, per descrivere il fenomeno, si allontanano dall'osservazione dello stesso. In ogni scarto assiomatico della matematica c'è un riduttivismo di quanto osservato che deve essere tenuto presente specialmente quando abbiamo a che fare con sistemi complessi. In questo caso conta il discorso sull'osservato e l'osservatore.
Ti posto un articolo e mi piacerebbe che tu mi dicessi cosa ne pensi (anche in privato) se vuoi, naturalmente.
Ciao

Sistemi complessi ed apertura logica: la ragionevole inefficacia della matematica nello studio dei processi biologici



In modo un po’ paradossale, è con lo studio dei sistemi complessi che nasce l’esigenza dello scienziato semplice!

In questa sede non mi soffermerò a dare definizioni formali di “complessità” (non-linearità, etc.), e mi limiterò a dire che un sistema è “complesso” quando le descrizioni “fondamentali”- ad es. quelle basate sulla teoria dei campi, o più in generale quelle che descrivono analiticamente le forze in gioco secondo una schema riduzionista – falliscono (esempi classici: sistemi viventi, processi cognitivi).

Il riduzionismo ha uno stato di servizio eccellente nella storia della scienza, quindi dobbiamo aspettarci di imparare qualcosa di significativo dalla scoperta dei suoi limiti. Innanzitutto l’apertura termodinamica: i sistemi viventi dissipano energia, ed è grazie a questo meccanismo che sono aperti ad un flusso di energia-informazione con l’ambiente. Questa però è una condizione necessaria, ma non sufficiente. E’ richiesta poi l’apertura logica, che è legata alle caratteristiche dinamiche del binomio sistema-ambiente e si modifica continuamente nell’interazione, permettendo l’emergere di nuove strutture, le quali rappresentano la capacità del sistema di elaborare nuove strategie di adattamento e risposte “creative”, ampliando progressivamente i propri domini di significato.Ad esempio, i limiti della vecchia intelligenza artificiale “forte”, simbolica, sono legati proprio all’assenza di apertura termodinamica e logica: un programma “girando” non dissipa energia, il software non si modifica, è l’hardware che si consuma! Non emergono nuovi codici di elaborazione se non vengono esplicitamente inseriti.

D’altra parte le reti neurali sono assai meno biomorfe di quanto generalmente si creda, e confrontate con un cervello “vero” somigliano piuttosto a dei “giocattoli”. Tra le differenze più rilevanti ricordiamo l’esistenza di un programma genetico, che “pilota” in qualche modo ancora non del tutto chiaro l’evoluzione, l’interazione con l’ambiente e l’esistenza di una complessa modularità cerebrale che fa somigliare il cervello ad un insieme integrato di risorse.

Per comprendere la questione nella sua generalità, sarà opportuno qui far riferimento all'epistemologia costruttivista di ispirazione sistemico-cibernetica, secondo la quale la categoria più appropriata per valutare una teoria scientifica non è tanto la sua “verità” intesa in senso astratto e definitivo, quanto la fecondità, ossia la capacità di descrivere efficacemente un certo quadro osservativo producendo predizioni sperimentalmente testabili, e stimolando prospettive e domande nuove.
Quando studiamo un sistema operiamo una partizione ideale tra questo ed il resto del mondo. Un'operazione di questo genere è sempre un atto teorico piuttosto forte ed arbitrario, benché necessario per poter ottenere qualche risultato. La ricerca di una Teoria del Tutto può considerarsi propriamente come la ricerca di un contesto teorico nel quale ogni divisione tra sistema ed ambiente è impossibile in linea di principio. Il modello matematico di un sistema fisico comporterà dunque una serie di parametri il cui ruolo è quello di fissare in modo formale le relazioni tra il sistema e l'ambiente. Per molti sistemi della fisica classica e quantistica questo può essere fatto senza troppe difficoltà, ma passando ai sistemi biologici e cognitivi ci troviamo davanti ad una situazione esponenzialmente più complessa. Dobbiamo considerare infatti una dipendenza piuttosto complicata di numerosi parametri tra loro, ed una variazione di questi in relazione all' evoluzione dell'accoppiamento sistema-ambiente. Gran parte di questi parametri, poi, sono inaccessibili perché dipendono dallo stato interno dello specifico sistema preso in considerazione. Si può mostrare che queste caratteristiche possono essere espresse come un numero variabile di vincoli che descrivono la struttura ed il comportamento del sistema. Possiamo dunque ordinare i vari modelli in una gerarchia di complessità, dove l'apertura logica cresce in funzione del numero n di vincoli.

Il problema nasce quando descriviamo un sistema ad alta apertura logica, dove è necessario considerare esplicitamente la coevoluzione sistema-ambiente, attraverso modelli a bassa apertura logica, che introducono una drastica semplificazione di queste relazioni. Questo è proprio quello che succede con i sistemi complessi. Inutile allora cercare teorie “complete”, meglio imparare a cogliere vari aspetti del sistema utilizzando un uso dinamico dei modelli possibili.

Tutto ciò può essere espresso attraverso un'analogia piuttosto stretta con i famosi teoremi di incompletezza di Kurt Gödel. Questi teoremi, considerati nella loro generalità, ci dicono quanta matematica perdiamo se tentiamo di comprimerla in un sistema di assiomi. Infatti, come ha mostrato G. Chaitin nella sua analisi informazionale di questi fondamentali teoremi della logica, la matematica è un sistema aperto, in modo molto simile ad ogni altro linguaggio. E' sempre possibile costruire nuove proposizioni, impredicibili sulla base di un singolo sistema assiomatico. Questa impredicibilità è essenziale per comprendere una questione a lungo dibattuta che possiamo definire la ragionevole inefficacia della matematica nella descrizione dei sistemi biologici. Infatti i processi di emergenza intrinseca tipici dei sistemi viventi possono essere considerati come espressione di altissima apertura logica. Ogni descrizione matematica corrisponde ad una scelta modellistica centrata su una specifica partizione sistema-ambiente e ci troveremo così ad operare necessariamente con un mondo a bassa apertura logica. Avremmo dunque bisogno di un sistema con apertura logica con n -> infinito, un sistema dove ogni possibile relazione tra organismo ed ambiente è completamente specificata; c'è però una differenza essenziale fra una teoria ad apertura logica infinita ed una Teoria del Tutto come la intendono i fisici teorici. Quest'ultima mira a fornire le leggi universali che regolano i comportamenti delle varie forme di materia ed energia, e tende a descrivere l'universo fisico come un sistema unico, mentre una teoria ad apertura logica infinita dovrebbe contenere l'informazione necessaria per descrivere in dettaglio e ad ogni istante ogni possibile relazione tra lo stato del mondo e lo stato interno del sistema.Per far questo bisogna fissare le condizioni al contorno che definiscono la storia dinamica di un singolo sistema. In questo modo reintroduciamo però la distinzione fra sistema ed ambiente!

Dobbiamo quindi accettare l'idea che un modello matematico introduce nella descrizione dei sistemi biologici e cognitivi un certo grado d'indeterminazione. Lungi dall'essere una caratteristica della fisica quantistica, gli sviluppi futuri della biologia teorica ed in generale lo studio della complessità vedranno un’ampia fioritura di principi di indeterminazione, che indicheranno il tipo e la qualità d'informazione che andrà perduta operando una particolare scelta modellistica.
Un'altra questione importante suggerita dallo studio dell'apertura logica è quella di abbandonare la vecchia nozione di Turing - computabilità in favore della più ampia nozione di "computazione naturale"; nel primo caso l'informazione viene gestita in "modo rigido" attraverso codici predefiniti, mentre nella computazione naturale l'attenzione è centrata su come il flusso d'informazione ).ridefinisce continuamente nuove strategie adattative che implicano l'emergenza di nuovi codici in grado di pilotare il sistema verso soluzioni "creative". All'interno di questa linea di ricerca c'è probabilmente la possibilità di dare una risposta non banale, e non retorica, alle capacità super-Turing delle mente rispetto alle macchine (halting problem).

l’Osservatore e il soggetto

Una caratteristica essenziale dello scienziato semplice è quella di essere pienamente consapevole del ruolo sociale e politico giocato.
[...]
Con il mio amico David Peat, anche lui ex-allievo di Bohm, organizziamo spesso incontri su questi temi a Pari, un borgo medioevale nell’incantevole campagna toscana. (I. Licata)
L'oggettività è solo un'astrazione della nostra mente, un termine di paragone, un'idea.
L'esistenza di sistemi complessi è fondamentale per l'organizzazione della nostra coscienza. Ci permette di differenziare la realtà. Il pensiero nasce nel bambino in forma sincretica, l'esperienza ci permette di differenziare e di conoscere o intuire l'esistenza di sistemi complessi che indicano l'organizzazione il cui senso è oggettivato dall'esperienza.
La quantistica ha valore come forma di ragionamento concreto, permette la misurazione di entità diversamente non calcolabili
Ma non dovrebbe avere alcuna valenza in ambito filosofico
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Vecchio 12-09-2011, 13.26.03   #117
nemesi1
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Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko
Vero quel che dici. Però da questo punto di vista mi sento molto "einsteiniano", nel senso che l'osservazione deve essere di stimolo ad assiomi magari anche arbitrari ma che siano in linea di principio i più generali possibile. Se leghiamo la costruzione di una teoria all'osservazione, nel senso che quest'ultima deve guidare la teoria, rischiamo di cadere in quello che ho definito operazionalismo e strumentalismo: ovvero una teoria che diventa mera raccolta di dati sperimentali e catalogazione degli stessi ma senza una spiegazione degli stessi.
L'invito ad un commento dell'articolo di Licata era rivolto a me ?

Si, c'è il rischio dell'operazionalismo cui accenni, ma credo che la differenza la faccia la consapevolezza di tale rischio. D'altro canto la teoria può guidare l'osservazione fino a quando gli assiomi restano generali. Si rischia però di perdere tutto un campo di esplorazione se si tace su cui non si può parlare. In questo spazio, forse, un po' di strumentalismo consapevole può essere d'aiuto allo sviluppo di un terreno scientifico e culturale.

PS: Si, dicevo a te, mi saresti di grande aiuto se facessi una critica a quell'articolo.

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
L'oggettività è solo un'astrazione della nostra mente, un termine di paragone, un'idea.
L'esistenza di sistemi complessi è fondamentale per l'organizzazione della nostra coscienza. Ci permette di differenziare la realtà. Il pensiero nasce nel bambino in forma sincretica, l'esperienza ci permette di differenziare e di conoscere o intuire l'esistenza di sistemi complessi che indicano l'organizzazione il cui senso è oggettivato dall'esperienza.
La quantistica ha valore come forma di ragionamento concreto, permette la misurazione di entità diversamente non calcolabili
Ma non dovrebbe avere alcuna valenza in ambito filosofico

L'idea, l'astrazione dell'oggettività con cui si guarda all'esperienza nasce e fa parte dello stesso sistema complesso, per cui il pensiero più che in modo sincretico nasce co-costruito (se non sbaglio Vygotskij faceva una critica del genere a Piaget).
Le implicazioni filosofiche dell'indeterminazione quantistica riguardano il rafforzamento di un relativismo moderno a mio avviso, dal momento che si riscontra in vari ambiti scientifici.

Ultima modifica di nemesi1 : 12-09-2011 alle ore 16.22.17.
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Vecchio 12-09-2011, 15.50.26   #118
Eretiko
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Originalmente inviato da Il_Dubbio
Ti faccio uno dei miei esempi "fantasiosi"...

Il tuo esempio della torta non è pertinente: seguendo metodi geometrici posso sempre tagliare la torta in 3 parti identiche; se però voglio calcolare il peso della fetta o il suo volume sono necessariamente legato agli strumenti di misura e/o di calcolo. Infatti posso sempre dire che una fetta pesa 1/3 della torta o che abbia 1/3 del volume della torta, ma se la torta è di 1Kg esatto entriamo in crisi nella misura con la bilancia: ogni fetta pesa 0.333.... Kg. e nessuna bilancia potrà farci vedere il numero infinito di cifre decimali.
Comunque il problema dell'errore sistematico non è in questo caso grave: posso controllarlo arbitrariamente fissando il numero di cifre.
Nel caso di sistemi non-lineari la situazione diventa più difficile: al passare del tempo la non linearità influisce pesantemente sulla propagazione dell'errore fino a farlo diventare incontrollabile (caos).
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Vecchio 12-09-2011, 18.14.25   #119
Tempo2011
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Originalmente inviato da Eretiko
Avevo compreso benissimo il senso di "memoria" che tu hai in mente; ma dove sta il meccanismo fisico che trsferisce l'esperienza al dna ? E come faccio a trasferire esperienze memorizzate nel dna dopo che ho già procreato ? E come fa a sussistere un effetto "memoria" in sistemi essenzialmente non lineari come quelli biologici ? E nel rimescolamento geni della riproduzione sessuale non si rischia di perdere completamente le eventuali esperienze di uno dei 2 genitori ?
Insomma, potrei portarti molti argomenti contro quello della "memoria", ma per ora limitati a rispondermi su questi che ti ho esposto.
Ovviamente non sono interessatoi a farti cambiare opinione, ma solo a capire quali sono i principi che ti hanno portato a formulare la tua teoria.
Semplice deduzione Eretiko, semplice deduzione. Di fatto, se tu avessi osservato il comportamento del gatto di tuo nonno, quello di tuo padre e l'avessi paragonato con tuo, ritenendoli tutte e tre identici, sicuramente ti saresti posto la stessa domanda che mi sono fatta io; ovvero: ma se il mio gatto è vissuto in un assoluto isolamento fin dalla nascita, da dove ha potuto copiare quegli identici comportamenti felini? Quello che tu affermi è vero ed è, come ripeto, la stessa cosa che sostiene la scienza; però, se è verosimile che questa ipotesi sia difficilissimo spiegarla, se vai a sondare altre strade ti troveresti davanti ad una vera e propria impossibilità. Oppure anche noi sposiamo l'ipotesi effettuata da Francesco e Bianca Melchiorri, i quali, come ripeto, affermano:
Citazione:
E’ come se il nostro destino facesse parte di un codice genetico cosmico, che si snoda misterioso nell’arco di un’infinitesima frazione di secondo durante l’Era di Plank. E’ possibile che il salto agile di una gazzella, il passo leggiadro di una fanciulla o le ire dei grandi della terra, siano stati scritto in una sola volta e per sempre, nelle infinitesime vibrazioni delle dieci dimensioni nella teoria del tutto?
Tra l'altro la deduzione, nella ricerca empirica e non empirica, ha molta importanza e il più delle volte è risolutiva.
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Vecchio 12-09-2011, 18.43.16   #120
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Tempo2011
Quello memorizzato nel DNA va a formare l'istinto. Per altro, contano le esperienze di tutti i giorni che cambiano in base alla situazione, all'ambiente ecc. ...Guarda che lo stesso meccanismo avviene anche per l'uomo.
Citazione:
Eretiko
Avevo compreso benissimo il senso di "memoria" che tu hai in mente; ma dove sta il meccanismo fisico che trsferisce l'esperienza al dna ? E come faccio a trasferire esperienze memorizzate nel dna dopo che ho già procreato ?
Vorrà dire che a quel figlio trasmetterai solo le esperienze fatte fino a quel momento. Anzi, questo, in parte, giustificherebbe le differenze esistenti tra fratelli.
Citazione:
Eretiko
E come fa a sussistere un effetto "memoria" in sistemi essenzialmente non lineari come quelli biologici ? E nel rimescolamento geni della riproduzione sessuale non si rischia di perdere completamente le eventuali esperienze di uno dei 2 genitori ?
Perdonami Eretiko: in che modo il DNA è diventato la memoria di ognuno di noi? Inoltre, nel rimescolamento dei geni potrebbe avvenire quello da te paventato (non lo so certo io), ma ancora una volta questa differenza giustificherebbe le differenze caratteriali, o altro, tra fratelli.
Citazione:
Eretiko
Insomma, potrei portarti molti argomenti contro quello della "memoria", ma per ora limitati a rispondermi su questi che ti ho esposto.
Secondo me sarebbe interessante che tu portassi altri argomenti contro la memoria, perché, come sai, solo in questo modo potremmo chiarirci le idee.
Citazione:
Eretiko
Ovviamente non sono interessatoi a farti cambiare opinione, ma solo a capire quali sono i principi che ti hanno portato a formulare la tua teoria.
Il principio l'ho scritto a parte, in quanto a cambiare idea ci impiegherei due secondi se le mie ipotesi venissero confutate senza via di scampo.
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