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 La Riflessione - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica


Vecchio 10-08-2010, 09.19.37   #101
giacomo_do
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Il confornto anche violento tra le religioni non è una prerogrativa di oggi , Ricordiamo la persecuzione avvenuta al tempo die Primi Cristiani quando si rifiutavano di bruciare l'incenso a cesare o venivano portati al circo massimo per essere sbranati dai leoni.
O quando ci furono le Crociate in cui I "cirsitiani" uccisero gli islamici per un pezzo dit erra e fecero quello che oggi chiameremmo querra santa, non cambio molto quando si scopri il Nuovo mondo uccidendo massacrando chi non voleva Volontariamente diventare convertito, nè L'inquisizione cambio le cose uccidendo anche altri Cristiani solo perche avevano un punto di vista diverso dalla Dottrina corrente.
Ci dovremmo meravigliare sè oggi si viene ripagati con la stessa moneta?
ma Gesù un profeta riconosciuto anche dagli Islamici e persino dal Gandi come giuda cosa ci disse di fare per dimostrare di essere suoi discepoli? " Da questo riconosceranno che siete i mei discepoli sè vi AMERETE gli uni gli altri come vi ho AMATI io."
La Domanda è Chi è il vero Dio? Come si è rivelato a noi?
giacomo_do is offline  
Vecchio 12-08-2010, 19.21.03   #102
ulysse
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Citazione:
Originalmente inviato da Gianfry
Dio e le Religioni

Come sappiamo, dietro ogni cosa c’è sempre Dio.
Ora, se questo è vero, sorgono alcune domande:

1) perché esistono più religioni?
2) perché ci sono molti testi spirituali da scegliere?
3) i diversi testi spirituali non promuovono divisioni tra popoli?

Una risposta esauriente a tali domande la da la Kabbalah.....ecc...


Chiedo scusa per il ritardo...la cosa potrebbe apparire oramai suerata, ma....
nella rilettura di questo topic mi ha colpito l’imprudenza della affermazione:

Come sappiamo, dietro ogni cosa c’è sempre Dio.

Infatti mi pare una affermazione azzardata...quasi un assioma...
La frase che segue sembra comunque addolcire….:

...se questo è vero....…..

…… conseguono, descritte nel post di riferimento, le varie spiegazioni giustificanti anche delle diversità dei vari racconti religiosi. Spiegazioni e giustificazioni prive di universalità visto che sussistono dubbi circa l’assioma premesso

E se lo abolissimo questo assioma?

Infatti, credo che oltre a me anche altri non concordino con la premessa assiomatica. Essa perde così il suo carattere di universalità…e di conseguenza perdono di universalità anche le spiegazioni che ne derivano: è solo questione di opinione o di fede in un senso o nell'altro…niente di dimostrabile o meno come ben sappiamo: assioma!

D’altra parte, così come l’inosservanza del 5° postulato di Euclide ha portato ad elaborare geometrie non euclidee, cosi la non universalità o negazione dell’assioma iniziale porta ad ammettere altri modi di pensare e altre credenze, altre strutture di pensiero, altre sensibilità spirituali, escludenti o non contemplanti la presenza nascosta di Dio…. come sarebbero le varie filosofie laiche…comprese le scienze…negando nel contempo la religione come esclusivo riferimento di senso del vivere umano e quindi anche la loro auspicabile uniformità circa le verità propalate.

Oramai è universalmente noto che Nietzche aveva suggerito già ai suoi tempi che l’dea del divino non costituiva più esclusivo riferimento di verità nel pensiero degli uomini

Ne consegue che anche le spiegazioni e metafore esplicate nel post circa la varietà delle religioni non hanno valore universale o comunque non ne giustificano l’esistenza di fronte ad un supposto Dio unificante… che però potrebbe anche non essere.
Al massimo tali spiegazioni possono costituire fantasione metafore dei vari modi di tendere a Dio…per chi avesse tale propensione od esigenza.

Direi quindi che non solo le varie religioni, pur nella loro diversità, avrebbero pari dignità come sistemi di pensiero o di credenza, non solo verso Dio, ma anche verso gli uomini, ed anche fra di esse potrebbero trovar posto dignitoso, in sé egualmente possibile, altre visioni del senso del vivere come sarebbero l’ateismo, l’agnosticismo…o altre filosofie laiche….esprimenti verità spesso contrastanti con le VISION definite religiose o con l'una o con l'altra religione..

Certo verrebbe anche meno la promessa di Gesù di una improbabile unificazione e coincidenza finale di ogni “diversa” verità.

In definitiva mi pare che l’ ammettere l’assioma iniziale comporti notevoli difficoltà nella congruenza delle varie VISION, per cui direi di abolirlo questo assioma…per lo meno sottomettere la sua accettazione alla volontà ed esigenza del singolo.

La cosa porterebbe certo ad un senso di maggior libertà per la coscienza di ciascuno nel perseguimento di una propria più o meno millenaria cultura, assieme ad un sempre più spinto rigore razionale rifuggente le oscure metafore delle scritture.

Forse sono andato un po’ fuori tema, ma è la domanda posta come argomento che è mal strutturata: essa presuppone come fatto imprescindibile che dal Dio unico creatore abbiano origine le religioni, mentre é vero il contrario!

Sono le religioni che creano Dio...e lo creano a loro immagine e somiglianza..ciascuna secondo la propria specificità!

Le religioni infatti, a loro volta, derivano dalla continua, millenaria, evoluzione, oltre che cerebrale...insieme e concomitante, dello spirito e della cultura umana nella specificità dei singoli popoli ed etnie…così come sorgono le varie VISION filosofiche sensibili alla comunione spirituale e sociale, ma prive di aneliti religiosi.
La qual cosa compare già evidenziata, pur senza pretesa di verità assolua, in alcuni dei post di questo topic…per lo meno nei miei.

Ultima modifica di ulysse : 13-08-2010 alle ore 19.00.53.
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Vecchio 24-08-2010, 18.28.41   #103
ulysse
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

L'ENTROPIA DELE FEDI.
....vorrei, con quanto segue, ipotizzare una possibile estensione...magari conclusione del post precedente....o dell'intero topic.

E' presumibile che la globalizzazione, con esperienze e conoscenze diffuse, porti l'umanità ad un sorta di unifomità delle tipologie e strutture di pensiero, e non solo di pensiero, con entropia culturale crescente.

E' probabile che, alla massima entropia, lo scetticiso generale negherà ogni credenza e spariranno insieme dei e religioni...oppure l'idea dell'unico Dio costituirà il nocciolo dell'uniformarsi del pensiero e sentire religioso...o, per lo meno, l'accettazione di ogni tipo di fede senza esclusioni.

Si realizzerà allora la grade utopia con la fratellanza universale e l'accoglienza degli uni verso gli altri... con eliminazione dei contrasti sociali e politici: niente piu' guerre.
Ma per questo sarà necessario che la eventuale fede, anche se diversa, non costituisca piu' per nessuno la personale esclusiva verità assoluta.
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Vecchio 31-08-2010, 11.43.52   #104
marco cossu
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Ciao a tutti,

non c'è dubbio sul fatto che di Dio ce ne sia uno solo ma le religioni sono tante a causa del legame che l'uomo necessita con la forma.
Le religioni infatti differiscono proprio nel l'aspetto formale e quindi nella modalità di vivire la spiritualità ed il contatto con Il divino.

La stessa parola "religione" che deriva da "rilegare" fa pensare ad un insieme di morme anche scritte che regolamentano i contatti con Dio.

In teorìa non ci sarebbe bisogno di religioni però l'essere umano necessita sicurezze ed è portato a pensare che un'idea sia più vera in funzione del numero di persone che la condividono.
Ecco perchè la religione sfoccia nella violenza.
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Vecchio 31-08-2010, 14.28.18   #105
Emy76
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Wink Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Salve a tutti,
ho letto con interesse i vostri post e continuo a pensare che la religione è una necessità dell'uomo, un bisogno di punti di riferimento, una speranza che riempia il vuoto esistenziale in cui siamo piombati dalla nascita. Tale vuoto coincide con il non sapere da dove abbia origine il tutto e per non "impazzire" l'uomo materializza la paura di un Ente invisibile creando delle spiegazioni razionali, ovvero le religioni. Quando poi non ha più risposte dice che si crede per Fede.
Le religioni altro nn sono che le proiezioni socioculturali di popoli tanto differenti.
Dio è uno, secondo me, solo che lo spieghiamo in modi differenti, anche contraddittori perchè nn possiamo nn proiettare in tale Ente le nostre paure.
Emy76 is offline  
Vecchio 31-08-2010, 16.02.27   #106
Sirviu
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

"Se gli uomini potessero dirigere con fermo proposito tutte le loro vicende o se la fortuna fosse sempre benigna nei loro confronti, non sarebbero preda di alcuna superstizione. Ma spesso finiscono in situazioni così difficili da non poter formulare nessun piano d’azione e, di solito, per amore dei beni incerti della fortuna (che desiderano senza alcuna moderazione), oscillano miseramente tra la speranza e il timore: così il loro animo è, quasi sempre, totalmente incline a credere qualsiasi cosa."

Spinoza - Trattato teologico-politico
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Vecchio 07-09-2010, 19.42.14   #107
ulysse
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Citazione:
Originalmente inviato da marco cossu
Ciao a tutti,

non c'è dubbio sul fatto che di Dio ce ne sia uno solo ma le religioni sono tante a causa del legame che l'uomo necessita con la forma.
Le religioni infatti differiscono proprio nel l'aspetto formale e quindi nella modalità di vivire la spiritualità ed il contatto con Il divino.

La stessa parola "religione" che deriva da "rilegare" fa pensare ad un insieme di morme anche scritte che regolamentano i contatti con Dio.

In teorìa non ci sarebbe bisogno di religioni però l'essere umano necessita sicurezze ed è portato a pensare che un'idea sia più vera in funzione del numero di persone che la condividono.
Ecco perchè la religione sfoccia nella violenza.

Ammesso (come ipotizza anche il titolo del topic) che si possa ripondere affermativamente all'ipotesi prima... cioè che Dio esista...od anche se sia cocepito come unico nelle nostre strutture pensanti, posso poi concordare con l'osservazione di cossu: le religioni servono a regolamentare i rapporti con Dio (vero o pensato che sia)...magari tradotti in formule e riti...tanto piu' quanto piu' le religioni stesse sono evolute.
E' naturale, poi, che diverse culture elaborino ed interpretino tali raporti in modo a loro stesse congeniale....

L'ultima frase poi costituisce un pensiero semplice e profondo cui generalmente non si pensa: le religioni sfociano spesso nella violenza perchè abbiamo bisogno di condividere le nostgre idee o, meglio, le nostre fedi, col maggior numero possidile di persone e se tale condivisione non avviene spontaneamente siamo disposti anche ad imporla con la forza, con la sopraffazione ed anche ad uccidere...da cui assasinii e guerre!

Certo che intervengono anche ragioni economiche, politiche e culturali spinte da interessi di parte...dato che tutto è intreciato: suddividere, ad esempio, la politica dalla religione o dalla economia è impresa ardua.

Ma ciò non accade solo con le religioni..esse non sono le sole colpevoli di tante tragendie: la stessa cosa avviene in relazione a qualunque ideologia che, a torto o a ragione, infiammi gli animi o sia ritenuta fondamento e radice della proporia cultura e morale...nobile o contadina che sia...sempre radicata nel territorio ...come s'usa dire da un certo tempo in quà.

Stranamente la cosa non accade con la scienza che pure è succo delle nostre meningi...ma forse è perchè la scienza non è una ideologia ed anche perchè si autodefinisce universale....in compenso però fornisce i mezzi.
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Vecchio 24-09-2010, 14.31.15   #108
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Citazione:
Originalmente inviato da marco cossu
Ciao a tutti,

non c'è dubbio sul fatto che di Dio ce ne sia uno solo ma le religioni sono tante a causa del legame che l'uomo necessita con la forma.
Le religioni infatti differiscono proprio nel l'aspetto formale e quindi nella modalità di vivire la spiritualità ed il contatto con Il divino.

La stessa parola "religione" che deriva da "rilegare" fa pensare ad un insieme di morme anche scritte che regolamentano i contatti con Dio.

In teorìa non ci sarebbe bisogno di religioni però l'essere umano necessita sicurezze ed è portato a pensare che un'idea sia più vera in funzione del numero di persone che la condividono.
Ecco perchè la religione sfocia nella violenza.

Sono d'accordo sul fatto che Dio sia uno solo anche se molti potrebbero affermare che di dei ce n'è più d'uno. Non credo, però, che le religioni differiscano essenzialmente per l'aspetto formale.

Esistono religioni tra loro sostanzialmente diverse, e queste differiscono essenzialmente nel modo in cui l'uomo considera se' stesso in relazione al proprio Dio: Le religioni che affermano un Dio padre-creatore sono basate sui dogmi e sulla fede e pongono l'uomo in uno stato subordinato rispetto a Dio; quelle che affermano un Dio assoluto e totale sono basate sulla convinzione per considerazioni di ordine logico-scientifico e pongono l'uomo (come anche tutto il resto delle cose) in uno stato paritario in qualità di “Parti” di un solo Tutto divino.

La distinzione che ho appena evidenziato ha importanza essenziale per comprendere che non tutte le religioni in definitiva si prestano ad essere causa di divisione, dunque ribellione, ed infine guerra tra credenti in differenti “verità”: Quando non si riconosce alcun “unico Dio” capace però di sostenere (se non promuovere o addirittura imporre) solo “mezza mela” ...non si potrà incontrare chi invece stia a sostenere una diversa faccia della stessa medaglia, e contrasti non se ne riesce così ad avere con alcuno.

Tutte le attuali più diffuse religioni appartengono alla categoria della “mezza mela” e quindi sono motivo di divisione, esclusione, chiusura e contrasto. Esse sono tutte caratterizzate dalla presenza di una classe sacerdotale che si pretende non sia subordinata ad alcun potere civile e terreno: Re, imperatori ed ogni governo assembleare possibile ed immaginabile sono indifferentemente considerati come in subordine rispetto al potere della classe sacerdotale. Si vede bene che religioni di tal genere siano “forse anche” fenomeni di sincera aggregazione umana volti all'evoluzione spirituale, ma, intanto, sono certamente oligarchie impostate per di garantire potere terreno a chi non si accontenta di dominare entro i confini di un solo dato stato e mira ad allargare la propria supremazia sul mondo intero.

Per quel che personalmente credo, Dio E' Tutto, nella differenza e nell'uguaglianza, e non e' quindi concepibile motivare guerre e contrasti con motivazioni di ordine religioso quando nessuno di noi potrebbe affermare che di se' e' vera soltanto la parte destra e non la sinistra, quella d'avanti e non quella di dietro, di sopra e non di sotto... Se noi non avessimo un qualunque nostro lato opposto ad un altro allora perderemmo interamente tutto il nostro contenuto, e saremmo niente.
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Vecchio 25-09-2010, 00.01.25   #109
ulysse
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Citazione:
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Sono d'accordo sul fatto che Dio sia uno solo anche se molti potrebbero affermare che di dei ce n'è più d'uno. Non credo, però, che le religioni differiscano essenzialmente per l'aspetto formale.
Le religioni che affermano un Dio padre-creatore sono basate sui dogmi e sulla fede e pongono l'uomo in uno stato subordinato rispetto a Dio…...
.

Mi pare di aver già notato che il titolo stesso del topic è fuorviante:
..se Dio è uno solo!!!..
Il fatto è che esistono almeno due alternative:

1)- nessun Dio (da cui diversi concetti di ateismo) …oppure
2)- tanti Dei… cui si aggiunge che, ad ogni dio, si accodano, nel corso dei secoli, una infinità di profeti e interpreti, ecc…che stravolgono i significati originali
Ma, ai fini pratici del risultato, è indifferente: le religioni sono sempre frutti originali delle “VISION” umane…del mondo e delle cose.
Curioso è il caso della Chiesa Anglicana separatasi dalla cattolica per le esigenze sessuali “ossessive compulsive” di Enrico VIII….ma certo anche giustificate, di fronte ai sudditi e per la stessa casa regnante, dalla esigenza di un erede.

Quando poi viene a mancare in una religione, sia essa primitiva o meno, un unico vertice politico/spirituale, le differenze si moltiplicano...le forze centrifughe impazzano…a meno che non insorga una volontà centripeta cui sembra tendere attualmente la chiesa cattolica…non so con quale speranza di successo.

Citazione:
Esistono religioni tra loro sostanzialmente diverse, e queste differiscono essenzialmente nel modo in cui l'uomo considera se stesso in relazione al proprio Dio


Ma non credo che ci si possano porre problematiche sul come l’uomo, si ponga a confronto con Dio…magari questo accade piu’ tardi o a cose fatte…quando un popolo evolutivamente e culturalmente più civile comincia a sentire il bisogno di razionalizzare…di essere piu’ libero, cosciente e responsabile di sé stesso…ad es.il nostro illuminismo.

In ogni caso è piuttosto l’uomo che si costruisce il suo trascendente, ma basta attraversare il fiume, o superare la montagna, ed il trascendente diventa diverso.

All’origine (diciamo 100.000 anni?) l’ominide ha paura, oltre che di certi fenomeni naturali che non capisce, ha paura degli spiriti (che egli stesso concepisce o che inventano gli sciamani per dominarlo) e per ingraziarseli è disposto a tutto… da cui adorazione e sacrifici anche ad uomini supposti Dei…fino a sacrifici cruenti…rif. Ifigenia in Aulifde: realtà o leggenda?...non saprei…ma la cosa appariva e appare pensabile…per allora.

Ne sono sorte religioni, e rispettivi dogmi, violente e crudeli che solo con la civilizzazione l’uomo riuscirà a rendere più solidaristiche, affratellanti e amorevoli verso il prossimo:
Cristo (o relative emanazioni) fu portatore non tanto di una nuova religione, ma di un modo di pensare e di agire nel mondo sociale, politico ed etico del tempo, più aperto all’uomo, privo della rigida crudeltà e asprezza del mondo antico e questo, fino ad un certo punto, ha sviluppato la religione.
O forse era il mondo stesso, che si apriva culturalmente ad una nuova legge morale e nutriva di solidarismo le religioni.

Una sorta di utopia comunque, per allora, ma anche per adesso… dato che ancora il mondo si nutre di intrighi, assassinii e stragi…e le stesse religioni ne sono compartecipi o incentivanti o subenti… a seconda delle condizioni politiche, sociali e culturali del mondo in cui sono coinvolte…nutrici e infanti nello stesso tempo.

In effetti quindi, le differenze, non sono solo formali, possono essere,anzi,concretamente enormi: per averne idea è sufficiente che ci confrontiamo coi cosiddetti cugini ebrei o musulmani che pure si riferiscono sempre al Dio di Abramo e di Isacco e che pure prendono a riferimento la Bibbia.
Vedremo quanto si discostano dai nostri usi o dalle nostre logiche sociali ed etiche ….tanto che potremmo fare una rivoluzione per la semplice frequentazione scolastica di ragazze velate o per la costruzione di una moschea…ma lo stesso, o peggio, succede sui fronti opposti
Non mi è possibile, poi, figurarmi quali difformità portino le religioni/filosofie asiatiche di cui mi giungono nomi, per me insignificanti, come Taoismo, Induismo, Buddismo, Vahabismo, ecc…

Citazione:
…..; quelle (religioni) che affermano un Dio assoluto e totale sono basate sulla convinzione per considerazioni di ordine logico-scientifico e pongono l'uomo (come anche tutto il resto delle cose) in uno stato paritario in qualità di “Parti” di un solo Tutto divino.


Ma non vedo religioni basate su considerazioni logico/scientifiche, oppure non vedo scienza che ponga l’uomo come parte di un “TUTTO”.
Ma forse alludi ad una sorta di religione panteista…ove l’Universo…col suo insieme di leggi fisiche mirabolanti… sarebbe il Dio….ma niente di divino o di trascendente però.
Sarebbe il Dio di Spinoza, cui alludeva anche Einstein, ma è solo un modo metaforico in uso fra i fisici ..scienziati in genere… per indicare un "CREATO”….senza creatore…rif. particella di Dio…il bosone di Higgs di eterna ricerca.

Citazione:
Tutte le attuali più diffuse religioni appartengono alla categoria della “mezza mela” e quindi sono motivo di divisione, esclusione, chiusura e contrasto. Esse sono tutte caratterizzate dalla presenza di una classe sacerdotale che si pretende non sia subordinata ad alcun potere civile e terreno: Re, imperatori ed ogni governo assembleare possibile ed immaginabile sono indifferentemente considerati come in subordine rispetto al potere della classe sacerdotale….
.

Già ho accennato alla utopia universalistica.
Quanto alla caste sacerdotali mi pare siano abbastanza in disuso in occidente…ma forse anche in oriente se penso alla Cina…non se penso al medioriente, però.
Certo che è sempre viva, nei vertici religiosi, la tensione ad acquisire potere politico oltre che spirituale…ingerenze si verificano anche nelle democrazie occidentali…specie quando c’è in casa un Papa.

Ma dipende da noi, che un qualche potere lo esprimiamo col voto,…optare per quei partiti e uomini politici che hanno ben presente il concetto di libera chiesa in libero stato: le leggi dello stato e la loro messa in opera non devono essere funzione della teologia…la legge morale, oltre che quella giuridica, non sono esclusiva emanazione divina.
Purtroppo questo concetto, in molti stati o parti del mondo, non esiste o e’ inteso addirittura al contrario…non si capisce se per intrinseca cultura o per costrizione.
Per quanto noi, inopinatamente, ci abbiamo fatto, e ci facciamo ancora, una disgraziata guerra, ma… felici loro!!!!
Ciaociao
ulysse is offline  
Vecchio 27-09-2010, 12.24.50   #110
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
In effetti quindi, le differenze, non sono solo formali, possono essere,anzi,concretamente enormi: per averne idea è sufficiente che ci confrontiamo coi cosiddetti cugini ebrei o musulmani che pure si riferiscono sempre al Dio di Abramo e di Isacco e che pure prendono a riferimento la Bibbia.

Nel discutere su Dio, e perciò sulle religioni, e' necessario focalizzare prima di tutto l'attenzione su cosa ciascuno intende con il termine “Dio”. Ebrei, mussulmani e cristiani possiamo certamente intenderli come “cugini” in ordine al loro concetto di Dio, mentre invece gli appartenenti ad ogni ramo “conoscitivo” della visione panteista di Dio sono comunque “gemelli” tra di loro e fratelli soltanto di coloro i quali asseriscono il panenteismo piuttosto che il panteismo. Le visioni concettuali proprie di entrambi i ceppi sono del tutto estranee ad ogni altra esistente ed immaginabile, lontane dalle “Bibbiane”, dal buddismo, dal taoismo, dall'animismo, dall'induismo, da ogni genere new age, et cetera. Approfondendo questo si evince facilmente che, mentre in realtà non esiste alcun “ateo assoluto”, allo stesso tempo ciascuno di noi è un “ateo relativo” rispetto ad almeno un altro di noi. In realtà l'ateo non e' altro che “qualcuno che non ha il tale Dio di un altro”.

L'uomo non sa cosa certamente sia Dio, e perciò nel medesimo termine “Dio” lega infiniti diversi concetti. Il termine “Dio” è probabilmente il più insignificante riscontrabile in ogni vocabolario al mondo. Discutere di “Dio” è cosa da ingenui, litigare per esso è da deficienti ed il fatto di dare luogo a guerre per esso è cosa che trova sempre coinvolti criminali in malafede associati ad imbecilli in buona fede.

Citazione:
Ma non vedo religioni basate su considerazioni logico/scientifiche, oppure non vedo scienza che ponga l’uomo come parte di un “TUTTO”.
Ma forse alludi ad una sorta di religione panteista…

Il “non vedere” è cosa abbastanza normale. Ci sono cose nascoste parecchio bene e che costano davvero molta fatica per essere tirate fuori anche solo sufficientemente in vista.

Forse non hai pensato al fatto che quando per la prima volta nella nostra mente arriviamo a credere di riconoscere Dio, noi accogliamo in noi stessi un concetto preciso i cui relativi dettagli ci sfuggono ed accettiamo che sempre ci sfuggiranno nella loro interezza, eppure l'enormità di quel concetto in qualche modo ci “illumina” e finisce con il condizionare molto la nostra filosofia e le nostre future azioni. La nostra coscienza viene “completata” ed la nostra singolarità acquisisce un aura mistica che si va a collocare coscientemente in quella terra di nessuno che sta tra il terreno ed il divino e finiamo con il credere nell'essenza immortale di noi stessi, e chiamiamo quell'essenza “anima”... ma...

...“Religione” è presunzione del divino e “Spiritualità” è esercizio del divino. Cosa conta di più, l'una o l'altra cosa?

Quando noi professiamo una religione scegliamo una bandiera guadagnandoci, così, amici e nemici, verità ed inganni, ma sempre, inevitabilmente, quello a cui rinunciamo risulta più di quello che teniamo, e diventiamo più illusi e poveri.

Quando noi viviamo coscientemente la nostra spiritualità allora non scegliamo bandiere ed apriamo le braccia fondamentalmente a tutto, non sperimenteremo illusione e povertà ed attraverso l'amicizia ed il rispetto che doneremo perderemo molti nemici e molto contrasto e troveremo molta più armonia nella nostra esistenza. Hai mai sentito di guerre provocate dalla spiritualità?

Il Panteismo, in ogni sua variante, è spiritualità e non religiosità, perché Dio è in ogni caso il solo vero ateo possibile ed ogni panteista, per quella pur minima coscientemente divina Parte di Dio che è, può provare solo spiritualità, mai religiosità nel significato comune del termine: Per ogni panteista “Dio” è semplicemente il proprio Resto (ciò che non è sé stesso) e dunque esiste un Dio diverso per ogni panteista diverso.

Questo, estensivamente, credo che spieghi come mai esistano tante religioni per un medesimo vero Dio anche per coloro che panteisti non sono: Dio nel tempo è evoluzione e cambiamento che nell'eternità compongono tutto allo stato compiuto. Dio non “vuole” duplicati identici perchè questo non serve a fare in modo che tutto sia stato prima o poi.

L'identicità è una perdita di tempo e di risorse completamente infruttuosa ed infatti non esiste ne' in cielo e ne' in terra. Infatti, due cose pretese per “identiche” sono comunque in posti o tempi diversi e dunque sono fenomeni diversi che hanno un senso nella reciproca diversità di luogo e/o tempo.

Perciò l'umanità non avrà, mai, la stessa religione e/o lo stesso concetto di Dio: L'unica cosa che tutti possono comunemente riconoscere ed accettare è... il concetto pieno espresso del termine “TUTTO”. Quello stesso “Tutto” che all'esterno di sé non ha altro cui rapportarsi e che perciò è “Dio” per niente e per nessuno.

Il nostro vero Dio è il nostro Resto, e di Resti ce n'è tanti diversi quante diverse sono le Parti del Tutto. Ogni “credente” implica e determina il proprio Dio secondo una relazione biunivoca ed è dunque a questi non subordinato se non per propria “scelta” ideologica, mai è concretamente subordinato, poiché non può esserci l'uno senza l'altro. Il credente è padre del proprio Dio proprio mentre Dio e' padre del suo credente.

Ecco il perché di tante idee su cosa sia e su quale sia ...Dio.

(A mio avviso, beninteso)
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