Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Riflessioni > La Riflessione
 La Riflessione - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica
Vecchio 26-03-2007, 10.51.27   #41
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Ma che dici, mio recalcitrante amico, aver certezze io? Se invece di farti prendere da una fastidiosa prurigine, avessi letto con maggior attenzione, avresti avuto modo di rilevare fra le pieghe dei miei urticanti interventi proprio l’assenza di certezze e la mia scarsa propensione a considerare veri “tout court” gli argomenti e le questioni che attengono alla fede e alle religioni in genere.
Entrando nello specifico, se proprio avverti l’indomabile necessità di attribuirmi delle certezze, ti propongo un patto: se ti va, se proprio non riesci a farne a meno, se il fatto non t’indispone ulteriormente, potrai attribuirmi le uniche due certezze alle quali mi attengo e adeguo, se non altro per onorare l’empirismo. Le uniche che, nonostante certa bislacca teosofia o spiritualità dal sapore scialbo e sciatto e dai colori smunti e smorti, non penso possano essere negate da chicchessia. Quali? Sono vivo! In ragione di questa fortuita condizione inevitabilmente son destinato a morire. Destino questo che accomuna chiunque viva, poiché è la vita che esige la morte. Il resto del tuo ultimo intervento è un chiacchiericcio poco interessante.
Pur tuttavia, non essendo mio costume disdegnare un coinvolgimento discorsivo, concluso il prologo, si aprano le danze.
Non esiste Verità che dimostri d’essere inoppugnabile ed ineccepibile se dichiarata per mezzo di uno scritto o tramite la semplice esposizione verbale. Questo accade perché, oltre ad essere animali culturali, sociali e tant’altro ancora, siamo intimamente vocati all’ermeneutica, ed alle sue leggi inevitabilmente soggiacciano. Il mondo e la realtà, eccettuate quelle esperienze apodittiche che racchiudono in sé la propria verità e la propria ragione intrinseca d’essere se stesse, esigono e richiamano l’ermeneutica, e noi per poterci vivere immersi (nel mondo e nella realtà del mondo) siamo forzati ad interpretare entrambi.
L’ermeneutica, cioè l’interpretazione (che si esplica anche attraverso il processo sensoriale e in virtù delle indubbie nostre doti di captazione e computazione), non si esalta attraverso le certezze e non attinge e non deduce verità indefettibili, prediligendo ad esse il “verosimile”. A sua volta, il “verosimile” (simile al vero) si esprime in forza delle sue peculiari qualità “persuasive”. Da ciò deriva che, per ciascuno di noi, esseri ermeneutici che in questo lambiccante groviglio labirintico s’imbrodano, non assurge a veritiero quel che è vero in sé (verità a priori), ma quel che più al vero si avvicina e con esso coincide: ovverosia, la Verità delle cose, anche della trascendenza che flebilmente percepiamo, è tanto più vera quanto maggiormente assume le vesti e le sembianze della “verosimiglianza”. Dire “verosimile” è anche dire “similitudine” o “mimesi”. Quindi la verità, nel processo cognitivo che s’innesca dall’impatto fra realtà e soggetto percepente, cioè fra “mondo percetto” e “individuo percettore”, è, in definitiva, “similitudine” o “mimesi”: come un’ombra che, per effetto del cono di luce che colpisce la materia, si staglia su un muro.
Se la realtà è “mimesi” – che per un verso significa “somigliante” per l’altro “dissomigliante”, cioè appalesamento e nascondimento della sua intima essenza -, vuol dire, con tutta la dovuta prudenza, che è anche immagine.
La locuzione “immagine e somiglianza” riesce a suggerirti qualcosa?
La Creazione, la Natura, questi mostri crudeli privi di colpa, che gioiscono e soffrono, che per essere si cibano del non-essere, come la Vita della Morte (e viceversa), sono giustamente immagine e somiglianza del Deus Absconditus sofferente.
Il dolore che trabocca dalla creazione, ben visibile in ogni tratto della Natura – alludo al dolore naturale – è la cifra, la misura, il canone e il catalogo di una sofferenza cosmica che accomuna nei suoi ansiti tanto la Natura che la sua più bella creatura: l’uomo. La redenzione che Gesù promette con la “buona novella”, con la sua passione, la morte in croce, la resurrezione, non può che essere cosmica. Gesù stesso promette, a maturazione dei tempi, nell’ultimo giorno (eschaton), la remissione dei peccati, quindi la salvezza, non dell’uomo, ma del Padre, responsabile di aver posto in essere una creazione monca, imperfetta, difettata.
Immagino, caro mio spregiudicato amico, che ora avrai avuto modo ed estro di soddisfare una tua pruriginosa curiosità: io non sono credente! Ciò nondimeno, non sono nella disponibilità d’animo e mentale di accreditare come verosimili il becchettio e il pilucchio d’ogni saltimbanco che attinge un po’ qua e un po’ là senza curarsi di quel che estorce dal succoso frutto della spiritualità ove insinua becco e zampette. Pur non essendo credente, ritengo in me un sacro rispetto per i testi ritenuti a torto o a ragione sacri dalle diverse religioni, per potermi permettere un sincretismo vacuo che si autoalimenta fino a lambire e violare le supreme vette della fantasia più bislacca e surreale.
visechi is offline  
Vecchio 26-03-2007, 10.52.00   #42
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Proseguiamo! Ho sempre tanto, troppo da dire.
Andiamo ora a far visita più da vicino a quest’innovativo (neppure tanto, ho visto di peggio) mondo spirituale dischiuso al nostro orizzonte visivo dalle pagine di un inedito testo sacro che io, arrogante come sempre, definirei “Il salterio psichedelico”, deducendo il titolo dall’antico strumento a corde che accompagnava il salmodiare del popolo eletto ed in seguito anche la danza, mentre il secondo termine, invece, da una psichedelica di fondo che permea, illuminandola con luci stroboscopiche, l’intero nuovo sacro testo. In effetti, se ben osservata, si tratta di una vera e propria danza psichedelica: si coglie a destra e a manca quel che più aggrada, lo s’impasta fino ad ottenerne un buon amalgama, lo si condisce con totale acriticità, ed ecco bello e pronto il nuovo Logos divino.
Il fideismo professato e propugnato dalla religione cattolica e da quella luterana è cosa assai diversa dal cristianesimo gnostico. Mettere insieme nello stesso “Salterio psichedelico” Paolo di Tarso (per la fede, non per la legge è la salvezza) e la gnosi è un azzardo inconcludente. Attingere a piene mani dai testi gnostici senza curarsi del significato dei passaggi estratti a sorte e senza porsi il problema e il dubbio se quei loghion siano stati ben compresi, è davvero un’attività altamente meritoria e prodromo, senza alcun dubbio, di proficui risultati. Caro Hetman, hai riportato uno – fra tanti – dei loghion più controversi e complessi dell’intera filosofia gnostica, attribuendogli un significato del tutto fuorviante, e, poiché te l’ho fatto notare, ti sei risentito.
Lo ammetto, il mio metodo è stato forse un po’ brusco.
Il fatto che Gesù baciasse sulla bocca Maria Maddalena, o qualsiasi altro discepolo, non attesta la sua umanità, tutt’altro, è vero il contrario. Il bacio, per gli gnostici, è il canale di comunicazione e il mezzo di trasmissione dello Spirito vivificante, cioè la Sophia, ovverosia la gnosi, se preferisci la conoscenza. Ma conoscenza di che? Ovvio, non certo intellettuale, bensì spirituale, delle cose concernenti il “settimo cielo” o pleroma iperuranico. Il “settimo cielo” è il Luogo di Dio, da cui presero corpo le successive e progressive sue emanazioni in forma di eoni: esseri spirituali perfetti e divini. Si parla del vero Dio, non di quello satanico descritto nell’Antico Testamento, l’arconte Jaweh generato dal decadimento della Sophia e creatore dell’oscuro mondo della materia ove siamo immersi. Creatore dei corpi materiali che imprigionano l’anima (platonismo, Cfr il Fedro), che son quindi da disprezzare, rifiutare e da considerare impuri, così come sono da rifiutare, rifuggire e scansare le passioni che attengono alla carne, alla corporalità materiale, ivi compreso l’amore passionale, fattore di generazione di altra materia impura, tipicamente umano e degno degli ilici: la ‘casta’ umana reietta, che mai conoscerà i ‘misteri’, cioè i sacramenti somministrabili per congiunzione spirituale nella ‘camera nuziale’, che poco ha a che vedere con la camera da letto degli sposi. I sacramenti dischiudono La Porta, intendendo dire che agevolano l’accesso al Regno. Il bacio che Gesù schiocca sulle labbra della Maddalena non è ‘l’apostrofo rosa fra le parole T’AMO’, come parrebbe tu abbia erroneamente interpretato, è il segno della comunione spirituale che li unisce, è il riconoscimento dell’avvenuta ascesa (quindi divina, non certamente umana). Altro che le corbellerie di Dan Brown e il suo “Codice da Vinci”. Il bacio è il segno e il simbolo gnostico della generazione spirituale: <<Perché il perfetto diventa fecondo per mezzo di un bacio, e genera. Per questo motivo anche noi ci baciamo l’un l’altro, e concepiamo l’uno dall’altro, per opera della grazia che è in noi>> (Vangelo di Filippo, 31). Cosa si concepisce e cosa si genera? Non pargoli urlanti ed affamati, altri reietti costretti a vivere imprigionati dentro il vituperato corpo materiale; si concepisce e si genera il Logos, quindi si tratta di generazione spirituale, d’ascesa, di “cristicità”. I perfetti sono i pneumatici, dunque gli eletti. Lo gnosticismo, con l’individuazione di ben tre diverse genie umane (i pneumatici, gli psichici e gli ilici), si contraddistingue per la sua impostazione elitaria… altro che unione e semplicità.
Come potrai osservare, riportare passi di un vangelo che fa riferimento ad una filosofia di cui non si conosce il contenuto, espone sempre ad un rischio, quello di essere sempre fuori tema. Ti riporto un passo del medesimo Vangelo gnostico, potrai constatare quanto sia oscuro, senza i necessari punti di riferimento risulta del tutto incomprensibile… ma anche per questo esiste una spiegazione: <<C’erano tre edifici, come luoghi per le offerte, in Gerusalemme: uno era aperto verso occidente e si chiamava “il Santo”, l’altro era aperto verso sud e si chiamava “il Santo del Santo”, il terzo era aperto verso oriente e si chiamava “il Santo dei Santi”, il luogo in cui il Sommo Sacerdote entrava egli solo. Il battesimo è l’edificio del “Santo”, la re[menzione] è “il Santo del Santo”, e il “Santo dei Santi” è la camera nuziale. Il battesimo contiene la resurrezione e la redenzione. La redenzione è nella camera nuziale. Ma la camera nuziale è superiore a queste [due]>> (76). Viva la semplicità, nostra comune Musa ispiratrice…. Non trovi?
Spero che pian piano ti stia rendendo conto di quanto avventato sia riportare, senza alcuna cognizione, loghion estratti acriticamente da testi sacri così complessi, spero anche che man mano ti stia convincendo di quanto distanti e non coniugabili siano le due spiritualità derivate l’una dal canone cattolico, l’altra dalla letteratura gnostica. La Verità, ammesso che ve ne sia una e che sia anche conseguibile per le nostre esigue forze, non la si può ‘costruire’ attraverso questo malaccorto sistema. Il sincretismo è figlio di una ricerca condotta con la benda calata sugli occhi e muovendosi a tentoni, e qualora esistesse una Verità diversa per ciascun ricercatore, come pare siate propensi a credere tu e il tuo Maestro, sappi che quella non sarebbe e mai potrebbe essere la Verità, ma a malapena una delle tante parvule verità.
Per quanto riguarda, invece, Dio e la sua esistenza, sappi che le mie labili certezze, più che altro dei solidi dubbi, mi permettono a stento di contemplare nel novero delle possibilità anche quella della sua esistenza, ma si tratta appunto di una possibilità.
Ciao
visechi is offline  
Vecchio 26-03-2007, 18.01.27   #43
hetman
Credente Bahá'í
 
L'avatar di hetman
 
Data registrazione: 26-02-2007
Messaggi: 447
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Ciao Visechi

Sempre meno semplice e più filosofo.

Citazione:
Da Visechi
Il fatto che Gesù baciasse sulla bocca Maria Maddalena, o qualsiasi altro discepolo, non attesta la sua umanità, tutt’altro, è vero il contrario.

Da parte mia non era "il dove Gesù baciasse Maddalena" che mi interessava evidenziare, ma la risposta di Gesù: "perché non amo voi tutti come lei?", non perchè dovesse baciare tutti i discepoli ma perchè implica il fatto umano di Amore (Ama il prossimo tuo) che dovrebbe essere uguale per tutti al di là di sesso, razza, religione, casta, etc., cosa questa che per ogni essere umano è impossibile, si Amerà sempre qualcuno più di altri o in modo diverso (ripeto non sessualmente).

Vedi tutto quello che Hai scritto in due post si racchiude in una frase, semplice e nel contempo forviante per chi ragiona materialmente legendo testi spirituali (mi riferisco in generale).

In fatto di "prurigine" credo sia un problema mondiale e prettamente del mondo animale (vedi i cani), il fatto che Tu metta in discussione gli scritti Bahà'ì è salutare sia per noi Bahà'ì che per TUTTI gli altri, la libera ed indipendente ricerca della VERITA' è fuori da qualsiasi DOGMA, sè nella Fede Bahà'ì dovesse sorgere un qualsiasi "Dogma" saremo noi credenti i primi a rifiutarlo, perchè porterebbe a discussioni inutili e deleteree.

Citazione:
Da Visechi
Se la realtà è “mimesi” – che per un verso significa “somigliante” per l’altro “dissomigliante”, cioè appalesamento e nascondimento della sua intima essenza -, vuol dire, con tutta la dovuta prudenza, che è anche immagine.

Immagine, cosè un'immagine? Può definirsi "immagine" quella che vediamo di noi stessi ogni mattina allo specchio? Se si allora l'immagine e somiglianza significano proprio questo. Gesù era "Immagine" del Padre inquanto in Lui tutte le perfezioni divine erano visibili, come in uno specchio sono visibili i riflessi del sole, ma il sole non è nello specchio.

Citazione:
Da Visechi
Non esiste Verità che dimostri d’essere inoppugnabile ed ineccepibile se dichiarata per mezzo di uno scritto o tramite la semplice esposizione verbale.

Ho sempre affermato questo, la "VERITA' " e sempre umana, siamo noi che vogliamo definirla, ma essa pur essendo "Unica" non è statica perchè condizionata dalla mente che la deve elaborare, per questo motivo anche le questioni più semplici possono essere viste in modo diverso ed essere parti di una sola verità. Ad ogni individuo il compito di scoprire la "Verità" nei limiti personali.

- segue -
hetman is offline  
Vecchio 26-03-2007, 18.15.15   #44
hetman
Credente Bahá'í
 
L'avatar di hetman
 
Data registrazione: 26-02-2007
Messaggi: 447
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Citazione:
Da Visechi
Immagino, caro mio spregiudicato amico, che ora avrai avuto modo ed estro di soddisfare una tua pruriginosa curiosità: io non sono credente!

Citazione:
Lettera da un Bahà'ì ad un Ateo

Carissimo Fabio,
proverò a darti prove di tipo contestuale ed esegetico:
è necessario, e tu lo richiedi, che quel che sostengo sia
vero all'orecchio di chi ascoltava Gesù nel tempo e nel
luogo in cui lo ascoltava:
tempo e luogo:
Gesù era ebreo e le orecchie che lo ascoltavano
erano ebree

> Io mi riferivo a Matteo:
> "18 In verità vi dico: finché non siano
> passati il cielo e la terra,...."

"passati cielo e terra" che vuol dire?
va preso letteralmente?
una interpretazione letterale contrasta con quanto
Dio ha promesso a Noè:

Genesi 9:12-17
" Dio disse:
«Ecco il segno del patto che io faccio tra me e voi
e tutti gli esseri viventi che sono con voi,
per tutte le generazioni future.
Io pongo il mio arco nella nuvola e servirà di segno
del patto fra me e la terra.
Avverrà che quando avrò raccolto delle nuvole al di
sopra della terra, l'arco apparirà nelle nuvole;
io mi ricorderò del mio patto fra me e voi e ogni essere
vivente di ogni specie, e le acque non diventeranno
più un diluvio per distruggere ogni essere vivente.
L'arco dunque sarà nelle nuvole e io lo guarderò per
ricordarmi del patto perpetuo fra Dio e ogni essere
vivente, di qualunque specie che è sulla terra».
Dio disse a Noè: «Questo è il segno del patto che io
ho stabilito fra me e ogni essere vivente che è sulla terra».

gli ebrei che ascoltavano Gesù sapevano che esistono
due leggi e due patti
il patto e le leggi di Noè che vincolano da un lato Dio
e dall'altra tutti gli uomini anche non ebrei...
il patto e le leggi di Mosè che vincolano da un lato Dio
e dall'altro tutti e solo gli ebrei
se domandi in it.cultura.ebraica di certo ti saranno più
specifici di me

Dio afferma categoricamente che non distruggerà più
la terra come fece col diluvio universale per cui degli
ebrei ascoltando Gesù e queste parole in bocca a Gesù
non possono essere prese alla lettera

allora cosa è questo cielo e questa terra di cui parla Gesù?
il cielo è chiaramente la sede di Dio quindi la religione
mentre la terra è la creazione di Dio e cioè la creazione
della religione che è la comunità religiosa o chiesa
quindi Gesù dice:
-in verità vi dico che fino a che non passerà il ciclo
di validità di questa religione e di questa comunità
di credenti....-

vediamo cosa avverrà:

"... non passerà neppure un iota o un segno dalla
legge, senza che tutto sia compiuto".

afferma, cioè, che ognuno è vincolato strettamente
a ogni prescrizione della legge ebraica fino a che
non passi il tempo della religione ebraica e della
sua comunità...
questo ed altri passi provano che Gesù intendeva
conservare la legge di Mosè pur rivivificandola come
prova ciò che viene scritto appena dopo in Matteo
che prescrive di andare addirittura più oltre della
semplice forma della legge aggiungendovi maggiore
amore

Mosè, Gesù e Muhammad hanno praticamente la stessa
serie di prescrizioni legali tranne poche variazioni
collaterali...

quel che il cristianesimo ha tolto rispetto all'ebraismo
e all'islam dalla legge pratica di Dio lo ha fatto
contro la precipua prescrizione divina per una forma
di spiacevole e disdicevole cedimento a usi pagani
poco salubri allora sia dal punto di vista spirituale
che materiale le tre religioni non sono, in realtà,
che tre aspetti diversi dela fede di Abramo tutti
concordanti nella stessa legge pratica che non
passerà fino a che non passa l'intero ciclo delle
religioni profetiche e non si apra il ciclo delle religioni
dell'adempimento che è il vero e radicale cambio di cieli
e terra solo e specificamente Bahà'u'llàh ha abolito,
dunque, la legge ebraica ma nessuno prima e sicuramente
non Gesù...

leggi pratiche come la circoncisione, le leggi alimentari,
le leggi di purificazione [igiene e lavacri], la poligamia
stessa che allora era salutare e tante altre cose...

nessuna di queste cose fu abolita da Gesù...
e la loro abolizione fu fonte di immensi guai per tutto
l'occidente che precipitò nel medio evo

- segue (lettera di un Bahà'ì ad un Ateo)-
hetman is offline  
Vecchio 26-03-2007, 18.24.05   #45
hetman
Credente Bahá'í
 
L'avatar di hetman
 
Data registrazione: 26-02-2007
Messaggi: 447
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

- segue (lettera di un Bahà'ì ad un Ateo)

Citazione:
>> Giovanni cap. 16
> Citazione interessante.
> Devo leggermelo tutto per contestualizzare, ma così
> a orecchio non credi potrebbe riferirsi allo Spirito Santo
> che scenderà sugli apostoli?

questo lo ho più volte spiegato nel tempo...
quella che citi e la spiegazione cattolica come ben sai....

ma non è possibile la spiegazione cattolica perchè
lo Spirito Santo, appena 50 giorni dopo la morte di Gesù,
avrebbe dovuto sovvertire la dottina cattolica perchè
quel che si dice qui è chiaramente contrario alla dottrina
cattolica...

rivediamo il passo:

Giovanni 16:7
Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada;
perché, se non me ne vado, non verrà a voi il
Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò.
{fin qui tutto bene per i cattolici... se è una persona
Gesù dice che ce la manderà magari 50 giorni dopo...
però i cattolici hanno inventato lo spirito santo come persona,
mentre è così poco persona che su Gesù al battesimo scende
sotto la forma di un animale colomba... gli animali in antico
rappresentano forze impersonali perchè non dotati di
ragione... questa è la prova più radicale e scritturale cristiana
che lo spirito santo per Gesù non era una persona ma
la forza attiva di Dio}

Giovanni 16:8
Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato,
alla giustizia e al giudizio.
{si dice chiaro che spiegherà tre verità:
che riguarda la prima il peccato, la seconda la giustizia e
la terza il giudizio quindi il consolatore, per essere proprio
lui, deve spiegare queste tre cose ed in modo che
precedentemente Gesù non abbia fatto chiaramente e
che sia diverso da quello, che fino ad allora, i cristiani
abbiano creduto}

Giovanni 16:9
Quanto al peccato, perché non credono in me;
{evidentemente al momento del ritorno del consolatore
i cristiani saranno in situazione di peccato il cui etimo
che avranno qualche pecca o carenza....
ma quale sarà?
"non credono in me"
cioè non avranno una forma di credenze religiose
corrispondenti alla vera dottrina di Gesù...
è concepibile che una simil cosa sia riferita ad appena
50 giorni dopo la sua morte?
è appena da notare che Gesù appare molto prima di
pentecoste e la sua resurrezione è creduta e accettata...
a pentecoste hanno solo più forza di predicarla grazie
al supporto dello spirito santo in forma di fuoco che
si infonde in loro... quindi non c'è alcun errore da
correggere a petecoste nè lo spirito santo lo corregge}

Giovanni 16:10
quanto alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più;
{Dio agisce con giustizia che non ha solo il significato di
giustizia passiva ricostitutiva come quella di un tribunale
ma anche di retto modo di agire...
è evidente, dunque, che il consolatore spiegherà cosa
fece Dio veramente e quali sono le sue intenzioni su Gesù
mentre è evidente che i cristiani avrebbero creduto
diversamente sia su come agirebbe Dio sia sulle sue
inenzioni su Gesù
"perché vado al Padre e non mi vedrete più"
quindi il consolatore spiegherà ciò che i cristiani non
credono: essi credono alla parusia o ritorno di Gesù
mentre egli non ritornerà più sulla terra perchè questa
è la giustizia e cioè il giusto modo di comportarsi di
Dio e il suo giusto progetto}

Giovanni 16:11
quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.
{il giudizio, invece, è proprio manifestazione di giustizia
all'opera contro il male e per ristabilire il bene...
ogni buon ebreo del tempo, a patto che fosse esseno,
fariseo o zelota perchè altri come i sadducei non vi credevano
aveva sentito parlare del Giudizio finale all'avvento del Messia...
esso consisteva nel fatto che Dio avrebbe sterminato
i malvagi durante una apocalisse o fine del mondo
ed anche il loro principe e Dio regnante sul mondo
per un tempo limitato: il demonio...
il Demonio che appunto per questo era detto
Principe di questo mondo
questa credenza apocalittica, o meglio solo di una parte
non ortodossa degli ebrei in quanto risaliva a soli
200 anni prima, passo pari pari ai cristiani
"perché il principe di questo mondo è stato giudicato"
cioè il consolatore avrebbe spiegato ciò che proprio
Bahà spiega nel Kitab ì Iqan o Libro della Certezza
e cioè che tutte le dispensazioni, compresa quella di
Gesù, sono un giudizio universale in quanto gli uomini
saggi seguaci veri di Dio si convertono e così risorgono
mentre quelli stolti si attengono al demonio delle loro
fantasie mentali ed animali e vengono gettati nella
pattumiera della storia e cioè nella Geenna del fuoco
e dello zolfo che era la sciarra pattumiera di Gerusalemme
dove la spazzatura veniva bruciata...
quindi il consolatore spiegherà che il giudizio universale
avvenne anche al tempo di Gesù e avviene ancora
all'avvento di ogni nuova religione}

Giovanni 16:12
Ho ancora molte cose da dirvi;
ma non sono per ora alla vostra portata;
{e lo sarebbero state solo 50 giorni dopo?
chiaramente Gesù si riferisce a un tempo lontano}

Giovanni 16:13
quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità,
egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà
di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi
annuncerà le cose a venire.
{non udito da Gesù... evidentemente udito da Dio...
quindi il consolatore non può essere Dio stesso
spirito santo ma un profeta che parli di ciò che ha
udito dire da Dio e lo riferisca}

Giovanni 16:14
Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.
{il consolatore prende anche una parte del messaggio
di Gesù e lo ribadisce ma è evidente che aggiunge anche
del nuovo mai udito da Gesù ma udito da Dio di bel nuovo}

Giovanni 16:15
Tutte le cose che ha il Padre, sono mie; per questo ho
detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà.
{quindi ribadisce che sia lui Gesù che il consolatore
prenderanno dalla stessa fonte cioè Dio...
per questo dire che alcune cose il consolatore le
prenderà da gesù equivale a dire che le prenderà
anche lui direttamente da Dio}

carissimo Fabio sei soddisfatto?

caro Visechi, il titolo del 3d mi sembra chiaro, anche la risposta dell'amico,
sono osservazioni tratte da Vangeli Canonici.
hetman is offline  
Vecchio 27-03-2007, 12.20.21   #46
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Mi domando con assoluta sincerità cosa possa e voglia dimostrare tutto ciò.
Procediamo con ordine, razionalizziamo e proviamo a dipanare l’ingarbuglio nebuloso introdotto con gli ultimi interventi. Noto che tendi alla miscellanea, non so se dall’ingarbuglio ti sia più agevole ricavare quel che intendi ottenere, io dubito.
Se l’amore indifferenziato dedotto dall’ultimo emistichio da te evidenziato con sì tanta enfasi e tratto dal loghion 55, dovrebbe, a detta tua, attestare l’umanità di Gesù, l’intero contenuto del Vangelo preso a pietra angolare della Verità, ma non solo questo, anche l’intera letteratura gnostica dovrebbe farti, invece, riflettere in ordine alla derivazione divina di Gesù. Generato, non creato. Una filiazione, che in un particolare passaggio, parrebbe adottiva. Ma non sta’ qui il problema, il discorso è ben più ampio di quanto tu possa immaginare ed io, nonostante il mio impegno e la mia buona volontà, possa spiegare.
La contesa fra gnosticismo e cristianesimo ‘canonico’ verte – o meglio, verteva – sulla doppia natura di Cristo. Se da un lato, attingendo non senza intelligenza, dai vangeli canonici, in special modo da quello di Giovanni, la Chiesa di Roma sostiene con forza la natura teandrica di Gesù, quindi divina ed umana al tempo stesso (della stessa sostanza del Padre, ma nato uomo da donna), dall’altro, lo gnosticismo, soprattutto quello di derivazione valentiniana, di cui il Vangelo di Filippo, come già detto in altra occasione, è parte integrante rappresentandone un tassello fondamentale, propende per un’unica natura: negando il carattere umano, esalta esclusivamente quello divino. Da ciò deriva il rifiuto della sua morte in croce (scandalo per la fede di allora) e della resurrezione, così come raccontata nei vangeli canonici; legge i bellissimi passi dei 4 vangeli ammessi dalla Chiesa di Roma in chiave esclusivamente allegorica e non come la descrizione di un evento storico.
Bizzarre, per certi versi, furono le accese dispute cui questa questione diede vita; bizzarre almeno per la mentalità di un uomo contemporaneo che dovesse confrontarsi con i resoconti dei concili del tempo e con gli scritti dei Padri della Chiesa vissuti nei primi secoli del cristianesimo. La nascente Chiesa cattolica dovette confrontarsi e rintuzzare talune posizioni emerse nel proprio seno e ritenute, a torto o a ragione, eretiche; quelle dei docetisti, per esempio. Gli ebioniti, invece, derivavano la propria teologia da un loro vangelo andato perduto, parteggiavano per una natura esclusivamente umana. Come furono risolte queste cruente dispute è evidenza consegnata alla storia; non ho al momento alcuna intenzione d’impegnare le me labili risorse intellettive su questo versante didascalico o nozionistico. Come vedi le posizioni in ordine alla natura di Gesù erano le più variegate. Se invece di limitare la tua “scarsa” e “difettosa” attenzione a quell’unico loghion, forse per te appassionante o scabroso, avessi approfondito la lettura con senso critico, probabilmente ti saresti reso conto della profonda ed insanabile frattura esistente fra gnosticismo e cristianesimo ortodosso. Vale a dire che le religioni non sono tutte uguali, e non tutte raccontano le stesse verità. Magari se dessi una scorsa ai Vangeli di Tommaso, di Verità, di Maria, al Pistis Sophia ed altri, avresti contezza di quanto da me succintamente esposto.

I dogmi attengono alle religioni, almeno a quelle che abbiano la pretesa di definirsi tali, poiché il dogma riguarda l’ineffabile, evidente (quasi un ossimoro per l’ineffabilità) caratteristica del Numinoso – leggiti Giobbe, i libri della Sapienza, un po’ di spiritualità orientale, qualcosa del Corano, poi, forse, potremo riparlarne -. Una religione priva di teologia, la quale presuppone anche una certa dose di dogmatica, poiché questa attiene ai misteri di Dio, è solo un corpus nebuloso infarcito di precetti morali.


Rilevo che sembri interessato alla nozione d’immagine e domandi a me cosa sia un’immagine. Dopo la profusione di tue citazioni, mi permetterai di concedermene una. Mi avvalgo dell’attenta ed intelligente interpretazione del Vannini, uno studioso di mistica medioevale, in ordine al concetto che ne aveva Meister Eckhart, un grande mistico cristiano del medioevo che talvolta ha varcato i confini tracciati da Santa Madre Chiesa in materia di ortodossia religiosa, più spesso, invece, ha indugiato sul limine di questo confine, oscillando fra posizioni eterodosse rispetto alla dottrina ufficiale e altre più ortodosse. La sua metafisica dell’immagine ha lambito vette eccelse, rassegnando un concetto affascinante, forse ancora oggi insuperato: <<L’immagine è altro dal soggetto – come l’immagine del sole in uno specchio purissimo d’acqua – eppure è, in un certo modo, il soggetto stesso: la luce del sole riflessa nella e dall’acqua chiara è la luce del sole. L’immagine è somiglianza, e la somiglianza rimanda all’identità>>. Come vedi si parla di rinvio all’identità. L’immagine è alterità che evoca e richiama lo scaturigine, la fonte, non è dunque la polla sorgiva, ma una sua propaggine, un suo invocare se stessa, un suo scorrere sul greto da cui, risalendo a controcorrente, recuperare l’origine del suo scaturire. Da questa sintetica descrizione potrai intuire che per il cristianesimo, ma anche per lo gnosticismo, Gesù non è immagine del Padre, ma è Egli stesso il Padre, “Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre,” . La teologia cattolica postula che il Figlio sia consustanziale al Padre, cioè della stessa sostanza. Ma nell’immagine non vi è questa consustanzialità. L’immagine è un riflesso, un baluginio, un’impronta della fonte che la genera. Prova tu a baciare l’immagine di una bella donna riflessa su uno specchio d’acqua, ho la sensazione che patiresti una profonda delusione. Gesù non è dunque immagine ma è la fonte stessa che l’ha generato. Questo è uno dei misteri del cristianesimo. Un mistero irrinunciabile al quale si crede per fede, non certo attraverso la razionalità. Questo è uno fra i tanti altri misteri che attengono alla cristologia che divide, senza possibilità di sutura, il cristianesimo dall’ebraismo.
Parafrasando il nostro master, noi: <<Possiamo dare infinite interpretazioni ad un riflesso confuso nell'acqua. Ma l'immagine che dà origine a quel riflesso, è soltanto una.>> (Ivo Nardi). E’ proprio in quest’aforisma è indicato il punto di frattura fra le diverse religioni del pianeta. La Creazione è immagine di Dio, l’uomo è anch’egli immagine ed anche similitudine divina. Ma somiglianza, come sostenevo qualche intervento fa, per quanto e quel che non è coincidenza, è anche dissomiglianza, difference (come scriverebbe Derida); in questo differire s’insinua, impregnandolo di sé, la varietà della percezione che si appoggia sull’interpretazione esplicandola in forma di religione o spiritualità. L’esistere della realtà e dell’uomo rimanda ad una fonte originaria; in ragione del trans-parire di un oltre che abita entrambi, di una loro alterità, di quel qualcosa in più rispetto al dato percepito, è evocata la trascendenza. Il trans-parire delle cose è un labile e soffuso appalesamento di quest’oltre, e, al tempo stesso, è anche il loro nascondimento: un perpetuo ritrarsi e un velato riproporsi di qualcosa che è oltre la datità della realtà, la trascendenza è la percezione del loro celarsi e riproporsi dietro al dato percepito. Noi intuiamo quest’eccedenza, ma la nostra finitudine non ci permette di com-prenderla: l’essenza delle cose non si offre nuda e compiuta ai nostri sensi. Da qui la necessità dell’interpretazione, e da ciò la ragione di mille significati che però spesso scordano il significante, obliandolo, tralasciandolo, prediligendo definire e delineare, invece, le nostre attese e speranze. La religione, nella sua globalità, è appunto una definizione pre-detta, ovverosia pre-concetta e pre-posta da queste attese e speranze. La religione è immagine divina, nel senso che è l’offrirsi di Dio all’umanità in linguaggio più o meno comprensibile. Quest’immagine svapora spesso nell’ermeneutica, che si traduce in un ri-velamento (velare di nuovo o ulteriormente) dell’essenza di Dio, ma nel nasconderla, la mostra nella sua evanescenza e trascendenza ineffabile.
visechi is offline  
Vecchio 27-03-2007, 12.20.46   #47
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Altra questione da te più volte solo lambita e mai approfondita. La questione della verità personale, Forse non ti rendi ben conto che se la ‘religione’ Bahà’ì propende ed istiga all’unione delle fedi attraverso questo scosceso ed ispido sentiero, non fa altro che replicare la situazione che abbiamo sotto gli occhi. Il proliferare di diverse religioni e spiritualità è dovuto, con ogni evidenza, proprio all’assenza di una verità universale riconosciuta come tale dalla comunità umana. Delineare una verità che si adegui ai dettami della coscienza individuale, conseguente alle determinazioni personali, è quanto descritto in Genesi nella narrazione della caduta. Il cibarsi dei frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male, significa sostituire le determinazioni divine con quelle umane. L’uomo si eleva al livello del Creatore perché sostituisce il suo consiglio con le proprie libere determinazioni. Trovare una verità che non collima con la tua espone entrambi ad innescare una disputa senza requie: se la mia coscienza determina e definisce la convinzione che Dio non esiste, e, invece, la tua coscienza propende per la sua esistenza, dimmi tu che unione ci può essere in noi? Potremmo, forse, trovare un punto d’incontro se volessimo stabilire cosa è bene e cosa è male per l’esistenza di entrambi – convergenza affatto scontata (la storia testimonia con dovizia di aneddoti) -. Ma in questo caso dovremmo rinunciare a priori di discutere su Dio e di teologia, cioè del Suo Logos, della Sua parola (teologia-logos di Dio), dovremmo limitare l’ambito del confronto alla sola morale. Né più né meno di quanto ho provato a dirti più volte.

Caro mio, tralascio il resto perché si tratta di un’esposizione del tutto confusa e mistificata del contenuto dei passi dei vangeli di Matteo e Giovanni, solo un esempio: quando, citando Giovanni, il tuo o tua amico/a riporta i passi del capitolo 16-8,9, e fornisce una sua strabiliante quanto falsa interpretazione, non si cura del fatto che è del tutto evidente che Gesù in quel preciso momento non si riferisce ai discepoli, ma alle genti che abitano il mondo. Ciò è facilmente rilevabile nel verso 16-8: << Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio>>. Gran peccato mistificare così impunemente solo per avvalorare una propria insostenibile tesi.

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 28-03-2007, 10.46.57   #48
turaz
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-11-2005
Messaggi: 3,250
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Citazione:
Originalmente inviato da visechi
Scordavo… mi hanno sempre affascinato la letteratura gnostica ed apocrifa, due cose diverse, non tutta l’apocrifa è gnostica, mentre quasi tutta quella gnostica è sicuramente apocrifa - posto che il termine apocrifo significa nascosto -. Quel che mi lascia perplesso, fra le molteplici altre cose, è il fatto che se considerata globalmente la letteratura apocrifa tende a smentirsi e contraddirsi…. Sulla scorta della lettura dei testi apocrifi e gnostici, sarei davvero incuriosito di capire una volta per tutte chi fu l’Apostolo prediletto da Gesù: Tommaso? Filippo? Pietro? Maria Maddalena (il tredicesimo apostolo)? Giuda? Suvvia, impegnatevi e dipanate questo amletico dubbio. Non è che poi si scopre che il buon Gesù fosse un burlone di tre cotte e ad ogni Apostolo, solo per accattivarsene le simpatie, raccontasse una storiella diversa circa la sua predilezione?



Ciao ciao


perchè per i canonici chi è ?
forse Giovanni...(apostolo che gesù amava) che appare solo nel vangelo di giovanni o pietro?
oppure giacomo?

mi sembrano chiaramente aggiunte per sostenere una fantomatica predilezione.
turaz is offline  
Vecchio 17-04-2007, 17.58.28   #49
hetman
Credente Bahá'í
 
L'avatar di hetman
 
Data registrazione: 26-02-2007
Messaggi: 447
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Il grande patriarca
La figura biblica che unisce più di tutte è quella di Abramo, il padre spirituale, e forse anche reale, di ebrei, cristiani e musulmani. Abramo fu il grande pensatore che scopri l’evidenza diretta di un Dio unico. Fu il fondatore del monoteismo. Dal suo seme, il testo biblico racconta, nacquero Ismaele, dal quale sono discesi gli arabi o israeliti, e Isacco, da cui vennero gli ebrei e i cristiani. “Nella Bibbia si sancisce la fratellanza fra ebrei. cristiani e musulmani” spiega Jean Louis Ska, teologo del Pontificio istituto biblico.
Le parentele bibliche sono, in effetti, strette: la moglie di Abramo. Sara, non può avere figli e allora prega una schiava, Agar, di concepire un bambino con Abramo al posto suo. Una sorta di ricorso alla pratica moderna dell'utero in affitto, perfettamente accettabile a quell’epoca. Nasce Ismaele e poi, per intervento divino, già molto avanti nell'età, Sara riesce a partorire lei stessa un figlio, Isacco, “Incomprensioni fra Sara e Agar, costringeranno Abramo a mandare via di casa, a malincuore, la schiava con Ismaele. Andranno nel deserto, dove però verranno sempre aiutati da un angelo mandato da Dio” sottolinea Ska.

Ismaele e Isacco
E qui si scopre un secondo punto importante: nella Bibbia l'angelo rassicura Agar dicendo che anche Ismaele fonderà un grande popolo di Dio. “E vero” conferma Elia Ricetti, rabbino capo di Venezia “si tratta di due patti. Distinti, ma di due patti”. Quindi la Bibbia afferma che Dio fece un patto con Abramo e la sua discendenza attraverso Isacco (gli ebrei e, in seguito, i cristiani), ma che fece qualcosa di simile anche con Ismaele (i musulmani).
La Bibbia ovviamente è prodiga di particolari sul primo dei due patti, dato che racconta le vicende degli ebrei. Ma a margine della cronaca ebraica, ci sono altri dati a favore della sussistenza dell'altro patto e di un rispetto reciproco. “Isacco nella vita adulta va a fare visita al fratello Ismaele. E poi Ismaele partecipa anche ai funerali di Sara e dello stesso Abramo. Quando Ismaele muore, vengono profuse nella Bibbia le stesse parole che si usano nei confronti dei giusti” spiega il rabbino.
L'importanza del patriarca è riconosciuta anche dal Corano, dove si racconta il sacrificio compiuto da Abramo (senza specificare però il nome del figlio che il padre, messo alla prova da Dio. stava per immolare).
La religione non è mai la causa diretta dei massacri, ma un pretesto per farli.
“Non conosco un solo caso di vera guerra di religione. La storia dimostra che la religione non è mai in primo piano fra le cause di una guerra”. A fare questa affermazione netta è Franco Cardini. ordinario di storia medioevale all’Università di Firenze, studioso abituato a districarsi fra i nomi e le date che scandiscono anche episodi poco edificanti, come assassini, massacri e saccheggi, riconducibili a principi cristiani ed emiri musulmani. “A seconda delle epoche, la guerra può avvalersi di contenuti più o meno sacri, che appaiono però secondari rispetto a obiettivi sociali e politici” spiega Cardini. “Questa è una verità che gli esperti conoscono, ma difficile da divulgare perché poi si tende a semplificare, finendo così per ribadire un concetto sbagliato”.
Ma come la mettiamo con le crociate? Per Cardini neanche le crociate erano pure guerre di religione. Venivano infatti definiti pellegrinaggi armati, l'obiettivo era liberare Gerusalemme e non convertire i musulmani. Dello stesso parere è Ahmad 'Abd al Walivv Vincenzo, storico della Università Federico Il di Napoli. “Le crociate sono state un modo di aprirsi la strada a oriente in un periodo in cui l'Europa era isolata e depressa economicamente. Nel bene e nel male hanno messo in contatto due mondi, nemmeno troppo diversi, che finirono per migliorarsi reciprocamente” dice Vincenzo. “Basta ricordare lo sviluppo della medicina e della matematica, e che le università in Occidente prima delle crociate non esistevano: nacquero sul modello delle scuole musulmane”, Autore di “Islam, l'altra civiltà”, Vincenzo nega il concetto stesso di guerre di religione. Partendo da una considerazione: “Non ci sono mai state aree omogenee di culto”, cioè definite in modo rigido entro confini geografici. La situazione era molto più articolata. Pensiamo al pluralismo religioso nell'impero romano, o a Baghdad, sede del califfato prima del 1256: oltre ai musulmani, vi era il 30% di ebrei, zoroastriani e cristiani con proprie amministrazioni religiose. Un modello ripreso poi a Istanbul”. Lo stesso impero ottomano si fondava sul pluralismo religioso, per cui dai Balcani fino all'Ungheria esisteva una prevalenza cristiana.
A Cordova durante l'occupazione araba, la biblioteca conteneva 4 milioni di volumi e venne conservata la cultura greca: gli scambi fra ebrei, cristiani e musulmani erano incentivati, così come in Sicilia con l'imperatore cristiano Federico Il. “I mondi religiosi omogenei e contrapposti sono solo un’interpretazione dei nostri tempi” afferma Vincenzo. “Una religione si può difendere, ma non imporre con la forza”.
Le analisi per il passato sono ancora valide per le guerre di oggi? Il libro inchiesta “Il Dio della guerra” (A. Guerini) conferma la tesi della religione come alibi.
Gli autori, Emanuele Giordana e Paolo Affatato, hanno pesato il fattore religioso in Cecenia, Indonesia, nei Balcani e in altre zone di conflitti etnico-religiosi.

Dopo la lettura mi sono posto dei quesiti:
Abramo unico Padre del "MONOTEISMO"? si
Isacco ha il suo "PATTO"? si
Ismaele ha il suo "PATTO"? si
Sono Essi fratelli? si
Può Dio Onnisciente fare "PATTI" diversi? no
Perchè NO? sarebbe ingiusto e pertanto non da DIO
Perchè allora ci sono le guerre? Strettamente per motivi "MATERIALI"
Allora se Dio è uno perchè tante religioni? Strettamente per motivi "MATERIALI"
Allora le religioni sono tante per motivi "MATERIALI"? no
Perchè NO? Direi non solo, inquanto entra in gioco anche l' "EGO"
EGO? si, il ritenersi portatori della "VERITA' ASSOLUTA"; per il "POTERE"; per il sentirti "SUPERIORI"; per "DIVIDERE"
Tutte le domande e risposte sono strettamente MIE (opinioni).

Saluto
hetman is offline  
Vecchio 10-07-2007, 13.57.19   #50
giorgiobri
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 10-07-2007
Messaggi: 2
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Solo oggi 10/07/2007 ho letto i messaggi di questo forum.
Sono uno che cerca di essere cristiano e crede in Gesù Cristo Salvatore, che con il suo sacrificio continua a cercare di riscattarci dall'essere un'"accozzaglia" di onde probabilistiche (versione "quantistica" del biblico polvere).
Infatti credo che solo aderendo all'Evangelo" possiamo districarci tra le infinite realtà di cui è costituita l'esistenza.
Gesù è la Via cioè l'insieme di "onde" che costituiscono quell'equazione (Verità) da cui scaturisce tutto (Vita).
Scusate se quanto sopra sembra grezza new age, ma penso sinceramente che le moderne conoscenze matematiche e fisiche possano avere un ruolo nel descrivere il Mistero, mi sembra che nel sito ci si sia avviati in questo senso.
In ogni caso è ovviamente sacrosanto quanto dice Gesù beati i semplici.
Ciao a tutti.. e se qualcuno, senza prendermi troppo in giro, vuole esprimermi il suo parere sono ansioso di leggerlo... grazie.
giorgiobri is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it