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 La Riflessione - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica


Vecchio 12-02-2007, 10.45.38   #1
Guido
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Data registrazione: 09-02-2007
Messaggi: 96
Question Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Ho letto attentamente l'articolo scritto da Franco Capone e con maggior interesse il commento di Ermanno Danese. (https://www.riflessioni.it/la_riflessione/stesso_Dio.htm)
Argomento di valore sia per la comprensione dell'antico che per la riflessione sull'attuale. Siamo ormai volenti o no coinvolti in questo strano confronto fra religioni. Chiaramente noi europei viviamo anche per i risvolti politici e di sicurezza con una certa acredine più che con la ragione questro confronto fra cristiani e islamici...
Non avendo visto su questo forum nessun intervento a questo proposito mi sono chiesto il motivo.
Disinteresse? Non credo l'argomento è notevole. Paura di guardare e guardarsi, o che forse il meditare non è più come non sono più gli eremiti?
Mi picerebbe poter sentire l'opinione di persone che non siano degli studiosi come gli autori di detti articoli, ma semplici persone pensanti e in ricerca come me.
Avrei un appunto da fare sull'articolo di Capone. Nella chiara esposizione cita "Pallavicini" come un dotto ed illuminato studioso che fa affermazioni assai concilianti. Io personalmente, con mia moglie insegnate di greco e latino e mia figlia prossima laureata in fenomenologia (ramo della filosofia) abbiamo assistito ad una conferenza (Le religioni monoteistiche: molti i valori comuni) di detto studioso con la compresenza di uno studioso cattolico ed uno ebraico. Siamo dapprima rimasti affascinati dalla dotta esposizione teologica (su cui peraltro si poteva essere d'accordo o meno) ma poi quando è stato sollecitato da alcuni ascoltatori che chiaramente contestavano alcune sue ossevazioni, si è scagliato contro con tale virulenza che l'assemblea è rimasta scioccata, tanto che gli organizzatori hanno dovuto chiudere immediatamente il dibattito per non trasformare quello che doveva essere un sereno confronto di religioni in una guerra di religioni.
Poichè io mi riconosco ignorante, ne ho discusso con mia moglie e mia figlia e ne abbiamo tratto le conclusioni che se gli esponenti dell'Islam sono questi non credo sia possibile avere, almeno nel breve termine, dei sereni confronti!
Guido is offline  
Vecchio 12-02-2007, 15.48.38   #2
Lucio P.
Utente bannato
 
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Messaggi: 274
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Citazione:
Originalmente inviato da Guido
Ho letto attentamente l'articolo scritto da Franco Capone e con maggior interesse il commento di Ermanno Danese.
Argomento di valore sia per la comprensione dell'antico che per la riflessione sull'attuale. Siamo ormai volenti o no coinvolti in questo strano confronto fra religioni. Chiaramente noi europei viviamo anche per i risvolti politici e di sicurezza con una certa acredine più che con la ragione questro confronto fra cristiani e islamici...
Non avendo visto su questo forum nessun intervento a questo proposito mi sono chiesto il motivo.
Disinteresse? Non credo l'argomento è notevole. Paura di guardare e guardarsi, o che forse il meditare non è più come non sono più gli eremiti?
Mi picerebbe poter sentire l'opinione di persone che non siano degli studiosi come gli autori di detti articoli, ma semplici persone pensanti e in ricerca come me.
Avrei un appunto da fare sull'articolo di Capone. Nella chiara esposizione cita "Pallavicini" come un dotto ed illuminato studioso che fa affermazioni assai concilianti. Io personalmente, con mia moglie insegnate di greco e latino e mia figlia prossima laureata in fenomenologia (ramo della filosofia) abbiamo assistito ad una conferenza (Le religioni monoteistiche: molti i valori comuni) di detto studioso con la compresenza di uno studioso cattolico ed uno ebraico. Siamo dapprima rimasti affascinati dalla dotta esposizione teologica (su cui peraltro si poteva essere d'accordo o meno) ma poi quando è stato sollecitato da alcuni ascoltatori che chiaramente contestavano alcune sue ossevazioni, si è scagliato contro con tale virulenza che l'assemblea è rimasta scioccata, tanto che gli organizzatori hanno dovuto chiudere immediatamente il dibattito per non trasformare quello che doveva essere un sereno confronto di religioni in una guerra di religioni.
Poichè io mi riconosco ignorante, ne ho discusso con mia moglie e mia figlia e ne abbiamo tratto le conclusioni che se gli esponenti dell'Islam sono questi non credo sia possibile avere, almeno nel breve termine, dei sereni confronti!


Torino, 12/02/07
Ciao Guido, penso tu abbia toccato un argomento di rilevante interesse “religioni”, e poiché richiedi di argomentare tale tematica dirò la mia a riguardo. E’ vero il mondo d’oggi saturo di insegnamenti religiosi a fatto sì che l’uomo finisse per giustificare l’uno e l’atro, mi spiego meglio.
Questo atteggiamento che l’uomo da sempre ha avuto nei confronti del sacro, e che man mano a finito per degenerare in una infinità di pensieri diversi e quindi di religioni è dovuto, secondo me, al fatto che l’uomo non ha mai voluto porre fede a quello che una volta era il tramandarsi del “parlato”; che poi, con i cinque libri del Pentateuco ci è pervenuto attraverso Mosè per iscritto. Quindi, dovremmo dedurre senza inoltrarci troppo in argomenti fantasiosi, che il libro più antico in nostro possesso è la Bibbia. Mi sembra altresì ovvio, che tal’uni di questi uomini abbiano incominciato sin dall’antichità, a dare interpretazioni diverse a tali insegnamenti estrapolando dal libro di Dio dottrine che nulla hanno a che vedere con esso. Lungi da me il poter motivare tali scelte ma, di una cosa sono sicuro:
In realtà ritornando indietro con il tempo notiamo, e la storia di ieri e di oggi lo insegna, i vari popoli venutisi a formare col passare del tempo, e sempre in guerra fra di loro, non solo “bellica” ma soprattutto di correnti di pensiero diverse dal popolo ebraico a cui Dio si è rivelato, hanno creato culture e religioni non più monoteistiche, ma politeistiche; pur di non accettare il solo vero Dio che si rivelò al popolo d’Israele. Questa, secondo me è una delle fasi principali per cui oggi ci troviamo di fronte ad una quantità infinita di religioni e correnti di pensiero. Dovremmo dedurre che le religioni odierne che pur affondano le loro radici nel passato, non sono altro che un insieme di pensieri mascherati sotto forme diverse pur di tener lontano il primato del popolo d’Israele. Con l’avvento del cristianesimo e quindi del Nuovo Testamento, abbiamo poi assistito ad’altre correnti di pensiero: Gesù, il Dio incarnato, si è rivelato all’uomo come unico mezzo di salvezza; e anche qui, purtroppo, l’uomo nella sua arroganza più sfrenata anziché accettare il Dio della Bibbia, Gesù Cristo e la sua opera di salvezza, non ha fatto altro che aggiungere pensieri e ragionamenti pur di non piegarsi All’Iddio vivente. Dunque, le tante religioni di cui oggi siamo circondati nulla hanno a che vedere con l’unico Dio che si rivelò, come già detto, al suo popolo Israele. Gesù, non una religione dà all’uomo la possibilità di salvezza; Gesù è l’unico mezzo per il quale ci è stata aperta una via che ci condurrà a Dio. Questa non è retorica! Noi siamo chiamati liberamente (senza imposizione alcuna) a operare secondo coscienza una scelta personale sulla base di ciò che la storia insegna. Il cristianesimo dunque è l’apoteosi di Cristo se vogliamo crederci; non le tante religioni. Gesù è l’adempimento di una infinità di profezie dell’Antico Testamento.

Giovanni 14:6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Ciao Lucio
Lucio P. is offline  
Vecchio 12-02-2007, 19.10.32   #3
Guido
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Post Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Non male Lucio, anzi è chiarissima la tua spiegazione e il tuo convincimento.
Facile essere in accordo con te per un cristiano se non proprio convinto certo in ricerca. Ma per chi non lo è, quale potrebbe essere la figura religiosa di Gesù? Negli articoli che sono quelli di partenza per questo forum è analizzato bene il concetto di tale figura nel Corano (anche se per me, che pure ho letto il Corano, non è così evidente....ma io forse leggo troppo superficialmente..) e per gli ebrei contemporanei di Cristo vale quello espresso in una famosa canzone di De Andrè (Via della croce da "La Buona Novella"):
"...nel lugubre scherno degli abiti nuovi,
misurano a gocce il dolore che provi,
trent'anni hanno atteso col fegato in mano,
i rantoli di un ciarlatano."

e forse è tale pure per quelli odierni... se non fosse per il dubbio che si stà insinuando di quel troppo a lungo atteso Messia che non viene!
Credo, caro Lucio, che dovremmo tutti fare uno sforzo nella ricerca sincera della fede; specialmente i telogi delle maggiori religioni monoteiste, anche se il cristianesimo viene classificato da altre religioni non monoteista in quanto crede nell'unità e trinità di Dio (e quì si aprirebbe un altro corposo capitolo..).
Noi cristiani o sedicenti tali dobbiamo renderci conto che non siamo depositari di nulla che non sia " il rivelato " e accorgerci e capire che il nostro cercare è infinito. Come dice Piero Coda (che M. Cacciari definisce uno dei massimi teologi/filosofi contemporanei):
"…Perché il Cristianesimo - dobbiamo dirlo - ha pensato enormemente nell'arco di duemila anni di vita, ma duemila anni sono niente .... (in questo senso io penso che il Cristianesimo sia all'inizio del pensare sé stesso ... lo diceva anche Romana Guarnieri, questa grande donna innamorata della storia del pensiero cristiano, che il Cristianesimo ha ancora da fiorire, perché v' è ancora molto di impensato, e quindi di intestimoniato, in quello che esso veramente fino in fondo dice)."

Se tutti fossimo sinceri uomini di buona volontà sapremmo vedere e trasmettere il divino che è stato posto in noi e a questo punto ci accorgeremmo che i dibattiti sulle religioni così come si discute ora, sono forse solo esteriorità. Arriveremmo a intuire che "Dio é uno"!

Spero di non aver detto troppe.... castronerie!
guido
Guido is offline  
Vecchio 12-02-2007, 23.47.55   #4
Lucio P.
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Torino, 12/02/07
Ciao Guido, vedo che continui a porre interrogativi di non facile soluzione almeno, per chi come me, cerca nella semplicità delle cose di far luce in un mondo sempre più alla deriva difendendo per quanto gli è possibile l’Evangelo della grazia, l’Evangelo della salvezza in Cristo Gesù

“Ma per chi non lo è, quale potrebbe essere la figura religiosa di Gesù?”

Questo è un altro grande dilemma a cui si può solo tentare di dare una spiegazione:
Esso, infatti, preclude già in essere che un popolo il quale si sia formato con una determinata cultura religiosa, dottrina e civiltà abbia per forza di cose una ideologia tutta propria sia per quanto riguarda per l’appunto la religione, sia per costumi sociali, sia per retaggio storico intrinseco in tutti i popoli e nazioni. Detto ciò devo per forza di cose ricondurti come già affermato nel post precedente riguardo alle origini.

<In realtà ritornando indietro con il tempo notiamo, e la storia di ieri e di oggi lo insegna, i vari popoli venutisi a formare col passare del tempo, e sempre in guerra fra di loro, non solo “bellica” ma soprattutto di correnti di pensiero diverse dal popolo ebraico a cui Dio si è rivelato, hanno creato culture e religioni non più monoteistiche, ma politeistiche; pur di non accettare il solo vero Dio che si rivelò al popolo d’Israele.>

Giustamente fai notare: che colpa hanno questi popoli se essi sono cresciuti da millenni con codesta mentalità? Oppure per analogia potremmo dire:
Quale colpa hanno coloro che nascono in famiglie molto povere, disastrate, in ghetti esclusi dalla società e abituati sin da fanciulli a procurarsi da mangiare rubando perché così gli viene insegnato? Problematiche, queste, a cui è molto difficile dare spiegazioni esaustive. Non mi dilungo sul perché di tutto questo (religioni), ma posso affermare perché la Bibbia lo insegna, che questo Dio che in primo luogo si rivelò al suo popolo Israele; oggi nella medesima maniera lo fa attraverso quella che fu la morte di Gesù. Verrà un giorno in cui la Parola (Gesù), sarà stato annunziato fino all’ultima creatura esistente nel mondo attuale. Tutti conosceranno quel Gesù della Bibbia e tutti saranno padroni delle proprie scelte. Liberi, dunque, di accettare convertendosi, non da una religione all’atra cosa che a quanto sembra è molto di moda, ma dal proprio stato di cecità spirituale e di peccato da cui siamo avvolti. Non da una religione all’altra ma a Cristo. Ottenendo “SALVEZZA PER GRAZIA” che solo Gesù con la sua morte ha potuto confermare. Ritornando sempre alle origini quindi, non troviamo “il Budda o Maometto”; ma Dio il creatore di tutte le cose, che si è rivelato incarnandosi nel corpo di Cristo. E’ altresì vero:
Ci sono religioni monoteistiche le quali credono in un Dio unico, chiamansi esso Hallah, o altro, ma questo non cambia assolutamente nulla. Nella Bibbia, Parola di Dio, esso si è rivelato all’uomo in GESU’ che poi c’è lo ha fatto conoscere come Padre. Non in budda, Maometto, e quant’altro si possa aggiungere. “Chi ha visto me, ha visto il Padre” disse Gesù.

Poi affermi dicendo “noi cristiani sedicenti” quindi veri o falsi che siamo dovremmo renderci conto che non siamo gli unici detentori della verità, questo più o meno il senso. Qui secondo me ti sbagli! E’ vero, noi così detti cristiani possiamo essere veri o falsi, ognuno di noi renderà conto del proprio operato; ma questo non cambia il fulcro di ciò che si sta analizzando. Non capirò mai abbastanza del perché noi cristiani accettiamo tutte le idee possibili, da qualunque parte esse arrivino; non mi risulta che i musulmani facciano altrettanto con noi. Al contrario, essi affermano di essere i portatori dell’Iddio vivente, e che al di fuori di Hallah non v’è Dio che poi sono la stessa entità. Essi non sono tolleranti verso altre religioni, al contrario perseguitano chiunque non la pensi come loro; guai se alcuni di loro si convertono al cristianesimo. Per loro Gesù è un profeta, per noi Gesù è Dio, nell’insieme della Trinità.
Non conosco Piero Coda, ma posso affermare che il “rivelato” se per esso si intende ciò che conosciamo è più che sufficiente per farmi dire, <GRAZIE GESU’> per l’opera meravigliosa che hai compiuto RISCATTANDO l’umanità INTERA.

<Se tutti fossimo sinceri uomini di buona volontà sapremmo vedere e trasmettere il divino che è stato posto in noi e a questo punto ci accorgeremmo che i dibattiti sulle religioni così come si discute ora, sono forse solo esteriorità. Arriveremmo a intuire che "Dio é uno"!>


Caro Guido, credo di aver già in parte risposto a questo pensiero. Infatti il credente non è chiamato a strombazzare e proclamare religioni, questo è un meccanismo satanico. Egli deve proclamare l’Evangelo della grazia di GESU’. Dici bene “se tutti fossimo…” però non siamo! Quindi siamo chiamati a combattere strenuamente per la fede.
“Ama il tuo prossimo come te stesso”. Tutti sappiamo che questo è uno dei comandamenti più grandi che il Signore ci ha lasciato, esso come tutta la legge di Dio è scritto nella Bibbia unico libro tramandatoci dai Patriarchi prima, e Padri della Chiesa dopo. Che il Signore sia con te Lucio
Lucio P. is offline  
Vecchio 13-02-2007, 11.25.05   #5
Guido
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Exclamation Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Ciao Lucio!
Tutte le affermazioni che vai dicendo sono ovvie per chi come te non sembra nutrire alcun dubbio.
Per la verità mi ricorda quando giovincello mi sono scontrato con quelli che oggi si identificano in "Comunione e liberazione" Io, già allora spirito libero e contestatore, mi sono sentito dire " Tu non sei nulla se non sei in Cristo..." ed altre affermazioni apologistiche di questo tipo! (Lucio non sei per caso di questa..comunità?)
Vedi Lucio, anche allora mi si voleva coercizzare al pensiero unico, intoccabile ed era provocatorio anche il solo oggettivamente valutarlo.
Mi sembra di aver a che fare con dei credenti fatti con lo stampino, scusami per l'espressione ma mi sembra quella più attinente. Non credo che la divinità posta in ognuno di noi sia così limitante e limitativa. Il "logos" con cui l'evangelista Giovanni (o per essere più precisi, la comunità di Giovanni) introduce al suo vangelo ha un che di infinito che fa respirare l'anima e non la comprime in semplici affermazioni.
La "Fede", è bene ricordarlo, è un dono; fortunati quelli che la possiedono ma , ancor più meritevoli quelli che la cercano con cuore sincero.
Lucio sono cresciuto con tali affermazioni, la mia famiglia di origine era cattolica e pure la famiglia della mia famiglia e oltre...ma ora che sono chiamato io a vivere, sento la neccessità di meditarle e capirle prima che, supinamente, accettarle. Il confronto è la prova della mia consapevolezza e se ne ho paura che tipo di credo è mai il mio?
Ho bisogno di letture, meditazioni e considerazioni in cui la ragione e fede si compendiano.
Le parabole del vangelo, per esempio, vanno rilette, ripensate, il nostro pensiero si evolve e ci permette di inoltrarci ancor più profondamente nel divino e perchè mai dovremmo rinunciare? Non ti sembra riduttivo usare la ragione solo per la scienza e con tutto quello che ad essa concerne?

"Una parabola non è un sistema per trasmettere un'idea. Non è neppure come l'involucro di una conchiglia che può essere buttato una volta che l'idea (la conchiglia) è scartata. Una parabola è piuttosto una casa in cui chi legge o ascolta è invitato a prendere dimora. Il lettore è incoraggiato a guardare il mondo dal punto di vista del racconto. Una «casa» ha varie finestre e stanze. Così la parabola può avere un'idea principale con altre idee secondarie racchiuse in essa. Può avere un gruppo di temi teologici tenuti insieme dal racconto. Naturalmente l'interprete dovrebbe ricercare soltanto i temi che erano accessibili a quanti nel primo secolo ascoltavano Gesù. Quali temi sono esposti in questo meraviglioso «vangelo nel vangelo», come è stato chiamato per secoli? "
Questo ritaglio è tratto dal bel libro di Kenneth E. Bailey
"Il figlio prodigo, parabola di un amore crocefisso
I racconti di Luca 15 riletti con gli occhi del Medio Oriente"

Comunque mi rivolgo a tutti coloro che pazientemente seguono questo forum:
Non c'è nessuno che sia di una diversa opinione: per esempio nessuno appartiene a qualche altra religione? E se lo è, perchè non si esprime? Io non sono così forbito come l'amico Lucio, mi esprimo pure male e forse vi assomiglio..coraggio fatemi sapere!
Guido is offline  
Vecchio 13-02-2007, 17.24.23   #6
Lucio P.
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Citazione:
Originalmente inviato da Guido
Ciao Lucio!
Tutte le affermazioni che vai dicendo sono ovvie per chi come te non sembra nutrire alcun dubbio.
Per la verità mi ricorda quando giovincello mi sono scontrato con quelli che oggi si identificano in "Comunione e liberazione" Io, già allora spirito libero e contestatore, mi sono sentito dire " Tu non sei nulla se non sei in Cristo..." ed altre affermazioni apologistiche di questo tipo! (Lucio non sei per caso di questa..comunità?)
Vedi Lucio, anche allora mi si voleva coercizzare al pensiero unico, intoccabile ed era provocatorio anche il solo oggettivamente valutarlo.
Mi sembra di aver a che fare con dei credenti fatti con lo stampino, scusami per l'espressione ma mi sembra quella più attinente. Non credo che la divinità posta in ognuno di noi sia così limitante e limitativa. Il "logos" con cui l'evangelista Giovanni (o per essere più precisi, la comunità di Giovanni) introduce al suo vangelo ha un che di infinito che fa respirare l'anima e non la comprime in semplici affermazioni.
La "Fede", è bene ricordarlo, è un dono; fortunati quelli che la possiedono ma , ancor più meritevoli quelli che la cercano con cuore sincero.
Lucio sono cresciuto con tali affermazioni, la mia famiglia di origine era cattolica e pure la famiglia della mia famiglia e oltre...ma ora che sono chiamato io a vivere, sento la neccessità di meditarle e capirle prima che, supinamente, accettarle. Il confronto è la prova della mia consapevolezza e se ne ho paura che tipo di credo è mai il mio?
Ho bisogno di letture, meditazioni e considerazioni in cui la ragione e fede si compendiano.
Le parabole del vangelo, per esempio, vanno rilette, ripensate, il nostro pensiero si evolve e ci permette di inoltrarci ancor più profondamente nel divino e perchè mai dovremmo rinunciare? Non ti sembra riduttivo usare la ragione solo per la scienza e con tutto quello che ad essa concerne?

"Una parabola non è un sistema per trasmettere un'idea. Non è neppure come l'involucro di una conchiglia che può essere buttato una volta che l'idea (la conchiglia) è scartata. Una parabola è piuttosto una casa in cui chi legge o ascolta è invitato a prendere dimora. Il lettore è incoraggiato a guardare il mondo dal punto di vista del racconto. Una «casa» ha varie finestre e stanze. Così la parabola può avere un'idea principale con altre idee secondarie racchiuse in essa. Può avere un gruppo di temi teologici tenuti insieme dal racconto. Naturalmente l'interprete dovrebbe ricercare soltanto i temi che erano accessibili a quanti nel primo secolo ascoltavano Gesù. Quali temi sono esposti in questo meraviglioso «vangelo nel vangelo», come è stato chiamato per secoli? "
Questo ritaglio è tratto dal bel libro di Kenneth E. Bailey
"Il figlio prodigo, parabola di un amore crocefisso
I racconti di Luca 15 riletti con gli occhi del Medio Oriente"

Comunque mi rivolgo a tutti coloro che pazientemente seguono questo forum:
Non c'è nessuno che sia di una diversa opinione: per esempio nessuno appartiene a qualche altra religione? E se lo è, perchè non si esprime? Io non sono così forbito come l'amico Lucio, mi esprimo pure male e forse vi assomiglio..coraggio fatemi sapere!



Torino, 13/02/07
"Comunione e liberazione"
Ciao Guido, hai introdotto questo argomento sulle religioni ma a quanto sembra, fai fatica e non sei il solo, a capire quanto facile sia l’accettare Cristo come proprio personale salvatore e non una religione . Non appartengo a “Comunione e liberazione”, e nemmeno a chiunque si arroghi il diritto di supremazia per ottenere tale salvezza. Ben poteva affermare un credente dell’ormai nota “riforma” John Charles Wesley:

“Amico, di qualunque religione tu faccia parte se il tuo cuore è uguale al mio, se Gesù è il nostro Salvatore, se crediamo nella sua morte e risurrezione, nell’immortalità dell’anima, nella sua Deità, nella Trinità, nel Paradiso e inferno, se ci rendiamo conto del nostro peccato e affidiamo a Lui le nostre iniquità per ottenere salvezza, <DAMMI LA MANO>: Siamo fratelli in Cristo! Figli di Dio.

Sono pienamente convinto di questo fatto. In qualunque gruppo e dovunque, se il fondamento della nostra fede è Gesù il Signore, la sua croce, non dobbiamo scavare chissà cosa e in chissà quali religioni o meandri particolari per trovarlo.

“Coercizione?”
Non ci penso minimamente, è una nostra scelta;. come già espresso più volte in questo forum per mezzo dei miei interventi.

“semplici affermazioni.”
Sai quale è il nostro guaio, caro Guido? Il nostro smisurato <IO>…….
Noi uomini ci complichiamo la vita soprattutto quando si toccano tematiche spirituali ma, ascoltiamo ciò che Gesù dice e non il nostro sapere:
Matteo 11:25 In quel tempo Gesù prese a dire: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli.
Proprio così, caro amico. Fintanto che non molliamo il nostro orgoglio ai piedi della croce, noi saremo sempre come quei Farisei che credevano di essere i detentori delle cose di Dio. La semplicità, l’umiltà, sono alla base per scoprire le profondità della Bibbia. Essa è più che semplice, soprattutto là dove esprime il pensiero sulla salvezza per grazia. Saluti Lucio

P.S.
Come si diventa figli di quell’unico Dio di cui tutte le religioni si fanno portavoce? Lasciamo parlare ancora una volta la Scrittura o il Logos prendendo proprio il Vangelo di Giovanni che tu hai menzionato:

Giovanni 1:1 Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio.
Giovanni 1:2 Egli (la Parola) era nel principio con Dio.
Giovanni 1:3 Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola), e senza di lui nessuna delle cose fatte è stata fatta.
Giovanni 1:4 In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini.
Giovanni 1:5 E la luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno compresa.
Giovanni 1:6 Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni,
Giovanni 1:7 Questi venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui;
Giovanni 1:8 egli non era la luce, ma fu mandato per rendere testimonianza della luce.
Giovanni 1:9 Egli (la Parola) era la luce vera, che illumina ogni uomo che viene nel mondo.
Giovanni 1:10 Egli (la Parola) era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non lo ha conosciuto.
Giovanni 1:11 Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto,
Giovanni 1:12 ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome,
Giovanni 1:13 i quali non sono nati da sangue né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio.
Giovanni 1:14 E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi, e noi abbiamo contemplato la sua gloria, come gloria dell'unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità.

Versetto 12, “si diventa figli di Dio solo se riconosciamo Gesù come nostro Signore. Egli dà l’autorità di divenire figli di Dio”. Non dunque altri…. ma Gesù. CREDIAMO NOI QUESTO?

Dimenticavo di rispondere a una domanda ben precisa:
Sono un credente evangelico ma questo, “esula dal discorso religioni” come ampiamente la Bibbia afferma. “non le rrrrrrrrr… MA, GESU’”. Il suo sacrificio, la sua morte! Questa si chiama redenzione.
Lucio P. is offline  
Vecchio 14-02-2007, 00.27.32   #7
Guido
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Question Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

“Amico, di qualunque religione tu faccia parte se il tuo cuore è uguale al mio, se Gesù è il nostro Salvatore, se crediamo nella sua morte e risurrezione, nell’immortalità dell’anima, nella sua Deità, nella Trinità, nel Paradiso e inferno, se ci rendiamo conto del nostro peccato e affidiamo a Lui le nostre iniquità per ottenere salvezza, <DAMMI LA MANO>: Siamo fratelli in Cristo! Figli di Dio.

Riprendo Caro Lucio questa tua citazione perchè a mio parere ne manca una ben più importante ed impegnativa almeno per un cattolico ed è ben evidenziata in questo stralcio del saggio di S.Natoli che commenta il cristianesimo oggi:

"....Il cristianesimo in molti casi, e bene che vada, si è trasformato in norma morale, in regole di buona condotta, in etica nel senso corrente del termine. Etica non più salvezza. In questo quadro, il cristianesimo ha finito per allinearsi alle etiche mondane, in parte già sue, e quasi per rimettersi in pari. E a esse plaude. Per altro verso, il grande paradosso cristiano, la testimonianza viva che questo mondo deve finire si è mutata in una metafora profana delle pene e dei desideri degli uomini. La fede è divenuta psicologia. Più esattamente si è trasformata in una poetica dell' esistenza, in un' estetica. Il decorativismo ha rimpiazzato gli atti della fede, la meditazione si è mutata in apologia ampiamente parlata del silenzio. Tutto ciò è cristianità. Nella dissoluzione della cristianità può ancora riemergere la verità del cristianesimo? È ancora possibile credere che questo mondo deve finire? È ancora possibile annunciare questo messaggio? In fondo vorrei sapere quanti sono oggi i cristiani che sono davvero persuasi e pronunciano con fede le parole del credo: et exspecto resurrectionem mortuorum et vitam venturi saeculi: attendo la resurrezione della carne e il ritorno definitivo del signore. In breve, nella fine della cristianità, il destino del cristianesimo è quello di un suo inevitabile risolversi in morale e in estetica - e così sopravvivere a se stesso - o è ancora possibile che esso viva come fede nella vita eterna?...."

Mi riferisco, oltre al concetto della fede, alla parte che ho evidenziato in grassetto.

Siamo partiti amico mio, a dialogare su il Dio unico di tutte le religioni e ci troviamo a esprimere i nostri credo personali quasi a convincerci l'un l'altro. In questo modo non sbattiamo la porta in faccia a coloro che sono in ricerca?
Il mio credo è probabilmente più limitato del tuo e non poggia su quello che è stato scritto ma la mia ricerca è nel messaggio della "buona novella" che che gli scritti sottendono. Gli evangeli non sono il Corano, che non può essere commentato!
Immagino che ora vorresti sapere quali sono al momento i miei punti fermi quale il concetto di cristianesimo a cui credo. Questo passo sempre tratto da "I nuovi pagani" è esplicativo:

"....Ciò è così vero che senza Dio l'uomo non è che un nulla e solo nella consapevolezza del suo nulla egli trova salvezza. Non a caso uno dei contrassegni fondamentali della vita cristiana è l'humilitas: l'umiltà. Humilitas da humus, che significa terra, polvere. Ricordarsi sempre che si è fatti di terra, che si è fatti per la corruzione, che si è fatti di niente. L'uomo nulla può pretendere, tutto deve accettare, deve soprattutto confidare nel Signore. Questo è uno dei tratti essenziali della pedagogia cristiana: è l'imitatio Christi secondo le parole stesse di Gesù: «Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile (tapeinòs) di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime» (Mt., 11,29). Solo l'humilitas dischiude la via alla charitas, perché fin quando vi è vanagloria, fino a che non ci si è liberati da se stessi non è possibile accedere all' amore di Dio e meno che mai è possibile amare gli altri. È l'umiltà che prepara la via alla carità. «Quando uno sia stabilito nell'umiltà dello spirito, potrà adempiere al precetto della carità: "Amate i vostri nemici, fate bene a quelli che vi odiano, pregate per quelli che vi perseguitano e vi calunniano"».
Nel cristianesimo Dio è tutto e solo abbandonandosi a lui l'uomo si ritrova: è in Dio che l'uomo viene, in un certo senso, riscattato dalla finitudine, non ne sente più il peso. Il finito non può mai diventare l'infinito, ma in esso si risolve. In Dio l'uomo si trova custodito: Custodi nos Domine ut pupillam oculi. Sub umbra alarum tuarum protege nos: Custodiscici Signore come la pupilla dell'occhio. Proteggici all'ombra delle tue ali. Nel cristianesimo dunque la finitezza dell'uomo si costituisce in rapporto all'infinità di Dio e per tal via l'uomo entra in circolo con l'infinito stesso e a esso è elevato. ...."


E mi piacerebbe sapere se anche altri condividono questo!
Uomini di buona volontà fatevi sentire!

PS. Lucio non tradurre "Logos" con "parola" il significato di parola è molto riduttivo!
Guido is offline  
Vecchio 14-02-2007, 10.24.26   #8
manipur
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Smile Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Ho letto tutti i vs interventi e in verità siete proprio voi il motivo delle tante religioni, anche se Dio è uno solo! Tutti i vs dubbi, i vs ragionamenti, elucubrazioni hanno creato così tante scuole di pensiero, che alla fine ci siamo impastoiati tutti in un mare di parole, parole, parole! Non vi è mai venuto in mente che Dio ha creato un mondo perfetto (e non poteva essere altrimenti) e che quindi ognuno di noi ha bisogno del suo mucchietto di parole per potere credere (se è fortunato), dubitare (se è come la maggioranza) o non credere (per potersi giustificare).
manipur is offline  
Vecchio 14-02-2007, 11.46.36   #9
visechi
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

"....Il cristianesimo in molti casi, e bene che vada, si è trasformato in norma morale, in regole di buona condotta, in etica nel senso corrente del termine. Etica non più salvezza.

Condivido in pieno questo concetto. Il Cristianesimo, così come declinato dalla curia romana, ha spento davvero l’eco del Logos divino, per trastullarsi sulla morale e l’etica. Pretende di attingere la propria dottrina morale dal Logos di Dio, abdicando così al suo precipuo compito di essere testimone di salvezza. Non più Dio, ma norma. Eppure fu Paolo che spronò i fedeli in Dio e in Gesù a non assoggettarsi alla norma, a non attingere da questa le ragioni e la speranza della propria salvezza. Il Cristianesimo è un ateismo, ha spento la voce di Dio.


"....Ciò è così vero che senza Dio l'uomo non è che un nulla e solo nella consapevolezza del suo nulla egli trova salvezza.

Sembra il riproporsi della secolare alternativa: o Dio o il Nulla! Ma non è così, non vi è solo il Nulla ad impregnare le nostre esistenze private di Dio. La morte di Dio impone un’altra alternativa: o Dio o il finito! Cioè questa finita esistenza, la nostra finitudine, entro cui si dischiude e si esplica la nostra capacità di progettare per fornire un senso all’esistenza. Nessuna escatologia, dunque, solo un calcare il duro terreno per costruire se stessi, ed insieme alla specifica individualità di ciascuno di noi quella più generale di un’umanità che volge con eccessiva fiducia e con troppa costanza gli occhi verso un cielo avaro di risposte. Dio è nascosto: non rispose a Giobbe, non fornirà risposte neppure a noi, uomini del tempo. Siamo gli artefici di noi stessi. Traiamo dalla polvere sollevata dai nostri terreni passi le ragioni che nutrono le nostre periture esistenze. Ci comunichiamo non con la trascendenza, seppur percepiamo un leggero alito che ci avverte sulla possibilità di un oltre che non è possibile negare a priori, ma si comunica con la mondanità e la quotidianità del nostro prossimo. Lo sguardo che si affaccia sull’abisso del Nulla del nostro esistere, nel non senso della vita, riflette, come un sinistro baluginio, l’imperativo di crearci volta per volta, di progettare la vita. E’ una vana impresa, un vorticare senza requie, ma è pur sempre il prezzo, lo scotto, il pedaggio che la vita esige da noi… tutto il resto è solo lusinga e consolazione.

L'uomo nulla può pretendere, tutto deve accettare, deve soprattutto confidare nel Signore.

L’uomo deve pretendere dal Creatore risposte, quelle che la storia e il patimento degli innocenti reclamano a viva voce da millenni, da sempre. Pretende un perché all’inutile soffrire, non l’affrancamento dalla morte fisica, ma l’esenzione dall’inutile e insensato dolore dell’anima. L’uomo pretende la liberatoria dalla schiavitù e dal giogo imposto con atto insano dal Creatore. Questo suo giusto pretendere non ottiene risposte. Nel silenzio ineffabile di Dio germinano le maledizioni, ma è giusto e corretto che sia così: se creati siamo, qualcuno ci volle così imperfetti, e se la maledizione è figlia dell’imperfezione, è anch’essa, in ultima analisi, figlia di Dio, a Lui dunque ritorni.

Nel cristianesimo Dio è tutto e solo abbandonandosi a lui l'uomo si ritrova

Nel Cristianesimo, Dio scompare, vanisce, il suo Logos è usurpato dal Logos dei suoi troppi interpreti: il Cristianesimo è un ateismo strisciante, è filosofia.

Nel cristianesimo dunque la finitezza dell'uomo si costituisce in rapporto all'infinità di Dio e per tal via l'uomo entra in circolo con l'infinito stesso e a esso è elevato. ...."

Nel Cristianesimo la finitezza dell’uomo, i cui tratti caratteristici sono rappresentati dalla capacità di percepire, per grazia ed in virtù dei propri limitati sensi, il mondo esterno; presentirne l’ultramondanità; intuire in forma di sentimento quanto in esso, dal suo manifesto apparire, trans-pare e dalla fallace propensione ad elaborare quanto estratto dall’esistente che lo circonda, è annichilita dalla fede in un qualcosa che stride con i sensi e la ragione. La fede è vero scandalo per la ragione, ma anche mistificazione del sentimento. L’uomo ateo raffronta la propria finitudine con l’infinito spesso più proficuamente e meglio di quanto possa fare una persona che si affida alla fede, perché proprio in essa egli recupera le risposte che gli abbisognano – clamoroso e forse insuperato esempio lo si ritrova in Leopardi

Dio ha creato un mondo perfetto (e non poteva essere altrimenti)

Tanto perfetto che ritenne necessario rifondarlo dopo il diluvio.
visechi is offline  
Vecchio 14-02-2007, 17.41.49   #10
Lucio P.
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Messaggi: 274
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Citazione:
Originalmente inviato da Guido
“Amico, di qualunque religione tu faccia parte se il tuo cuore è uguale al mio, se Gesù è il nostro Salvatore, se crediamo nella sua morte e risurrezione, nell’immortalità dell’anima, nella sua Deità, nella Trinità, nel Paradiso e inferno, se ci rendiamo conto del nostro peccato e affidiamo a Lui le nostre iniquità per ottenere salvezza, <DAMMI LA MANO>: Siamo fratelli in Cristo! Figli di Dio.

Riprendo Caro Lucio questa tua citazione perchè a mio parere ne manca una ben più importante ed impegnativa almeno per un cattolico ed è ben evidenziata in questo stralcio del saggio di S.Natoli che commenta il cristianesimo oggi:

"....Il cristianesimo in molti casi, e bene che vada, si è trasformato in norma morale, in regole di buona condotta, in etica nel senso corrente del termine. Etica non più salvezza. In questo quadro, il cristianesimo ha finito per allinearsi alle etiche mondane, in parte già sue, e quasi per rimettersi in pari. E a esse plaude. Per altro verso, il grande paradosso cristiano, la testimonianza viva che questo mondo deve finire si è mutata in una metafora profana delle pene e dei desideri degli uomini. La fede è divenuta psicologia. Più esattamente si è trasformata in una poetica dell' esistenza, in un' estetica. Il decorativismo ha rimpiazzato gli atti della fede, la meditazione si è mutata in apologia ampiamente parlata del silenzio. Tutto ciò è cristianità. Nella dissoluzione della cristianità può ancora riemergere la verità del cristianesimo? È ancora possibile credere che questo mondo deve finire? È ancora possibile annunciare questo messaggio? In fondo vorrei sapere quanti sono oggi i cristiani che sono davvero persuasi e pronunciano con fede le parole del credo: et exspecto resurrectionem mortuorum et vitam venturi saeculi: attendo la resurrezione della carne e il ritorno definitivo del signore. In breve, nella fine della cristianità, il destino del cristianesimo è quello di un suo inevitabile risolversi in morale e in estetica - e così sopravvivere a se stesso - o è ancora possibile che esso viva come fede nella vita eterna?...."

Mi riferisco, oltre al concetto della fede, alla parte che ho evidenziato in grassetto.

Siamo partiti amico mio, a dialogare su il Dio unico di tutte le religioni e ci troviamo a esprimere i nostri credo personali quasi a convincerci l'un l'altro. In questo modo non sbattiamo la porta in faccia a coloro che sono in ricerca?
Il mio credo è probabilmente più limitato del tuo e non poggia su quello che è stato scritto ma la mia ricerca è nel messaggio della "buona novella" che che gli scritti sottendono. Gli evangeli non sono il Corano, che non può essere commentato!
Immagino che ora vorresti sapere quali sono al momento i miei punti fermi quale il concetto di cristianesimo a cui credo. Questo passo sempre tratto da "I nuovi pagani" è esplicativo:

"....Ciò è così vero che senza Dio l'uomo non è che un nulla e solo nella consapevolezza del suo nulla egli trova salvezza. Non a caso uno dei contrassegni fondamentali della vita cristiana è l'humilitas: l'umiltà. Humilitas da humus, che significa terra, polvere. Ricordarsi sempre che si è fatti di terra, che si è fatti per la corruzione, che si è fatti di niente. L'uomo nulla può pretendere, tutto deve accettare, deve soprattutto confidare nel Signore. Questo è uno dei tratti essenziali della pedagogia cristiana: è l'imitatio Christi secondo le parole stesse di Gesù: «Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile (tapeinòs) di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime» (Mt., 11,29). Solo l'humilitas dischiude la via alla charitas, perché fin quando vi è vanagloria, fino a che non ci si è liberati da se stessi non è possibile accedere all' amore di Dio e meno che mai è possibile amare gli altri. È l'umiltà che prepara la via alla carità. «Quando uno sia stabilito nell'umiltà dello spirito, potrà adempiere al precetto della carità: "Amate i vostri nemici, fate bene a quelli che vi odiano, pregate per quelli che vi perseguitano e vi calunniano"».
Nel cristianesimo Dio è tutto e solo abbandonandosi a lui l'uomo si ritrova: è in Dio che l'uomo viene, in un certo senso, riscattato dalla finitudine, non ne sente più il peso. Il finito non può mai diventare l'infinito, ma in esso si risolve. In Dio l'uomo si trova custodito: Custodi nos Domine ut pupillam oculi. Sub umbra alarum tuarum protege nos: Custodiscici Signore come la pupilla dell'occhio. Proteggici all'ombra delle tue ali. Nel cristianesimo dunque la finitezza dell'uomo si costituisce in rapporto all'infinità di Dio e per tal via l'uomo entra in circolo con l'infinito stesso e a esso è elevato. ...."


E mi piacerebbe sapere se anche altri condividono questo!
Uomini di buona volontà fatevi sentire!

PS. Lucio non tradurre "Logos" con "parola" il significato di parola è molto riduttivo!



Torino, 14/02/07
"Siamo partiti amico mio, a dialogare su il Dio unico di tutte le religioni e ci troviamo a esprimere i nostri credo personali quasi a convincerci l'un l'altro. In questo modo non sbattiamo la porta in faccia a coloro che sono in ricerca?"


Ciao Guido, non posso darti torto su ciò che affermi, comunque non sono io che sto parlando delle tante religioni al contrario:
Dai miei primi interventi, ho sempre rimarcato quello che secondo me, seguendo un ragionamento logico e di storia delle religioni, hanno fuorviato l'uomo dalla centralità del messaggio evangelico; e a costo di apparir stucchevole come qualcuno ha dichiarato, devo ribadire quanto già espresso:
Le religioni, i vari pensieri che da esse ne derivano, non hanno nulla a che vedere con la centralità dell'Evangelo. I vani ragionamenti filosofici a cui esse hanno dato largamente spazio, di certo, sopprimono il messaggio di grazia e di salvezza che Gesù ha portato. Io non trovo difficile l'accettare per fede tale messaggio, ma al contrario: tutti coloro che cercano cavilli strani si allontaneranno sempre più da quel Dio in cui dicono di credere. Continuo dunque nel perseverare dicendo che, non le religioni o gruppi che in tali si identificano otterranno salvezza, ma tutti coloro che si ravvedono del proprio stato di peccato è accettano per fede la GRAZIA OFFERTA GRATUITAMENTE IN CRISTO GESU'.
C’è voluta la morte di Cristo per riscattarci dalla nostra morte, Egli solo è degno di tutta la nostra fede.

Atti 4:12 In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati».

Alle tante rrrrrrr devo ancora aggiungere le moltissime fffffff come, filosofia. Che disastro quest’ultima!!!

Amico Guido perché cerchi altrove quello che già possiedi in Cristo Gesu? Ciao lucio
Lucio P. is offline  

 



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