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Vecchio 25-11-2005, 12.07.24   #91
Franco
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Che cos'è un ateo?

Signor nexus6,


1) Un problema della ragione speculativa:
Lei non ha risposta alla domanda del mio ultimo messaggio. Se ritiene di averlo fatto la prego di approfondirla per permettermi di cominciare a capirla.

2) Un problema della ragione pratica:

riferimento:

Messaggio originale inviato da Franco:
Il punto di vista ateo è quello che Le piace di più dunque., così come lei ritiene che gli atei si fanno portatori di valori più positivi e ragionevoli dei credenti.

Cosa significa ciò? Significa che il punto di vista del credente le piace un po' meno? che i credenti si fanno portatori di valori un po' meno positivi di quelli dell'ateo?

La Sua risposta:

Sì, rispondo affermativamente ad entrambe le domande; anzi toglierei i due "pò"...

Ora Le chiedo:

Significa che a Lei comunque piace anche il punto di vista cristiano?

Ultima modifica di Franco : 25-11-2005 alle ore 12.12.45.
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Vecchio 25-11-2005, 12.18.56   #92
nexus6
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Re: Che cos'è un ateo?

1) Un problema della ragione speculativa:
Cosa intendo per dio inteso come un qualcosa di trascendente?
Intendo un ente che, da vocabolario, trascende le nostre categorie, i nostri limiti, esso è per definizione non conoscibile; l'unica cosa che si può dire su di esso è: supera le nostre capacità conoscitive e dunque non possiamo fare ipotesi ragionevoli su di esso.

2) Un problema della ragione pratica:

Messaggio originale inviato da Franco:
Il punto di vista ateo è quello che Le piace di più dunque., così come lei ritiene che gli atei si fanno portatori di valori più positivi e ragionevoli dei credenti.

Cosa significa ciò? Significa che il punto di vista del credente le piace un po' meno? che i credenti si fanno portatori di valori un po' meno positivi di quelli dell'ateo?

La Sua risposta:

Sì, rispondo affermativamente ad entrambe le domande; anzi toglierei i due "pò"...

Ora Le chiedo:

Significa che a Lei comunque piace anche il punto di vista cristiano?


Personalmente, il punto di vista cristiano non mi piace proprio, in ogni senso: la fiducia incondizionata in una fantasia, un'etica imposta basata su di essa... non mi può e non mi potrà mai piacere; comunque comprendo il punto di vista "cristiano", la consolante idea di fede, la risposta ad ogni interrogativo fondamentale... ecc... pur non potendone assolutamente accogliere i metodi e le conclusioni.
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Vecchio 25-11-2005, 13.18.33   #93
nexus6
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Re: Re: Che cos'è un ateo?

Le domando (problema di tipo speculativo):
Se nulla si può affermare, per definizione, intorno al trascendente, anche la precedente affermazione risulta comunque una verità... o no? Ovvero, domanda che già Le avevo posto, il riconoscimento ragionevole dei limiti della ragione (dove l'agnostico si ferma), non contiene in sè il riconoscimento di ciò che sta oltre i limiti? Dov'è che sbaglio?
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Vecchio 25-11-2005, 13.27.48   #94
nexus6
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Altro problema speculativo, già posto da diversi forumisti:
L'ateo si fa una certa immagine di "dio", trascendente, storico e poi la nega; questo atteggiamento è stato attaccato in questo modo: "gli atei credono di non credere in dio, ma se il dio che rifiutano non fosse il vero dio, ma qualcos'altro?"

Penso comunque che abbiamo già risposto a tali forumisti... o no?

Il dio delle religioni monoteiste, possiede degli attributi mitici, facilmente riconoscibili con un'analisi storica e antropologica ed è lecito, come fanno gli atei, rifiutare tali attributi, tali caratteristiche; tuttavia ciò implica necessariamente l'eliminazione di dio, come un qualcosa di trascendente?

Ultima modifica di nexus6 : 25-11-2005 alle ore 13.32.46.
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Vecchio 25-11-2005, 13.57.57   #95
Piccolo Antonio
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il mio concetto di ateo è molto particolare,parto dal presupposto che mi considero ateo e che per questo ne' provo vergogna ne' credo di essere una persona giusta o mite,come qualcuno ha ribadito all'inizio della conversazione
Un ateo non crede nell'esistenza di un dio,di un essere divino,nell'esistenza di qualcuno che condiziona in un qualsiasi modo l'umanità.
In quanto ateo posso però affermare che credo nell'esistenza dell'anima (solitamente vista come un qualcosa di soprannaturale o comunque di creazione divina),credo che ognuno di noi abbia un anima ma che quest'ultima non sia altro che il risultato di ciò che facciamo da quando incominciamo a respirare,l'anima dunque non è altro che l'esperienza personale di ognuno di noi,che ci mantiene vivi e unici,so che è una opinione facilmente contestabile, ma a parere mio un ateo crede comunque in se stesso e in ciò che lo compone,che lo rende ciò che è, se non fosse così sarebbe uno scettico che è altra roba
paradossalmente l'ateo crede
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Vecchio 25-11-2005, 14.35.06   #96
kantaishi
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Messaggi: 1,885
Re: Re: I pagani romani erano cristiani?

Citazione:
Messaggio originale inviato da nexus6
Kantai, qui con questi discorsi, sfondi una porta aperta!

Comunque Buddha non era ateo... solo perchè non credeva in dio (poi che dio?); l'illuminato rifiutava, forse, il trascendente?

L'ateo non è semplicemente, come da vocabolario, una persona che non crede in dio, altrimenti tutta questa discussione sarebbe inutile!

Allah 'Akbar,
il mistico Sufi Mansur Hallaji ,prima di venir squoiato vivo dai Musulmani ortodossi,disse:

"Io sono Allah."

Ora Mansur è considerato il S.Francesco dell'Islam.
Forse che i Musulmani capiscono veramente cosa ha detto Mansur?

Maometto invece ha detto:"Ovunque tu volgi lo sguardo,vedrai il volto di Allah."
E cioè?
E cioè stava parlando del vero Allah,quello che esiste veramente .

Gesù disse(nella traduzione esatta):

"L'Io e il Padre sono Uno."
Cioè tu e Dio siete lo stesso identico Essere.

Ecco un vero ateo!....Gesù !

Su di te la benedizione di Allah.

Kantai Muhammad Allah ben-Dur.






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Vecchio 25-11-2005, 14.38.26   #97
Franco
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Che cos'è un ateo?

Signor nexus6,


1) Problema della ragione speculativa:

Desidero prima di tutto precisare in riferimento all'intervento di nonimportachi che non ho mai posto la questione della trascendenza dell'empirico da parte dell'uomo.

Secondariamente rimango pe il momento al problema del : "dio, per estensione, lo si può definire come il trascendente ovvero come un qualcuno o qualcosa che supera il mondo sensibile, che ne costituisce il fondamento, che è inafferrabile alle nostre categorie", come Lei ha affermato.

Non conosco il De Mauro, non conosco la sua formazione; se nella nostra discussione si intende 'DIO' come ente trascendente il mondo sensibile, allora ciò che conosco sono alcuni dei massimi pensatori dell'occidente, per i quali in sintesi 'DIO' sarebbe un ente- prima determinazione!-che trascende- seconda determinazione!- il mondo o totalità della realtà - terza determinazione!-. Un ente così inteso è quello di S.Agostino, quello di Tommaso d'Aquino e di cosiddetti 'teo-logi' alla Copleston e Hans Kueng.

E' questo ciò che ho inteso quando ho affermato che se dio fosse un qualcosa o un qualcuno che supera il mondo sensibile si darebbero migliaia di divinità certe. Dire che dio trascende il mondo sensibile, empirico, non significa dire che esso trascenda la tatalità del mondo empirico! Tra le due cose si dà un abisso!

Si dà solo ciò che che l'uomo esperisce e ha esperito sin dall'avvento della coscienza? Esiste solo ciò che nella sua storia cosciente l'uomo ha esperito? Nel momento in cui scrivo, è reale 'solo' ciò che stò esperendo e stà esperendo la razza umana?

Il reale si esaurisce nell'empirico? Ciò che che non è empirico non è reale? La realtà si esaurisce nell'empirico?


2) problema della ragione pratica:

Io e Lei Signor Nexus6 abbiamo affermato diverse cose a proposito dell'atteggiamento teorico del cosiddetto credente in senso ebraico-cristiano. Abbiamo parlato di mendacità!
A proposito, però, dell'atteggiamento pratico del sedicente cristiano, a proposito della sua etica, dei suoi effettivi comportamenti pratici non abbiamo detto molto! Ho fatto qualche tentativo ma non ho ottenuto una reazione da parte Sua!

E' stato Lei ad aprire una discussione sull'essenza dell'uomo ateo- glie ne dò merito!- e d è stato Lei ad affermare che la posizione etica del credente in senso cristiano non Le piace.

Dopo la Sua iniziale critica alla mia mancanza di propositività - se la ricorda? - è indiscutibile che qualcosa iio l'abbia detta e discussa. Ora Le chiedo altrettanta propositività in merito alla questione della ragione pratica che vado a porre: mi fa un esempio di ciò che non le piace dell'etica del credente? Mi dice che cos'è ciò che proprio non Le piace?

Franco Pepe

Ultima modifica di Franco : 25-11-2005 alle ore 14.44.05.
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Vecchio 25-11-2005, 16.12.10   #98
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Franco
E' questo ciò che ho inteso quando ho affermato che se dio fosse un qualcosa o un qualcuno che supera il mondo sensibile si darebbero migliaia di divinità certe. Dire che dio trascende il mondo sensibile, empirico, non significa dire che esso trascenda la totalità del mondo empirico! Tra le due cose si dà un abisso!
Non penso di aver afferrato il senso delle sue parole; si deve spiegare meglio.

Citazione:
Si dà solo ciò che che l'uomo esperisce e ha esperito sin dall'avvento della coscienza? Esiste solo ciò che nella sua storia cosciente l'uomo ha esperito? Nel momento in cui scrivo, è reale 'solo' ciò che stò esperendo e stà esperendo la razza umana?
Il reale si esaurisce nell'empirico? Ciò che che non è empirico non è reale? La realtà si esaurisce nell'empirico?
Queste sono domande complesse che esulano dalla presente discussione: bisognerebbe aprire un thread per ognuna delle domande da Lei proposte; non è certo possibile esaurire un argomento come quello della definizione di realtà in poche parole.
A seconda della definizione data io potrei smontare tutti i ragionamenti che Lei potrebbe iniziare e parimenti Lei potrebbe distruggere i miei.
Nel momento in cui scrivo, è reale solo ciò che sto esperendo? Non lo so, dipende dalle definizioni di "reale", di "momento", di "scrivo", di "solo", di "esperendo"; mi dia delle definizioni sulle quali non concordo e Le posso mostrare come siano errate ed allo stesso modo può procedere Lei.

Se con reale assumessi ciò che è materia, ciò che esiste? Potrebbe da solo rispondere ad ognuna delle domande da Lei proposte.
Se con reale assumessi solo ciò che esperito?
Potrebbe da solo rispondere ad ognuna delle domande da lei proposte.
Se con reale assumessi ciò che è noumeno?
Potrebbe da solo rispondere ad ognuna delle domande da lei proposte.

Tutte le risposte avrebbero eguale valore di verità = zero; la verità, per l'uomo, non esiste, ma non mi sembra il caso di parlarne in questa discussione: ve ne sono già altre aperte.

Si possono ottenere delle definizioni condivise riguardo a questi argomenti? Qualche millennio di dispute filosofiche mi confortano nel fornire una risposta negativa alla precedente domanda.
E' d'accordo?
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Vecchio 25-11-2005, 16.14.28   #99
nexus6
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Citazione:
Dopo la Sua iniziale critica alla mia mancanza di propositività - se la ricorda? - è indiscutibile che qualcosa io l'abbia detta e discussa. Ora Le chiedo altrettanta propositività in merito alla questione della ragione pratica che vado a porre: mi fa un esempio di ciò che non le piace dell'etica del credente? Mi dice che cos'è ciò che proprio non Le piace?
Mi fa ripetere sempre le stesse cose: non mi piace la fiducia incondizionata, l'adesione sostanzialmente acritica ad idee e concetti imposti che ormai si sono dimostrati pura fantasia, pure chimere umane; non mi piace, dunque, che la morale si riferisca ad una tale chimera; non mi piace che il modo di vivere quotidiano, di rapportarsi con le persone debba sottostare a regole incomprensibili e che si contraddicono a vicenda; non mi piace pensare alla mia vita, come ad un qualcosa che non mi appartenga; non sopporto le intromissioni dei teologi, cristiani, cattolici, che dir si voglia nelle materie politiche e sociali; non mi piace il credere in una qualsiasi cosa in maniera acritica; non mi piace appartenere totalmente ad un qualsiasi gruppo, fazione, movimento, poichè so già che sarei impossibilitato a sottoscrivere tutto ciò che l'adesione a quel dato partito comporterebbe.

Non mi piace, in buona sostanza, che qualcuno o qualcosa mi dica o mi obblighi a comportarmi in una certa maniera, solo per far piacere a questo o a quel dio, a questa o a quella figura di riferimento.

Le basta? Posso aggiungere altro...
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Vecchio 25-11-2005, 16.28.40   #100
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Messaggio originale inviato da Piccolo Antonio
paradossalmente l'ateo crede
Non c'è paradosso!

Vai alla pagina 7 della presente discussione, in particolare al post "PRECISAZIONI..."

Ultima modifica di nexus6 : 25-11-2005 alle ore 16.29.44.
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