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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 23-11-2005, 19.18.04   #71
kantaishi
Utente bannato
 
Data registrazione: 15-05-2004
Messaggi: 1,885
Citazione:
Messaggio originale inviato da alessiob
Dire che l'ateo CREDE non ci sia un'essere trascendente è giusto, ma utilizzare la parola "crede" come se fosse un pretesto che anche l'ateo ha una idea religiosa (quella di non credere) è assolutamente sbagliato.

L'ateo non segue un orientamento religioso, egli ne è fuori

Salve,
cosaaaaa??????
L'ateo non segue un orientamento religioso?
I comunisti sovietici non erano atei?
Allora osserva la seguente tabella scritta ironocamente da Bertrand Russel:

Il Vatiano......................i l Cremlino.
Dio........................... ......le grandi masse proletarie.
Gesù .............................M arx
S.Paolo....................... ....Lenin
La Bibbia........................ .Il Capitale.
Il Vangelo....................... .Il manifesto del partito comunista.
Stalin........................ .......Costantino.
Il Diavolo....................... ..L'imperialismo americano.
Gli eretici....................... ...i dissidenti.
La santa Inquisizione........i KGB
Tabù,il sesso......................tab ù il sesso.
Totem,il denaro..................totem, il denaro.
Nemici comuni:gli Ebrei,gli zingari,gli omosessuali,gli handicappati,i Musulmani e,per fortuna,anche i Cristiani.

Vuoi che faccia anche la tabella con a sinistra i capisaldi del cristianesimo e sulla destra quelli del nazismo?
Se lo vuoi è presto e fatto.

W i computer cattonazicomunisti.

Kantai,nè cristiano,nè nazi, nè comunista ma semplicemente:
sano di mente.

Shemà Yisrael! Elohenu Yahwè elohenu !

Kantai.

Citazione:

Altrimenti anche un animale crede che non ci sia un essere trascendente, anche la stufa di casa mia crede che non vi sia un essere trascendente dato che non pensa.

Ultima modifica di webmaster : 23-11-2005 alle ore 19.22.43.
kantaishi is offline  
Vecchio 23-11-2005, 21.50.22   #72
kantaishi
Utente bannato
 
Data registrazione: 15-05-2004
Messaggi: 1,885
Come ragiona il vero ateo.

Salve,
secondo me ,in tutta la storia dell'umanità,sono esistiti solo due veri atei:Friedrich Nietsche e Osho Rajneesh.
Vediamo cosa dice Osho:

"Non potete liberarvi dall'Io se non vi liberate prima da Dio.
Come l'Io è il Presidente del Consiglio del vostro cervello,così Dio è il Presidente del Consiglio dell'Universo.
Ognuno dei due è l'ombra dell'altro."

Titolo di una conferenza di Osho sul Cristianesimo:

"Padre inesistente e Figlio picchiatello."

Chi parla così è un vero ateo........e di conseguenza un vero religioso,un vero Buddhista.

Vediamo cosa dice Nietsche:

"Secondo lei non sono mai esistiti atei in questo mondo?"
Rispose Nietsche:
"Sì,ne è esistito solo uno...... ed è morto in croce."

Saluti.

Kantai.
kantaishi is offline  
Vecchio 23-11-2005, 22.20.54   #73
animabella
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Messaggi: 50
risp. al signor nexsus

vede signor Nexsus forse sono vittima della mia stessa forma mentis, si, perchè io non mi pongo questioni che do per ovvie, non mi arrovello a dimostrare qualcosa in cui non credo, o a fornire argomentazioni. generalmente mi arrovello su questioni che pongono in me il tarlo del dubbio, dell'indeciso, di ciò che non mi è ancora chiaro.
in una frase, o meglio, proposizione posso riassumere il mio pensiero attingendo al tractatus di wittgenstein 7 : tutto ciò di cui non si può parlare si deve tacere.
miriam
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Vecchio 24-11-2005, 11.48.31   #74
nexus6
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Messaggi: 1,770
Re: Che cos'è un ateo?

Citazione:
Messaggio originale inviato da Franco
signor nexus6,

Lei dice:"
Ho chiesto il suo parere perchè sono giunto alla conclusione che le religioni sono degli importanti strumenti politici per esercitare il potere e tenere le masse sotto controllo: se l'immaginerebbe, Lei, un ingranaggio che ad un certo punto smetta di funzionare e si inizi a porre delle domande sul senso della sua esistenza?
La società attuale si basa sulla routine quotidiana e questa non può venire certo interrotta da elucubrazioni filosofiche!

Stiamo gradualmente giungendo alle questioni decisive.

Per prima cosa vorrei dirLe che non gradisco espressioni come 'elucubrazioni filosofiche'. Lei me le tira!

Lei sta dando a me e a se stesso la possibilità di discutere problemi fondamentali per l'uomo in quanto tale, e per rimanere a tale livello le dico che un'espressione come quella di elucubrazioni filosofiche risente proprio di quella fiducia incondizionata nella ragione che abbiamo ammesso non essere più sostenibile.
Quando ho parlato di "elucubrazioni filosofiche" non intendevo di certo sminuire la discussione attuale, ma solo evidenziare il fatto che per la maggior parte della gente le dispute filosofiche sono inutili ed anzi, in certi casi, dannose; ma questa non è la mia opinione!

Comprendo il Suo discorso sul definirsi per distinzione: naturalmente tutti iniziano così; si studiano vari pareri, vari punti di vista e si sceglie quello che più si confà al proprio pensiero, ai propri bisogni.
Ma, vede, si tratta pur sempre di punti di vista....; quello che più mi piace è sicuramente il punto di vista ateo, ma io sono fisiologicamente impossibilitato a parteggiare e sostenere pienamente questa o quella squadra di calcio, per ritornare al paragone sportivo.
Mi rendo conto, tuttavia, che gli atei, così rari come dice Lei, si fanno portatori di valori sicuramente più positivi e ragionevoli dei credenti, in materie come la società e l'etica.
nexus6 is offline  
Vecchio 24-11-2005, 12.25.18   #75
nexus6
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Messaggi: 1,770
Citazione:
Messaggio originale inviato da Franco
Che nell'ambito della posizione del problema razionale della dimostrazione dell'esistenza di 'Dio' non ci si possa che definire agnostici è indiscutibile, ma il punto è l'atteggiamento pratico del credente rispetto al non credente, del credente rispetto a chi si definisce ateo e agnostico!

Qual'è il suo atteggiamento dal punto di vista dei comportamenti. Cosa fa colui, colei che si definisce ateo ed agnostico? In che modo dimostra moralmente la propria professione di ateismo e agnosticismo?
...
Il credente in senso cristiano non è tale perchè lo capisce ma perchè lo crede! ed in base a tale fede fa, agisce.
Lei, dunque, intende porre una distinzione tra ateo nella vita pubblica e agnostico in quella privata? O meglio per Lei sarebbe possibile dichiararsi agnostico circa il problema dell'esistenza di dio e contemporaneamente ateo riguardo ai comportamenti pratici?

Pensandoci è possibile... anche se l'ateo "totale" (alla d'Holbach) si impegnerebbe sicuramente nell'ambito sociale a promuovere i propri valori, ma anche riguardo al problema dell'esistenza di dio si convincerebbe dell'inesistenza dello stesso ed, in effetti, il barone ammette: "Un ateo è un uomo che non crede all'esistenza di un dio; ora nessuno può essere certo dell'esistenza di un essere che non comprende e che si dice riunisca qualità incompatibili tra loro".

Con questo non intendo per nulla sminuire il pensiero ateo, accostandolo alle fedi religiose; come giustamente ha detto Lei "il credente in senso cristiano non è tale perchè lo capisce ma perchè lo crede! ed in base a tale fede fa, agisce"... concordo!
Il credente (religioso) è costretto ad ammettere di credere in qualcosa che neanche lui comprende appieno, perchè è semplicemente impossibile farlo.

L'ateo, invece, conscio di ciò evita:

1. di porre la propria fiducia incondizionata in ciò che non può capire e questo è un atteggiamento sicuramente più ragionevole di quello dei credenti;

2. di basare i propri valori (etici, comportamentali, politici) su una tale chimera irragiungibile, poichè si rende conto che farlo vorrebbe dire "basare la morale su un dio che ciascuno si raffigura diversamente, che ciascuno immagina a suo modo, ciascuno aggiusta secondo il proprio temperamento e il proprio interesse significa, evidentemente, basare la morale sul capriccio e sull'immaginazione degli uomini; significa basarla sulle fantasticherie di una setta, di una fazione, di un partito che crederanno di avere il privilegio di adorare il vero dio, a esclusione di tutti gli altri" per dirla alla d'Holbach.
nexus6 is offline  
Vecchio 24-11-2005, 12.28.09   #76
nexus6
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Re: Come ragiona il vero ateo.

Citazione:
Messaggio originale inviato da kantaishi
Titolo di una conferenza di Osho sul Cristianesimo:

"Padre inesistente e Figlio picchiatello."

Chi parla così è un vero ateo........e di conseguenza un vero religioso,un vero Buddhista.
Domanda: dunque il vero ateo sarebbe un Buddhista?
nexus6 is offline  
Vecchio 24-11-2005, 12.51.30   #77
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Messaggi: 4,124
Kantaishi ogni tanto perde la bussola.
La trinita' cristiana non e' differente dal Vuoto - Consapevolezza - Energia del Buddismo e non e' differente dal Sat Cit Ananda Hindu.
I tre aspetti del Divino sono consustanziati.
Yam is offline  
Vecchio 24-11-2005, 14.19.27   #78
kantaishi
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Messaggi: 1,885
Re: Re: Come ragiona il vero ateo.

[quote]Messaggio originale inviato da nexus6
[b]Domanda: dunque il vero ateo sarebbe un Buddhista?

Salve,
secondo te un Saggio come Buddha,un Maestro del mondo,sarebbe così stupido da credere in Dio?
Lao Tzu credeva in Dio?
Chuang Feng credeva in Dio?
Krishna credeva in Dio?
Cristo credeva in Dio?...ah beh,il Cristo del cattolicesimo sì ma il Cristo maestro del Mondo certamente no!
Maometto credeva in Allah?
Ah,beh,nell'Allah di Bin Laden certamente no.Ma nell'Allah del Corano certamente sì.
Dice Allah nel Corano:

"Ovunque tu volgi lo sguardo,vedrai il volto di Allah."

E questo sarebbe l'Allah dei Musulmani o il Dio dei Cristiani?
Non credo proprio.

Inch'Allah ! Allah Akbar !

Kantai.
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Vecchio 24-11-2005, 14.20.44   #79
Franco
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Messaggi: 508
Re: Re: Che cos'è un ateo?

Signor Nexus6,

La cito:

"Comprendo il Suo discorso sul definirsi per distinzione
naturalmente tutti iniziano così; si studiano vari pareri, vari punti di vista e si sceglie quello che più si confà al proprio pensiero, ai propri bisogni.
Ma, vede, si tratta pur sempre di punti di vista....; quello che più mi piace è sicuramente il punto di vista ateo, ma io sono fisiologicamente impossibilitato a parteggiare e sostenere pienamente questa o quella squadra di calcio, per ritornare al paragone sportivo.
Mi rendo conto, tuttavia, che gli atei, così rari come dice Lei, si fanno portatori di valori sicuramente più positivi e ragionevoli dei credenti, in materie come la società e l'etica. "


Il punto di vista ateo è quello che Le piace di più dunque., così come lei ritiene che gli atei si fanno portatori di valori più positivi e ragionevoli dei credenti.

Cosa significa ciò? Significa che il punto di vista del credente le piace un po' meno? che i credenti si fanno portatori di valori un po' meno positivi di quelli dell'ateo?

Vorrei capire meglio cosa intende.


Franco Pepe
Franco is offline  
Vecchio 24-11-2005, 14.35.14   #80
kantaishi
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I pagani romani erano cristiani?

Salve,
come mai c'è stato sempre un"silenzio stampa"nelle scuole riguardo alla religione pagana dei Romani?
Adesso non vogliamo infangare la memoria dei bravi pagani romani come Tacito,Ovidio,Cicerone,Virgili o ecc ma quella dei loro tetri assassini sì!
Vogliamo infangare la memoria di quegi assassini pagani che perpetuarono il genocidio dei Pagani?
Chi erano costoro? Erano i baccanti,quelli che si dedicavano alle orge sessuali e,sembra si cibassero di sangue e carne umana.
Il loro Dio si chiamava Dionisio o Bacco.
Vediamo come raccontano la storia del Dio Bacco i documenti dell'epoca(500 a.C)

"Bacco è il dio che si fa carne,il Salvatore e "Figlio di Dio".
Ha per padre Giove e per madre una Vergine mortale.
Nasce il 25 Dicembre in una umile stalla alla presenza di tre pastori.
Offre ai propri seguaci la possibilità di una rinascita attraverso il battesimo.
Durante una cerimonia nuziale,trasforma miracolosamente l'acqua in vino.......................... .."
devo andare avanti o sapete a memoria la storia?

Questi pagani procedettero all'olocausto degli altri pagani,degli Ebrei,dei cristiani gnostici,dei pauliciani,dei nestoriani ecc.ecc.
Dopo aver ammazzato mezza civiltà mediterranea,Costantino li proclamò:Cristiani.

Heil Costantino!

Kantai.
kantaishi is offline  

 



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