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Vecchio 16-11-2007, 22.01.11   #131
Giorgiosan
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

Citazione:
Originalmente inviato da koan
Non è come pensi:

"Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi" (Rm 8,11)

Lo Spirito per definizione Unisce:

"Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito."

Questo sullo Spirito e l'Ispirazione che viene direttamente da Esso/Lui:

"Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. L'uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L'uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno.
Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore
in modo da poterlo dirigere?
Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.
"

Riguardo Timoteo questa è invece la questione:

"Paolo si recò a Derbe e a Listra. C'era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco; egli era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere per riguardo ai Giudei che si trovavano in quelle regioni; tutti infatti sapevano che suo padre era greco."

Paolo spiegava nelle sue lettere di farsi tutto a tutti, circonciso per i circoncisi, perché non si scandalizzassero ( se qualcosa fosse di scandalo a qualcuno ), e non circonciso per i non circoncisi, perché tutti vivessero della Grazia operata dal Signore; ecc ecc...
Quando Paolo riprese Pietro, quelli che erano stati messi in disparte erano i pagani perché Pietro non voleva mancare di rispetto ai giudei lì presenti, mentre nessuno in Cristo è minore di altri e nessuno deve imporre la circoncisione ai non giudei; infine nessuno deve mettere in difficoltà altri, essendo tutti fratelli in Cristo. Per riguardo ai giudei però diventerebbe giusto, se prima della nomina alla missione apostolica, ci si trovasse di fronte alle comunità giudee del posto e si possedesse una diretta origine di nascita giudea; dato che Cristo non rigetta né gli uni, né gli altri, ma unisce tutti in un solo Spirito, secondo giustizia.

Non mi sembra inoltre nessuna imposizione ( oltre l'apparenza della forma )...


Atti 10,13-17
Allora risuonò una voce che gli diceva: «Alzati, Pietro, uccidi e mangia!».
Ma Pietro rispose: «No davvero, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo».
E la voce di nuovo a lui: «Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano».
Questo accadde per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu risollevato al cielo.
Mentre Pietro si domandava perplesso tra sé e sé che cosa significasse ciò che aveva visto..

Pietro ha ricevuto lo Spirito a Pentecoste, eppure dopo aver ricevuto una visione, ancora non capisce, è perplesso.

Atti 15,37-40
Barnaba voleva prendere insieme anche Giovanni, detto Marco,
ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro nella Panfilia e non aveva voluto partecipare alla loro opera.
Il dissenso fu tale che si separarono l'uno dall'altro; Barnaba, prendendo con sé Marco, s'imbarcò per Cipro.
Paolo invece scelse Sila e partì, raccomandato dai fratelli alla grazia del Signore.


Avevano tutti ricevuto lo Spirito...eppure il dissenso era tale che..
Giorgiosan is offline  
Vecchio 16-11-2007, 22.17.50   #132
Giorgiosan
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"


Questi ed altri passi insegnano che:

la presenza dello Spirito nei credenti non risolve tutto con un atto magico ...ma opera con una pedagogia progressiva così come ha fatto Gesù con gli apostoli e i discepoli, e il progresso della illuminazione dello Spirito dipende anche dalle disposizioni di chi quelle illuminazioni potrebbe ricevere.

Così Paolo fu sconsiderato quando mortificò coloro che continuavano a circoncidere..salvo poi contraddirsi acendo altrettanto con Timoteo.

E tu immagino non sia lo stesso di dieci anni fa... se lo sei scantati e va avanti


Ciao
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Vecchio 16-11-2007, 22.45.10   #133
sebastianb
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko
E tra le infinite possibilità non potrebbe anche essere che l'interpretazione più realistica sia anche la più letterale ?
Ovvero la più astuta delle bestie selvatiche "rivela" la "Verità" all'Uomo: prendere autocoscienza di se e poter decidere del "bene" e del "male", e decidere in definitiva sulle proprie sorti, anche a costo di pagare con la "morte" la propria libertà.

Se fosse proprio questa la verità, quasi banale, che l'Ispiratore del libro sacro ha voluto trasmetterci tramite il biblico autore ?
E' così assurdo pensare che invece del "peccato orginale" ci sia stata una "virtù originale" nell'infrangere l'astruso e antidemocratico divieto riguardante il famoso albero?

Certo, crollerebbe tutto il cristianesimo così come si è teologicamente affermato: senza peccato originale da redimere non ha senso il sacrificio divino per la salvezza; l'Uomo si è già "salvato", e il suo destino è tutto nelle sue mani.
Ciao, mi domando se l' interpretazione di un testo (sacro) è " unica " oppure chiunque puo' spiegare il suo punto di vista ? Chi stabilisce che " quella " determinata interpretazione è "" vera ""?? Un' interpretazione ( ammesso e concesso che sia quella giusta ) deve essere vincolante per tutti ?? Oppure vige anche qui il rispetto per il pensiero altrui ?? ---- Ti propongo quanto trovato sull' interpretazione di Adamo/Eva/Serpente e del " P.O. " dello psicoteraupeta M. Valli. -- Il racconto della Genesi evidenzia come l'umanita' in quel tempo antico viveva in simbiosi con la natura, la scissione con essa non era ancora avvenuta. Il giardino dell'Eden rappresenterebbe cosi' la mitizzazione dell'armonia Homo/natura. - Ma ecco che accade qualcosa che rompe quel clima idilliaco. --- Subentra la " cultura " che segnera' l'inizio della separazione dalla natura. L'inizio della consapevolezza dell'uomo di riconoscersi di essere diverso dagli altri esseri viventi. Il fatto stesso di " dare un nome " agli animali sarebbe una forma per dare un significato diverso alla vita. -- Ecco quindi che la nascita della coscienza ha segnato lo "sviluppo" umano, da qui emerge l'immagine di " quel " serpente che invita a "" seguire " il suo consiglio. Eva è attratta dalle sue lusinghe, quell'esortazione ad affidarsi a lui. Come dire: quello di = des/responsabilizzare l'uomo !! La prima coppia " cede " e accetta la promessa di diventare come Dio. In tal modo hanno DELEGATO a UN ALTRO ( in questo caso il serpente ) il ns. essere, la ns. essenza, la specificita' dell'uomo: la sua coscienza !! Accettare cosi' " incondizionatamente " il pensiero altrui, conferire ad un altro la ns. facolta' di pensare, prendere per buono quello che "lui" ci propone (senza un ns. diretto convincimento). Potrebbe essero questo quello che si definisce P.O ??? ----- Ogni individuo è figlio del suo tempo e del suo ambiente. Si è ligi all'autorita' - fin quando non ci si rende conto di essere " imprigionati ". Da qui il desiderio di assumere la propria responsibilita', quindi " svincolarsi " dal sistema. Il serpente si è accorto del "risveglio" e da qui il tentativo di impedire la fuga. --- La grande sfida è potersi liberare, il voler RITIRARE quella " delega " - il voler essere responsabili dei propri pensieri, delle proprie azioni. Ci si rende conto che quella colpa originaria è stata una irresponsabilita' presa troppo alla leggera : non cosciente, non ragionata, non meditata. Il tentavo, il grande sforzo di sganciarsi rappresenterebbe ( con le dovute proporzioni ) il battesimo. Quell' atto di coraggio da' come premio: la liberazione da quella colpa. Potrebbe essere questa una delle possibili "interpretazioni" della figura del serpente ?? -------------- Quello del P.O. è una peculiarita' propria del cattolicesimocristianoromano !! In un altro mio intervento ho evidenziato il punto di vista del cristianesimo "" ortodosso "" ( di Masimo il Confessore ) che è completamente diverso dalla "" sorella " latina. Infatti gli orientali non conoscono questa cupa dottrina, causa di tante tragedie/angoscie e la successiva dottrina del Limbo !! - Mi meraviglio che non si siano scannati a vicenda come è successo per altre questioni di fede con i "protestanti". Da qui la domanda: chi ha ragione? chi detiene la "" sola " e " unica " Verita' ( oppure verita' ) ???? Esiste un giudice imparziale ?? Il fatto di nascere e vivere in Occidente i credenti sono " obbligati " a seguire il loro capo supremo ?? E se uno dovesse "scegliere la versione" degli Ortodossi ?? Commette peccato ?? Per i latini ( forse ) SI - per gli Ortodossi ( certamente ) NO. Che strano questo "cristianesimo" - due chiese sorelle con due dottrine completamente diverse, contrarie al buon senso. Ma cosa direbbe il Rabbi ( se mai dovesse apparire nuovamente) in merito a queste infinite dispute? Perchè proprio Yeshua MAI parlo' di questa "strana" dottrina? Perchè ?? - un saluto
sebastianb is offline  
Vecchio 17-11-2007, 09.23.24   #134
koan
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Atti 10,13-17
Allora risuonò una voce che gli diceva: «Alzati, Pietro, uccidi e mangia!».
Ma Pietro rispose: «No davvero, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo».
E la voce di nuovo a lui: «Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano».
Questo accadde per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu risollevato al cielo.
Mentre Pietro si domandava perplesso tra sé e sé che cosa significasse ciò che aveva visto..

Pietro ha ricevuto lo Spirito a Pentecoste, eppure dopo aver ricevuto una visione, ancora non capisce, è perplesso.

Atti 15,37-40
Barnaba voleva prendere insieme anche Giovanni, detto Marco,
ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro nella Panfilia e non aveva voluto partecipare alla loro opera.
Il dissenso fu tale che si separarono l'uno dall'altro; Barnaba, prendendo con sé Marco, s'imbarcò per Cipro.
Paolo invece scelse Sila e partì, raccomandato dai fratelli alla grazia del Signore.


Avevano tutti ricevuto lo Spirito...eppure il dissenso era tale che..


"Mentre Pietro si domandava perplesso tra sé e sé che cosa significasse ciò che aveva visto, gli uomini inviati da Cornelio, dopo aver domandato della casa di Simone, si fermarono all'ingresso. Chiamarono e chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiava colà. Pietro stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse: «Ecco, tre uomini ti cercano; alzati, scendi e va' con loro senza esitazione, perché io li ho mandati». Pietro scese incontro agli uomini e disse: «Eccomi, sono io quello che cercate. Qual è il motivo per cui siete venuti?». Risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, stimato da tutto il popolo dei Giudei, è stato avvertito da un angelo santo di invitarti nella sua casa, per ascoltare ciò che hai da dirgli». Pietro allora li fece entrare e li ospitò.
Il giorno seguente si mise in viaggio con loro e alcuni fratelli di Giaffa lo accompagnarono. Il giorno dopo arrivò a Cesarèa. Cornelio stava ad aspettarli ed aveva invitato i congiunti e gli amici intimi. Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio andandogli incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Alzati: anch'io sono un uomo!». Poi, continuando a conversare con lui, entrò e trovate riunite molte persone disse loro: «Voi sapete che non è lecito per un Giudeo unirsi o incontrarsi con persone di altra razza; ma Dio mi ha mostrato che non si deve dire profano o immondo nessun uomo. Per questo sono venuto senza esitare quando mi avete mandato a chiamare. Vorrei dunque chiedere: per quale ragione mi avete fatto venire?». Cornelio allora rispose: «Quattro giorni or sono, verso quest'ora, stavo recitando la preghiera delle tre del pomeriggio nella mia casa, quando mi si presentò un uomo in splendida veste e mi disse: Cornelio, sono state esaudite le tue preghiere e ricordate le tue elemosine davanti a Dio. Manda dunque a Giaffa e fa' venire Simone chiamato anche Pietro; egli è ospite nella casa di Simone il conciatore, vicino al mare. Subito ho mandato a cercarti e tu hai fatto bene a venire. Ora dunque tutti noi, al cospetto di Dio, siamo qui riuniti per ascoltare tutto ciò che dal Signore ti è stato ordinato».
Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti. Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38 cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome».
Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Dopo tutto questo lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.
"

Riguardo Paolo, sai benissimo che era unito ( con segno di koinonia ) agli Apostoli principali ( mentre alcuni sono falsi, già al tempo dell'Ascensione del Signore ), ma anche se lo Spirito è sceso, lo Spirito resta solo e sempre con chi realmente è scelto per la Missione; questo perché l'uomo è falso ed è libero di rifiutare e tradire l'Amore di Dio che gli viene riversato dentro, mentre Dio legge il cuore e sa quello che fa e come lo fa.
Tu puoi giudicare quanto non possiedi e non conosci direttamente ?
Puoi giudicare da uno scritto l'azione di Dio e quanto Egli sa, perché lo vede, quanto Egli vuole, perché è secondo il Suo disegno, e quanto Egli ha deciso, perché conosce ogni uomo ed i suoi limiti ( i quali nel cuore, nello Spirito e in Dio vengono oltrepassati... non con tutti però ) ?
So dentro di me, non in quanto appare, che questa è Verità.
Posso sbagliare, ma puopi star tranquillo che ho giudicato dentro, non fuori.

Riguardo me stesso, sono un perseguitore indegno della Verità, né da meno né da più di ogni uomo, ma ad ognuno sono stati dati dei doni, diversi tra loro ( iil mio processo di crescita non puoi conoscerlo e neanche comprenderlo, come io il tuo, mentre andare oltre se stessi non porta in nessun caso alla Verità ).

Questo penso... ciao
koan is offline  
Vecchio 17-11-2007, 09.48.21   #135
koan
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

Bravissimo sebastian, mi hai commosso, perché sei una persona sincera e credo cerchi la Verità...

Il Cattolicesimo riconosce la Chiesa Ortodossa in termini di Spirito e uqesto, in realtà, significa già tutto.
I limiti non sono solo da parte di una sola, ma di tutte le Chiese esistenti.
L'unico soggetto ultimo dovrebbe essere Cristo, mentre Egli viene strumentalizzato da quanti non possono comprendere per i propri limiti e difetti umani. Lo Spirito deve accontentarsi, credo io, di tal condizione umana, dato che essa era già presente all'interno del gruppo dei discepoli ed Apostoli.
Condannare le Chiese non è cosa saggia e neanche è giusta, a mio giudizio, perché quanto giudichi è in realtà come se stessi.
La preghiera da sola unirebbe tutti, anche i non cristiani con i cristiani, perché è fatta di Spirito ed esso NON può essere mai diviso.
I credenti devono divenire un'unica Unità e dare possibilità a quanti non credono di poter comprendere la realtà dello Spirito in mezzo a noi. Egli solo può operare meraviglie e portenti. La Testimonianza deve essere compiuta attraverso atti concreti e SENZA le parole, perché la predicazione non è una forma, bens' viene dal cuore e può esprimersi a volte anche senza parlare o solo con la preghiera.
La parola e la predicazione sono importanti, ma non se operate metodicamente. Ciò NON esclude però affatto i Sacramenti e la Tradizione tutta che ci è stata tramandata. E' l'atteggiamento del cuore che va cambiato, in sostanza, comprendendo che NON siamo NULLA e che NON siamo stati inviati da Dio indirettamente per parlare da parte Sua, credendo di possedere la Verità Tutta!
Si possiede anche la Verità, ma NON Tutta: essa va perseguita e riconosciuta, anziché Crocifissa ( la Crocifissione è segno dell'Amore di Dio ed anche segno del Fallimento Umano .. l'Uomo e la Donna sono stati costituiti ad Immagine e Somiglianza Sua; il Signore diceva: Siate Perfetti, come Perfetto è il Padre vostro che è nei Cieli ).
L'uomo si giustifica per non poter giungere sino a Dio e poi si sostituisce a Lui continuamente. Posso comprendere i non credenti, perché non credono, ma non posso comprendere i credenti e non posso giustificare neanche me stesso di fronte a Dio; il quale è SEMPRE Presente a tutto!

Perdonate lo sfogo...

Sebastian il tuo resoconto e racconto personale sono giusti, ma per quello che possa comprendere forse manca ancora qualcosa... Lo riprenderò non appena possibile.

Ciao
koan is offline  
Vecchio 17-11-2007, 12.35.06   #136
Giorgiosan
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

Esistono molti linguaggi (che si potrebbero definire gerghi) per esprimersi ed ognuno sceglie quello o quelli che gli sono più congeniali.
C'è un linguaggio religioso, quello filosofico, un altro che attinge dalla scienza, uno dalla letteratura, ecc. ecc. e tutti i "gerghi" si contaminano a vicenda.
Se si cerca di andare oltre il linguaggio formale qualche volta si scopre che si dice la stessa cosa e che la diversità è solo apparente. Qualche volta ...
Giorgiosan is offline  
Vecchio 17-11-2007, 18.50.15   #137
Giorgiosan
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

La posizione dell'idealismo e di Hegel in particolare ( che forse è vicina a quella di Eretiko) è questa:
egli interpreta lo stato originale come una condizione imperfetta, e la stessa innocenza è una condizione di indeterminatezza, di mancanza di conoscenza di ciò che è bene e di ciò che è male, insieme ad una potenzialità che si può sviluppare in positivo o in negativo.

L'innocenza originaria dei progenitori è unessere senza volontà, senza la capacità di far crescere la vita come un essere-per -se, perciò è qualcosa che deve venir tolto perché la persona finalmente si realizzi.

Sullo sfondo di questa visione, lo sviluppo della natura umana è un portare a maturazione ciò che è già nell'uomo.
In questa ottica il cristianesimo e la sua storia è, per Hegel, un portare a compimento ciò che è insito nella natura umana.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 17-11-2007, 21.18.41   #138
Eretiko
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

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Originalmente inviato da Giorgiosan
L'interpretazione letterale di un racconto allegorico ? Mi sembra assai poco convincente...si dovrebbe supporre che il serpente parli veramente..ecc.

Ovviamente parlando di interpretazione letterale non mi riferivo ad un reale serpente parlante; intendevo come letterale proprio la scelta del libero arbitrio, che viene "indotta" dal serpente e non da dio.

C'è la tendenza a considerare in modo negativo, nel cristianesimo, la presunzione da parte dell'uomo di scegliere tra bene e male: questo conta molto di più (nel senso del peccato) che non la semplice disobbedienza a dio.
Infatti per l'ebraismo il peccato originale non ha nessun significato particolare se non quello di una prima disobbedienza a dio, la cui espiazione è peraltro pienamente compiuta dalla cacciata dall'eden.
Invece nel cristianesimo quello che si pretende tramandare di generazione in generazione come peccato non è tanto la disobbedienza quanto l'inclinazione naturale al male dell'uomo derivante dalla sua presunzione di scegliere tra bene e male.
Ma la storia ha dimostrato che l'uomo può distinguere (e quindi decidere) ciò che è bene e ciò che è male indipendentemente dalla divinità alla quale crede (o non crede); e dimostra che non è necessariamente predisposto al male.

Quindi io vedo il "serpente" come la parte razionale dell'uomo: è la stessa ragione che dice all'uomo di trasgredire l'ordine per un bene superiore (il libero arbitrio).
L'immagine di un'età aurea in cui l'uomo viveva in armonia con la natura e con dio sta solo nell'interpretazione della teologia cristiana: la natura è ostile e l'uomo, come tutte le altre creature, doveva (e deve) lottare per la vita.
L'allegoria della caduta dell'uomo quindi può essere interpretata come il passaggio dall'uomo "raccoglitore", che si accontentava di prendere appunto ciò che la natura offriva, all'uomo "coltivatore", che impara invece a dominare e sfruttare la natura con metodo razionale.

Dio impone un ordine irrazionale e illogico secondo il quale l'uomo dovrebbe rimanere un essere senza coscienza e raziocinio, il serpente (che si comporta da vero pensatore logico) dice all'uomo come impradonirsi del libero arbitrio (diventerete come dio...).

Forse se insegnassimo ai bambini questa "morale" della favoletta di adamo ed eva faremmo loro meno danni psicologici che non insegnando la deprimente idea dell'uomo peccatore incline a fare solo il male.
Eretiko is offline  
Vecchio 18-11-2007, 09.56.48   #139
Giorgiosan
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko
L'immagine di un'età aurea in cui l'uomo viveva in armonia con la natura e con dio sta solo nell'interpretazione della teologia cristiana: la natura è ostile e l'uomo, come tutte le altre creature, doveva (e deve) lottare per la vita.


L'allegoria della caduta dell'uomo quindi può essere interpretata come il passaggio dall'uomo "raccoglitore", che si accontentava di prendere appunto ciò che la natura offriva, all'uomo "coltivatore", che impara invece a dominare e sfruttare la natura con metodo razionale.

Dio impone un ordine irrazionale e illogico secondo il quale l'uomo dovrebbe rimanere un essere senza coscienza e raziocinio, il serpente (che si comporta da vero pensatore logico) dice all'uomo come impradonirsi del libero arbitrio (diventerete come dio...).

Forse se insegnassimo ai bambini questa "morale" della favoletta di adamo ed eva faremmo loro meno danni psicologici che non insegnando la deprimente idea dell'uomo peccatore incline a fare solo il male.

Devo contraddirti perché la "memoria" di un tempo aureo è in molte culture.

Non c'è mai stata un'era aurea né un paradiso terrestre.

Il carattere teologico del racconto è eziologico, sapienziale come ho già detto.
Per l'esegesi e per la teologia cattolica, oggi, il racconto intende mostrare quale fosse il progetto di Dio ( ... poi Dio porterà a compimento il progetto).
Il risultato è che questo testo non parla di un uomo singolo ( Adamo significa "il terreno" è non è un nome proprio) ma, piuttosto, di una condizione umana compresa attraverso la dialettica peccato-dono di Dio.

L'esistenza del male, per me, non ha bisogno di dimostrazioni perché non potrebbe essere più evidente.

Tutte le pedagogie insegnano che è essenziale comunicare il senso del limite.
Non sarebbe educativo insegnare in qualche modo che il male e il peccato (chiamalo come vuoi ..anche nella Scrittura ci sono molti termini sinonimi ) non esistono...perché non è la verità... secondo me.

Questo racconto si è sempre prestato come spunto per una grande varietà di interpretazioni per la sua pregnanza.
Ognuno interpreta il racconto della caduta secondo la sua precomprensione ( per tirare in ballo il circolo ermeneutico ) e questa precomprensione si modifica nel tempo dell'esistenza...
Giorgiosan is offline  
Vecchio 18-11-2007, 10.16.54   #140
Giorgiosan
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

....di ,per la maggior parte dei passi della Sacra Scrittura esiste un solo significato letterale, tuttavia come la poesia “profana” e altre forme letterarie possono spesso esprimere cose a livelli diversi o con un doppio senso, così fa pure la Bibbia.
Giorgiosan is offline  

 



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