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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 18-11-2007, 11.17.56   #141
Giorgiosan
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

L'irenismo inteso come spirito di pacificazione universale e quindi tendenza a conciliare posizioni ideologiche contrastanti, nasce come conseguenza del pensiero di S. Ireneo di Lione.
Ireneo afferma che Adamo possiede lo Spirito fin dall’inizio riconoscendo però che si tratta di un possesso ancora insufficiente, destinato a crescere ed a svilupparsi fino alla sua pienezza nel Cristo. Emerge così una ascesa da Adamo a Cristo: solo in lui e per mezzo di lui la creatura diventa simile a Dio mettendo in secondo piano il peccato dell’uomo. L’assimilazione a Dio del peccatore deve essere restaurata.

Forse questo pensiero trova Eretiko più consenziente pur mantenendosi nella sua posizione atea.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 18-11-2007, 12.11.34   #142
Eretiko
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

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Originalmente inviato da Giorgiosan
Non sarebbe educativo insegnare in qualche modo che il male e il peccato (chiamalo come vuoi ..anche nella Scrittura ci sono molti termini sinonimi ) non esistono...perché non è la verità... secondo me.


Ovvio, il male esiste. Ho affermato, e riaffermo, che mi sembra diseducativo insegnare che esista una naturale inclinazione al male da parte dell'uomo. Cioè alla fine convincersi (e convincere gli altri) che l'umanità è naturalmente indotta a fare solo il male per giustificare l'essenza di una religione mi sembra fortemente riduttivo nei confronti delle capacità dell'umanità stessa.
Eretiko is offline  
Vecchio 18-11-2007, 13.07.11   #143
Noor
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

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Originalmente inviato da Eretiko
Ovvio, il male esiste. Ho affermato, e riaffermo, che mi sembra diseducativo insegnare che esista una naturale inclinazione al male da parte dell'uomo. Cioè alla fine convincersi (e convincere gli altri) che l'umanità è naturalmente indotta a fare solo il male per giustificare l'essenza di una religione mi sembra fortemente riduttivo nei confronti delle capacità dell'umanità stessa.
Non c'è nessuna male che si contrapponga ad un bene.
C'è solo un non riconoscere l'Unico Bene.
Noor is offline  
Vecchio 18-11-2007, 13.30.03   #144
Giorgiosan
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

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Originalmente inviato da Eretiko
Ovvio, il male esiste. Ho affermato, e riaffermo, che mi sembra diseducativo insegnare che esista una naturale inclinazione al male da parte dell'uomo. Cioè alla fine convincersi (e convincere gli altri) che l'umanità è naturalmente indotta a fare solo il male per giustificare l'essenza di una religione mi sembra fortemente riduttivo nei confronti delle capacità dell'umanità stessa.

L'aggettivo "naturale" è una tua aggiunta : ,

il catechismo della chiesa cattolica recita, in maniera più sfumata

Rimangono tuttavia nel battezzato alcune conseguenze temporali del peccato ... le fragilità inerenti alla vita come le debolezze del carattere, ecc., e anche una inclinazione al peccato che la Tradizione chiama la concupiscenza .... che non può nuocere a quelli che non vi acconsentono e che le si oppongono virilmente con la grazia di Gesù Cristo.

(La concupiscenza non riguarda specificatamente la sfera sessuale ma è una inclinazione verso tutti i peccati...)

Dico io e non il catechismo che è più facile fare il male piuttosto che il bene... come mai?
Giorgiosan is offline  
Vecchio 19-11-2007, 19.24.03   #145
sebastianb
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

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Originalmente inviato da Giorgiosan
Esistono molti linguaggi (che si potrebbero definire gerghi) per esprimersi ed ognuno sceglie quello o quelli che gli sono più congeniali.
C'è un linguaggio religioso, quello filosofico, un altro che attinge dalla scienza, uno dalla letteratura, ecc. ecc. e tutti i "gerghi" si contaminano a vicenda.
Se si cerca di andare oltre il linguaggio formale qualche volta si scopre che si dice la stessa cosa e che la diversità è solo apparente. Qualche volta ...
Salve, ti presento un' altra interpretazione/versione della "disobbedienza " - ma per me piu' pessimistica --- Quante volte abbiamo sentito: la vita è sofferenza, siamo in una valle di lacrime, tutti dobbiamo morire, ecc.... Frasi ricorrenti in particolari momenti dolorosi che uno sicuramente ha sperimentato nel corso della propria esistenza. ---- Ma quanto detto nasconde la verita': a) della presenza del male b) della sofferenza dell'individuo. Quanto inchiostro è stato versato (altra frase ...) per cercare di individuare il problema del male e quanto è stato "teorizzato" per comprenderlo, attenuarlo, superarlo? - Ecco la mia riflessione (volta al pessimismo) = il grande Illumininato dell'Oriente evidenziava nel dolore la prima delle sue 4 Nobile verita'. Da qui mi pongo la domanda: il dolore è il male, e che cos'è il male? Esso rappresenterebbe la dis/armonia, la situazione confusa in cui quanto desiderato non è realizzato, - ecco la frustrazione. Il male in assoluto è la morte, poichè rappresenta la massima delusione in quanto distrugge la ns. (inconscia ) tensione all' onnipotenza. ---- Ritornando al primo capitolo della Genesi, luogo ideale e di serenita'. La malattia, la vecchiaia, la morte non erano presenti : il dolore era assente. E qui spunta il rettile( altra domanda: perchè il rettile e non un uccello, o un mammifero? significhera' qualcosa ??). Allora il serpente ( " altra interpretazione di quanto gia' detto!!) risveglia la specificita' propria dell' uomo = la coscienza !! La coscienza/consapevolezza permette poi la conoscenza. L'uomo " sapeva" che sarebbe andato incontro verso un nuovo stato del suo essere? Sapeva di rinunciare a quello stato di felicita' statica? Evidentemente NO. Per lui è stato come scommettere. ( in un altro argomento ho scritto di Ulisse incantato dalla ninfa, e solo il suo desiderio di ritorno gli ha permesso di liberarsi dall'incantesimo). L'uomo della Genesi si trova nella stessa situazione, ma con una differenza: Ulisse fa una scelta " liberamente", mentre Adamo è stato " incitato/suggerito/invogliato. L'invito del rettile " risveglia " proprio quella specificita' dell'uomo: la coscienza. Da qui il dubbio e di conseguenza la scelta. Ecco l'uomo è consapevole di essere uomo - perchè dubita! Si pone cosi' delle domande e deve decidere: SI oppure NO ( accettare il frutto = accettare il male -- non accettare di seguire il consiglio = rimanere felice ma non conoscere ! ) - E' andata come sappiamo, da qui la presenza del male, del dolore per aver accettato la sfida. Quindi a monte di tutto è stato il dubbio e questo per il fatto di essere consapevole. ---- Domanda ( forse insensata) e se avesse scelto di rimanere " felice" ?? ovvero di rifiutare quell' invito ? La morte / dolore come sarebbe stata presentata? Gli esegeti risponderebbe: impossibile, c'è la morte c'è il male, domanda improponibile ( infatti c'è il detto: con i se e i ma la storia non si fa) - Anzi i sapienti sostengono che la presenza del male è necessaria ! E questo perchè sviluppa l'uomo !! Quindi anche se il male è negativo, permetterebbe la crescita, la contrapposizione bene/male - gioia/dolore è utile per lo sviluppo interiore . ------ Ritorno all'Illiminato, che ha indicato, come soluzione per eliminare il dolore, il superamento dell' io e del desiderio, in quanto proprio il desiderare produce la sofferenza (: male). Ma riflettendo mi son chiesto: è vero che per eliminare il dolore bisogna estinguere la sete, il desiderare, ma anche desiderare la soppressione della sete non è ( a sua volta ) un desiderare?? - Desiderare ( e il suo prodotto il male) è inevitabile perchè c'è il corpo. Bisogna quindi controllare, dominare il corpo. --- Ed ecco il mio pessimismo. Mi immagino una madre che perde suo figlio. Un dolore senza dubbio il piu' grande di tutti. Proprio una madre, una donna, la depositaria della vita, la genitrice per eccellenza, quella che porta e custodisce nel suo essere la (nuova) vita. Ecco di fronte a questo dolore, di tutti questi discorsi (astratti) cosa pensare? Questo dolore immenso è perchè c'è l'attaccamento ! Piu' c'è attaccamento, piu' cè sofferenza. Come si fa ad essere " neutrali ". Come è possibile allevare/crescere un nuovo essere senza "attaccamento " ? Non siamo macchine artificiali, siamo macchine biologiche, e piu' che naturale "attaccarsi" alla " tua " continuita' !! Per alleviare il dolore vien detto che c'è un " dopo " - Sono molto scettico di questa " speranza". Non è un' illusione per attenuare, per rassicurare l'individuo che il suo " io " perdurera' per sempre ?? ---------- E' anche vero che tutto cio' che nasce - perisce, tutto è transitorio, ed è proprio la transitorieta' del tutto la causa del dolore. O meglio non la causa - l'effetto !! Questo " continuare" la vita, questa catena infinita di esistenze, questa incessante sofferenza, non sono " io " il protagonista, non sono " io " la causa? Ed ecco che vengo al dunque = ora dato che sono " io " il responsabile - io posso arrestare l'effetto, la conseguenza. Io essere " consapevole " intendo porre fine alle sofferenze, evitare che di generazione in generazione si piangano le stesse lacrime, quindi non sarebbe meglio " arrestare " la vita?? Come ? Non generando piu' !!! E' vero si spegnerebbe la vita, ma il dolore sparirebbe - non c'è alternativa. - ( mi immagino critiche per il mio pessimismo. Forse mi sono messo in un vicolo cieco? eppure non faccio altro che pensare, pensare.... ) Da qui la conclusione come ho iniziato, da quelle frasi a volte scontate, ripetute tanto per dire qualcosa. cordialita' ----------------------------------------------------------PS - scusa la lunghezza e chissa' se mi sono spiegato bene?
sebastianb is offline  
Vecchio 19-11-2007, 21.00.22   #146
Noor
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

"L'erudizione è un'ignoranza istruita, un fuoco fatuo.
Essa si sovrappone al reale,velandolo continuamente;ma molti non amano la realtà,bensì l'erudizione che rappresenta la descrizione quantistica dei fenomemi cangianti."
RAPHAEL
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Vecchio 19-11-2007, 23.18.36   #147
Giorgiosan
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Originalmente inviato da sebastianb
Salve, ti presento un' altra interpretazione/versione della "disobbedienza " - ma per me piu' pessimistica --- Quante volte abbiamo sentito: la vita è sofferenza, siamo in una valle di lacrime, tutti dobbiamo morire, ecc.... Frasi ricorrenti in particolari momenti dolorosi che uno sicuramente ha sperimentato nel corso della propria esistenza. ---- Ma quanto detto nasconde la verita': a) della presenza del male b) della sofferenza dell'individuo. Quanto inchiostro è stato versato (altra frase ...) per cercare di individuare il problema del male e quanto è stato "teorizzato" per comprenderlo, attenuarlo, superarlo? - Ecco la mia riflessione (volta al pessimismo) = il grande Illumininato dell'Oriente evidenziava nel dolore la prima delle sue 4 Nobile verita'. Da qui mi pongo la domanda: il dolore è il male, e che cos'è il male? Esso rappresenterebbe la dis/armonia, la situazione confusa in cui quanto desiderato non è realizzato, - ecco la frustrazione. Il male in assoluto è la morte, poichè rappresenta la massima delusione in quanto distrugge la ns. (inconscia ) tensione all' onnipotenza. ---- Ritornando al primo capitolo della Genesi, luogo ideale e di serenita'. La malattia, la vecchiaia, la morte non erano presenti : il dolore era assente. E qui spunta il rettile( altra domanda: perchè il rettile e non un uccello, o un mammifero? significhera' qualcosa ??). Allora il serpente ( " altra interpretazione di quanto gia' detto!!) risveglia la specificita' propria dell' uomo = la coscienza !! La coscienza/consapevolezza permette poi la conoscenza. L'uomo " sapeva" che sarebbe andato incontro verso un nuovo stato del suo essere? Sapeva di rinunciare a quello stato di felicita' statica? Evidentemente NO. Per lui è stato come scommettere. ( in un altro argomento ho scritto di Ulisse incantato dalla ninfa, e solo il suo desiderio di ritorno gli ha permesso di liberarsi dall'incantesimo). L'uomo della Genesi si trova nella stessa situazione, ma con una differenza: Ulisse fa una scelta " liberamente", mentre Adamo è stato " incitato/suggerito/invogliato. L'invito del rettile " risveglia " proprio quella specificita' dell'uomo: la coscienza. Da qui il dubbio e di conseguenza la scelta. Ecco l'uomo è consapevole di essere uomo - perchè dubita! Si pone cosi' delle domande e deve decidere: SI oppure NO ( accettare il frutto = accettare il male -- non accettare di seguire il consiglio = rimanere felice ma non conoscere ! ) - E' andata come sappiamo, da qui la presenza del male, del dolore per aver accettato la sfida. Quindi a monte di tutto è stato il dubbio e questo per il fatto di essere consapevole. ---- Domanda ( forse insensata) e se avesse scelto di rimanere " felice" ?? ovvero di rifiutare quell' invito ? La morte / dolore come sarebbe stata presentata? Gli esegeti risponderebbe: impossibile, c'è la morte c'è il male, domanda improponibile ( infatti c'è il detto: con i se e i ma la storia non si fa) - Anzi i sapienti sostengono che la presenza del male è necessaria ! E questo perchè sviluppa l'uomo !! Quindi anche se il male è negativo, permetterebbe la crescita, la contrapposizione bene/male - gioia/dolore è utile per lo sviluppo interiore . ------ Ritorno all'Illiminato, che ha indicato, come soluzione per eliminare il dolore, il superamento dell' io e del desiderio, in quanto proprio il desiderare produce la sofferenza (: male). Ma riflettendo mi son chiesto: è vero che per eliminare il dolore bisogna estinguere la sete, il desiderare, ma anche desiderare la soppressione della sete non è ( a sua volta ) un desiderare?? - Desiderare ( e il suo prodotto il male) è inevitabile perchè c'è il corpo. Bisogna quindi controllare, dominare il corpo. --- Ed ecco il mio pessimismo. Mi immagino una madre che perde suo figlio. Un dolore senza dubbio il piu' grande di tutti. Proprio una madre, una donna, la depositaria della vita, la genitrice per eccellenza, quella che porta e custodisce nel suo essere la (nuova) vita. Ecco di fronte a questo dolore, di tutti questi discorsi (astratti) cosa pensare? Questo dolore immenso è perchè c'è l'attaccamento ! Piu' c'è attaccamento, piu' cè sofferenza. Come si fa ad essere " neutrali ". Come è possibile allevare/crescere un nuovo essere senza "attaccamento " ? Non siamo macchine artificiali, siamo macchine biologiche, e piu' che naturale "attaccarsi" alla " tua " continuita' !! Per alleviare il dolore vien detto che c'è un " dopo " - Sono molto scettico di questa " speranza". Non è un' illusione per attenuare, per rassicurare l'individuo che il suo " io " perdurera' per sempre ?? ---------- E' anche vero che tutto cio' che nasce - perisce, tutto è transitorio, ed è proprio la transitorieta' del tutto la causa del dolore. O meglio non la causa - l'effetto !! Questo " continuare" la vita, questa catena infinita di esistenze, questa incessante sofferenza, non sono " io " il protagonista, non sono " io " la causa?

Ed ecco che vengo al dunque = ora dato che sono " io " il responsabile - io posso arrestare l'effetto, la conseguenza. Io essere " consapevole " intendo porre fine alle sofferenze, evitare che di generazione in generazione si piangano le stesse lacrime, quindi non sarebbe meglio " arrestare " la vita?? Come ? Non generando piu' !!! E' vero si spegnerebbe la vita, ma il dolore sparirebbe - non c'è alternativa. - ( mi immagino critiche per il mio pessimismo. Forse mi sono messo in un vicolo cieco? eppure non faccio altro che pensare, pensare.... ) Da qui la conclusione come ho iniziato, da quelle frasi a volte scontate, ripetute tanto per dire qualcosa. cordialita' ----------------------------------------------------------PS - scusa la lunghezza e chissa' se mi sono spiegato bene?

Ho letto attentamente quanto hai scritto perché sono stato catturato dalle tue parole.
Mi chiedo spesso quali ragioni o sentimenti potrebbero, oggi, spingermi ad avere dei figli. Non ne trovo nessuna. Nessun argomento religioso o umanistico mi convince.
Ho cercato argomenti nelle parole di Gesù ma non ne ho trovato.
Ne ho trovate, invece, che mi inducono a pensare che implicitamente il Cristo suggerisca di non averne. ...a chi lo può capire.
Ad un certo punto dell'evoluzione personale mi appare chiaro che è una scelta profondamente cristiana non avere figli.
Non è pessimismo, credo c sia una limpida percezione della realtà.

Spiegare cosa sia il male e perché vi sia, in modo autentico e convincente per me, va oltre quello che mi sento di dire pubblicamente perché non so come sarebbe recepito da coloro che hanno fede... e scelgo, perciò di non manifestare il mio pensiero.

Vorrei farti una sola notazione: la vita in Cristo e la beatitudine promessa non comincia dopo la morte ma in questa...è questa la fede secondo la retta dottrina... ed è anche vero.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 19-11-2007, 23.35.37   #148
koan
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Originalmente inviato da sebastianb
Salve, ti presento un' altra interpretazione/versione della "disobbedienza " - ma per me piu' pessimistica --- Quante volte abbiamo sentito: la vita è sofferenza, siamo in una valle di lacrime, tutti dobbiamo morire, ecc.... Frasi ricorrenti in particolari momenti dolorosi che uno sicuramente ha sperimentato nel corso della propria esistenza. ---- Ma quanto detto nasconde la verita'
[...]
Da qui la conclusione come ho iniziato, da quelle frasi a volte scontate, ripetute tanto per dire qualcosa. cordialita'

Caspita, sempre più alla radice del problema... non c'è che dire: bellissimo discorso.

"Desidero" ( da qui il pericolo di affrontarlo male ? ) analizzare la questione seguendo la linea da te aperta...
Leggere tra le righe comporta NON una maggiore comprensione, ma trovare la Verità. Se siamo frutto della Verità, che tanto la Ragione quanto lo Spirito persegue, allora essa NON può stare lontano da noi: il risultato dà la vittoria, il conseguimento del premio... Il rettile ( ), non può intaccare la mia forza vitale, poiché tal essere agisce ed opera sulla base della paura, dell'angoscia, dell'eccitamento, mentre io NON ho paura interiormente della morte, NON ho angoscia della vita e dell'esistenza, perché credo nella vita, e semplicemente NON credo - seppur non resistendogli - a quanto non mi rilascia Libertà Interiormente ( l'eccitazione vincola/brama, ma non lascia liberi di dare e di ricevere autenticamente; chi cade si rialza, chi cadesse infinite volte, infinite sono le volte che si rialzerà; questo spirito abbatte prima o poi l'illusione definitivamente ).
Alla Pace e Riposo infiniti anela, credo io, l'anima dell'uomo e della donna... come un Giorno di Sabato senza Fine ( chi non è felice di andare in vacanza ? ).
Pace:
non esiste niente credo di più grande ..

"il dolore è il male, e che cos'è il male? Esso rappresenterebbe la dis/armonia, la situazione confusa in cui quanto desiderato non è realizzato, - ecco la frustrazione. Il male in assoluto è la morte, poichè rappresenta la massima delusione"

Voglio ( non desidero ) comprendere.
Sofferenza e dolore discendono direttamente dalla caduta, ma che cosa significa .. ?
Quando ciò che è in basso diviene il mio soggetto, allora si innesca il processo della caduta.
Se guardo dall'alto verso il basso e decido che esso non sia più basso, ma alto, allora mi getto giù e la forza di gravità propria della massa mi schiaccia e mi uccide. Guardate giù da un piano altissimo e immaginiamo di cadere giù... persino gli animali non oserebbero sperimentare l'esperienza di caduta.
L'Unica forza nell'Universo in grado di spezzare i vincoli che ci legano alla Paura di qualunque cosa è l'Amore:
"Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l'amore, né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le richezze della sua casa pretendendo di comprarlo, non ne avrebbe che disprezzo.

Questo è registrato dentro di noi ( non si crede senza riconoscere interiormente la verità ) ..
Il peccato ci ha condotto alla rovina rovesciando gli ordini della creazione:
il basso ( la terra, la polvere, la carne ) è divenuto il soggetto, mentre l'Alto ( il cielo, la mente, il cuore ) è divenuto l'oggetto dell'Io sono ( siamo Figli dell'Io Sono ):
"giacché polvere sei ed in polvere tornerai; mangerai - al rettile - polvere per tutti i giorni della tua vita... così egli è vincolato a noi e noi a lui, sino alla fine di tutte le cose.
Per amore, solo per amore l'uomo e la donna possono aver trasgredito al Comandamento, ma questo Lucifero lo conosceva bene, perché conosceva l'uomo e la donna ed i rispettivi punti deboli; questo in quanto egli - portatore di luce - trasmetteva loro la conoscenza delle Verità di Dio.
Il punto andrebbe approfondito ulteriormente, dato che la Gelosia ha ucciso il mondo.

"il dolore è il male, che cos'è il male ?"
Il dolore è la perdita del nostro Io Originale, questo lo sperimentiamo quando soffriamo, perché qualcosa dentro di noi non si nuove, non reagisce come dovrebbe... Fa più male la morte che proviamo dentro di noi che quella fisica ..
Questo è il male.
Dio Soffre più di tutti!
Una sofferenza è quella della morte procurata dalla divisione del nostro Io, in due "io" distinti e separati, in contrasto/contraddizione tra di loro.
Un'altra Sofferenza è quella che attende il ricongiungimento in Dio, che è Amore: se un figlio si perde e sta male, il padre/la madre sono persi con lui.
Dio non è un robot, ma possiede un cuore di Padre ( è Amore ) che ha dato tutto per suo Figlio/a ( Gioia dell'Amore ).

Il male non è fuori di noi Sebastian, ma dentro, per questo bisogna conoscere che siamo amati ( l'inganno e non sentirsi/non sapere di essere amati: non è possibile sentirlo mentalmente, ma solo con il cuore ).

E' possibile riunire 'mente originale' e 'mente fisica', prendendo coscienza di sé e trovandone gli strumenti a noi disponibili e riconoscibilissimi interiormente ( a questo serve l'illuminazione, anche se il percorso non è facile, ma pieno di peripezie ): lo stesso vale per l'amore, vedondolo interiormente ( anche se fa male ) ..

Il Salvatore viene come nuovo Adamo e porta con sé il Premio Eterno: il frutto dell'Albero di Vita.

"E' anche vero che tutto cio' che nasce - perisce, tutto è transitorio, ed è proprio la transitorieta' del tutto la causa del dolore. O meglio non la causa - l'effetto !! Questo " continuare" la vita, questa catena infinita di esistenze, questa incessante sofferenza, non sono " io " il protagonista, non sono " io " la causa?"

Tutto si forma o trans-forma per nascere realmente: l'Essere non può essere vincolato alla materia, ma la Domina! chi ritrova la vita vede chiaramente o come è Scritto: vedrà non più confusamente come in uno specchio/in un immagine, ma Faccia a Faccia ..
Dentro di noi troviamo la Verità, se la stiamo cercando e non facciamoci ingannare interiormente, perché nessuno ha potere dentro di noi se non noi stessi: il nostro Io originale deve essere fatto riemergere dalle profondità del cuore e dell'anima.
Per me il continuare significa garantire la vittoria: sopravvivere è tutto per l'essere umano; in una lotta all'ultimo sangue NON si abbandona la battaglia: solo così il dentro viene fuori e vince la morte interiore ( la vita esteriore è SOLO una parvenza di quella vera, è solo un riflesso confuso, è solo un'immagine, NON è la Realtà vera... ) !

Ciò che avvinghia l'uomo/la donna dentro di sé NON è il desiderio, ma l'incapacità di amare veramente, pur percependolo interiormente, confusamente .. Adamo ed Eva non hanno mangiato il Frutto della Maturità, che si realizza dentro di sé, ma quello dell'insicurezza, dell'inadeguatezza, della paura e della morte ( la vergogna ne è solo il risultato più esteriore; peggio di esso è cambiare la verità, al che di gran lunga: meglio soffrire fino a quando sarà .. )
koan is offline  
Vecchio 20-11-2007, 11.17.07   #149
spirito!libero
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

Ho pensato di contribuire in maniera più costruttiva e dunque propongo un'altra chiave di lettura di Genesi, partendo dal l'approccio etsi deus non daretur.

Il giudaismo pre-esiliaco è la religione della legge. E' un culto normativo e legalista, colmo di precetti e di indicazioni su come vivere ogni aspetto dell'esistenza. Tutto viene divinamente normato, dal come espletare i propri bisogni corporali a come mangiare, vi sono regole precise per la civile convivenza, norme per dirimere le controversie e i contenziosi. Tutti questi dettami vengono niente meno che da Dio ogni trasgressione alla legge divina verrà inesorabilmente punita. La prima tradizione giudaica non relega il principio premio/castigo al mondo post mortem, ma lo lega alla realtà immanente, Dio cioè premia e punisce in questa vita, elargendo castighi o ricompense a seconda di quanto l'individuo è stato fedele e ligio alle Sua legge e dunque soggiogato alla Sua volontà assoluta.

Il compito di Genesi dunque è fondare la legge in Dio, compresa la dichiarazione normativa. Ora, qual'è , in questa prospettiva legalista, il peggior crimine che l'uomo possa commettere ? Quello di decidere di per se cosa è bene e cosa è male che implicherebbe l'oltraggio di sostituirsi niente meno che a Dio stesso, giacché la legge non può che venire da quest'ultimo. Dio, infatti, permise all'uomo di mangiare qualsiasi frutto tranne quello che gli permetterà di emanciparsi dalla legge divina, di decidere autonomamente i parametri della giustizia: “fai quello che vuoi ma unicamente all'interno delle regole che io, sommo legislatore, ho stabilito e dettato, non ergerti mai a giudice delle mie leggi altrimenti perirai”.

E' chiaro che il tentativo dell'agiografo è quello di dare autorevolezza alle leggi e norme tradizionali che si riteneva fossero indispensabili per regolare la vita sociale del popolo comprese le norme igieniche ed alimentari. La fondazione divina delle norme, pratica diffusissima in tutte le culture antiche, era dovuta alla consapevolezza più o meno profonda, che senza un'imposizione divina tali norme difficilmente sarebbero state rispettate dal popolo.

Ergo il compito di Genesi non è altro che quello di far comprendere agli ebrei del tempo perché sottostare alla legge e perchè non potevano erigersi a giudici del bene e del male. Dovevano quindi seguire l'unico giudice supremo ubbidendo scrupolosamente alle Sue leggi senza nemmeno minimamente pensare di metterle in discussione.

Siamo insomma di fronte all'osservazione che fu già degli illuministi, ovvero che l'autorità divina serve per fare in modo che il “volgo” osservi la legge. In Genesi non solo si riconosce che le norme vengono da Dio, ma si fa presente che il massimo peccato dell'uomo, che porta inevitabilemtne alla morte, è proprio quello di giudicare le Sue, di mettersi al posto di Dio e criticare razionalmente i precetti divini stessi attraverso la propria ragione ed il proprio senso etico.

Saluti
Andrea
spirito!libero is offline  
Vecchio 20-11-2007, 11.33.33   #150
koan
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Riferimento: Interpretazioni della disobeddienza di "Adamo ed Eva"

Citazione:
Originalmente inviato da spirito!libero
[...] e criticare razionalmente i precetti divini stessi attraverso la propria ragione ed il proprio senso etico.

Quali precetti e ragioni possiedono dei bambini o degli adolescenti ?
Se nella fase di crescita lasci ai ragazzi fare quello che vogliono o credono giusto, ne raccoglieranno poi i frutti.
Già questa società ci vincola ai propri modi di essere e di vedere, figuriamo alle origini o mentre l'umanità ancora non era cresciuta come Uomo e Donna.
Maturare significa anche portare frutto, ma questo non può essere immaturo, altrimenti: cade a terra .. !
La superficialità e la presunzione umane, il non bisogno di dover approfondire nulla, ma sentirsi sicuri di sé nel proprio ego, sono le cose che detesto di più in vita.
Che lo si creda o no le conseguenze del peccato originale hanno distrutto l'uomo e la donna da dentro e ricostruire tutto quello che è andato perduto ha comportato una sofferenza che non oso calcolare, anche dietro l'inflessibilità delle norme della Legge divina.
Vedo che cosa sono l'uomo e la donna, non ho bisogno di fare neanche uso della Fede...
Saluti
koan is offline  

 



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