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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 16-09-2015, 16.02.54   #161
maral
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

Ci andrei molto piano con l'intuizione (intendendo con essa il dato fenomenico che si presenta come immediatamente dato all'immaginazione in un significato che va oltre la sua stretta sensorialità), non ha nessun primato in materia di conoscenza se non sottoposta al vaglio del dubbio razionale. Non credo nemmeno che sia vero a rigore che l'intuizione stia oltre il principio di non contraddizione: ciò che si presenta si presenta sotto il segno di una certezza identitaria e l'identità sta alla base del principio di non contraddizione. Se intuisco qualcosa quel qualcosa è in ogni caso esattamente quello che è e non quello che è e il suo contrario. Essendo quello che è vuole escludere il suo contrario e proprio perché mi si presenta per certo semplicemente non tollera di essere contraddetto, quindi afferma in modo assoluto, con atto di fede, la sua non contraddizione pur rimanendo sempre contraddicibile. L'intuizione spessissimo inganna in quanto è frutto dei nostri pregiudizi inconsci, piuttosto che della realtà delle cose e spesso porta a identificare i nostri pregiudizi con la realtà in sé. L'intuizione ha certamente il pregio di presentarci un mondo ricco di spontaneità e sorprendente qualità, come se le cose venissero da un esterno che ci oltrepassa, ma questo darsi del mondo va sempre vagliato con la massima criticità possibile altrimenti si sbaglia anche in modo disastrosamente tragico.
Non ho ancora capito ad esempio cosa sarebbe questo IO universale, l'intuizione di un supremo osservatore che osserva se stesso? Se si dice, come nel titolo di questa riflessione, che coincide con l'Essere, l'Essere basta e avanza, poiché nell'Essere c'è anche l'io e la coscienza, senza la pretesa del tutto arbitraria di assolutizzarla. Nell'Essere c'è l'io e la coscienza e pure il non io e la non coscienza, anzi l'Essere come totalità non è cosciente di nulla, non è un soggetto, ma è oltre le categorie di soggetto e oggetto proprio in quanto li comprende entrambi come sue parti. L'Essere non ha alcuna forma poiché le ha tutte, esso solo è, principio di identità assoluta che rigetta la propria contraddizione assoluta, ossia il niente che produce, poiché l'Essere è solo nell'esserci di ogni ente (infatti solo gli enti possono trovarsi da qualche parte), non nella inesistente totalità che come tale non è in nessun posto. L'Essere è allo stesso modo nell'io, nel tu e in tutti i pronomi personali e non, è anche nell'immaginario unicorno che ha messo casa sulla luna, o nel cerchio quadrato, identico nei fotoni e nei quark e in Babbo Natale. Alla luce dell'Essere non fa assolutamente nessuna differenza.

Ultima modifica di maral : 16-09-2015 alle ore 16.13.19.
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Vecchio 16-09-2015, 17.33.15   #162
sgiombo
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

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Originalmente inviato da Sariputra
Se le cose che non possono essere dimostrate le ritieni assurde, come scrivi, per pietas verso colui che le ha scritte, ti prego almeno di accettarle.

Nessun problema ad accettare che altri seguano diversi modi di vivere e di "pensare" (intuitivamente; se é corretto considerare l' intuizione di una forma di pensiero diversa da quella logica - discorsiva; cosa su cui peraltro non saprei pronunciarmi praticando poco o forse proprio per nulla l' intuizione).

Devo solo precisare che non ritengo assurde le cose che non si possono dimostrare, ma casomai arbitrarie (arbitrariamente credute); tant' é vero che anch' io credo vere per pura fede alcune cose indimostrabili, nella consapevolezza, per me importantissima, della loro imdimostrabilità.

Poiché mi piace chi non si loda troppo (e io stesso cerco di evitarlo), trovo apprezzabile (e sicuramente eccessiva: non esagerare con la modestia) la tua autodefinizione di "pessimo" pittore; suppongo che sia un pittore per lo meno discreto (già il fatto di non sopravvalutarti depone secondo me in tal senso).
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Vecchio 16-09-2015, 17.43.00   #163
sgiombo
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Originalmente inviato da acquario69
ma la masturbazione mentale sta invece nel ritenere che l'intuizione si possa pensare.

l'intuizione non risiede nella mente ma la trascende e il delirio di onnipotenza al contrario e' stato nell' uso della sola ragione,come unico punto di riferimento e che da un certo punto in poi e conseguentemente ha disconnesso (natura qui non solo intesa in tal senso,ma come "ecologia profonda/integrativa",cioè essenziale)
e' come se avesse abbattuto il "ponte" che dava accesso alla comprensione integrale-non duale,nella quale non possono più esserci distinzioni (l'intuizione in questo caso può paragonarsi al "ponte")

La ragione per definizione non può conseguentemente portare ad alcun delirio di onnipotenza (quanto di più irrazionale posa darsi!), né probabilmente -se queste parole hanno un senso- "disconnettere l'uomo dalla natura".

Non riesco ad attribuire alcun senso alla locuzione "natura qui non solo intesa in tal senso,ma come "ecologia profonda/integrativa",cioè essenziale", né a quella "comprensione integrale-non duale,nella quale non possono più esserci distinzioni".

Sono contento di non essere un onanista mentale (per lo meno a questo proposito), dal momento che non credo che l' intuizione sia una forma di pensiero logico (l' unico tipo di pensiero corretto di cui sia a conoscenza): non credo che l' intuizione si possa pensare, credo che casomai all' intuizione si possa pensare).
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Vecchio 16-09-2015, 17.51.24   #164
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Originalmente inviato da memento
Sgiombo:Il pensiero non ha contenuti,non ha bisogno di oggetti a cui riferirsi,è intuitivo. Non è un discorrere concettuale nella mente (del tipo "questo è lo schermo","questo il gatto",ecc.) perché il concetto,cioè la forma intrinseca che tu chiami impropriamente sensazione,è già pensato nel momento in cui lo determini con un significato. Anche quando ti fermi a pensare allo schermo del pc,tu sai già intuitivamente cosa sia,semmai è una ripetizione mentale (un modo per rimanere concentrati,come si fa quando si studia: ma tu hai bisogno di riflettere per capire ciò che leggi?ovviamente intendo solo il significato letterale).

Francamente mi sembra che parliamo lingue diverse: per "pensiero" e per "sensazione" tu intendi evidentemente qualcosa di molto diverso da ciò che intendo io (il pensare una certa sensazione é per me -e credo per il vocabolario delle lingua italiana- diversa cosa dall' accadere di tale sensazione, che non necessariamente ne é accompagnata): posso avere tantissime sensazioni senza saperne alcunché (nei numerosi casi in cui non sono accompagnate da -le ulteriori sensazioni de- i pensieri di tali sensazioni).

Per capire ciò che leggo ho bisogno per lo meno di un minimo di attenzione, cioé di pensarci almeno "un pochino" se si tratta di cose banali o arcinote; di molta più attenzione quando si tratta di novità più o meno difficili da capire.
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Vecchio 16-09-2015, 19.13.45   #165
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

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Ci andrei molto piano con l'intuizione (intendendo con essa il dato fenomenico che si presenta come immediatamente dato all'immaginazione in un significato che va oltre la sua stretta sensorialità), non ha nessun primato in materia di conoscenza se non sottoposta al vaglio del dubbio razionale. Non credo nemmeno che sia vero a rigore che l'intuizione stia oltre il principio di non contraddizione: ciò che si presenta si presenta sotto il segno di una certezza identitaria e l'identità sta alla base del principio di non contraddizione. Se intuisco qualcosa quel qualcosa è in ogni caso esattamente quello che è e non quello che è e il suo contrario. Essendo quello che è vuole escludere il suo contrario e proprio perché mi si presenta per certo semplicemente non tollera di essere contraddetto, quindi afferma in modo assoluto, con atto di fede, la sua non contraddizione pur rimanendo sempre contraddicibile. L'intuizione spessissimo inganna in quanto è frutto dei nostri pregiudizi inconsci, piuttosto che della realtà delle cose e spesso porta a identificare i nostri pregiudizi con la realtà in sé. L'intuizione ha certamente il pregio di presentarci un mondo ricco di spontaneità e sorprendente qualità, come se le cose venissero da un esterno che ci oltrepassa, ma questo darsi del mondo va sempre vagliato con la massima criticità possibile altrimenti si sbaglia anche in modo disastrosamente tragico.
Ciao Maral,se l'intuizione ci porta ad identificare i pregiudizi con la realtà è perché la realtà stessa è un pregiudizio;ma d'altronde non lo è anche l'essere? Il principio di non contraddizione non è fondo un principio che si assume vero per evidenza? Tu dici: tutto ciò che si presenta si presenta sotto il controllo di una certezza identitaria. Tutto ciò che si presenta! Vedi che siamo ancora nei pensieri dell'Io e nelle sue determinazioni... se tu mi parli di qualcosa,escludi già la contraddizione dalla premessa. Ma poi l'essere può apparire? No perché per entrambe le risposte c'è un paradosso logico. Soprattutto non capisco che c'entri la logica con il principio di non contraddizione. È un atto di fede,come dici tu.
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Vecchio 17-09-2015, 10.54.58   #166
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Ciao Maral,se l'intuizione ci porta ad identificare i pregiudizi con la realtà è perché la realtà stessa è un pregiudizio;ma d'altronde non lo è anche l'essere? Il principio di non contraddizione non è fondo un principio che si assume vero per evidenza? Tu dici: tutto ciò che si presenta si presenta sotto il controllo di una certezza identitaria. Tutto ciò che si presenta! Vedi che siamo ancora nei pensieri dell'Io e nelle sue determinazioni... se tu mi parli di qualcosa,escludi già la contraddizione dalla premessa. Ma poi l'essere può apparire? No perché per entrambe le risposte c'è un paradosso logico. Soprattutto non capisco che c'entri la logica con il principio di non contraddizione. È un atto di fede,come dici tu.
Certamente la realtà è un pregiudizio, ma non nel senso che viene arbitrariamente decisa, ma nel senso che precede ogni giudizio che si dà su di essa ed è proprio per questo che non possiamo dire (giudicando) cosa sia, magari identificandola con la volontà di Dio, la coscienza di un io universale, la danza delle particelle elementari ecc. La realtà semplicemente è perché se non fosse, tutto non avrebbe alcun senso o ignificato, e dunque, proprio per il principio di non contraddizione non è niente e il niente non è realtà. Dunque trovo più appropriato identificare la realtà con l'Essere (inteso come l'essere concreto di ogni ente e dunque di ogni io e di ogni non io, ossia di ogni singolo ente cosciente o non cosciente) che non con quel particolare modo di essere astratto come per distillazione dalle singole coscienze che è l'io.
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Ma poi l'essere può apparire? No perché per entrambe le risposte c'è un paradosso logico. Soprattutto non capisco che c'entri la logica con il principio di non contraddizione. È un atto di fede,come dici tu
L'essere appare continuamente nell'esserci degli essenti, non in se stesso e certo per poter apparire occorre che che nell'Essere vi sia una forma di coscienza, che appunto è una modalità dell'esserci, ma non la sola modalità. Affermare che sia la sola modalità è arbitrario quanto il negarlo (e se qualsiasi cosa è arbitraria non vedo per quale motivo stiamo a perdere tempo a discutere).
La logica (che esprime la sintassi e la semantica del linguaggio dimostrativo) si fonda sul principio di non contraddizione che si fonda sul principio di identità: semplicemente la logica parte dall'intuizione della assoluta tautologia che A è A (A=A), quindi A non può essere NON A e quindi o c'é A o c'è NON A, altrimenti non c'è niente, ma poiché il niente non c'é o c'è A o c'é non A. Questa intuizione di identità che corrisponde al pnc la troviamo a volte troppo limitante? D'accordo. Resta il fatto che se eliminiamo il pnc, né quanto dico io né quanto dici tu avrebbe alcun senso, poiché ciò che viene detto, come ogni cosa, sarebbe e non sarebbe il contrario di quello che si dice.
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Vecchio 17-09-2015, 18.33.52   #167
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Sgiombo: io intendo il pensare come un'attività che attribuisce significati,di qualunque genere,anche extraconcettuali o intuitivi. Per me non ha alcun senso separare la coscienza in due,semmai si può parlare di pensieri semplici e complessi. A questo punto mi chiedo:cosa intendi per intuito?
Maral: Credo che continuerò in futuro questa riflessione sull'essere in un altro topic,credo che l'ontologia non sia che un residuo di metafisica. Vedo che confermi anche tu la natura intuitiva e non logica del pnc,questo volevo sapere.
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Vecchio 18-09-2015, 08.40.27   #168
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Sgiombo: io intendo il pensare come un'attività che attribuisce significati,di qualunque genere,anche extraconcettuali o intuitivi. Per me non ha alcun senso separare la coscienza in due,semmai si può parlare di pensieri semplici e complessi. A questo punto mi chiedo:cosa intendi per intuito?

Non vedo come si possano attribuire significati a concetti rappresentati da simboli verbali (parole) se non svolgendo un (solitamente breve) discorso logico che ne costituisce la definizione attraverso la messa in reciproche relazioni di altri concetti .
Dunque non vedo alcun senso della locuzione "significati, di qualunque genere, anche extraconcettuali o intuitivi": "estraconcettualmente" si possono avvertire sensazioni, avere determinate esperienze mentali diverse da quelle dei pensieri, non pensare in generale (e in particolare attribuire significati a concetti rappresentati da simboli verbali).

Mi sembra più che lecito e inoltre necessario per comprendere i termini delle questioni operare distinzioni fra i vari contenuti della coscienza.

Per intuito intendo più o meno una nebulosa convinzione circa ciò che accade (come è la realtà) immediatamente avvertita acriticamente (almeno ab initio; può poi essere criticata ed eventualmente corroborata razionalmente, dimostrata, ma allora non è più una mera intuizione), in modo analogo a quello in cui si avvertono desideri, pulsioni, aspirazioni circa ciò che si vuole che accada (come si vorrebbe che fosse la realtà).

Sei d' accordo?
Se no, tu cosa intendi?

Ultima modifica di sgiombo : 18-09-2015 alle ore 12.21.30.
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Vecchio 18-09-2015, 10.23.43   #169
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

l'intuizione (superiore o sovra-razionale) viene generalmente confusa (o del tutto ignorata) poiché viene scambiata con le sensazioni in-conscie o anche sub-conscie individuali (fisiche e mentali)
mentre in realta le trascende essendo appunto extra-fisiche
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Vecchio 18-09-2015, 15.01.17   #170
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Non vedla nos come si possano attribuire significati a concetti rappresentati da simboli verbali (parole) se non svolgendo un (solitamente breve) discorso logico che ne costituisce la definizione attraverso la messa in reciproche relazioni di altri concetti .
Dunque non vedo alcun senso della locuzione "significati, di qualunque genere, anche extraconcettuali o intuitivi": "estraconcettualmente" si possono avvertire sensazioni, avere determinate esperienze mentali diverse da quelle dei pensieri, non pensare in generale (e in particolare attribuire significati a concetti rappresentati da simboli verbali).
Proviamo?
Partiamo da una parola,ad esempio vita:
Vita: insieme delle funzioni che rendono un organismo capace di conservarsi.
Si,ma cosa vuole dire funzione?
Funzione: attività svolta da organismi,apparati
E organismo? ogni essere dotato di vita.
Quindi vita sarebbe: insieme delle attività svolte da esseri dotati di vita capaci di conservarsi. In pratica siamo tornati al punto di partenza,e ci tocca anche spiegare cos'è un insieme,un'attività,una conservazione; e se proprio volessimo esasperare cosa significano tutti i verbi presenti nelle definizioni.
Perché ho fatto questo esempio? Per dimostrarti che per dare una definizione di una parola,devi partire da significati che già conosci intuitivamente(ossia che non devi definire da altri concetti),altrimenti il processo non giunge mai a conclusione. Mi sembra ci fosse un topic su questo,sulla tautologia come condizione della ragione.
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Per intuito intendo più o meno una nebulosa convinzione circa ciò che accade (come è la realtà) immediatamente avvertita acriticamente (almeno ab initio; può poi essere criticata ed eventualmente corroborata razionalmente, dimostrata, ma allora non è più una mera intuizione), in modo analogo a quello in cui si avvertono desideri, pulsioni, aspirazioni circa ciò che si vuole che accada (come si vorrebbe che fosse la realtà).
Sei d' accordo?
Se no, tu cosa intendi?
Considerato ciò che ho detto prima,definisco intuito come l'attività che distribuisce significati,il soggetto dietro ogni pensiero. Anche la ragione è intuitiva,si basa su dimostrazioni immediate ed evidenti. Il compito della ragione è infatti quello di ridurre ai minimi termini un problema,in modo che sia facimente intuibile come per chi l'ha pensato. Maggiore è la semplicità di un principio razionale,maggiore è la sua importanza e applicazione. Ragione e intuito non sono in contrapposizione: in fondo,quando utilizziamo la razionalità,non vorremmo che il mondo fosse razionale?
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